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“Noi siamo con le vittime della Shoah”

in ECONOMIA E SOCIETA'

Quando “Noi siamo con voi” nacque, nel 2015, fu perché, in certe sanguinose vicende mondiali in corso, adottammo il principio di essere dalla parte delle vittime. Eravamo certi che, in quadri complessi e talora indecifrabili, con alleanze occulte e complicità inconfessabili, il criterio a cui attenerci saldamente non potesse che esser quello. 

Si tratta del criterio grazie a cui la storia, con l’intrico di conflitti che così sovente la caratterizza, può essere giudicata in una prospettiva davvero umana. C’è il piano del potere e del suo ottenimento, e c’è quello dei costi che tutto ciò comporta.

È il criterio in base a cui considerare ogni vicenda del passato: vedendo non solo ciò che è in luce, perché esibito da chi di volta in volta è il vincitore, ma anche quel che è in ombra, dove è relegata la sofferenza dei vinti, dei reietti, degli oppressi. Dove è questa seconda parte a consentire uno sguardo veritiero sulla prima.

Sono queste le ragioni per cui, guardando a quel secolo terribile che è il novecento, non possiamo che essere con le vittime della Shoah, e collaborare a custodirne la memoria. Quello che era al cuore della tradizione ebraica, per l’appunto il grido della vittima innocente, si è fatto carne martoriata di tutto un popolo. Possa ogni tradizione e cultura umana tornare a immergersi in quella sofferenza e ricavarne insegnamento di vita.

Giampiero Leo, portavoce del Movimento interconfessionale “Noi siamo con voi”

Cenano seduti nel locale, 13 persone sanzionate dai carabinieri

in BREVI DI CRONACA

Torino, 25 gennaio. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla verifica del rispetto delle normative anticovid disposti dal Comando Provinciale, i carabinieri hanno sanzionato il titolare di un locale e 12 avventori per aver cenato nell’esercizio commerciale in violazione dei divieti imposti per contenere la diffusione della pandemia.
Il fatto è accaduto a Chieri, nell’hinterland torinese, dove i militari della locale Compagnia sono intervenuti presso un Bar del luogo, in cui era stata segnalata la presenza di alcuni avventori che stavano cenando. In effetti, all’atto del controllo, all’interno del locale vi erano 12 persone sedute ai tavoli che stavano consumando la cena, nonostante dopo le 18 siano consentiti esclusivamente la consegna a domicilio e l’asporto. Per questo motivo, come disciplinato dalle norme anticovid, si è proceduto a sanzionare amministrativamente proprietario e avventori ed il locale verrà chiuso per 5 giorni.

La foto di Vincenzo Solano

in Rubriche

Magnifica Torino / il cielo sul Palazzo di Giustizia

Rivoli, arrestato per detenzione di droga

in BREVI DI CRONACA

Martedì, nelle prime ore del mattino, agli esiti di un’accurata attività info investigativa, gli agenti del Commissariato di Rivoli hanno eseguito una perquisizione domiciliare con l’ausilio delle Unità Cinofile nell’abitazione di un cittadino albanese di 54 anni, domiciliato a Rivoli. L’uomo è stato trovato in possesso di 41 ovuli di cocaina, nascoste all’interno di un pacchetto di sigarette, destinati alla vendita: per questo motivo è stato arrestato.

Come emerso dell’attività svolta dagli investigatori, lo smercio della cocaina gli ha consentito nel tempo di mantenere uno stile di vita confortevole, nonostante da anni l’uomo non svolga alcuna attività lavorativa lecita. Irregolare sul Territorio Nazionale dal 2014, gli operatori hanno accertato che nel tempo E.D. si è reso responsabile di molteplici reati, sempre nel territorio della prima cintura torinese, tra cui riciclaggio, ricettazione e truffa, rafforzandone lo spessore criminale. Inoltre, a suo carico sono emersi diversi Ordini del Questore ad abbandonare il territorio nazionale, mai rispettati.

Un’ottima Juve piega un ostico Bologna e sale ulteriormente in classifica

in SPORT

Juventus-Bologna 2-0
Arthur
McKennie

Vince la Juventus sul Bologna per 2-0. I gol sono stati segnati da Arthur al 15′ e da McKennie al 71′, ma i protagonisti sono stati i portieri, con Szczesny e Skorupski decisivi per le due squadre. Il Bologna all’inizio della ripresa ha dato filo da torcere ai bianconeri, ma l’entrata di Morata è stata determinante tra le file bianconere. Annullato anche un gol a Soriano nel primo tempo.
La Juventus in classifica ha raggiunto l’Atalanta al quarto posto ed il tecnico Andrea Pirlo inizia a sorridere perché sta cominciando a vedere la “sua”Juve,sempre aggressiva in tutte le zone del campo,attenta e concentrata ma soprattutto che non ha perso la convinzione e lo smalto vincente che l’ha portata a vincere 9 scudetti consecutivi.

Vincenzo Grassano

Iveco, un’altra grande perdita per il Piemonte e per l’Italia

in ECONOMIA E SOCIETA'

Appena archiviata l’acquisizione di FCA da parte di PSA ,partecipata i modo importante dallo stato francese, assistiamo ad un’ulteriore perdita di un marchio storico dell’automotive piemontese e non solo.

Iveco, leader nella produzione di camion e bus fondata dall’avvocato Agnelli a Torino nel 1975, è in procinto di essere ceduta ai cinesi di Faw Jiefang, azienda del settore controllata dallo stato cinese.

Un’altra grande perdita per l’automotive, dopo le crisi Pininfarina engeneering e la nascita di Stellantis che ha visto quel poco che restava della storica Fiat entrare a far parte di un grande gruppo controllato dallo stato francese.

Di fronte ai comprensibili timori dei lavoratori lascia perplessi il silenzio totale della classe dirigente torinese e non solo.

 

Massimo Iaretti – consigliere comunale – Presidente MPP

Gigi Cabrino – consigliere comunale aderente a MPP

Sanremo: è lecito far festa?

in Rubriche

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Uno degli infiniti segni di degrado anche morale oltre che intellettuale di questo paese è il festival di San Remo che vogliono che venga fatto ad ogni costo e con la partecipazione del pubblico.

Capisco che il festival muove forti interessi e che la città di Sanremo vive per il festival e il casinò. Capisco che occorre cautela prima di decidere, ma occorre ancora più cautela per un’ eccezione che riguarda le canzonette. Non ho nulla contro le canzonette, anzi mi piacciono.
Ma la tutela della salute delle persone supera ogni altro discorso, a partire da quella dei Sanremesi. Un rinvio del festival non provoca disastri in un’ Italia disastrata in cui teatri sono chiusi e tutto il mondo dello spettacolo è fermo.
Oppure una versione in tv senza pubblico in sala può’ essere la soluzione più ragionevole e praticabile ,lasciando al mezzo televisivo il compito preminente che poi ha sempre avuto nella storia del festival la cui fama è legata alla televisione .
Le polemiche di chi pretende che di fronte al Festival si debba fare un’eccezione sono chiaramente pretestuose. La Scala ha rinunciato alla prima , la Fenice al pubblico di Capodanno, soprattutto rinunciano e hanno dovuto rinunciare tutti gli operatori turistici ed alberghieri dopo un’estate scriteriata e senza regole che non è stata governata come sarebbe stato necessario.
Si ignora completamente il fatto che la cultura in Italia sta morendo per colpa anche di un ministero inetto che non fa nulla.
Il patrimonio culturale, quello tutelato dall’articolo 9 della Costituzione, è abbandonato a se’ stesso e c’è invece chi si occupa del Festival, adoperando argomentazioni capziose ed arroganti. Silenzio attorno alla cultura,  il festival in prima pagina. Vogliamo continuare a passare anche in questa occasione come un popolo di mandolinisti, per di più portati al suicidio?
Chi pensate che sia tanto scemo da andare a riempire le poltrone dell’Ariston con il rischio del Covid? O vogliamo trasformare un teatro in un edificio di culto o in un ospedale?
Stiamo proprio perdendo il senso delle proporzioni anche di fronte a cose che non dovrebbero neppure essere oggetto di discussione. E anche in questo caso la politica è silente o dice stupidaggini. Ovviamente, senza chiamare in causa il rispetto dovuto ai Morti del Covid, rispetto che mal si concilia con il clima festaiolo di Sanremo. Un clima festaiolo falso ed apparente perché quando c’è gente ricoverata negli ospedali che soffre e muore e c’è’ gente che non ha il vaccino per l’insipienza di chi doveva provvedere, non è lecito fare festa.  In questa Italia viene istintivo piangere, non cantare le canzonette. A volte viene anche qualche altra tentazione, ma poi la responsabilità democratica, finché sarà possibile, prevale.

Le agevolazioni e opportunità fiscali al tempo della pandemia

in ECONOMIA E SOCIETA'

Il tema al centro della web conference promossa dal CDVM in collaborazione con lo studio legale e fiscale torinese “Lexchance tax & legal”

Il CDVM ( Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale di Torino) ha promosso, in collaborazione con lo studio legale e fiscale torinese “Lexchance tax & legal“, una web conference, giovedì 14 gennaio scorso, sul tema delle agevolazioni e opportunità fiscali al tempo della pandemia.

Per quanto concerne i principali spunti emersi durante la discussione, il Dottore Commercialista Enrico Sorisio ha esposto un’interessante novità emersa dalla Legge di Bilancio 2021, il cosiddetto “Baratto Finanziario 4.0”, che consiste nella possibilità di sfruttare l’enorme mole di informazioni delle fatture elettroniche presenti nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate, al fine di compensare a livello multilaterale i crediti e i debiti fra gli operatori economici.
Le imprese e i professionisti potranno, infatti, aderire volontariamente alla piattaforma, totalmente digitale, che opererà in automatico a compensare i crediti e i debiti risultanti dalle fatture elettroniche, come una vera e propria moneta di scambio virtuale. Questo sistema, complementare a quello bancario, avrà l’indubbio vantaggio di ridurre i problemi di liquidità soprattutto per le piccole e medie imprese, garantire la circolazione di beni e servizi e contrastare i fallimenti sistemici.
L’intervento della Dottoressa Francesca Aru, Consulente del Lavoro, ha invece avuto quale oggetto due importanti esoneri contributivi per i datori di lavoro che assumeranno dipendenti nel biennio 2021-2022: l’esonero contributivo per l’occupazione di giovani e quello per l’occupazione di donne.
Entrambi gli incentivi non sono del tutto nuovi, in quanto la legge richiama espressamente due esoneri già esistenti, modificandone alcuni requisiti e alzando la soglia di esenzione, che passa dal 50% al 100 % dei contributi a carico dell’azienda, con un massimo di 6000 euro annui per ciascun dipendente.
Per quanto riguarda l’incentivo occupazione giovani, i dipendenti interessati non devono aver compiuto i 36 anni e non devono aver mai avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato nella loro vita lavorativa. L’incentivo ha la durata di 36 mesi.
Per quanto riguarda l’incentivo occupazione donne, le casistiche interessate sono: donne over 50 disoccupate da oltre 12 mesi; donne di qualunque età prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in regioni e aree svantaggiate; donne di qualsiasi età prive di lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi ovunque residenti. In questo caso l’incentivo può riguardare assunzioni a tempo determinato o indeterminato e ha una durata massima di 18 mesi.
L’Avvocato Federico Caporale ha infine descritto i principali rischi, a titolo di responsabilità penale, in caso di illegittimo accesso ai vari contributi introdotti dalle recenti normative.
Il Dottor Antonio De Carolis, Presidente del CDVM, si è detto molto soddisfatto del ciclo di incontri organizzato con lo studio Lexchance, confermando la prosecuzione degli appuntamenti finalizzati a dare sostegno agli imprenditori in un momento difficile come quello attuale.

Lexchance tax & legal

Il Tè, un rituale che viene da lontano

in LIFESTYLE

Con un libro da leggere o un film appassionante con cui sognare, se a farci compagnia è un tè bollente capace di ristorarci, abbiamo la soluzione perfetta per il nostro benessere psico-fisico, tutto ciò che serve per stare protetti dal gelo, riscaldati e rilassati.

Il tè, preparato con foglie della pianta Camellia Sinesi, ha origini antichissime, se ne fa menzione già nel 200 a.c. , ma possiamo parlarne come di un rituale, una abitudine giornaliera e persino di una filosofia di vita se pensiamo alla Cina, da dove proviene, o al Giappone dove è oggetto di una vera e propria cerimonia, solo a partire dall’ottavo secolo. In Occidente è stato portato dai preti Gesuiti e già a metà del 1600 in Inghilterra, che lo introdusse a Corte, nei Paesi Bassi e persino in America venne utilizzato come bevanda.

I paesi che lo hanno accolto, facendone una squisita e irrinunciabile consuetudine, hanno influenzato talvolta la modalità di preparazione e talora il gusto: in Russia, per esempio, viene preparato con il samovar, un contenitore metallico che serve a scaldare l’acqua, se parliamo di sapore invece in Inghilterra viene da sempre consumato macchiandolo con del latte. Nel mondo esistono diverse varietà di tè come quello alla menta del Maghreb, tipico del Nordafrica, offerto in segno di ospitalità, le cui foglie vengono prima immerse in acqua, che verrà utilizzata successivamente per la bollitura, e poi ben lavate. In Sudafrica si usa invece il Rooibos che prende il nome dalla caratteristica pianta dalle foglie rosse. Considerato anti-invecchiamento è una valida alternativa al comune tè nero ed è naturalmente privo di caffeina.Quello al burro, originario del Tibet, viene bevuto anche in Nepal, India e Bhutan, è creato con foglie di tè bollite a lungo a cui vengono aggiunti poi burro e sale di yak. Servito in una ciotola di ceramica va gustato pigramente a piccoli sorsi. In India troviamo il Darjeeling, che prende nome dall’omonima città e che è considerato uno tra i migliori al mondo mentre in Cina, indiscussa patria di questo infuso, abbiamo il Pu Erh, o tè invecchiato, che sembra avere importanti proprietà nella prevenzione del cancro e nella perdita di peso. In versione grezza o matura viene prodotto esclusivamente nella provincia dello Yunnan.

Le tipologie di tè più conosciute sono quello nero, fermentato prima di essere essiccato, e quello verde, da cui proviene quello bianco, che non è soggetto a fermentazione e  le cui foglie sono tostate e poi essiccate.

Nella stagione autunnale sono consigliati i tè aromatizzati ai frutti di bosco, al cardamomo, utile anche contro il raffreddore, alla rosa canina, allo zenzero, un antibiotico naturale. Se poi si ha già voglia di Natale la cannella, i chiodi di garofano e l’arancia sono perfetti per sentirsi già in festa.

A Torino sono diverse le sale da tè e i negozi dedicati a questo infuso, eccone alcuni: Teapot in Via Silvio Pellico 18, Camellia, Via dei Mille 5, The TEA in Via Corte d’Appello 2, l’Emporio del Tè a Via Monferrato 20B, l’Ancienne Maison du The’ in Via della Rocca 2.

Maria La Barbera

L’isola del libro

in Rubriche

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Elizabeth Jane Howard  “Perdersi”    -Fazi Editore-   euro  20,00

E’ di una bellezza struggente questo romanzo della scrittrice inglese (nata a Londra nel 1923, morta a Bungay nel 2014), famosa soprattutto per la sua saga dei Cazalet. E’ ispirato ad una brutta esperienza realmente vissuta dalla Howard che ha metabolizzato il dolore di una relazione illusoria mettendosi a scrivere questo libro.

Nel 1995, superati i 70 anni, raggiunto il successo, con una vita sentimentale travagliata alle spalle, problemi di salute e in piena crisi personale, incappa nelle lettere di un ammiratore che si fa insistente fino al punto di riuscire ad incontrarla. E’ l’inizio di una relazione sentimentale in cui lui, abile manipolatore, si annida subdolamente laddove lei ha i nervi più scoperti; quanto più lei soffre e ha bisogno di aiuto, consolazione e perché no, anche amore, tanto più lui fiorisce e prospera. Ma sarà solo una mastodontica finzione, greve di bugie e foriera di pericoli, nonché un’immane delusione.

Ricalca dunque l’autobiografia la vicenda della protagonista Daisy, affermata commediografa 60enne. E’ stata sposata due volte e non è andata per  niente bene.

Dal primo marito ha avuto una figlia, Katya, arrabbiata con lei da quando ha lasciato suo padre, (poi scoprirete perché) e ancor più inasprita quando ha sposato un uomo molto più giovane e senza né arte né parte.

E ‘ il bellissimo Jason, che fa il balzo verso il successo, diventa un attore famoso anche grazie al matrimonio e alle conoscenze di Daisy; salvo poi lasciarla poco signorilmente e in modo decisamente codardo per sposare un’attrice molto più giovane.

In piena crisi, Daisy cerca di voltare pagina e darsi alla vita bucolica e appartata comprando un piccolo cottage circondato da un giardino inselvatichito.

E’ così che finisce nel diabolico mirino di un sedicente giardiniere, l’ultra 60enne Henry Kent. E’ povero in canna, nullafacente, vive a sbafo su una barca di conoscenti e ha in mente un piano ben preciso.

Senza raccontarvi  troppo, anticipo solo che vi aspettano pagine intriganti che vi terranno col fiato sospeso perché, grazie alla bravura della Howard, capirete molto prima di Daisy cosa alberga nell’animo torbido e truffaldino di Henry. Abilissimo nell’inventarsi una vita di finzione, in cui appare più vittima che aguzzino. Calcolatore e privo di scrupoli sa però vendersi benissimo perché «Gli uomini come Henry Kent…tra la testa e i genitali non hanno niente».

E anche voi vi chiederete come sia possibile lasciarsi ingannare così tanto da un uomo senza cuore o scrupoli…un autentico pericolosissimo borderline.

 

Simona Siri con  Dan Gerstein  “Mai Stati così Uniti”  -Tea –  euro 15,00

L’idea del titolo è semplicemente geniale perché allude non solo alla coppia formata dalla scrittrice e giornalista italiana Simona Siri e dal marito americano Dan Gerstein, ma in senso più ampio alle diversità tra due culture e due paesi divisi dall’oceano.

Loro sono un team ad alto quoziente intellettivo: lei è planata in America, al MIT di Boston la prima volta nel 1999 a 26 anni con una laurea in Psicologia, poi si è trasferita a New York in pianta stabile, dove vive da 7 anni, e racconta l’America in varie collaborazioni giornalistiche.

Lui studi ad Harvard, mille interessi tra Storia, letteratura e Scienze  politiche; una brillante carriera come scrittore di discorsi e assistente politico al Senato, e come senior strategist in 2 campagne presidenziali. Poi ha voltato pagina e da Washington è approdato nella Grande Mela.

Le loro strade s’intersecano e sfociano in un matrimonio in cui la battaglia culturale inizia già con la colazione mattutina.

Così il diario di questa coppia diventa specchio di due popoli che si confrontano anche sulle  piccole cose e le vertenze del quotidiano. Ma è anche un illuminante reportage a 4 mani della vita americana, in particolare a New York dove i due combattono con il caro affitti, vivono con l’adorato cane e una bimba in adozione..

Lei sottolinea «Siamo diversi in tutto. E’ un miracolo che stiamo insieme. Alle volte è così americano  che lo detesto».  E lui risponde spiegando la mentalità a stelle e strisce.

Sono tanti gli spunti che danno il via alle due versioni della stessa cosa in questo menage che sa far tesoro delle differenze anche attraverso litigate, incomprensioni e continui aggiustamenti agevolati dall’amore.

Dan è razionale, positivo, estroverso, lei emotiva, introversa e tendente al drammatico; lui è mattiniero, lei nottambula; lui è un “social butterfly”, una farfalla sociale che vola di conoscenza in  conoscenza, con un’ intensa vita sociale mentre lei ama starsene a casa tranquilla.

In Usa poi c’è un modo diverso di vivere l’amicizia; al di là del networking che permette di costruire una rete di conoscenze  molto estese -ma superficiali- gli amici veri sono spesso quelli del college (anni formativi), spesso con carriere diverse in altri stati, con i quali l’intesa resta intatta nonostante la lontananza. Lei fatica a comprendere questa alchimia e le dinamiche insite in un Paese gigantesco in cui la mobilità è un must.

Diverso è anche il rapporto con il denaro; spendere in America è facilissimo, la corsa allo shopping sfrenato è favorita anche dall’abuso di carte di credito.

Insomma, dalle loro diversità capiamo meglio tante cose dell’America: come il complesso sistema sanitario che discrimina tra ricchi  e poveri, il sistema scolastico che forma persone altamente indipendenti e competitive, la tendenza a cambiare lavoro con una certa scioltezza…e tanto altro tra vicende privatissime e l’odio condiviso per Trump.

 

Maylis de Kerangal   “Un mondo a portata di mano”    -Feltrinelli-    euro 16,50

La scrittrice francese che ci aveva toccato il cuore con “Riparare i viventi” (sulla donazione degli organi), ora ci regala un romanzo di formazione che ha per sfondo il mondo dell’arte.

Protagonisti assoluti sono i colori, i trompe-l’oeil e le illusioni della vita attraverso le vicende di 3 giovani.

Paula Karst, parigina con gli occhi di colore diverso e appena divergenti; Jonas, secco, sfuggente e talentuoso; Kate, una sorta di Anita Ekberg dalla pelle bianchissima. Sono tutti alle prese con la preparazione della prova per il diploma. Parlano di arte, sognano in grande e stanno per catapultarsi nel mondo del lavoro.

Paula riesce a iscriversi al prestigioso Istituto superiore di pittura a Bruxelles dove impara la delicata e affascinante arte del trompe-l’oeil; ovvero la tecnica dell’inganno ottico che simula la realtà.

I 3 amici che si ritrovano 5 anni dopo – trascorsi in vari cantieri in giro per il mondo- alle prese con opere a volte molto più grandi di loro, per lo più legati a contratti temporanei, a volte deludenti.

In un bistrot parigino si raccontano esperienze, lavori svolti, persone incontrate, soddisfazioni  e delusioni.

Paula ha dato prova della sua bravura in grandi cantieri, soprattutto in Italia, tra Museo Egizio e Cinecittà dove ha riprodotto la loggia papale e la Cappella Sistina per il film di Nanni Moretti “Habemus Papam”. Ed è  appena tornata da Mosca dove ha dipinto gli scenari di “Anna Karenina”  negli studios della Molfin.

Kate ha lavorato tutto il giorno, abbarbicata su una scaletta, al lussuoso atrio di un palazzo in Avenue Foch.

Jonas racconta che sta per consegnare a committenti arabi un Eden tropicale di 8 metri per 3 e 50, inutile dire che il compenso sarà munifico.

Ed ecco ancora una volta la de Kerangal puntare su personaggi giovani, in divenire, alle prese con ambizioni, talento e incertezze. Sono spiriti liberi che si spostano dove il lavoro chiama, imbastiscono storielle sentimentali passeggere e dipingono alberi, marmi, pietre preziose e tanto altro per dare forma all’illusione.

 

Mathijs Deen  “Per antiche strade”   -Iperborea-    euro 18,50

Come recita il sottotitolo questo libro è un viaggio nella storia d’Europa, perché oggi transitiamo sulle orme di chi ci ha preceduti nei secoli vicini e in quelli più lontani. Lo scrittore e giornalista olandese ha composto un affascinante iter, tra racconto, diario di viaggio e puntigliosa ricerca storica.

Parte da un suo ricordo d’infanzia e poi ci conduce in un’affascinante scoperta continua e nella storia europea. Lo fa scandendo 11 tappe, ricostruendo le vicende di personaggi vari che hanno camminato sull’intricato reticolo di vie e strade, a piedi, con carri, in cerca di cibo o salvezza. E ci dimostra come quelle strade hanno una vita pluricentenaria.

Così incontriamo uomini della preistoria, come il primo uomo partito dall’Africa e arrivato su suolo europeo nel Pleistocene; poi le incursioni dei Cimbri; la drammatica fine del brigante romano Bulla  Felix che rubava ai ricchi patrizi per dare ai poveri e liberava gli schiavi. O ancora la storia di una giovane donna battezzata, che dalla natia Islanda arrivò fino al Papa con una domanda essenziale.

Via via conosciamo un’umanità variegata in cui troviamo esploratori, conquistatori, profughi, mercanti, banditi e pellegrini.

Sono loro che nel corso dei millenni hanno percorso, tra mille difficoltà, quelle arterie che oggi noi usiamo in lungo e in largo.

Attraverso le loro biografie -ricostruite magistralmente da Deen e scorrevoli come racconti- possiamo capire più a fondo anche le varie trasformazioni della cultura europea, i contrasti politici, religiosi, economici e culturali. Perché in questo libro le strade ci possono parlare in un iter da scoprire a  poco a poco, a piccole tappe e grandi conquiste.

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