Cosa succede in città

A Torino ritorna il Fabermeeting 

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Con ospiti internazionali Franck Ekinci e Valentina D’Efilippo.

È di nuovo tempo di Fabermeeting! La manifestazione che fa incontrare a Torino impresa e nuovi talenti digitali, ritorna il 22 e 23 maggio, dalle ore 9,00 alle 19,00 presso Toolbox Coworking in via Agostino da Montefeltro 2, con due giornate intensive dedicate all’incontro tra creativi, imprese, startup e professionisti dell’innovazione. Un luogo unico di connessione e di collaborazione, creato grazie al concorso nazionale Faber 2026 e pensatoappositamente per ampliare il mercato digitale in cui imprese, creativi, PMI, startup, artigiani e realtà dell’innovazione sociale lavorano insieme per sviluppare idee, prototipi e nuovi servizi.

Il ricco programma prevede workshop, incontri di networking, “speed date” creativi e talk tra talenti, imprese e professionisti del settore digitale, focalizzandosi su innovazione, tecnologia e impatto sociale. Nello specifico la prima giornata sarà dedicata alla dimensione concreta del lavoro creativo: strumenti, processi e nuove competenze richieste dal mercato saranno al centro di workshop, incontri e momenti di confronto con professionisti e aziende. La seconda giornata sarà invece un’immersione nel rapporto tra design, tecnologia e innovazione, con la partecipazione di ospiti internazionali che porteranno esperienze e visioni dal panorama creativo globale.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’intervento di Franck Ekinci, regista, produttore e sceneggiatore francese di cinema d’animazione. È noto soprattutto per il lungometraggio April and the Extraordinary World (Avril et le Monde truqué), co-diretto con Christian Desmares e ispirato all’universo grafico di Jacques Tardi, vincitore del Cristal Award come miglior film all’Annecy International Animation Film Festival 2015. Durante l’incontro al Fabermeeting Ekinci offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sul processo creativo dell’animazione e sulle sfide produttive che trasformano un’idea in un progetto cinematografico.

Protagonista della seconda giornata sarà anche Valentina D’Efilippo, data designer e creative director tra le voci più influenti a livello internazionale nella data visualisation e nella narrazione visiva. Italiana ma attiva nel Regno Unito, ha collaborato con istituzioni, agenzie e brand globali sviluppando progetti che spaziano da mostre interattive a piattaforme digitali e pubblicazioni. Al Fabermeeting guiderà il workshop “Un icebreaker per imparare a progettare con i dati – Visualizza la tua storia sulla mappa del mondo” e terrà il keynote aperto al pubblico “Let’s Speak Data”, offrendo strumenti e metodologie per progettare con i dati. Tra le sue pubblicazioni figurano The Infographic History of the World e Britannica’s Encyclopedia Infographica.

 

Premi e opportunità professionali

Durante il Fabermeeting saranno assegnati premi ad alto valore economico e professionale, tra cui tirocini e collaborazioni retribuite, servizi, membership e opportunità concrete di inserimento nel mercato creativo. Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1.200 giovani, collaborato con 250 imprese e premiato 180 progetti, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento in Italia per la creatività digitale e l’innovazione.

Novità 2026: Back to the Skill

In occasione del ventennale nasce “Faber – Back to the Skill | Percorsi di scoperta”, un progetto dedicato ai giovani tra i 16 e i 29 anni sviluppato nell’ambito del programma Città dell’Educazione 16+ della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa rafforzerà il dialogo tra formazione, talento e futuro professionale attraverso momenti di confronto con i partecipanti e i vincitori del concorso.

Il concorso nazionale FABER

Il Fabermeeting rappresenta il culmine del concorso nazionale “Faber 2026 – Quando la creatività incontra l’impresa di cui le iscrizioni sono prorogate al 22 marzo 2026” e che da quasi vent’anni mette in relazione giovani talenti e mondo produttivo, promuovendo innovazione e nuove opportunità professionali nelle industrie creative e digitali.

Con oltre 60 imprese partner, Faber rappresenta oggi uno dei principali ecosistemi italiani dedicati allo sviluppo della creatività digitale. Più che un concorso, è un modello di collaborazione tra creativi e aziende che condividono competenze, visione e opportunità per individuare nuovi talenti e sviluppare progetti innovativi.

Il concorso nazionale, rivolto a giovani under 35, è aperto ai settori più innovativi della creatività digitale: animazione, design, gaming, realtà aumentata e virtuale, web, app, IoT e ambiti affini. I progetti candidati saranno valutati direttamente dalle aziende partner, che selezioneranno i partecipanti ammessi alla fase finale.

I partecipanti selezionati potranno presentare i propri lavori durante il Fabermeeting, partecipare gratuitamente a oltre 30 workshop e seminari, incontrare le aziende partner e accedere ai premi speciali messi a disposizione.

Tutte le informazioni sono disponibili su: https://www.fabermeeting.it/

cs

Borgo Rossini, un nuovo ritmo per la Torino che si affaccia sulla Dora

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Edifici bassi, laboratori, Street art e nuove giovani vibrazioni.

Il Borgo Rossini, a Torino appartiene a categoria particolare di quartiere: non è un’area chiara e definita sulle mappe, ma un territorio percepito, riconoscibile da chi lo vive. È una zona di confine, distesa tra la Dora, corso Regio Parco e le vie che portano verso Vanchiglia. Qui la città non ha mai davvero deciso cosa essere, e proprio per questo ha lasciato spazio a una trasformazione più spontanea, meno dichiarata, ma profondamente interessante. Borgo Rossini è nata come area produttiva tra Otto e Novecento; la vicinanza alla Dora lo ha reso naturalmente vocato alla piccola industria: officine, magazzini, laboratori artigiani. Non c’è monumentalità, ma funzionalità. Gli edifici sono bassi, i cortili profondi, gli spazi pensati per lavorare più che per apparire. A differenza di altre zone industriali torinesi, qui non si è mai consumata una frattura netta. Non c’è stato un prima e un dopo, ma un lento cambiamento, le attività produttive hanno lasciato spazio ad altro senza sparire del tutto. È una continuità discreta, esile.

La presenza del Campus Luigi Einaudi, progettato da Norman Foster, ha introdotto un nuovo ritmo. Non si è trattato di una trasformazione spettacolare, ma di una mutazione progressiva: più passaggi, più voci, più tempo vissuto nello spazio pubblico. Gli studenti hanno modificato l’uso delle strade, dei bar, delle ore della giornata portando vivacità. Hanno portato una domanda nuova, a cui il quartiere ha risposto senza perdere la propria identità, ma aumentando le vibrazioni. Borgo Rossini non è un luogo di bellezza cittadina nel senso convenzionale, è, piuttosto, un quartiere che ha fatto dell’imperfezione una cifra estetica. I muri diventano superfici narrative, i cortili accolgono studi e laboratori, gli spazi industriali si trasformano in atelier o luoghi ibridi. Nulla è completamente compiuto, e proprio per questo tutto resta aperto. Per scoprire le sue attrazioni è necessario camminarci lentamente con un occhio curioso e pronto alla scoperta.

Il tessuto commerciale riflette questa natura intermedia. Non ci sono grandi catene, né un sistema consolidato. Ci sono piccoli bar frequentati da studenti e abitanti storici, botteghe artigiane, laboratori creativi, spazi informali che mescolano lavoro e socialità. È un’economia di prossimità viva, che contribuisce a definire un carattere senza imporlo. La Dora scorre accanto al quartiere come una presenza silenziosa concedono passeggiate aperte sul lungo fiume, i ponti, gli interventi di riqualificazione stanno cambiando lo sguardo. Quest’area potrebbe diventare uno dei punti di contatto più interessanti tra città e paesaggio fluviale, ma questa trasformazione richiede attenzione, misura, visione. Ed è proprio nel futuro che il quartiere si gioca la sua identità. Borgo Rossini non ha bisogno di essere reinventato, ma di essere accompagnato. Ha bisogno di spazi pubblici curati, capaci di favorire l’incontro senza cancellare l’esistente; di sostegno alle attività indipendenti, per evitare una sostituzione rapida e omologante, di un progetto sulla Dora che la renda davvero accessibile e vissuta, di servizi che tengano insieme studenti e residenti storici. Ha bisogno, soprattutto, di una storia personale consapevole, che lo protegga dal rischio di diventare semplicemente “il prossimo quartiere di moda”. Perché la sua forza sta proprio in questa sospensione, il Borgo è uno di quei rari luoghi in cui la città non è ancora del tutto compiuta, e proprio per questo resta leggibile, attraversabile, raccontabile. Un quartiere che non si impone, ma si lascia vivere senza ambizioni impossibili.

Torino è questa, ogni angolo, ogni area o quartiere possiede e contiene bellezze esposte, ma anche nascoste, discrete e in attesa di avere una identità più definita, certo, ma senza essere snaturate della loro unicità e dalla loro personalità.

 Maria La Barbera

Salute mentale: l’Asl TO5 punta sulla riabilitazione psichiatrica

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Nuove professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri per rafforzare presa in carico

La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.

È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.

Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.

Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.

«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».

Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».

In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.

«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.

L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».

«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.

«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».

«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».

Chieri, 14 maggio 2026

nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici

La Giornata Nazionale del Mal di Testa al Regina Margherita

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Sabato 16 maggio 2026 presso l’ospedale Infantile
Come ogni anno, la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia (SIN) e con il contributo della Associazione dei pazienti (Al.Ce), organizza in più di 30 città Italiane la Giornata Nazionale del Mal di Testa.
In occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, sabato 16 saggio dalle ore 10 alle ore 12, la sezione Regionale Nord-Ovest della SISC, ha in programma una conferenza aperta alla popolazione, nel corso della quale specialisti esperti saranno a disposizione per rispondere a domande sulla cefalea del bambino e dell’adulto e per fornire informazioni utili per il miglioramento della diagnosi e della cura.
L’evento si svolgerà nell’Aula Magna dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e vedrà la partecipazione degli specialisti afferenti alla Sezione Regionale Nord-Ovest della SISC, che svolgono la propria attività clinica e di ricerca in diversi sedi nel territorio di tutta la Sezione Interregionale.
In particolare, all’interno dell’ospedale Regina Margherita – Sant’Anna è attivo il Centro Cefalle dell’Età evolutiva, diretto dall dottoressa Antonella Versace, afferente alla Pediatria d’Urgenza, nel Dipartimento Patologia  e Cura del Bambino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), riferimento regionale per bambini e adolescenti che soffrono di questo disturbo sempre più frequente e impattante in modo significato sulla qualità di vita loro e delle loro famiglie.

Al Salone del Libro focus su disagio emotivo e criminalità  minorile 

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Lunedì 18 maggio dalle 18.15 fino alle 19.15, presso il Piazzale Oval di Lingotto Fiere, in Sala Bianca, si terrà  l’incontro su “Disagio emotivo e criminalità minorile. Opinioni a confronto su cause e possibili soluzioni di un problema sociale di allarmante attualità “, promosso dal Distretto 108I A1 Lions International nell’ambito del Salone Internazionale del Libro, incontro con la presidente del Consiglio Comunale di Torino Maria Grazia Grippo.
Il tema assume una rilevanza sempre più urgente anche in Piemonte. Secondo i dati più  recenti della Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2024 si sono registrati circa cento arresti di minori, con una media di due arresti a settimana. Nello stesso periodo sono stati segnalati nove tentativi di omicidio, un omicidio commesso da un under 18. Un quadro che evidenzia una crescente diffusione di episodi di violenza tra giovanissimi e adolescenti, spesso legati a fragilità psicologiche, dispersione scolastica e disagi sociali.
Ad aprire l’incontro sarà  la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, da tempo impegnata sui temi delle condizioni di vita nei luoghi di privazione della libertà personale e promotrice del progetto “Nuovi cantieri di volontariato” nelle carceri torinesi.
“Di fronte al crescente disagio giovanile non possiamo limitarci a leggere i numeri della criminalità minorile. Occorre intervenire sulle fragilità educative, sociali e emotive che stanno dietro questi fenomeni. Servono prevenzione, ascolto e una rete capace di coinvolgere istituzioni, scuola, famiglie e terzo settore” dichiara Maria Grazia Grippo.
L’iniziativa sarà  preceduta da una mini rassegna cinematografica dedicata al tema della criminalità minorile, pensata come momento di riflessione sulle conseguenze sociali del disagio adolescenziale e sugli strumenti educativi e culturali necessari per contrastarlo.
Interverranno all’incontro anche l’avvocato Renzo Inghilleri, referente distrettuale Lions International del Distretto 108IA1 per i progetti a favore degli istituti penali, moderatore dell’incontro, e Laura Angius, Direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Torino.
Mara Martellotta

Stazione di Porta Susa, arriva un nuovo supermercato 

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C’era anche l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino, questa mattina alla stazione ferroviaria Porta Susa, all’inaugurazione del nuovo supermercato Carrefour Express. Con l’apertura di oggi Porta Susa inverte la rotta in un hub attraversato ogni anno da circa 13 milioni di viaggiatori. Il nuovo Carrefour sorge al piano strada, sul lato di corso Bolzano. Uno store di venticinque vetrine e 200 metri quadri, con sedute e tavolini all’esterno.

Ma il piano di rilancio guidato da Altageres Srl, la società incaricata da RFI per la gestione degli spazi commerciali, non si ferma qui e prevede una vera e propria rivoluzione logistica interna per valorizzare il piano -1. Le biglietterie abbandoneranno il livello sotterraneo per essere trasferite al piano strada (lo stesso del nuovo Carrefour), occupando i locali attualmente sfitti. La Polizia Ferroviaria (Polfer) resterà al piano -1, ma verrà spostata verso l’uscita di corso Matteotti, con spazi più ampi, su due livelli, e standard di sicurezza aggiornati.

“Sarà un luogo da vivere – spiega l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – Con l’apertura di nuove attività al piano meno uno Rfi intende reinterpretare l’immaginario dei portici torinesi, coniugando identità storica e linguaggi contemporanei, trasformando la stazione in un luogo da vivere oltre la semplice funzione di transito”.

TorinoClick

Giornata della Salute mentale materna il 6 maggio al Sant’Anna

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(World Maternal Mental Health Day), presso l’ospedale Sant’Anna di Torino 

L’importanza del benessere psicologico delle madri

Il 6 maggio 2026 si celebra la “Giornata mondiale della salute mentale materna”, come ogni anno il primo mercoledì di maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il benessere psicologico in gravidanza e post-partum e promuovere la prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, mira a rompere lo stigma, promuovere cure adeguate e supportare le madri che soffrono di disturbi perinatali.

L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno. Mercoledì 6 maggio 2026 dalle ore 8,30 alle ore 16,30, presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna (via Ventimiglia 1), si terrà l’evento “Salute mentale materna e benessere delle famiglie e della società”, preceduti dai saluti istituzionali di Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Diventare genitori è un profondo processo di trasformazione, una strada costellata da desideri, aspettative, timori, investimenti emotivi sia individuali che familiari. I mesi della gestazione fino al parto possono essere accompagnati da stress e tensione emotiva. Spesso si crede allo stereotipo che vede la gravidanza e il puerperio come un periodo idilliaco e sereno, ma non è sempre così. Secondo l’OMS nel mondo, circa 1 donna su 5 sperimenta depressione o ansia durante la gravidanza o, più spesso, nell’anno successivo al parto e circa il 20% di queste donne arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei famigliari. Questa giornata intende porre attenzione sulla salute emotiva delle madri, spesso trascurata, anche a causa di limiti e tabù. Sappiamo che la salute mentale materna non riguarda solo la madre, ma ha un impatto profondo sull’intera famiglia e sul neonato. Aiutare una madre vuole dire appunto aiutare una famiglia e lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.

Durante la gravidanza si vivono momenti di forte cambiamento che potrebbero anche avere zone d’ombra. Le trasformazioni che intervengono in questo periodo sono accompagnate da una mobilitazione psichica molto impegnativa che coinvolge sia l’aspetto fisico e fisiologico, sia quello psicodinamico e relazionale. In base al proprio vissuto in questo periodo possono emergere emozioni positive come gioia e speranza o emozioni negative con ansia e tristezza. Nonostante la depressione sia una delle più comuni complicanze della gravidanza, accentuata ancora di più negli ultimi anni a causa della pandemia, ci sono ancora tanti tabù e le donneprovando vergogna, evitano di esprimere il loro disagio. Donne di ogni cultura, età, reddito ed etnia possono sviluppare disturbi dell’umore nel periodo perinatale. I sintomi possono comparire in qualsiasi momento durante la gravidanza ed i primi 12 mesi dopo il parto.

Intercettare precocemente i segnali di questo malessere non è facile, anche perché le donne scontano ancora un forte condizionamento culturale. La mancanza di conoscenze sulla depressione post partum e l’accettazione acritica di alcuni miti sulla maternità possono essere un ostacolo significativo tanto da rendere talune mamme, e chi le circonda, incapaci di riconoscere i segnali e i sintomi che caratterizzano questa condizione. Le aspettative, spesso idealizzate, si scontrano inevitabilmente con l’impegno concreto legato alle continue richieste di cura provenienti dal nuovo nato, con i necessari cambiamenti delle abitudini coniugali e con la significativa riduzione dei rapporti sociali.

Per tutte queste ragioni molte donne sono riluttanti a cercare un aiuto professionale per paura di essere considerate persone deboli e fragili o ingratamente insoddisfatte. Malgrado alcuni aspetti comuni, il comportamento delle madri depresse appare molto eterogeneo: è indispensabile dunque tener conto dell’estrema complessità della sintomatologia depressiva, considerando tutte le variabili di rischio o di protezione, in grado di aggravarne o mitigarne il quadro. I partner possono rappresentare un fattore protettivo determinante se sono disponibili a livello emotivo, propositivi e altamente supportivi, mentre al contrario è stata rilevata una significativa correlazione tra assenza del sostegno da parte dei partner e grado di depressione. È fondamentale dunque parlarne per poter creare o ritornare con nuovi modelli ad una cultura del supporto materno, riconoscere i segnali di rischio ed approntare interventi precoci che puntino a sostenere le «buone» capacità materne. L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno che tratta ed abbraccia tutti questi temi in un’ottica multidisciplinare e preventiva. Sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo strumento a sostegno della genitorialità: il libretto “Nascere piccoli piccoli. Il nostro viaggio in Terapia intensiva Neonatale”, scritto da due psicologhe borsiste del Sant’Anna e la ricerca “Sapere per”, in collaborazione con l’Università, che indaga la conoscenza delle donne in gravidanza sul significato e l’appropriatezza dei vari test di screening prenatali cui si sottopongono ed il bisogno di lavorare sulla cura della comunicazione medico – paziente.

E’ necessario sollecitare le istituzioni affinché in un’ottica di promozione della salute intensifichino le misure di supporto tempestivo ed efficace per le donne e le loro famiglie, ed aumenti la consapevolezza sulla salute femminile attraverso un dibattito collettivo.

E’ importante che la vasta comunità educante veda la gravidanza e la maternità non solo come una felice realizzazione della donna ma come una scelta responsabile e complessa che coinvolge la storia familiare di ogni donna, il rapporto con la propria madre e al contempo la vastità delle sue relazioni e l’intreccio emotivo dei suoi vissuti.

Riconoscere la fatica e la complessità del “nascere madre” significa accogliere e rimanere sensibili al grido di sofferenza spesso silenzioso di molte donne e alla loro necessità di aiuto.

Adesioni nel mese di maggio: export e imprese, dalla Regione 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.