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Il triste destino dello stabile di corso Regina Margherita 47

DA PALAZZO CIVICO

Fino al 1981 è stata la sede dell’Opera Pia Reynero, poi il degrado con l’occupazione abusiva del centro sociale Askatasuna nel 1995.

Il triste destino dello stabile di corso Regina Margherita 47 e che secondo Askatasuna sarebbe dovuto diventare punto di contatto con il quartiere.

Dietro l’occupazione non c’è stato nessun tentativo di legalizzazione e le varie Amministrazioni comunali che si sono succedute, hanno sempre adottato la politica della “tolleranza dell’illegalità”, nascondendosi dietro la scusa che il contenimento del fenomeno, avrebbe evitato l’esplosione di conflitti e tensioni.

Un atteggiamento che ha favorito attività illegali di vario genere e una forma di “usucapione” da parte degli occupanti.

“Personalmente ritengo – esordisce il consigliere Giuseppe Iannò – che sia necessario uno sgombero immediato e l’Amministrazione deve sollecitare e fare pressione al Tavolo della sicurezza affinchè tutto avvenga nel minor tempo possibile. In questi anni il centro sinistra ha scaricato le proprie responsabilità facendo tanta demagogia. Al contempo esprimo la mia massima solidarietà alle Forze dell’ordine, che in questi anni hanno svolto un impegno costante nell’attività di monitoraggio e contenimento della violenza”.

Askatasuna, esposto di Montaruli e Marrone per danno erariale

“Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per chiedere se la mancata denuncia di occupazione dell’immobile comunale sito in C.so Regina Margherita 47, che da 26 anni ospita il Centro sociale Askatasuna, possa rappresentare un danno erariale per il Comune di Torino” a dichiararlo sono la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che proseguono: “Alla richiesta formale di accesso agli atti di FDI sulla denuncia/querela dell’amministrazione comunale relativa all’occupazione abusiva/invasione dell’immobile di proprietà comunale sito in Torino, corso Regina Margherita 47, gli uffici comunali hanno infatti risposto che “da verifiche effettuate presso i nostri uffici e presso l’Avvocatura comunale, non risulta la documentazione richiesta”. Abbiamo fatto quanto potevamo per sensibilizzare la giunta Lo Russo a rimediare a tanti anni di ingiustificato immobilismo, ma le violenze antagoniste continuano, soprattutto in Val Susa, i sindacati di polizia restano inascoltati e da palazzo civico tutto tace: errare è umano, perseverare diabolico. Ora saranno i giudici a stabilire se il comportamento da parte dell’amministrazione comunale sia stato normale o meno. Da parte nostra resta la valutazione politica: è inaccettabile che in 26 anni di occupazione abusiva le giunte di centrosinistra e pentastellate non abbiano mai provveduto a formalizzare una denuncia-querela contro l’invasione dell’immobile comunale, trasformato impunemente dagli antagonisti in centro sociale occupato e base per tante violenze politiche. Uno spazio strappato all’utilizzo dei cittadini torinesi, del quale qualcuno dovrà rendere conto”.

Tav: Gariglio (Pd), teppisti irresponsabili non fermeranno opera

“È inammissibile che venga messa a repentaglio la vita di agenti delle Forze dell’ordine impegnati per la sicurezza dei cantieri Tav. Con la Val Susa, i cittadini, le istituzioni e le comunità locali, sono in atto da tempo un confronto ed un dialogo costruttivo che non verranno messi in discussione dalle azioni violente di pochi teppisti irresponsabili”: è quanto dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti di Montecitorio, sugli scontri odierni nei cantieri della Torino – Lione.

Tav: Ruffino “chi promuove la violenza venga dichiarato fuori legge”

“Quanto accaduto ieri in Val di Susa al cantiere della Tav è assolutamente inaccettabile. Non possiamo più permettere che chi rappresenta lo Stato venga assalito in maniera barbara, è ora di dichiarare fuori legge le organizzazioni che promuovono la violenza contro le grandi opere solo perché pochi non sono d’accordo con la loro realizzazione. Un territorio non può essere ostaggio di pochi facinorosi. Solidarietà e sostegno alle forze dell’ordine”. Dichiara in una nota la deputata di Azione e membro della commissione ambiente, Daniela Ruffino.

Tav: Casolati (Lega) ieri vergogna criminale, vietare festival dei violenti

“Quanto successo ieri a San Didero è semplicemente vergognoso. Si cambi il passo, si cambino le regole d’ingaggio: ogni anno è violenza annunciata, dal momento che il Festival dell’Altafelicità, che andrebbe vietato, si conclude puntualmente con un violento attacco al cantiere. Atti criminali come quelli visti ieri non devono più accadere. Rinnovo la mia solidarietà e vicinanza agli operatori delle Forze dell’Ordine feriti sul campo e vi unisco il mio ringraziamento per l’opera di difesa della legalità e della libertà del lavoro che assolvono quotidianamente”.

Così la senatrice piemontese della Lega Marzia Casolati.

Disabilità, Molinari (Lega) “stanziati 7,6 milioni per l’assistenza agli alunni con disabilità in Piemonte”

“Sono circa 7,6 milioni di euro, quelli destinati grazie all’impegno e al lavoro del ministro per le Disabilità, Erika Stefani, per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità. Siamo orgogliosi di questo impegno, e delle politiche attuate dalla Lega al governo: ancora una volta dimostriamo con i fatti il nostro impegno a non lasciare indietro nessuno, soprattutto i giovani con disabilità, e le loro famiglie, che vanno sostenute con ogni risorsa possibile”.  Lo dichiara il capogruppo della Lega Riccardo Molinari, coordinatore della Lega in Piemonte.

 Urbanistica, Grimaldi (LUV): se le fondamenta e i materiali sono sbagliati, crolla tutto

“Della semplificazione urbanistica di Marin è rimasto solo qualche calcinaccio, il Governo non si è limitato a impugnare la norma che abbiamo tanto contestato, l’ha letteralmente demolita: i rilievi riguardano ben 19 articoli – 3, 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 16, 18, 19, 20, 21, 34, 36, 40, 41, 47 e 48 – che, secondo il Governo, intervenendo indiscriminatamente sulla disciplina urbanistica ed edilizia regionale vigente determinano la violazione di norme statali nonché degli articoli 117, 9 e 32 della Costituzione, che riconoscono quali valori imprescindibili della Repubblica, rispettivamente, la tutela dell’ambiente e del paesaggio e quella della salute, e infine del principio di ragionevolezza di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione. La sciagurata Lega, capitanata dal corsaro Marin, con il silenzio assenso di ‘Tele Cirio’ ci ha inchiodati tredici mesi in commissione e tre mesi in aula per produrre una (fuori)legge che ci è sempre apparsa una totale deregulation, in contrasto con ogni tipo di logica che non fosse quella del ‘fai cosa vuoi e dove vuoi'” – cosi Marco Grimaldi, Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Marin e i suoi compari volevano ricostruire edifici non più esistenti o rendere abitabili vani la cui altezza minima li avrebbe resi del tutto insalubri, un’idea di urbanistica superata già nel 1942 o anche prima. I regolamenti edilizi comunali avevano in molti casi già introdotto un obbligo generalizzato di licenza edilizia persino prima della legge n. 1150 del 1942, ma forse Marin non lo sapeva. La deroga sistematica e generalizzata agli strumenti urbanistici, si legge nelle motivazioni dell’impugnativa, comporta la violazione dei principi concernenti la generale necessità di pianificazione del territorio e il rispetto degli standard urbanistici, ma non solo: la scelta della Regione di assumere iniziative unilaterali e reiterate, al di fuori del percorso di collaborazione già proficuamente concluso con lo Stato mediante l’approvazione del Piano paesaggistico del 2017, si pone in contrasto anche con il principio di leale collaborazione che impone alle parti che sottoscrivono un accordo ufficiale in una sede istituzionale di tener fede a un impegno assunto. Queste parole sono una vergogna per la nostra Regione: come nell’edilizia, se le fondamenta sono mal costruite, le misure sbagliate e i materiali scadenti, crolla tutto” – conclude Grimaldi.

 

Merlo: Questione sociale, Conte il nuovo Donat-Cattin? Non scherziamo

“Nell’epoca del trasformismo e del ‘nulla della politica’, per dirla con una felice battuta del passato di Mino Martinazzoli, possiamo anche assistere al fatto che il capo dei 5 stelle, Giuseppe Conte, aspira a diventare l’alfiere e il protagonista della nuova ed ennesima ‘questione sociale’ che attraversa il nostro paese. Ovvero, il principale interprete politico delle difficoltà innescate da una profonda ed ennesima crisi sociale. Una sorta, per farla breve, di un nuovo Carlo Donat- Cattin della politica italiana, lo storico leader politico della ‘sinistra sociale’ della DC.
Ora, che in un’epoca ancora dominata, purtroppo, dal trasformismo politico tutto sia possibile è fuori discussione. Ma il tutto deve avere un limite. E cioè, anche il più disinvolto trasformismo non può oltrepassare certi limiti. E la questione sociale, purtroppo di nuovo centrale nelle dinamiche concrete della nostra società, non può non essere affrontata anche e soprattutto da chi continua a restare fedele nella politica italiana alla tradizione cattolico sociale e cattolico popolare. Il trasformismo politico non può essere una ricetta credibile per tutte le stagioni. Lo è quando la politica va in crisi e scompare. Ma tramonta quando la politica stessa, e di conseguenza i partiti con le relative culture politiche, ritornano centrali e protagonisti.
Ecco perchè la sinistra sociale di ispirazione cristiana di Carlo Donat-Cattin e di tanti altri leader e statisti del passato non può essere paragonata o confusa con il trasformismo contemporaneo”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro-Mastella’. 30 7 2022

Tav: Fregolent (Iv), azione violenta di teppisti di professione

“Ancora una volta i cantieri della Tav e le forze dell’ordine vengono messi in pericolo da azioni violente e terroristiche. Agli agenti va la mia piena solidarietà” : è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo Iv in Commissione Ambiente di Montecitorio.

“La Val di Susa non ha niente a che fare con questi teppisti di professione che vogliono solo destabilizzare il territorio ed impedire che venga realizzata un opera ambientalmente compatibile e strumento di sviluppo per le comunità locali e per l’intero paese”: conclude.

“La politica smetta di ignorare i giovani, il clima è una emergenza reale”

Si chiude oggi a Torino il 2° meeting europeo organizzato dal movimento interazionale Fridays For Future. Cinque giorni di dibattiti, workshop, conferenze, attraverso cui i giovani attivisti si sono confrontati su rivendicazioni ed azioni alla ricerca di nuove idee per combattere la crisi climatica.


«Un’occasione più unica che rara per una generazione spesso accusata di vivere con distacco la società – spiega Mario Calì, Presidente Nazionale del P.S.D.I. – colpevolizzata per un presunto disimpegno politico che, numeri alla mano, evidenzia semplicemente una narrazione colma di inesattezze ed infondati luoghi comuni. La rotta per l’eco-socialismo democratico passa da loro».
Dal 25 al 29 luglio oltre 500 attivisti provenienti da 55 paesi hanno infatti sfidato l’afa per ritrovarsi negli spazi del Climate Social Camp, un campeggio presso il Parco della Colletta, per affrontare temi come la giustizia climatica, le pratiche di decolonizzazione, la cooperazione internazionale e l’autodeterminazione dei popoli, stringendo legami internazionali volti ad elaborare nuove strategie di mobilitazione e creare tra gli adulti maggiore consapevolezza sull’urgenza di affrontare il problema del riscaldamento globale.
In tutto questo fermento, dopo l’attenzione mediatica mondiale focalizzata su Greta Thunberg e le folle oceaniche di attivisti climatici possibili nel periodo antecedente la pandemia, la politica risulta essere la grande assente.
Persino il “Green New Deal” sbandierato a fini propagandistici dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, è scomparso dai radar. Nelle agende dei “grandi” il tema ambientale e la transizione ecologica hanno rapidamente lasciato il passo all’emergenza pandemica ed alla dipendenza energetica dalla Federazione Russa.
Inoltre, tradendo le aspettative delle nuove e delle future generazioni, all’interno della tassonomia verde dell’Unione Europea hanno trovato spazio gas fossile e nucleare da fissione, adesso riconosciuti come fonti di energia sostenibile “importanti per la transizione energetica”.
«Si tratta di un chiaro invito per il resto del mondo a ridurre le proprie ambizioni climatiche – conclude Mario Calì – che consegna agli investitori un segnale disastroso circa l’affidabilità dell’Unione Europea nel settore energetico e non solo. L’Europa potrebbe raggiungere la neutralità climatica entro il 2035 puntando a quadruplicare le rinnovabili ed ammodernando l’infrastruttura elettrica indispensabile per il salto tecnologico offerto dalla produzione energetica diffusa. Ai leader ricordiamo che le “photo opportunity” delle Conferenze per il Clima devono essere accompagnate da politiche coerenti e coraggiose. Ascoltiamo i giovani».