ilTorinese

La ValleBelbo Sport guarda alla nuova stagione e saluta Lucia Tassinario

 

Dopo la sosta estiva, la ValleBelbo Sport è pronta per iniziare la stagione 2026-2027. Tra pochi giorni, riprenderà l’attività presso la piscina Gianni Palumbo del centro sportivo Orangym di Nizza Monferrato prima dell’ormai classico appuntamento con il Baceno Camp. Anche quest’anno, il team arancio-nero svolgerà tre giorni di attività nella natura, tra sport e divertimento, con l’Asti Nuoto, dal 10 al 12 settembre. Confermato il collaudato staff della ValleBelbo Sport. Pino Palumbo, che supervisionerà tutta l’attività in qualità di Direttore Sportivo, seguirà direttamente il gruppo dei “Categoria”, Monica Fusaro coordinerà i gruppi degli Esordienti A e B, Anita Palumbo e Federica Ferraris seguiranno il gruppo Propaganda, Eugenio Aquilini sarà il preparatore atletico e Gabriele Eustachio seguirà il gruppo Master. Il gruppo dei Categoria inizierà l’attività il primo settembre, gli altri gruppi la settimana successiva, il 7 settembre. Già fissata la presentazione della stagione della ValleBelbo Sport e l’incontro con le famiglie: l’appuntamento è per martedì 15 settembre, alle 18:00, in Orangym. Intanto, dopo quattro stagioni molto intense e ricche di soddisfazioni, si chiude l’avventura con la ValleBelbo Sport di Lucia Tassinario. L’atleta alessandrina del 2007, che con la squadra diretta da Pino Palumbo è cresciuta agonisticamente sino a raggiungere grandi obiettivi internazionali, ha salutato il team e i compagni di allenamento: “Auguro a tutti voi un anno ricco di risultati, personali e di squadra, che saprete sicuramente meritarvi. Per me parte un nuovo percorso nella speranza di raccogliere ancora qualche bella soddisfazione”. Lucia, con la ValleBelbo Sport e il Team Dimensione Nuoto di cui fa parte il sodalizio nicese, ha conquistato medaglie e vittorie ai Criteria, titoli italiani e podi ai Campionati Italiani di Categoria, ha raggiunto le finali ai Campionati Italiani Assoluti Primaverili e Invernali e ha centrato la finale al prestigioso trofeo internazionale Settecolli a Roma. Inoltre, è stata convocata in Nazionale giovanile in occasione dei Mondiali Juniores di Otopeni del 2025.

Arrestato moldavo ricercato per furto da 60mila euro

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo di origini moldave di ventisei anni destinatario di un mandato d’arresto internazionale a fini estradizionali per furto aggravato.
A seguito dell’alert scattato grazie al sistema “Alloggiati web”, la Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Torino è intervenuta presso una struttura ricettiva di via Ormea. Qui ha rintracciato un uomo che ha cercato di eludere i controlli consegnando agli operatori dei documenti intestati ad altro soggetto.
Dopo essere stato accompagnato in ufficio per la compiuta identificazione e a seguito di interlocuzioni con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, a suo carico è emerso un provvedimento di cattura internazionale ai fini dell’estradizione emesso lo scorso marzo dal Tribunale di Chisinau, in Moldavia, per furto aggravato.
Nello specifico, il cittadino moldavo sarebbe l’autore di un ingente furto commesso in Moldavia nel mese di gennaio 2026, insieme ad altri complici non ancora identificati, per un valore di circa 60.000 euro.

Quelle montagne … così com’erano

Una mostra al sabaudo “Forte di Bard” per raccontare le “metamorfosi” del paesaggio alpino in oltre un secolo di storia

Fino a domenica 1° novembre

Bard (Aosta)

Dalla “Veduta della ghiacciaia della Brenva dietro il Monte Bianco” (olio su tela, 1825-’27) a firma del “regio pittore in paesaggi e boscareccie”, il “vedutista” Angelo Antonio Cignaroli (Torino 1761 – 1841), per passare ai circa 4.500 metri di altitudine della magnifica candida e innevata (allora sì!) “estrema punta piramidale” de “Il Cervino”, opera del “peintre – alpinista” Angelo Abrate (Torino 1900 – Sallanches, 1985), cui si devono anche centinaia di dipinti raffiguranti il “Monte Bianco” – suo incontestabile cavallo di battaglia – spesso realizzati direttamente in quota, fino (solo per citarne alcuni) al “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela del 1930 ca. del bolognese, torinese di adozione, Giuseppe Gheduzzi, scuola all’“Accademia Albertina” di Torino e collaboratore del padre Ugo nella realizzazione delle scenografie del subalpino “Teatro Regio”  o, facendo un passo indietro, alla minuta, rigorosa ma di Anonimo “Caccia del re Vittorio Emanuele II di Savoia in Val Salvaranche” (1860 ca.): sono oltre 70 (tra le 400 e passa individuate ed appartenenti ad istituzioni pubbliche e a privati collezionisti), articolate in sei sezioni, le opere stilisticamente eterogenee e “racconto corale del mondo alpino” – dai dipinti ai disegni ai manifesti – raccolte nella generosa e suggestiva rassegna “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, inaugurata nei giorni scorsi al “Forte di Bard” e lì ospitata, negli alloggiamenti del “Museo delle Alpi” fino a domenica 1° novembre.

Curata da Aldo Audisio e promossa nell’ambito del progetto “DAHU – Développement et Adaptation des occupations Humaines en montagne” (che coinvolge la “Regione autonoma Valle d’Aosta”, il “Comune di Issime”, il “Forte di Bard”, il “Dipartimento dell’Alta Savoia” e la “Comunità dei Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc”), l’iniziativa “declina le finalità sotto il profilo artistico esplorando, invece, l’evoluzione del paesaggio montano tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo, offrendo una visione arricchita da un approccio scientifico che spazia dalla storia dell’arte all’archeologia”. Il tutto sul lungo filo di una ricerca e di una narrazione espositiva, studiata ad hoc, frutto di una pluralità di sguardi – di artisti, scienziati e alpinisti – cha va, a grandi balzi, dalle iconografie legate alla vita pastorale e agli elementi naturali, fino alle nuove forme di “antropizzazione” legate al turismo e agli sport invernali, “evidenziando i profondi mutamenti climatici e paesaggistici avvenuti nel corso dei decenni”. Tema, per altro, al centro delle attenzioni del “Forte” valdostano già nell’arco degli ultimi anni (ancora in corso, fino al 27 settembre in proposito, e proprio incentrata sul drammatico argomento in questione, la mostra fotografica “Ghiacciai” del grande reporter brasiliano Sebastião Salgado“attraverso progettualità che hanno avuto l’ambizione di contribuire alla diffusione della conoscenza e della comprensione di quanto sia fragile il mondo della montagna e di quanto sia importante approfondirne la conoscenza”. Parole della Presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery, che aggiunge: “La mostra è il risultato di una poderosa ricerca condotta negli archivi pubblici e privati della Valle d’Aosta e della Valle di Chamonix e dimostra proprio come l’evoluzione del paesaggio delle terre alte si sia realizzata nel corso dei secoli e come i cambiamenti siano stati influenzati (‘troppo spesso negativamente’ aggiungiamo noi) dalla presenza dell’uomo”.

“Chi come noi – spiega, da parte sua, l’Assessore regionale all’‘Istruzione, Cultura e Politiche Identitarie’, Erik Lavevaz – ha a cuore il futuro della Valle d’Aosta, intesa tanto come territorio quanto come comunità, non può non interrogarsi sul futuro dell’ambiente alpino provando ad allontanarsi dalla retorica e dagli allarmismi, ma sviluppando una coscienza che ancora può essere autentica. Queste terre sono chiaramente un laboratorio a cielo aperto in cui la cultura non è un orpello intellettuale, ma un modo fondamentale per comprendere noi stessi e proiettarci in avanti”. Oggi più che mai. Sulla scia di quanto “auspicato” dal celeberrimo Manifesto (presente in mostra) “Val d’Aosta. Sport invernali” disegnato attorno al 1940 dal noto disegnatore barese Gino Boccasile (Bari, 1901 – Milano, 1952), inneggiante, pur negli anni bui dell’inizio della Secondo conflitto Mondiale, alla montagna come “meta glamour e accessibile”, luogo di divertimento, sport, gioia e incontro per tutti. Anche attraverso il sorriso radioso di una smagliante figura femminile (un “classico” del Boccasile) icona ideale di uno stile di vita che ha cavalcato i tempi. E messo oggi seriamente a rischio!

Gianni Milani

“Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”

“Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it . Fino al 1° novembre. Orari: da mart. a ven. 10/18, sab. dom. e festivi 10/19

Nelle foto: Angelo Abrate “Il Cervino”, olio su tela, 1934; Giuseppe Gheduzzi “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela, 1930 ca.; Gino Boccasile “Val d’Aosta. Sport invernali”, Offset a colori su carta, 1940

San Francesco al Campo, trovata senza vita la studentessa di 24 anni scomparsa da casa

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Sono finite in tragedia le ricerche di Stefania Halip, la studentessa universitaria di 24 anni di cui non si avevano più notizie dalla notte tra domenica e lunedì a San Francesco al Campo.

Il corpo  senza vita della giovane è stato ritrovato  oggi, martedì 25 agosto, nel  torrente Fisca, in un bosco poco distante dalla strada provinciale.

Sul posto  i carabinieri, la polizia locale e le squadre v dei vigili del fuoco. Era stato fatto arrivare nella zona anche l’elisoccorso del 118, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della ventiquattrenne.

I carabinieri di Ciriè e gli esami del medico legale chiariranno le circostanze della morte. Saranno gli approfondimenti in corso a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.

L’allarme per la scomparsa era scattato nella giornata di lunedì. La sera precedente Stefania era rientrata dal mare con la famiglia intorno alle 22. Dopo il ritorno a casa, i familiari erano andati a dormire. Soltanto la mattina seguente i genitori si erano accorti che la ragazza non si trovava più nell’abitazione, facendo partire le ricerche.

Al Meeting di CL a Rimini una importante finestra anche sul Piemonte

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli, che da molti anni il Movimento di Comunione e Liberazione organizza ogni fine agosto, è sempre uno degli eventi più attesi, più partecipati e più attesi dell’anno.

Questa edizione in particolare ha acquisito una importanza straordinaria grazie alla lunga, intensa, affettuosa visita di Papa Leone al Meeting. Era dai tempi del Papa San Giovanni Paolo II, che un Pontefice non si recava al Meeting. Questa volta, non solo Sua Santità ha voluto essere presente, ma ha fatto proprio il titolo del raduno: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Infatti il cuore delle sua “lectio magistralis” alle migliaia di persone presenti, è stato proprio il tema dell’amore come unica reale possibilità di un mondo nuovo di fraternità, pace e giustizia. Conseguentemente ha lanciato un fortissimo appello a che ogni credente si faccia carico di questo obbiettivo, dicendo testualmente la frase :”si, cari amici, è l’ora della responsabilità!”. Questo avveniva sabato 22 agosto, mentre domenica 23 agosto –quasi l’avesse progettato la Provvidenza stessa – vi è stato un evento che sembrava nato proprio come conseguenza ed esplicitazione dello straordinario discorso di Papa Leone. Infatti nel primo pomeriggio, nell’auditorium della magnifica area ragazzi, è stato presentato il libro di Carola Benedetto e Luciana Ciliento intitolato: “Mio padre, tuo padre, due uomini contro l’odio del conflitto Israelopalestinese”. Si tratta della storia Vera di due uomini, Rami israeliano e Bassam palestinese, che hanno perso, entrambi, le loro figlie a causa di un atto di violenza della parte avversa. Questo drammatico fatto, nonchè tutto il contesto, avrebbe facilmente potuto portarli sulla via del rancore e dell’odio. Invece, da un grandissimo dolore sono riusciti a far nascere un percorso di perdono, di unione e di pace. Il libro è talmente intenso, bello e commovente, che non merita spoiler, ma di essere acquistato e letto integralmente, assaporando parola dopo parola. Le due autrici, Carola e Luciana , hanno condiviso col pubblico – numerosissimo, attento e costituito in maggioranza da giovani – la genesi del libro e della loro amicizia con Rami e Bassam.

A questo punto la grande notizia è che il libro verrà ripresentato in vari momenti a Torino e circondario, a partire dal 17 ottobre, ma con la presenza fisica di Rami e Bassam! Questa opportunità affascinante è nata dalla proposta di Carola e Luciana, insieme al Anpi sez. Grosa, con il suo attivissimo presidente Augusto MontaruIi. La coraggiosa e complessa organizzazione e ospitalità dei “due padri” a Torino, è stata resa possibile dal convinto e pieno sostegno di due importanti e primarie istituzioni piemontesi: il Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte e la Fondazione CRT di Torino, che hanno trovato nei rispettivi organi apicali – il Presidente Davide Nicco per il Comitato regionale, e la Presidente Anna Poggi e la Segretaria Patrizia Polliotto per la Fondazione CRT – una sensibilità davvero non comune, unite a una attenzione anche personale che fanno loro davvero onore!

I motivi di questa scelta, sono stati illustrati da Giampiero Leo, Vice Presidente del succitato Comitato per i diritti umani e portavoce del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte. Leo, raccogliendo l’interesse del Meeting e l’approvazione calorosa del pubblico, ha illustrato le ragioni che hanno spinto, da una parte importanti forze politiche e istituzionali, e dall’altra le religioni e significative fette della società civile, a lavorare tutte insieme, senza preconcetti e pregiudizi alla costruzione di tavoli permanenti di incontro e di dialogo. Iniziative volte a produrre momenti – anche ampi e ufficiali – capaci di concrete prese di posizione di condanna della violenza e della faziosità e viceversa, di costruzione di azioni efficaci a favore del bene comune, della pace, della solidarietà, e del senso di fratellanza/sorellanza.

Un ultima riprova della positività di questo incontro, generosamente ospitato dal Meeting , è stato l’elevato numero di richieste sia di organizzare altre presentazioni del libro un po’ in tutta Italia, sia di conoscere e collaborare con le due autorevoli realtà civili e religiose (Comitato Diritti Umani e Coordinamento Interconfessionale) descritte nel corso dell’happening.

“Codice rosso”, la Polizia Locale arresta un quarantenne che maltrattava da anni l’anziana madre

 

Da anni subiva in silenzio angherie, insulti, violenze fisiche e psicologiche da parte del figlio. Soltanto qualche giorno fa, nei giorni intorno a Ferragosto, l’ennesimo grave episodio di violenza l’ha convinta a presentarsi al Comando di Polizia Locale di Torino dove è stata accolta, piangente ed impaurita, dagli agenti del Reparto di Polizia di Prossimità.

Qui la vittima, una donna italiana sessantenne che lavora come collaboratrice domestica, ha raccontato il lungo calvario di angherie cui veniva sottoposta da parte del figlio, disoccupato quarantenne con problemi di dipendenza da alcol, che era già stato condannato per questi reati in passato.

Qualche anno fa, fiduciosa di un suo ravvedimento, la donna lo aveva riaccolto in casa con sé, nella zona nord della città.

Ma, dopo qualche tempo, erano ricominciati gli abusi: insulti, minacce, continue richieste di denaro, aggressioni anche fisiche. Proprio uno di questi episodi, avvenuto nei giorni scorsi, quando l’uomo le ha messo le mani intorno al collo con violenza, ha convinto la donna a chiedere aiuto.

Gli agenti del Reparto di Prossimità, compresa la gravità della situazione, hanno immediatamente attivato le procedure protette per le vittime di violenza domestica, il cosiddetto “codice rosso”. La tempestività dell’intervento è stata decisiva. La rete interistituzionale con l’Autorità Giudiziaria, cui è stata trasmessa celermente l’attività di indagine, ha consentito alla Procura di condividere l’urgenza prospettata dagli investigatori, emettendo una misura cautelare nei confronti del figlio violento.

L’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torino è stata immediatamente eseguita dagli stessi agenti. L’uomo è stato allontanato dalla casa familiare con divieto di avvicinamento e sottoposto a controllo con braccialetto elettronico.

Si rammenta che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, il soggetto indagato e nei cui confronti è stata svolta richiesta di applicazione di misura di custodia cautelare personale non è da ritenersi responsabile dei fatti che gli vengono allo stato addebitati sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

TorinoClick

Tornelli Metro, 40 multe in un giorno per i furbetti. Gtt: “Rispettare le regole”

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Un video pubblicato sui social, nel quale un ragazzo si filma mentre scavalca i tornelli della metropolitana di Torino invitando provocatoriamente altri a imitarlo, ha fatto scattare la reazione di GTT.

L’azienda di trasporto pubblico ha deciso di denunciare il giovane, sottolineando come un gesto del genere non rappresenti soltanto una violazione delle regole, ma possa trasformarsi in un messaggio capace di spingere altre persone a comportarsi nello stesso modo. Condotte che, ricorda GTT, possono comportare conseguenze amministrative e assumere anche rilevanza penale.

L’episodio ha inoltre portato a un rafforzamento dei controlli nelle stazioni della metropolitana. GTT svolge già quotidianamente verifiche sui mezzi e lungo la rete, attraverso il proprio personale addetto alla sicurezza e con il supporto delle Forze dell’Ordine.

I controlli intensificati hanno prodotto i primi risultati: venerdì sono state sanzionate 40 persone sorprese mentre cercavano di entrare in metropolitana senza rispettare le modalità previste, in alcuni casi proprio scavalcando i tornelli.

L’azienda ribadisce quindi la necessità di rispettare le regole e annuncia che proseguirà con le attività di vigilanza per contrastare gli accessi irregolari e tutelare sicurezza e decoro negli spazi del trasporto pubblico torinese.

Lingotto Fiere si trasforma per gli appuntamenti autunnali e invernali

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Lifestyle, arte contemporanea, edilizia e cultura pop saranno i temi centrali dei dieci appuntamenti che, da ottobre a dicembre prossimi, trasformeranno Lingotto Fiere adattando spazi e format alle esigenze di settori, community e pubblico, confermandosi così uno dei principali hub per eventi del Paese.

“La forza di Lingotto Fiere sta nella sua capacità di essere ogni volta qualcosa di diverso, mantenendo la stessa funzione: creare occasioni di incontro tra persone, idee e imprese – ha dichiarato Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia – il Rapporto SIAE 2025 colloca Lingotto Fiere al quarto posto tra le 489 strutture fieristiche italiane per affluenza e spesa del pubblico, in un comparto che a livello nazionale ha superato gli 11 milioni di visitatori e i 94 milioni di euro di spesa. È un risultato che conferma il ruolo di Lingotto come infrastruttura strategica per Torino e per il territorio, capace di generare opportunità economiche, attrarre competenze e mettere in connessione filiere, comunità e pubblici differenti”.

Il calendario autunno-inverno 2026 vedrà alternarsi dieci appuntamenti tra eventi organizzati da GL events Italia, come “Casàlia”, “Restructura”, la versione natalizia di “Be Comics! Be Games!”, e manifestazioni che da anni scelgono Torino. Lifestyle, design, salute, arte, edilizia, innovazione industriale, creatività e cultura pop si alterneranno, confermando la vocazione trasformista del quartiere fieristico torinese.
L’8 e l’11 ottobre prossimi Lingotto Fiere ospiterà contemporaneamente tre eventi rivolti a target differenti. All’interno degli ampi spazi dell’Oval Lingotto Fiere debutterà “Casàlia”, un nuovo progetto firmato GL events Italia dedicato a casa, lifestyle e design. Una manifestazione pensata per mettere in dialogo aziende, professionisti e consumatori attorno ai nuovi modi di abitare.
Negli stessi giorni, dall’8 al 10 ottobre, il Padiglione 1 ospiterà il 56° Congresso Internazionale SIDO, appuntamento di riferimento per la comunità ortodontica italiana e internazionale.
Il 10 e 11 ottobre il Padiglione 3 accoglierà invece “Idea Sposa”, manifestazione storica dedicata al mondo wedding. Nella seconda metà di ottobre, il 22 e il 23,  il Padiglione 1 ospiterà “Campus – Salone dello Studente”, un evento dedicato all’orientamento scolastico, universitario e professionale che coinvolge ogni anno migliaia di studenti e famiglie. Sempre nel Padiglione 1, dal 12 al 15 novembre, andrà in scena “Abilmente”, il salone dedicato alla creatività manuale e all’hobbistica, mentre dal 23 al 25 novembre sarà la volta di “VTM – Vehicle & Transportation Technology Innovation Meetings”, evento internazionale B2B dedicato alle tecnologie per l’automotive e la mobilità.
Il 30 e 31 ottobre, durante la settimana dell’arte, i tre Padiglioni di Lingotto Fiere ospiteranno “C2C Festival”, tra i più importanti eventi del nostro continente dedicati alla musica d’avanguardia e alla ricerca creativa. In parallelo, dal 30 ottobre al primo novembre, l’Oval Lingotto accoglierà Artissima, la principale fiera italiana dell’arte contemporanea che, negli anni, ha saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto prestigio internazionale.
L’Oval Lingotto cambierà nuovamente configurazione dal 12 al 14 novembre con “Restructura”, manifestazione organizzata da GL events Italia dedicata al recupero edilizio, alla riqualificazione energetica e all’innovazione nelle costruzioni. Infine, il 12 e 13 dicembre prossimo, l’Oval si presenterà nella sua veste natalizia ospitando “Be Comics! Be Games!”, il festival di GL events Italia e Fandango Club Creators dedicato a fumetti, videogiochi, cosplay, cinema, musica e cultura pop.

Mara Martellotta

Resistenza Verde: “Clima, cosa fa il Comune per gli alberi?”

Riceviamo e pubblichiamo

LE MISURE STRUTTURALI A FAVORE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO DELLA GIUNTA LO RUSSO

Un articolo di propaganda pre-elettorale elargito gratis a tutti da «La Stampa» del 20 agosto riferisce che Lo Russo, in visita al centro di accoglienza per persone senza fissa dimora dell’ex Buon Pastore in corso Regina Margherita, ha affermato che le piante di Torino «fanno riferimento a un certo tipo di clima, ma quello di oggi le sta mettendo in completa sofferenza». Il sindaco ha citato gli alberi di corso Belgio, perché, guarda caso, era appena stato lì e aveva notato foglie ingiallite, per cui «questo tema della gestione dell’ambiente che ci circonda e del patrimonio [arboreo] della città deve essere adeguato». A ottobre si completerà il quinto anno del mandato di Lo Russo: eppure, malgrado i blackout di maggio e giugno, il sindaco sembra scoprire soltanto ora “l’aria calda”, ossia gli effetti del cambiamento climatico e la necessità di «una risposta, che non può più essere solo emergenziale, ma deve essere pensata in maniera strutturale». Tipo? Climatizzare le bocciofile… Chiaramente non ci sembra essere una risposta “strutturale” adeguata per tutelare la salute della popolazione anziana in costante crescita. Quanto al verde pubblico, le “risposte” di Lo Russo fanno intuire che la Giunta non è guarita dalla fissazione maniacale di far partire da corso Belgio la rottamazione del patrimonio arboreo torinese. Lo sospettiamo anche perché proprio in questi giorni gli alberi di corso Belgio stanno subendo gli ennesimi controlli di stabilità.

Che di insensata fissazione si tratti, lo rivela il fatto che «La Stampa» dell’altro ieri (23/08/2026) non cita alcuna moria degli aceri di corso Belgio tra i 253 alberi adulti che la siccità degli ultimi tre mesi ha fatto soccombere. Gli Acer negundo di corso Belgio e di corso Umbria, infatti, sono una specie che reggerebbe benissimo al caldo e alla siccità se non fosse afflitta da una malevola malagestione (vedasi potature dello scorso giugno, nel pieno della seconda ondata di calore). Lo Russo dovrebbe quindi volgere lo sguardo altrove, ma evidentemente è affetto da “corsobelgite” cronica come l’assessore Tresso. Se la città viene colpita da una tempesta, subito Tresso evoca crolli di alberi in corso Belgio, anche quando lì è caduto soltanto qualche ramo. Ora i dati (e le osservazioni dirette dei cittadini) rivelano che la sofferenza degli alberi urbani è diffusa, anche se non come nel 2022. Il Comune si vanta di essere «riuscito a mantenere finora la quota di alberi morti sotto il 10 percento del patrimonio arboreo. Quest’anno, spiegano dalla Città, quella soglia potrebbe essere superata.» Il Comune in realtà non ha nulla di che vantarsi, in quanto per salvaguardare gli alberi adulti dal cambiamento climatico non ha fatto e non sta facendo niente. Dichiara infatti di stare annaffiando soltanto 5.000 alberi giovani (erano 7.000 nelle dichiarazioni di Tresso di inizio agosto, poi sono scesi a 6.500, ora a 5.000: nel momento del bisogno idrico sono quindi improvvisamente spariti dalla narrazione ufficiale almeno 26.000 nuovi alberi dei 31.700 vantati sui manifesti verdi dell’anno scorso). Peraltro l’irrigazione di soccorso prevista per questi 5.000 risulta comunque insufficiente: per fare qualche esempio dell’incuria comunale tra i tantissimi, sono morti o moribondi tutti i giovani platani di corso Monte Grappa, nonché numerosi nuovi impianti alla Pellerina, al Valentino, alla Tesoriera, in corso Francia ecc.

Il Comune dovrebbe invece vergognarsi, perché ha peggiorato e continua a a peggiorare le condizioni degli alberi adulti potandoli in giugno, luglio e agosto, durante le ondate di calore: danni al patrimonio arboreo che hanno anche un riflesso negativo sulla salute della popolazione umana. Leggiamo quindi con preoccupazione che saranno effettuate ancora su ben 1.500 alberi «potature necessarie per salvare gli 2 esemplari malati, deboli o danneggiati»: si presentano come «risanamento» operazioni che spesso mirano soltanto a mettere provvisoriamente in sicurezza alberi già danneggiati da precedenti capitozzature e potature drastiche. Sospettiamo che la causa della “corsobelgite” di Tresso e Lo Russo sia l’invidia per quegli amministratori di altri Comuni che in questi anni sono riusciti ad avviare il nuovo business della rottamazione degli alberi urbani. Gualtieri a Roma tra il 2021 e il 2025 ha abbattuto 30.000 piante (ma la mattanza non si è fermata e l’ultimo dato che circola è 39.000): un massiccio guadagno per le imprese appaltatrici delle operazioni, che si sono accaparrate anche un ricchissimo bottino di legno da ardere. A Torino, dopo l’infelice episodio di corso Umbria, ove 77 aceri – di cui 73 sani – sono stati sostituiti con peri cinesi di scarsissima chioma che produce scarsissima ombra e servizi ecosistemici insignificanti, il progetto pilota non è potuto proseguire in corso Belgio a causa della mobilitazione dei cittadini che, dopo aver bloccato le ruspe con un presidio 24 ore su 24 per 4 mesi, hanno intrapreso le vie legali. A maggio 2024 l’ordinanza del Giudice ha bocciato il progetto di abbattimento integrale e simultaneo del viale, riconoscendo che avrebbe leso il diritto alla salute. Se nei scorsi giorni Lo Russo è stato in corso Belgio, non vi è andato per incontrare i residenti, di cui ormai un anno fa ha ignorato la petizione che chiedeva un intervento non emergenziale ma strutturale, cioè Il ripristino di almeno 120 degli ormai 160 alberi abbattuti e non sostituiti nel corso di 25 anni.

Lo Russo in corso Belgio e altrove va nelle bocciofile a circuire elettoralmente gli anziani, e va a fare discorsi sul verde pubblico all’ex Buon Pastore di corso Regina Margherita, tacendo sul fatto che proprio in quell’isolato la sua maggioranza ha permesso all’impresa edile CO.GE.FA. S.p.A. (attualmente sottoposta a un programma di vigilanza antimafia in relazione ai cantieri del TAV) la ristrutturazione di un immobile includente un boschetto urbano spontaneo, che era stato a lungo preservato dal collettivo che occupava l’edificio di corso Principe Eugenio (donde il nome di “giardino boscoso del Prinz Eugen”). Boschetto che è stato in gran parte distrutto. Completamente distrutti sono stati altri boschetti spontanei in via Druento, dove il Comune ha edificato un cohousing, e in via Borgaro, per costruire dei condomini. La Giunta Lo Russo è inoltre responsabile della devastazione del polmone verde nonché riserva naturale protetta del Meisino convertita in area fitness, e intende insediare nel parco della Pellerina un ospedale, intervento che comporterebbe inizialmente l’abbattimento di almeno 53 dei circa 250 alberi adulti attuali, salvo modifiche in corso d’opera (abbiamo riscontrato al Meisino l’inaffidabilità delle previsioni progettuali). Inoltre l’Amministrazione ha mancato di salvaguardare il patrimonio arboreo di Torino durante la siccità di 17 mesi (autunno 2021 – primavera 2023), a seguito della quale sono morti non centinaia ma migliaia di alberi anche adulti.

Ancora, la Giunta ha abbattuto centinaia di alberi lungo le sponde fluviali. Quanto alle sostituzioni, è noto già dal 2022 che alcune specie di alberi (soprattutto faggi e carpini) non sopravvivono più alle estati torinesi rese torride dal cambiamento climatico. Il Comune dice che inserirà «specie ritenute più idonee al rischio di siccità»: si tratta in realtà di scelte determinate principalmente da ciò che passa il convento, ossia i vivai: che non dispongono di tigli e bagolari, ma di peri cinesi, noccioli turchi e parrotie persiane (specie tra l’altro più costose). Il nuovo modello di “alberata” torinese quindi sarebbe quello del filare che costeggia Porta Nuova, che consente di ridurre quasi a zero i costi di gestione ma anche l’ossigeno, l’ombra e l’evapotraspirazione che riducono la temperatura, la captazione di inquinanti, ecc. Queste sono le principali “misure strutturali” (perché irrimediabili e durature) a favore dell’incremento del cambiamento climatico effettuate e progettate dalla Giunta Lo Russo nell’ultimo quinquennio a Torino. Misura strutturale essenziale contro il cambiamento climatico resta quindi l’attivazione permanente dei cittadini contro qualsiasi Amministrazione che insista in simili progetti anacronistici, pratiche nocive e condotte antidemocratiche.

Torino, 25 agosto 2026

RESISTENZA VERDE, RETE DEI COMITATI TORINESI: Acqua Pubblica Torino Alberi urbani Difesa del Parco della Pellerina Essenon Salviamo gli alberi di Corso Belgio Salviamo i prati Salviamo il Meisino Salviamo il Paesaggio – Torino