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La grande arte internazionale torna al MIIT

Al Museo diretto da Guido Folco giovedì 3 settembre doppia inaugurazione delle mostre “Between Worlds” e “Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al Contemporaneo”

Ritorna la grande arte internazionale al Museo MIIT di Torino con l’esposizione “Between Worlds’ 2026 Edition International Eco-Art Exhibition, a cura di Hongjie Wang , direttamente dal Vienna International Centre delle Nazioni Unite, dove è stata presentata lo scorso agosto nell’ambito dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Between Worlds’ rappresenta un progetto espositivo internazionale dedicato all’Eco-Art , alle pratiche artistiche contemporanee e allo scambio culturale tra artisti provenienti da diversi Paesi e contesti culturali, volto a favorire la circolazione delle idee e la conoscenza reciproca.
La mostra presenta opere realizzate attraverso diversi linguaggi, tra cui pittura, scultura, fotografia, video, installazione e arte digitale.
L’ecologia viene affrontata in una ampia prospettiva,  considerando non solo la relazione e con l’ambiente naturale, ma anche le trasformazioni degli spazi urbani, la qualità della vita, il rapporto tra qualità e territorio, la tutela degli ecosistemi e le nuove relazioni tra cultura, tecnologia e società.
Il titolo ‘Between Worlds’ nasce dall’idea che il mondo contemporaneo non sia costituito da realtà separate, ma da relazioni e interazioni continue tra persone, culture, territori e forme di conoscenza.
Il “tra” diventa così uno spazio di territorio di dialogo tra persone e culture, tra tradizione e contemporaneità, tra individuo e comunità, tra cultura locale e dimensione internazionale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, promuovendo, attraverso l’arte, il dialogo sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale.
La prima tappa internazionale di ‘Between Worlds’ si è svolta il 3 agosto 2026 presso il Vienna International Centre delle Nazioni Unite. Dopo la tappa di Vienna, che ha suscitato interesse e un riscontro positivo, la mostra approda ora al museo MIIT.

Per la tappa di Torino sono stati selezionati venti artisti tra giovani autori e artisti con una consolidata esperienza professionale, caratterizzati da differenti generazioni e percorsi artistici, tra i quali Chen Zhichu, Cristina Wang, Chiara Galliano, Elena Santoro, Flavio Gentile, Giuliano Grattini, Leah Chan, Letizia Caruzzo, Liu Yining, Luo Guangyi, Mintoy, Nadia Pelà, Raffaele Passariello, Roberto  Raminez Anchique, Ross Casceglia, Simona di Senna, Silvia Armenio, Wu Cheng Hung, Yang  Chuting, Yao Zhuoyuan.

L’inaugurazione si terrà  il 3 settembre dalle ore 18 presso il Museo MIIT in corso Cairoli 4 a Torino

Orario visite dal martedì al sabato 15.30-19.30.

Info 0118129776

Dopo il successo riscontrato dalla mostra “Una rosa per Torino” dello scorso luglio, dedicata alle interpretazioni artistiche di Lady Oscar, fa ritorno al museo MIIT il fumetto con la mostra intitolata “Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al contemporaneo “.
Si tratta della prosecuzione della esposizione da poco conclusa, aperta, però,  ad un altro personaggio iconico Candy Candy e alle rappresentazioni tra manga, anime, e fumetto di autori contemporanei.
Sabato 12 settembre, dalle ore 15, per gli appassionati si terrà la proiezione del fan film de “I giocolieri delle stelle” di Viareggio, dedicato a Candy Candy, “Quando il sorriso incontra il coraggio”, per la regia di Yatta e animazione in costume.

L’evento prosegue la collaborazione tra il museo MIIT in corso Cairoli 4, il progetto di aggregazione artisti del mondo no profit  Virtual Art  Workshop  Social Group  e l’associazione di volontariato no profit ‘Le tenere piume’  ETS ODV. Alla mostra sarà  presente anche la scrittrice di libri fantasy Elena Romanello.

Inaugurazione giovedì 3 settembre dalle ore 18 presso il Museo MIIT , in corso Cairoli 4 a Torino

Orario visite dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30.

Info 011/8129776

info@italiaarte.it

Mara Martellotta

Torino nascosta tra rigore e meraviglia: il volto discreto del barocco

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Torino si lascia scoprire poco alla volta quasi con pudore come se non volesse mostrare subito tutta la propria ricchezza e questa caratteristica si riflette anche nella sua architettura che a prima vista appare composta ordinata quasi severa ma che in realtà custodisce al suo interno una sorprendente profondità di dettagli e invenzioni soprattutto nel periodo barocco quando la città si trasforma seguendo un’idea precisa di eleganza controllata senza mai cedere completamente all’eccesso visivo che invece caratterizza altre città italiane il barocco torinese infatti non urla ma sussurra non invade lo spazio ma lo misura creando un equilibrio tra pieni e vuoti tra luce e ombra che rende l’esperienza visiva più intima quasi raccolta

Un barocco che si rivela oltre le facciate

A differenza di quello romano dove le facciate sono spesso scenografiche mosse ricche di decorazioni che vogliono stupire immediatamente chi osserva a Torino si nota una scelta diversa gli edifici mantengono verso l’esterno una certa sobrietà con linee pulite e proporzioni rigorose quasi a voler rispettare un ordine urbano ben definito ma è entrando che si scopre il vero carattere di questo stile gli interni si aprono in giochi di curve cupole ardite decorazioni che sorprendono proprio perché non anticipate dall’esterno è come se la città avesse deciso di custodire la propria bellezza più intensa per chi è disposto a fermarsi ad attraversare le soglie a guardare oltre la superficie questa doppia anima crea un dialogo continuo tra apparenza e sostanza tra disciplina e libertà espressiva

Geometrie e prospettive: la firma torinese

Un altro elemento distintivo dell’architettura torinese è l’attenzione quasi matematica alla disposizione degli spazi le piazze le strade i portici tutto sembra rispondere a un disegno unitario dove ogni elemento trova il proprio posto con precisione questa visione urbanistica si lega al potere e all’idea di capitale che Torino ha rappresentato per lungo tempo ma allo stesso tempo lascia spazio a soluzioni architettoniche sorprendenti come scale che si avvolgono su se stesse giochi prospettici che guidano lo sguardo e creano illusioni di profondità il risultato è una città che non si limita a essere osservata ma che invita a essere percorsa vissuta passo dopo passo perché ogni angolo può rivelare qualcosa di inatteso

In questo equilibrio tra rigore esterno e ricchezza interna tra ordine e invenzione Torino costruisce la propria identità architettonica distinguendosi da altre realtà italiane senza bisogno di competere sul piano dello sfarzo immediato ma scegliendo piuttosto una via più silenziosa e forse proprio per questo più duratura capace di affascinare chi sa coglierne le sfumature e di lasciare un’impressione che cresce nel tempo senza esaurirsi in un solo sguardo.

NOEMI GARIANO

Servono 80mila euro per riportare a casa il bimbo ferito in Egitto

E’ ricoverato da  tre settimane in terapia intensiva a Sharm El Sheikh. Il piccolo Younes di sei anni e mezzo e’ in ospedale dopo un incidente avvenuto nella piscina dell’hotel durante una vacanza con la famiglia, quando ha battuto la testa. Il bimbo abita a Brandizzo ed è cittadino italiano. Ora è in coma farmacologico, ma potrebbe tornare in Italia. I costi del volo sanitario sono però elevati: tra 60mila e 80mila euro. Il padre del bambino ha lanciato un appello.

Dantès tra i vigneti dello Champagne

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“Per me, in tutto il mondo, non esiste un villaggio comparabile con questo. Qui ho vissuto gli anni più belli della mia infanzia…”. Così il regista Jean Renoir descriveva il suo rapporto con Essoyes, paesino dello Champagne situato nel dipartimento dell’Aube nella regione francese del Grand Est. Era lì che i genitori Aline e Pierre-Auguste Renoir, uno dei più famosi pittori impressionisti, acquistarono nel 1896 una casa nella quale, per 30 anni, insieme ai loro figli Pierre, Jean e Claude, trascorsero lunghe estati. Essoyes non è solo il “village des Renoir” perché vi nacque anche Auguste Heriot, fondatore del Grands Magasins du Louvre, diventato l’eroe di Au bonheur des dames, l’undicesimo romanzo di Émile Zola appartenente al ciclo dei Rougon-Macquart. Ancora oggi poche centinaia di persone vi dimorano in un ambiente di semplice bellezza che trasmette pace e di tranquillità tra boschi, vigne e graziose case a graticcio sulle sponde del fiume Ource.

 

E tra queste, in una graziosa casa circondata da vigneti a perdita d’occhio, vive anche madame Jacqueline Grenouille con il suo piccolo yorkshire terrier di nome Dantès. Ogni mattina, al sorgere del sole, il piccolo animale accompagna Jacqueline nei suoi giri tra le vigne dove i grappoli hanno ciascuno il proprio ruolo, dallo chardonnay con la sua finezza e l’eleganza al pinot nero celebre per la struttura e gli aromi fino al pinot meunier, apprezzato per ricchezza e complessità aromatica. Insieme osservano le viti cariche di grappoli d’uva, pronte per essere raccolte e Dantès non perde occasione per annusare con curiosità l’aria profumata dai densi aromi fruttati. Un giorno, mentre correva tra i filari, lo yorkshire si imbatté in qualcosa di insolito. C’era un piccolo scoiattolo che sembrava avesse bisogno di aiuto. Il povero animale era rimasto impigliato in un ramo e non riusciva a liberarsi. Dantès si avvicinò e con le sue piccole zampe, in uno slancio generoso, cercò di spostare il ramo. Dopo alcuni tentativi riuscì a liberare lo scoiattolo che scattò via come un fulmine. Il piccolo terrier non si era accorto che Jaqueline lo stava osservando, sorridendo. “Sei davvero un cane generoso e altruista. Bravo!” esclamò, accarezzandolo. Lui, felice e orgoglioso, scodinzolò.

Ma il giorno seguente, mentre girovagavano tra i vigneti, accadde qualcosa di imprevisto. Un temporale improvviso si abbatté sulla regione, e i fulmini illuminarono il cielo. Jaqueline, preoccupata per i possibili danni alle viti, decise di rientrare a casa osservando il cielo carico di nubi gonfie di pioggia. Dantès non riusciva a smettere di pensare allo scoiattolo e per nulla intimorito dall’inizio dell’acquazzone si allontanò dalla sua padrona e corse verso il boschetto dove aveva incontrato lo scoiattolo. Con grande determinazione si fece strada tra i rami bagnati e le pozzanghere finché non raggiunse l’albero cavo dove di era rifugiato l’animaletto dal mantello bruno rossastro. Lo scoiattolo era lì, spaventato e tremante. Scodinzolava per segnalare un pericolo mentre dal cielo, dopo le saette e il brontolio dei tuoni, pioveva ormai a dirotto. Dantès si avvicinò e abbaiando cercò a modo suo di rincuorarlo. Assecondando il proprio intuito l’animale comprese che poteva considerare quel cagnetto come un amico e si sentì subito in qualche modo rinfrancato e protetto.

Dantès si riparò sotto l’albero ed entrambi attesero che il temporale si allontanasse. Adagio adagio la pioggia iniziò ad essere sempre meno forte e tra i rami le ultime gocce luccicanti lasciarono il posto ai primi raggi del sole che illuminarono la vegetazione. A quel punto i due animali lasciarono il loro rifugio e, in segno di gratitudine, il piccolo roditore decise di accompagnare Dantès fino a casa dove lo scoiattolo venne accolto da Jacqueline sotto la veranda. La donna, osservando il legame speciale tra i due, comprese che i sentimenti non conoscono limiti e barriere, e che anche un piccolo yorkshire terrier può fare la differenza quando si tratta di venire in soccorso a chi si trova in difficoltà. Decise così di celebrare quell’amicizia dedicando ai due una nuova cuvée delle preziose bollicine. E così, a Essoyes e in tutta la zona della Champagne, Dantès e lo scoiattolo diventarono una leggenda da festeggiare stappando in allegria una buona e fresca bottiglia di blanc de blancs.

Marco Travaglini

Arrampicata sportiva: Laval 2026, l’Europa del climbing si prepara alla sfida

16 azzurri a caccia dei titoli continentali, Fossali e Zurloni si presentano come Campione e vice Campione in carica

Dopo due lunghi anni di attesa, l’appuntamento con i World Climbing Europe Championship è finalmente tornato. A due anni dall’edizione di Villars 2024, Laval è pronta ad accogliere i migliori specialisti continentali della difficoltà e della velocità, in un weekend che promette spettacolo, adrenalina e grandi aspettative per i colori azzurri.

Sabato 29 e domenica 30 agosto, le pareti dell’Espace Mayenne di Laval saranno il teatro della sfida per i titoli europei, con i migliori climber del continente pronti a contendersi una delle medaglie più prestigiose della stagione.

L’Italia si presenta all’appuntamento con una squadra composta da 16 atleti: otto specialisti della Lead e otto sprinter, quattro uomini e quattro donne per ciascuna disciplina.

 

Lead, tra campioni affermati e giovani talenti

Nella specialità basata su corda, imbraghi, tenuta fisica e mentale saranno 63 gli atleti al via nella gara maschile, in una competizione che vedrà schierati alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale.

A guidare il parterre ci saranno il leggendario Adam Ondra e l’austriaco Jakob Schubert, altro mito dell’arrampicata, già due volte sul podio in questa stagione nelle World Climbing Series e attualmente settimo nella classifica generale. Attenzione anche allo sloveno Luka Potocar e al francese Sam Avezou, rispettivamente quarto e nono nel ranking di Coppa del Mondo.

L’Italia risponderà con il Campione Italiano Giovanni Placci, 11° nella classifica di World Climbing Series, e con il vice Campione Italiano Filip Schenk, 10° nel ranking mondiale e già 6° agli Europei di Villars 2024. A completare il quartetto azzurro saranno il vice Campione Italiano U21 Ernesto Placci e il Campione Italiano U19, nonché vice Campione Mondiale Giovanile, Andrea Ludovico Chelléris.

Anche la competizione femminile si preannuncia di altissimo livello. Saranno 57 le specialiste impegnate sulle pareti francesi, con l’austriaca Jessica Pilz e la britannica Erin McNeice, rispettivamente terza e quarta nel ranking di Coppa del Mondo, tra le principali candidate alla vittoria.

Da tenere d’occhio anche l’austriaca Deubler, l’ucraina Kazbekova e la spagnola Martinez Almendros, ai vertici del ranking di Coppa Europa Lead, oltre alla slovena Rekar e alla bulgara Toktova, sesta e settima nella classifica generale delle World Climbing Series.

Le speranze italiane saranno affidate a Savina Nicelli, vice Campionessa Italiana e vincitrice della Coppa Italia, a Ilaria Scolaris e Viola Battistella, rispettivamente argento e bronzo al Trial Nazionale e già protagoniste in diverse tappe delle World Climbing Series. Completerà la formazione Margherita Pernigotti, quarta al Campionato Italiano U19 e quarta anche in Coppa Europa Giovanile a Dornbirn.

Altro particolare da non dimenticare è che questi Campionati Europei fungono anche da terza e conclusiva tappa della World Climbing Series Europe Lead, e quindi saranno decretati anche i trionfatori di Coppa Europa: un podio cruciale all’interno di un appuntamento prestigioso, che raddoppia le emozioni.

 

Velocità, tutto si decide in pochi millesimi

Se la Lead richiede resistenza, tecnica e capacità di gestire la pressione fino all’ultimo movimento, nella Speed non c’è spazio per esitazioni: il titolo europeo si deciderà in una manciata di centesimi e millesimi.

Saranno 31 le atlete al via nella gara femminile. Il nome più atteso è quello della supercampionessa polacca Aleksandra Miroslaw, affiancata dalle connazionali Natalia e Aleksandra Kalucka, rispettivamente terza e quinta nel ranking delle World Climbing Series. Natalia Kalucka, inoltre, si presenta a Laval da Campionessa Europea in carica.

Tra le protagoniste annunciate anche l’ucraina Khalkevych, Campionessa Europea U19, quarta nel ranking di Coppa del Mondo e terza in quello di Coppa Europa, insieme alle connazionali Horielova e Tkachova, seconda e quarta nel ranking continentale. Completa il quadro la spagnola Martinez Vidal, attualmente al comando della classifica di Coppa Europa.

A difendere il tricolore saranno Giulia Randi, Beatrice Colli, Sara Strocchi e Agnese Fiorio. Randi arriva all’appuntamento particolarmente motivata dopo il record italiano e l’argento conquistato alle World Climbing Series di Chamonix. A Villars 2024 aveva già centrato uno storico bronzo europeo.

Colli, protagonista in questa stagione di due qualificazioni al tabellone finale di Coppa del Mondo, cercherà invece di compiere un ulteriore salto di qualità. Strocchi si presenta con il titolo di vice Campionessa Europea U19 e il nono posto ai Mondiali Giovanili, mentre Fiorio è Campionessa Europea U21 e Campionessa Italiana.

A contendersi il titolo di “più veloce d’Europa” saranno 33 velocisti, tra cui lo svizzero Gilles Meili, Campione Europeo U19, il francese Morel e l’ucraino Ilchyshyn, terzetto di punta del ranking di Coppa Europa, oltre allo spagnolo Noya Cardona, medaglia di bronzo agli Europei 2024.

A difendere i colori azzurri e a coltivare le speranze italiane saranno Ludovico Fossali e Matteo Zurloni, rispettivamente Campione e vice Campione Europeo in carica. Con loro ci saranno Francesco Ponzinibio, vice Campione Europeo U19, e Luca Robbiati, leader della classifica di Coppa Italia e ottavo nella tappa di World Climbing Series disputata a Cracovia.

 

PROGRAMMA DI GARA:

Sabato 29 agosto

Ore 8.00 qualifiche Lead

Ore 13.00 qualifiche Speed

Ore 19.00 finali Speed

 

Domenica 30 agosto

Ore 9.00 semifinali Lead

Ore 15.00 finali Lead

 

Non resta che seguire le finali in diretta streaming sul canale Youtube di World Climbing Europe, sostenendo a gran voce i nostri azzurri nelle salite e nelle run!

 

Per consultare il ranking di World Climbing Europe Series Lead: https://ifsc.results.info/rankings/cup/115

Agroalimentare, sport e territorio alla Fiera del Peperone di Carmagnola

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Un confronto sui nuovi progetti per il Piemonte

Domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino, Simona Riccio modererà l’incontro con Paolo Bongioanni e Fabrizio Galliati

Domenica 6 settembre 2026, alle ore 17.00, nell’ambito della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, in programma dal 28 agosto al 6 settembre, si terrà l’incontro “Agroalimentare, sport e territorio: nuovi progetti per il Piemonte”, presso il Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.

Il confronto sarà moderato da Simona Riccio, Founder Parla Con Me®, Agrifood Communication Strategist e LinkedIn Top Voice Italy, e vedrà la partecipazione di Paolo Bongioanni, Assessore regionale a Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca, Peste suina, Turismo, Sport e post-olimpico – Regione Piemonte, e di Fabrizio Galliati, Presidente del CAAT – Centro Agro Alimentare Torino.

L’appuntamento metterà al centro il legame tra agroalimentare, sport, giovani, corretti stili di vita e valorizzazione del territorio, con una riflessione sui nuovi progetti per il Piemonte e sul ruolo delle produzioni agroalimentari come strumenti di identità, benessere, educazione e sviluppo locale.

Parleremo di come le produzioni agroalimentari possano dialogare con sport, comunità locali e nuove generazioni, dentro una riflessione più ampia sul rapporto tra cibo, salute, qualità, corretti stili di vita e territorio.

Agroalimentare e sport non sono mondi distanti: entrambi parlano di energia, educazione, benessere, appartenenza e futuro. Entrambi possono contribuire a costruire una cultura più consapevole, capace di partire dai prodotti, dalle filiere e dalle comunità per arrivare alle persone.

“Il Piemonte ha un patrimonio agroalimentare straordinario, ma la sfida non è solo proteggerlo o promuoverlo. La sfida è inserirlo dentro nuove connessioni di valore, capaci di unire agricoltura, sport, giovani, salute, educazione e identità locale”, dichiara Simona Riccio.

Con Parla Con Me®, Simona Riccio porta alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola uno spazio di confronto in cui l’agroalimentare viene raccontato come sistema vivo, capace di dialogare con le trasformazioni sociali, culturali ed economiche del territorio.

Appuntamento domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.

Sta per tornare MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

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Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Un appello illiberale e antidemocratico

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il prof. Quaglieni

L’appello della solita congrega di intellettuali, scrittori, giuristi, docenti che si sono rivolti al Presidente della Repubblica contro il programma politico del generale Vannacci appare totalmente sbagliato, profondamente illiberale e persino antidemocratico.

Le idee di Vannacci vanno combattute sul piano del confronto delle opinioni e non in base alla norma transitoria che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.

Il delirio politico di Vannacci va combattuto sul piano politico e su quello elettorale, rivolgendosi agli elettori e non al Presidente della Repubblica. Le idee di Vannacci sono inaccettabili, ma non debbono essere combattute con la logica dello squadrismo rosso che ha avvelenato la nostra società creando un clima inquisitorio di tipo persino lessicale. La censura sulle idee è quanto di più odioso ci possa essere perché l’articolo 21 della nostra Costituzione garantisce la libertà di pensare e di divulgare le proprie idee.

Questo è il principio a cui richiamarsi, non certo a quello di vietare la circolazione delle idee, rivolgendosi al Presidente della Repubblica come se fosse un preside scolastico che decide la sospensione o l’espulsione di qualche allievo ribelle. I cittadini italiani, tutti i cittadini italiani, godono di diritti che nessuno può loro negare senza violare la Costituzione. I fascisti rossi non possono stravolgere le regole della democrazia liberale che forse non conoscono.

Vannacci ha pieno diritto di delirare. Saranno i cittadini elettori a decidere con il voto.

Altrimenti siamo paradossalmente al regime, in nome del rifiuto di un regime dittatoriale.

Non va data importanza al gruppuscolo di intellettuali che sognano la prigione per i loro avversari. Bisogna restare vigili contro tutti i possibili regimi che vogliono sopprimere le nostre libertà. Quindi contro Vannacci e chiunque altro voglia ridurre o annullare la libertà di opinione in Italia.

Immigrazione, al Santo Volto lo sportello attualmente operativo in via Ruffini 11

In relazione a recenti notizie di stampa concernenti l’apertura, il prossimo lunedì 31 agosto, dell’Ufficio Immigrazione presso la nuova sede del Santo Volto sita in via Val della Torre 3, la Questura di Torino precisa che aprirà al pubblico esclusivamente lo sportello attualmente operativo in via Ruffini 11.
 In particolare, presso questo sportello sarà possibile rivolgersi, anche senza appuntamento, per:
  • informazioni sulle pratiche di permesso di soggiorno pendenti;
  • integrazione documentale o presentazione eventuali memorie conseguenti alla comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10 bis L. 241/90;
  • appuntamenti per motivi familiari: fino a cessate esigenze, il servizio di appuntamenti per le richieste di permessi di soggiorno per motivi familiari sarà disponibile solo ed esclusivamente il giovedì pomeriggio.
Invece, esclusivamente previo appuntamento sull’agenda elettronica Prenota Facile, sarà possibile accedere allo sportello di via Val della Torre per:
  • presentazione delle istanze di permesso di soggiorno elettronico per protezione sussidiaria, protezione speciale, di conversione del permesso di soggiorno da protezione sussidiaria a motivi di lavoro subordinato/autonomo e per attesa ricorso pendente ex art. 35 del D.lgs 25/2008;
  • richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno cartaceo per richiesta asilo;
  • l’acquisizione dell’istanza per conseguimento documento di viaggio per rifugiati/apolidi e titolo di viaggio per stranieri.
Restano ancora operativi lo sportello di via Dorè, 3, ove vengono acquisite le richieste ordinarie di permesso di soggiorno previo appuntamento rilasciato da Poste Italiane, e lo sportello di via Botticelli, 116, per il ritiro materiale del permesso di soggiorno.
Il completo trasferimento presso la nuova sede del Santo Volto di questi due sportelli e degli altri uffici dell’Immigrazione si realizzerà, progressivamente, entro la fine dell’anno, con relativa tempestiva comunicazione all’utenza.