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POLITICA

Ischia, Ruffino (Azione): il Governo riscriva la manovra

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione), componente della commissione Ambiente:

     La solidarietà e la vicinanza alle popolazioni colpite dalla tragedia non possono essere la prima e l’ultima pagina pagina degli impegni di governo. Perché solidarietà e vicinanza non restituiscono le vittime ai loro familiari, soprattutto non possono essere un colpo di spugna sulle responsabilità di chi ha tollerato se non coperto ogni forma di abusivismo edilizio. Matteo Salvini e Giuseppe Conte hanno tollerato a tal punto, che il governo Conte I ha condonato proprio a Ischia ogni forma di illegalità edilizia sotto la solita voce “emergenza sociale”.

     Salvini, se ritrova un briciolo della credibilità politica perduta da tempo, dovrebbe ora farsi avanti e chiedere scusa per la flat tax riconosciuta agli autonomi nella fascia di reddito fino a 85 mila euro e proporre di dirottarla in un fondo per la salvaguardia e la messa in sicurezza del territorio. Sarà bene ricordare che proprio il Pnrr, alla missione 2 e nelle componenti 1 e 4 stanzia qualcosa come 15,06 miliardi di euro per la sicurezza e la tutela ambientale. Attenzione, presidente Meloni: se Regioni e Comuni tirano per le lunghe, il governo farà bene ad avocare a sé, attraverso un commissario, tutte le fasi necessarie per accelerare la salvaguardia del territorio. Che significa, poi, salvare la vita alle persone.

Energia, esposto di Italia Liberale Popolare

L’aumento dei costi energetici si sta abbattendo com uno tsunami sulla nostra economia, riducendo drammaticamente il potere di acquisto delle famiglie e mettendo a rischio la prosecuzione delle attività della piccola e media impresa e del mondo del commercio e della ristorazione.
L’aumento spropositato registrato sopratutto l’estate scorsa ha messo in ginocchio numerose attività e per questo il Direttivo Regionale del Piemonte di Italia Liberale e Popolare ha deciso di sostenere l’iniziativa del Responsabile Regionale Giustizia, Avv. Alberto Del Noce che, insieme all’Avv. Umberto Maria Del Noce, ha depositato un esposto, presso il Tribunale di Torino, in cui si denuncia come il dissesto economico di molte attività potrebbe essere figlio di una speculazione economica senza precedenti.
Secondo Claudio DesiròSegretario Nazionale di Italia Liberale e Popolare, “si tratta di un’iniziativa giusta e giustificata dalla volontà di cercare di fare chiarezza circa eventuali fenomeni speculativi ingiustificati che avrebbero danneggiato notevolmente l’economia del nostro Paese”.
“Le famiglie italiane si trovano oggi a dover combattere tra inflazione e bollette ed il mondo delle professioni, del commercio, della piccola e media impresa, si ritrova a dover far fronte ad un aumento di costi fissi che ne mette a repentaglio la stessa sopravvivenza. Se tutto ciò fosse dovuto puramente a speculazione finanziaria, sarebbe assimilabile ad un crimine”, conclude Desirò.
“Il mondo del Commercio, della Ristorazione, Alberghiero, sono in una situazione drammatica: molte attività, quotidianamente, si ritrovano a dover decidere se chiudere, per evitare eventuali fallimenti d’impresa, piuttosto che provare a sopravvivere tra mille difficoltà”, così Alessandra GirardelloResponsabile Commercio di Lib-Pop Piemonte, che aggiunge “diverse attività commerciali nelle scorse settimane hanno spento definitivamente le proprie luci: un danno economico e sociale notevole che non si ripercuote unicamente sugli imprenditori e sui loro dipendenti che hanno perso il lavoro, m su tutto il tessuto sociale del nostro Paese che affronta un più che probabile contrazione economica i cui primi effetti sono già evidenti”.
Partendo dai comunicati di Ascom e Camera di Commercio di Torino, che sottolineano come vi siano ben 2487 aziende piemontesi a rischio chiusura a causa del caro bollette, con 15 mila posti di lavoro in gioco, l’Avv. Del Noce ha deciso di dare voce ad un imprenditore torinese particolarmente colpito da questa situazione.
“Per nome e per conto dell’imprenditore mio assistito, ho presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Torino contro le società erogatrici del servizio energetico per truffa, utilizzando anche i termini utilizzati dall’ex Ministro Cingolani, cioè abuso di posizione dominante e aggiotaggio”, così l’Avv. Alberto Del Noce di Lib-Pop Piemonte.
“Tramite la consulenza di un economista, abbiamo ricostruito la catena di aumenti da cui si evince che gli aumenti in bolletta, a carico di cittadini ed imprese, sono dovuti unicamente agli aumenti dei costi di speculazione sugli scambi virtuali e non riflettono un aumento di costi per le società imperatrici che, infatti, stanno vertiginosamente incrementando i propri profitti”, conclude Del Noce.
L’auspicio dell’iniziativa è di fare chiarezza riguardo una situazione che sta gravemente colpendo l’economia del nostro Paese, mettendo in ginocchio famiglie ed imprese e che, in assenza di interventi decisi, potrebbe sfociare in risultati devastanti dal punto di vista economico e sociale per tutti.
Italia Liberale e Popolare
Direttivo Regionale Piemonte

Leone e Preioni (Lega): “Grazie all’on. Panza per la modifica dello stato di protezione del lupo”

“Apriamo agli abbattimenti selettivi per difendere i nostri allevatori”

Arriva dal Parlamento europeo la richiesta ufficiale ai ministri di Ambiente e Agricoltura di sostenere, per il Governo italiano, la proposta di emendamento per la modifica della Convenzione di Berna relativa allo status di conservazione del lupo. 

“Un passaggio fondamentale – commenta il presidente della Terza commissione del Consiglio regionale del Piemonte, il leghista Claudio Leone – visto l’aumento esponenziale della specie e i gravi danni agli allevamenti in tutte le aree montane dell’Unione europea, primo tra tutti il nostro Piemonte. Modificare lo stato di protezione del lupo, non certamente a rischio di estinzione, permetterebbe agli Stati di proteggersi in modo più adeguato da un proliferare sempre più pericoloso e dannoso. Ringrazio i colleghi della Lega, in particolare l’europarlamentare piemontese Alessandro Panza, per essersi fatto portavoce nell’emiciclo di Bruxelles di una situazione grave e di una interlocuzione che vedrà sempre il sottoscritto in prima fila per risolvere il problema degli allevatori anche con politiche di abbattimento che reputo, personalmente, strumento proporzionato a questa situazione di emergenza”.

“Bisogna consentire l’abbattimento selettivo dei lupi che uccidono i nostri animali d’allevamento – aggiunge il capogruppo regionale della Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni -, come già avviene altrove. Vista l’escalation di un problema che si sta diffondendo non più solo in montagna, ma anche in pianura e nei centri abitati, non c’è più tempo da perdere. Impossibile pensare di correre ancora questo rischio: il quadro richiede azioni in sede europea e nazionale. Dobbiamo dire basta a chi con il paraocchi continua ad appoggiare insostenibili posizioni animaliste. Lo scenario è mutato radicalmente e la presenza del lupo e degli animali selvatici e predatori è in costante aumento, come dimostrano le segnalazioni ormai all’ordine del giorno. Dobbiamo consentire agli allevatori di proteggere le loro greggi con misure efficaci, anche imbracciando i fucili. Solo così intere famiglie che da generazioni abitano in montagna potranno continuare a tutelare le loro comunità; l’alternativa, il rischio concreto che si va profilando senza interventi forti, sarebbe l’abbandono del territorio e degli alpeggi da parte delle piccole e medie attività. E questo nessuno di noi lo vuole”.

Un nuovo Statuto dei Lavoratori?

Si ritorna a parlare, qua e là, di riscrivere un nuovo “Statuto dei Lavoratori” funzionale alle nuove regole del mercato del lavoro che hanno fatto capolino in questi ultimi anni nel panorama sociale ed economico del nostro paese.

 

La richiesta non è affatto peregrina anche se, soprattutto su
questi temi, occorre sempre distinguere dove finisce la propaganda e dove inizia un vero progetto
politico. Certo, quando si parla di regole che disciplinano il mercato del lavoro è del tutto evidente
che, con lo scorrere del tempo, si deve intervenire purchè i diritti dei lavoratori si rafforzino e non
vengano scalfiti. Anche perchè la grande lezione politica, culturale, sociale ed etica dello Statuto
dei Lavoratori è quella di aver introdotto principi e valori che non possono essere messi in
discussione in virtù dell’adeguamento ad una maldestra modernità. Sotto questo aspetto c’è una
grande somiglianza con il ruolo e la funzione della Carta Costituzionale.
Ora, è ormai sufficientemente noto – perchè appartiene alla storia – come è decollato lo “Statuto
dei Lavoratori” votato dal Parlamento Italiano nel maggio del 1970. Al di là dei vari giudizi politici e
culturali e al netto degli altrettanto noti pregiudizi ideologici, è acclarato che grazie al coraggio e
alla determinazione politica dei Ministri del Lavoro Brodolini e soprattutto di Carlo Donat-Cattin, fu
possibile adottare un atto che ha segnato in profondità la storia democratica del nostro paese.
“Abbiamo portato la Costituzione nelle fabbriche” disse Donat-Cattin alla Camera nel suo
intervento prima del voto finale sulla legge. Una legge che passò malgrado l’astensione dei
comunisti – che è sempre bene non dimenticare – e che segnò un punto di svolta e di non ritorno
nelle relazioni sindacali e, soprattutto, un deciso cambio di passo sotto il versante del
riconoscimento dei diritti democratici e liberali dei lavoratori. Una legge che confermò anche la
profonda natura popolare, sociale e democratica della Democrazia Cristiana malgrado il radicato
e dogmatico pregiudizio di larga parte della sinistra italiana che continua ad individuare nella
stagione democristiana un periodo nefasto e nocivo per la stessa qualità della nostra democrazia.
Ma, se quello “Statuto dei Lavoratori” segnò un passo in avanti di straordinaria importanza per la
nostra civiltà democratica, oggi forse è necessario un nuovo intervento che, senza mettere affatto
in discussione le conquiste sancite in quello storico Statuto, riesca a cogliere e soprattutto a
tutelare il nuovo ed inedito panorama professionale che si è aperto nel nostro paese con
l’innovazione tecnologica da un lato e la forte e ormai endemica precarietà dei rapporti di lavoro
dall’altro. Un intervento correttivo che, però, richiede intelligenza politica, coerenza culturale e
coraggio istituzionale. Esiste una sola domanda, fondamentale e decisiva, se si vuole procedere in
questa direzione: e cioè, quale partito e quale coalizione si fa carico di un progetto che ha una
valenza politica ed un impatto concreto sulle persone di portata storica? Certamente non il Pd
che ormai rappresenta gli interessi borghesi, alto borghesi, aristocratici, dei cosiddetti “garantiti” e
tutto ciò che non ha più nulla a che fare con gli interessi e le istanze dei ceti popolari. E questo al
netto delle chiacchiere virtuali dei capi delle infinite correnti che scorrazzano in quel partito. Sul
versante del Centro forse sarebbe il momento che il progetto politico di quel partito non si
fossilizzasse solo e soltanto sugli interessi dei ceti medio alti con un approccio sostanzialmente
liberal/liberista ma guardasse con maggiore attenzione anche e soprattutto alle istanze, alle
domande e alle richieste dei ceti popolari. Forse toccherà proprio al centro destra e, nello
specifico, all’antica “destra sociale” di Giorgia Meloni affrontare questo tema spinoso, delicato ma
oltremodo necessario per garantire e tutelare masse crescenti di lavoratori, di inoccupati e di
precari? Lo vedremo cammin facendo.
Al riguardo, chi ancora si riconosce nella tradizione e nel filone del cattolicesimo sociale italiano
forse adesso dovrebbe battere un colpo. Per non essere complici dell’inerzia da un lato e per non
regalare ad altri una rappresentanza politica, culturale e sociale che sarebbe solo la conseguenza
della nostra pigrizia ed indifferenza. Una cultura politica non si può sacrificare sull’altare di una
maldestra ed equivoca modernità. E su questi temi gli epigoni del cattolicesimo sociale, che
conserva tuttavia una grande modernità ed attualità, non possono voltarsi da un’altra parte.

Giorgio Merlo

Scuola, Piccolotti e Grimaldi (Verdi Sinistra): Assurdo trasferire migliaia di docenti a metà anno

Va tutelata la continuità didattica.

“Quasi 1.400 docenti in tutto il Piemonte, durante la pausa natalizia, verranno trasferiti dalle proprie scuole in altre sedi. Un’assurda centrifuga che li porterebbe ad abbandonare a metà percorso circa 80.000 studenti e studentesse a cui viene negata la continuità didattica, proprio nel primo anno di normalità dopo due di pandemia” – dichiarano i deputati di Alleanza Verdi Sinistra, Elisabetta Piccolotti e Marco Grimaldi, la prima firmataria di un’interpellanza sulla vicenda.

“La normativa nazionale non ha previsto che gli insegnanti precari vincitori del concorso straordinario bis ottenessero la cattedra dall’avvio del prossimo anno scolastico e l’USR del Piemonte ha previsto i trasferimenti dei vincitori nelle prossime settimane” – proseguono Piccolotti e Grimaldi. – “Chiediamo al Ministro Valditara di intervenire affinché tali trasferimenti vengano posticipati a fine anno scolastico. Vanno tutelate la continuità didattica e la possibilità per gli studenti di essere valutati da insegnanti che li hanno conosciuti”.

Carceri: “un’emergenza democratica”

MAGI, BONI E VALLE: “INTERVENTI URGENTI”

«Questo è stato un anno davvero drammatico per la popolazione carceraria italiana, infatti, nel 2022 si è verificato il dato più alto di sempre di suicidi, ben 80. Due sono avvenuti negli ultimi giorni. E mille i tentati suicidi sventati da inizio anno.
Nel carcere di Torino, inoltre, sono in servizio solo 2 mediatori culturali e appena 14 educatori a fronte di oltre 1400 detenuti di cui circa la metà stranieri. Percentuali vicine alla metà della popolazione totale sono quelle che riguardano tossicodipendenti e non abbienti. In ambito sociosanitario ci è stata rappresentata una drammatica carenza di psicologi, una grave carenza di comunità per tossicodipendenti e una strozzatura burocratica nella presa in carico dei pazienti da parte dell’Asl, che costringe spesso a ricorrere a donazioni filantropiche per soddisfare bisogni di cura che dovrebbe garantire il servizio sanitario nazionale. Questi ultimi sono problemi che Regione Piemonte può e deve assolutamente affrontare.
La gestione ha chiaramente delle difficoltà, come si fa a immaginare dei percorsi rieducativi a lungo termine con un turn over di carcerati di circa 3-4 mila all’anno? Difatti i dati lo dimostrano e la recidività resta sul 68%.
Basterebbero questi numeri, a cui si aggiungono sovraffollamento e carenze strutturali a dirci che siamo di fronte ad un’emergenza democratica che richiede un costante attenzionamento ed interventi urgenti e seri.
Alla Casa Circondariale di Torino abbiamo trovato una Direttrice disponibile e collaborativa, improntata a risolvere i problemi dove presenti e per quanto possibile ma senza una mano concreta da parte della Regione Piemonte e del Governo rimarrà tutto vano.
Bisogna investire su pene alternative alla detenzione (i dati dimostrano che l’indice di recidività scende) e non solo affrontare questa emergenza in termini di edilizia carceraria»: lo affermano il parlamentare Riccardo Magi (+Europa), Igor Boni (Radicali italiani) e il Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte Daniele Valle (PD) che questa mattina si sono recati in visita al carcere di Torino Lorusso e Cutugno.

Daniele VALLE
Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte

Valle, Magi, Boni in visita al carcere di Torino

EMERGENZA CARCERE: AL LORUSSO E CUTUGNO DI TORINO VISITA DI VALLE (PD), MAGI (+EUROPA) E BONI (RADICALI ITALIANI) INSIEME A DELEGAZIONE DELLE CAMERE PENALI. ORE 12: CONFERENZA STAMPA FUORI DAI CANCELLI DEL CARCERE 
Dall’inizio dell’anno 80 persone si sono tolte la vita all’interno delle strutture carcerarie italiane. Un numero record da quando si registra questo dato. Il precedente drammatico primato era del 2009, quando al 31 dicembre si erano suicidate 72 persone.
Al carcere di Torino Lorusso e Cotugno il numero dei suicidi avvenuti negli ultimi mesi accende di nuovo un campanello d’allarme, che insieme ai dati del sovraffollamento riportano la drammatica situazione delle carceri italiane e regionali sul tavolo della politica. Al 31/10/2022 erano presenti nella struttura 1.444 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.118.

Venerdì 25 novembre, una delegazione politica guidata da Daniele Valle (Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e Consigliere regionale del PD), Riccardo Magi (Deputato e presidente di +Europa) e Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani) saranno in visita in mattinata al carcere di Torino.
Insieme alla delegazione politica entrerà nel carcere anche una delegazione delle Camere penali di Torino.

Al termine della visita, verso le ore 12, fuori dai cancelli del carcere si terrà una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti quanto osservato all’interno della struttura.

Manovra, Grimaldi (Verdi Sinistra) a Crosetto: Abbiamo solo tweet e bozze di contrabbando

“Il Ministro Crosetto forse ha scordato l’indirizzo mail della Commissione Bilancio (com_bilancio@camera.it). Gliela reinoltro gentilmente insieme alla mia personale, così potrà inviarci il testo corretto della finanziaria, perché far studiare i parlamentari su bozze di contrabbando e tweet non è esattamente serio” – dichiara il Vice-capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi, commentando le parole di Guido Crosetto.

Montaruli: “Proiezione No Tav a Torino film festival è offensiva”

“Se si mette come direttore artistico di Torino film festival Steve Della Casa il risultato è questo:

‘consonanza ideale’ con chi attacca ogni giorno operai e polizia e ulula pure alla repressione dello Stato dimenticando che è proiettato grazie al contributo pubblico”. Lo scrive su Twitter il Sottosegretario all’Università e alla ricerca e deputato di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli. Il direttore artistico del Tff, che ha inserito nella rassegna cinematografica anche una pellicola su Lotta Continua, di cui era militante negli anni 70, venne condannato nell’ambito  della drammatica vicenda del rogo del bar l’Angelo Azzurro di via Po.

Legge elettorale, Pd: “Sì a doppia preferenza di genere”

Il Pd chiede di calendarizzare la Pdl sostenuta dalla Rete Città x le Donne

 «Il gruppo del Partito democratico quest’oggi ha chiesto al Presidente Allasia di calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta dalla Rete Città x le Donne e con la quale si chiede l’introduzione della doppia preferenza e liste paritarie per genere ed alternate. Una proposta che condividiamo pienamente. È giunto il tempo di modificare la legge elettorale della Regione Piemonte e di introdurre quelle modifiche di civiltà che sono già state adottate in altre Regioni italiane. Non possiamo accettare che anche questa legislatura si chiuda senza aver rimesso mano alla riscrittura delle regole del gioco alla luce dei principi della parità tra i generi. È un’occasione che non possiamo perdere e siamo certi che anche il centrodestra non abbia nessuna ragione per non accogliere queste importanti novità».

Raffaele GALLO

Capogruppo PD Consiglio Regionale Piemonte

Daniele VALLE

Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte