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Torino a luglio è Liberty: la Fontana dei Mesi è spensierata

in CULTURA E SPETTACOLI

Lo stile Liberty anche detto stile Floreale appartiene alla città di Torino da più di un secolo

A chi piace bighellonare spensieratamente dico che può darsi egli incappi nello stile Liberty da un momento all’altro, come si incontra una pianta, magari un bel vaso di fiori, in un giardino all’inglese oppure come in mare si incrocia inaspettatamente la bianca cresta di un’onda. I palazzi realizzati con quello stile si trovano in diversi frangenti della città; essi sono opportunamente segnalati da cartelli informativi che ricordano alcune informazioni come, ad esempio la data di costruzione, l’architetto, il nome stesso del palazzo. La seconda uscita della rubrica sulla Fontana dei Dodici Mesi di Torino è dedicata prima di tutto allo stile Liberty, poi ai lettori che abitano a Torino tanto quanto agli aspiranti vacanzieri, visitatori della città e naturalmente alla statua del mese di luglio che anche in questo caso è una figura femminile in movimento.


In breve la Fontana dei Mesi è una fontana di forma più rotonda che ovale, costruita su di un tratto in pendenza del terreno e è formata da cascate e da spruzzi; oltre ai giochi d’acqua la Fontana è costituita dalle statue a cui sono dedicate le uscite di questa rubrica, da altre statue raffiguranti imponenti nettuno. Parte integrante della fontana è la sorta di laghetto all’interno delle due braccia lungo le quali si trovano simmetricamente le statue.


Inaugurata nel 1898 in occasione della grande esposizione in pieno periodo Liberty la Fontana è uno dei luoghi più amati dai torinesi che frequentano il bellissimo parco del Valentino, specialmente dopo la riapertura avvenuta a seguito del lungo restauro. Come abbiamo visto in precedenza, tutte le dodici statue hanno caratteristiche peculiari e con questa rubrica proviamo ad associare delle correnti artistiche alle statue, con il duplice eventuale buon risultato di ricordare l’aspetto della statua e di fare una passeggiata al parco. La statua del mese di giugno che abbiamo visto in precedenza tiene in grembo un involto e incede, con la gamba destra avanzata. Luglio ha le braccia levate e tiene sul capo un lembo della veste che si gonfia leggera al vento estivo e la leggerezza ricercata fino all’estremo è uno dei tratti più caratteristici del Liberty. La donna è colta in un momento di pausa dal cammino.

La sua fisicità, così come il volto, è caratterizzata da grande gioia e da altrettanta spensieratezza del vivere. Ricorda prepotentemente un tratto della femminilità che tutti ci auguriamo non vada mai perduto nonostante gli orribili femminicidi che tragicamente accadono così spesso che è quello di riuscire a gettare il passato dietro alle spalle insieme al suo correlato di portare il presente alla realtà.

In chiusura penso: chissà se qualche lettore della rivista iltorinese.it, durante la prossima eclissi totale di Luna -uno degli eventi astronomici che la scorsa settimana ha tenuto tutta Italia col naso all’insù- ricorderà la statua del mese di Luglio, per il fatto che Luglio alla Fontana dei Mesi ferma un attimo eterno oppure per quella mezzaluna che forma il velo. In attesa di Ferragosto, nessuna anticipazione per la prossima uscita, ma restate connessi! Si parlerà ancora della Fontana dei Mesi e naturalmente di arte.

Elettra-ellie-Nicodemi

 

Nuoto, chiuso il Campionato Regionale Assoluto

in SPORT
NUOTO –
Si è concluso al Palazzo del Nuoto il Campionato Regionale Assoluto, ultimo appuntamento della stagione agonistica di Piemonte e Valle d’Aosta. Tanti nuotatori del nostro comitato regionale saranno però ancora impegnati ai Campionati Italiani di Categoria, a Roma dall’1 al 7 agosto. Il lungo fine settimana a Torino, iniziato venerdì, è andato in archivio con il Centro Nuoto Torino al primo posto nella classifica per società, davanti a Dynamic Sport, seconda, e Rari Nantes Torino, terza. A seguire, nelle prime otto, Sisport Spa, CSR Granda, VO2 Nuoto Torino, Aquatica Torino e Swimming Club Alessandria. A livello individuale da segnalare i quattro titoli di Helena Biasibetti (Dynamic Sport, 100 e 200 stile libero, 50 e 100 farfalla) e di Stefano Saladini (Centro Nuoto Torino, 50, 100 e 200 rana, 50 farfalla). Il resoconto delle tre giornate di gara su https://www.federnuoto.piemonte.it/finpiemonte/home_new/main_new.asp?area=1&read=nuoto&menu=agonismo

Speranze per la lotta contro i tumori?

in Cosa succede in città

Lotta ai tumori, in Piemonte ci si prepara alle terapie innovative CAR-T nel sistema Sanitario Piemontese. Forse ci sono speranze per trovare un rimedio al male del secolo?. I tumori, devastanti per il soggetto ammalato di tumore, lo sono altrettanto per chi ne è indirettamente coinvolto, familiari e persone che non si danno pace per questa sventura che si abbatte sui propri cari.

Per dirla con la indimenticabile Oriana Fallaci, morta per questo male, il tumore  è un nemico con cui si combatte per fasi alterne, quando pensi di averlo vinto, ricompare più forte di prima, fino alla fine.

La bella notizia è che finalmente c’è qualcosa di nuovo con cui contrattaccarlo. Vale a dire, attraverso la bioingegnerizzazionedelle cellule dei pazienti,  si restituisce al sistema immunitario la sua naturale capacità di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali.

Di tutto questo si è parlato a Torino dove si è svolta la settima tappa della Road Map CAR-T, un tavolo di confronto organizzato da Motore Sanità per favorire l’introduzione di questa terapia nel SSR piemontese. Sulle CAR-T in Italia, sul lavoro che dovranno svolgere, in tandem istituzioni e ospedali, per introdurre queste terapie in Piemonte è intervenuto Mario Boccadoro, Direttore SC Ematologia Universitaria, AOU Città della Scienza e della Salute Torino.

La terapia con Chimeric Antigen Receptor T-Cells (CAR-T) si sta imponendo come l’ultima frontiera dell’immunoterapia e in particolare delle terapie cellulari. Uno degli approcci più sofisticati all’immunoterapia è la terapia con cellule T, che esprimono la molecola cosiddetta CAR (Chimeric AntigenReceptor).

Mentre la lettera T rappresenta le cellule, o linfociti, T. Queste cellule sono le più potenti cellule killer a disposizione del sistema immunitario.

 

“Ogni anno in Italia – dichiara Franca Fagioli, Direttore SC Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti, Presidio Ospedaliero Infantile Regina Margherita – vengono diagnosticati approssimativamente 500 casi di leucemia linfoblastica acuta nella popolazione pediatrica e degli adolescenti. L’immunoterapia basata sull’impiego delle CAR-T cells rappresenta una strategia terapeutica complessa la cui corretta gestione richiede la presenza di requisiti strutturali ed organizzativi adeguati, la presenza di un sistema di gestione della qualità del processo, un elevato grado di interazione fra le singole figure coinvolte e soprattutto un’adeguata expertise del team.

 

L’utilizzo delle Car-T richiederà un nuovo approccio anche dal punto di vista della governance sanitaria, come sottolineato da Franco Ripa, Responsabile Programmazione dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari, Regione Piemonte.

Un ruolo fondamentale per la somministrazione delle terapie a base di cellule Car-T potrebbe essere svolto dalla Città della Scienza e della Salute di Torino, che già in sé racchiude competenze e apparecchiature per affrontare tutti gli aspetti legati all’utilizzo di questo farmaco.

I Linfomi diffusi a grandi cellule rappresentano il linfoma più comune – spiega Umberto Vitolo, Direttore SC Ematologia Ospedaliera. che dire, una nuova speranza si profila per questo subdolo killer!

Tommaso Lo Russo

 

Giona delle sequoie. Viaggio tra i giganti rossi del Nord America

in CULTURA E SPETTACOLI

Al Castello di Miradolo, la presentazione del nuovo libro di Tiziano Fratus. Domenica 28 luglio, ore 16. San Secondo di Pinerolo (Torino)


Un suggestivo viaggio on the road compiuto da un infaticabile e poetico cercatore di alberi secolari, là dove vivono gli esemplari più grandi e antichi del pianeta: questo è “Giona delle sequoie. Viaggio fra i giganti rossi del Nord America”, il nuovo libro dello scrittore e poeta bergamasco (cresciuto fra Lombardia e Piemonte) Tiziano Fratus, recentemente edito da Bompiani e di cui la Fondazione Cosso ospita la presentazione, nel Parco del Castello di Miradolo, in via Cardonata 2, a San Secondo di Pinerolo. L’appuntamento – e il luogo non poteva essere più adeguato – è per domenica 28 luglio, a partire dalle ore 16. Quelli di Fratus sono viaggi del corpo, della memoria e dell’anima che, ancor prima di diventare scrittura, magicamente ti portano in luoghi e spazi terrestri che risuonano di voci e immagini che senti appartenere alle tue radici e alle tue origini. Ancor prima, e molto prima, che ci arrivi. Una sorta di “terra dello spirito”. Che, per lo scrittore, è in questo suo ultimo libro la mitica California, lungo la Weast Coast dell’Oceano Pacifico. “Nel continente delle sequoie, la Sequoia Belt, una delle più grandi cattedrali naturali del pianeta insieme all’Amazzonia e alla foresta del Borneo, Fratus – si legge in una nota stampa – ha respirato il vento che l’oceano riversa fra i giganti rossi che popolano luoghi mitici quali Big Sur, Humboldt County, Jedediah Smith; ha deviato verso i luoghi sacri in Sierra Nevada, da Calaveras a Yosemite, da Mariposa alla Giant Forest, dal General Grant Grove a Mountain Home. All’ombra di questi Eden verticali si spalancano le pagine di una storia leggendaria, fatta delle imprese di uomini che hanno avuto un ruolo centrale nell’incredibile conquista di terre sconosciute: i primi avventurieri, i taglialegna, i cacciatori di grizzly, i guardia parco, i conservazionisti e gli amanti della natura che hanno lottato per la loro salvaguardia inventando l’istituzione della riserva naturale così come oggi noi la conosciamo. E poi scrittori, poeti, fotografi e artisti che si sono lasciati ispirare dal canto di una Madre Natura esuberante e gargantuesca”. Fra questi, Tiziano Fratus che incontrando le sequoie millenarie in California e gli antichi boschi delle Alpi ha coniato il concetto di Homo Radix, legato alla disciplina della Dendrosofia come pratica quotidiana di meditazione in natura. In vent’anni, Fratus ha pubblicato opere di grande diffusione per i maggiori editori italiani, fra i quali “Manuale del perfetto cercatore d’alberi”, “Ogni albero è un poeta”, “L’Italia è un bosco”, “Il libro delle foreste scolpite”, “Il bosco è un mondo” e “Il sole che nessuno vede”. Collabora con il “Manifesto” e “Radio Francigena”. Le sue liriche, pubblicate in diciassette paesi, sono state raccolte di recente nell’opera “Poesie creaturali”. Per Bompiani ha pubblicato “I giganti silenziosi” (2017). Nel 2012, per la sua attività letteraria e divulgativo-scientifica, ha ricevuto il “Premio Ceppo Natura” a Pistoia e nel 2015 il “Premio Le Ghiande” del Festival Cinemambiente di Torino.Al Castello di Miradolo, la presentazione del libro di Fratus sarà seguita da una passeggiata all’interno del Parco ottocentesco dell’antica dimora, all’ombra degli alberi secolari del giardino. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Obbligatoria la prenotazione al n° 0121/502761 o prenotazione@fondazionecosso.it

g. m.

Boni: “Di nuovo ‘i diversi’, gli omosessuali, divengono l’obiettivo da colpire”

in POLITICA
Riceviamo e pubblichiamo
RADICALI: FRASI VICEPRESIDENTE CANNATA INQUALIFICABILI E TERRIBILI
“Come nei momenti più bui della storia”
“Pochi giorni fa un altro esponente di Fratelli d’Italia della nuova giunta di Vercelli aveva dato del ‘parassita’ ad un invalido al 100%. Oggi si apprende che Giuseppe Cannata, Vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli, ha scritto sulla sua pagina ‘ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili’. Frasi inqualificabili e terribili. Questi sono i frutti avvelenati che raccogliamo dopo mesi nei quali le più alte cariche del Governo e del Parlamento, a partire da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno sdoganato insulti, invettive, parole violente senza precedenti. I supposti nemici diventano ‘zecche’ o ‘parassiti’. Secondo Cannata devono morire; devono essere ammazzati per il solo fatto di essere omosessuali. Questi inqualificabili figuri stanno avvelenando i pozzi della nostra democrazia e del nostro vivere civile e non si rendono conto che quell’acqua avvelenata presto o tardi la berranno anche loro. Presto o tardi di queste Istituzioni che sfregiano ogni giorno avranno estremo bisogno.La storia si ripete e non se ne rendono conto questi protagonisti di second’ordine. Di nuovo ‘i diversi’, gli omosessuali, divengono l’obiettivo da colpire come in altri momenti bui della nostra storia è accaduto. Noi lottiamo per la difesa dello Stato di Diritto, dei diritti civili, della libertà sessuale e, perfino, dell’educazione”.
 Igor Boni “Direzione nazionale Radicali Italiani”

Incendi dolosi, caos treni anche a Torino

in prima pagina

Gli incendi (dolosi secondo Rfi) presso lo snodo di Firenze che regola i  flussi tra Nord e Sud del Paese hanno provocato ritardi medi  di 180 minuti, con punte di 240

Sono stati  cancellati 42 treni Alta velocità,  di Trenitalia e di Italo».  A Torino le partenze dei treni da Porta Nuova e diretti nel Centro e nel Sud sarebbero quasi tutte in orario. Difficile, invece,  la situazione dei flussi in arrivo: tre ore di ritardo per il Frecciarossa 9504 partito da Termini, 230 minuti per il 9610 partito da Napoli e  due ore per il Frecciarossa 9312 atteso da Salerno.

Viano e quella sua idea di laicità

in CULTURA E SPETTACOLI
Di Pier Franco Quaglieni
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Carlo Augusto Viano meritava molto più delle poche righe che gli ha dedicato “ La Stampa” nel momento della sua scomparsa
Insieme al “fratello gemello “ Pietro Rossi rappresentava il meglio dell’Università’ torinese dopo il pensionamento di Nicola Abbagnano (di cui fu allievo non pedissequo) e dopo la morte immatura di Pietro Chiodi,il genio filosofico che non poté esprimere il meglio di se’. Vattimo ,solo apparentemente, con il suo” pensiero debole” e successivamente con il suo vetero marxismo , ha rappresentato un elemento sicuramente importante che si è però rivelato una meteora passeggera . Più importante di lui fu sicuramente il suo maestro Luigi Pareyson.
Solo Maurizio Ferraris rappresenta oggi il maestro insuperato ,di fama davvero internazionale, che da ‘ prestigio all’Univesita’ di Torino in Italia e all’estero,oscurando totalmente la figura di Vattimo. Tra chi scrive e Viano c’ è stata una lunga collaborazione e una lunga amicizia che subì un ‘improvvisa e definitiva interruzione. Viano aveva colto ,da Vico in poi, la fine di ogni originalità della filosofia italiana, ormai a rimorchio delle filosofie straniere . Lo ricordo in una splendida lezione nei primi Anni Ottanta al Centro “Pannunzio” dove nacque il nostro rapporto.
Pur allievo di Abbagnano, aveva visto i limiti dell’ Esistenzialismo positivo del grande Divulgatore della storia della filosofia che ebbe in Giovanni Fornero il suo prosecutore . Egli era molto interessato ai temi della laicità ,ma quando finì per confondere il più arcigno laicismo con la laicità le nostre strade si allontanarono irreparabilmente . Viano era ateo e contrario ad ogni fede religiosa che vedeva come il frutto di superstizioni che la ragione doveva rifiutare con assoluta fermezza . Su di lui finivano di pesare pregiudizi antireligiosi molto forti che gli impedivano di cogliere appieno il tema della laicità così come Bobbio ( di cui pure fu allievo ) lo aveva impostato.
Io stesso ho teorizzato per tanti anni la laicità liberale intesa come rispetto di tutte le idee e di tutte le fedi e ho considerato laico il credente Manzoni e il credente Jemolo.Anche Marco Pannella considerava laici i credenti e i non credenti. Viano tendeva ad irridere queste posizioni che considerava di fatto filoclericali,forse dimenticando il magistero del Croce del “Perché non possiamo non dirci cristiani “. Con lui intavolai tante discussioni che non si rivelarono proficue .La sua adesione al gruppuscolo giacobino di “Libertà e giustizia “ ,tanto caro al quotidiano “Repubblica “,ruppe il nostro rapporto . Eppure egli non è solo un maestro dell’ Università di Torino,ma anche una delle figure più importanti della filosofia italiana della seconda metà del secolo scorso.
Certo un minore,ma un minore non privo di originalità che merita attenzione almeno come Giulio Gioriello e come Gennaro Sasso. A Torino la figura più interessante,a mio parere, resta quella dell’eretico Costanzo Preve che inutilmente cercai di mettere in contatto con lui. Preve era un professore di liceo che non ebbe mai la cattedra universitaria che gli sarebbe spettata per i suoi libri . Il suo pensiero resta il più originale e presto o tardi gli verrà riconosciuto questo merito. Comunque anche Viano ha contribuito agli studi filosofici e quelli relativi alla bioetica.
La sua morte a novant’anni mi rattrista profondamente perché la sua fervida intelligenza e la sua indipendenza di giudizio restano degli esempi importanti. Fu uno studioso  che non si lasciò invischiare nelle spire del marxismo come buona parte della filosofia italiana della seconda parte del ‘900. Il comune amico Nicola Matteucci mi parlava molto bene di lui e della sua opera,pur essendo  Matteucci un liberale duro e puro che non però non si lasciava condizionare nei suoi giudizi da valutazioni politiche contingenti.

Ecco i razzi sparati contro la polizia

in prima pagina

L’ufficio stampa della Questura di Torino ha diffuso nella tarda mattinata di lunedì la foto dei paracaduti dei razzi di segnalazione nautica che gli antagonisti, nella serata di sabato, hanno sparato nel sentiero Gallo Romano contro le Forze dell’Ordine, unitamente a bombe carta e pietre. La caratteristica di questi razzi di segnalazione è quella di contenere una sostanza incandescente ed illuminante che, nel caso dell’altra sera, ha verosimilmente provocato il principio di incendio nel bosco, poi spento grazie all’intervento  delle forze dell’ordine  e dei tecnici del cantiere con estintori che hanno inoltre evitato la propagazione delle fiamme nel bosco. Analogo strumento illuminante era stato utilizzato, in altro contesto, dagli anarchici, provocando l’incendio di un grande capannone interno al carcere di Torino in occasione delle iniziative di solidarietà ai militanti libertari arrestati a seguito dell’operazione “Scintilla”.

M.Iar.

 

Un astemio alla corte di Re Carlo

in LYFESTYLE

L’essenza del vino è proprio questa, trasformare un uomo che non sa cosa dire in qualcuno che non sa cosa dice, ma dà voce al suo cuore, finalmente libero da ostacoli e paure.

 

Intrise dal prezioso nettare, le parole riescono sempre, acquistando un significato autentico.

“Con tono schietto e pungente, Tiziano Gaia ci conduce nel mondo dei vini e di chi li degusta per
professione, alternando autobiografia, coloriti aneddoti, curiose disquisizioni tecniche e riflessioni sulla spettacolarizzazione dell’enogastronomia.”

TIZIANO GAIA è nato a Torino nel 1975 e ha vissuto a Castellinaldo (Cuneo), il paese di cui è originaria la famiglia. A lungo responsabile delle pubblicazioni enologiche del movimento Slow Food, è direttore del comitato scientifico del WiMu, il Museo del Vino a Barolo, e collabora con la rivista internazionale «Decanter». È autore e regista di documentari, tra cui Barolo Boys. Storia di una rivoluzione e Itaca nel Sole. Cercando Gian Piero Motti. Ha pubblicato Puoi chiamarmi fratello (2011) e Di vigna in vigna (2015).

Stappato
di Tiziano Gaia
Un astemio alla corte di Re Carlo
BALDINI+ CASTOLDI, Milano 2019, Le Boe, euro 18, pp. 336

Continuano i roghi di rifiuti nell’Astigiano

in BREVI DI CRONACA

Nuove denunce dei carabinieri forestali

 

Negli ultimi giorni altre quattro persone oltre a quelle già segnalate nel mese di giugno, sono state denunciate dai Carabinieri Forestali di Canelli per smaltimento illecito di rifiuti mediante combustione.

Lo scorso 7 luglio i militari si erano recati in località Strada dei Roeri di Isola d’Asti, in un’area di cava dismessa già teatro di ripetuti abbandoni di sfalci e di precedenti incendi, dove i Vigili del Fuoco stavano procedendo allo spegnimento di un rogo e alla messa in sicurezza del sito. Erano stati alcuni passanti a segnalare l’incendio al numero di emergenza 112, preoccupati dalla risalita di una densa colonna di fumo.

Due uomini rumeni venivano colti nell’atto di dar fuoco a cassette per ortofrutta, sia in legno che in plastica, che avevano trasportato in loco mediante autocarro con l’obiettivo specifico di disfarsene appiccandovi il fuoco. Le indagini successive hanno permesso di accertare che i due uomini erano stati incaricati da un terzo uomo, titolare di un’azienda agricola di Isola d’Asti e proprietario del mezzo utilizzato per il trasporto. Questi è stato quindi denunciato in concorso con i due per gestione illecita di rifiuti. Agli autori del rogo sono state contestate anche sanzioni amministrative ai sensi della normativa regionale sugli incendi boschivi, poiché il fuoco era stato appiccato in adiacenza di un’area boschiva. Ci sono inoltre irregolarità nel rapporto di lavoro tra il committente e gli autori materiali del rogo, su cui sono tuttora in corso approfondimenti.

In questi ultimi giorni anche un uomo cinquantenne di Nizza Monferrato è stato denunciato per smaltimento illecito di rifiuti, in quanto colto nell’atto di bruciare, su di un terreno nel territorio del comune di Canelli, un cumulo di circa 3 metri cubi di materiale vario di cui intendeva disfarsi insieme a residui vegetali.

 

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