Cosa succede in città

OIRM – Sant’Anna: approvato il Piano strategico 2027-2029

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Il nuovo polo regionale e sovraregionale materno-infantile avvia il percorso verso la piena autonomia gestionale, l’equilibrio economico-finanziario e la candidatura a IRCCS pediatrico.

In data 30 giugno 2026 è stato approvato, con deliberazione n. 15, il Piano Strategico triennale 2027-2029 dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna. Il documento rappresenta il primo atto di programmazione della nuova Azienda, nata dal ricongiungimento delle funzioni pediatriche, ostetrico-ginecologiche, neonatologiche e di salute della donna, e definisce la traiettoria di sviluppo del polo di riferimento regionale e sovraregionale per pediatria specialistica, medicina materno-infantile, continuum della nascita, ginecologia specialistica e oncologica, medicina della riproduzione e medicina di genere.

Il Piano non è un semplice bilancio previsionale, ma uno strumento integrato che collega identità clinica, assetto organizzativo, fabbisogni di personale, investimenti, ricerca e sostenibilità economica. Il 2026 resta l’anno di transizione amministrativa e contabile; dal 2027 si apre la fase di piena operatività gestionale della nuova Azienda, con il primo bilancio autonomo e con un programma di crescita selettiva nelle aree a maggiore complessità.

I principali dati di partenza

31.860

65,4 mln euro

53%

20,2-28,3 mln euro

2027

ricoveri 2025

valore ricoveri

ricoveri da fuori ASL Torino

investimenti stimati 2027-2029

primo bilancio autonomo

Le quattro direttrici del Piano

La strategia si sviluppa lungo quattro direttrici fra loro interdipendenti: eccellenza clinico-assistenziale, autonomia organizzativa e gestionale, equilibrio economico-finanziario, ricerca e innovazione in vista della candidatura IRCCS. L’eccellenza clinica punta a concentrare casistiche distintive e percorsi ad alta complessità in piattaforme integrate; l’autonomia organizzativa prevede la progressiva internalizzazione del nucleo direzionale, la definizione delle responsabilità aziendali e rapporti regolati con la Città della Salute e della Scienza; la sostenibilità economica viene perseguita attraverso il recupero di produzione qualificata, il governo dei costi e il sostegno regionale nella fase di avvio; la ricerca diventa infine una leva strutturale di sviluppo, con governance scientifica, Grant Office, biobanca, trial clinici e reti nazionali ed europee.

Sette piattaforme clinico-assistenziali strategiche

Le direttrici prendono forma in sette piattaforme operative: malattie rare in pediatria, con il consolidamento della genetica clinica pediatrica, del sequenziamento e del raccordo con le reti europee; oncoematologia pediatrica e terapie avanzate, con trapianti, terapie cellulari e terapia genica; neurochirurgia e cardiochirurgia pediatrica, alte specialità di rilevanza regionale e sovraregionale; neonatologia, TIN e continuum materno-neonatale, per il ruolo di hub regionale del percorso nascita, con oltre 4.000 parti l’anno e la presa in carico dei neonati gravemente immaturi; PMA, genetica medica e medicina della riproduzione, con procreazione medicalmente assistita di I, II e III livello e diagnosi preimpianto; ginecologia specialistica e oncologica; medicina di genere, dimensione trasversale a tutti i percorsi di cura, ricerca e formazione. Queste piattaforme orientano la programmazione clinica, gli investimenti, la crescita produttiva e la documentazione scientifica a supporto del percorso IRCCS.

Investimenti, conto economico e sostenibilità

Il piano degli investimenti 2027-2029 ammonta a una stima compresa tra 20,2 e 28,3 milioni di euro e si articola in quattro cluster: infrastrutture cliniche e capacità operatoria; tecnologie diagnostiche e cliniche; sistemi informativi e digitale per l’autonomia amministrativo-contabile; infrastrutture per la ricerca e la candidatura IRCCS, tra cui biobanca pediatrica e materno-neonatale, laboratorio di terapia cellulare e Clinical Trial Unit. Le fonti di finanziamento comprendono fondi regionali in conto capitale, risorse PNRR, bandi competitivi nazionali ed europei e fundraising.

Sul piano economico-finanziario, il documento prevede il pareggio per ciascuno dei tre esercizi 2027, 2028 e 2029. I ricavi complessivi salgono da 284,0 milioni nel 2027 a 292,9 milioni nel 2028 e 298,0 milioni nel 2029; i costi passano da 280,9 milioni a 289,8 milioni e quindi a 298,0 milioni. La crescita dei ricavi da produzione sanitaria è stimata al 7% annuo: i ricavi di produzione crescono da 136,4 milioni nel 2027 a 146,0 milioni nel 2028 e 156,2 milioni nel 2029, con la componente SDO da circa 103,0 a 118,0 milioni e ambulatoriale/file F da circa 33,4 a 38,2 milioni. Sul fronte dei costi, il Piano considera personale coerente con il fabbisogno, farmaci e dispositivi legati alla produzione ad alta complessità e un progressivo efficientamento degli altri costi operativi.

IRCCS, ricerca e fundraising

La candidatura a IRCCS per la specialità pediatrica costituisce l’orizzonte scientifico del triennio. La base di partenza è rappresentata dalle casistiche di alta complessità già espresse dall’OIRM – trapianto di midollo osseo, cardiochirurgia toracica pediatrica, craniotomia in età pediatrica, trapianto di cuore ed ECMO – e dalla piattaforma neonatologica del Sant’Anna, con oltre 180 neonati gravemente immaturi trattati ogni anno. Il Piano prevede la costruzione delle condizioni organizzative necessarie al dossier di candidatura: Grant Office per bandi europei e nazionali, obiettivo di finanziamenti attratti in crescita da 1,0 milione nel 2027 a 4,0 milioni nel 2029, biobanca pediatrica e materno-infantile, funzione fundraising strutturata e campagna permanente per il 5 per mille a partire dal 2027.

Con l’approvazione del Piano Strategico 2027-2029 dotiamo l’OIRM – Sant’Anna di una rotta chiara: consolidare l’eccellenza clinica, rendere pienamente autonoma la nuova Azienda, investire nelle piattaforme ad alta complessità e costruire un percorso credibile verso il riconoscimento IRCCS. È un progetto che mette insieme cura, ricerca, sostenibilità e responsabilità verso le famiglie che scelgono ogni giorno questo polo” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Il Piano approvato il 30 giugno rafforza un presidio fondamentale per il Piemonte e per l’intero sistema sanitario nazionale. La Regione sostiene la crescita dell’OIRM – Sant’Anna come polo materno-infantile di eccellenza, capace di integrare assistenza, innovazione, ricerca e sostenibilità economica. La prospettiva IRCCS e il rafforzamento del fundraising sono leve decisive per attrarre competenze, risorse e progettualità a beneficio dei bambini, delle donne e delle famiglie” commenata Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte)

CS

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

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3 – 9 luglio 2026

 

 

SABATO 4 LUGLIO

 

Sabato 4 luglio dalle 14:30 alle 17:30

IL RITRATTO E LA SFUMATURA: LUCE, VOLUME, APPARIZIONE

GAM – Workshop di disegno in occasione della mostra “Un altro Novecento”

Il workshop è dedicato al ritratto e alla sfumatura, strumenti fondamentali per costruire il volume e suggerire la luce sul volto. La visita in mostra si concentra su opere di Medardo Rosso, Evangelina Alciati, Felice Casorati e Filippo de Pisis, in cui il volto emerge gradualmente dalla carta attraverso passaggi tonali e vibrazioni del segno. In laboratorio, lavorando con grafite e carboncino, i partecipanti sperimentano diverse modalità di sfumatura, osservando il volto come insieme di piani e volumi. Il ritratto viene così affrontato non come esercizio di somiglianza, ma come processo di apparizione, in cui il disegno conserva le tracce del tempo e del gesto.

Il workshop è aperto a tutte e tutti, anche senza esperienza pregressa.

durata: 3 ore (comprensive di ingresso in mostra con breve visita)

tariffa: €50 (€40 per possessori di Abbonamento Musei)

info e prenotazioni: 011 19560449 / ftm.prenotazioni@coopculture.it

Il workshop si intende confermato al raggiungimento del numero minimo di 4 partecipanti

 

 

LUNEDI 6 LUGLIO

 

Lunedì 6 luglio

IL MAO CHIUDE PER DISALLESTIMENTO

MAO

Il museo chiude per disallestimento dal 6 al 22 luglio inclusi.

Ci si rivede il 23 luglio con la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes, il secondo capitolo delle 53 stazioni della Tokaido.

 

 

MERCOLEDI 8 LUGLIO

 

Mercoledì 8 luglio

XCOAX A PALAZZO MADAMA

Palazzo Madama – conferenza e mostra

Dall’8 al 10 luglio Palazzo Madama ha l’onore di ospitare la 14esima edizione della conferenza internazionale xCoAx, uno dei principali appuntamenti di ricerca dedicati alle intersezioni tra arte, esseri umani, tecnologie computazionali e cultura contemporanea.

La conferenza riunisce artisti, studiosi e innovatori impegnati a indagare il rapporto tra creatività e tecnologie digitali, offrendo un’occasione di confronto internazionale su pratiche, linguaggi e scenari che stanno ridefinendo il modo in cui produciamo, condividiamo e interpretiamo la cultura contemporanea.

La tre giorni di lavori è riservata – previa iscrizione sul sito https://xcoax.org/#registration – a studiosi, artisti, performer e studenti che si occupano di ricerche multidisciplinari su estetica, calcolo, comunicazione e dei legami che intercorrono fra di essi.

In occasione della conferenza saranno allestiti negli spazi del museo 17 lavori site specific, accostati alle opere delle collezioni permanenti di Palazzo Madama, in un inedito dialogo tra forme, linguaggi ed epoche differenti.

Le opere sono visibili con il biglietto di ingresso delle collezioni.

(cs in allegato)

 

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Nuova ordinanza. Commercianti sulle barricate dopo i blackout: “Perdite pesanti, servono interventi immediati”

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Dopo l’ordinanza con cui il Comune di Torino ha imposto a Ireti di predisporre un nuovo piano di emergenza per fronteggiare i blackout, arriva un secondo provvedimento firmato dal sindaco Stefano Lo Russo per contenere i consumi elettrici durante l’ondata di caldo che sta interessando la città. Nel frattempo cresce la protesta di bar, ristoranti e pubblici esercizi, che denunciano pesanti perdite economiche e chiedono agevolazioni fiscali.

Le temperature ben oltre i 33 gradi registrate negli ultimi giorni, unite al massiccio ricorso ai sistemi di climatizzazione, hanno infatti spinto la domanda di energia a livelli particolarmente elevati. Nel fine settimana il fabbisogno elettrico ha raggiunto circa 450 megawatt al giorno, mettendo ulteriormente sotto stress la rete cittadina.

Per limitare i consumi nei momenti più critici, il nuovo provvedimento comunale stabilisce che, nelle giornate in cui Arpa Piemonte segnalerà il livello massimo di disagio bioclimatico, i negozi dovranno mantenere chiuse le porte se gli impianti di aria condizionata sono in funzione. Resta naturalmente consentita l’apertura per l’ingresso e l’uscita della clientela e per le operazioni di carico e scarico delle merci.

L’amministrazione comunale sottolinea che si tratta di una misura temporanea, adottata esclusivamente per fronteggiare l’emergenza in corso, con l’obiettivo di contenere gli sprechi energetici e ridurre il carico sulla rete elettrica durante i picchi di domanda.

Intanto aumenta il malcontento delle attività commerciali, in particolare dei pubblici esercizi, che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con numerose interruzioni di corrente in diversi quartieri della città. L’Ascom ne parla sul proprio sito.

Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, gastronomie e locali segnalano una situazione sempre più difficile: sale rimaste improvvisamente al buio, clienti costretti ad allontanarsi, sistemi di pagamento elettronico fuori uso, problemi alla conservazione degli alimenti e consistenti perdite economiche, oltre ai disagi nell’organizzazione del lavoro.

Per chiedere risposte concrete, oltre cento esercenti si sono riuniti in un comitato e hanno inviato una lettera aperta al Comune, all’assessorato al Commercio, ai capigruppo del Consiglio comunale e ai gestori delle reti energetiche, sollecitando interventi urgenti.

Tra le proposte avanzate figurano riduzioni o agevolazioni sulle imposte comunali per compensare almeno in parte i danni subiti, un controllo più efficace della rete elettrica e misure capaci di evitare il ripetersi dei blackout.

Gli operatori avvertono infine che, qualora non arrivassero risposte soddisfacenti, potrebbero promuovere iniziative comuni a tutela delle imprese coinvolte, senza escludere la richiesta di risarcimenti per le perdite economiche provocate dalle interruzioni dell’energia elettrica.

Nasce la Scleroderma Unit della Reumatologia della Città della Salute 

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E’ stata inaugurata la Scleroderma Unit della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerodermia, Un percorso clinico-assistenziale dedicato alla diagnosi, al monitoraggio e alla presa in carico multidisciplinare dei pazienti affetti da sclerosi sistemica, malattia autoimmune rara, complessa e potenzialmente severa.

La sclerosi sistemica, o sclerodermia, è una malattia autoimmune rara e complessa, caratterizzata da alterazioni del microcircolo, disregolazione immunitaria e fibrosi progressiva dei tessuti. Pur essendo spesso riconosciuta per il coinvolgimento cutaneo e per il fenomeno di Raynaud, può interessare numerosi organi e apparati, tra cui polmone, cuore, rene, apparato gastrointestinale, articolazioni e muscoli. Le complicanze polmonari e cardiache, in particolare l’interstiziopatia polmonare e l’ipertensione arteriosa polmonare, rappresentano alcune delle manifestazioni più rilevanti dal punto di vista prognostico con un impatto significativo sulla qualità di vita.

Sulla base delle stime epidemiologiche disponibili nella letteratura italiana, la prevalenza della sclerosi sistemica può essere indicativamente collocata intorno a 30 casi ogni 100.000 abitanti. Applicando tale dato alla popolazione piemontese, si può stimare la presenza di oltre 1.000 persone affette da sclerosi sistemica in Piemonte, con alcune centinaia di pazienti nell’area torinese.

La complessità della sclerosi sistemica rende indispensabile una presa in carico specialistica, strutturata e multidisciplinare. La Reumatologia della Città della Salute (diretta dal dottor Simone Parisi) segue da molti anni pazienti affetti da sclerosi sistemica, garantendo diagnosi precoce, stratificazione del rischio, follow-up dedicato, monitoraggio delle complicanze d’organo e gestione delle terapie complesse. La nascita della Scleroderma Unit rappresenta quindi il riconoscimento formale di un percorso volto a dare maggiore identità, visibilità e coordinamento all’attività quotidianamente svolta.

Elemento centrale della Unit è la presa in carico multidisciplinare, attraverso percorsi condivisi con PneumologiaCardiologiaRadiologiaNefrologia e le altre specialità coinvolte nella gestione globale del paziente. Tali collaborazioni consentono di monitorare precocemente le complicanze polmonari, cardiache, renali, vascolari e sistemiche, riducendo la frammentazione del percorso assistenziale.

Un ruolo fondamentale è inoltre svolto dal Day Hospital reumatologico, dotato di posti dedicati alle terapie infusionali e alla gestione dei trattamenti complessi. Il personale infermieristico dedicato ha sviluppato negli anni competenze specifiche nella cura dei pazienti sclerodermici, in particolare nel trattamento delle ulcere digitali sclerodermiche, una delle manifestazioni più invalidanti della malattia.

La collaborazione con il GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia rappresenta un ulteriore valore aggiunto, permettendo di integrare il punto di vista dei pazienti e delle famiglie nel percorso di cura. La partecipazione dell’Associazione e il contribuito della raccolta fondi promossa anche grazie alla sensibilità della famiglia di un paziente affetto da sclerosi sistemica hanno contribuito concretamente alla nascita e al sostegno della Scleroderma Unit. Nel corso dell’inaugurazione è stata inoltre scoperta una targa in memoria di Mauro Riccio, paziente affetto da sclerosi sistemica, la cui storia personale e familiare ha rappresentato un importante stimolo per sostenere e valorizzare l’impegno della Reumatologia nella cura di questa patologia.

La Scleroderma Unit nasce dunque per valorizzare un modello di cura specialistico, multidisciplinare e continuativo, mettendo al centro il paziente e confermando l’impegno della Città della Salute nella gestione delle malattie rare sistemiche ad alta complessità.

“L’inaugurazione assume un significato clinico, organizzativo e umano: valorizza l’esperienza maturata dalla Città della Salute nella gestione delle malattie rare sistemiche, rafforza la collaborazione tra specialisti e Associazioni dei pazienti e conferma l’impegno dell’Azienda nel costruire percorsi di cura integrati e qualificati e nell’accogliere le fragilità ed i bisogni delle persone” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

 

Al Politecnico di Torino tre prestigiosi finanziamenti

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ERC Proof of Concept

 

Sono tre i gruppi di ricerca dell’ateneo torinese che hanno ricevuto un finanziamento ERC Proof of Concept dall’Unione Europea per sviluppare soluzioni innovative nei campi della sostenibilità energetica, dell’economia circolare e delle tecnologie avanzate per il futuro

 

Torino, 30 giugno 2026


Tre progetti di ricerca del Politecnico di Torino
 sono stati premiati con i finanziamenti ERC Proof of Concept, un’iniziativa dell’European Research Council volta a sostenere l’applicazione pratica e la valorizzazione dei risultati di progetti di ricerca di frontiera.

I vincitori del prestigioso riconoscimento sono Teresa Gatti, Andrea Lamberti ed Elena Simone, docenti presso il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT.  Lo schema ERC Proof of Concept si rivolge ai ricercatori e alle ricercatrici che hanno già ottenuto un finanziamento ERC, offrendo un supporto economico di 150mila euro per trasformare idee innovative in soluzioni concrete pronte per il mercato. Questi fondi permettono di verificare la fattibilità commerciale e tecnica delle tecnologie sviluppate, costruire strategie di protezione intellettuale e preparare il terreno per una futura commercializzazione.

VIPER – HeaVy pnIctogens based indoor Photovoltaics with up-cyclEd caRbon electrodes è il progetto coordinato dalla professoressa Teresa Gatti. Nato dai risultati dell’ERC Starting Grant JANUS BI, il progetto punta a sviluppare una nuova generazione di celle fotovoltaiche per ambienti interni, capaci di alimentare sensori e dispositivi IoT sfruttando la luce artificiale.

VIPER utilizza materiali innovativi a base di bismuto e antimonio, privi di piombo e metalli nobili, caratterizzati da elevata stabilità, ridotta tossicità e buone prestazioni in condizioni di bassa illuminazione. Un ulteriore elemento distintivo è l’impiego di elettrodi in carbonio ottenuti dal recupero di materiali di scarto, come pneumatici fuori uso e biomasse residuali, secondo i principi dell’economia circolare.

L’obiettivo è trasformare una tecnologia validata in laboratorio in prototipi pronti per future applicazioni industriali nei settori degli edifici intelligenti, del monitoraggio ambientale e dell’elettronica a basso consumo.

“Con VIPER vogliamo trasformare risultati di ricerca di frontiera in una tecnologia concreta per l’energia del futuro. – dichiara la professoressa Teresa Gatti – Grazie ai materiali innovativi a base di bismuto e antimonio e all’impiego di elettrodi ottenuti dal recupero di scarti industriali e biomasse, il progetto propone una soluzione sostenibile per alimentare la crescente rete di dispositivi intelligenti presenti negli edifici e nelle città. La collaborazione con il gruppo del Prof. Antonio Agresti del Center for Organic and Hybrid Solar Energy (CHOSE) dell’Università di Roma Tor Vergata rappresenta un valore aggiunto essenziale per validare la tecnologia su scala più avanzata e favorirne il percorso verso future applicazioni industriali. Il nostro obiettivo è contribuire a un ecosistema IoT più efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente”.

Con il progetto SUPRALIG – Sustainable and Ultra-PeRforming supercApacitors with 3D Laser-Induced Graphene, anche il professor Andrea Lamberti si aggiudica un finanziamento ERC PoC. Il progetto punta a trasformare una tecnologia nata in laboratorio in una soluzione concreta per sviluppare sistemi di accumulo dell’energia più leggeri, efficienti e sostenibili. Al centro della ricerca c’è il grafene indotto da laser (Laser-Induced Graphene, LIG), un materiale innovativo ottenuto trasformando, mediante un fascio laser, la superficie di particolari polimeri, anche derivati da biomasse e materiali di scarto, in una struttura carboniosa porosa e altamente conduttiva. Partendo dai risultati ottenuti con l’ERC Starting Grant CO2CAPSUPRALIG mira a sostituire i tradizionali collettori di corrente metallici di batterie e supercondensatori, riducendone peso, costi e impatto ambientale.

La tecnologia sarà testata in microsupercondensatori e supercondensatori convenzionali per dimostrarne l’efficacia e la producibilità su scala industriale, aprendo la strada a nuovi dispositivi per l’accumulo energetico ad alte prestazioni, con applicazioni che spaziano dall’elettronica flessibile alle tecnologie chiave per la transizione energetica.

“L’energia più sostenibile è quella che riusciamo a immagazzinare meglio. – afferma il professor Andrea Lamberti – Con SUPRALIG vogliamo trasformare i risultati ottenuti nei nostri laboratori in una tecnologia capace di rendere i sistemi di accumulo energetico concretamente più leggeri, performanti e rispettosi dell’ambiente. Grazie all’ERC Proof of Concept abbiamo l’opportunità di accelerare questo percorso, dimostrando che materiali innovativi come il grafene ottenuto da scrittura laser di substrati derivanti da biomasse e materiali di recupero possono sostituire componenti tradizionali più costosi e impattanti. È un risultato che premia anni di ricerca sul tema e che conferma come la ricerca scientifica possa contribuire in modo diretto alle grandi sfide della transizione energetica. Essendo ingegneri, Il nostro obiettivo è portare questa tecnologia oltre il laboratorio, creando le basi per una nuova generazione di dispositivi per l’accumulo dell’energia destinati a supportare l’elettronica del futuro, le energie rinnovabili e le applicazioni smart che accompagneranno la vita quotidiana di milioni di persone”.

Valorizzare i residui agroalimentari e sviluppare ingredienti sostenibili per il settore food: è questo l’obiettivo di ECOF2AT – Valorisation of agri-food residues via the formulation of low carbon footprint, plant-based fat ingredients for the production of functional foods, il progetto della professoressa Elena Simone che ottiene un finanziamento dall’ERC.

Partendo dalle competenze sviluppate con l’ERC Starting Grant CRYFORM, il progetto punta a trasformare sottoprodotti agroalimentari, come la crusca di riso e i fondi di caffè esausti, in nuovi ingredienti lipidici sostenibili per l’industria alimentare. Lo scopo è convertire i grassi e i composti bioattivi presenti in questi materiali in grassi funzionali in grado di sostituire o integrare ingredienti tradizionali come olio di palma, burro di cacao e altri grassi tropicali.

ECOF2AT affronta così una duplice sfida: ridurre gli sprechi agroalimentari e sviluppare ingredienti innovativi a basso impatto ambientale. Le soluzioni sviluppate potranno trovare applicazione nei prodotti da forno, nel settore dolciario e nelle alternative vegetali ai prodotti di origine animale, con potenziali ricadute anche nei settori nutraceutico, farmaceutico e cosmetico.

 

“Con il progetto CryForm studiamo i grassi alimentari, in particolare l’effetto della composizione chimica su proprietà funzionali quali il punto di fusione e il comportamento reologico. – dichiara la professoressa Elena Simone – Utilizzando queste conoscenze ECOF2AT ha l’obbiettivo di valorizzare scarti dell’industria agro-alimentare per produrre nuovi ingredienti alimentari più sostenibili, ma con le stesse funzionalità dei grassi tradizionalmente usati. Durante il progetto collaboreremo con Foreverland, una startup pugliese specializzata nella produzione di cioccolato cocoa-free, e con il centro di ricerca CREA di Asti, che ci aiuteranno ad ottenere dei materiali il più possibile affini agli ingredienti grassi tradizionali quali burro, lardo o burro di cacao”.

 

 

11esima edizione della Torino Fashion Week

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Sabato 27 giugno la sfilata CNA Federmoda nella giornata inaugurale

Torna a Torino, dal 27 giugno al 3 luglio prossimo, la Torino Fashion Week, presso Palazzo Saluzzo Paesana, al Piano Nobile, in via della Consolata 1 bis. La settimana della moda indipendente è curata da CNA Federmoda e ideata da Claudio Azzolini, e promossa da T Moda. Quest’anno è in programma una novità, rappresentata dalla collaborazione con CDH Model Agency di Mirella Rocca, per Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta. Anche quest’anno la manifestazione prevede due sfilate, sabato 27giugno, con la giornata inaugurale riservata a CNA Federmoda, in due fasce orarie: alle 17.30 scenderanno in passerella gli abiti delle scuole e degli istituti di moda torinesi; alle 20.30 gli stilisti senior ed emergenti.

In occasione della Torino Fashion Week, si terrà anche una nuova edizione del B2B Torino Fashion Match 2026, evento internazionale di match-making dedicato alle industrie creative , tessile, moda e sport wear, che si terrà in presenza il 1⁰ e 2 luglio, a Torino, presso Carpano Factory (Eataly Torino Lingotto), in concomitanza con l’11esima edizione della Torino Fashion Week. Organizzato da Union Camere e dalla Camera di Commercio di Torino, che sono membri della rete Enterprise Europe Network, l’evento riunisce PMI, fashion designer, brand innovativi, startup, buyer, rettile, fornitori e distributori provenienti dal settore tessile internazionale. I partecipanti potranno godere degli incontri bilaterali programmati su una piattaforma dedicata, e avere l’occasione di esplorare opportunità di business transfrontaliere, incontrare partner e buyer internazionali, scoprire nuove tendenze in sostenibilità, innovazione, branding, AI, IP e internazionalizzazione, partecipare a sessioni tematiche con esperti e leader del settore, fare networking durante i momenti social dedicati e assistere alle serata della Torino Fashion Week.

Mara Martellotta

“Da qui in avanti”: la mostra sulle CAR-T approda alle Molinette e racconta la rinascita di sei pazienti

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L’inaugurazione all’ospedale di Torino ha dato voce ad Americo e ad altri cinque pazienti che, grazie alle terapie cellulari innovative, hanno ritrovato la strada verso il futuro. Un progetto fotografico di Gilead Sciences che resterà visitabile al C.O.E.S. fino al 10 luglio.

 

C’era la moto ferma in garage. C’erano gli esami che parlavano chiaro, una diagnosi arrivata come una frenata improvvisa in piena corsa. E poi, lentamente, c’è stato il ritorno in sella. Americo, 65 anni, torinese doc con la passione per le due ruote, è diventato il volto della mostra itinerante “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, inaugurata all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

La sua è una storia che comincia nel 2020 con una diagnosi di linfoma mantellare e si trasforma, nel 2023, in una scommessa vinta: la terapia CAR-T. Da allora, ogni sabato, Americo torna sul sellino. E ogni curva ha il sapore di una conquista.

Sei vite, una stessa sfida

Americo non è solo. Con lui, nel percorso espositivo allestito al C.O.E.S. — il Centro Oncologico ed Ematologico Subalpino del presidio Molinette — camminano le storie di altri cinque pazienti: Aurelia, Eliana, Ida, Renato e Luigi. Ognuno con il proprio tumore oncoematologico, ognuno con la propria paura, ognuno con la propria rinascita.

I giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia li hanno ritratti nei luoghi della malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Non semplici scatti: pezzi di vita, momenti rubati alla fragilità e restituiti alla speranza. Il progetto, voluto da Gilead Sciences con il patrocinio di AIL — Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma — e di La Lampada di Aladino ETS, sta attraversando l’Italia da nord a sud.

Le Molinette in prima linea da sei anni

Torino non è stata scelta a caso per aprire il percorso itinerante. Il presidio Molinette — con le strutture di Ematologia ospedaliera diretta dal dottor Roberto Freilone e di Ematologia universitaria guidata dal professor Benedetto Bruno, nell’ambito del programma trapianti congiunto coordinato dal dottor Alessandro Busca — è accreditato e autorizzato alla somministrazione delle terapie CAR-T dal 2020, anno del loro arrivo in Italia.

Da allora, circa ottantacinque pazienti hanno ricevuto questo trattamento innovativo tra le mura del grande ospedale cittadino. Un numero che racconta anni di lavoro silenzioso, di competenze messe a sistema, di équipe che ogni giorno scommettono sul futuro dei propri pazienti.

La fotografia come cura

Nella lotta contro il tumore, la terapia non è solo farmacologica. Lo ricordano gli organizzatori della mostra: anche l’arte può diventare uno strumento potente, capace di trasformare la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza condivisa.

Ogni immagine in mostra è un gesto di coraggio. I colori, la luce, i soggetti rappresentano stati d’animo, paure superate, attese vissute. Non ci sono solo i pazienti: ci sono anche chi li ha accuditi, chi ha ascoltato, chi in silenzio ha dedicato cure e attenzioni. Perché la rinascita, come insegna la storia di Americo, è sempre anche la storia di chi ti sta accanto.

TORINO, USIC: “FURTO ALLA CASA D’ASTE SANT’AGOSTINO. PLAUSO AI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA TORINO SAN CARLO”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime vivo compiacimento e il più sentito plauso per la brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dai militari della Compagnia Carabinieri Torino San Carlo, che ha consentito di arrestare un soggetto e recuperare parte della preziosa refurtiva sottratta alla storica Casa d’Aste Sant’Agostino. L’immediata attività investigativa, unita al costante controllo del territorio, ha permesso di ottenere un importante risultato operativo, confermando ancora una volta l’elevata capacità investigativa e la tempestività d’intervento dell’Arma nel contrasto ai reati predatori che colpiscono il patrimonio economico e culturale del territorio. Il brillante esito dell’indagine testimonia la professionalità, la dedizione e il senso del dovere dei militari impegnati nell’operazione. Risultati come questo rafforzano la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e dimostrano quanto sia fondamentale la presenza capillare dei Carabinieri sul territorio. Ai colleghi della Compagnia Torino San Carlo va il nostro più sincero ringraziamento per l’impegno e la competenza dimostrati. Il loro lavoro quotidiano rappresenta un presidio concreto di legalità e sicurezza al servizio della collettività piemontese”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Sindone Visio-Tattile itinerante, tecnologia e ricerca al servizio dell’accessibilità

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Toccare le ferite, comprendere la profondità e costruire un’immagine precisa dell’Uomo della Sindone rappresenta l’esperienza resa possibile dalla nuova Sindone Visio-Tattile, promossa dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, e realizzata dalla direzione scientifica del Museo della Sindone. Il progetto, presentato il 25 giugno presso la chiesa del SS. Sudario di Torino, rappresenta un’importante conquista nel campo dell’accessibilità culturale e della divulgazione scientifica. Frutto di un lungo percorso di ricerca  interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie digitali, la nuova riproduzione consente, infatti, alle persone con disabilità visiva di accedere a una conoscenza diretta della Sindone attraverso il tatto, offrendo contemporaneamente agli spettatori vedenti una modalità di lettura del telo del tutto nuovo. Realizzata con una particolare resina e caratterizzata da una precisa colorazione, studiata per evidenziare dettagli e profondità, la Sindone Visio-Tattile riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nella quale compare frontalmente l’immagine dell’uomo della Sindone. Attraverso sofisticate tecniche informatiche, sviluppate a partire dagli studi scientifici condotti sulla Sindone, anche con il contributo dei ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, le variazioni di luminosità e intensità cromatica sono state trasformate in diversi livelli di rilievo, rendendo percepibili forme particolari che la sola osservazione visiva del Telo non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. La nuova realizzazione costituisce un’evoluzione significativa rispetto al plastico in alluminio, realizzato in occasione dell’Ostensione del 2000. Più leggera, facilmente trasportabile e pensata per essere esposta in contesti differenti, permetterà infatti di portare la Sindone nelle parrocchie, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e cura, raggiungendo persone che difficilmente potrebbero accedere ai tradizionali percorsi espositivi. La vera novità è la capacità di restituire una percezione concreta e immediata delle ferite dell’Uomo della Sindone. L’esplorazione tattile consente di individuare i segni presenti sulla fronte, la profonda ferita al costato destro, le lesioni ai polsi e ai piedi, la posizione degli arti e numerosi dettagli anatomici, elementi che non vengono semplicemente riconosciuti ma che generano una comprensione fisica ed emotiva della sofferenza rappresentata sul Telo.

“Sentire la Sindone oltre lo sguardo, la possibilità offerta dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, grazie al lavoro della direzione scientifica del Museo della Sindone, è suggestiva e necessaria. Lo è per tutte le persone ipovedenti che avranno la possibilità di confrontarsi con un reperto storico, dal grande valore religioso per tanti fedeli, ma lo è anche per chiunque voglia avvicinarsi da un’altra prospettiva, a quello che nel corso dei secoli è diventato un simbolo del nostro territorio – ha dichiarato la vicesindaca di Torino, Michela Favaro”.

“Questa nuova riproduzione non si limita a rendere accessibile la Sindone ai non vedenti – ha spiegato il prof. Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico del progetto – le tecnologie sviluppate per trasformare le informazioni presenti nell’immagine Sindonica in rilievi tridimensionali, permettono di cogliere particolari che normalmente sfuggono all’osservazione. Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani o dei piedi, non si acquisisce solo una conoscenza, ma si entra empaticamente nella sofferenza dell’Uomo della Sindone. È un’esperienza che coinvolge i non vedenti, ma che offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede”.

“La decisione di sostenere questo progetto nasce da motivazioni profonde- ha dichiarato Giorgio Gagna, presidente della Fondazione dedicata a Re Carlo Alberto – la figura del sovrano mi accompagna da sempre e rappresenta in me un ideale di serenità, responsabilità e servizio. Non va dimenticato che il sovrano sabaudo fu uno dei custodi della Sindone. Con questa iniziativa abbiamo voluto unire memoria storica, ricerca scientifica e memoria sociale, valori che la nostra Fondazione promuove per statuto. Rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, l’accessibilità a tutti e la cultura attraverso strumenti innovativi e rigorosi”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti Massimo Borghesi, presidente dell Confraternita del SS. Sudario, e Mario Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, che hanno evidenziato il valore dell’inziativa nel corso dell’impegno nella valorizzazione della Sindone, sottolineando come la nuova riproduzione visio-tattile rappresenti la possibilità di aprire le porte a un pubblico sempre più ampio. Il valore dell’iniziativa come strumento di condivisione e accessibilità, è stato anche sottolineato da Vittorino Biglia, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino , e Ornella Valle, vicepresidente di APRI ETS APS.

Tra gli aspetti più innovativi del progetto, vi è la sua dimensione itinerante, fortemente voluta da Valentina Caputo, project manager del progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. L’idea, ha spiegato era di non limitare questa esperienza a un solo luogo, ma di far sì che fosse la Sindone ad andare incontro alle persone. Per questo abbiamo scelto una soluzione leggera, facilmente trasportabile e adatta a essere ospitata in contesti molto diversi tra loro. Le prime esposizioni sono in programma dalle prossime settimane, a partire da Bardonecchia, e da alcune realtà associative dedicate alle persone con disabilità visiva. Un modo concreto per portare la Sindone incontro alle persone, rendendo accessibile un patrimonio spirituale, storico e culturale e di valore universale.

Mara Martellotta