Si sono riaperti oggi, 14 maggio, i tornelli del Lingotto per la trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che fino al 18 maggio trasformerà ancora una volta gli spazi del centro fieristico in un crocevia di storie, idee e incontri. Ai tre padiglioni storici si aggiungono l’Oval e il padiglione temporaneo dedicato al Bookstock, lo spazio pensato per i più giovani. E proprio i ragazzi sono i grandi protagonisti dell’edizione 2026, come suggerisce il tema scelto quest’anno, Il mondo salvato dai ragazzini, ispirato all’omonima raccolta poetica di Elsa Morante pubblicata nel 1968.
Un’edizione che punta sul dialogo tra generazioni e che, alle otto sezioni tematiche già presenti lo scorso anno, ne aggiunge una nona dedicata proprio ai temi, alle inquietudini e alle domande delle nuove generazioni, affidata a cinque giovani curatori. Regione ospite è l’Umbria, che nell’ottocentesimo anniversario dalla morte celebra la figura di San Francesco d’Assisi, mentre la Grecia è il Paese ospite con una programmazione speciale all’interno dell’Oval.
Quelli della prima giornata sono stati solo alcuni dei tantissimi incontri che animeranno il Salone nei prossimi giorni. Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stata la scrittrice britannica Zadie Smith, autrice di White Teeth e tra le voci più autorevoli della letteratura contemporanea. Nella lezione inaugurale, ospitata nella Sala Oro esterna all’Oval, Smith ha proposto una riflessione intensa sull’adolescenza, tema profondamente legato al titolo di questa edizione.
La lezione, tratta dal suo libro Vivi e morti, è partita da una riflessione personale sulla propria adolescenza, vissuta – come ha raccontato – quasi “stiracchiata” tra due poli opposti: da una parte il desiderio di una perfezione fragile e irraggiungibile, dall’altra un senso costante di inquietudine e apocalisse. Citando l’immagine di tre estati fa delle ragazze radunate davanti ai multisala, indecise tra Barbie e Oppenheimer, la scrittrice ha spiegato come quell’immagine le sia sembrata «un’ottima sintesi» dell’universo adolescenziale contemporaneo.
Smith ha raccontato di non aver mai dimenticato l’intensità dei suoi ricordi adolescenziali e di aver pensato a lungo che proprio quella sensibilità estrema l’avesse portata a diventare una scrittrice. Oggi però, ha osservato, gli adolescenti sembrano avere sempre meno spazi reali in cui rifugiarsi, schiacciati da una connessione continua che rende difficile sottrarsi allo sguardo del mondo. Eppure, nonostante tutto, secondo l’autrice restano ancora due forme semplici e potentissime di “autoterapia”: leggere libri e stare con le persone. Due gesti che attraversano il tempo e che, anche nell’epoca della connessione permanente, continuano a offrire un riparo possibile.
Spazio anche alla Grecia, Paese ospite della manifestazione, con l’incontro inaugurale affidato allo scrittore Petros Markaris. Dialogando con Andrea Di Gregorio, Markaris ha sottolineato come le radici culturali dell’Europa affondino nella Grecia e nella Roma antica, due identità che hanno costruito le fondamenta culturali del continente. Il Mediterraneo, ha spiegato, oggi spesso condannato come luogo di migrazioni incontrollate e tragedie, è stato in realtà per secoli uno straordinario mezzo di trasmissione culturale e proprio grazie alle migrazioni. Attraverso il mar Egeo e il Mediterraneo, Italia e Grecia hanno condiviso un lungo percorso comune che continua ancora oggi. Per questo, ha detto lo scrittore, la partecipazione della Grecia al Salone rappresenta «un onore» e il simbolo di un legame storico tra i due Paesi.
Tra gli appuntamenti più attesi della giornata anche quello con Roberto Baggio, arrivato al Salone per presentare Luce nell’oscurità, pubblicato da Rizzoli e scritto insieme alla figlia Valentina e a Matteo Marani. Fin dal primo pomeriggio centinaia di persone si sono messe in fila per assistere all’incontro: famiglie, ragazzi e tantissimi bambini con la maglia numero 10 della Nazionale e della Juventus. Molti sono rimasti anche all’esterno della sala, cercando di immortalare il campione attraverso i vetri pur di non perdere l’occasione di vederlo da vicino. «Il mio desiderio più grande era lasciare la mia esperienza, perché se può aiutare qualcuno sono felicissimo: davvero può portare luce nell’oscurità», ha raccontato l’ex calciatore.
Alla Pinacoteca Agnelli, invece, Arianna Porcelli Safonov ha presentato il suo ultimo libro Nostalgia dei dinosauri. L’incontro, inizialmente previsto sulla Pista 500, è stato spostato a causa del maltempo. Con la sua consueta ironia tagliente e dissacrante, l’autrice attraversa nel libro le contraddizioni del presente, i tic e le nevrosi contemporanee, prendendo di mira mode, relazioni, arte contemporanea e ossessioni collettive. Durante l’incontro ha anche deliziato il pubblico con alcune delle sue letture, gli stessi monologhi ironici e pungenti che porta in tournée nei teatri italiani con spettacoli che registrano spesso il tutto esaurito. Un racconto feroce e sarcastico della società di oggi, tra nostalgia tossica, desiderio di dissenso e comicità come strumento per leggere il presente.
GIULIANA PRESTIPINO
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