Torino è la provincia più colpita dalla contrazione della rete commerciale. La ristorazione traina il settore, mentre soffrono soprattutto i negozi di vicinato legati a cultura, svago e abbigliamento. Il commercio locale continua però a rappresentare un presidio fondamentale per economia, socialità e qualità della vita
È il quadro delineato dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma insieme a Percorsi di Secondo Welfare, che analizza l’evoluzione del commercio di prossimità tra il 2015 e il 2025.
Secondo lo studio, in Italia negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 86 mila negozi di vicinato. In Piemonte il saldo negativo ammonta a 8.979 attività in meno. L’analisi evidenzia una trasformazione profonda della rete distributiva, accompagnata dal rischio crescente di desertificazione commerciale in numerosi territori.
La situazione più critica riguarda la provincia di Torino, che da sola registra una perdita di 4.269 esercizi commerciali rispetto al 2015. Seguono Alessandria (-1.125), Cuneo (-931) e Novara (-887).
A livello nazionale il numero delle imprese attive del commercio locale è diminuito del 6,7% nell’arco di un decennio, raggiungendo nel 2025 il valore più basso dell’intero periodo osservato. Anche il Piemonte segue questo andamento, sebbene con intensità differenti tra le province.
Le flessioni più marcate si registrano a Biella (-15,9%) e Vercelli (-15,5%), seguite da Alessandria (-13,6%), Novara (-13,2%) e Asti (-13,1%). Torino limita la contrazione al -9,3%.
| N° unità locali | Var% 2015-2025 | saldo unità locali 2025 vs 2015 |
|---|---|---|
| ALESSANDRIA | -13,6% | -1.125 |
| ASTI | -13,1% | -533 |
| BIELLA | -15,9% | -517 |
| CUNEO | -8,8% | -931 |
| NOVARA | -13,2% | -887 |
| TORINO | -9,3% | -4.269 |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | -4,5% | -163 |
| VERCELLI | -15,5% | -554 |
| Tot Piemonte | -10,5% | -8.979 |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
«Non si tratta soltanto di un dato economico preoccupante, ma del segnale di città e comunità che stanno cambiando profondamente», osserva Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. «La perdita dei negozi di prossimità incide infatti sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Allo stesso tempo emerge con forza quanto queste attività continuino a essere centrali per sostenere l’economia locale, favorire relazioni sociali e aumentare la percezione di sicurezza nei quartieri».
Crescono gli addetti: oltre 23 mila occupati in più in Piemonte
Nonostante la diminuzione del numero di attività, aumenta invece l’occupazione nel comparto. A livello nazionale gli addetti crescono del 21,2%; in Piemonte l’incremento è del 14,1%.
L’aumento più consistente si registra nel Verbano-Cusio-Ossola (+28,9%), mentre Torino segna un +15,9%. La crescita più contenuta riguarda Vercelli (+5,4%).
Nel complesso gli addetti del commercio di prossimità piemontese superano oggi quota 187 mila, con oltre 23 mila occupati in più rispetto al 2015.
| N° addetti | Var% 2015-2025 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | 10,1% |
| ASTI | 9,6% |
| BIELLA | 7,1% |
| CUNEO | 14,0% |
| NOVARA | 9,2% |
| TORINO | 15,9% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | 28,9% |
| VERCELLI | 5,4% |
| Totale Piemonte | 14,1% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Settori: la ristorazione cresce, in difficoltà abbigliamento e cultura
Lo studio mette in evidenza andamenti molto differenti tra i comparti. A trainare il commercio locale sono soprattutto ristorazione e bar, che continuano a espandersi e rappresentano il settore più dinamico.
In forte difficoltà risultano invece i negozi di vicinato legati a cultura e svago, oltre al comparto tessile, abbigliamento e accessori, penalizzati sia dalla diminuzione delle attività sia dal calo degli addetti. Soffrono anche ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari.
Tra i pochi comparti in crescita significativa figura invece il commercio di articoli per l’edilizia.
Ricavi in aumento ma cresce il divario tra grandi e piccoli operatori
L’analisi economico-finanziaria dei bilanci mostra come, tra il 2015 e il 2024, le imprese sopravvissute abbiano comunque registrato una crescita dei ricavi. In Piemonte l’aumento medio è stato del 28,8%.
Le performance migliori riguardano gli articoli per l’edilizia (+73,1%), seguiti da ristorazione (+45,6%), bar (+38,7%), mobili (+37%) e cultura e svago (+31,9%).
Più deboli invece i risultati di salute e cura della persona (+10,2%) e del comparto tessile e abbigliamento (+4,3%), penalizzati dalla riduzione dei consumi discrezionali, dalla concorrenza dell’e-commerce e dalle difficoltà del post-pandemia.
Secondo Nomisma, le grandi imprese mostrano capacità di crescita più solide, mentre per le realtà più piccole aumentano le difficoltà legate alla sostenibilità economica, ampliando così il divario competitivo.
Prezzi di vendita in calo, affitti in aumento
L’Osservatorio evidenzia inoltre un andamento divergente tra prezzi di vendita e canoni di locazione dei negozi.
In Piemonte il valore di acquisto degli immobili commerciali è diminuito del 15,3% tra il 2015 e il 2025. I cali più consistenti si registrano a Biella (-29,7%), Asti (-23,2%), Novara (-22,6%) e Torino (-22,1%).
| Prezzo acquisto negozi | Var% 2025-2015 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | -16,7% |
| ASTI | -23,2% |
| BIELLA | -29,7% |
| CUNEO | -3,2% |
| NOVARA | -22,6% |
| TORINO | -22,1% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | -0,6% |
| VERCELLI | -15,5% |
| Totale Piemonte | -15,3% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Sul fronte degli affitti, invece, i canoni risultano mediamente in crescita. Gli aumenti più rilevanti interessano il Verbano-Cusio-Ossola (+30,6%) e Cuneo (+24,8%). In controtendenza Biella (-11,8%), Asti (-2,6%) e Torino (-1,5%).
| Canoni di locazione dei negozi | Var% 2025-2015 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | 3,6% |
| ASTI | -2,6% |
| BIELLA | -11,8% |
| CUNEO | 24,8% |
| NOVARA | 0,7% |
| TORINO | -1,5% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | 30,6% |
| VERCELLI | 6,9% |
| Totale Piemonte | 7,7% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Secondo Francesco Capobianco, la desertificazione commerciale rappresenta una sfida cruciale sia per le istituzioni sia per gli operatori economici. Tra le possibili risposte individuate dallo studio vi sono la costruzione di reti territoriali, nuove forme di collaborazione locale e patti di reciprocità capaci di sostenere il tessuto commerciale di prossimità.
Per approfondimenti sull’Osservatorio: Nomisma – Osservatorio sulla reciprocità e il commercio locale
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