Il programma del 29 settembre a Torino, Circolo Ufficiali


Si svolgeranno a Ivrea da giovedì 24 a sabato 26 settembre i 2026 Paddle Europe Slalom Championships – campionati europei di canoa kayak – manifestazione che fa capo alla federazione europea Paddle Europe, rappresentata in Italia dalla Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK) che fa capo al CONI.
Il programma, insieme a tutti gli aspetti sportivi e tecnici della manifestazione, è stato presentato questa mattina a Torino in una conferenza stampa ospitata dalla Regione Piemonte, che ha visto la partecipazione dell’Assessore allo Sport della Regione Piemonte, del direttore tecnico della Federazione Italiana Canoa Kayak, dell’Assessore al Turismo della Città di Ivrea, del vice presidente della Camera di Commercio di Torino e del presidente dell’Ivrea Canoa Club, hosting organizing committee della manifestazione.
Era presente una delegazione della Nazionale italiana che rappresenterà i colori azzurri: hanno conversato con il pubblico il neo vincitore della World Cup 2026 in K1, Xabier Ferrazzi (Centro Sportivo Carabinieri), l’atleta di riferimento C1, Raffaello Ivaldi (Gruppo Sportivo Marina Militare) e le neocampionesse italiane Marta Bertoncelli (specialità C1, Centro Sportivo Carabinieri) e Stefanie Horn (specialità K1, Gruppo Sportivo Marina Militare), insieme al direttore tecnico canoa slalom della Federazione Italiana Canoa Kayak, Daniele Molmenti.
Sono attesi a Ivrea 184 atleti in rappresentanza di 28 nazioni, che gareggeranno nelle tre specialità della canoa slalom: kayak maschile e femminile (K1M e K1W), canadese maschile e femminile (C1M e C1F), kayak cross maschile e femminile (K1XM e K1XW). Sulle rapide della Dora Baltea allo Stadio della Canoa Città di Ivrea che, con una difficoltà di 4° grado su una scala di 6, si posiziona tra i canali più tecnici e impegnativi al mondo – unico situato in pieno centro città – gli atleti gareggeranno in tre giorni di gare ai massimi livelli di competitività, mettendo in mostra precisione, velocità e abilità tattiche frutto di mesi di preparazione.
La qualità delle gare si prospetta di livello assoluto, considerando che si tratta di discipline in cui quasi il 90 per cento degli atleti più forti al mondo è europeo. Grande attesa per le gare di kayak cross, disciplina che, dopo l’esordio olimpico a Parigi 2024, ha continuato a crescere nel numero di atleti che vi si dedicano e nel gradimento che riscuote presso il pubblico. I concorrenti gareggiano contemporaneamente a gruppi di quattro, su kayak di plastica uguali per tutti, scendendo il canale dopo essersi letteralmente tuffati giù da una rampa posta a oltre due metri sopra l’acqua.
La novità assoluta di questa edizione è che per la prima volta il titolo europeo sarà assegnato in notturna. Per questo l’impianto di illuminazione sul canale dello Stadio di Ivrea è stato adeguatamente potenziato con torri faro aggiuntive. L’appuntamento per le competizioni è a Ivrea in via Dora Baltea 1, da giovedì 24 settembre a partire dalle ore 9.
La manifestazione avrà un prologo mercoledì 23 alle ore 18 con la sfilata degli atleti e, a seguire, la Cerimonia di apertura presso lo Stadio della Canoa.
Le gare saranno trasmesse in diretta su Rai Sport.
I COMMENTI
Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte, e Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi
“Ivrea si conferma una grande capitale dello sport d’acqua dolce. Il Piemonte accoglie con grandissimo entusiasmo i campionati europei di canoa-kayak, un appuntamento che porta nel suggestivo scenario ai piedi della Serra e fra i siti olivettiani Patrimonio dell’UNESCO le eccellenze assolute della disciplina: vedere gareggiare tanti campioni da ogni angolo d’Europa proprio lungo il canale cittadino della Dora Baltea, che per la prima volta sarà suggestivamente illuminato per la finale in notturna, sarà un’occasione capace di regalare emozioni uniche e una vetrina internazionale per far conoscere sempre più il nostro territorio. Il Piemonte continua ad attrarre grandi manifestazioni sportive capaci di unire spettacolo agonistico, passione e valore turistico. Rivolgiamo un caloroso benvenuto a tutte le delegazioni e un grande incoraggiamento alla squadra italiana, pronta a far valere nelle sfide dei prossimi giorni i colori azzurri sulle orme del grande campione cinque volte medagliato olimpico Antonio Rossi, alla guida della Federazione Italiana”.
Antonio Rossi, presidente Federazione Italiana Canoa Kayak
“Arriviamo all’appuntamento degli Europei di Ivrea con grandi ambizioni, al termine di una stagione che ci ha regalato davvero forti emozioni e ottimi risultati. I nostri atleti sono stati protagonisti in tutte le competizioni e sono certo faranno il possibile per esserlo anche sulle acque di casa. Lo Stadio della Canoa di Ivrea è il luogo dove nel nostro immaginario collochiamo discipline magnifiche e avvincenti come la canoa slalom e il kayak cross e sono certo che il Comitato Organizzatore e l’Ivrea Canoa Club sapranno rendere questo evento indimenticabile. Sarà anche l’ennesima occasione in cui potremo dimostrare la capacità organizzativa del nostro movimento e del nostro Paese e confermare, ancora una volta, come la collaborazione con le istituzioni e il territorio sia fondamentale, a partite dal Comune fino all’imprescindibile sostegno della Regione Piemonte che ha sostenuto e sposato sin da subito questo progetto. Ivrea non è nuova ad appuntamenti di questo genere, ha ospitato in passato europei e coppe del mondo, mondiali giovanili e gare internazionali ma l’obiettivo, come nello sport, deve essere sempre quello di migliorare sé stessi. Faccio a tutti gli atleti un grosso in bocca al lupo, mentre ai nostri azzurri auguro di vivere, e farci vivere, grandi emozioni”.
Massimo Luigi Fresc, Assessore al Turismo Città di Ivrea
“Ospitare a Ivrea i Campionati Europei significa molto più che accogliere una competizione sportiva di altissimo livello. È un’occasione per raccontare una città che ha saputo costruire intorno alla Dora un luogo riconosciuto ben oltre i suoi confini, nel quale sport, paesaggio e spazio urbano convivono in modo unico.
L’arrivo di atleti da tutta Europa rappresenta un’opportunità importante per Ivrea e per il Canavese. Perché il valore di un grande evento non si misura soltanto nei giorni in cui accade, ma anche in ciò che lascia: la scoperta di un territorio, nuove relazioni e, forse, il desiderio di tornare. Come Amministrazione siamo orgogliosi di accompagnare questo appuntamento e ringraziamo l’Ivrea Canoa Club, la Federazione e tutti coloro che, con il loro lavoro, lo hanno reso possibile”.
Massimiliano Cipolletta, Presidente Camera di commercio di Torino
“Da tempo riteniamo che lo sport rappresenti un investimento strategico per l’economia locale. Con oltre 5.500 imprese, più di 12.700 addetti e una crescita del 20% nell’ultimo decennio, la filiera sportiva piemontese si conferma un comparto solido e in continua evoluzione. Numeri che testimoniano la vitalità di un settore dinamico, capace di generare valore e opportunità per il territorio. Siamo convinti dell’importanza di sostenere eventi sportivi come questo Campionato Europeo, che producono ricadute concrete sull’accoglienza, la ristorazione, il commercio e i servizi, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la visibilità internazionale del Piemonte. In questa occasione, inoltre, insieme a Turismo Torino e provincia promuoviamo i Maestri del Gusto, una consolidata rete di eccellenze enogastronomiche selezionate ogni due anni e recentemente nominate per il biennio 2027-2028. Gli eventi sportivi rappresentano infatti un’importante vetrina per far conoscere il meglio delle produzioni e delle competenze che il nostro territorio presenta”.
Matteo Magotti, Presidente Ivra Canoa Club, hosting organizing committee
“ L’Ivrea Canoa Club è orgoglioso di ospitare questi Campionati Europei e di affrontare una nuova sfida dopo anni di crescita e di esperienza nell’organizzazione di eventi internazionali. Dietro questa manifestazione c’è il lavoro di tutta la nostra comunità: oltre 150 volontari, tecnici, professionisti e soci che hanno messo a disposizione tempo, competenze e passione. È questo patrimonio umano, insieme allo Stadio della Canoa e al forte legame con la città, che rende possibile un evento di questa dimensione.
Soprattutto, vogliamo che questi Campionati rappresentino un’opportunità per far crescere la canoa. Portare a Ivrea i migliori atleti europei, avvicinare il pubblico a queste discipline e offrire ai nostri giovani nuovi modelli e nuove motivazioni significa investire nel futuro del nostro sport. L’obiettivo del Club è lasciare un’eredità che vada oltre l’evento: più persone che conoscono e praticano la canoa, maggiore entusiasmo tra i giovani e una comunità sportiva ancora più forte. Siamo orgogliosi che Ivrea possa essere, attraverso questi Campionati, un luogo di crescita per la canoa italiana ed europea”.
Candiolo (Torino), 18 settembre 2026 – Un Igloo di Mario Merz (Doppio igloo di Porto), con la sequenza di Fibonacci, davanti all’ingresso dell’INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. È il progetto con cui la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro celebra i suoi primi quarant’anni, realizzato insieme alla Fondazione Merz: un caso unico al mondo di arte contemporanea installata in modo permanente in un ospedale oncologico.
“Chi entra a Candiolo non smette di essere una persona per diventare un paziente”, dichiara Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. “In quarant’anni abbiamo costruito un istituto dove la ricerca e la cura raggiungono il livello più alto possibile. Ma la cura non è solo la terapia: è anche ciò che si vede uscendo da una visita, è il tempo dell’attesa, è lo sguardo di chi accompagna. Mario Merz è un artista che il mondo ha riconosciuto: i suoi numeri hanno percorso la spirale del Guggenheim di New York, le sue opere sono alla Tate Modern e al Centre Pompidou. L’arte in un luogo di cura non è un ornamento. È un modo di riconoscere che davanti a noi c’è una vita intera, non una malattia.”
“Siamo felici di affiancare la Fondazione Allegra Agnelli in questo anniversario, portando l’opera di Mario Merz in un luogo di speranza e cura come Candiolo”, dichiara Beatrice Merz, Presidente della Fondazione Merz. “L’Igloo e la sequenza di Fibonacci raccontano l’energia vitale della natura che si rinnova costantemente: con questo intervento crediamo che l’arte costituisca uno stimolo e offra sollievo, ricordandoci che la bellezza è essa stessa una parte fondamentale del benessere e della cura dell’uomo.”
“Con il Gruppo Building riteniamo da sempre importante integrare l’arte contemporanea nelle nostre architetture, convinti che la bellezza e l’armonia visiva siano elementi essenziali per rigenerare gli spazi e migliorare la qualità della vita di chi li abita”, dichiara Piero Boffa, Presidente del Gruppo Building.
“Aderire a questo progetto al fianco della Fondazione Allegra Agnelli e della Fondazione Merz è stata una scelta naturale: l’arte ha la capacità straordinaria di trasformare la percezione di un luogo, e portare l’opera di Mario Merz a Candiolo significa riconoscere alla bellezza un ruolo attivo nel percorso di cura, offrendo vitalità e accoglienza a chi attraversa un momento delicato.”
“In questi anni la collaborazione tra la Fondazione Allegra Agnelli e le Gallerie d’Italia ha generato una vera e propria partnership culturale, fondata sulla convinzione che bellezza e cura possano camminare fianco a fianco”, dichiara Antonio Carloni, Vicedirettore delle Gallerie d’Italia. “Attraverso la condivisione di progetti fotografici, il sostegno alle campagne Life is Pink e Life is Blu e le numerose iniziative speciali, abbiamo contribuito a portare momenti di conforto anche nei luoghi di particolare fragilità.”
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del Gruppo Building e alla collaborazione di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia.
L’iniziativa, nata da un’idea di Simone Battisti, sarà raccontata in un catalogo edito da Allemandi, che verrà presentato ad Artissima 2026.
Informazione promozionale
Quando l’ostacolo è arrivare in studio
Per molte persone il problema non è la terapia: è il tragitto. Dopo un intervento all’anca o al ginocchio, dopo una frattura, in presenza di difficoltà di equilibrio o di autonomia ridotta, ogni spostamento richiede un accompagnatore, un’auto e a volte scale senza ascensore. Il risultato, spesso, è che la riabilitazione parte tardi o si interrompe — proprio nelle settimane in cui sarebbe più utile. La fisioterapia a domicilio serve a rimuovere questo ostacolo: è il fisioterapista a spostarsi, con il lettino portatile e l’attrezzatura necessaria.
Le situazioni in cui funziona davvero
Non è una fisioterapia di serie B
Lo studio randomizzato HIHO, pubblicato su JAMA nel 2017, ha confrontato due percorsi dopo una protesi di ginocchio non complicata: dieci giorni di riabilitazione in degenza seguiti dal programma a casa, oppure il solo programma domiciliare monitorato. A sei mesi non sono emerse differenze significative nella mobilità, nella funzione del ginocchio e nella qualità della vita. Le linee guida NICE sulla frattura di femore (CG124) insistono sulla mobilizzazione il giorno successivo all’intervento e sulla continuità del percorso riabilitativo anche dopo la dimissione; quelle sulla prevenzione delle cadute (NG249, 2025) raccomandano programmi di esercizio progressivo su forza ed equilibrio e la valutazione dei rischi dell’ambiente domestico con strumenti validati. Esercizio e messa in sicurezza della casa sono, per definizione, due cose che a domicilio si fanno meglio che altrove: si lavora sulle scale, sul letto e sul bagno veri.
Prima però serve il medico
Il punto di partenza è sempre la diagnosi: l’inquadramento della causa spetta al medico — di norma il fisiatra o lo specialista che ha seguito l’intervento — che definisce il piano riabilitativo ed esclude le condizioni che richiedono altri accertamenti. Su quella base il fisioterapista esegue la valutazione funzionale e imposta il trattamento, in coordinamento con lo specialista. Alcuni sintomi, poi, richiedono un contatto medico immediato e non un appuntamento di fisioterapia: perdita del controllo di vescica o intestino, deficit di forza che peggiora, dolore notturno persistente, febbre o calo di peso inspiegato, gonfiore e calore acuti al polpaccio dopo un periodo di immobilità, improvvisa difficoltà a parlare, vedere o muovere un lato del corpo.
Come si svolge una seduta a casa
Servono due metri per due di spazio libero: il fisioterapista porta lettino, elastici e apparecchi e, quando è utile, lascia in noleggio la magnetoterapia con le istruzioni per l’uso. A Torino e nella prima cintura — Collegno, Grugliasco, Rivoli, Venaria Reale, Borgaro, Settimo, San Mauro, Moncalieri, Nichelino, Beinasco — lo spostamento è compreso nel prezzo; le sedute si svolgono dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 20, e durano circa un’ora. Con diverse compagnie assicurative la convenzione è diretta, senza anticipo, e la fattura resta detraibile come spesa sanitaria. Tariffe e modalità di pagamento sono pubblicate in chiaro sulla pagina di approfondimento del sito.
Quando invece conviene venire in studio
A casa non c’è la palestra. Quando il percorso ha bisogno di progressioni di carico, macchinari o rieducazione con attrezzi — tipicamente dalla fase intermedia in avanti, o negli infortuni sportivi — lo studio offre più possibilità. Molti percorsi cominciano quindi a domicilio e si spostano in sede appena la persona è in grado di muoversi, e dirlo con chiarezza fa parte del lavoro. Equilibrium segue le terapie a domicilio con un team di oltre venticinque fisioterapisti e tre sedi, tra Torino, Collegno e Venaria Reale.
Un caso reale
Una paziente di 74 anni è stata dimessa a casa dopo l’intervento per una frattura di femore, in un appartamento al secondo piano senza ascensore. Il percorso a domicilio, impostato sul piano riabilitativo dello specialista, ha unito mobilizzazione, recupero progressivo della forza, esercizi di equilibrio e la messa in sicurezza degli spostamenti in casa, bagno compreso. Dopo alcune settimane ha ripreso a camminare con il bastone in autonomia e ha proseguito la riabilitazione in studio, dove ha potuto lavorare sul carico con gli attrezzi.
Domande frequenti
Serve la prescrizione del medico?
La diagnosi medica è necessaria: il fisioterapista non la formula né la sostituisce, e lavora su un quadro già definito dal medico. Quando il percorso lo richiede serve anche il piano riabilitativo dello specialista, di norma il fisiatra.
Quanto si aspetta per la prima seduta?
Dipende dalla zona e dalla disponibilità dei fisioterapisti in quel momento: si verifica con una telefonata o una mail, con risposta entro 24 ore lavorative.
Quante sedute servono?
Non è possibile dirlo prima della valutazione. Nei post-operatori semplici si ragiona di solito su cicli di alcune settimane, con verifiche periodiche: il percorso si definisce dopo la prima seduta, quando la valutazione funzionale dice da dove si parte.
Curarsi a casa, quando uscire di casa è il problema
Se lo spostamento è l’ostacolo principale, la riabilitazione può iniziare in casa e proseguire in studio quando la persona è pronta.
Approfondisci qui: equilibrium-mole.eu/fisioterapia-a-domicilio-torino/
Informazioni e appuntamenti: 379 145 7584 — info@equilibrium-mole.eu — lunedì–venerdì 9:00–20:00

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: Buhagiar MA, Naylor JM, Harris IA et al., «Effect of Inpatient Rehabilitation vs a Monitored Home-Based Program on Mobility in Patients With Total Knee Arthroplasty: The HIHO Randomized Clinical Trial», JAMA 2017;317(10):1037–1046; NICE, «Hip fracture: management» (CG124, 2011, aggiornata); NICE, «Falls: assessment and prevention in older people and in people 50 and over at higher risk» (NG249, 2025).
Sabato 19 settembre, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, il Comune di Vinovo organizza una giornata speciale e totalmente gratuita con il sostegno della Fondazione CRT nell’ambito del programma “Eventi For All”, con la collaborazione dell’Ippodromo di Vinovo e delle associazioni, da Campioni ASD Aps e le Terre di Wendy.
L’evento, che ha inizio alle ore 10 all’Ippodromo di Vinovo, in via Stupinigi 167, vedrà un percorso a tappe che include diverse location ed altri momenti educativi dedicati non solo ai portatori di disabilità e alle loro famiglie, ma anche a chi voglia conoscere meglio il territorio di Vinovo e il mondo del cavallo. A unire diversi punti d’interesse è una navetta messa a disposizione dal Comune di Vinovo con orario dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17. In Ippodromo si parte con l’interazione insieme allo staff di Scuderie da Campioni, il progetto innovativo e audace dedicato a ragazzi con disabilita cognitive, che possono trasformare l’amore per i cavalli in una eccezionale opportunità di crescita e socializzazione. Il team di istruttori ippici con formazione in ippoterapia e gli operatori sociosanitari, guidati dal presidente Luca Negro, spiegheranno come curare un cavallo stimoli l’organizzazione e la fiducia in sé stessi. Nell’area verde, a ridosso della pista dell’Ippodromo, i presenti saranno coinvolti nelle proposte dell’associazione: dall’interazione con particolare sensoriale allo spostamento di paglia e fieno, dalla gestione di un box alla spiegazione di come legare al cavallo la ghighetta, ossia il calesse utilizzato per l’allenamento dei cavalli da trotto. Terminato il primo approccio al mondo ippico, i partecipanti potranno spostarsi a piedi verso al seconda tappa, allestita presso l’area verde recintata antistante l’ingresso all’Ippodromo, a cure de Le Terre di Wendy, associazione nata nel 2019 per proporre interventi assistiti, ludici e terapeutici con il cavallo. L’equipe, formata da psicologi, educatori, fisioterapisti e coadiutori del cavallo, proporrà attività di contatto con il cavallo a piccoli, ragazzi e adulti portatori di disabilità, dalla cura e la pulizia dell’animale alla conduzione a mano, fino alla salita a cavallo.
La terza tappa sarà allestita presso la cascina Vico Manino, storica cascina situata all’interno del territorio nel Parco di Stupinigi, grazie alla preziosa collaborazione con l’Ente di Gestione delle aree protette dei Parchi Reali. Qui, con l’ausili dello staff de Le Terre di Wendy, sarà possibile vivere l’esperienza di salire in una vera carrozza.
Dalle 13 alle 14.30, durante la pausa pranzo, si potrà vivere in allegria e convivialità presso il ristorante L’Alfiere all’interno dell’Ippodromo, con un’offerta molto varia. Con un menù in stile bistrot, con l’impiego di materie prime a km 0, si potranno gustare dai panini d’autore agli antipasti fino alla pizza e a una deliziosa proposta di dolci fatti in casa. Durante il pomeriggio, dalle ore 15, l’Ippodromo si animerà ulteriormente con le corse valide come batterie di qualificazione per il Derby del Trotto e delle Oaks, l’evento internazionale che avrà luogo domenica 11 ottobre sempre a Vinovo. Dopo 98 anni di permanenza a Roma, Torino e la Regione Piemonte ospiteranno per la prima volta la corsa europa più importante dell’anno.
“Grazie al sostegno di Fondazione CRT – spiega l’assessora a Turismo, Promozione del Territorio e Grandi Eventi per il Comune di Vinovo, Elena Giordano – nasce un percorso integrato che abbatte le barriere attraverso le attività equestri, la natura e il patrimonio del territorio. Trasformare la storica tradizione equestre in un motore di inclusione sociale, accessibilità e partecipazione comunitaria, è l’obiettivo di questa giornata speciale. L’evento rappresenta uno dei primi nodi tangibili della più ampia strategia territoriale che l’amministrazione comunale di Vinovo sta sviluppando, seguendo una visione per la quale il cavallo non è considerato settore a sé stante, ma una filiera viva e integrata, capace di generare benessere sociale, turismo sostenibile e nuove opportunità”.
In caso di maltempo la manifestazione verrà rimandata a sabato 26 settembre
Mara Martellotta
Dal 18 settembre al 13 dicembre l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ospita la World Press Photo Exhibition 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al fotogiornalismo. Per il decimo anno consecutivo la mostra fa tappa nel capoluogo piemontese, negli spazi dell’ipogeo della Rotonda del Talucchi, in via Accademia Albertina 6.
In esposizione 144 fotografie, selezionate tra oltre 57 mila immagini presentate da 3.747 fotografi di 141 Paesi. Attraverso gli scatti premiati nella 69ª edizione del concorso emerge un racconto per immagini del nostro tempo: dalle guerre alle migrazioni, dalla crisi climatica alle battaglie per i diritti, fino alle storie più intime di malattia, lutto, sopravvivenza e trasformazioni sociali.
La World Press Photo of the Year 2026 è stata assegnata alla fotografa statunitense Carol Guzy per Separated by ICE, immagine realizzata per ZUMA Press e pubblicata dal Miami Herald. Lo scatto documenta il momento in cui una famiglia ecuadoriana viene separata dopo l’arresto del padre da parte degli agenti dell’immigrazione in un tribunale federale di New York.
Tra i premiati figura anche l’italiana Chantal Pinzi, con il progetto Farīsāt: Gunpowder’s Daughters, dedicato alle donne marocchine che si stanno facendo spazio in una tradizione equestre storicamente riservata agli uomini.
La tappa torinese è organizzata da Cime, Brand Ambassador italiano della World Press Photo Foundation, con il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana. Alla mostra sarà affiancato un calendario di incontri: il primo è previsto venerdì 25 settembre alle 17.30 con il fotografo Pablo E. Piovano, autore di un progetto sulle conseguenze dell’utilizzo intensivo di prodotti agrochimici nelle campagne argentine.
L’esposizione apre venerdì 18 settembre alle 16 e sarà visitabile fino al 13 dicembre. Dal lunedì al venerdì l’orario è 10-20, mentre sabato e domenica 10-21. Il biglietto intero costa 13,50 euro, con diverse formule ridotte e ingresso gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei e per i bambini fino a 5 anni.
Il cuore del Monferrato torna a pulsare con gusto e convivialità per la 65ª edizione della Festa del Vino del Monferrato – Cucine in Piazza, uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi della regione, che animerà Casale Monferrato (Al) dal 18 al 20 e dal 25 al 27 settembre. La manifestazione, che coinvolge il centro cittadino e trova il suo cuore nella suggestiva cornice di Piazza Castello – Mercato Pavia, celebra la tradizione vinicola e gastronomica del territorio, con 31 Pro Loco, oltre 100 ricette della tradizione, 30 produttori di vino e più di 100 etichette.
Leggi l’articol su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/festa-del-vino-del-monferrato-sapori-cultura-e-cucine-piazza
Da venerdì 18 fino a domenica 20 settembre, a Torino, nella sede di Paideia di via Moncalvo 1 e in piazza Arbarello, si terrà il Festival “Insieme” di Paideia, dedicato al mondo della disabilità. Da trent’anni Fondazione Paideia, oltre al supporto diretto alle famiglie con bambini e bambine portatori di disabilità, si impegna nel fare cultura a riguardo per contribuire alla costruzione di una società attenta ai bisogni di tutti.
Il festival di Paideia è stato immaginato come un’occasione dedicata alla cittadinanza per raccontare storie, condividere strumenti, individuare bisogni e sfide emergenti coinvolgendo genitori e famigliari di piccoli portatori di disabilità, istituzioni, docenti, giornalisti, scrittori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport.
L’inaugurazione avverrà oggi alle 18.30, presso il Centro Paideia, con un incontro di Fabrizio Acanfora, scrittore attivista che dialogherà con Rosa Bellacicco, docente di pedagogia inclusiva al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. Si parlerà di cosa sia l’abilismo e da dove nasca l’idea che esistano un corpo e una mente abili e cosa accada a chi se ne allontana. L’incontro esplora l’abilismo come sistema che misura il valore delle persone sulla loro aderenza e un’ideale di mente, sensi e modalità relazionali normali, un sistema che può manifestarsi in forme ostili o apertamente discriminatorie, ma anche ambivalenti, paternalistiche e benevole, che sono le più difficili da riconoscere perché si presentano come ammirazione e protezione.
In dialogo con il pubblico, si rifletterà su come il linguaggio, le pratiche e le narrazioni quotidiane costruiscono un’immagine non sempre realistica della disabilità. Dalle 15 alle 18 saranno tenuti al Centro Paideia workshop dal titolo “Progetti di vita tra aspettative e possibilità concrete”, “Raccontare la disabilità a scuola”, “Il coinvolgimento dei genitori dalla stanza di terapia agli ambienti di vita”. I saluti istituzionali saranno sabato 19 settembre, alle ore 10, in piazza Arbarello, con l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, la vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro, e Fabrizio Serra, segretario generale della Fondazione Paideia. Condurrà l’incontro Mary Cacciola, conduttrice di Radio Capital.
Seguiranno, alle 10.30, un incontro dal titolo “Contare per essere roconosciuti”, alle 11 una conferenza su “Caregiver tra palco e realtà”, per proseguire nel pomeriggio in piazza Arbarello con l’incontro, alle 15, dal titolo “Adattarsi, riflessione a partire dal romanzo omonimo della scrittrice francese Clara Dupont-Monod, che accompagna il pubblico dentro la storia di una famiglia attraversata dalla nascita di un bambino con disabilità e dai cambiamenti profondi legati a questa esperienza. Alle ore 16 l’incontro dal titolo “Coppia mista”, seguito alle 17.30 dalla conferenza “Terrestri ribelli”, in cui Eugenio Finardi, cantautore, a partire dalla sua esperienza di padre, dialoga con la radio conduttrice Mary Cacciola.
Domenica 20 settembre, la mattina inizierà con un momento dedicato al corpo, alla mente e alla solidarietà: “Pilates solidale” è una lezione aperta a tutti, un’occasione e di movimento, equilibrio e consapevolezza. La partecipazione è a donazione libera, a favore di Fondazione Paideia. Alle ore 10 il laboratorio artistico partecipativo dedicato a bambini, bambini e adulti, dal titolo “Il mondo è tuo”, curato da Roberta Rossetti, illustratrice, e Lorenzo Naia, autore, dove attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, del corpo e della costruzione collettiva, i partecipanti sono invitati a riflettere sul valore dell’identità, della pluralità e della convivenza. Alle 11.30, Alessandra Racca, poeta e formatrice, condurrà il seminario intitolato “Poesia con tutto il corpo”. Nel pomeriggio “Le fiabe inarrestabili”, alle 15.30, a cura della Fondazione TRG, con Selene Baiano e Simone Valentino. Alle 17, l’attore di standup comedy, Emanuele Tumulo, interverrà con “Troppo trip”, un intervento a metà strada tra il monologo comico e un’allucinazione psichedelica. A chiudere sarà l’intervento di Arturo Brachetti, trasformista, attore e illusionista che dialogherà con Mary Cacciola, nell’incontro “La meraviglia di diventare altro”.
Nel weekend sarà allestito uno spazio pensato per gustare uno snack veloce, scegliere uno dei menù proposti per il pranzo e condividere momenti all’aria aperta, grazie alla partnership tra Fondazione Paideia e Cooperativa Sociale Agricola Settimo Miglio.
Mara Martellotta
Sabato 19 settembre l’offerta di MiTO SettembreMusica è piuttosto ampia: alle ore 17.30, al teatro Vittoria, verranno eseguiti i “Canticles” di Benjamin Britten, da lui inventati come epiccoli drammi spirituali intensi e fuori da ogni schema. Al pianoforte Brian Zeger, mezzosoprano Kelsey Lauritano, tenore Matthew Swensen, al corno Debora Maffeis.
Secondo appuntamento alle ore 20, presso l’auditorium Agnelli del Lingotto, con l’Orchestra Sinfonica di Milano che seguirà, di Ärvo Part, il “Cantus in memoria of Benjamin Britten”; di Britten la “Serenade op.31” per tenore, corno e archi, e di Kurt Weill la “Sinfonia n.2”. Il tenore è Levy Sekgapane, corno e direttore Alessio Allegrini. L’Orchestra Sinfonica di Milano è stata fondata nel 1993 ed è riconosciuta come una delle più prestigiose orchestre italiane.
Nel programma di “MiTo per la Città”, nella basilica di Maria Ausiliatrice, alle 20.30, i Piccoli Cantori di Torino, che si esibiranno in “Cronache di tournée”, con musiche dalla Catalogna al Sud Africa, con Gianfranco Montalto al pianoforte, Andrea De Vecchi alle percussioni, Julio Fortunato alla chitarra e Elisa Del Corso alla direzione.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Mara Martellotta