ilTorinese

A Bardonecchia e Sestriere è boom di presenze

Se il turismo in Piemonte ha chiuso il 2025 con numeri positivi – gli arrivi hanno superato quota 6 milioni e 630 mila, e le presenze sono state 18 milioni e 770 mila – le località montane di Bardonecchia e Sestriere non sono da meno. Bardonecchia è il secondo Comune della Provincia di Torino dopo il capoluogo torinese per presenze, e al quinto posto in Piemonte. Sestriere si posiziona al terzo posto. Bardonecchia, una delle sedi sciistiche e dello sci alpinismo più antiche d’Italia, ha registrato 431 mila 892 presenze, mentre Sestriere, il Comune più alto d’Italia, ha chiuso il 2025 con 364 mila 843 presenze. Un ottimo risultato per un territorio che conta poco più di 10 mila abitanti, e che per i due comuni sede degli impianti sciistici dell’Alta Valle di Susa e Chisone ha contato un milione e 321 mila 593 presenze e 300 mila e 700 turisti, con una media di pernottamento di 4,4 notti ciascuno.

“Dati lusinghieri per le nostre montagne – sottolinea Maurizio Vitale, Presidente di Turismo Torino e Provincia – trainati dall’offerta sciistica ampia e moderna, ma anche da una crescente attività delle Montagne Olimpiche, come meta di turismo estivo all’insegna dell’outdoor grazie al prezioso supporto in termini di promozione e accoglienza da parte della nostra ATL”.

Particolarmente important la performance di Bardonecchia, dove si è passati dalle 297 mila 913 presenze del 2024 alle 431 mila 892 presenze del 2025, attestando la conca come la quinta destinazione turistica del Piemonte dopo Torino e le destinazioni lacustri di Verbania, Stresa e Baveno.

“Essere il secondo Comune della Provincia di Torino per flussi turistici, subito dopo il capoluogo, e la quinta destinazione a livello regionale, ci rende molto orgogliosi e testimonia la forza e la resilienza della nostra ‘Bardo’ – dichiara Chiara Rossetti, sindaco di Bardinecchia – siamo passati dalle circa 298 mila presenze del 2024 ad oltre 431 mila. Si tratta di un incremento vertiginoso che premia gli investimenti fatti nelle nostre infrastrutture e nell’accoglienza. Se la nostra storia di patria dello sci e sede di prestigiosi sci club resta il nostro cuore pulsante, questi dati riflettono il successo della nostra offerta outdoor estiva, unitamente alla continuativa offerta culturale, e Bardonecchia si sta avvicinando ad essere una meta viva 365 giorni l’anno. Inoltre, con una media di oltre 5 notti per turista, si dimostra che chi sceglie Bardonecchia non lo fa per un mordi e fuggi, ma per vivere un’ esperienza completa e immersiva nel nostro territorio. Questi dati non sono frutto del caso, ma dell’impegno instancabile dei nostri operatori, dei maestri di sci, degli albergatori, dei commercianti e di tutti i cittadini che con il loro lavoro rendono Bardonecchia una destinazione eccellente. Il supporto di Turismo Torino e Provincia è stato fondamentale per promuovere le nostre montagne, ma il merito principale va a chi ogni giorno accoglie i turisti con il sorriso che ci contraddistingue. Guardiamo al futuro con ottimismo, e continueremo a lavorare per rendere il nostro Comune sempre più sostenibile, moderno e attrattivo, mantenendo fede a quella tradizione sportiva e montana che ci ha resi grandi”.

“È un risultato estremamente significativo quello che emerge dall’analisi di questi dati – spiega il Presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia e del Superconsorzio Turin Alps, Giorgio Montabone – essere la prima località turistica dopo Torino, dà a Bardonecchia l’entusiasmo e la forza necessari per continuare a investire sui valori della nostra comunità. Numeri in crescita, ed è positivo per tutti anche grazie a tante seconde case, che sempre più vengono gestiti a rotazione e contribuiscono ad aumentare l’offerta. La forza di Bardonecchia è la doppia stagionalità. L’inverno appena concluso, è stato uno dei migliori degli ultimi anni. Ora lo sguardo è rivolto alla prossima estate. Ci prepariamo a vivere una stagione calda, che speriamo ci permetta di ottenere risultati molto alti anche nei periodi estivi, consolidando ulteriormente il posizionamento di Bardonecchia come destinazione top per tutto l’anno. È necessario continuare a lavorare in sinergia con il Comune, l’Associazione Albergatori, la Pro Loco e la neonata Associazione Commercianti. Numeri altissimi anche da parte di Setriere, Sauze d’Oulx e tutte le Turin Alps. Come territorio Val di Susa e Val Chisone stiamo mettendo a punto le strategie per il prossimo futuro in piena sinergia come territorio unitario.

Mara Martellotta

“Arrusi” di Gabriele Scotti, un viaggio all’indietro nel tempo

In scena a San Pietro in Vincoli, per la stagione “Iperspazi” di Fertili Terreni Teatro

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile, alle ore 21, andrà in scena la pièce teatrale “Arrusi” in prima regionale. Il testo è di Gabriele Scotti, diretto da Omar Nedjari, con in scena Marika Pensa, Simone Tudda e Sandra Zoccolan. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “Cortocircuito”. Lo spettacolo è adatto a un pubblico maggiore di 14 anni. Con “Arrusi” si compie un viaggio all’indietro nel tempo, immergendosi ad inizio Novecento, quando prendono forma storie realmente accadute di diritti negati e di ingiustizie subite, vicende lontane, per quanto capaci di correre parallelo, in qualche modo di sfiorarsi, in un gioco di rimandi e coincidenze. A partire da Catania, dove nel 1939, nel solco delle Leggi Razziali, il questore Molina ordina retate di uomini e ragazzi omosessuali della città: li incarcera, li sottopone a interrogatorio, li condanna al confino e li spedisce alle Isole Tremiti, dove sconteranno una pena di 5 anni lontani da tutto e da tutti. Dalla Sicilia ci si trasferisce in Francia, sotto il Franchismo, con gli omosessuali sottoposti ad educazione forzata come da Legge di Pericolosità Sociale del 1970, secondo la quale l’omosessualità deve essere curata in centri dedicati, tutti all’interno di specifiche carceri, come quelle di Carabanchel, a Madrid, o di Badajoz Estremadura, e ancora, per concludere, arrivando all’immediato presente, con la storia della Procura di Padova, che nella primavera del 2023 ha impugnato gli atti di nascita di 33 bambini nati da coppie composte da due madri. Tre vicende realmente accadute, che ispirano le storie di cui è composto lo spettacolo, portando in scena prima Francesco, giovane catanese confinato alle Tremiti nel 1939, poi Amparo, madre di Valencia che non denuncia il figlio alle Forze dell’Ordine, nel 1970, e infine Aurelia, donna italiana che rischia di perdere la genitorialità del figlio i  un momento, per lei, molto delicato: storie di omosessualità da inizio Novecento ad oggi che, facendo tesoro di testimonianze e documenti, di lettere, giornali e rapporti, danno corpo a un epico racconto di pagine di storia dimenticate o poco ricordate, in cui si mescolano diversità, lotta per la libertà e Grande Storia.

“Arrusi” diventa uno spettacolo non per raccontare fatti di cronaca, ma per accendere luci negli interstizi della memoria e commuovere, dando voce al dramma, cosiccome quell’immancabile sorriso che spesso si annida in ogni tragedia.

“La forte impressione, in questo momento storico – spiega il regista Omar Nedjari – è quella di oscillare fra due opposte condizioni: da una parte l’idea di vivere in una delle epoche più libere nella storia dell’umanità, dove ognuno poteva esprimere se stesso senza il pericolo di essere punito, quantomeno dallo Stato democratico, dall’altra l’inquietante consapevolezza che diritti acquisiti da chi ci ha preceduto e ha lottato per ottenerli, possano di colpo essere cancellati. Le tre storie che compongono ‘Arrusi’ si muovono su tre diversi piani temporali, e ci ricordano come la conquista di un diritto sia dura e faticosa, e la sua possibile perdita rapida e terribile. In scena ci sono tre personaggi semplici che si sono trovati a dover fare i conti con la Storia: chi subendo le scelte da parte di governi che hanno deciso di colpire una minoranza, come nel caso di Francesco e Aurealia, chi invece appoggiando quelle scelte, credendo che fossero la cosa giusta da fare, come Amparo. Le loro storie si intrecciano sulla scena in un fluire dinamico e incalzante, fatto di rimandi e continue trasformazioni. L’interpretazione dei tre attori evoca madri, figli e gente del popolo, carcerieri e aguzzini, dando voce al dramma cosiccome al sorriso che, tenace, si annida in ogni tragedia. La cornice sonora di grande impatto emotivo, nata in prova ad opera della musicista Giulia Bertasi, assieme alla voce di Marika Pensa, rappresenta un gioco di contaminazioni fra canzoni passate riarrangjate in chiave contemporanea e musiche originali. La dimensione creato da Maria Spazi, condensa in un luogo astratto e concreto alla stesso tempo gli elementi simbolici delle tre storie, mostrando come il passato e il presente si ripresentino ciclicamente, più di quanto si creda, per uno spettacolo che intende ‘fare’ memoria, avvincere e commuovere”.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 euro se acquistato online, 1313uro se acquistato in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con Satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani.

I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

“Arrusi” -da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile- ore 21 – San Pietro in Vincoli – via San Pietro in Vincoli 28, Torino

Mara Martellotta

A scuola di diritti umani: 500 studenti a Torino

Ventisette istituti scolastici hanno presentato i loro progetti sviluppati a partire dallo studio dei messaggi del Senatore americano Robert Francis Kennedy durante l’evento “Bridges of hope- parole che cambiano il mondo”. RFK Italia, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino, è stata supportata dalla Fondazione CRT, OGR Torino, Ufficio Scolastico territoriale, Ambito Quinto di Torino, USR Piemonte e Blooming. Al centro delle di esse performance artistiche presentate dai giovani, tra cui podcast e rappresentazioni teatrali, sono stati I temi della giustizia, della solidarietà e della Costituzione. La presenza della Presidente Onoraria della RFK Italia, Kerry Kennedy, sono stati premiati i primi tre classificati della quinta edizione delle Olimpiadi dei Diritti Umani in lingua inglese, che nel corso degli anni ha coinvolto 1000 studenti, 160 scuole e 270 studenti. “Parole che cambiano il mondo” è l’iniziativa che a Torino ha coinvolto circa 500 studenti provenienti da 27 scuole differenti. Si tratta di ragazze e ragazzi di istituti di diversi gradi (primarie e secondarie di primo o secondo grado), provenienti da Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania e Calabria, oltre che da San Marino e dalla Spagna (le scuole iberiche hanno inviato i loro lavori in mostra). Il tutto a chiusura di un percorso iniziato lo scorso anno in occasione del centenario della nascita del senatore americano Robert F. Kennedy, figura ancora oggi di riferimento per le generazioni contemporanee, dato il suo indiscutibile impegno per i diritti umani. L’iniziativa della RFK Italia mira a valorizzare i temi di giustizia, solidarietà, diritti umani e impegno civico, promuovendo progetti capaci di generare un impatto concreto sul territorio di riferimento e la comunità scolastica. Attraversp lo studio e la conoscenza di discorsi iconici di Robert Kennedy e della sua attività, i giovani hanno presentato progetti innovativi sotto forma di diverse declinazioni artistiche: da podcast a videoclip, passando per testi musicali e recitazione teatrale. Solo per citarne alcuni, ricordiamo la “Declamatio” del famoso discorso di Robert Kennedy tenuto all’Università del Kansas il 18 marzo 1968, noto come “il discorso sul PIL”. Sono stati recitati sotto la forma di una rappresentazione teatrale I primi tre articoli della Costituzione Italiana, ed è stato realizzato un cortometraggio in tedesco, a testimonianza dell’universalità dei diritti umani.

Mara Martellotta

Nasce Casàlia: a Torino il nuovo grande evento lifestyle dedicato all’abitare 

All’Oval Lingotto Fiere di Torinodall’8 all’11 ottobre 2026, il nuovo Salone ideato e organizzato da GL events Italia: un appuntamento lifestyle che integra design, benessere e cultura dell’abitare.
È in arrivo Casàlia, il nuovo evento firmato GL events Italia dedicato all’abitare contemporaneo inteso come stile di vita. Dall’8 all’11 ottobre 2026, negli spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino, Casàlia sarà la piattaforma di incontro tra aziende e pubblico attraverso ambientazioni, workshop e dimostrazioni, offrendo una panoramica su stili, tendenze e soluzioni per la casa.
«Casàlia si inserisce nell’evoluzione dei modi di vivere e immaginare la casa – afferma Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia -. Oggi le persone cercano ispirazione e coerenza con il proprio modo di vivere. Da questa esigenza nasce un format centrato sul lifestyle e l’esperienza dell’abitare».
Casàlia sarà il punto di riferimento per chi vive la casa come espressione del proprio stile e sensibilità, esplorando l’abitare come progetto complesso, dove design e benessere contribuiscono a definire nuovi modi di scegliere e vivere gli spazi. L’offerta espositiva comprenderà arredamento, illuminazione e rivestimenti, accanto a proposte dedicate all’arredo da montagna e al benessere, con una selezione di eccellenze del territorio. Completeranno il panorama il tessile per l’interior, l’oggettistica lifestyle e design, oltre alle soluzioni outdoor & gardening.
Casàlia raccoglie e valorizza il patrimonio di competenze, relazioni e conoscenza del mercato e del pubblico, maturato in oltre sessant’anni di esperienza con Expocasa, storica manifestazione che ha accompagnato l’evoluzione del vivere domestico in Italia. Oggi questo patrimonio trova espressione in un format, in linguaggi e modalità contemporanei.

Casalia è un evento organizzato da GL events Italia, parte di un gruppo internazionale, tra i principali leader globali nell’organizzazione e gestione di eventi, fiere e congressi. Con oltre 40 anni di esperienza, GL events opera in 30 nazioni e gestisce un network di 70 sedi e location.

I ponti di primavera nei musei e nei luoghi della cultura delle Residenze reali

25-26 aprile e 1-3 maggio 2026

Ingresso gratuito, laboratori, concerti, attività tra residenze e parchi

 

Non solo visita, ma permanenza, ascolto, esperienza diretta dei luoghi. L’ingresso gratuito, in occasione della Festa della Liberazione e della prima domenica del mese per l’iniziativa #domenicalmuseo, e le attività tra mostre, concerti, iniziative all’aperto, laboratori artistici e per bambini definiscono i ponti di primavera nei Musei nazionali Piemonte.

A Torino, Villa della Regina ospita la seconda edizione di QU.EEN che mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e ricerca. Il tema del viaggio attraversa l’intera rassegna, tra dimensione reale e immaginaria, natura e artificio, memoria ed esplorazione. Due le mostre: Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo che ripercorre il lavoro dell’artista torinese tra grafica, pittura e scultura e “Leda Melanitis”. Farfalle e mitologie tra storia dell’arte e Bio Art dell’artista greco Yiannis Melanitis, che intreccia riferimenti alla storia dell’arte e della filosofia con la natura e le trasformazioni introdotte dalla ricerca biotecnologica. Sabato 25 aprile la villa è aperta gratuitamente, comprese le mostre. Domenica 26 aprile e domenica 3 maggio (ore 10-17) i giardini e il Padiglione dei Solinghi ospitano laboratori artistici a ciclo continuo, a cura dell’associazione PassepART-out, con workshop dedicati alle arti manuali e visive per sperimentare tecniche diverse guidati dagli artisti. Dallo sbalzo su alluminio su cui riprodurre i particolari architettonici della Villa con Clarissa Moretto, all’illustrazione con pittura acrilica prendendo spunto dalla flora e dalla fauna con Daniele Costante; dai ritratti dal vero, in coppia, con Daniela Gjyzeli, alla stampa del monotipo per realizzare composizioni da dettagli estrapolati dalle decorazioni con Giusy Longo. Il 3 maggio l’ingresso è nuovamente gratuito per l’intera giornata.

Nel Parco del Castello di Racconigi (CN), la rassegna EFFIMERA apre il Complesso della Margaria con un calendario che alterna visite, attività e momenti di permanenza all’aperto. Domenica 26 aprile sono in programma due appuntamenti per famiglie: al mattino, alle 10.30, Una casa nel Parco, visita didattica con laboratorio per bambini dai 3 ai 5 anni (prezzo: intero 5 euro, gratuito 0-18 anni e aventi diritto) e, nel pomeriggio, alle 15, I segreti della giardiniera Rosina, attività con laboratorio e merenda per bambini dai 6 agli 11 anni (prezzo: laboratorio + merenda per bambini 5 euro, adulti biglietto Parco Effimera intero 5 euro, ridotto 2 euro). Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio ingresso gratuito al Parco e al Castello.

Al Castello di Agliè (TO) la primavera si apre con la mostra VITAE. Il sentimento della natura, la più ampia selezione di lavori mai dedicata all’artista Jessica R. Carroll. Nelle sue opere la natura è osservata come sistema di relazioni, flussi e comportamenti: non una rappresentazione, ma una costruzione che prende forma in sculture e installazioni in dialogo con gli ambienti storici del castello. La mostra, a cura di Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon, è visitabile fino al 27 settembre 2026. Accanto alla programmazione espositiva il Castello ospita AURA, rassegna musicale organizzata da Orium APS in collaborazione con Telemasterclass e con la direzione artistica di Marina Scalafiotti. Sabato 25 aprile (ore 18-19), in occasione della Festa della Liberazione, si esibiscono al pianoforte Raffaella Fenu e Marta Zinkovska con musiche di Chopin, Liszt e Čajkovskij. Dall’1 al 3 maggio il Castello ospita il Concorso Pianistico Internazionale Maria Golia, nato per sostenere il percorso artistico e professionale di giovani musicisti. Le audizioni sono aperte al pubblico l’1 e 2 maggio, la finale e il concerto dei vincitori si tengono il 3 maggio alle 18. Info: Telemasterclass. Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio ingresso gratuito.

Al Castello di Moncalieri è aperta la mostra “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson”, in occasione del 140esimo anniversario della morte di Emily Dickinson, che intreccia arti visive, poesia, musica e teatro in un percorso espositivo e performativo con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta. La mostra è inclusa nel percorso di visita. Prezzo del biglietto: intero 7 euro, ridotto 5 euro.

Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio sarà invece aperto con ingresso gratuito Palazzo Carignano. L’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Libarna, Augusta Bagiennorum e Industria confermano l’ingresso gratuito con apertura il 25 e 26 aprile e dall’1 al 3 maggio (Industria gratuito su prenotazione, Libarna chiuso domenica 26 aprile); mentre il Castello di Serralunga d’Alba applicherà la tariffa ridotta.

Info

I giorni, gli orari e il programma completo, sempre aggiornato, sono disponibili sul sito web:

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

 

E’ morto Vercellone maestro dell’Ateneo torinese

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

E’ morto all’improvviso ad appena 70 anni Federico Vercellone, autorevole docente di Estetica  dell’Università di Torino.La sua è  una morte precoce, legata ad una malattia improvvisa non precisata.

Chi scrive lo conobbe molti anni fa quando il giovane Vercellone era alle prime armi ed era noto più come il figlio del grande medico Antonio Vercellone. Lo conobbi a casa del prof Giuseppe Piccoli successore nella Facoltà di Medicina di Vercellone e futuro preside della facoltà. Federico  Vercellone  ci tenne a dirmi che voleva distinguersi dal padre  e che aveva scelto  per profondo  interesse  personale gli studi filosofici.  Alcuni figli di cattedratici famosi scelsero la strada facilitata da un cognome conosciuto. Si era appena laureato con una tesi su Nietzsche e fu  uno degli allievi più originali di Gianni Vattimo di cui apprezzo’ il pensiero debole che lo portò ad approfondire il tema del nichilismo, che ho ritenuto del tutto estraneo al mio concetto di laicità. Su laicità e laicismo avemmo anche l’occasione di discutere serenamente. Io ero fermo alla lezione di Bobbio.
Era uno studioso di fama internazionale, uno dei pochi rimasti nell’ateneo torinese insieme a Maurizio Ferraris.
Le accuse violente nei suoi confronti portarono l’Università a sospenderlo per un mese nel 2024, senza prove che non fossero la chiacchiera e la protesta assembleare come in un nuovo ‘68, certamente di tono molto minore rispetto agli anni “formidabili“ del secolo scorso ,quando studiosi come Venturi , Garosci ed altri furono fatti oggetto di attacchi violentissimi.  Il glottologo di fama internazionale Giuliano Bonfante, volontario contro Franco in Spagna, fu accusato di essere un  fascista e dovette trasferirsi all’ Università di Roma. Vercellone  torno ‘ad insegnare nel 2025 , ma venne affiancato da  un collega con la scusa – che in realtà dimostrava il valore indiscusso di Vercellone – che gli allievi del suo corso di Estetica erano troppo numerosi.  Fu un goffo tentativo di mettergli un tutor, un abominio giuridico e una condanna  aprioristica  e umiliante nei suoi confronti Ci furono altre proteste contro di lui che si decise a denunciare per calunnia le sue accusatrici .
L’esito di quella denuncia  non è mai arrivato, almeno pubblicamente  ad essere noto. Incontrai Vercellone in via Po nel 2025 e scambiammo poche parole. Era un uomo profondamente ferito, ma forte della sua dignità di studioso e di professore. Molti di noi non ebbero il coraggio di scrivere qualcosa su atti che sapevano tanto di intimidazione. Io stesso  scrissi qualcosa di troppo generico contro il clima che si respirava e che esplose poi in modo virulento  nella contestazione pro Palestina.
La mia  lunga malattia di quel periodo non mi  giustifica. Io  non avevo mai avuto un rapporto significativo con lui e lo invitai solo occasionalmente al Centro Pannunzio. Lo consideravo troppo vicino a Vattimo e sbagliavo. Vercellone resta e resterà uno studioso importante che in futuro  sarà un vanto del nostro Ateneo.
Egli fu un perseguitato. E come tale va considerato. Non è un fatto occasionale che il Centro studi intitolato a Luigi Pareyson   –  che fu il maestro di Riconda e di Vattimo , ambedue suoi assistenti, quando frequentai il suo corso nel 1969 – abbia reso nobilmente  omaggio a Federico. E qui mi fermo perché il primo rispetto verso un morto e’ tacere.

Accoltellato in piazza Baldissera: quattro in manette

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Torino, con il supporto

dei reparti territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di

custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, ritenute responsabili di tentato omicidio

in concorso. L’operazione si è svolta venerdì 17 aprile nei comuni di Torino, Leinì, Settimo Torinese e

Biella.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, trae origine da

un’aggressione avvenuta la sera del 19 dicembre 2024, quando il personale del Nucleo Radiomobile

era intervenuto, a Torino, all’intersezione tra via Stradella e piazza Baldissera a seguito

dell’accoltellamento di un cittadino marocchino di 53 anni. La vittima aveva riportato gravi lesioni,

tra cui la recisione dell’arteria femorale, refertate con 45 giorni di prognosi.

Le indagini, delegate al Nucleo Investigativo e condotte attraverso testimonianze, attività tecnica e

l’analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire l’esatta dinamica del

delitto e di identificare i ruoli ricoperti dai quattro arrestati. Tra questi, figura, come mandante, un

46enne di origine nordafricana, residente da tempo a Torino, che per l’esecuzione materiale si

sarebbe avvalso di due giovani, entrambi 25enni. Tra i complici, anche un pensionato di 78 anni,

originario di Catania, accusato di aver accompagnato l’esecutore sul posto e di averne garantito la

fuga. Alla base dell’aggressione ci sarebbe un debito di 30.000 euro non onorato dalla vittima.

Gli arrestati sono stati tradotti presso le case circondariali di Torino e Ivrea, fatta eccezione per il

78enne, già ristretto per altra causa presso la casa circondariale di Biella.

 

Arresti per spaccio in Aurora: 9kg droga e funghi allucinogeni sequestrati

Producevano e detenevano sostanze stupefacenti ai fini di spaccio: due arresti. È successo nei giorni scorsi nel quartiere Aurora, in via Cigna. L’attività è stata svolta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Torino, come parte dei controlli sul territorio per prevenire e contrastare i reati legati agli stupefacenti.

Arrestati nel loro appartamento un 32enne di origini marocchine e una donna. Nel corso di un controllo in zona gli agenti hanno percepito un intenso odore di cannabinoidi provenire da un’abitazione. Dopo aver dichiarato la loro identità senza ottenere alcuna reazione, hanno verificato la presenza della coppia dentro e sono intervenuti. Nel corso delle operazioni di verifica, il trentaduenne ha opposto resistenza per sottrarsi al controllo, ma è stato bloccato dagli agenti.

Dalle perquisizioni sono state trovate diverse sostanze stupefacenti: marijuana, hashish, cocaina, MDMA, ketamina, metanfetamina ed ecstasy, per un totale di circa 9 kg. Sempre all’interno dell’abitazione è stata scoperta anche una coltivazione di funghi allucinogeni. Gli agenti hanno posto sotto sequestro bilancini di precisione, attrezzi per la lavorazione, il confezionamento e la coltivazione, oltre a denaro contante frutto dell’attività illecita. I due arrestati sono stati inoltre denunciati per resistenza a pubblico ufficiale.

VI.G

“Ghiacciai” … così forti, così fragili!

Il valdostano “Forte di Bard” omaggia l’opera di Sebastião Salgado attraverso le sue fotografie in bianco e nero dedicate ai più importanti ghiacciai del mondo

Dal 24 aprile al 27 settembre 2026

Bard (Aosta)

Nel bianco infinito candore di ghiacciai “eterni” (come si soleva definirli anni addietro), solo a tratti interrotto da cupi grigiori che raccontano i drammatici, già ben evidenti sfaceli del tempo, una composta impeccabile schiera di dieci pinguini, tutti in perfetta linea indiana, simili ad eleganti panciuti commendatori in abito di gala, s’appresta con felice solerzia ad assaporare il piacevole gelo dell’Oceano Antartico, verso il quale, dall’alto di una discesa innevata, già sta spiccando un atletico salto – volo un loro più sollecito “collega”. L’immagine è, di per sé, di indubbia piacevolezza. Ritratta con la capacità tecnica e l’inventiva creatività di chi, a ragione, è considerato uno dei maggiori fotografi del XX e XXI secolo.

Meno piacevole, ma sempre di grande partecipazione emotiva, è invece un’altra immagine, specchio terribile dei rovinosi danni prodotti all’ambiente (anche al più apparentemente incontaminato) dagli inarrestabili cambiamenti climatici che, da tempo, stanno trasfigurando – sotto ogni aspetto – il volto del Pianeta. Siamo alle “Australi Isole Sandwich”: davanti a noi gigantesche, astratte “scaglie” di iceberg abbandonano gli “ormeggi” di ghiaccio, loro sicura sede millenaria, per avventurarsi senza meta in acque ignote e insicure, di certo non ideali neppure per le “paciose” colonie di pinguini di cui sopra. Due volti. Due immagini, custodi di un’unica terribile riflessione e verità: quella dell’ormai da record scioglimento del ghiaccio marino, che solo nel 2022 (racconta la scienza) pare aver causato la morte, proprio nella Penisola Antartica, di migliaia di pulcini di “pinguino imperatore” che non avevano ancora sviluppato piume impermeabili, rendendoli dunque incapaci di salvarsi a nuoto nelle gelide acque oceaniche. Eccezionali descrizioni paesistiche e di monito (per quanto utile!) alle coscienze umane, che ritroviamo rammentate con grande efficacia tecnico – artistica ed ineccepibile coinvolgimento emotivo, nelle 54 fotografie in bianco e nero, opera del celebre fotografo brasiliano Sebastião Salgado (Amorès, 1944 – Parigi, 2025), ospitate, da venerdì 24 aprile a domenica 27 settembre, a quasi un anno dalla scomparsa dell’artista, dal valdostano “Forte di Bard”, in una grande retrospettiva, frutto di quell’intenso lavoro che negli anni più recenti aveva portato Salgado a documentare uno degli ecosistemi più suggestivi e, allo stesso tempo, più a rischio su scala mondiale: quello delle “nevi perenni”.

Curata da Lélia Wanick Salgado (consorte di  Sebastião e con lui fondatrice nel 2004 dell’Agenzia di stampa fotografica “Amazonas Images”, dopo che già nel 1988, i due avevano dato vita all’“Instituto Terra”, organizzazione ambientalista impegnata nel ripristino della “Valle del Rio Doce”, stato del “Minas Gerais” in Brasile), la retrospettiva ha per titolo, semplice semplice, “Ghiacciai” ed è prodotta in collaborazione con l’Editrice italiana “Contrasto”, leader nel settore della fotografia, con sedi a Roma e a Milano (fondata da Roberto Koch) e con cui Salgado aveva già pubblicato due volumi “In Cammino” e “Ritratti di bambini in cammino”, documentazione dei suoi reportages (dal 1993 al 1999) sul tema delle “migrazioni umane”. In mostra al sabaudo “Forte” della Vallée, gli scatti fotografici si presentano affiancati, quali doveroso omaggio all’artista brasiliano, da un “video” e da un esteso “apparato biografico”. Sebastião Salgado non è stato solo un eccelso fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di “attivista – umanista”, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo. “In questo progetto – sottolineano gli organizzatori – ha rivolto l’obiettivo verso la bellezza vulnerabile delle nevi perenni, immortalando in innumerevoli scatti uno degli ecosistemi più affascinanti e minacciati del pianeta, cui lo stesso ‘Forte di Bard’ dedica da tempo iniziative molteplici di divulgazione scientifica”. Dalla “Penisola Antartica” al “Canada”, dalla “Patagonia” all’“Himalaya” e dalla “Georgia del Sud” alla “Russia”, Salgado cattura la tragica “bellezza mozzafiato” di un ricchissimo patrimonio ambientale oggi decisamente a rischio. Patrimonio che le sue immagini cristallizzano in un “bianco e nero” ricco di contrasti (spesso applicando con un pennello uno “sbiancante” per smorzare l’eccessivo peso di ombre troppo intense), “proponendoci un nuovo tributo visivo che ci invita ancora una volta a riflettere sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi, attraverso comportamenti più rispettosi e consapevoli nei confronti della natura per preservarne la bellezza e l’equilibrio”. Fino a che se n’è a tempo!

Gianni Milani

Sebastião Salgado. “Ghiaccai”: Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833824 o www.fortedibard.it

Dal 24 aprile al 27 settembre 2026. Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: “Penisola Antartica”, 2005, © Sebastião Salgado/Contrasto; “Iceberg alla deriva. Isole Sandwich Australi”, 2009, © Sebastião Salgado/Contrasto

Gli attivisti del clima portano una bara davanti al Consiglio regionale

Hanno portato una  bara  e una bombola d’ossigeno davanti al Consiglio regionale. Sullo striscione la scritta “Piemonte cambia, ci manca l’aria”. Così ieri gli attivisti di Extinction Rebellion hanno manifestato davanti a Palazzo Lascaris, contro l’inquinamento atmosferico e facendo riferimento al caso Delmastro. “Ogni anno muoiono 4 mila persone per lo smog”, hanno denunciato i manifestanti.