CRONACA

Digital News Report Italia, prima edizione

Lunedì 17 giugno, alle ore 10.30, il Museo della radio e della televisione Rai ospiterà la presentazione della prima edizione del Digital News Report Italia

 

Lunedì 17 giugno, alle 10,30, presso il Museo della radio e della televisione Rai di via Verdi 16, a Torino, verrà presentato il “Digital News Report Italia”, la prima ricerca che mette a disposizione degli addetti ai lavori e del pubblico dati e analisi utili a capire il mondo dell’informazione, sia dal
punto di vista della domanda che dell’offerta.
Il Digital News Report Italia”, curato da Alessio Cornia, docenteall’Università di Dublino, e scritto da Marco Ferrando, Paolo Piacenza e Celeste Satta del Master in Giornalismo di Torino, approfondisce per il contesto italiano il “Digital News Report” del Reuters Institute for the Study of Journalism, presso l’Università di Oxford, l’indagine annuale dettagliata delle tendenze nell’ambito del giornalismo digitale e dei media in tutto il mondo.
L’evento, patrocinato da Rai, Odg e Odg Piemonte, con ilsostegno di Compagnia di San Paolo, sarà introdotto da Carlo Bartoli, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti; Laura Scomparin, Direttrice Scientifica Master in Giornalismo UniTo e Alberto Anfossi, Segretario Generale Compagnia di San Paolo.
La ricerca sarà presentata da Alessio Cornia e verrà discussa insieme a Marianna Bruschi, Head of Digital Sky Tg24; Ferruccio de Bortoli, Presidente Fondazione Rcs; Marco Ferrando, Direttore testate Master in Giornalismo UniTo e vice direttore Avvenire; Andrea Malaguti, Direttore La
Stampa; Monica Maggioni, direttrice editoriale per l’offerta informativa Rai; Laura Scomparin, direttrice scientifica Master in Giornalismo UniTo e Riccardo Terzi, Google head of News & publishers partnerships, Italy & CEE.

 

Mara Martellotta

Domenica 16 modifiche alla viabilità nel sottopasso lingotto

Domenica prossima 16 giugno l’indifferibilità di un intervento urgente di riparazione alla rete idrica all’interno del sottopasso Lingotto potrà influenzare il traffico nella zona.

Per consentire l’esecuzione dei lavori in sicurezza, il transito dei veicoli sulla carreggiata Sud, in direzione corso Unità d’Italia, sarà ridotto a una corsia fin dalle prime ore del mattino. Qualora il danno da riparare si rivelasse però più grave del previsto potrebbe essere necessario chiudere completamente il sottopasso.

La fine dei lavori e la conclusione del cantiere con riapertura dell’intera carreggiata Sud del sottopasso è prevista nella giornata stessa.

Nel frattempo si sono conclusi i lavori di rifacimento di porzioni del manto stradale nel tratto di corso Regina Margherita tra corso Potenza e fino al confine del territorio comunale dove cessa conseguentemente il limite temporaneo di velocità di 30 chilometri orari istituito per consentire la realizzazione degli interventi che hanno riguardato, con parziali riasfaltature, una ventina di tratti stradali ammalorati.

A Torino la prima palina intelligente di Flixbus

Da oggi le persone in partenza da Torino con FlixBus potranno beneficiare di un nuovo servizio. Presso il terminal autobus di Corso Vittorio Emanuele II, che la società degli autobus verdi collega con oltre 200 città in tutta Europa, è in funzione la prima palina digitale, che fornirà ai passeggeri aggiornamenti in tempo reale sul loro viaggio.

La palina è stata inaugurata nella mattina di venerdì 14 giugno alla presenza di Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologica e digitale, Innovazione, Mobilità e Trasporti del Comune di Torino, che ha salutato con favore l’iniziativa di FlixBus.

«Migliorare l’esperienza di viaggio delle persone attraverso l’infomobilità, favorendo l’intermodalità e mettendo a disposizione di chi deve spostarsi all’interno della città, come tra le città, diversi sistemi di trasporto, su gomma e ferro, con una particolare attenzione alla mobilità sostenibile, grazie al ricorso a mezzi a ridotto impatto ambientale, è tra gli obiettivi della nostra amministrazione», ha commentato l’Assessora Chiara Foglietta. «Negli ultimi anni gli autobus sono diventati un’opzione concreta per viaggi sulla lunga distanza grazie anche a chi ha immaginato di rendere questo modello di trasporto più economico e sostenibile regalandogli una nuova notorietà e una seconda giovinezza».

«Da sempre ci adoperiamo per trasformare il modo di viaggiare delle persone, incoraggiando l’uso dei trasporti collettivi e un approccio più sostenibile al viaggio. Migliorando l’infrastruttura esistente con nuove soluzioni tecnologiche e rendendo più accoglienti e funzionali le autostazioni, che per molti rappresentano il primo biglietto da visita delle nostre città, possiamo arricchire il ventaglio dei servizi offerti ai nostri passeggeri e anche attrarre nuovi flussi sul territorio», ha affermato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. «Il Comune di Torino si è dimostrato in questo un interlocutore prezioso e lungimirante. Confidiamo che in futuro si possa lavorare ancora insieme, per offrire un servizio ancora più completo ed efficiente a chi sceglie di partire in autobus da questa città, per noi così importante

La palina è stata prodotta dalla società Nebri-Tech Srl, specializzata in soluzioni digitali, e si avvale di un sistema informativo in tempo reale basato sulla tecnologia GTFS (General Transit Feed Specification) che fornisce aggiornamenti su orari e altre informazioni di servizio. È dotata di uno schermo resistente all’acqua e facilmente leggibile sia di giorno sia di notte grazie all’illuminazione, e sfrutta una tecnologia di ricarica a energia solare che la rende indipendente dalla rete cittadina.

Torino è collegata dal servizio FlixBus con oltre 200 città in tutta Europa, e rappresenta un importante hub internazionale della società: oltre a numerose città italiane di grandi, medie e piccole dimensioni, questo numero include anche importanti destinazioni estere come Parigi, Marsiglia, Lione, Barcellona, Ginevra, Zurigo, Monaco di Baviera, Francoforte, Budapest e Zagabria.

Oltre al terminal di Corso Vittorio Emanuele II, gli autobus verdi fermano attualmente anche presso le stazioni di Torino Lingotto e Torino Stura.

Il 20 giugno partiranno collegamenti estivi per il Ponente ligure, con fermate anche a Caselle e Ciriè

Restando in tema di novità per il territorio torinese, giovedì 20 giugno partiranno i collegamenti speciali per il Ponente Ligure, che collegheranno Torino con 18 destinazioni balneari.

Ogni mattina un autobus collegherà la città con Spotorno, Noli, Varigotti, Finale Ligure, Pietra Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Albenga, Alassio, Laigueglia, Marina di Andora, Diano Marina, Imperia, San Lorenzo al Mare, Arma di Taggia, Bordighera e Ventimiglia. Le corse sono già prenotabili sul sito www.flixbus.it, dall’appgratuita e presso i rivenditori ufficiali sul territorio.

Oltre che dal terminal di Corso Vittorio Emanuele II e dalle stazioni di Torino Lingotto e Torino Stura, si potrà partire anche da Ciriè e dall’aeroporto di Caselle, dove FlixBus ha inaugurato due nuove fermate.

 

Anas ha programmato la pulizia della galleria ‘Cesana’

Anas ha programmato la pulizia della galleria ‘Cesana’, nell’ambito dell’omonimo territorio comunale lungo la strada statale 24 “del Monginevro”.

Per consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza, che prevedono l’utilizzo di attrezzature meccaniche per il lavaggio ad alta pressione, la galleria sarà chiusa al traffico da lunedì 17 a venerdì 21 giugno nella sola fascia oraria notturna 22:00 – 6:00.

Durante la chiusura i veicoli con peso inferiore a 26 tonnellate saranno deviati sulla vicina ex statale 24. I mezzi con peso superiore alle 26 tonnellate potranno raggiungere la Francia percorrendo la A32 con proseguimento al Traforo del Frejus.

Stefano Tacconi esce dalla Rianimazione

Il paziente Stefano Tacconi ha trascorso una notte tranquilla nel reparto di Rianimazione ospedaliera, diretta dal dottor Roberto Balagna. Il decorso post operatorio prosegue regolarmente. Il paziente dimostra condizioni cliniche stabili ed un rapido miglioramento nella perfusione e circolazione dell’arto inferiore destro operato ieri pomeriggio. Poco fa ha lasciato il reparto di Rianimazione ed è stato trasferito nel reparto di degenza di Chirurgia vascolare universitaria, diretto dal professor Fabio Verzini.

Forse per noia con un punteruolo spacca i vetri di sette auto

Servendosi di un cacciavite ha spaccato i finestrini di sette auto in sosta nei pressi della stazione di Chivasso. L’uomo di 28 anni, originario della Romania, è ora ai domiciliari. Sono stati i residenti svegliati dal rumore di vetri a chiamare i militari che hanno trovato l’uomo in stato di alterazione, che girava accanto alle macchine colpite. Le motivazioni sono sconosciute, forse per semplice “passatempo” e non per rubare negli abitacoli.

Inseguono armati di coltello due ragazzi per rapinarli

Personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano ha tratto in arresto un 19enne di origini tunisine gravemente indiziato di rapina.

È mezzanotte quando la pattuglia, rientrando dal servizio, lungo corso Regio Parco viene raggiunta da due ragazzi che, inseguiti da due uomini che avevano cercato di rapinarli, chiedevano aiuto. I soggetti, alla vista della Polizia, scappano in direzione via Gottardo e gli agenti iniziano l’inseguimento.

Durante la fuga uno dei due individui lancia in terra un coltello, raccolto e sequestrato dai poliziotti, per poi darsi nuovamente alla fuga con il complice in via Bologna.

I due si dividono, ma uno dei due malfattori viene raggiunto pochi istanti dopo dagli operatori che lo traggono in arresto.

La Banca del sangue della Città della Salute in una mostra fotografica

Da mercoledì 12 giugno una mostra fotografica sulla Banca del Sangue e Immunoematologia della Città della Salute di Torino, presso il COES dell’ospedale Molinette. Si tratta di un vero e proprio percorso della donazione del sangue immortalato in una trentina di scatti. Una mostra organizzata per far vedere cosa succede nei numerosi passaggi “dietro le quinte” per poter trasfondere un paziente. Sono foto che nella maggior parte dei casi non contengono volti, ma sono le mani che compaiono come testimoni di quanto donato e del lavoro svolto. Si parte dalla donazione passando per i test, la produzione dell’emicomponente e la sua trasfusione ad un paziente. Le mani sono anonime come i donatori e chi lavora per la trasfusione. Particolarmente significativa la foto nella quale due mani reggono una donazione come se fosse un bambino. Una mostra per sensibilizzare alla donazione di sangue e plasma. In Piemonte nel 2023 la popolazione registrata di donatori di sangue è di circa 120.000 donatori. Nel 2023 i nuovi donatori sono stati 18.000 ed i donatori periodici (intendendo quelli che avevano donato almeno una volta negli ultimi 5 anni) sono stati 52.000. Al Centro di Produzione e Validazione Emocomponenti della Città della Salute di Torino arrivano le donazioni raccolte dai SIMT (servizi trasfusionali) dell’area torinese e dalle Unità di Raccolta dell’AVIS e della FIDAS e dai donatori associati a queste ed altre organizzazioni. Nel 2023 in Piemonte sono state raccolte quasi 240.000 donazioni, dalle quali sono stati prodotti più di 450.000 emocomponenti. Nel CPVE (Centro produzione e validazione emocomponenti) della Banca del Sangue (diretta dal dottor Marco Lorenzi) sono stati prodotti 255.000 emocomponenti in parte usati per la produzione di farmaci salvavita (ad esempio Immunoglobuline) ed in parte utilizzati principalmente dai SIMT della provincia di Torino (Città della Salute, Città di Torino, Ivrea, Pinerolo, San Luigi di Orbassano) e da cliniche ed ospedali collegati. Gli emocomponenti vanno a pazienti oncoematologici, per interventi chirurgici, traumi, pazienti con anemie croniche come ad esempio i talassemici, per i trapianti di organo. C’è un paziente che ha trasfuso nella sua vita quasi 2000 unità. E un paziente per cui in un giorno, quest’anno, sono state distribuite in poche ore 160 unità. Ma i donatori stanno diventando anziani (il 70% dei donatori piemontesi ha più di 36 anni), c’è bisogno di giovani donatori. E non solo di globuli rossi, ma anche di plasma. Tante persone sono coinvolte in questa filiera anche se non si conosceranno mai. Tutto parte da un donatore ed una donazione che passa di mano in mano fino ad una persona che ne ha bisogno.

All’ospedale Mauriziano di Torino il robot chirurgico di nuova generazione

Il robot da Vinci, in particolare il modello Xi, che è il più evoluto sistema robotico dedicato alla chirurgia mininvasiva, è sbarcato all’ospedale Mauriziano di Torino. Questa piattaforma robotizzata consente di ottenere altissimi livelli di precisione ed accuratezza del gesto chirurgico. Le procedure d’intervento eseguite con il robot da Vinci Xi rappresentano l’ultima frontiera della chirurgia di precisione, superando anche la laparoscopia. Il chirurgo opera seduto ad una console, immerso in un ambiente 3D, ed, attraverso sensori collegati alle sue dita, aziona braccia robotizzate all’interno del campo operatorio. “L’arrivo del robot al Mauriziano si inserisce in una linea di ammodernamento costante della tecnologia dell’ospedale e si associa ad altre novità recenti, quali il superlaser, ed ha lo scopo di rendere sempre più completa l’offerta terapeutica chirurgica di questa Azienda Ospedaliera. Ringraziamo la Regione Piemonte che, con lungimiranza, ci ha autorizzati all’utilizzo della tecnologia robotica. Cosa molto importante anche per noi per poter contribuire all’obiettivo di contrastare la mobilità passiva che abbiamo nei confronti delle regioni limitrofe” affermano il neo Commissario dottor Roberto D’Angelo ed il Direttore sanitario dottoressa Maria Carmen Azzolina. Con il nuovo anno la chirurgia robotica è entrata a pieno regime con utilizzo del da Vinci tutti i giorni feriali dalle ore 8 alle ore 20 per venire incontro alle richieste delle specialità coinvolte. I numeri permettono di affermare che la chirurgia robotica è sempre più in aumento in Italia e quest’ultima sta ottenendo importanti vantaggi clinici. Tra gli indicatori più significativi: – maggior radicalità oncologica – maggior conservazione dei tessuti sani e delle funzionalità degli organi – minor perdita di sangue e relativo ricorso a trasfusioni – ripresa più rapida nel post-operatorio Presso l’ospedale Mauriziano di Torino viene utilizzata in Urologia (diretta dal dottor Roberto Migliari), in Ginecologia (responsabile dottor Luca Sgró), in Chirurgia generale ed oncologica (diretta dal dottor Alessandro Ferrero) ed in Chirurgia toracica. Il principale ambito di applicazione è la chirurgia robotica urologica (che copre oltre il 68% dell’attività in Italia) e consente di trattare anche casi complicati per i quali la sola chirurgia classica non sarebbe altrettanto efficiente. Ma il sistema robotico da Vinci Xi è stato fin da subito utilizzato anche in altri ambiti, come in particolare la chirurgia ginecologica e quella generale ed oncologica, anch’esse già riconosciute come strutture ad alta specializzazione in ambito non solo regionale ma anche italiano, per poi essere esteso alla chirurgia otorinolaringoiatrica ed alla chirurgia toracica (quest’ultima recentemente aperta al Mauriziano). Ciò al fine di mantenere ed ampliare gli orizzonti di cura mini invasiva che il Mauriziano ha sempre cercato di poter offrire ai propri pazienti. Anche in ambito ginecologico l’approccio robotico risulta associato a migliori risultati in termini di precisione del gesto chirurgico, durata del ricovero, recupero-post-operatorio, complicanze e soddisfazione delle pazienti. Negli USA negli ultimi 15 anni, grazie alla diffusione della chirurgia robotica, il ricorso alla chirurgia mininvasiva è aumentato dal 27 al 70% per gli interventi ginecologici per patologia benigna e maligna. In oncologia ginecologica la chirurgia robotica trova le sue indicazioni nell’ambito delle neoplasie uterine, soprattutto nelle pazienti obese, che presentano particolari complessità chirurgiche ed anestesiologiche. Per la patologia benigna la chirurgia robotica si è sviluppata soprattutto per gli interventi di uroginecologia e statica pelvica e per la chirurgia dell’endometriosi. La chirurgia robotica in ambito della chirurgia generale ed oncologica rappresenta una evoluzione sofisticata della chirurgia laparoscopica capace di aprire nuovi orizzonti ed apportare innovazioni significative in diverse discipline chirurgiche. I più importanti vantaggi della chirurgia robotica sono relativi alla visione tridimensionale del campo operatorio e la possibilità di eseguire movimenti di rotazione a 360° degli strumenti chirurgici. Questo permette di ottenere movimenti estremamente fini, non praticabili dal polso umano. Queste caratteristiche concorrono al raggiungimento di un miglior risultato in termini di precisione chirurgica capace di offrire sia ai pazienti che ai chirurghi una valida alternativa mininvasiva per il trattamento delle patologie oncologiche. Tipologie di interventi in chirurgia generale ed oncologica in cui il robot può essere applicato sono: – la chirurgia epatobiliare: le resezioni epatiche minori e maggiori complesse, ad esempio quelle coinvolgenti i segmenti epatici posteriori, e le resezioni epatiche associate a linfadenectomie, resezioni biliari (ad esempio per tumori biliari ilari), vascolari e/o digestive rappresentano il campo di applicazione più importante della chirurgia robotica; – la chirurgia pancreatica: la duodenocefalopancreasectomie e le pancreasectomie distali, eventualmente associate a resezioni vascolari, sono interventi ad elevata complessità di difficile realizzazione con approccio laparoscopico, in cui il robot può rappresentare un enorme vantaggio soprattutto nella fasi ricostruttive (confezionamento di anastomosi bilio-digestive, pancreatico-duodenali o pancreatico-gastriche e vascolari); – la chirurgia digestiva: l’approccio robotico è particolarmente utile negli interventi più complessi colon-rettali, quali l’emicolectomia destra con escissione completa del mesocolon, la resezione della flessura splenica, la resezione del retto con escissione totale del mesoretto. In questi ambiti i dati emergenti dimostrano una migliore qualità oncologica della resezione, una più precisa linfoadenectomia ed un migliore outcome funzionale. L’utilizzo della fluorescenza con verde di indocianina consente inoltre la verifica della vitalità dei tessuti anastomizzati. La gastrectomia totale e parziale rappresenta un ulteriore campo di applicazione della tecnologia robotica. L’implementazione del programma robotico permetterà di eseguire in mininvasiva interventi di pazienti oncologici, che attualmente sono eseguiti con approccio open in considerazione delle limitazioni intrinseche alla tecnica laparoscopica. Inoltre, l’approccio robotico può ridurre i costi nella gestione del paziente chirurgico, grazie alla riduzione delle complicanze, delle trasfusioni e delle conversioni a procedure a cielo aperto. I migliori risultati permettono anche una riduzione della degenza ospedaliera, con l’ottimizzazione del ricorso a trattamenti farmacologici e l’uso di presidi ospedalieri tipici della degenza ed un incremento del turn-over della casistica ospedaliera in termini di volume di interventi con conseguente riduzione delle liste d’attesa Infine, un sistema robotico potrà essere da stimolo per l’apertura di una nuova linea di ricerca scientifica sulle innovazioni tecnologiche chirurgiche.

Parco aperto a Villa Lascaris

Domenica 16 giugno 2024 dalle 15.30 alle 19.00
Villa Lascaris, ingresso da P.zza SS. Pietro e Paolo, Pianezza (TO)
 
Un viaggio nel tempo, nel cuore della storia.
 
Un viaggio che ha inizio nel 985, anno a cui risale la prima testimonianza scritta sul monastero di “Sancti Petri”. Le tappe intermedie percorrono i secoli: dal 1159, data in cui Federico Barbarossa confermò con un documento la proprietà dell’allora castello di Pianezza ai Vescovi di Torino, al 1600 con il palazzo nobiliare costruito dalla famiglia Simiana, le cui tracce si trovano in ogni angolo del parco; attraversano l’assedio di Torino del 1706 con Maria Bricca e la galleria costruita nelle antiche mura che porta il suo nome; un  viaggio che si conclude nel 1800, con il Marchese Agostino Lascaris e la sua splendida villa circondata da un grande parco in stile inglese.
 
La quarta edizione di Parco Aperto, pomeriggio di visite che Villa Lascaris, casa di spiritualità e cultura dell’Arcidiocesi di Torino in collaborazione con le guide volontarie di UNECON – Università per l’Educazione Continua, propone una passeggiata lungo 1000 anni.
 
PARCO APERTO, IV EDIZIONE
Domenica 16 giugno dalle 15.30 alle 19.00
Villa Lascaris e Pieve San Pietro – ingresso da Piazza SS. Pietro e Paolo, Pianezza
 
Accompagnati dal racconto delle guide UNECON, i visitatori potranno ammirare la bellezza degli affreschi nelle sale ottocentesche della Villa, attraverseranno i suggestivi sentieri del parco all’inglese ammirando alberi centenari e statue seicentesche, sfioreranno le pietre dell’antica torre, ultima testimonianza di ciò che resta dell’originario castello di Pianezza del 1100 e, attraversando la seicentesca galleria di Maria Bricca, verranno trasportati nel 1300, alla Pieve di San Pietro, un piccolo gioiello romanico che affonda le sue radici prima dell’anno mille, con gli splendidi affreschi dei pittori piemontesi Giacomo Jaquerio e Aimone Duce.
 

E, mentre i grandi passeggiano attraverso 1000 anni di storia, per i bambini dai 4 ai 10 anni è previsto uno spazio di gioco e animazione. “IL RESPIRO DELLA TERRA – Noi e gli alberi” è un laboratorio creativo in cui i bambini avranno modo di entrare in contatto con la natura, sperimentare e creare, all’ombra di uno dei grandi cedri secolari del parco di Villa Lascaris, accompagnati dalle musicarterapeute Michela Gazzerro e Daniela Festa di Spazio Chroma. I laboratori avranno la durata dei turni di visite guidate, in modo da consentire ai genitori di godersi la visita in tranquillità, e ai bambini di divertirsi insieme, in piena libertà e sicurezza.

Il parco di Villa Lascaris sarà aperto dalle ore 15.00 alle 19.30
Orari delle visite guidate:
15.30 –17.00
17.00 – 18.30

Biglietti disponibili in loco.

 
Il biglietto comprende la visita guidata al parco, alle sale auliche di Villa Lascaris e alla Pieve San Pietro, e l’accesso al laboratorio per bambini da 4 a 10 anni IL RESPIRO DELLA TERRA – Noi e gli alberi.
Adulti: € 12.00
Bambini 5 – 12 anni: € 8.00
Bambini sotto i 5 anni: gratuito
Per partecipare alla quarta edizione di Parco Aperto è indispensabile la prenotazione via mail all’indirizzo eventi@villalascaris.it, indicando l’orario di visita prescelto, il numero di partecipanti alle visite guidate e il numero e l’età dei bambini che partecipano al laboratorio.

IL LABORATORIO “IL RESPIRO DELLA TERRA: NOI E GLI ALBERI”
CHROMA è uno spazio in pieno centro a Torino, dedicato alla crescita della persona. Tra i servizi offerti proponiamo sessioni di coaching, corsi di formazione e laboratori creativi ed espressivi.

 
Nell’ambito di “Parco aperto” proponiamo un laboratorio per bambini dai 4 ai 10 anni “IL RESPIRO DELLA TERRA: NOI E GLI ALBERI”. Conducono le Musicarterapeute MICHELA GAZZERRO e DANIELA FESTA.
L’attività proposta ha come base la Disciplina della Globalità dei Linguaggi (Metodo Stefania Guerra Lisi- www.disciplinaglobalitadeilinguaggi.it), una disciplina della comunicazione che utilizza tutti i sensi e i linguaggi espressivi, verbali e non verbali: corpo-movimento, suono-voce, traccia grafica-colore.
 
Il laboratorio accompagnerà i bambini in un percorso ludico alla scoperta degli alberi, meravigliosi e sorprendenti esseri viventi. Attraverso l’esperienza i bambini impareranno che prenderci cura di loro vuol dire prenderci cura anche di noi stessi.