ilTorinese

Violenza sessuale 13enne: Futuro Nazionale, flash mob davanti al tribunale

Una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Tribunale di Torino per protestare contro la scarcerazione dell’uomo bengalese accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni.

A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto emerso, vi sarebbe stato un ulteriore abuso, avvenuto a meno di un’ora di distanza, ai danni di un’altra donna adulta, ripresa dalle telecamere di sorveglianza.

Sull’accaduto è intervenuto Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Torino di Futuro Nazionale: “Sbaglia chi parla solo di ‘chiudere il pedomarket’ e chi si lamenta di qualche regolamentino qua e là: il problema è generazionale ed è relativo ad alcune culture che non sono assimilabili e che non vogliono assimilarsi. Torino non sarà mai la Casablanca d’Italia. Per gli stupratori e i pedofili che vedono le nostre bambine come potenziali prede, l’unica soluzione è la remigrazione. Dove sono le femministe che gridavano sempre? Dov’è Non Una Di Meno quando la vittima è una bambina italiana?”

Sulla stessa linea anche On. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, che ha ribadito la necessità di mettere al centro la sicurezza delle vittime e di affrontare con maggiore fermezza ogni forma di violenza: “Vogliamo che le nostre donne siano libere di uscire, di vivere la propria vita, di tornare a casa senza paura e senza dover temere di subire una violenza. Questa dovrebbe essere la normalità, non un privilegio. Quando una donna o una bambina diventa vittima di una violenza, lo Stato deve garantire risposte ferme e concrete. E per chi commette reati così gravi, soprattutto contro le donne e i minori, e per tutti coloro che rifiutano la nostra cultura, ribadiamo che la remigrazione deve essere l’unica risposta. La sicurezza dei nostri cittadini viene prima di qualsiasi alibi o giustificazione che i giudici possano voler improvvisare.”

cs Futuro Nazionale

Quando la macchina smette di calcolare e comincia a pensare: la GAM acquisisce tre opere di Vincenzo Agnetti  

Grazie al contributo di Strategia Fotografia 2026, il museo torinese arricchisce le proprie collezioni con tre lavori storici del ciclo Macchina drogata. Un’acquisizione che dialoga con la mostra dedicata all’artista e che, a più di cinquant’anni di distanza, interroga ancora il nostro rapporto con tecnologia, linguaggio e creatività artificiale.

Cosa accade quando una macchina smette di fare ciò per cui è stata costruita? Quando un oggetto progettato per calcolare viene sottratto alla sua funzione, alterato, spinto fuori dalla logica della precisione e trasformato in qualcosa di imprevedibile?

È da una domanda che oggi sembra appartenere pienamente al nostro tempo, sospeso tra intelligenza artificiale, automazione e creatività tecnologica, che prende forma una delle ricerche più radicali di Vincenzo Agnetti. E proprio a quell’universo la GAM di Torino dedica ora un nuovo e importante capitolo.

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea si è infatti aggiudicata il contributo di Strategia Fotografia 2026, l’avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, destinato all’acquisizione di tre opere di Agnetti, Oltre il linguaggio, realizzate tra il 1969 e il 1970 e appartenenti al celebre ciclo della Macchina drogata. Un ingresso significativo nelle collezioni del museo che arriva mentre è ancora in corso, fino al 1° novembre 2026, la mostra dedicata alle sperimentazioni fotografiche dell’artista tra gli anni Settanta e Ottanta, nell’ambito del progetto Vincenzo Agnetti in occasione del centenario della nascita dell’artista e curato da Chiara Bertola con Virginia Lupo.

Una calcolatrice fuori controllo

La Macchina drogata nasce da un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario: Agnetti interviene su una macchina calcolatrice, privandola della sua funzione originaria e trasformandola simbolicamente in una sorta di co-autrice dell’opera. La macchina, insomma, non deve più soltanto eseguire. Può sbagliare, deviare, produrre un risultato inatteso.

È qui che l’artista mette in crisi alcuni dei grandi miti della modernità: l’affidabilità della tecnica, la razionalità dei sistemi, la possibilità stessa di ridurre il linguaggio a un codice perfettamente controllabile. Il successivo intervento sul materiale fotografico restituisce immagini enigmatiche, sospese tra documento e invenzione, tra calcolo e poesia.

Guardate oggi, queste opere sembrano quasi aver attraversato il tempo con una certa dose di preveggenza. In un presente in cui affidiamo sempre più spesso alle macchine la capacità di produrre testi, immagini, idee e persino simulazioni della creatività, le domande poste da Agnetti oltre mezzo secolo fa acquistano una nuova e sorprendente risonanza.

Può una macchina essere creativa? Che cosa accade quando l’automatismo si inceppa? E, soprattutto, chi è davvero l’autore di un’immagine quando il processo creativo viene condiviso con uno strumento?

L’acquisizione delle tre opere non rappresenta soltanto un riconoscimento per il progetto espositivo dedicato ad Agnetti, ma contribuisce a costruire all’interno della GAM un nucleo sempre più organico attorno alla sua ricerca. Le opere entreranno nel percorso della collezione permanente nell’autunno del 2026, in occasione della presentazione del catalogo della mostra, realizzato in collaborazione con l’Archivio Agnetti. Andranno così ad affiancare Photo-graffia, già entrata nelle collezioni del museo nel 2024 grazie al sostegno della Fondazione Arte CRT. Un percorso che permette di raccontare con maggiore continuità la ricerca di uno dei protagonisti più originali dell’arte concettuale italiana del secondo Novecento, mettendola inoltre in dialogo con altri grandi nomi della fotografia italiana già presenti nelle raccolte della GAM, da Luigi Ghirri a Mario Giacomelli, fino a Claudio Abate.

Valeria Rombolà

Foto: Vincenzo Agnetti, oltre il linguaggio, 1969 (particolare) ingrandimento fotografico di colore verde su tela emulsionata. Opera acquisita nell’ambito del progetto vincitore di Strategia Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

 

Sulle tracce di fra’ Gerardo, il fondatore dei Cavalieri di Gerusalemme

Erano monaci vestiti di nero con una croce ottagona cucina sul petto che dalle alture della Costiera Amalfitana decisero un tal giorno, mille anni fa, di partire per la Terra Santa e di aiutare poveri, malati e pellegrini. Erano guidati da fra’ Gerardo Sasso, monaco benedettino che fondò a Gerusalemme l’Ordine Ospitaliero dei Cavalieri di San Giovanni che diventerà in seguito l’Ordine di Malta. La Prima Crociata (1096-1099) è ancora lontana, la Città Santa è in mano ai musulmani ma fra’ Gerardo riesce ugualmente ad ottenere dal califfo d’Egitto il permesso di costruire una chiesa con un monastero e un piccolo ospedale, nei pressi del Santo Sepolcro, dedicato a San Giovanni Battista, per assistere pellegrini e malati. Da lì sorse il primo Ordine monastico-cavalleresco della storia i cui monaci-cavalieri facevano voto di castità, povertà e obbedienza. Da Scala, sulle alture di Amalfi, dove nacque, comincia la grande avventura di Gerardo Sasso che, insieme ai suoi amici mercanti amalfitani, nella seconda metà dell’XI secolo, si imbarcò su una galea diretto a Gerusalemme.
Un viaggio di settimane, sfidando tempeste e assalti di pirati. A distanza di mille anni il ricordo di fra’ Gerardo Sasso, che nel 1984 fu proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II, è ancora vivo nelle contrade di Scala dove viene ricordato ogni anno, il 3 settembre, giorno della sua morte, con solenni celebrazioni. Ma era davvero amalfitano? Si è discusso molto sull’origine di questo Gerardo, priore dell’ospedale e primo “Gran Maestro” dell’Ordine Giovannita, antesignani dei Cavalieri di Malta. Francese, provenzale o amalfitano? O perfino astigiano? Oggi la maggior parte degli storici propende per la paternità amalfitana. La croce a otto punte, che rappresenta le otto Beatitudini, simbolo dell’Ordine, era già presente sulle monete della Repubblica amalfitana ben prima della nascita dell’Ordine stesso. Fonti e documenti storici fanno comunque ritenere che Gerardo sia nato proprio sui colli della mitica Costiera Amalfitana come d’altronde sostiene lo stesso Ordine di Malta nel suo sito ufficiale. Per “scoprire” la verità siamo andati sulla Costiera sulle tracce del beato Gerardo (1040-1120). Sbarcati ad Amalfi siamo saliti a Scala, a 450 metri sul livello del mare, perché in questo piccolo paese di 1500 abitanti è nato davvero fra’ Gerardo, creatore del più potente, nobile e glorioso Ordine monastico-guerriero della storia. Tutti a Scala conoscono la sua storia. Circondato da boschi, terrazzamenti di uliveti e vigneti, Scala è un’oasi di tranquillità accarezzata dalla brezza marina della Costiera, lontana dal turismo di massa della vicina splendida Amalfi. Ripide stradine scorrono lungo case posizionate proprio a forma di scala, si vedono antiche torri di avvistamento e resti di bagni arabi della nobiltà scalese in alcune contrade del borgo in cui sono vissute blasonate famiglie come i Sasso alla quale appartenne fra’ Gerardo che nel XI secolo partì da Scala per la Terra Santa dove fondò l’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche “Giovanniti”, che verrà riconosciuto ufficialmente da Papa Pasquale II nel 1113. Un uomo pio, fra’ Gerardo, di grande carità, dedito all’assistenza e alla cura di malati e bisognosi, protagonista nella Terra Santa dell’epoca.
Fino alla sua morte fu il responsabile dell’ospedale che, dopo la conquista cristiana della città nel 1099, ripartì con più forza ed energia. È rimasto poco di lui a Scala, solo una via con il suo nome, via fra’ Gerardo Sasso, che porta alle rovine della sua casa e alla chiesetta di San Pietro dove è immortalato in un quadro con il mantello nero dei Cavalieri e la croce di Malta mentre assiste un malato. La fondazione del Regno di Gerusalemme alla fine della Prima Crociata costrinse l’Ordine ad assumere nuovi compiti, in particolare quello di difendere con le armi il Regno latino, proteggere i pellegrini, le strade di collegamento e le strutture mediche. Il frate diventa cavaliere e d’ora in poi combatterà con i crociati. Come detto, Scala con tutta probabilità ha dato i natali a Gerardo anche se in Provenza e nell’astigiano la pensano diversamente. A Tonco d’Asti per esempio giurano di averlo visto in paese, almeno come figurante, durante la tradizionale festa del Pitu. Alcuni storici locali contestano l’origine amalfitana di Gerardo e sostengono che il fondatore dell’Ordine nacque in questo borgo come Gerardo, signore di Tonco Monferrato. L’Ordine di Malta, bisogna ricordarlo, non è mai scomparso, ancora oggi è vivo e attivo, anche se con mansioni diverse. É presente con le ambulanze dell’Ordine con la croce di Malta e la scritta “Giovanniti” nei teatri di guerra, dall’Ucraina al Medio Oriente, e anche nelle strade delle nostre città al servizio dei cittadini. Oggi conta su 13.000 membri, 100.000 volontari e 52.000 tra medici, infermieri e paramedici in più di 120 Stati. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina l’Ordine ha fornito aiuti umanitari a oltre quattro milioni di ucraini.                                                                          Filippo Re
Nelle foto:
Panorama di Scala (Amalfi)
Quadro con fra’ Gerardo
Chiesa di San Pietro a Scala

Rovescia un cassonetto, poi picchia l’operatrice ecologica che lo rimprovera: arrestato

Prima ha preso a calci un cassonetto, ribaltandolo in mezzo alla strada. Poi si è scagliato contro l’operatrice ecologica che lo aveva rimproverato, colpendola al volto e portandole via la borsa: arrestato.

È successo la mattina scorsa in Aurora, dove un 30enne di origini marocchine è stato individuato dopo la segnalazione della donna, poi finita in ospedale per le ferite riportate. Quando gli agenti della polizia locale sono intervenuti, l’uomo si stava già allontanando. Bloccato e accompagnato al comando per l’identificazione, ha continuato a dare in escandescenze, colpendo durante le fasi di controllo uno dei vigili che stava cercando di offrirgli dell’acqua.

Per lui è scattato l’arresto con le accuse di furto, violenza, resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. La polizia locale sta ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti.

VI.G

Violenza sessuale ragazzina tredicenne, chiuso il minimarket

E’ stato chiuso dalla polizia amministrativa temporaneamente e in via cautelare  il minimarket di Madonna di Campagna dove si sono verifica due casi di violenza sessuale, uno contro una tredicenne. sabato 28 agosto. Sulle serrande e’ apparsa una scritta spray “Pedofilo infame, in mano al popolo”.  La chiusura è’ stata decisa quando l’uomo, 42 anni, che lavora nel negozio, è stato fermato su ordine della procura. Si svolgeranno accertamenti  di natura tecnica e amministrativa sulla gestione del locale, la vendita degli alcolici e il rispetto degli orari.

Si amplia la biblioteca storica di Palazzo Cisterna 

La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”, patrimonio della Città metropolitana di Torino, è attualmente interessata – insieme all’intero Palazzo Cisterna, che da sempre la ospita tra le proprie mura – da un importante intervento di ristrutturazione.
Si tratta di una fase importante di riqualificazione, che porterà alla restituzione degli ambienti in una veste rinnovata e più adeguata alle esigenze di chi li frequenta e alle attività che vi si svolgono, e di ampliamento, con la creazione di nuovi spazi, tra cui sale studio destinate ad un ampio pubblico.
Nelle fasi iniziali dell’intervento edilizio il personale della biblioteca ha provveduto, per quanto possibile, a garantire l’accesso e la fruizione dei servizi da parte dell’utenza. Con l’avanzamento dei lavori, tuttavia, le condizioni tecniche e di sicurezza del cantiere non consentono più di assicurare la permanenza negli spazi né l’accesso alle sale: la maggior parte dei volumi della biblioteca sono già stati inscatolati per essere poi ricollocati nelle nuove sale.
La biblioteca continuerà a essere presente sul piano digitale: attraverso i canali online è possibile conoscere e consultare parte del patrimonio già digitalizzato. In particolare, è stata raccolta sulla bacheca di Internet Archive, raggiungibile all’indirizzo https://archive.org/details/giuseppe-grosso-library, una selezione di materiali liberamente accessibili, che permette di continuare a esplorare anche a distanza alcuni dei fondi e delle collezioni della biblioteca.
“Sappiamo quanto sia importante, soprattutto per chi utilizza la biblioteca per attività di studio e ricerca, poter disporre di informazioni aggiornate – spiega il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo –. Per questo, abbiamo contattato gli utenti aggiornandoli sull’intervento di ristrutturazione e annunciando loro che li terremo informati sull’avanzamento dei lavori e sulle tempistiche previste per la riapertura”.
“Anche durante questa fase di trasformazione – conclude Suppo – lavoreremo per mantenere il nostro patrimonio e le nostre attività il più possibile vicini alla comunità di studiosi, ricercatori e studenti che da sempre li valorizza”.
Nel 2027 sia Palazzo Cisterna che la biblioteca torneranno a essere a disposizione della comunità come polo culturale.

Due tentate rapine e un furto con strappo in centro: arrestato anche il secondo uomo

Tre aggressioni in pochi minuti, un monopattino, lo spray urticante e una fuga breve: la Polizia di Stato ha arrestato anche il secondo sospettato. L’uomo è stato rintracciato il 31 agosto, dopo essersi reso irreperibile nei giorni successivi agli episodi; il presunto complice era stato bloccato alcuni giorni prima.

Le indagini, coordinate dalla procura di Torino, proseguono. Gli investigatori hanno ricostruito la sequenza delle aggressioni e identificato i due presunti responsabili grazie alle immagini delle telecamere, alle testimonianze delle vittime e alle individuazioni fotografiche.

Secondo gli accertamenti, i due viaggiavano su un monopattino elettrico e avrebbero messo a segno tre aggressioni in rapida successione: avvicinamenti alle spalle, strattoni e tentativi di strappo delle collane. In un episodio una donna è stata spinta a terra; alcuni passanti intervenuti sono stati respinti con l’uso di spray urticante. In un altro caso uno dei sospetti avrebbe perso un coltello, poi sequestrato. Una delle persone offese ha riportato lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.

Gli arresti fanno parte dei servizi mirati che la Questura ha intensificato nelle ultime settimane per fermare i furti in strada, spesso messi a segno su monopattini. La polizia riferisce che, nelle attività di Squadra Mobile, UPGSP e commissariati, sono state individuate 25 persone per furto con strappo nell’ultimo mese; più di un terzo dei casi riguarda il centro.
Il procedimento penale è ancora alle fasi iniziali.

VI.G

A Torino torna il Festival Internazionale dell’Economia. Qual è il futuro dello stato sociale?

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Dal 22 al 25 ottobre oltre 130 appuntamenti. Tra gli ospiti sei Premi Nobel per l’Economia. Da quest’anno la manifestazione si sposta in autunno

Sarà “Salvare lo stato sociale” il tema della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, in programma a Torino dal 22 al 25 ottobre 2026. La manifestazione, curata da Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto e Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri, cambia collocazione nel calendario e da quest’anno si svolgerà in autunno, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione di studenti, università e imprese.

Al centro dei quattro giorni ci sarà il futuro del welfare state europeo, chiamato ad affrontare trasformazioni che ne mettono alla prova sostenibilità ed efficacia: invecchiamento della popolazione, crisi demografica, globalizzazione, immigrazione, cambiamento climatico e aumento delle spese militari legato alle tensioni internazionali. Il Festival proverà a interrogarsi sulle possibili riforme necessarie per continuare a garantire protezione sociale, riduzione delle disuguaglianze e sostegno alle fasce più fragili.

Il programma prevede oltre 130 appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, tra lecture, dialoghi, confronti, incontri con gli autori, approfondimenti storici e iniziative dedicate al rapporto tra economia e cinema. A Torino arriveranno economisti, sociologi, demografi, scrittori e studiosi provenienti da diversi Paesi.

Particolarmente significativa la presenza di sei Premi Nobel per l’Economia: Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence.

Per Tito Boeri, lo stato sociale rappresenta uno degli elementi distintivi dell’identità europea e una conquista che oggi deve essere non soltanto difesa, ma anche riformata per rispondere ai nuovi rischi economici e sociali. Una riflessione che assume un significato particolare anche per Torino e il Piemonte, territori alle prese con l’invecchiamento della popolazione e importanti trasformazioni demografiche.

Novità dell’edizione 2026 sarà inoltre il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie di Lione, uno dei principali festival francesi dedicati alla divulgazione economica, nato nel 2008.

 

Tra i protagonisti: i Premi Nobel Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth
e Michael Spence. Oltre a Alan Auerbach, François Bourguignon, Pierre Cahuc, Marco Cappato,
Gianrico Carofiglio, Bea Cantillon, don Luigi Ciotti, Piero Cipollone, John Cochrane, Carlo Cottarelli,
Maurizio Ferrera, Maurizio Ferraris, Raffaele Fitto, Elsa Fornero, Sara Gama, Matthew Gentzkow, Vera
Gheno, Paolo Giordano, Gian Maria Gros-Pietro, Jonathan Gruber, Gordon Hanson, Hilary Hoynes,
Margarita León, Matteo Maggiori, Franca Maino, Branko Milanović, Magne Mogstad, Maurice
Obstfeld, Pier Carlo Padoan, Nando Pagnoncelli, Luca Pancalli, Fabio Panetta, Giōrgos Papandreou,
Antonio Patuelli, Giuseppe Remuzzi, Cecilia Sala, Chiara Saraceno, Matteo Saudino, Fiona Scott
Morton, Guido Tabellini, Philippe Van Parijs, Silvia Vannutelli, Gianluca Violante, Ignazio Visco, Luigi
Zingales.

 

“Luce in Sala”, la serata speciale che unisce solidarietà, arte e comunità

Portato in scena dall’Associazione Charity4all, in collaborazione con il Distretto 2031 del
Rotary International

Con la regia di Tatjana Callegari, si alterneranno sul palco, in un intreccio di musica e risate,
numerosi comici televisivi di fama nazionale – da Beppe Braida a Diego Casale, da I Senso
D’oppio a Mauro Villata, fino a Marco e Mauro – eccellenze torinesi come la mezzo soprano
Emy Spadea e la prestigiosa Orchestra Sinfonica Bosconerese, magistralmente diretta dal
Maestro Giorgio Bolognese. Con la partecipazione di Ilenia Speranza e Domenico Mansueto.
Bolognese precisa: “L’intero incasso della serata servirà a finanziare una borsa di ricerca
sull’osteosarcoma, gestita da UGI ODV e dall’Ospedale Infantile Regina Margherita di
Torino. Un impegno concreto che trasforma il divertimento in speranza, sostenendo la ricerca
scientifica e offrendo nuove prospettive ai giovani pazienti. Il Teatro Alfieri, con la sua eleganza
e la sua storia, diventerà così il palcoscenico di un incontro che celebra la forza della cultura
e della solidarietà Rotariana. Una serata che promette emozioni, sorrisi e la consapevolezza
di contribuire a un progetto di grande valore sociale. Ci auguriamo quindi una grande
partecipazione della cittadinanza, che dimostra sempre una grande sensibilità.”
“L’osteosarcoma – spiega la professoressa Franca Fagioli (Direttore del Dipartimento di
Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita) – è il tumore maligno primitivo
dell’osso più frequente nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti. L’introduzione della
chemioterapia e i progressi della chirurgia hanno cambiato profondamente il trattamento di
questa malattia, migliorando le possibilità di cura e permettendo, nella maggior parte dei casi,
di conservare l’arto colpito, riducendo significativamente il ricorso alle imputazioni.
Nonostante questi importanti progressi, abbiamo ancora bisogno di nuove opzioni
terapeutiche, soprattutto quando la malattia si presenta con metastasi, o ricompare dopo le
cure o non risponde ai trattamenti disponibili. È proprio per questi pazienti che la ricerca deve
continuare a cercare nuove strade.
Una di queste è conoscere sempre più a fondo le caratteristiche biologiche dell’osteosarcoma.
La profilazione genomica ci permette di studiare il patrimonio genetico delle cellule tumorali e
di individuare le alterazioni che possono contribuire allo sviluppo e alla progressione della
malattia. Queste informazioni possono aiutarci ad identificare potenziali bersagli terapeutici e,
in prospettiva, a sviluppare trattamenti più mirati sulla base delle caratteristiche del tumore.
In questo ambito, l’Oncologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è
Centro di riferimento nazionale, nell’ambito dell’AIEOP – Associazione Italiana di Ematologia
e Oncologia Pediatrica – per la profilazione genomica dei sarcomi dell’osso. Questo significa
mettere competenze e tecnologie avanzate a disposizione non soltanto dei nostri
pazienti, ma di una rete nazionale dedicata alla cura ed alla ricerca sui tumori pediatrici.
Destinare risorse alla ricerca sull’osteosarcoma è fondamentale per continuare a migliorare le
possibilità di cura. Significa sostenere giovani ricercatori, garantire continuità ai progetti,
ampliare lo studio dei campioni biologici ed utilizzare tecnologie avanzate per comprendere
sempre meglio i meccanismi della malattia. È da questa conoscenza che possono nascere
nuove strategie terapeutiche: investire oggi nella ricerca significa creare le basi per offrire
domani nuove opportunità di cura ai bambini ed ai ragazzi con osteosarcoma”.
“Solidarietà per la ricerca. Questo deve essere il motto di una serata che permetterà di
continuare a sostenere progetti e studi per conoscere in maniera sempre più approfondita
l’osteosarcoma e per dare nuove speranze ai nostri piccoli pazienti. UGI e l’ospedale Regina
Margherita perseguono quotidianamente questo obiettivo di fianco ai nostri bambini ed agli
adolescenti colpiti da questo tumore maligno dell’osso ed alle loro famiglie. Ringraziamo
Charity4all, il Distretto 2031 del Rotary e tutti gli artisti che saranno protagonisti dello
spettacolo” dichiara il professor Enrico Pira (Presidente UGI ODV).

I PROTAGONISTI
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Beppe Braida, con una carriera trentennale di successo, è considerato uno dei senatori di
Zelig, nonché il conduttore più amato di tutti i tempi di Colorado. La sua caratteristica è
l’improvvisazione e l’abbattimento della quarta parete classica di divisione artista/pubblico: il
pubblico è sempre coinvolto, a tal punto da diventare co-protagonista dei suoi spettacoli.
Diego Casale ha alle spalle teatro, musica, cinema, televisione, radio e cabaret. Fa parte,
insieme a Fabio Rossini, del duo comico I Mammuth coi quali ha partecipato a Zelig. Oggi è
tornato in televisione all’interno del programma Zelig On, con il suo nuovo personaggio, il guru
Aurus, esperto in arti olistiche e fondatore della comunità new age “Figli di Sgnullo”.
I Senso d’Oppio, al secolo Franco (il lungo) e Pietro (il basso), sono, da più di un decennio,
facce note della scena cabarettistica nazionale, grazie alle numerose partecipazioni a Zelig.
La loro passione verso la recitazione non si esaurisce con l’esplorazione della vena comica,
ma prosegue con la partecipazione a pièces di teatro sperimentale o a ruoli fortemente
drammatici per il cinema.
Mauro Villata, oltre quindici anni di carriera, ha partecipato a ben cinque edizioni di Colorado
portando in scena un numero incredibile di personaggi: dal giardiniere barzellettiere all’attore
imbranato. Ha preso parte anche a due edizioni della trasmissione Eccezionale Veramente,
per poi approdare alle commedie teatrali in veste di attore.
Marco e Mauro, il duo comico piemontese più famoso e amato, da oltre quarant’anni sulla
cresta dell’onda con i loro personaggi paradossali, la satira di costume e i riferimenti alla storia
e ai miti del Piemonte. Non hanno mai dimenticato il dialetto e sanno ben calibrare ingredienti
diversi, in una girandola di figure e accadimenti stravaganti, che tanto piacciono al pubblico.
Il Maestro Giorgio Bolognese eseguirà insieme all’Orchestra Filarmonica Bosconerese
alcune delle sue composizioni, tutte assolutamente originali. Tra queste “I bambini guardano”
– un brano che parla dei più piccoli, interpretato dalla mezzo soprano Emy Spadea, con i testi
del Regista Fulvio Crivello – e la toccante “2 luglio”, portata in scena per sensibilizzare sul
tema della violenza sulle donne; una melodia nata per piano solo, ma arrangiata questa volta
anche per oboe, per la presenza speciale del Maestro Domenico Mansueto.
INFO e ACQUISTO BIGLIETTI
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I biglietti sono in vendita con il circuito Ticket.it
(on-line e presso tutti i punti vendita affiliati).
I posti sono numerati, con due fasce
di prezzo: platea 20 euro e galleria 15 euro.

Il Comune adotta la proposta tecnica del nuovo Piano Regolatore che cambierà Torino

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La Giunta comunale ha adottato la Proposta Tecnica del Progetto Definitivo del Piano Regolatore Generale, presentata dal sindaco Stefano Lo Russo e dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni. Si tratta del passaggio amministrativo formale che chiude l’istruttoria sulle 875 osservazioni pervenute al Progetto Preliminare e consegna il Piano alla fase decisionale che vedrà coinvolti la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e, per i profili di competenza, la Soprintendenza.

La seconda Conferenza di copianificazione e valutazione, che verrà convocata nei prossimi giorni, avrà sessanta giorni, a partire dalla trasmissione della convocazione, per esprimersi. La riduzione dei termini, introdotta dalla nuova legge regionale 5/2026, rappresenta un’opportunità importante per accelerare il percorso del nuovo Piano, mantenendo pienamente il confronto istituzionale e tutte le verifiche previste dalla normativa. A conclusione della Conferenza e acquisito il parere motivato relativo alla Valutazione Ambientale Strategica, la Proposta Tecnica verrà revisionata dalla Città per dare vita al Progetto Definitivo, che sarà quindi sottoposto dalla Giunta al Consiglio comunale per l’approvazione. Se l’iter procederà secondo i tempi previsti, l’obiettivo dell’amministrazione è portare il nuovo Piano Regolatore Generale all’approvazione definitiva del Consiglio comunale entro la fine dell’anno.

“Il nuovo Piano Regolatore è uno degli strumenti più importanti con cui disegniamo il futuro di Torino – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo –. Dopo oltre trent’anni la città ha bisogno di uno strumento urbanistico capace di accompagnare una nuova stagione di sviluppo, con procedure più chiare e fluide, in grado di favorire la rigenerazione urbana, attrarre investimenti e rendere Torino sempre più dinamica e competitiva. Un Piano che mette insieme crescita e sostenibilità ambientale, qualità dello spazio pubblico e qualità della vita, e che riconosce nel trasporto pubblico una delle leve fondamentali per costruire la Torino dei prossimi anni. Con il passaggio di oggi entriamo in una fase molto importante del percorso. La riduzione dei tempi della seconda Conferenza di copianificazione prevista dalla nuova legge regionale rappresenta un’opportunità significativa e il nostro auspicio è che, attraverso una collaborazione positiva e costruttiva tra tutti gli enti chiamati a esprimersi nei prossimi sessanta giorni, si possa procedere con efficacia verso l’approvazione definitiva di uno strumento di cui Torino ha grande bisogno”.

La Proposta Tecnica adottata dalla Giunta contiene le controdeduzioni a tutte le 875 osservazioni pervenute. Le integrazioni riguardano prevalentemente correzioni cartografiche, modifiche alle Norme di Attuazione e precisazioni volte a rendere più chiari alcuni contenuti già presenti nel Piano. Le scelte strutturali rimangono quelle contenute nel Progetto Preliminare adottato dal Consiglio comunale lo scorso marzo. Sulle osservazioni e sulle relative controdeduzioni si pronuncerà infine il Consiglio comunale in sede di approvazione del Progetto Definitivo.

“Abbiamo rispettato il percorso e i tempi che ci eravamo dati, affrontando puntualmente tutte le osservazioni e affinando ulteriormente gli strumenti normativi e cartografici del Piano – dichiara l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni –. Adesso si apre il confronto conclusivo con gli altri enti nell’ambito della Conferenza di copianificazione e valutazione. Ringrazio gli uffici del Dipartimento Urbanistica ed Edilizia Privata e del Servizio Nuovo Piano Regolatore, assistiti da InfraTo, che lavorando tutta l’estate hanno chiuso questa fase in tempi davvero record. Sono certo che tutti gli enti presenti nella Conferenza coopereranno fattivamente per giungere altrettanto rapidamente a una conclusione positiva”.

Il procedimento segue gli articoli 15 e 15-bis della legge regionale 56/1977, con i termini ridotti disposti dall’articolo 6 della legge regionale 5/2026 (cosiddetta “Cresci Piemonte”) per effetto dell’attivazione della Cabina di Regia su richiesta della Città. La Proposta Tecnica del Progetto Definitivo interviene su norme, cartografia e schede là dove le osservazioni e il confronto con gli enti, nell’ambito della Cabina di Regia, hanno segnalato possibili migliorie, tra cui quelle relative alle altezze massime, alle tutele del tessuto storico e alla quota minima di diritti perequati derivanti da aree cedute. La documentazione viene inoltre completata e aggiornata, in particolare per quanto riguarda il Rapporto Ambientale e la verifica del dimensionamento del Piano.

Ora tocca alla Conferenza di copianificazione e valutazione, che si esprime sulla conformità alla normativa vigente, sulla coerenza con la pianificazione sovraordinata e sulla sostenibilità ambientale e territoriale. Il Progetto Definitivo dovrà quindi essere approvato dal Consiglio comunale, completando il percorso per dotare Torino di uno strumento urbanistico profondamente rinnovato rispetto al Piano oggi vigente, redatto da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti, che fu adottato nel 1991 e approvato nel 1995.
Nel frattempo, l’attività urbanistica prosegue nell’ambito del cosiddetto regime di salvaguardia, nel rispetto delle misure introdotte con deliberazione del Consiglio comunale n. 123 del 16 marzo 2026.