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ECONOMIA

La Regione: “il reddito di cittadinanza è un flop totale”

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In un anno in Piemonte stipulati soltanto 1936 contratti a tempo indeterminato, su una platea potenziale di oltre 60mila persone. Per l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino “questa è la prova del flop del puro assistenzialismo al quale vanno invece contrapposte politiche attive, efficaci ed in grado di far incrociare davvero la curva della domanda e quella dell’offerta, creando occupazione”.

I numeri sono impietosi e descrivono ciò che l’assessore regionale al Lavoro sostiene: “il reddito di cittadinanza rappresenta una misura di stampo assistenzialista che, a fronte di un impegno economico imponente, produce risultati che definire modesti è un eufemismo. E se ciò non bastasse, come hanno recentemente sostenuto anche soggetti qualificati, potrebbe favorire anche il lavoro in nero”.

Esisterebbe quindi una percentuale di «bisognosi» che avrebbero colto la palla al balzo percependo il reddito e «arrotondando» con lavori i cui proventi non vengono poi dichiarati al fisco. Oltre al danno (per lo Stato) ecco la beffa.

Ma veniamo ai numeri del Piemonte, che valgono più di tante parole: in un anno circa, con aggiornamento a fine agosto 2020, su una platea di 61.972 «notificati MLPS», ovvero beneficiari facenti parte degli elenchi che Anpal ha notificato alle Regioni in qualità di soggetti trattabili dai Centri per l’impiego, soltanto 8009 hanno attivato un contratto di cui 1936 a tempo indeterminato, che è poi l’obiettivo ultimo del progetto.

E anche se va detto che gli esclusi e gli esonerati sono risultati essere 15,621 (il che restringe la platea), i Centri per l’impiego, gestiti da Agenzia Piemonte Lavoro e recentemente rafforzati con un progetto di nuove assunzioni, sono stati in grado di convocare per il primo appuntamento 49.637 persone, 26.720 delle quali hanno sottoscritto il cosiddetto «PdS» ovvero l’impegno nella ricerca del lavoro.

Di questi 12,463 sono stati convocati per il secondo colloquio. Altri verranno convocati prossimamente anche grazie al suddetto rafforzamento dei Centri: 48 nuovi assunti hanno preso servizio a inizio mese, ma il progetto, fortemente voluto dall’assessore regionale al Lavoro e dal direttore di Apl, Federica Deyme, prevede, in due anni, l’assunzione totale di circa 400 persone per ridare forza a enti che, nell’intenzione della Regione, devono recuperare davvero centralità ed efficacia, diventando davvero un punto di riferimento per i cittadini che cercano occupazione.

L’assessore regionale al Lavoro, pur lodando l’impegno di Apl e dei Centri per l’impiego per far fronte al Reddito di Cittadinanza, ha confermato il suo giudizio negativo sul provvedimento del governo, evidenziando come “gli stessi numeri dimostrino il fallimento annunciato. Per l’esponente della giunta regionale le politiche puramente assistenzialiste, non solo non sono utili, ma si rivelano addirittura dannose. Per l’assessore regionale al Lavoro occorre invece puntare sulle politiche attive – in particolare sull’orientamento e sulla formazione, come la Regione sta facendo da più di un anno – con misure che favoriscano davvero l’occupazione”.

Dall’ufficio stampa della Regione Piemonte

Il Piemonte cresce nella raccolta differenziata di carta e cartone

in ECONOMIA E SOCIETA'

Nel 2019  aumenta del 2,9%: è il miglior incremento tra le regioni del Nord Italia

 

Raccolte e avviate a riciclo 290.301 tonnellate di carta e cartone, pari a 65,6 kg di raccolta pro-capite.

Oltre 11,6 milioni di euro i corrispettivi riconosciuti da Comieco ai Comuni in convenzione.

Da una ricerca Astra per Comieco emerge l’attenzione costante per la raccolta differenziata svolta “sempre/spesso” dall’84% dei piemontesi

 

 La regione del Nord Italia che nel 2019 ha registrato la crescita maggiore nella raccolta differenziata, sfiorando il +3% annuo, è il Piemonte, che ha raccolto 290.301 tonnellate di carta e cartone, pari a una media pro-capite di 65,6 kg. A certificare questi dati è la 25a edizione del Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia diffuso da COMIECOConsorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica.

“Rispetto al 2018, anno in cui la raccolta differenziata regionale era stata equivalente a 282.018 tonnellate, nel 2019 sono state raccolte e avviate al riciclo ben 8.283 tonnellate di carta e cartone in più, il miglior incremento registrato nell’area del Nord Italia, riflesso di un comportamento sempre più responsabile da parte dei piemontesi” – afferma Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. “Nel 2019 168.543 tonnellate sono state gestite dal circuito Comieco in forza delle convenzioni stipulate con le amministrazioni locali che, di ritorno, hanno ricevuto dal Consorzio oltre 11,6 milioni di euro in corrispettivi economici.”

La raccolta su base provinciale

 

 

Lo spaccato provinciale del dato generale registrato dal Piemonte offre risultati variegati: in provincia di Alessandria nel 2019 sono state raccolte e avviate a riciclo 25.199 tonnellate pari a 58,3 kg per abitante; in provincia di Asti le tonnellate sono state 11.832 tonnellate e il pro-capite pari a 54 kg; in provincia di Biella sono state raccolte 14.485 tonnellate di carta e cartone per un pro-capite di 78,5 kg; in provincia di Cuneo con 46.374 tonnellate, la raccolta pro-capite è stata di 78,3 kg mentre in quella di Novara 61,3 kg pro-capite con 22.779 tonnellate raccolte; in provincia di Torino sono state invece raccolte 146.038 tonnellate di carta e cartone, pari a una media pro-capite di 63,7 kg; a Verbano-Cusio-Ossola 11.764 tonnellate e 73 kg pro-capite e in provincia di Vercelli 11.830 tonnellate di carta e cartone per 67,2 kg pro-capite.

 

L’approccio del Piemonte alla raccolta differenziata

 

L’aumento in termini quantitativi della raccolta di carta e cartone nel Piemonte va di pari passo con la maggior attenzione dei piemontesi nei confronti dell’ambiente e della sostenibilità. Questo è quanto emerge da una ricerca demoscopica commissionata a inizio anno da Comieco all’istituto Astra Ricerche.

I piemontesi, rispetto alla media degli italiani, si mostrano leggermente meno preoccupati per le tematiche ambientali a livello globale (l’86% rispetto a una media nazionale dell’88,5%), mentre mostrano un impegno maggiore della media nell’adottare comportamenti sostenibili (72% rispetto a una media nazionale del 70,7%).

La pratica della raccolta differenziata rappresenta la principale attività effettuata per avere un comportamento sostenibile e viene svolta “sempre/spesso” dall’84% dei piemontesi (rispetto alla media nazionale di 79,7%), anche se l’autovalutazione della propria bravura nell’effettuarla è sostanzialmente allineata con la media nazionale (7,64 vs 7,50 di media).

Quando si tratta di ottenere informazioni o sciogliere dubbi sulla raccolta differenziata, rispetto alla media degli italiani i piemontesi utilizzano meno la guida cartacea distribuita dal Comune (30% vs 41% di media), mentre si avvalgono maggiormente dei motori di ricerca (43% vs 38,5% nazionale), del sito web del Comune (32% vs 27% nazionale) e dei siti dei consorzi che si occupano di raccolta differenziata (22% vs 16,5 nazionale).

 

La raccolta differenziata di carta e cartone in Italia

 

A livello nazionale, la raccolta differenziata di carta e cartone ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 3% e complessivamente sono state raccolte 3,5 milioni di tonnellate. L’eccellente stato di salute del settore trova conferma anche nel tasso di riciclo degli imballaggi a base cellulosica, attestatosi all’81% con un ritmo di crescita che rende fattibile centrare l’obiettivo dell’85% fissato dall’Unione Europea al 2030.

Nel 2019, inoltre, è emerso un importante miglioramento sotto il profilo qualitativo dei materiali a base cellulosica avviati al riciclo, con l’incidenza delle impurità nella raccolta differenziata svolta dalle “famiglie” tornata sotto la soglia del 3%, mentre viene confermata l’eccellente qualità delle raccolte sui circuiti “commerciali”.

 

Investire in formazione per creare competitività Dalla Regione 42 milioni

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Approvata in giunta la delibera che, grazie all’importante stanziamento, consentirà ai disoccupati di poter accedere a tutti gli strumenti necessari per potersi formare e ricollocare. La soddisfazione dell’assessore regionale alla Formazione

Dalla Regione arrivano 42 milioni di euro per la formazione finalizzata alla lotta contro la disoccupazione. Lo ha stabilito, su proposta dell’assessore regionale alla Formazione professionale Elena Chiorino, la giunta regionale .

Lo stanziamento è stato considerato fondamentale, specie in questo particolare periodo caratterizzato dalla perdita di parecchi posti di lavoro dovuta all’emergenza Covid19. Da qui la necessità, per i lavoratori, di poter accedere a tutti gli strumenti necessari per potersi formare e ricollocare al più presto sul mercato del lavoro.

Alla spesa si farà fronte con le risorse POR FSE 2014-2020, iscritte sul bilancio di previsione 2020 -2022.

L’assessore regionale alla Formazione professionale ha espresso “estrema soddisfazione per l’approvazione della delibera, ribadendo ancora una volta la centralità della formazione per favorire l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro”. L’esponente della giunta regionale ha sottolineato che, in un mercato in continua evoluzione e segnato dai grandi cambiamenti imposti dalla pandemia del nuovo coronavirus, “ è di cruciale importanza poter offrire alle imprese il personale specializzato e formato di cui hanno bisogno”.

L’assessore ha ricordato che vi sono parecchie aziende che ricercano invano sul mercato figure professionali che attualmente mancano o scarseggiano. Per l’esponente della giunta regionale l’investimento in formazione è “fondamentale per fornire le competenze adeguate e garantire così la competitività del sistema Piemonte. E ha insistito sul fatto che “non ci può essere competitività senza competenze, così come non ci possono essere competenze senza un’adeguata formazione“.

Trasporto pubblico: in futuro si pagherà a consumo

in ECONOMIA E SOCIETA'

Pagare i mezzi pubblici con il cosiddetto sistema “pay per use”, soltanto quando si utilizza il servizio, rappresenta una delle linee di indirizzo strategico annunciate dall’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi durante l’illustrazione del Defr, Documento di economia e finanza regionale 2021-2023 in seconda Commissione.

Con l’emergere di una nuova flessibilità della domanda dovuta anche allo smart working che determinerà un possibile calo degli abbonamenti tradizionali, l’assessorato intende facilitare l’entrata in vigore di un sistema “pay per use”, legato al pagamento solo in caso di effettivo utilizzo del servizio, accelerando contemporaneamente il progetto “Mass” ovvero “mobility as a service”, che integra tutte le forme di trasporto in un ecosistema digitale all’interno del quale l’utente potrà trovare i servizi di trasporto pubblico disponibili e utilizzabili.

A fronte delle innegabili difficoltà legate al Coronavirus soprattutto a causa della riduzione dell’utenza (ad oggi il calo è del 50% rispetto a un anno fa) è stata espressa la volontà di assicurare un servizio di trasporto pubblico regionale sostenibile sia in termini di efficienza tecnica sia economica, impegnandosi a proseguire gli investimenti strutturali strategici ma assicurando al contempo un’adeguata copertura del servizio su tutto il territorio regionale.

Pilastri importanti di questo approccio saranno da una parte l’incremento dell’operatività del servizio ferroviario metropolitano, che andrà a regime nel 2021 in parallelo con l’avanzamento di alcune opere prioritarie come il collegamento in galleria della linea veloce diretta Torino Porta Nuova- Torino Porta Susa e il completamento delle linee SFM3 e SFM5, e dall’altra la definizione di una prospettiva nuova per il servizio ferroviario regionale, con contratti decennali che consentano di pianificare adeguati investimenti, in particolare per la sostituzione del materiale rotabile e per il miglioramento infrastrutturale, ad esempio delle tratte a velocità ridotta soprattutto nei collegamenti fra i capoluoghi di provincia e Torino.

Per quanto riguarda la logistica, anche in risposta alle domande di un consigliere del Pd, è stata spiegata l’intenzione di promuovere le condizioni per l’ampliamento da parte del governo nazionale delle aree interessate dalle zone logistiche semplificate (zls), mentre la presenza della Regione nella compagine della Fondazione Slala ha l’obiettivo di accelerare l’attuazione della zona logistica semplificata di porto e retro porto di Genova all’interno del quale rientra il progetto di riutilizzo dello scalo merci di Alessandria, sul quale Slala ha già presentato uno studio.

Si intende inoltre proseguire la politica di sollecitazione al completamento delle grandi opere infrastrutturali quali il collegamento ferroviario Torino-Lione e il Terzo Valico dei Giovi, mentre in tema di viabilità e infrastrutture stradali nel prossimo esercizio finanziario si sosterrà la progettazione di almeno una parte delle 30 opere individuate a seguito di consultazioni con gli enti locali, per arrivare a una tempestiva realizzazione di infrastrutture giudicate importanti dai territori ma non sostenibili economicamente per i bilanci di Province e Comuni.

L’assessore ha infine risposto ad alcune domande di consiglieri del gruppo M5S sull’attuazione del trasporto intermodale e sulle criticità delle tariffazioni del trasporto pubblico per gli studenti e del gruppo Pd sullo stato dei lavori della Pedemontana e dell’autostrada Asti-Cuneo.

L’assessore regionale in visita al Caat

in ECONOMIA E SOCIETA'

L’Assessore regionale alle Partecipate Fabrizio Ricca ha visitato nella mattinata di giovedì 24 settembre scorso il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino), accompagnato dal Presidente, ingegner Marco Lazzarino, e dal Direttore generale avvocato Gianluca Cornelio Meglio.

“La visita da parte dell’Assessore Ricca al CAAT – precisa il Presidente del CAAT Marco Lazzarino –  è nata dall’iniziativa, che ho condiviso ed apprezzato, promossa dal nostro Consigliere Carmelo Bruno, il quale rappresenta la Regione Piemonte in seno al Consiglio di Amministrazione del CAAT“.

Ad accogliere l’Assessore presso il CAAT vi era l’intero Consiglio di Amministrazione, unitamente al Collegio sindacale e alle associazioni di categoria che rappresentano i produttori agricoli e i grossisti.

“Con la sua visita – afferma il Presidente del CAAT Marco Lazzarino –  l’Assessore Ricca ha dato una testimonianza concreta del rinnovato interesse da parte della Regione Piemonte  per il nostro Centro e di questo non posso che dichiararmi soddisfatto. Il Consiglio di Amministrazione  e la Direzione sono attualmente concentrati sull’implementazione del Piano Industriale, che prevede importanti investimenti volti all’ammodernamento ed allo sviluppo del Centro. In questa prospettiva, riteniamo estremamente preziosala collaborazione con la Regione Piemonte, al fine di sostenere il settore agroalimentare, che rappresenta uno di quelli maggiormente trainanti dell’economia regionale e che ha, inoltre, dimostrato una forte resilienza durante l’emergenza Covid“.

“L’Assessore Ricca, al termine della visita – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – si è dichiarato aperto e disponibile ad accogliere delle proposte che gli giungano dal CAAT e ciò è stato accolto con favore da parte nostra e di tutte le associazioni di categoria presenti all’incontro. Stiamo, d’altronde, da poco uscendo da mesi assai difficili e ritengo prioritario  puntare, con coraggio, su sviluppo, innovazione e crescita; in questa prospettiva risultanoessenziali una visione condivisa ed il supporto da parte di tutti inostri soci pubblici, tra cui i più importanti sono il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

Casa: i torinesi e i piemontesi giovani vogliono abitare nei trilocali

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L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le Agenzie Tecnocasa e Tecnorete in Piemonte evidenzia che nel secondo semestre del 2020 l’81,1% degli acquisti ha riguardato l’abitazione principale, il 15,2% la casa ad uso investimento ed il 3,7% la casa vacanza.

In Piemonte chi compra l’abitazione per viverci sceglie principalmente i trilocali (27,8%) seguiti da abitazioni indipendenti e semindipendenti (23,8%), e a breve distanza dai quadrilocali (22,9%).

Le tipologie più compravendute in Regione sono i trilocali (26,9%) e le soluzioni indipendenti e semindipendenti con il 22,8%.

Il 54,7% degli acquirenti in Piemonte ha un’età compresa tra 18 e 44 anni, il 21,2% ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, mentre percentuali più basse si registrano nelle fasce più alte di età.

Nella prima parte del 2020 nel 71,4% dei casi l’acquisto è stato concluso da coppie e coppie con figli, mentre nel 28,6% dei casi si trattava di single.

In Piemonte gli acquirenti sono lavoratori dipendenti nel 71,1% dei casi, seguono con percentuali più basse i pensionati (10,3%) ed i professionisti (8,0%).

Analizzando le compravendite dal lato del venditore, nel primo semestre del 2020 la maggior parte delle persone ha venduto per reperire liquidità (44,0%), seguita a breve distanza da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (43,9%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (12,1%).

Piloti di business

in ECONOMIA E SOCIETA'

Mondo aeronautico e business si sono incontrati nel seminario promosso dal CDVM

Il mondo aeronautico ed il business costituiscono, in effetti, realtà non così lontane tra loro, come potrebbero sembrare all’apparenza. A dimostrarlo è stato l’appuntamento promosso dal CDVM (Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale di Torino ): “Piloti di business”, il seminario tenuto da I-fly Simulator e MetàHodos presso il simulatore di volo di Torino, lo scorso 19 settembre.

“Si è trattato – spiega il presidente del CDVM il Antonio De Carolis – di una sessione pratica  in cui è stato impiegato un simulatore di volo, che ha permesso di scoprire le analogie presenti tra il mondo del business e quello aeronautico, quando si parla di Conduzione esperta e Gestione degli imprevisti. Affiancati da un pilota professionista, i partecipanti hanno potuto sedersi in una vera cabina di pilotaggio e condurre virtualmente un aeromobile, il Boeing 737, simulando in modo realistico un volo ed una potenziale situazione di avaria”.

“I partecipanti  – aggiunge il Presidente De Carolis – sono stati messi di fronte ad una situazione di forte stress e di grande responsabilità, molto simile a quella che un manager o un imprenditore vivono nel loro percorso professionale.  L’esperienza, sicuramente coinvolgente, è  proseguita con un’interessante attività di gruppo utile a riflettere sul problema gestito, sui rischi affrontati ( fortunatamente solo simulati ), su comportamenti tenuti, sulle decisioni prese”.

Un modo diverso per apprendere e razionalizzare tecniche di approccio è gestione delle problematiche  in un ambiente dove, nonostante  la forte componente tecnologica, è sempre l’uomo ad essere il protagonista.

Mara Martellotta

 

Con il ritorno di Expocasa riapre il Lingotto

in Cosa succede in città
Foto Daniele Bottallo

RIPARTE LA STAGIONE DEGLI EVENTI INDOOR A TORINO: DAL 26 SETTEMBRE AL 4 OTTOBRE EXPOCASA 2020

Dopo la lunga sosta imposta dall’emergenza sanitaria, riparte la stagione degli eventi fieristici torinesi: dal 26 settembre al 4 ottobre gli spazi di Lingotto Fiere tornano finalmente ad animarsi con Expocasa, lo storico appuntamento ospitato all’Oval che rappresenta da anni un punto di riferimento sul territorio nell’ambito dell’arredamento e delle idee per l’abitare.
La manifestazione giunge così alla sua 57a edizione, resa possibile grazie alla determinazione dell’organizzatore GL events Italia e di tutte le aziende partecipanti che hanno deciso di essere presenti in un momento così significativo di ripartenza economica e sociale del Paese.
Expocasa, per premiare la fedeltà del proprio pubblico e attrarne di nuovo, ha deciso di rendere eccezionalmente gratuito l’ingresso dei visitatori al salone, per tutti i nove giorni dell’evento.
La visita potrà svolgersi in piena sicurezza grazie al protocollo sanitario messo in campo in osservanza alla normativa vigente, in uno spazio di oltre 20.000 mq, allestito per ritrovare una nuova normalità nel rispetto del distanziamento sociale e di tutte le altre misure che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana.

Con Expocasa riapriranno quindi i battenti dell’Oval per il primo grande evento pubblico indoor a Torino dopo le restrizioni dei mesi scorsi: un ulteriore segnale positivo per tutto il distretto del Lingotto, già pienamente operativo in queste settimane per garantire un’accoglienza in sicurezza a 15.000 giovani candidati, in occasione dei test universitari di accesso programmato dell’Università degli Studi di Torino.
Expocasa torna quindi a proporsi come la più importante vetrina per il comparto casa nel Nord Ovest, offrendo nel corso dei nove giorni di apertura una panoramica completa sulle soluzioni per dare nuova vita agli spazi domestici e sulle novità e tendenze del settore arredamento. Un settore in crescita proprio in questi mesi, fortemente sollecitato dal cambiamento nel modo di vivere la casa: l’esperienza vissuta quest’anno ha reso in molti casi necessario ripensare gli ambienti domestici, creando ad esempio zone dedicate allo smart working, aree verdi e rendendo le abitazioni luoghi-rifugio accoglienti per chi le abita, funzionali e costruite su misura per sé e per le proprie esigenze.

 

Expocasa è organizzato da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino.

L’auto elettrica salva il Polo Fca Tutti i lavoratori rientrano in fabbrica

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Gli investimenti sull’elettrificazione mettono la parola fine agli  ammortizzatori sociali nel Polo produttivo torinese  di Fca, negli stabilimenti di Mirafiori e Agap di Grugliasco.

A fine settembre  le due fabbriche smetteranno  di utilizzare il contratto di solidarietà con il  rientro al lavoro di tutti i dipendenti.

E’  anche prevista  l’assunzione di venti apprendisti specializzati che  andranno ad aggiungersi ai 50 già  in fase di inserimento.

Fca Polo Torino. UGL: “Rientro al lavoro di tutti i dipendenti grazie all’elettrico”

in ECONOMIA E SOCIETA'

Riceviamo e pubblichiamo / “Grazie ai molteplici investimenti sull’elettrificazione, grazie agli accordi del sindacato partecipativo che ha sempre sostenuto la linea politica industriale di Fca, si chiudono gli ammortizzatori sociali nel Polo produttivo torinese rappresentato dagli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco.

A fine settembre, infatti, i due Plant cesseranno di utilizzare il contratto di solidarietà con il conseguente rientro al lavoro di tutti i dipendenti del Polo”.

E’ quanto si apprende dal segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, da Silvia Marchetti Segretario Regionale della federazione Piemontese, da Ciro Marino segretario dei Metalmeccanici di Torino, i quali aggiungono che “ per far fronte alle necessità legate al lancio dei nuovi modelli full electric (500 e Ducato) e Maserati, a partire dalla Ghibli Hybrid attualmente in fase di lancio, saranno assunti altri 20 apprendisti per profili specializzati (team leader, conduttore impianti automatici e manutentore), che andranno ad aggiungersi ai 50 già in fase di inserimento. Saranno assunti, inoltre, 8 giovani ingegneri per ruoli tecnico specialistici legati al lancio dei prodotti elettrici”.

“Con soddisfazione – proseguono i segretari UGL metalmeccanici – possiamo plaudire al fatto che nello stesso tempo prosegue, nel complesso di Mirafiori, la messa a regime dei macchinari e l’inserimento di personale necessario per la produzione di mascherine chirurgiche. Un’attività realizzata nell’ambito delle iniziative promosse dalle autorità governative, condivisa con il nostro sindacato, nella lotta contro il coronavirus e per la quale è previsto l’utilizzo degli impianti per tre turni di lavoro al giorno. La chiusura a fine settembre degli ammortizzatori sociali nel Polo produttivo di Torino fa parte degli accordi sulla reindustrializzazione, che il sindacato ha sottoscritto con Fca in merito all’ampio programma di valorizzazione e investimenti previsti nel comprensorio di Mirafiori, che trovano ulteriori esempi concreti nell’impianto di Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici, nel centro di assemblaggio di batterie (Battery Hub) e nel progetto pilota Vehicle-to-Grid inaugurato nei giorni scorsi”.

“Queste azioni – concludono Spera, Marino e Marchetti – confermano che per Fca, il Polo produttivo di Torino ha un ruolo guida a livello europeo sul fronte dello sviluppo dell’elettrificazione, non solo sui nuovi prodotti ma anche sull’ecosistema che li circonda. Con Fca siamo sulla strada giusta e condivisa per la ripresa industriale del settore nel dopo Covid-19

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