William Jourdan è stato eletto nuovo moderatore della Tavola valdese nelle votazioni nell’ultimo giorno del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi a Torre Pellice. Il pastore piemontese subentra alla diacona Alessandra Trotta, giunta a conclusione del suo settennato.La Tavola valdese è composta da sette membri e rappresenta le chiese metodiste e valdesi nei rapporti con lo Stato e con le organizzazioni ecumeniche.
Il tribunale di Torino, attraverso una sentenza del 20 agosto, impone a Glovo di garantire al rider “calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle varie condizioni climatiche (estate-inverno-pioggia), un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici” E inoltre i dispositivi per le alte temperature: cappello con visiera, occhiali da sole con filtri Uv, crema solare a fattore protettivo superiore a 30, sali minerali idrosolubili, borraccia termica e acqua.
Una mostra al castello di Rivoli, alla Fondazione Merz e alla GAM
Castello di Rivoli, Museo d’arte Contemporanea, Fondazione Merz e GAM, Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea, si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti che celebra il centenario della nascita di Marisa Merz, realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Concepita per ripercorrere opera ed eredità dell’artista nata a Torino il 23 maggio 1926, la mostra dal titolo “Marisa Merz – la danza delle ore” rappresenta una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondità.
L’esposizione riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua ad essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo.
I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire diversi aspetti quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico.
Nell’insieme la mostra vuole rendere conto della continua trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita ad un’opera d’arte sempre aperta.
L’esposizione al castello di Rivoli, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, rappresenta l’occasione per ricostruire e proporre al pubblico l’installazione intitolata “E il naufragar m’è dolce in questo mare”, un importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo, per poi farne una nuova versione lo stesso anno alla 39esima Biennale Arti Visive di Venezia. L’installazione, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del castello di Rivoli, costituirà il fulcro espositivo da cui si dirameranno visioni metafisiche, rivelando il reale, oltre le sue apparenze sensibili. La mostra invita inoltre alcune artiste che proseguono nella pratica e nella visione che sono state di Marisa a partecipare alla retrospettiva.
“Il centenario della nascita di Marisa Merz rappresenta un’occasione straordinaria per celebrare una delle figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale e, al tempo stesso, per raccontare la capacità da parte del Piemonte di fare sistema – precisa l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chirelli – Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono competenze, patrimonio e visione in un progetto culturale di altissimo profilo che conferma Torino e il Piemonte come punto di riferimento nel panorama artistico europeo. Investire nella cultura significa valorizzare la nostra identità, rafforzare l’attrattività del territorio e creare nuove opportunità di crescita, conoscenza e partecipazione per la comunità. Marisa Merz appartiene alla storia dell’arte mondiale, ma le sue radici torinesi rappresentano un patrimonio che il Piemonte ha il dovere e l’orgoglio di custodire e promuovere”.
“Questo progetto espositivo testimonia lo speciale spirito collaborativo che anima le istituzioni torinesi dell’arte contemporanea – ha spiegato, Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino – Questa congiuntura rappresenta una vera e propria marcia in più che permette alla città di celebrare degnamente nel suo centenario un’artista donna che ha avuto un impatto radicale sulla storia dell’arte italiana e internazionale. La città di Torino è grata anche per la lungimiranza da parte della Fondazione Crt che ha sposato questo progetto e questa attitudine di sistema integrato “.
Al castello di Rivoli la mostra è curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, alla Fondazione Merz da Beatrice Merz e Sébastien Delot, alla GAM da Chiara Bertola e Chiara Parisi.
Le tre sedi costituiscono un racconto unitario e polifonico, capace di restituire la continua evoluzione dell’opera di Marisa Merz e la sua attualità nel panorama artistico contemporaneo.
La mostra aprirà i battenti il 29 ottobre prossimo e sarà aperta fino al 4 aprile 2027 e si configura come una retrospettiva senza precedenti.
Castello di Rivoli Museo di Arte Contempornea
Piazza Mafalda di Savoia Rivoli (Torino)
Orari da mercoledì a venerdì dalle ore 10 alle 17
Sabato, domenica e festività dalle ore 11 alle ore 18
Fondazione Merz
Via Limone 24 , Torino
Orari da martedì a domenica dalle ore 11 alle ore 19
GAM
Via Magenta 31
Orari da martedì a domenica , dalle 10 alle 18.
Lunedì chiuso.
Mara Martellotta
Inviato dall’app Tiscali Mail.
Al Museo diretto da Guido Folco giovedì 3 settembre doppia inaugurazione delle mostre “Between Worlds” e “Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al Contemporaneo”
Ritorna la grande arte internazionale al Museo MIIT di Torino con l’esposizione “Between Worlds’ 2026 Edition International Eco-Art Exhibition, a cura di Hongjie Wang , direttamente dal Vienna International Centre delle Nazioni Unite, dove è stata presentata lo scorso agosto nell’ambito dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite.
“Between Worlds’ rappresenta un progetto espositivo internazionale dedicato all’Eco-Art , alle pratiche artistiche contemporanee e allo scambio culturale tra artisti provenienti da diversi Paesi e contesti culturali, volto a favorire la circolazione delle idee e la conoscenza reciproca.
La mostra presenta opere realizzate attraverso diversi linguaggi, tra cui pittura, scultura, fotografia, video, installazione e arte digitale.
L’ecologia viene affrontata in una ampia prospettiva, considerando non solo la relazione e con l’ambiente naturale, ma anche le trasformazioni degli spazi urbani, la qualità della vita, il rapporto tra qualità e territorio, la tutela degli ecosistemi e le nuove relazioni tra cultura, tecnologia e società.
Il titolo ‘Between Worlds’ nasce dall’idea che il mondo contemporaneo non sia costituito da realtà separate, ma da relazioni e interazioni continue tra persone, culture, territori e forme di conoscenza.
Il “tra” diventa così uno spazio di territorio di dialogo tra persone e culture, tra tradizione e contemporaneità, tra individuo e comunità, tra cultura locale e dimensione internazionale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, promuovendo, attraverso l’arte, il dialogo sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale.
La prima tappa internazionale di ‘Between Worlds’ si è svolta il 3 agosto 2026 presso il Vienna International Centre delle Nazioni Unite. Dopo la tappa di Vienna, che ha suscitato interesse e un riscontro positivo, la mostra approda ora al museo MIIT.
Per la tappa di Torino sono stati selezionati venti artisti tra giovani autori e artisti con una consolidata esperienza professionale, caratterizzati da differenti generazioni e percorsi artistici, tra i quali Chen Zhichu, Cristina Wang, Chiara Galliano, Elena Santoro, Flavio Gentile, Giuliano Grattini, Leah Chan, Letizia Caruzzo, Liu Yining, Luo Guangyi, Mintoy, Nadia Pelà, Raffaele Passariello, Roberto Raminez Anchique, Ross Casceglia, Simona di Senna, Silvia Armenio, Wu Cheng Hung, Yang Chuting, Yao Zhuoyuan.
L’inaugurazione si terrà il 3 settembre dalle ore 18 presso il Museo MIIT in corso Cairoli 4 a Torino
Orario visite dal martedì al sabato 15.30-19.30.
Info 0118129776
Dopo il successo riscontrato dalla mostra “Una rosa per Torino” dello scorso luglio, dedicata alle interpretazioni artistiche di Lady Oscar, fa ritorno al museo MIIT il fumetto con la mostra intitolata “Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al contemporaneo “.
Si tratta della prosecuzione della esposizione da poco conclusa, aperta, però, ad un altro personaggio iconico Candy Candy e alle rappresentazioni tra manga, anime, e fumetto di autori contemporanei.
Sabato 12 settembre, dalle ore 15, per gli appassionati si terrà la proiezione del fan film de “I giocolieri delle stelle” di Viareggio, dedicato a Candy Candy, “Quando il sorriso incontra il coraggio”, per la regia di Yatta e animazione in costume.
L’evento prosegue la collaborazione tra il museo MIIT in corso Cairoli 4, il progetto di aggregazione artisti del mondo no profit Virtual Art Workshop Social Group e l’associazione di volontariato no profit ‘Le tenere piume’ ETS ODV. Alla mostra sarà presente anche la scrittrice di libri fantasy Elena Romanello.
Inaugurazione giovedì 3 settembre dalle ore 18 presso il Museo MIIT , in corso Cairoli 4 a Torino
Orario visite dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30.
Info 011/8129776
Mara Martellotta
Campo largo, vocazione stretta
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Campo largo, vocazione stretta: troppi leader, nessuna linea
SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Torino si lascia scoprire poco alla volta quasi con pudore come se non volesse mostrare subito tutta la propria ricchezza e questa caratteristica si riflette anche nella sua architettura che a prima vista appare composta ordinata quasi severa ma che in realtà custodisce al suo interno una sorprendente profondità di dettagli e invenzioni soprattutto nel periodo barocco quando la città si trasforma seguendo un’idea precisa di eleganza controllata senza mai cedere completamente all’eccesso visivo che invece caratterizza altre città italiane il barocco torinese infatti non urla ma sussurra non invade lo spazio ma lo misura creando un equilibrio tra pieni e vuoti tra luce e ombra che rende l’esperienza visiva più intima quasi raccolta
Un barocco che si rivela oltre le facciate
A differenza di quello romano dove le facciate sono spesso scenografiche mosse ricche di decorazioni che vogliono stupire immediatamente chi osserva a Torino si nota una scelta diversa gli edifici mantengono verso l’esterno una certa sobrietà con linee pulite e proporzioni rigorose quasi a voler rispettare un ordine urbano ben definito ma è entrando che si scopre il vero carattere di questo stile gli interni si aprono in giochi di curve cupole ardite decorazioni che sorprendono proprio perché non anticipate dall’esterno è come se la città avesse deciso di custodire la propria bellezza più intensa per chi è disposto a fermarsi ad attraversare le soglie a guardare oltre la superficie questa doppia anima crea un dialogo continuo tra apparenza e sostanza tra disciplina e libertà espressiva
Geometrie e prospettive: la firma torinese
Un altro elemento distintivo dell’architettura torinese è l’attenzione quasi matematica alla disposizione degli spazi le piazze le strade i portici tutto sembra rispondere a un disegno unitario dove ogni elemento trova il proprio posto con precisione questa visione urbanistica si lega al potere e all’idea di capitale che Torino ha rappresentato per lungo tempo ma allo stesso tempo lascia spazio a soluzioni architettoniche sorprendenti come scale che si avvolgono su se stesse giochi prospettici che guidano lo sguardo e creano illusioni di profondità il risultato è una città che non si limita a essere osservata ma che invita a essere percorsa vissuta passo dopo passo perché ogni angolo può rivelare qualcosa di inatteso
In questo equilibrio tra rigore esterno e ricchezza interna tra ordine e invenzione Torino costruisce la propria identità architettonica distinguendosi da altre realtà italiane senza bisogno di competere sul piano dello sfarzo immediato ma scegliendo piuttosto una via più silenziosa e forse proprio per questo più duratura capace di affascinare chi sa coglierne le sfumature e di lasciare un’impressione che cresce nel tempo senza esaurirsi in un solo sguardo.
NOEMI GARIANO

E’ ricoverato da tre settimane in terapia intensiva a Sharm El Sheikh. Il piccolo Younes di sei anni e mezzo e’ in ospedale dopo un incidente avvenuto nella piscina dell’hotel durante una vacanza con la famiglia, quando ha battuto la testa. Il bimbo abita a Brandizzo ed è cittadino italiano. Ora è in coma farmacologico, ma potrebbe tornare in Italia. I costi del volo sanitario sono però elevati: tra 60mila e 80mila euro. Il padre del bambino ha lanciato un appello.
“Per me, in tutto il mondo, non esiste un villaggio comparabile con questo. Qui ho vissuto gli anni più belli della mia infanzia…”. Così il regista Jean Renoir descriveva il suo rapporto con Essoyes, paesino dello Champagne situato nel dipartimento dell’Aube nella regione francese del Grand Est. Era lì che i genitori Aline e Pierre-Auguste Renoir, uno dei più famosi pittori impressionisti, acquistarono nel 1896 una casa nella quale, per 30 anni, insieme ai loro figli Pierre, Jean e Claude, trascorsero lunghe estati. Essoyes non è solo il “village des Renoir” perché vi nacque anche Auguste Heriot, fondatore del Grands Magasins du Louvre, diventato l’eroe di Au bonheur des dames, l’undicesimo romanzo di Émile Zola appartenente al ciclo dei Rougon-Macquart. Ancora oggi poche centinaia di persone vi dimorano in un ambiente di semplice bellezza che trasmette pace e di tranquillità tra boschi, vigne e graziose case a graticcio sulle sponde del fiume Ource.

E tra queste, in una graziosa casa circondata da vigneti a perdita d’occhio, vive anche madame Jacqueline Grenouille con il suo piccolo yorkshire terrier di nome Dantès. Ogni mattina, al sorgere del sole, il piccolo animale accompagna Jacqueline nei suoi giri tra le vigne dove i grappoli hanno ciascuno il proprio ruolo, dallo chardonnay con la sua finezza e l’eleganza al pinot nero celebre per la struttura e gli aromi fino al pinot meunier, apprezzato per ricchezza e complessità aromatica. Insieme osservano le viti cariche di grappoli d’uva, pronte per essere raccolte e Dantès non perde occasione per annusare con curiosità l’aria profumata dai densi aromi fruttati. Un giorno, mentre correva tra i filari, lo yorkshire si imbatté in qualcosa di insolito. C’era un piccolo scoiattolo che sembrava avesse bisogno di aiuto. Il povero animale era rimasto impigliato in un ramo e non riusciva a liberarsi. Dantès si avvicinò e con le sue piccole zampe, in uno slancio generoso, cercò di spostare il ramo. Dopo alcuni tentativi riuscì a liberare lo scoiattolo che scattò via come un fulmine. Il piccolo terrier non si era accorto che Jaqueline lo stava osservando, sorridendo. “Sei davvero un cane generoso e altruista. Bravo!” esclamò, accarezzandolo. Lui, felice e orgoglioso, scodinzolò.

Ma il giorno seguente, mentre girovagavano tra i vigneti, accadde qualcosa di imprevisto. Un temporale improvviso si abbatté sulla regione, e i fulmini illuminarono il cielo. Jaqueline, preoccupata per i possibili danni alle viti, decise di rientrare a casa osservando il cielo carico di nubi gonfie di pioggia. Dantès non riusciva a smettere di pensare allo scoiattolo e per nulla intimorito dall’inizio dell’acquazzone si allontanò dalla sua padrona e corse verso il boschetto dove aveva incontrato lo scoiattolo. Con grande determinazione si fece strada tra i rami bagnati e le pozzanghere finché non raggiunse l’albero cavo dove di era rifugiato l’animaletto dal mantello bruno rossastro. Lo scoiattolo era lì, spaventato e tremante. Scodinzolava per segnalare un pericolo mentre dal cielo, dopo le saette e il brontolio dei tuoni, pioveva ormai a dirotto. Dantès si avvicinò e abbaiando cercò a modo suo di rincuorarlo. Assecondando il proprio intuito l’animale comprese che poteva considerare quel cagnetto come un amico e si sentì subito in qualche modo rinfrancato e protetto.

Dantès si riparò sotto l’albero ed entrambi attesero che il temporale si allontanasse. Adagio adagio la pioggia iniziò ad essere sempre meno forte e tra i rami le ultime gocce luccicanti lasciarono il posto ai primi raggi del sole che illuminarono la vegetazione. A quel punto i due animali lasciarono il loro rifugio e, in segno di gratitudine, il piccolo roditore decise di accompagnare Dantès fino a casa dove lo scoiattolo venne accolto da Jacqueline sotto la veranda. La donna, osservando il legame speciale tra i due, comprese che i sentimenti non conoscono limiti e barriere, e che anche un piccolo yorkshire terrier può fare la differenza quando si tratta di venire in soccorso a chi si trova in difficoltà. Decise così di celebrare quell’amicizia dedicando ai due una nuova cuvée delle preziose bollicine. E così, a Essoyes e in tutta la zona della Champagne, Dantès e lo scoiattolo diventarono una leggenda da festeggiare stappando in allegria una buona e fresca bottiglia di blanc de blancs.
Marco Travaglini
Attività per famiglie, visite speciali, laboratori artistici e concerti al centro della tredicesima edizione di “Giornata del Panorama”, l’evento che dal 2014 il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS organizza per invitare il pubblico a conoscere e osservare i tanti e multiformi panorami italiani, valorizzandone la straordinaria ricchezza. L’appuntamento, che prevede un programma di iniziative diffuse presso il Castello di Masino a Caravino (TO), il Castello della Manta a Manta (CN), Villa Flecchia a Magnano (BI) e l’Oasi Zegna a Trivero Valdilana (BI), si svolgerà nella giornata di domenica 6 settembre prossimo. In un tempo caratterizzato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e da trasformazioni, spesso irreversibili, provocate dall’azione dell’uomo, imparare a “leggere” il paesaggio permette di comprenderne le fragilità e riconoscere il valore della sua tutela. Fermarsi a guardare con attenzione e consapevolezza ciò che ci circonda diventa, dunque, un gesto di responsabilità verso il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Appurato che la conoscenza è basilare nel sentimento che porta alla tutela e al rispetto di ciò che ci circonda, il FAI ha ampliato l’evento arrivando a coinvolgere e a raccontare i paesaggi dalle peculiarità uniche che circondano diciotto dei suoi Beni da Nord a Sud Italia: da Villa Rezzola a Lerici (SP) alle Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), dal Castello di Avio a Sabbionara d’Avio (TN) al Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), da Villa Gregoriana a Tivoli (RM) alla Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), ai quali si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero Valdilana (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Per la prima volta parteciperanno Memoriale Brion, capolavoro di Carlo Scarpa ad Altivole (TV), e Casa Noha a Matera. Una vera e propria esperienza immersiva in diciannove paesaggi italiani, che potranno essere osservati da lontano con maggiore consapevolezza e curiosità, ma anche scoperti da vicino grazie alle iniziative ricreative e culturali offerte in occasione dell’evento, attraverso le quali si scoprirà non solo ciò che può essere visto, ma anche suoni, profumi, colori, atmosfere e memorie che danno vita a quel “paesaggio sensibile” capace di suscitare emozioni, ricordi e un profondo senso di appartenenza.
Presso il Castello e il Parco di Masino, alle ore 11, 14.15 e 15.45, avrà inizio l’escursione guidata da Roberto Brogliatti, che accompagnerà i visitatori in una passeggiata panoramica nel Parco storico del Castello, illustrando le caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, con focus sugli aspetti storici che il passaggio del ghiacciaio balteo ha lasciato nel tempo. La passeggiata offrirà l’occasione unica di scoprire, oltre alle curiosità ambientali, anche aneddoti di questo paesaggio culturale. In caso di maltempo l’evento si terrà nel Palazzo Marchesa, dove il racconto verrà abbinato a una videoproiezione. L’evento è patrocinato da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e Comune di Caravino.
Info e prenotazioni agli indirizzi email: www.castellodimasino.it; faimasino@fondoambiente.it.
Due iniziative saranno in programma presso il Castello della Manta: la prima, sabato 5 settembre prossimo, alle ore 21.30, riguarda un appuntamento del ciclo “Astronomi per una notte”, dedicato all’osservazione della volta celeste con le sue costellazioni e i pianeti; la seconda, in programma domenica 6 settembre, prevede visite guidate del Castello con affacci dalla torre mozza di avvistamento e dalle finestre dell’ala quattrocentesca per osservare il panorama circostante. Sarà possibile consumare il cestino picnic proposto dal Castello (da prenotare all’indirizzo mail faimanta@fondoambiente.it a seguito della prenotazione online dei biglietti) o un aperitivo nel giardino. Gli eventi sono patrocinati da Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comune di Manta.
Ulteriori informazioni, prezzi e prenotazioni scrivendo agli indirizzi email: www.castellodellamanta.it; faimanta@fondoambiente.it.
Centrale a Villa Flecchia, a Magnano (BI), sarà la Collezione Enrico, nata grazie a un gruppo di artisti, noto come la “Scuola di Rivara”, che sviluppò l’interpretazione sentimentale insieme a una definita ricerca del particolare realistico, tipica della pittura paesaggistica “en plein air” dell’Ottocento. Alcuni dei più importanti esponenti di questa corrente, che vede l’occhio dell’artista fare da tramite tra natura e spettatore, cercando di rappresentare anche le emozioni che derivano dall’osservazione del paesaggio, si ritrovano nella Collezione Enrico, tra cui spiccano le vedute di Antonio Fontanesi. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo email faiflecchia@fondoambiente.it o al numero 3441966276.
Domenica 6 settembre prossimo, all’Oasi Zegna, sita a Trivero Valdilana (BI), ampia area naturalistica nelle Alpi biellesi patrocinata dal FAI dal 2014, sarà ospitato l’evento “Paesaggio in Musica. Concerti all’aperto nel cuore dell’Oasi Zegna”. Un’intera giornata dedicata alla musica, con concerti all’aperto, e alla cultura, con la mostra permanente “From Sheep to Shop” e la temporanea “Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice” di Chiara Camoni, artista scelta per rappresentare l’Italia all’Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia. Gli appuntamenti musicali sono sotto la direzione artistica di Enrico Carraro e si inseriscono nel programma delle attività sostenute da Fondazione Zegna nell’ambito della collaborazione con Obiettivo Orchestra, progetto formativo della Scuola APM di Saluzzo, realizzato insieme alla Filarmonica Teatro Regio Torino. Alle ore 10, presso la Conca dei Rododendri, sarà possibile partecipare al percorso musicale a tappe “Industria, Uomo, Natura”, con ritrovo al parcheggio del Craviolo e partenze ogni 30 minuti. Alle ore 15.30, nel giardino di Ermenegildo Zegna, si potrà assistere al concerto “Quadri e Paesaggi sonori” dell’Ensemble di fiati e archi della Filarmonica TRT, mentre dalle ore 10 alle ore 17, presso Casa Zegna, sarà possibile effettuare anche visite alle mostre sopraccitate. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: www.oasizegna.com; www.fondazionezegna.org; casazegna@fondazionezegna.org. Programma completo e informazioni su costi e prenotazioni sul sito www.giornatadelpanorama.it.
In caso di maltempo alcune iniziative potrebbero essere annullate o svolgersi in forma ridotta.
Mara Martellotta
| 16 azzurri a caccia dei titoli continentali, Fossali e Zurloni si presentano come Campione e vice Campione in carica |
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Dopo due lunghi anni di attesa, l’appuntamento con i World Climbing Europe Championship è finalmente tornato. A due anni dall’edizione di Villars 2024, Laval è pronta ad accogliere i migliori specialisti continentali della difficoltà e della velocità, in un weekend che promette spettacolo, adrenalina e grandi aspettative per i colori azzurri. Sabato 29 e domenica 30 agosto, le pareti dell’Espace Mayenne di Laval saranno il teatro della sfida per i titoli europei, con i migliori climber del continente pronti a contendersi una delle medaglie più prestigiose della stagione. L’Italia si presenta all’appuntamento con una squadra composta da 16 atleti: otto specialisti della Lead e otto sprinter, quattro uomini e quattro donne per ciascuna disciplina.
Lead, tra campioni affermati e giovani talenti Nella specialità basata su corda, imbraghi, tenuta fisica e mentale saranno 63 gli atleti al via nella gara maschile, in una competizione che vedrà schierati alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale. A guidare il parterre ci saranno il leggendario Adam Ondra e l’austriaco Jakob Schubert, altro mito dell’arrampicata, già due volte sul podio in questa stagione nelle World Climbing Series e attualmente settimo nella classifica generale. Attenzione anche allo sloveno Luka Potocar e al francese Sam Avezou, rispettivamente quarto e nono nel ranking di Coppa del Mondo. L’Italia risponderà con il Campione Italiano Giovanni Placci, 11° nella classifica di World Climbing Series, e con il vice Campione Italiano Filip Schenk, 10° nel ranking mondiale e già 6° agli Europei di Villars 2024. A completare il quartetto azzurro saranno il vice Campione Italiano U21 Ernesto Placci e il Campione Italiano U19, nonché vice Campione Mondiale Giovanile, Andrea Ludovico Chelléris. Anche la competizione femminile si preannuncia di altissimo livello. Saranno 57 le specialiste impegnate sulle pareti francesi, con l’austriaca Jessica Pilz e la britannica Erin McNeice, rispettivamente terza e quarta nel ranking di Coppa del Mondo, tra le principali candidate alla vittoria. Da tenere d’occhio anche l’austriaca Deubler, l’ucraina Kazbekova e la spagnola Martinez Almendros, ai vertici del ranking di Coppa Europa Lead, oltre alla slovena Rekar e alla bulgara Toktova, sesta e settima nella classifica generale delle World Climbing Series. Le speranze italiane saranno affidate a Savina Nicelli, vice Campionessa Italiana e vincitrice della Coppa Italia, a Ilaria Scolaris e Viola Battistella, rispettivamente argento e bronzo al Trial Nazionale e già protagoniste in diverse tappe delle World Climbing Series. Completerà la formazione Margherita Pernigotti, quarta al Campionato Italiano U19 e quarta anche in Coppa Europa Giovanile a Dornbirn. Altro particolare da non dimenticare è che questi Campionati Europei fungono anche da terza e conclusiva tappa della World Climbing Series Europe Lead, e quindi saranno decretati anche i trionfatori di Coppa Europa: un podio cruciale all’interno di un appuntamento prestigioso, che raddoppia le emozioni.
Velocità, tutto si decide in pochi millesimi Se la Lead richiede resistenza, tecnica e capacità di gestire la pressione fino all’ultimo movimento, nella Speed non c’è spazio per esitazioni: il titolo europeo si deciderà in una manciata di centesimi e millesimi. Saranno 31 le atlete al via nella gara femminile. Il nome più atteso è quello della supercampionessa polacca Aleksandra Miroslaw, affiancata dalle connazionali Natalia e Aleksandra Kalucka, rispettivamente terza e quinta nel ranking delle World Climbing Series. Natalia Kalucka, inoltre, si presenta a Laval da Campionessa Europea in carica. Tra le protagoniste annunciate anche l’ucraina Khalkevych, Campionessa Europea U19, quarta nel ranking di Coppa del Mondo e terza in quello di Coppa Europa, insieme alle connazionali Horielova e Tkachova, seconda e quarta nel ranking continentale. Completa il quadro la spagnola Martinez Vidal, attualmente al comando della classifica di Coppa Europa. A difendere il tricolore saranno Giulia Randi, Beatrice Colli, Sara Strocchi e Agnese Fiorio. Randi arriva all’appuntamento particolarmente motivata dopo il record italiano e l’argento conquistato alle World Climbing Series di Chamonix. A Villars 2024 aveva già centrato uno storico bronzo europeo. Colli, protagonista in questa stagione di due qualificazioni al tabellone finale di Coppa del Mondo, cercherà invece di compiere un ulteriore salto di qualità. Strocchi si presenta con il titolo di vice Campionessa Europea U19 e il nono posto ai Mondiali Giovanili, mentre Fiorio è Campionessa Europea U21 e Campionessa Italiana. A contendersi il titolo di “più veloce d’Europa” saranno 33 velocisti, tra cui lo svizzero Gilles Meili, Campione Europeo U19, il francese Morel e l’ucraino Ilchyshyn, terzetto di punta del ranking di Coppa Europa, oltre allo spagnolo Noya Cardona, medaglia di bronzo agli Europei 2024. A difendere i colori azzurri e a coltivare le speranze italiane saranno Ludovico Fossali e Matteo Zurloni, rispettivamente Campione e vice Campione Europeo in carica. Con loro ci saranno Francesco Ponzinibio, vice Campione Europeo U19, e Luca Robbiati, leader della classifica di Coppa Italia e ottavo nella tappa di World Climbing Series disputata a Cracovia.
PROGRAMMA DI GARA: Sabato 29 agosto Ore 8.00 qualifiche Lead Ore 13.00 qualifiche Speed Ore 19.00 finali Speed
Domenica 30 agosto Ore 9.00 semifinali Lead Ore 15.00 finali Lead
Non resta che seguire le finali in diretta streaming sul canale Youtube di World Climbing Europe, sostenendo a gran voce i nostri azzurri nelle salite e nelle run!
Per consultare il ranking di World Climbing Europe Series Lead: https://ifsc.results.info/rankings/cup/115 |