ilTorinese

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Amori & Incantesimi 2 – Commedia. Regia di Susanne Blier, con Sandra Bullock, Nicole Kidman, Dianne Wiest e Stockard Channing. Il film ci riporta in un mondo ricco di intrighi al chiaro di luna e di potente magia ancestrale, mentre le sorelle Owens devono affrontare l’oscura maledizione che minaccia di distruggere per sempre la loro famiglia, in quello che si rivela un appuntamento cinematografico all’insegna di divertimento, magia e caos. (Massaua, Fratelli Marx, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 5, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Calle Malaga – Drammatico. Regia di Maryam Touzani,con Carmen Maura e Marta Etura. Maria Angeles, una donna spagnola vicina agli ottanta, vive da sola a Tangeri, in Marocco, godendosi la sua routine quotidiana. Tuttavia, la sua vita viene sconvolta quando sua figlia Clara arriva da Madrid per vendere l’appartamento in cui Maria ha sempre vissuto ma che è intestato a lei. È divorziata e non riesce più a mantenersi con il lavoro di infermiera. Le alternative per Maria sono due: o andare a vivere con la figlia e Madrid o ritirarsi in una residenza per anziani. Determinata a rimanere, fa tutto il possibile per riavere la casa e i suoi beni e, inaspettatamente, riscopre l’amore e la sensualità. Durata 116 minuti. (Classico, Due Giardini sala Nirvana)

Il cileno – Drammatico. Regia di Sergio Castro San Martìn, con Camilo Arancibia. 1976. Il minatore Aldo Marìn fugge dal regime cileno e si rifugia a Torino, dove incontra Luciana, una dottoressa che pratica aborti clandestini, ma il suo tentativo di rifarsi una vita è minacciato da un talento che è anche la sua maledizione: costruire bombe. Durata 92 minuti. (Romano sala 3)

Dov’è la festa? – Commedia. Regia di Niccolò Gentili, con Francesco Carril, Linda Caridi e Giorgio Tirabassi. A pochi giorni dal capodanno, Roma è un caos di traffico, regali, cene e aspettative. Leo e Irene si frequentano da ttre mesi e non hanno ancora trovato il coraggio di rispondere alla domanda che incombe su ogni nuova relazione: “Allora, cosa siamo?”. La sera in cui decidono finalmente di affrontarla, l’auto nuova di Leo viene rubato sotto la casa di Irene. Da quel momento, la loro storia viene travolta da una settimana assurda di commissariati, assicurazioni, uffici ACI, guardie giurate, ladri, coinquilini, genitori e suore. Convinti di vivere una commedia romantica, i due si ritrovano invece a combattere contro la burocrazia, pregiudizi e un mondo di adulti frustrati che sembra fare di tutto per ostacolarli. Ma proprio attraversando questo labirinto di ostacoli, Leo e Irene potrebbero trovare qualcosa di più importante dell’auto scomparsa: una direzione comune e il coraggio di scegliere il proprio futuro insieme. Durata 98 minuti. (Romano sala 1, The Space Torino)

I figli della scimmia – Drammatico. Regia di Tommaso Landucci, con Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alessi, Andrea Aggio e Luigi Diberti. Dario, padre di un bambino disabile, comincia a ricevere attenzioni dal figlio adolescente di suo fratello scoprendo di preferirlo al proprio. Nella crescente complicità con il nipote trova il figlio che avrebbe voluto avere, veste i panni del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di ruolo illusorio e pericoloso che metterà a rischio l’intera famiglia. Durata 110 minuti. (Eliseo, Reposi sala 1)

Oasis : Don’t Look Back in Anger – Documentario musicale. Regia di Dylan Southern e Will Lovelace, con Liam e Noel Gallagher. Il documentario racconta il trionfale tour di reunion dei fratelli Gallagher, “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni rock’n’roll più attesi dei nostri tempi. Durata 90 minuti. (Greenwich Village V.O.)

Odissea – Avventura. Regia di Christopher Nolan, con Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Charlize Theron. Ulisse, il leggendario re di Itaca, intraprende dopo la presa di Troia un lungo e pericoloso viaggio verso casa, raccontando i suoi incontri con esseri mitici come il ciclope Polifemo, le Sirene e la maga Circe: giunto, sterminerà i Proci che da dieci anni l’hanno occupata, insidiando la sua famiglia e i suoi beni. Durata 172 minuti. (Massaua, Greenwich Village V.O., Ideal, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Palestina ’36 – Storico, drammatico. Regia di Annemarie Jacir, con Jeremy Irons, Robert Aramayo e Liam Cunningham. Nel 1936, mentre i villaggi palestini si ribellano contro il dominio coloniale britannico, Yusuf naviga tra Gerusalemme e la sua casa ruralòe, tra crescenti disordini e un momento cruciale per l’Impero britannico. (Centrale V.O., Greenwich Village anche V.O.)

Ritorno a Buenos Aires – Drammatico. Regia di Marco Bechis, con Adriano Giannini. Il film segue Mariano Guerra, richiamato in Argentina per testimoniare nel processo contro i militari che lo sequestrarono e torturarono durante la dittatura militare, la stessa che nel 1978 organizzò i Mondiali di calcio mentre il paese era attraversato dalla repressione clandestina. Il film non racconta il ritorno di un eroe in cerca di rivalsa ma il percorso di un uomo che porta dentro di sé la propria zona d’ombra: piegato dalla tortura, parlò denunciando i suoi compagni. Durata 104 minuti. (Massimo V.O., Nazionale, Uci Lingotto)

Serpenti – Drammatico. Regia di Roberto De Paolis, con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Valeria Golino e Pietro Castellitto. Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna e a se stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Romano sala 2)

Silent Friends – Drammatico. Regia di Ildikò Enyedi. Nel cuore di un giardino botanico, in una città universitaria medievale tedesca, si erge un maestoso gingko biloba. Questo testimone silenzioso ha osservato per oltre un secolo i ritmi tranquilli di trasformazione attraverso tre vite umane: un neuroscienziato di Hong Kong, nel 2020, una giovane studentessa, nel 1972, e la prima donna, studentessa universitaria, nel 1908. Seguiamo i loro goffi e maldestri tentativi di connessione – ognuno profondamente radicato nel proprio presente – mentre vengono trasformati dal potere silenzioso, duraturo e misterioso della natura. L’antico gingko biloba ci avvicina a ciò che significa essere umani: al nostro desiderio di appartenenza. Durata 145 minuti. (Greenwich Village anche V.O.)

Spezie e bugie – La piccola cucina di Mehdi – Commedia. Regia di Amine Adjina. Mehdi è un giovane cuoco algerino che sta per rilevare la proprietà di un bistrot a Lione. La sua partner nell’acquisto del locale è Léa, la sua ragazza francese. Ma Mehdi non ha mai parlato dell’esistenza della ragazza alla madre Fatima, che vorrebbe che sposasse un’algerina e ha già anche pronta la candidata ideale. La madre vuole tornare nel suo paese d’origine, e se Léa ha presentato da tempo il fidanzato ai suoi genitori, co-finanziatori del progetto di ristorazione, il ragazzo pensa di cavarsela nel tenere lontane madre e fidanzata. Ma quando Léa insiste per incontrare Fatima, Mahdi ingaggia la proprietaria di un bar affinché finga di essere sua madre. Durata 114 minuti. (Massimo)

The Echo Chamber – Redia di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. In concorso a Venezia, ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono sino a dissolversi. Lui, Leo, è un produttore musicale tossicodipendente, lei, Anne, la sua fisioterapista chiamata a calmargli i dolori alla schiena che continuano a procurargli dolore: si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava, una cantante e icona che si era ritirata dalle scene ma che Leo ha saputo convincere a tornare per un nuovo album, una cantante che potrebbe ricordare la voce e le parole di Janis Joplin, che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto. (Eliseo anche V.O., Fratelli Marx anche V.O., Nazionale anche V.O.)

The Invite – Commedia drammatica, regia e con Olivia Wilde, e con Seth Rogen, Penelope Cruz e Edward Norton. Joe e Angela sono stati molto innamorati ma il loro matrimonio è ormai logorato dalla routine, dalle frustrazioni artistiche di lui, un tempo pianista di talento, dalla solitudine domestica di lei: ma quando invitano a cena i loro enigmatici vicini di casa, una coppia affascinante e spregiudicata, la serata – e la loro relazione – prenderà una piega inaspettata, tra rivelazioni che coinvolgeranno tutti. Durata 107 minuti. (Centrale anche V.O., Massaua, Eliseo, Fratelli Marx anche V.O., Greenwich Village anche V.O., Lux, Nazionale sala 1 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Tony – Diario di un giovane cuoco – Commedia drammatica. Regia di Matt Johnson, con Dominic Sessa e Antonio Banderas. 1975. Tony è uno studente diciannovenne iscritto al Vassar College che sogna di diventare uno scrittore e concorre per una borsa di studio che finanzi lo sviluppo di un suo primo, ipotertico romanzo. Non vince la borsa di studio e decide di partire per Princetown, dove la sua Nancy si è trasferita per l’estate, convinto di poterla conquistare. Tony troverà lavoro come lavapiatti presso un fast food di pesce capitanato da Ciro, un latinoamericano bizzarro ma generoso. Sarà questa la sua improbabile introduzione al mondo dell’alta cucina che lo renderà celebre nel mondo. durata 106 minuti. (Greenwich Village anche V.O., Nazionale sala 4)

Ketamina e un deposito di droga trovati in casa a Lucento: un arresto

Oltre 250 grammi di ketamina, più eroina, cocaina, MDMA, oppiacei e hashish, in parte già suddivisi in dosi pronte per la vendita. È questo il “carico” trovato dalla polizia in un appartamento di Lucento, dove gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Torino hanno arrestato un 26enne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Tutto parte da alcune informazioni raccolte, che hanno portato gli investigatori a puntare i riflettori su un appartamento di Lucento, dove, secondo le indagini, poteva essere nascosta della droga destinata allo spaccio. Gli agenti della Squadra Mobile hanno quindi eseguito una perquisizione nell’abitazione. Il blitz ha dato esito positivo: nell’appartamento sono state rinvenute diverse sostanze stupefacenti. Le analisi della Polizia Scientifica hanno poi confermato più di 250 grammi complessivi di ketamina, oltre a quantità di eroina, cocaina, MDMA, oppiacei e hashish. Parte del materiale era già suddiviso in involucri, pronto per la vendita

Durante la perquisizione sono stati sequestrati anche un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e del denaro, ritenuti pertinenti all’attività di spaccio. Alla luce degli elementi raccolti, della quantità e delle modalità di detenzione delle sostanze, il ragazzo è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il procedimento penale è ora nella fase delle indagini preliminari.

VI.G

Roggero resta in carcere: dopo Torino anche da Milano stop alla richiesta di sospensione della pena

Nuovo pronunciamento sul caso di Mario Roggero. Il gioielliere di Grinzane Cavour continuerà a scontare la pena nel carcere di Bollate mentre resta in attesa dell’esito della domanda di grazia presentata al Presidente della Repubblica.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti giudicato inammissibile l’istanza con la quale la difesa chiedeva di interrompere temporaneamente l’esecuzione della condanna. Roggero sta scontando 14 anni e 9 mesi di reclusione per avere ucciso due uomini e ferito un terzo durante la rapina alla sua gioielleria nell’aprile del 2021.

La decisione milanese segue quella assunta nei giorni scorsi dal Tribunale di Sorveglianza di Torino, che si era già pronunciato sulla richiesta respingendola nel merito.

Alla base del provvedimento di Milano ci sono soprattutto due elementi: Roggero ha già iniziato a scontare la condanna e sulla stessa vicenda è già intervenuta la magistratura di sorveglianza torinese. Secondo il collegio, non sarebbe quindi possibile ottenere una nuova valutazione della medesima richiesta rivolgendosi a un diverso tribunale.

Resta intanto aperto il percorso relativo alla grazia, chiesta dalla moglie Mariangela Sandrone. Sul fronte giudiziario la vicenda avrà inoltre un ulteriore passaggio in Cassazione, chiamata a occuparsi della questione relativa alla competenza tra gli uffici di sorveglianza di Torino e Milano. Nel frattempo Roggero rimane detenuto a Bollate. Immagine generata con AI

CASABLANCA Film realista o realistico?

Non molto tempo fa abbiamo rivisto il capolavoro del regista Michael Curtiz che, nel 1942, diresse magistralmente Ingrid Bergman (Ilsa Lund) e Humphrey Bogart (Rick Blaine) in un leggendario film che ha segnato la storia della cinematografia.

La vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale e racconta la storia di un cittadino statunitense – Humphrey Bogart – che si trova a dover scegliere tra l’amore per una donna – Ingrid Bergman – e aiutare il marito di lei, un leader della Resistenza cecoslovacca, a fuggire dalla città occupata di Casablanca. Un amore struggente coinvolge l’americano e la bella norvegese, già protagonisti in precedenza di una forte passione amorosa vissuta a Parigi e misteriosamente interrotta dalla ragazza.

Nel dicembre 1941, l’espatriato americano Rick Blaine è titolare del “Rick’s Café Américain” che attrae una clientela eterogenea, tra cui funzionari francesi di Vichy, soldati e funzionari nazisti, ma soprattutto molti rifugiati europei. Su ciò gira uno dei nodi della trama: le Lettere di Transito, documenti eccezionali che consentono di lasciare Casablanca sull’aereo che settimanalmente conduce a Lisbona, capitale del neutrale Portogallo, per ripartire alla volta degli Stati Uniti.

Ilsa riappare nel locale di Rick al braccio di Oscar Laszlo. Entrambi necessitano delle Lettere per fuggire, mentre un ufficiale della Gestapo giunge lì appositamente per impedire questa fuga.

La trama si sviluppa con personaggi, colpi di scena, tensioni continue vissute in una realtà allucinata, simboleggiata magistralmente da una Casablanca del 1942 che appartiene più alla fantasia che alla realtà. Politica, guerra, spionaggio, amore e umane meschinità sono tutte rappresentate, e strettamente intrecciate, all’interno di un continuo pathos che, ora come allora, affascina le platee di mezzo mondo. Il bianco e nero, a nostro avviso, ha avuto un ruolo magico nell’intensificare ruoli e azioni.

Queste righe non sono però dedicate al valore artistico del film, sul quale si scrive e parla da sempre, ma alle situazioni e agli ambienti politici che ‘non tornano’ con i fatti storici reali dell’epoca.

Le riprese principali iniziarono negli Stati Uniti il 25 maggio 1942 e terminarono il 3 agosto; il ‘fattore cronologico’ è infatti uno dei particolari che non deve sfuggirci.

Nel 1942 la marocchina Casablanca non era la Svizzera in terra d’Africa del film. Partendo da questo fatto, una fredda lente storica deve far emergere particolari che rendono unica (anche per i suoi marchiani errori) la sceneggiatura.

In quei particolari giorni, un americano avrebbe teoricamente ancora potuto girare libero in città e, quindi, anche gestire un locale pubblico. Per indagare sul caso di Rick Blaine, la realtà storica tocca particolari paradossali, anche se teoricamente possibili.

Durante le fasi iniziali del film, la ricevuta di credito che il protagonista firma a un giocatore è datata 2 dicembre 1941, cioè solo sei giorni prima della formale dichiarazione di guerra degli USA alle potenze dell’Asse.

Da due anni l’Europa si trovava sotto l’attacco nazista e gli inglesi, da tanto tempo, erano alla ricerca di un coinvolgimento militare degli Stati Uniti. Casablanca, pur traballante “porto franco” (totalmente inventato), non poteva certo rappresentare per un americano un riparo dagli orrori di una guerra che già coinvolgeva l’Africa del nord.

Il core business dell’opera gira intorno alle citate Lettere di Transito a mano di Rick Blaine, che non sono mai esistite, anche se sono state magistralmente inserite nella trama. Solo immaginare la firma del gen. De Gaulle come garanzia dei “lasciapassare” rasenta la follia filmica. Come citato, nel 1941 Casablanca era sotto la giurisdizione del governo collaborazionista di Vichy. Il generale era invece a Londra come comandante in esilio della Francia Libera, considerato quindi traditore e criminale. Un lasciapassare a sua firma avrebbe significato l’immediato arresto di chiunque lo avesse esibito. Nei territori occupati, gli unici e controllatissimi transiti di viaggio/espatrio erano quelli del governo tedesco o dei suoi governi fantoccio (come anche quello norvegese).

Più che porto franco, Casablanca fu nei fatti una stazione di sosta prima di partire per l’Oceano Atlantico. Chi riusciva ad arrivare in città non poteva però circolare liberamente, e spesso gli ‘indesiderabili’ (ebrei non francesi, comunisti europei e sopravvissuti alla guerra civile spagnola) venivano internati in campi di lavoro nel deserto. I visti concessi dalle ambasciate di nazioni oltre oceano non si riunivano in un unico documento, ma in tre, con scadenze fra loro vicinissime. Quasi impossibile averli tutti insieme e, ovviamente, quasi impossibile partire!

La situazione si sbloccò a seguito dello sbarco delle truppe alleate in nord africa a fine del ’42 (Operazione Torch), che soppresse definitivamente il già traballante governo di Vichy.

Per quanto riguarda gli altri due protagonisti, Ilsa Blunt è cittadina norvegese, nazione sotto il controllo nazista dal 1940. Non è formalmente un pericolo per i belligeranti, ma risulta poco credibile il permesso di lasciare indisturbata il suo Paese. Certo, invece, il suo fermo da parte della polizia francese collaborazionista e una sua immediata consegna ai tedeschi.

Il falso più eclatante resta quello dell’affascinante leader della Resistenza cecoslovacca, Victor Laszlo: dopo essere sfuggito da un campo di concentramento tedesco, raggiunge incredibilmente Casablanca nella speranza di ottenere due visti per gli Stati Uniti. Anche nell’ipotesi di una miracolata “moglie turista”, lui rimane un ricercato internazionale dalla Gestapo, con nessuna possibilità di sopravvivenza.

Nel film, questa strana isola di pace è gestita dal corrotto capitano francese Renault, filmicamente dotato di grande autonomia giuridica. Vichy non aveva invece alcuna autonomia e, tra l’altro, nella realtà era già operativo nella patria di Lazlo il crudele SS-Obergruppenführer Heindrick, detto il ‘macellaio di Praga’, risoluto repressore della Resistenza locale. Nel film, invece, il patriota slavo se la cava con una antipatica ma informale chiacchierata con il maggiore tedesco Strasser (giunto lì proprio per lui) e un veloce fermo seguito dal suo rilascio. Purtroppo i fatti furono differenti e molto, molto più drammatici.

La Settima Arte però si permette libertà che la rendono, talvolta, ancora più affascinante rispetto alla realtà dei fatti.

In America Casablanca fu distribuito velocemente per sfruttare la pubblicità della citata invasione alleata del Nord Africa, iniziata poche settimane prima, e subito distribuito a livello nazionale negli Stati Uniti il 23 gennaio 1943.

Oltre agli interessi di ‘botteghino’, intenzione della Produzione fu quella di aumentare lo spirito patriottico della nazione, anch’essa ormai in guerra.

Nel film recitarono attori di 34 nazionalità diverse, molti dei quali fuggiti dai rispettivi Paesi dopo l’avvento del nazismo e lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Errori e imperfezioni a parte, come rifiutare l’immortalità a questa gloriosa pellicola senza ricordare l’ultima, drammatica frase che Rick dice all’amata?

“Se quell’aereo decollerà e tu non sarai con lui, te ne pentirai. Forse non oggi, forse non domani, ma presto e per il resto della tua vita”.

Ciak.. si riveda ancora e ancora!

Ferruccio Capra Quarelli

Miss Italia, alla torinese Francesca Longobardi la storica fascia di Miss Eleganza

 

Appartenuta a Sofia Loren

È Francesca Longobardi, ventunenne di Grugliasco, in provincia di Torino, Miss Piemonte, la nuova Miss Eleganza di Miss Italia 2026. Una fascia dal peso storico straordinario, legata alla tradizione più prestigiosa del concorso che, nel corso degli anni, ha avuto tra le sue interpreti anche Sofia Loren, diventa simbolo di bellezza, classe e personalità. A consegnare la fascia a Francesca Longobardi è stata Francesca Ambrosetti, coach di Miss Italia e modella protagonista di una delle stagioni più importanti della moda italiana. Proprio sotto la sua guida, Francesca ha affrontato una giornata dedicata all’eleganza, dimostrando stile, presenza, naturalezza e femminilità. La ventunenne piemontese, che vive a Grugliasco e lavora come babysitter, ha scelto di uscire dalla propria zona di comfort avvicinandosi alla moda, allo spettacolo e alla comunicazione. Palestra e danza heels completano un percorso nel quale convivono disciplina e libertà. La conquista di Miss Eleganza segna un momento di particolare rilievo nel percorso di Francesca verso la finale di Miss Italia, raccogliendo idealmente l’eredità di una fascia che ha accompagnato alcune delle figure più importanti della storia della bellezza italiana.

La finale si terrà il 21 settembre prossimo presso il castello di Santa Severa, a Santa Marinella, e sarà trasmessa su RAI Play e San Marino TV. Ad accedervi sono dieci ragazze, tra cui, appunto, Francesca e Nicole Medini, 18 anni, Miss Sport Givova, di Carmagnola. Il suo percorso di studi si sta svolgendo al liceo Moda. Parallelamente svolge un’attività come circense: la pista del circo è stata la sua prima scuola, e fin da bambina si esibisce al trapezio e con gli hula-hop. La sua è una professionalità costruita sul campo, con un allenamento quotidiano, precisione, gestione del rischio, rapporto con il pubblico e capacità di continuare anche quando l’emozione è forte. Nel liceo ad indirizzo moda, dove studia, unisce l’esperienza della pista all’interesse per i costumi, l’immagine e la creatività. Non considera il circo un semplice ambiente di provenienza, ma una scuola di vita e una direzione futura. All’Academy dimostra presenza scenica, coordinazione, coraggio e familiarità con la performance dal vivo: qualità rare, maturate attraverso anni di lavoro reale.

Mara Martellotta

Operazione “Eredità”, asse Torino – Brasile contro il traffico internazionale di cocaina

Maxioperazione contro il narcotraffico internazionale tra Brasile ed Europa. La Polizia Federale brasiliana, con la collaborazione dei Carabinieri del ROS, ha dato esecuzione in Brasile all’operazione “Eredità”, che punta a smantellare una rete criminale attiva nell’invio di ingenti quantitativi di cocaina dal Sud America verso diversi Paesi europei, tra cui l’Italia.

L’inchiesta, coordinata per la parte italiana dalla Procura di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare e cinque provvedimenti di perquisizione e sequestro. Disposte anche misure patrimoniali su immobili, conti correnti, investimenti e altre disponibilità finanziarie.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe riunito soggetti riconducibili alla criminalità organizzata italiana ed esponenti di organizzazioni brasiliane, utilizzando in particolare il porto di Paranaguá per le spedizioni. Le indagini hanno collegato alla rete almeno 11 sequestri effettuati tra il 2019 e il 2020, per oltre 4,6 tonnellate di cocaina, destinate a Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Portogallo.

L’organizzazione avrebbe continuato a operare anche dopo l’arresto, nel 2019, di due esponenti della criminalità mafiosa italiana. Familiari e persone di fiducia ne avrebbero raccolto l’“eredità”, mantenendo contatti con fornitori, intermediari finanziari e responsabili della logistica.

Per comunicare il gruppo avrebbe utilizzato sistemi criptati, mentre i proventi del narcotraffico sarebbero stati movimentati attraverso circuiti finanziari informali, società, investimenti immobiliari e acquisti di beni di valore.

L’operazione è frutto della cooperazione investigativa sviluppata negli ultimi anni tra Italia e Brasile. Il lavoro congiunto di Polizia Federale brasiliana e ROS ha permesso di incrociare comunicazioni, dati telematici e finanziari e informazioni sulle spedizioni, ricostruendo la filiera della cocaina dal Sud America ai mercati europei.

Agli indagati, sulla base delle rispettive posizioni e ferme restando le successive valutazioni giudiziarie, potranno essere contestati reati legati al traffico internazionale di stupefacenti, all’associazione criminale e al riciclaggio.

Incidente mortale sulla provinciale 662: ciclista 44enne travolto da un’auto

Pedalava sulla provinciale che collega Savigliano a Saluzzo; un ciclista di 44 anni è stato investito in pieno da un’auto ed è morto sul colpo. Questa la tragedia accaduta nella serata di ieri, mercoledì 16 settembre, lungo la 662 all’incrocio con strada Grangia, nel comune di Lagnasco. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Saluzzo, incaricati dei rilievi e delle indagini, il ciclista era un cittadino pakistano di circa 44 anni, residente a Pinerolo, lavoratore agricolo. L’uomo stava percorrendo la carreggiata in direzione Saluzzo quando è stato investito da un’automobile.

Alla guida del veicolo si trovava una donna di 56 anni, rimasta coinvolta nell’impatto. Non è ancora chiaro come si sia arrivati allo scontro: la dinamica esatta verrà stabilita con gli accertamenti tecnici e le indagini delle forze dell’ordine. Sul posto è intervenuto il 118 di Savigliano. Nonostante i ripetuti tentativi di rianimare il ciclista, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: i sanitari hanno potuto solo constatare il decesso. Anche la conducente è stata soccorsa e portata in ospedale per ulteriori controlli.

Indagini in corso da parte dei carabinieri di Saluzzo per ricostruire la dinamica dello scontro.

VI.G

Artissima, Torino incontra l’arte contemporanea

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Presentata la 33ª edizione 

Artissima Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, unica fiera in Italia dedicata esclusivamente all’arte contemporanea, ha presentato la sua 33ª edizione. Si tratta di un appuntamento che si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre, con la preview il 29 ottobre, negli spazi dell’Oval Torino, per il quinto anno sotto la direzione e di Luigi Fassi. Gli spazi dell’Oval accoglieranno le sezioni principali della fiera: Main Section, New Entries, Monologue-Dialogue e Art Editions, e le tre sezioni curate: Present Future, Back to the Future e Disegni.

L’edizione 2026 di Artissima vede complessivamente la partecipazione di 183 gallerie italiane e internazionali, di cui 66 presenteranno progetti monografici. L’offerta espositiva si distingue per la capacità delle gallerie di presentare progetti inediti e sperimentali, coinvolgendo sia giovani talenti sia artisti già affermati. Si tratta di una predisposizione che aderisce perfettamente all’identità della fiera e al suo voler essere proiettata verso le tendenze più innovative, confermandosi come piattaforma di incontro intenso e accelerato con l’arte contemporanea in tutte le sue forme, come veine esplicitato nel tema di questa edizione, che è “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”.

Il tema di Artissima nasce da un’immagine della filosofa Martha Nussbaum (1947,New York), per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla Fancy, la proiezione in avanti della fantasia, possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze per avvicinarsi alla pluralità di chi è altro da noi. L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre la visuale a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale capace di nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna questo esercizio acrobatico dell’immaginazione, orientato verso possibilità invisibili: la fiera è un incontro fisico intenso e accelerato con le opere d’arte, che ci allena a pensare al modo in cui abitiamo e condividiamo il mondo.

“Il tema di quest’anno – dichiara Luigi Fassi, direttore di Artissima – narra la qualità acrobatica della Fancy, la forza protettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha Nussbaum, la Fancy è un linguaggio che va costantemente allenato, una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, di trascendere l’oggetto e di aprire a uno sguardo benevolo verso l’altro  elle nostre relazioni morali, politiche e civili. In questa capacità trasformativa, risiede una delle funzioni più profonde dell’arte: modificare chi guarda affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È la forma stessa dell’arte, corporea, complessa, mobile a guidarci verso questa apertura. In un esercizio democratico dello sguardo che si oppone a rigidità e chiusure attraverso il movimento libero della fantasia. Artissima è da sempre in luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri differenti e inattesi. Fancy è capace di raccontare l’energia dell’arte contemporanea e anche il movimento continuo della fiera stessa: essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta”.

Artissima, anche quest’anno, ha rinnovato la collaborazione con lo studio grafico torinese Fionda, e l’immagine coordinata per il 2026, interpretando il tema di Fancy, ci fa vedere storici loghi diventati parentesi che si trasformano in un sistema visivo in continua evoluzione. Le forme si piegano, si moltiplicano e generano traiettorie inattese suggerendo un’apertura che, pur rileggendo la propria storia, non esclude nuove possibilità e immaginari futuri.

“La città – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia – si appresta ad accogliere la 33ª edizione di Artissima che, dal 30 ottobre all’1 novembre, farà di Torino il centro del mondo dell’arte contemporanea. Artissima si conferma fiera d’arte contemporanea leader in Italia e un punto di riferimento globale capace di attrarre galleristi, artisti e appassionati da ogni angolo del mondo. Si tratta di una manifestazione che ha saputo crescere di anno in anno divenendo un evento espositivo di prim’ordine, ma anche una leva straordinaria di sviluppo culturale per la nostra città. L’edizione di quest’anno si distingue per un respiro internazionale di straordinario rilievo, accogliendo ben 183 gallerie provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, tra cui 36 realtà che scelgono Torino per la prima volta. Questo traguardo conferma l’attrattività di Torino nel panorama culturale contemporaneo globale. La nostra città ha sempre investito tantissimo nella promozione dell’arte e della cultura, e continuerà a farlo: il grande successo di Artissima è la dimostrazione che puntare su questo ecosistema culturale, capace di connettere pubblico e privato, e coniugare ricerca e innovazione è fondamentale”.

“Fondazione Arte CRT, che opera grazie al contributo di Fondazione CRT, rinnova il proprio sostegno ad Artissima, dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Arte CRT – confermando un impegno che ne riconosce e ne rafforza il ruolo di piattaforma internazionale per la ricerca artistica contemporanea. Con un budget di 300 mila euro, continuiamo a investire nel patrimonio pubblico attraverso nuove acquisizioni per le collezioni della GAM e del Castello di Rivoli. Artissima sarà l’occasione per presentare il nuovo catalogo della collezione della Fondazione Arte CRT, e per raccontarne il patrimonio attraverso uno stand dedicato al nostro nuovo progetto, denominato ‘Pastis Social Club’. Oltre a queste azioni, sopportiamo la prima edizione del ‘Curator’s Choice’, ideato per favorire nuove relazioni tra gallerie, artisti e curatori. Per Fondazione Arte CRT investire su Artissima significa sostenere gli artisti, le loro opere, le idee e le connessioni che alimentano la crescita dell’arte contemporanea e del suo ecosistema”.

Le sezioni di Artissima 2026 sono sette, di cui quattro selezionate dal comitato delle gallerie della fiera: Main Section raccoglie 103 gallerie, tra le più rappresentative nel panorama artistico mondiale; New Entries comprende 17 gallerie internazionali provenienti da continenti, emergenti, con meno di cinque anni di attività e per la prima volta in fiera; Monolgue-Dialogue è riservata alal gallerie emergenti con approccio sperimentale, che presentano uno stand monografico o un dialogo tra artisti, con 37 gallerie; Art Editions ospita gallerie specializzate in edzioni e multipli di artisti, librerie, project space e spazi no-profit. Le sezioni curate da Board Internazionale di Curatori sono tre: Presenti Future, Back to the Future e Disegni. Il panorama della fiera nel 2026 si distingue per una significativa presenza di gallerie provenienti dall’Asia, dall’America del Sud e Centrale, dal Sud Africa e dagli Stati Uniti, e si conferma una forte partecipazione di gallerie dall’est Europa, da Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svizzera.

Da ventisei anni Present Future è la sezione che Artissima dedica ai talenti emergenti. Curata per il terzo anno da Léon Kruijswijk, performance curator presso il Mudam di Lussemburgo, e Joel Valabrega, curatrice indipendente con base a Porto e a Milano. La sezione ospita progetti monografici allo scopo di mettere in risalto le nuove tendenze che caratterizzano il panorama artistico internazionale. Propone i lavori di dieci artisti presentati da dieci gallerie, di cui nove stranere. Back to the Future è la sezione curata di Artissima che include progetti monografici di grandi pionieri dell’arte contemporanea, il cui lavoro ha avuto un ruolo nella storia dell’arte. Il team curatoriale è composto per il terzo anno da Heike Munder, Otake Hiroshima e Jacopo Crivelli Visconti, curatore indipendente con base a San Paolo. Nel 2026 partecipano in qisata sezione 10 artisti presentati da 9 gallerie straniere e tre italiane. Disegni è giunta alla sua decima edizione ed è l’unica sezione in Italia dedicata a questo mezzo espressivo , guidata da Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo di Milano e della Milano Drawing Week. Presenta per il quinto anno consecutivo progetti concepiti come mostre personali, capaci di valorizzare l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta. In questa sezione verranno portati all’attenzione del pubblico i lavori di dieci artisti rappresentati da dieci gallerie, di cui quattro italiane.

Un progetto speciale di Artissima 2026 e di Juventus è Artissima Junior: nato nel 2018 e pensato per i giovani dai 6 agli 11 anni. Il progetto si intitola “Domani, pezzo per pezzo”, ed è realizzato da Franci Hoffman (Rwanda 1987), artista tutor che coinvolgerà i partecipanti in un processo creativo che li porterà a riflettere sulla fiducia che riposiamo negli altri e sull’ascolto, valore base di ogni gioco di squadra, in campo come nella vita. I bambini, divisi in squadre interdipendenti, lavoreranno alla costruzione di un’unica grande opera, scelta dall’artista, in dialogo con la sua pratica pittorica che utilizza fondi di caffè, carte recuperate, tessuti, garze, pigmenti e altri materiali trovati o ricevuti.

Ogni anno, la VIP Lounge della fiera prende forma con un progetto nuovo, quest’anno dedicato al tema della Fancy. È stato invitato l’artista Edoardo Piermattei ad accogliere gli ospiti con il suo immaginario, con la sua capacità di trasformare uno spazio da do valore al contesto che abita. Piermattei ha realizzato “Delizie”, che riprende il nome con cui i medici chiamavano le proprie ville di piacere, luoghi in cui ci si conserva la finzione del riposo. La VIP Lounge diventa un “Hortus conclusus”, a metà il registro sacro dell’Hortus e quello nobiliare dei giardini di un tempo. “Delizie” nasce grazie al supporto di Krumiri Rossi 1778, storica eccellenza dell’arte pasticcera italiana e simbolo di Casale Monferrato, trasformato da Piermattei nel mattone che compone la forma di un’architettura barocca piemontese.

Mara Martellotta

Monviso, caldo record e crolli: la Regione apre il Tavolo sulle Alpi

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Tre mesi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri di quota. È uno dei dati più significativi emersi dal primo Tavolo Monviso, convocato dalla Regione Piemonte per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’alta montagna e individuare misure di prevenzione e sicurezza.

Tra il 10 giugno e il 10 settembre la stazione Arpa sul Monviso non ha infatti mai registrato temperature pari o inferiori a zero gradi. Un’anomalia che contribuisce a spiegare l’attenzione rivolta alla stabilità delle pareti rocciose dopo i recenti crolli del 1° settembre sul versante nord-est e della notte tra il 13 e il 14 settembre ai Torrioni Sari, sul versante sud.

Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio, rappresentanti degli enti locali, Arpa Piemonte, Politecnico, CNR, Carabinieri forestali, guide alpine, Soccorso alpino, CAI e altri soggetti impegnati sul territorio.

«Le montagne sono un patrimonio e una risorsa preziosa del nostro Piemonte e devono essere tutelate – ha dichiarato Cirio –. Da un lato c’è il tema del cambiamento climatico, che va affrontato con serietà e rigore, senza ideologia, attraverso un confronto scientifico sul suo impatto sulle nostre montagne. Dall’altro c’è il tema della fruibilità».

Secondo Arpa, lo stress termico rappresenta un probabile fattore dei recenti distacchi, mentre il degrado del permafrost potrebbe avere contribuito all’instabilità di pareti già fortemente fratturate. «Da vent’anni Arpa studia il permafrost sulle Alpi e oggi abbiamo conoscenze e strumenti che devono essere messi a sistema», ha sottolineato Gallo.

Il confronto riguarda anche l’aumento della frequentazione del massiccio. Nell’ultimo fine settimana circa 200 persone hanno raggiunto la vetta; il Giro del Viso registra circa 40 mila utenti, mentre nell’area circostante vengono stimati complessivamente 200 mila passaggi. Negli ultimi tre anni il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi e quasi la metà ha riguardato persone che avevano smarrito il percorso.

Tra le misure allo studio ci sono quindi il potenziamento della segnaletica, una migliore distribuzione dei flussi sui sentieri, la verifica degli itinerari maggiormente esposti e possibili percorsi alternativi per raggiungere i rifugi, compresa un’ipotesi per il Quintino Sella. Proseguiranno inoltre i rilievi sui crolli, anche attraverso l’impiego di droni.

Il Tavolo Monviso potrebbe diventare il primo passo verso un Tavolo permanente per la resilienza delle Alpi piemontesi, nell’ambito dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. Il prossimo appuntamento sarà dedicato al Monte Rosa il 22 settembre. L’obiettivo è arrivare entro la primavera 2027 a un primo quadro condiviso degli scenari e delle azioni necessarie per conciliare sicurezza, tutela ambientale e accessibilità della montagna.

Ice Club Torino ASD: la nuova stagione parte dall’esperienza olimpica

17 settembre 2026 – La nuova stagione agonistica dell’Ice Club Torino comincia sotto il segno dell’esperienza olimpica e dell’eccellenza tecnica. La società, fondata nel 1971 da Franco Masoero e attualmente guidata dalla figlia Claudia, conferma il proprio ruolo di polo d’attrazione per il pattinaggio artistico internazionale, rilanciando una tradizione che ha contribuito alla crescita di generazioni di atleti e che si è confermata alle ultime Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Il club torinese schiera un gruppo di atleti che rappresenta il presente e il futuro della nazionale italiana: Daniel Grassl – medaglia olimpica di bronzo nella gara a squadre a Milano Cortina, protagonista del movimento italiano e tra i pattinatori più innovativi del circuito mondiale, Gabriele Frangipani – stabilmente nel giro della nazionale, atteso in diverse tappe internazionali, Matteo Nalbone, giovane talento in crescita, pronto a consolidarsi nel panorama europeo, Sarina Joos e Noemi JoosAmanda GhezzoFederico Berruto  e Simone Clementino.

Gli atleti saranno impegnati nei circuiti ISU Challenger SeriesGrand Prix Junior e Senior, e nei principali appuntamenti europei e mondiali.

Torino continua a detenere il ruolo di capitale del ghiaccio e a essere un punto di riferimento per il pattinaggio artistico internazionale.  Nel team di Ice club Torino ci sono persone che hanno partecipato alle Olimpiadi o in veste di atleta o come allenatore: Edoardo De Bernardis, Claudia Masoero, Tony Bombardieri, Luca Mantovani, Giada Russo, Tomas Guarino. Ricordiamo che, nel 2010, anche Carolina Kostner scelse Torino per preparare la stagione agonistica, allenandosi con De Bernardis al Palavela, sede olimpica dei Giochi Invernali 2006.

Lo staff è completato da altre figure che, quotidianamente, seguono i ragazzi negli allenamenti, nella danza, nell’interpretazione.

Molti atleti del club presenteranno programmi completamente rinnovati, costruiti per rispondere alle richieste di un mondo che, ogni anno, evolve e alza l’asticella delle difficoltà: salti di ultima generazione e combinazioni ad alta difficoltà, coreografie rinnovate, musiche originali che spaziano dalle colonne sonore cinematografiche alle composizioni contemporanee, un’impronta artistica che riflette la scuola torinese, da sempre attenta alla qualità interpretativa.

Accanto all’attività agonistica, l’Ice Club Torino inaugura, anche quest’anno, i corsi di pattinaggio per tutti i livelli, dai bambini ai principianti, fino agli adulti. Le attività si svolgeranno presso:

  • Palatazzoli
  • Palavela
  • Pinerolo

Tre sedi simbolo del ghiaccio piemontese, pronte ad accogliere chi desidera avvicinarsi al pattinaggio o perfezionare la propria tecnica.

“La nuova stagione si apre con un gruppo di atleti che rappresenta il meglio del pattinaggio italiano. L’esperienza olimpica che portano con sé è un patrimonio che arricchisce l’intero movimento. Torino continua a essere una casa del ghiaccio internazionale, e siamo orgogliosi di proseguire una tradizione che dura dal 1971” commenta Claudia Masoero, Presidente dell’Ice Club Torino.