ilTorinese

Incendio nella notte: distrutto il deposito attrezzi di una cascina

Attrezzature da lavoro avvolte dalle fiamme nella notte in una cascina ad Alpignano. L’area adibita a deposito è andata distrutta. L’allarme è scattato verso le 23.30 in via Garibaldi. Diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute, hanno spento l’incendio e messo in sicurezza l’abitazione adiacente; l’intervento si è concluso intorno all’una. Sul posto anche personale sanitario e carabinieri. Le cause sono in corso di accertamento.

VI.G

Reggia di Venaria, di scena Late Spring Music Festival

Nella splendida cornice  sabauda la grande musica internazionale per la quarta edizione del Festival di “tarda primavera”

Dal 30 maggio al 2 giugno

Venaria Reale (Torino)

Per quattro giorni, da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, gli imponenti spazi della “Reggia di Venaria” – fra i capolavori del “Barocco” mondiale e oggi parte del “Patrimonio UNESCO” – sarà felicemente inondata da un’armonica invasione di voci, suoni e meravigliose melodie con l’ospitata della quarta edizione del “Late Spring Music Festival” (“Festival Musicale di tarda primavera”), l’innovativo “progetto musicale” concepito in chiave di “Italian Royal Experience” e ideato, come sempre, dal “Consorzio delle Residenze Reali Sabaude”. Per l’edizione 2026, la “direzione artistica e creativa” è stata affidata a Danusha Waskiewicz, apprezzatissima “violista” tedesca (allieva della grande Tabea Zimmermann e oggi docente del “Biennio di Viola” presso la “Scuola di Musica” di Fiesole e presso la Scuola Internazionale di Musica “Avos Project” di Roma) che, a soli 25 anni, è entrata a fare parte dei “Berliner Philharmoniker” – per diventare “prima viola” due anni dopo – e che per molti anni ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado nell’“Orchestra del Festival di Lucerna”.

Anche quest’anno il “Festival” proporrà numerosi appuntamenti all’insegna della grande musica ambientata negli spazi interni e nei Giardini della “Versailles d’Italia”, a cui il pubblico sarà invitato a partecipare direttamente – con orecchie, occhi e cuore! – per vivere magiche esperienze ed emozioni dalle prime ore del mattino fino a tarda sera.  Protagonisti artisti di prestigio internazionale, impegnati non solo a suonare “in proprio”, ma anche a coinvolgere il pubblico, per quanto possibile, nel realizzare musica e vivere “un’esperienza partecipativa ed entusiasmante”. Coinvolgimento e condivisione che caratterizzeranno anche i vari, previsti, “momenti laboratoriali” proposti ai bambini e alle loro famiglie, al mattino e al pomeriggio, con “workshop” creativi e di movimento ritmico.

Il Programma

Il via, sabato 30 maggioalle 19,30, con il primo spettacolo musicale serale nella “Sala di Diana”. Protagonisti Danusha Waskiewicz e il pianista pesarese Paolo Marzocchi, con il coinvolgimento del pubblico.

Domenica 31 maggio e lunedì 1° giugno sono in programma “momenti musicali” mattutini alle ore 10, “prove aperte” e due “attività laboratoriali”: il “Laboratory custom-made instruments”, laboratorio di liuteria con materiali riciclati per bambini e genitori – con presentazione nel pomeriggio degli strumenti realizzati – e la “Class for Movements”, avvicinamento attivo alla musica con riferimento al famoso “Metodo di Orff” (noto come “Orff-Schulwerk”), per bambini dagli 8 anni, ideato dal compositore Carl Orff negli anni ’20 e che si prefigge di insegnare la musica “attraverso l’esperienza pratica e creativa, piuttosto che tramite lo studio teorico”.

L’esperienza serale ha inizio alle 19,30 con esibizioni in “Sala di Diana” e – novità di quest’anno – prosegue alle 22 con “Musica al Chiaro di Luna”: due esibizioni notturne alla luce del plenilunio nell’affascinante contesto del “Giardino delle Rose”.

In occasione dell’ultima giornata della manifestazione, il 2 giugno“Festa della Repubblica”, gli spazi della Reggia – sale barocche, cortili e giardini – risuoneranno contemporaneamente. Alcuni “ensemble” di musicisti amatori, selezionati attraverso il bando “La Repubblica della Musica”, avranno l’occasione di esibirsi pubblicamente nel contesto del “Late Spring Music Festival”. Che si chiuderà con lo spettacolo serale finale delle ore 18, con l’esibizione dell’“Orchestra della Venaria” creatasi appositamente per il “Festival”, composta da amatori e studenti internazionali, che suonano senza direttore insieme con musicisti professionisti e con la partecipazione, sempre, del pubblico.

Per ulteriori info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marcus Weiss, Ismf, 2025 (Ph. Luigi De Palma); Danusha Waskiewicz, Ismf, 2025; Filarmonica trt, Ismf, 2025

L’Arazzo di Bayeux torna a Londra, i legami con il Piemonte

Ci sono alcuni legami indiretti tra il famoso Arazzo di Bayeux dell’XI secolo e il Piemonte anche se non esiste un collegamento diretto e documentato. Qualche punto di contatto si può però trovare. Perché ne parliamo? Intanto perché è un’opera storica e grandiosa, 70 metri di ricamo di lana su lino che narrano la conquista dell’Inghilterra da parte del Duca normanno Guglielmo il Conquistatore nel 1066, la celebre battaglia di Hastings contro il re inglese Harold, una delle pagine più importanti della storia inglese. Cinquantotto scene, oltre 600 personaggi, una trentina di imbarcazioni e più di 200 cavalli, scene di guerra e cerimonie di corte, con abbigliamenti e costumi dell’epoca. È attualmente custodito in un luogo segreto della città normanna perché la sua vera sede, il Museo locale, è chiuso per lavori di ristrutturazione.
Ma la notizia è un’altra: dopo quasi 1000 anni il Bayeux Tapestry torna nel Regno Unito, al British Museum, per una mostra eccezionale, visitabile da settembre 2026 a luglio 2027. E si potrà vedere come finora non si è mai visto, disteso per intero, in posizione orizzontale, in una vetrina appositamente progettata. Ma c’è anche una domanda che inquieta storici dell’arte e servizi segreti…riuscirà ad attraversare il Canale della Manica e uscirne indenne? Già nel 2021 alcuni scienziati avevano segnalato lo stato di fragilità dell’opera, ritenuta troppo delicata per essere trasferita. Un danno non sarebbe riparabile. Per la preziosa tappezzeria medievale (forse rivestiva le pareti del refettorio di un monastero) è stata stipulata una folle assicurazione di 800 milioni di sterline, poco più di 900 milioni di euro. Quell’opera d’arte, forse realizzata a Canterbury, resta un oggetto di pregevolezza inestimabile che racconta l’XI secolo. Nel secolo successivo i Normanni ebbero rapporti molto stretti con i Savoia che poi avrebbero governato il Piemonte. La dinastia dei Savoia faceva parte della stessa rete aristocratica europea che comprendeva anche i Normanni che transitavano spesso per i valichi alpini e visitavano l’abbazia della Sacra di San Michele. L’arazzo onora la cavalleria feudale con cavalieri, cavalli, armi e stendardi, una cultura cavalleresca medievale che si diffuse presto anche nell’area piemontese.                                           Filippo Re
nelle fotografie l’Arazzo nel Museo di Bayeux e scene della battaglia di Hastings (1066)

AOU Città della Salute: AI e robotica per una chirurgia  più sicura

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Curare un tumore del retto non significa soltanto rimuovere una malattia. Significa operare in una delle aree più delicate del corpo umano, nel profondo del bacino, dove pochi millimetri possono fare la differenza tra un intervento efficace e una complicanza importante. Attorno al retto passano infatti strutture fondamentali per la funzione intestinale, urinaria e sessuale. Per questo, la chirurgia del tumore del retto richiede oggi non solo esperienza, ma anche strumenti sempre più precisi per pianificare ed eseguire l’intervento nel modo più sicuro possibile.

All’Ospedale Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, questa sfida è al centro di un programma di ricerca che unisce chirurgia, oncologia, radiologia, anatomia patologica, bioingegneria, robotica e intelligenza artificiale. Il lavoro si sviluppa in stretta connessione con il MITIC – Minimally Invasive Therapy and Innovation Centre, struttura dedicata allo sviluppo di tecnologie innovative per la chirurgia mini-invasiva, dell’Università di Torino e coordinata da Alberto Arezzo, chirurgo generale della struttura di Chirurgia 1U diretta da Mario Morino.

Al MITIC lavorano insieme chirurghi, giovani ricercatori e ingegneri con lunga esperienza nell’intelligenza artificiale, nella robotica chirurgica, nell’analisi delle immagini, nella simulazione e nella sensoristica applicata alla medicina. È proprio questa collaborazione quotidiana tra clinici e ingegneri a rappresentare uno degli elementi più originali del programma: i problemi che nascono in sala operatoria vengono trasformati in domande di ricerca, studiati in laboratorio e riportati poi verso la pratica clinica.

L’obiettivo è sviluppare una vera chirurgia di precisione per il tumore del retto. Precisione significa conoscere meglio il tumore prima dell’intervento, distinguere con maggiore accuratezza le lesioni benigne da quelle maligne, scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente, individuare correttamente i margini di resezione e asportare i linfonodi quando necessario. Significa, soprattutto, aumentare la sicurezza: sicurezza chirurgica, perché si riduce il rischio di danneggiare strutture delicate, e sicurezza oncologica, perché l’intervento viene pianificato ed eseguito in modo più mirato.

Una delle prospettive più innovative è la creazione di un digital twin oncologico e chirurgico, cioè una rappresentazione digitale del paziente, del tumore e dell’intervento. Integrando dati clinici, radiologici, endoscopici, anatomopatologici, molecolari e intraoperatori, questo modello potrà aiutare i medici a scegliere il percorso più appropriato: trattamento locale o chirurgia radicale, terapia preoperatoria più o meno intensiva, preservazione dell’organo in casi selezionati, oppure intervento più mirato e sicuro.

Questa visione è al centro di importanti progetti finanziati dalla Commissione Europea. Il progetto Horizon Europe Classica studia l’uso dell’intelligenza artificiale e della fluorescenza per migliorare la diagnosi e la pianificazione chirurgica delle lesioni del colon-retto. Attraverso la somministrazione in vena di un tracciante fluorescente e l’impiego di sensori appositamente realizzati, il progetto valuta la diversa capacità di captazione della fluorescenza da parte di cellule benigne e maligne. L’obiettivo è classificare le lesioni con un’accuratezza molto elevata, vicina al 100%, aiutando il chirurgo a programmare resezioni più corrette ed evitare trattamenti non necessari o al contrario, insufficienti.

Un secondo progetto strategico è il progetto Erc Synergy Endotheranostics, finanziato dallo European Research Council, che mira a sviluppare tecnologie intelligenti per diagnosi, terapia e monitoraggio dei tumori gastrointestinali attraverso strumenti miniaturizzati, sensori, imaging avanzato e robotica endoluminale. Nel tumore del retto, questo significa immaginare strumenti capaci di raccogliere informazioni direttamente dall’interno dell’intestino, caratterizzare meglio la lesione, guidare il trattamento e monitorare nel tempo la risposta alle cure.

Il messaggio centrale è chiaro: tecnologia e intelligenza artificiale non sostituiscono il chirurgo. Lo aiutano a vedere meglio, misurare meglio, prevedere meglio e decidere meglio, soprattutto nei casi più difficili. La prospettiva non è una chirurgia automatica, ma una chirurgia più consapevole, controllata e soprattutto sicura, in cui l’esperienza del medico viene potenziata da strumenti capaci di ridurre l’incertezza nei momenti più delicati.

Con Classica, Endotheranostics e l’attività del MITIC, Torino si colloca in prima linea nella ricerca internazionale su intelligenza artificiale, robotica e chirurgia mini-invasiva. L’obiettivo è concreto: portare l’innovazione dal laboratorio alla sala operatoria, offrendo ai pazienti con tumore del retto cure sempre più precise, sicure e personalizzate.

“Voci dal carcere”: cultura e solidarietà ai giardini Anglesio

UNA GIORNATA PER FINANZIARE I LIBRI DELLA CASA CIRCONDARIALE

Sabato 13 giugno, dalle ore 15:00 alle 19:00, i Giardini Anglesio di Torino ospiteranno talk con autori, attività per bambini, musica dal vivo e una grande raccolta fondi per acquistare volumi nuovi destinati ai bracci maschile e femminile del carcere di Torino.

TORINO, 28 maggio 2026 – Una giornata aperta al quartiere e alla cittadinanza per accendere i riflessioni sulla realtà carceraria attraverso la cultura, l’incontro e un sostegno economico concreto. Sabato 13 giugno, dalle 15:00 alle 19:00, i Giardini Anglesio di Torino ospiteranno “Voci del Carcere”, un’iniziativa speciale ideata e promossa da Libraccio, che ha saputo fare rete con le principali realtà istituzionali e associative del territorio.

Al centro della manifestazione ci sarà una grande raccolta fondi finalizzata all’acquisto di libri nuovi, scelti accuratamente per rinnovare e aggiornare i cataloghi delle biblioteche della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno. L’iniziativa, coordinata in stretta collaborazione con il servizio delle Biblioteche Civiche (che gestisce i fondi del carcere), permetterà di comprare i volumi più adatti ed equamente ripartiti per dare pari centralità sia al braccio maschile sia a quello femminile della struttura. Libraccio darà il via alla maratona di solidarietà donando subito un primo fondo iniziale di 200 titoli, invitando i cittadini a contribuire economicamente durante l’evento per ampliare il più possibile questa dote.

Il programma del pomeriggio offrirà un ricco calendario di appuntamenti per ogni fascia d’età:

  • I Talk e la Cultura: Presentazioni di libri e momenti di riflessione a cui prenderanno parte autori, relatori ed esperti per raccontare e approfondire la complessa realtà del sistema carcerario.
  • Per i più piccoli: Una speciale Caccia al tesoro per bambini curata dall’associazione Circolarte (con in palio un buono libri Libraccio da 30€).
  • La Musica: L’accompagnamento musicale e l’energia travolgente della Strampalabanda, che si esibirà con la formula “a cappello”.

L’evento è il risultato di un’importante sinergia locale che vede la partecipazione dell’associazione Carlo Castelli (AVP), di Circolarte e del fitto partenariato attivo sul giardino e sul territorio di San Salvario: AGS per il territorio, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario, Alfiere Campoverde, Laqup APS e l’Associazione Commercianti di Via Madama Cristina.

“Crediamo fortemente che il valore della cultura debba superare ogni muro,” spiegano gli organizzatori. “Voci del Carcere nasce per unire la comunità intorno a un obiettivo comune. Attraverso le donazioni raccolte durante la giornata, potremo acquistare libri nuovi e aggiornati — dalla saggistica alla narrativa fino ai fumetti — rispondendo ai bisogni reali e concreti dei detenuti e delle detenute.”

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, a sostenere il progetto con una donazione e a vivere un pomeriggio di festa e impegno civile.

INFORMAZIONI UTILI:

  • Cosa: “Voci del Carcere” – Incontri, musica e raccolta fondi per i libri del carcere
  • Quando: Sabato 13 giugno, dalle ore 15:00 alle 19:00
  • Dove: Giardini Anglesio, Torino
  • Contatti per la stampa e informazioni: matteoparlascino@libraccio.it – 3756443678

Unione Montana Valle Grana contro il lancio dei palloncini

Tutta  l’Unione Montana Valle Grana è ufficialmente schierata contro il lancio deliberato dei palloncini, in seguito alla firma congiunta delle nuove ordinanze promosse insieme a Plastic Free Onlus da parte di sette Comuni. Ad aderire all’iniziativa sono stati i Comuni di Bernezzo, Caraglio, Castelmagno, Cervasca, Montemale di Cuneo, Pradleves e Valgrana che si aggiungono a Monterosso Grana, comune dell’Unione che aveva già adottato il provvedimento lo scorso 7 novembre. L’intero ente montano cuneese si presenta ora compatto su uno dei temi più delicati e centrali della tutela ambientale.
Si tratta della prima esperienza in Italia di adesione coordinata da parte di un’intera Unione Montana a un’ordinanza contro il rilascio dei palloncini, modello che potrebbe essere replicato  anche in altri territori italiani.
L’iniziativa è  sostenuta da Plastic Free Onlus, associazione impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella sensibilizzazione ambientale che, negli ultimi anni, ha promosso in tutta Italia campagne e petizioni per vietare il rilascio dei palloncini nell’ambiente.
L’Unione Montana Valle Grana, con sede a Valgrana, riunisce otto Comuni del territorio Cuneese e coordina numerosi servizi associati legati ad ambiente, sviluppo montano, tutela del territorio, turismo e protezione civile.
Il provvedimento nasce dalla crescente attenzione verso l’impatto ambientale dei palloncini dispersi nell’ambiente . Secondo numerosi studi internazionali,  i frammenti di palloncino rappresentano uno dei rifiuti più pericolosi per fauna marina e avifauna e costituiscono circa l’80% dei rifiuti rinvenuti negli stomaci delle tartarughe marine analizzate, secondo studi dell’Università di Wales Swansea, mentre studi australiani del CSIRO li indicano tra le plastiche con il più alto tasso di mortalità per gli uccelli marini.

“Quella realizzata oggi in Valle Grana rappresenta un’iniziativa dal forte valore simbolico ma soprattutto concreto  – ha dichiarato Flavia Faccia, referente regionale Piemonte di Plastic Free Onlus – Vedere un’intera Unione Montana unirsi attorno a un obiettivo ambientale comune significa creare una rete territoriale capace di accelerare il cambiamento normativo e culturale. Troppo spesso il lancio dei palloncini viene percepito come un gesto innocuo e poetico, ma tutto ciò che vola in alto prima o poi ricade nell’ambiente trasformandosi in un rifiuto potenzialmente letale per gli animali terrestri e marini. Oggi in Italia oltre cento Comuni hanno adottato ordinanze simili grazie al lavoro dei volontari Plastic Free. La scelta coordinata dall’intera Unione Montana Valle Grana rappresenta un segnale ancora più forte e un esempio concreto di collaborazione istituzionale sui temi ambientali “.

MM

Auto storiche, torna la Susa – Moncenisio

SABATO 30 E DOMENICA 31 MAGGIO 

Da venerdì 29 a domenica 31 maggio torna la Susa-Moncenisio, la corsa automobilistica più antica del mondo, valida per la Coppa Italia Slalom di Prima Zona e patrocinata dalla Città metropolitana di Torino. Disputata a partire dal 1902, la Susa-Moncenisio ha scritto pagine memorabili della storia dell’automobilismo sportivo italiano. La Susa-Moncenisio si prepara a scrivere un nuovo capitolo della propria storia. L’edizione 2026 segna il ritorno della velocità in salita accanto allo storico Slalom, riportando così la manifestazione alle sue radici più autentiche. Dopo il completamento delle verifiche sul percorso e l’apertura ufficiale delle iscrizioni, cresce l’attesa attorno a una gara che rappresenta da oltre un secolo uno degli appuntamenti simbolo del motorsport italiano.

L’edizione 2026, oltre che per la velocità in salita è valida per la Coppa Italia Slalom di Prima Zona, e vedrà sfidarsi i protagonisti delle due specialità lungo un tratto di 4,2 km della Statale 25 del Moncenisio, che attraversa l’abitato di Giaglione, con un dislivello di 305 metri (da 675 a 980 metri sul livello del mare), una pendenza media dell’8,3%, una larghezza media della carreggiata di 7,5 metri e 15 postazioni di birilli previste per la prova Slalom che non saranno presenti nella salita. Il percorso riprende il tratto iniziale dello storico tracciato originale di 22,5 chilometri, che da Susa conduceva fino al Lago del Moncenisio, oggi in territorio francese.

La collocazione della gara a fine maggio riporta la manifestazione in un periodo particolarmente favorevole, alle porte della stagione estiva, contribuendo a valorizzare ulteriormente il territorio valsusino e il richiamo turistico dell’evento. Venerdì 29 maggio dalle 15 alle 20 si svolgeranno le verifiche sportive e tecniche nella Legends Arena di corso Couvert 31 a Susa, che proseguiranno il giorno successivo dalle 10 alle 12. Le prove ufficiali in due manche della categoria Velocità Auto Storiche scatteranno alle 12 di sabato 30 maggio e, a seguire, è prevista la ricognizione per i concorrenti della gara di Slalom. Domenica 31 maggio alle 9 è in programma la prima manche della Velocità Autostoriche, mentre alle 13 si disputerà la prima manche dello Slalom ed a seguire le successive. Le premiazioni della categoria Auto Storiche sono in programma alle 15,30 alla Legends Arena, quelle della gara di Slalom alle 19.

Per consentire il regolare svolgimento della competizione, la Strada Statale 25 del Moncenisio resterà chiusa sabato 30 maggio dalle 8 alle 20 e domenica 31 maggio dalle 7 alle 20.

Nel corso della sua lunga storia, la Susa-Moncenisio ha visto imporsi alcuni dei più importanti protagonisti delle cronoscalate italiane, tra cui Mauro Nesti, Pasquale Irlando, Ezio Baribbi e Giuseppe Tambone. Il primo storico vincitore fu invece Vincenzo Lancia. Nel 2025 il successo assoluto era andato ad Emanuel Traina, assente nell’edizione 2026 per concomitanti impegni agonistici in altri campionati. L’edizione 2026 rappresenta inoltre ulteriore tassello di un progetto triennale di rilancio promosso dagli organizzatori, Supergara e Legends Arena, con l’obiettivo di riportare la storica competizione piemontese ai livelli di alto prestigio che l’hanno resa celebre nel panorama automobilistico internazionale. Un percorso di crescita che punta a consolidare la Susa-Moncenisio come evento di riferimento per il motorsport storico e moderno, valorizzando al tempo stesso il territorio e la tradizione sportiva della Valle di Susa.

Omaggio di Quaglieni al Gen. Raffaele Cadorna a Pallanza

Il prof . Pier Franco Quaglieni (nella foto) cavaliere di gran croce della Repubblica, storico contemporaneista, giornalista e scrittore  e presidente del Centro Pannunzio ha reso solenne  omaggio alla tomba del generale Raffaele Cadorna a Pallanza. Il generale Cadorna, nipote del generale della Breccia di Porta Pia, è stato ufficiale di  cavalleria e comandante della scuola di Pinerolo. Nel 1943 si paracadutò al  Nord  per prendere il comando militare  del corpo Volontari della libertà.

Fu senatore indipendente di tre legislature nelle liste democristiane e cofondatore della Federazione Italiana Volontari della Libertà  di cui fu il primo presidente. Seppe essere coerente con le ragioni fondanti della Fivl  del 1948 e si dimise quando non fu rispettata quella scelta. Il generale Cadorna partecipò ad alcune iniziative del Centro Pannunzio.  Il prof. Quaglieni è  stato presidente della sezione alassina “ MOVM Martini Mauri“, aderente alla Fivl. La lapide riporta un’icastica epigrafe dettata  dal  grande invalido di Guerra Carlo Del Croix che  afferma  che  Cadorna ”portò degnamente un nome sacro all’ Italia“. Il prof. Quaglieni è  stato giovanissimo  amico di Carlo Delcroix che commemorò a Roma al circolo Rex.

Un rapimento impossibile per raccontare il nostro tempo: Diego Frisina al Fringe Festival



Si sta per chiudere l’edizione 2026 del Torino Fringe Festival, e non poteva esserci finale più emblematico di  Ho rapito Paolo Mieli (al Lombroso 16- Torino), lo spettacolo scritto e interpretato da Diego Frisina che alle ore 20 porterà sul palco una domanda tanto paradossale quanto attuale: cosa succede quando il bisogno di comprendere il mondo si trasforma in ossessione?

Il protagonista è un giovane uomo che guarda la realtà con spirito critico e inquietudine crescente. Le guerre che si avvicinano, il rumore assordante dell’informazione, le contrapposizioni ideologiche che sembrano rendere impossibile distinguere i fatti dalle opinioni finiscono per schiacciarlo. Fino a spingerlo a immaginare un gesto assurdo: rapire Paolo Mieli. Non per vendetta, non per follia, ma per ottenere finalmente delle risposte.

Da questa premessa surreale nasce uno spettacolo che utilizza l’arma dell’ironia per affondare nelle fragilità del presente. Frisina costruisce un monologo che oscilla continuamente tra comicità e smarrimento, tra satira e riflessione politica, restituendo il ritratto di una generazione che si sente informata come mai prima d’ora e, allo stesso tempo, sempre più disorientata.

Non è un caso che sia proprio questo lavoro a chiudere un’edizione del Fringe che ha fatto dell’urgenza contemporanea uno dei suoi fili conduttori. In questi giorni il festival ha attraversato temi sociali, identitari e politici, confermando la vocazione del teatro indipendente a farsi luogo di confronto e di interrogazione collettiva. *Ho rapito Paolo Mieli* raccoglie idealmente questa eredità e la rilancia, trasformando il palco in uno spazio dove le paure private si intrecciano alle grandi questioni pubbliche.

Romano, classe emergente della nuova drammaturgia italiana, Diego Frisina arriva a Torino dopo un percorso costellato di riconoscimenti. Con il precedente *Dio non parla svedese* aveva conquistato il premio per la miglior drammaturgia al Torino Fringe Festival 2024. Questo nuovo lavoro, debuttato nel 2025 a Fortezza Est, è già stato premiato come vincitore di Inventaria 2025 e del Premio Creta al festival Sottovenere.

Così, mentre domani sera calerà  il sipario sull’edizione 2026 del Torino Fringe Festival, una delle ultime parole è affidata a uno spettacolo che parla di informazione, paura e responsabilità. Un finale che non offre certezze, ma che lascia al pubblico qualcosa di più prezioso: il desiderio di continuare a porsi domande.

Valeria Rombolà