“Il tempo passa e si deve ancora fare il bando di gara per assegnare la progettazione dei lavori di bonifica”
Visto che l’assessore Icardi non ha affrontato la questione dell’ospedale unico dell’ASLTO5, presenterò un Question Time specifico per chiedere che si faccia chiarezza su questo progetto”
“Il Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione, pur costituendo un’infrastruttura strategica per il Piemonte ed una grande opportunità urbanistica per Torino, si trova ancora alla casella di partenza. La conferma l’ha data l’assessore alla Sanità Luigi Icardi rispondendo al mio Question Time in cui chiedevo conto sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica dell’area ex Fiat Avio. Infatti, deve ancora essere predisposto il bando per la gara per l’affidamento della progettazione e della direzione dei lavori di bonifica. Quindi serve tempo per la gara, poi tempo per il progetto, poi tempo per individuare la ditta incaricata per la bonifica, poi tempo per la bonifica medesima. Tempo che passa come non fosse bastato il tepo fin qui sprecato.Siamo tutti consapevoli che l’emergenza sanitaria di questi mesi ha bloccato tutto ma non può costituire un alibi: l’edilizia sanitaria, il PSRI di Torino e gli altri nuovi ospedali, non possono sparire dal radar del dibattito pubblico ma devono tornare ad essere una delle priorità dell’agenda politica”. Lo dichiara il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni, a margine del dibattito in Consiglio regionale sullo stato di avanzamento della bonifica del sito dove dovrà essere realizzato il Parco della Salute. “Dobbiamo ancora una volta ribadire che non stiamo parlando semplicemente di un nuovo ospedale, una sorta di Molinette 2, ma di una struttura sanitaria che concentrerà le alte complessità e dove si farà ricerca medica e tecnologica–prosegue il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni -e mi aspettavo che l’assessore Icardi approfittasse di questo mio Question Time anche per aggiornarci sullo stato del dialogo competitivo, se è ancora interrotto o se è ripreso. E per darci notizie sul nuovo ospedale unico dell’ASLTO5, di cui nulla sappiamo, né se si voglia riaprire la discussione sul sito, né se si voglia accogliere la disponibilità all’investimento da parte dell’Inail. Vista la ritrosia dell’assessore ad affrontare il tema, ripresenterò un Question Time per chiedere che venga fatta chiarezza su questo progetto”.
Mauro SALIZZONI, vice presidente Consiglio Regionale del Piemonte
Almeno 10.000 caduti tra gli imperiali, circa 2000 francesi tra morti e feriti, un territorio percorso e devastato da 30.000 soldati che causarono lutti e sofferenze nella popolazione locale. In quel giorno di primavera Ceresole d’Alba diventò un immenso campo di battaglia. Nel paese di poco più di 2000 abitanti, a una decina di chilometri da Carmagnola, il Museo della Battaglia, aperto lo scorso autunno, racconta il sanguinoso scontro tra le truppe francesi di Francesco I e l’esercito imperiale di Carlo V che lasciò sul terreno migliaia di morti, feriti e mutilati.
firmata a Crépy sarà solo una tregua di breve durata. Dopo Ceresole d’Alba i francesi dilagarono in Piemonte. Anche Alba, Chieri, Casale, Ivrea e gran parte del Monferrato caddero nelle mani dell’armata transalpina. A metà del Cinquecento un’ampia fetta del Piemonte era stata annessa al regno di Francia ma dopo pochi anni la situazione internazionale mutò drasticamente. Nel 1557 la disastrosa sconfitta dei francesi a San Quintino (Saint-Quentin), nel nord della Francia, annientati dalle truppe imperiali condotte da Emanuele Filiberto, duca di Savoia (battaglia celebrata dal Caval’d brons in piazza San Carlo a Torino) condusse poco alla volta alla pace di Cateau-Cambrésis nel 1559 che pose fine alle guerre d’Italia. Enrico II di Francia abbandonò i territori occupati in Savoia e in Piemonte anche se estese il suo dominio al Marchesato di Saluzzo e mantenne presidi militari nelle cittadelle di Torino, Chieri, Pinerolo e Chivasso. La prematura morte del conte d’Enghien, all’età di ventisette anni, fu causata da un banale incidente durante un gioco in un castello. Quando il Museo di Ceresole verrà riaperto, una volta superata l’emergenza sanitaria, il visitatore potrà seguire le tattiche e i movimenti degli eserciti sul territorio attraverso dei video raccontati da storici ed esperti militari ammirando reperti e cimeli storici.
Sulla discussione in Consiglio Regionale sull’emendamento presentato dalla maggioranza legato alla legge sul gioco interviene l’assessore Andrea Tronzano
L’idea è della torinese Cean Design & Food Retail e intende permettere a chi ha un’attività di creare una vetrina online per promuovere i prodotti in maniera facile, veloce (e soprattutto gratuita).
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