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Regina Elena Odv: a Valdieri la 37esima Festa di Sant’Elena

Domenica 23 agosto si terrà la XXXVII Festa di Sant’Elena a Sant’Anna di Valdieri, da sempre promossa e organizzata dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

L’oratore sarà il Dr Alberto Casirati, Vice Presidente Vicario del Sodalizio apolitico e apartitico creato nel 1985 e che fa parte della Protezione Civile.

L’evento, che per consuetudine si svolge la prima domenica dopo la festa liturgica di Sant’Elena (18 agosto), è organizzato in collaborazione con la Parrocchia e con la Pro Loco di Sant’Anna di Valdieri, e beneficia dei patrocini del Comune di Valdieri, dell’Ente di Gestione Aree Protette Alpi Marittime, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Provincia di Cuneo.

La località della Valle Gesso era il luogo dove la Regina ogni anno amava celebrare il suo onomastico e l’anniversario del fidanzamento, che ebbe luogo il 18 agosto 1896 a Cettigne. 

La biografia di Elena Petrovic Njegos del Montenegro è ricca di episodi che hanno come scenario la frazione e ne confermano l’affetto per la comunità locale. Una copertina della Domenica del Corriere, nel 1907, la ritrae nell’atto di donare giocattoli ai bimbi del posto, perché voleva che il suo onomastico fosse la festa di tutti.

In ragione di questo legame, l’Associazione che ne coltiva la memoria e ne prosegue l’impegno umanitario nel mondo, 30 anni fa, il 24 agosto 1996, inaugurò nella “pineta”, fiancheggiata dalla Provinciale per le Terme, il monumento in onore della seconda Regina d’Italia, promosso e finanziato dal sodalizio fondato 41 anni fa a Montpellier (Francia).

La festa inizierà in Piazzale Regina Elena, di fronte alla chiesa parrocchiale, alle ore 11, con la celebrazione della Santa Messa da parte di S.E.R. Mons. Piero Delbosco, Vescovo di Cuneo-Fossano, e proseguirà con degli attestati di gratitudine e il conferimento del Premio “Valdieri 2026”.

La mostra annuale, allestita nella Sala consiliare del Municipio a Valdieri permetterà al pubblico di ammirare documenti relativi alla suocera di Elena del Montenegro, Margherita di Savoia-Genova, deceduta un secolo fa, ed a sua nuora, Maria Josè di Sassonia Coburgo Gotha, Principessa del Belgio, deceduta 25 anni fa. 

In apertura dell’inaugurazione, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv consegnerà un attestato al Sindaco e al Presidente dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, per l’attività svolta per 37 anni con le istituzioni.

L’anno 2026 si è aperto, il 4 gennaio, con le celebrazioni per il centenario della morte di Margherita di Savoia-Genova, che si spense settantaquattrenne a Bordighera (IM), quando da più di 25 anni regnavano il figlio, Vittorio Emanuele III, e la nuora Elena, dopo il regicidio del padre Umberto I a Monza del 29 luglio 1900. 

Il 31 gennaio si sono commemorati i 190 anni dalla salita al Cielo della ventitreenne Maria Cristina di Savoia: ultimogenita di Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna, e moglie di Ferdinando II Re delle Due Sicilie, beatificata il 25 gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dov’è sepolta.

Il 4 agosto sono ricorsi i 120 anni dalla nascita di Maria José del Belgio (1906-2001), nata Principessa del Belgio, Principessa di Piemonte dall’8 gennaio 1930 e poi terza Regina d’Italia, consorte di Re Umberto II. Salirono al trono 80 anni fa, il 9 maggio, ma lasciarono l’Italia circa un mese dopo dopo il referendum istituzionale.

Infine, il 24 ottobre ricorreranno i 130 anni dalla conversione alla fede cattolica di Elena del Montenegro (1873-1952), e dalle nozze il 24 ottobre 1896 a Roma con l’allora Principe Ereditario.

Elena fu la prima Principessa di Napoli e la seconda Regina d’Italia, per mezzo secolo. Per una vita dedita al popolo e per il sostegno alla ricerca medica, Elena ricevette la laurea honoris causa in medicina dall’Università “La Sapienza” e la Rosa d’Oro della Cristianità, il 5 aprile 1937, anniversario che quest’anno corrisponde alla Pasqua di Risurrezione. Fu l’ultima Rosa d’Oro concessa ad una Regina, da Papa Pio XI, il 7 marzo 1937.

In Municipio si terranno gli interventi delle autorità e la presentazione dell’esposizione da parte del curatore, il Vice Presidente nazionale e Delegato per il Piemonte Pierangelo Calvo. L’esposizione è stata allestita da Milo Ferrua, Vice Presidente nazionale e Presidente del Coordinamento Sabaudo.

La festa di Sant’Elena è sempre sobria ed accogliente, senza l’esibizione d’alcun simbolo, affinché tutti i partecipanti si trovino in posizione paritetica: abitanti e turisti, soci e non. Le uniche bandiere ammesse sono quelle attuali dell’Italia, dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, con il Gonfalone dei Comuni, il Labaro nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ed i gagliardetti degli Alpini.

Alle ore 15 si terrà a Boves, presso la Sala consiliare, la 446^ Giornata Azzurra dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, organizzata con la Città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Carcere Torino, Blengino (Radicali):“Più che un carcere è un ospedale. Sistema da lager”

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“Visitando oggi il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, persone con gravi disabilità, un uomo senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento. Ma la destra preferisce il populismo penale e, intasando le carceri, alimenta fabbriche di recidiva. A Torino sono oltre 1.550 i detenuti, che vivono in celle disumane. Drammatica è anche la carenza di personale. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo sistema carcerario è da lager. La politica faccia tornare in vigore la Costituzione anche dietro le sbarre, dove da tempo è sospesa” – lo afferma Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

Giovanni Damilano, 100 anni di vita esemplare

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

La Regione Piemonte ha conferito un diploma di Benemerenza all’architetto Giovanni Damilano, grande imprenditore nel campo dei vini langaroli – Barolo e Barbaresco  – e delle acque minerali . Poco tempo fa Damilano ha compiuto un agognato traguardo : cent’anni di vita in salute e in piena lucidità. Ho conosciuto bene Damilano come socio del Centro  Pannunzio e sono stato con lui in tanti viaggi in Italia e all’estero. Non ha mai voluto esibire la  sua figura di grande imprenditore: sempre riservato e  nel contempo gran signore.

Un  vero signore piemontese di quelli cantati da Nino Costa . Damilano fece anche il  partigiano , ma in tanti anni di frequentazione, non mi ha mai detto di averlo fatto.  Anche qui dimostrando di non essere a caccia benemerenze. E’ un langarolo esattamente opposto a Farinetti e anche al celebratissimo Petrini. Mai una parola fuori posto, sempre e solo concentrato nel lavoro. Ha una grande passione per l’arte e la laurea in architettura dimostra questa passione. Lo ricordo in un viaggio a Vienna, appassionatissimo della Secessione. Con la moglie anche lei  arzilla vegliarda, andammo insieme ad Altacomba a rendere omaggio al re Umberto II morto in esilio da un anno. E’ un uomo sempre misurato, dedito al lavoro e alla famiglia. Non volle mai impegnarsi in politica o intrattenere rapporti con politici e giornalisti. E’ davvero un piemontese che onora il Piemonte e con la sua vita rappresenta un grande esempio di sobrietà, eleganza, serietà e moralità. Il Presidente della Repubblica dovrebbe conferirgli un’alta onorificenza. Il cavalierato del Lavoro gli spetterebbe di diritto.

Scuola, in Piemonte si torna in classe il 14 settembre: il nodo docenti

Tra meno di un mese la prima campanella. In Piemonte la scuola riaprirà lunedì 14 settembre 2026. Per primaria e secondaria le lezioni termineranno il 10 giugno 2027, mentre per l’infanzia l’attività potrà proseguire fino al 30 giugno. Il calendario prevede 206 giorni di lezione nelle scuole aperte anche il sabato e 173 nella settimana corta.

Il ritorno sui banchi si presenta però con alcune questioni ancora da risolvere. Una delle principali riguarda la copertura delle cattedre: secondo i dati disponibili per il Piemonte risultano 1.198 posti comuni vacanti nel primo ciclo e 1.446 posti complessivi sul sostegno. Il rischio è quindi che anche quest’anno alcune classi debbano attendere supplenti o cambi di insegnante, con inevitabili problemi di continuità didattica, particolarmente delicati per gli alunni con disabilità.

Per le famiglie c’è poi il capitolo dei costi. Il prezzo dei libri rimane una delle voci più pesanti all’inizio dell’anno scolastico, insieme a materiale didattico, trasporti e altre spese. In Piemonte la Regione interviene attraverso il Voucher scuola 2026-2027, che comprende anche un contributo per libri e materiale didattico e rappresenta un sostegno soprattutto per i nuclei con redditi più bassi.

Staycation, quando la vacanza è restare nella propria citta’. Torino è ideale da riscoprire 

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E se quest’anno la vacanza fosse proprio non partire? Niente valigie da preparare, code in autostrada, aeroporti affollati, prenotazioni da incastrare e prezzi che, soprattutto ad agosto, possono far passare la voglia di viaggiare. Una tendenza che sta facendo i suoi passi avanti è la staycation, dall’inglese stay e vacation, una vacanza vissuta a casa propria o comunque a pochi chilometri da casa e per breve tempo.

Negli ultimi tempi se ne parla molto, e’ una nuuova forma di vivere le ferie estive che sta crescendo o perlomeno viene concepita molto piu’ di prima, di quando vacanza voleva dire essenzialmente partire, allontanarsi da casa. Non è soltanto una scelta dettata dal portafoglio, per qualcuno, ovviamente, e’ un modo per risparmiare, per altri, invece, vuol dire evitare lo stress degli spostamenti o recuperare una dimensione più lenta dell’estate. E c’è anche chi sceglie consapevolmente di fare il turista nella propria città, che spesso si conosce poco a causa dell’attivita’ frenetica che si presenta tutto l’anno. I numeri raccontano che, comunque, gli italiani che partiranno quest’anno saranno molti. Secondo l’indagine Federalberghi pubblicata il 24 luglio 2026, saranno 36,2 milioni gli italiani in viaggio durante l’estate e l’87,6%  sceglierà una destinazione italiana; questa percentuale, ancora sostanziosa, dice pero’ anche un’altra cosa: non tutti partiranno. E proprio qui entra in gioco la staycation. Ovviamente non partire per una vacanza non equivale necessariamente non fare nemmeno un fine settimana fuori. È una distinzione importante, soprattutto quando si parla di dati. E a Torino? Non esiste ancora una statistica ufficiale aggiornata che dica quanti torinesi partiranno nell’estate 2026 e quanti resteranno in città. Ma ad occhio la citta’ in agosto, gia’ da qualche tempo, non e’ piu’ desolata come in passato, c’e’ movimento. Torino offre un osservatorio interessante sul fenomeno perche’ è una città che negli ultimi anni ha imparato a essere sempre più destinazione turistica, ma che, allo stesso tempo, può diventare una meta da riscoprire per chi ci vive e mentre i visitatori arrivano da lontano per vedere i suoi musei, passeggiare sotto i portici, salire sulla collina, scoprire le piazze e assaggiare la cucina piemontese, molti torinesi, gli stessi luoghi non li hanno mai visitato o forse superficialmente .  La staycation anche nel caso della nostra citta’ pone una domanda: quando è stata l’ultima volta che abbiamo visitato Torino come se fosse la prima? Una mattina si può cominciare con una colazione fuori casa in uno dei meravigliosi bar che ci invidiano ovunque, proseguire con un museo mai visitato e concludere con una passeggiata al tramonto, magari sul Po. Un altro giorno si può prendere un tram o un treno e andare alla scoperta di un quartiere, di una residenza sabauda o di un paese della collina. Non serve organizzare tutto in anticipo, una delle regole non scritte della staycation è proprio quella di lasciare spazio all’improvvisazione, di non creare pressioni a se stessi soprattutto sui tempi, mi va? Lo faccio altrimenti sara’ per un altro giorno. Oppure si puo’ organizzare una giornata in Val di Susa, al lago, in un borgo, percorrere un sentiero facile, visitare una cantina o fare un pranzo in un agriturismo avendo la sensazione di essere partiti ma senza aver affrontato un lungo viaggio. Il vantaggio di questa modalita’ vacanziero e’ il tempo. Una vacanza tradizionale implica con ore di viaggio, di attesa, appuntamenti e percorsi continui. La staycation comincia appena si chiude la porta di casa, non ci sono condizioni, e’ semplice, rilassante, costa poco e il tempo risparmiato può essere utilizzato per fare qualcosa che durante l’anno rimandiamo continuamente.

Non partire, dunque, non significa necessariamente rinunciare alle vacanze. Può voler dire scegliere una vacanza diversa, più lenta e più vicina. Una vacanza fatta di piccoli piaceri: dormire fino a tardi, leggere, andare al cinema, mangiare fuori, passeggiare senza una meta, scoprire un luogo sconosciuto a pochi chilometri da casa.

Imparare a essere turisti nel luogo in cui abitiamo e’ anche questa una pausa, perché a volte non abbiamo bisogno di andare lontano per sentirci altrove. Abbiamo semplicemente bisogno di guardare ciò che conosciamo con un sguardo curioso, approfondito, calmo. Torino, da questo punto di vista, ha ancora moltissime storie da raccontare anche a chi pensa di conoscerla già.

 

Maria La Barbera

Furti notturni nelle auto a Torino: tre arresti

Hanno tentato il furto su auto parcheggiate: tre gli arrestati, due colti sul fatto. È successo nei giorni scorsi all’incrocio tra corso Principe Oddone e via Brindisi. Due persone sono state sorprese accanto a una vettura già forzata; un altro uomo è stato bloccato con buste contenenti la presunta refurtiva e con alcuni attrezzi.

A dare l’allarme è stato un residente che aveva notato da tempo le persone ferme in zona. Le Volanti dell’UPGSP e del Commissariato Centro, arrivate sul posto, hanno trovato il deflettore anteriore destro della vettura infranto e l’abitacolo messo a soqquadro. Dentro l’auto gli agenti hanno trovato un frangivetro a doppia punta, ritenuto l’attrezzo usato per entrare nel veicolo. Al termine dei controlli, i due, un cittadino rumeno e una cittadina italiana, entrambi con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati per tentato furto aggravato.

Poche ore dopo, durante un controllo notturno nel quartiere Rebaudengo, una volante ha notato un uomo vicino a una macchina con il nottolino forzato e l’abitacolo danneggiato. Sottoposto a perquisizione, il 46enne è stato trovato in possesso di una busta piena di oggetti di cui non ha saputo giustificare l’origine, oltre a una pinza verosimilmente usata per l’effrazione. Per lui è scattata la denuncia per furto aggravato e la segnalazione per violazione del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno a Torino per due anni, misura ancora in vigore.

I procedimenti sono ancora in fase di indagine e resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Piemonte, Voucher scuola per oltre 76 mila famiglie: finanziate tutte le domande idonee

La Regione Piemonte finanzierà per la prima volta tutte le domande risultate idonee per il Voucher B, il contributo destinato all’acquisto di libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche per l’istruzione. Complessivamente sono 76.534 le richieste che riceveranno il sostegno, 28.520 in più rispetto all’anno scolastico 2025/2026, quando i beneficiari erano stati circa 48 mila.

Per i Voucher Scuola la Regione ha stanziato complessivamente 20.490.540 euro: 15.507.325 euro sono destinati al Voucher B, mentre 4.983.215 euro finanzieranno il Voucher A, riservato alle spese di iscrizione e frequenza scolastica.

Sul fronte del Voucher B, a fronte delle oltre 76 mila domande ammesse, 14.612 richieste sono state escluse per mancanza dei requisiti previsti. Le graduatorie saranno approvate entro il 25 agosto, al termine dell’istruttoria tecnica.

Aumentano anche le richieste per il Voucher A: sono 5.136, contro le 4.579 dell’anno scolastico precedente, con un incremento di 557 domande. Per questa misura sono disponibili, in una prima fase, poco meno di 5 milioni di euro.

«Avevamo preso un impegno con le famiglie piemontesi e oggi possiamo dire di averlo mantenuto: per la prima volta finanziamo tutte le domande idonee per il Voucher B. Più di 76mila famiglie potranno contare concretamente sul sostegno della Regione per affrontare le spese scolastiche dei propri figli, con oltre 28 mila beneficiari in più rispetto allo scorso anno. Ma il risultato più importante è un altro: superiamo definitivamente quel meccanismo che negli anni passati lasciava migliaia di famiglie con una domanda ammessa, ma senza le risorse per finanziarla. Avevamo scelto una direzione precisa: utilizzare le risorse disponibili per allargare il più possibile la platea e fare arrivare il sostegno a più famiglie. Oggi quel principio diventa realtà e siamo orgogliosi di aver mantenuto la parola data», dichiara l’assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte Daniela Cameroni.

«Sul Voucher A – conclude Cameroni – nessun passo indietro sulla libertà di scelta educativa, che per noi resta centrale come testimoniano i 7,7 milioni di euro appena stanziati per le scuole dell’infanzia paritarie. Il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa sono due principi sui quali intendiamo continuare a investire con convinzione».

Le graduatorie saranno consultabili dal 25 agosto sul sito della Regione Piemonte, nella pagina dedicata al Voucher Scuola 2026/2027. Da quel momento le famiglie potranno conoscere l’esito della domanda e l’importo del contributo.

Da quest’anno scolastico cambia inoltre la modalità di erogazione. La gestione dei voucher, a seguito di gara pubblica, sarà affidata a Cirfood S.C. in collaborazione con Valyouness. I beneficiari riceveranno via mail le credenziali per accedere alla piattaforma Valyouness Flex, sulla quale saranno indicati l’attivazione e il valore del contributo.

Il voucher potrà essere utilizzato tramite smartphone: il Voucher A presso la scuola frequentata dal figlio, mentre il Voucher B potrà essere speso negli esercizi convenzionati per libri, materiale didattico e strumenti tecnologici. L’elenco dei punti aderenti sarà disponibile sulla piattaforma insieme alla pubblicazione delle graduatorie.

Torino dalle sue origini al toro più conosciuto al mondo

Scopri – To  Alla scoperta di Torino

La città di Torino fondata nel terzo secolo A.C dai Taurini fu poi tasformata in colonia romana dall’Imperatore Augusto che le diede il nome di Iulia Augusta Taurinorum passò sotto vari domini, fino a diventare nel 1861 la prima capitale del nuovo Stato unitario ovvero del Regno d’Italia. Torino è conosciuta in Italia e nel mondo con uno stemma raffigurante un toro, derivante dall’araldica medievale che nel 1360 scelse questo simbolo per la città perché assomigliava al nome della stessa. Numerose sono le leggende legate al nome della città, fra cui la narrazione di un drago che attaccò la città e un enorme toro che la portò in salvo. Nel 1300 nacque anche lo stemma con base azzurra a cui si sovrappone un toro in movimento e sormontato da una corona d’oro con nove perle. Il toro è diventato negli anni un vero e proprio simbolo della città, vi sono più di duecento fontane con questo simbolo (chiamate “Turet”) e in Piazza San Carlo, nel 1930, in onore di San Carlo Borromeo, è stata posta al suolo l’immagine in bronzo del toro, dove si crede che passandoci sopra si possa essere più fortunati.

IL TORO E LE SUE VARIANTI

Un’altra opera curiosa e molto conosciuta che si rifà al simbolo della nostra Città si intitola “T’oro” e si trova in via delle Orfane 20, l’opera rappresenta un toro con le corna dorate che esce diettamente da un muro. L’opera è stata creata dall’artista Richi Ferrero, il quale voleva raffigurare una città che sfonda e supera il passato trovando un nuovo futuro con occhi diversi. Vi è poi il “Toro tricefalo”, una scultura dello scultore francese Georges Faure su una balconata di C.o Vittorio Emanuele 58, che rappresenta un toro a tre teste, creato nel 2006 per la Biennale dei Leoni, Lione-Torino. Un’altra opera a forma di toro molto famosa è “Toh”, un manifesto della nuova società torinese che comunica i valori dell’inclusione e della pace, l’opera rappresenta un toro in metallo con dei pezzi di fontana che gli cingono il collo. Toh è stato creato dall’artista Nicola Russo che si è fatto ispirare dai “Turet” le fontane a forma di toro presenti nella città sabauda; Nicola ha immaginato tutti i torinesi che conoscono bene quel toro ma ne conoscono solo il volto e mai il corpo o lo stato d’animo, lo stesso toro immaginandolo rinchiuso nella fontana vivrebbe sensazioni negative di smarrimento e mestizia, proprio per questo crea una statua con un toro che rompe il metallo della fontana. Ecco, quindi, che il “Toh” diventa il simbolo non solo dei torinesi, ma di tutti coloro i quali vogliono uscire dagli schemi e guardare avanti evidenziando le proprie diversità, che in quanto tali li rendono unici. Parte dei proventi delle opere “Toh” va alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul cancro.

GLI ALTRI SIMBOLI DELLA CITTA’

Oltre al toro uno dei simboli classici di Torino è sicuramente la “Mole Antonelliana” situata nel centro storico della città, ed edificata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863. Anche la Basilica di Superga è un simbolo del Capoluogo Piemontese oltre a molti altri edifici e monumenti storici come Il castello del Valentino, Palazzo Madama e la Porta Palatina risalente al periodo dell’Imperatore Augusto detta anche Porta Capitolina, ma comunemente nota ai torinesi col nome plurale di Porte Palatine. Torino ha numerosissimi simboli che rappresentano la città, ma è anche molto conosciuta per le numerose leggende esoteriche che riguardano la magia bianca e la magia nera, in particolare in un punto preciso di piazza Castello si dice che converga la magia bianca…ma questa è un’altra storia… che richiede una narrazione a parte.

NOEMI GARIANO