ECONOMIA

In Piemonte l’occupazione recupera il gap del 2020, ma il divario sul 2019 è profondo

E impensieriscono disoccupati e inoccupati.

 Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Sul trend del mercato del lavoro è pesante la difficoltà di reperimento figure professionali specializzate”.

Lo dicono i numeri dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, che ha analizzato i dati Istat: in Piemonte nel 2021 i lavoratori occupati sono un milione e 767 mila, nel 2020 sono un milione e 748 mila (-19mila unità rispetto al 2021).  Rispetto al 2019 (un milione e 813mila) però, l’andamento risulta in calo, segnando un gap di 46mila posti.

In relazione al numero degli occupati, a livello nazionale la crescita sul 2020 è dello 0,8%, mentre dal confronto sul 2019 emerge un gap del 2,4%: crescono solo le costruzioni (+8,4%), sulla spinta dei bonus fiscali, mentre il manifatturiero esteso è in calo dell’1,7% e i servizi del 3,7%.

 

“Il prolungamento della guerra in Ucraina, l’amplificazione della crisi energetica e il persistere delle criticità nel reperimento e nei prezzi delle materie prime – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – potrebbero interrompere il percorso di recupero del mercato del lavoro dopo la recessione causata dalla pandemia”.

Osservando i dati relativi al tasso occupazionale (dipendenti e indipendenti tra i 15-64 anni), in Italia il dato peggiora rispetto al livello del 2019, diminuendo dello 0,8%.

In Piemonte il confronto tra i 3 anni (2019-2020-2021) è negativo. Infatti, i dati occupazionali del 2021 (65,0% di occupati) sul 2020 (64,1% di occupati) dicono di un + 0,9%, mentre quelli del 2021 sul 2019 (66,0% di occupati) vedono ancora un gap di 1,0%.

Ancora preoccupante (anche se stabile) è la situazione della disoccupazione: nel 2019 era del 7,6%, come nel 2020, per scendere nel 2021 al 7,3%. A questi dati bisogna aggiungere quelli dell’inoccupazione, che nel 2019 era del 28,4%, cresciuta al 30,4% nel 2020 e calata al 29,7% nel 2021.

Guardando alle province, in valori assoluti, nel 2021Torino si contano 899mila occupati, di cui 398mila donne, 80mila disoccupati e 412mila inattivi. Ad Alessandria gli occupati sono 172mila, di cui 77mila donne, con 13mila disoccupati e 71mila inattivi. A Cuneo sono 261mila gli occupati, di cui 113mila donne, con 13mila disoccupati e 97mila inattivi. A Novara gli occupati sono 150mila, di cui 66mila donne, con 12mila disoccupati e 69mila inattivi. Ad Asti si contano 88 mila occupati, di cui 40mila donne, con 7mila disoccupati e 35mila inattivi.  A Biella gli occupati sono 69mila, di cui 31mila donne, con 4mila disoccupati e 31mila inattivi. A Vercelli gli occupati sono 65mila, di cui 29mila donne, con 6mila disoccupati e 33mila inattivi. Nel Verbano gli occupati sono 63mila, di cui 29mila donne, con 4mila disoccupati e 31mila inattivi.

Si segnala, inoltre, una crescita del tasso di inattività in alcune delle province piemontesi. Nel 2021, infatti, a Biella si è registrato un aumento dell’1,3% rispetto al 2020, mentre nelle province di Novara e Vercelli la crescita si attesta, rispettivamente, a + 0,3% ed a +0,9%. Nel confronto con il dato del 2019, invece, il divario è ancora più significativo: Biella (+1,9%), Cuneo (+0,1%), Novara (+2,9%), Torino (+1,7%) e Vercelli (+3,7%).

“In questo momento sono tanti i fattori che rendono difficile prevedere quali contraccolpi e ricadute potranno esserci sul mercato del lavoro – continua Felici – ma oltre a guardare agli avvenimenti esterni, dovremmo concentrarci sul contesto lavorativo delle nostre aziende; oggi, agli occhi dei giovani, queste sono quasi esclusivamente fonti di reddito, mentre dovrebbero essere anche luoghi attrattivi, di formazione e di condivisione. Basti pensare al fenomeno dei cosiddetti neet, i giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano”.

Sul trend del mercato del lavoro influisce anche un’altra variabile, quella della difficoltà di reperimento di alcune figure: “Per la maggior parte – precisa Felici – si tratta di figure specializzate che troverebbero impiego nel settore manifatturiero, ma anche nell’edilizia, nella manutenzione degli edifici e nell’autotrasporto”.

Infatti i dati di dettaglio professionale evidenziano che sono difficili da reperire 6 lavoratori su 10 nel caso di operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche, con una quota che raggiunge il 60,1% e cresce di 14,7 punti percentuali rispetto ad aprile 2019, e di conduttori di mezzi di trasporto, con una quota del 58,5% che cresce di 24,6 punti; in particolare la crescita più intensa della quota di difficoltà di reperimento rispetto al pre-crisi è pari a ben 28,5 punti percentuali per gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici per cui la quota raddoppia passando da 26,1% a 54,6%, il terzo valore più alto ad aprile 2022.

“Il vero problema è che le occasioni di lavoro ci sarebbero, ma a mancare è la materia prima, cioè una platea sufficientemente nutrita di ragazzi adeguatamente formati nei mestieri più richiesti – conclude Felici – Il mercato occupazionale non è morto, ma bisogna essere qualificati per le mansioni oggi più richieste, serve quindi puntare sulla formazione. Ci sono fondi europei dedicati a questo, ma occorrerebbe che la Politica dialogasse di più con chi ha esperienza di mercato come le imprese”.

Il Mondo che verrà: Lucio Caracciolo al Sermig

L’obbiettivo comune di tutti gli organizzatori del convegno è quello di lavorare convintamente e instancabilmente per la Pace e Giustizia (che per noi sono realmente inscindibili). Quindi cercare di salvare ogni vita umana, ma anche il diritto delle persone di vivere nella dignità e nella libertà.

Nella guerra decisa unilateralmente da Putin contro l’Ucraina e nella speranza che ci si sieda presto intorno a un tavolo per negoziare, è tempo di riflettere sulla nuova geopolitica che ne scaturirà. Niente sarà più come prima, schieramenti e alleanze subiranno profonde mutazioni, avremo blocchi di nazioni ancora più contrapposti mentre incomincia ad incombere per i paesi più poveri lo spettro della carestia per la crisi del grano. E proprio su questo “Mondo che Verrà” cercheranno di dare risposte Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e Francesco Marino responsabile del TG RAI Piemonte, martedì 17 maggio alle ore 20,00, nel luogo simbolo dell’Arsenale della Pace di piazza Borgo Dora 61 a Torino. L’incontro è stato organizzato dal Comitato dei Diritti Umani della Regione Piemonte e dal Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con Voi” per ribadire, oggi più che mai, che solo chi semina pace raccoglie giustizia.
Il convegno ha avuto il sostegno della Regione Piemonte e del Consiglio Regionale del Piemonte e il patrocinio della Città di Torino e del “Comitato Interfedi”.
Alla serata è prevista la presenza di diverse personalità, fra cui – particolarmente significativa – quella dei presidenti di “Senzatomica” e di “Rete Italiana disarmo” e del Console di Ucraina. Sarà possibile seguire i lavori oltre che in presenza (la sala sarà alle h 19.15, fino ad esaurimento dei posti) anche in diretta streaming: live.sermig.org/17maggio.

Giampiero Leo (portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”), a nome di tutti gli organizzatori.

Ecco i palazzi “autoconsumatori” per rispettare l’ambiente e ridurre le bollette

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20 NUOVI CONDOMINI  A TORINO, PINEROLO, RACCONIGI, MORETTA E CAVOUR: PILATRI PER UNIRE I VARI PUNTI E DARE COMPIMENTO ALLE COMUNITA’ ENERGETICHE TERRITORIALI RINNOVABILI DEL FUTURO

A un anno esatto dal debutto sulla scena nazionale del primo Condominio Autoconsumatore Collettivo d’Italia a Pinerolo, l’azienda pubblica pinerolese, Acea Energie Nuove, ha festeggiato oggi, il “compleanno delle comunità energetiche condominiali”.

Sono stati presentati, nel corso della conferenza, tenutasi presso il Campus ONU di Torino, i 20 nuovi condomìni, realizzati nell’ambito del Progetto Energheia, vere e proprie Comunità Energetiche su scala condominiale, dove i singoli condòmini possono autoconsumare la quasi totalità della produzione fotovoltaica, abbattendo in modo considerevole la quantità di energia elettrica prelevata dalla rete, riducendo quindi il costo della bolletta.

Una sede significativa quella del Campus delle Nazioni Unite e, non a caso, scelta per la stretta correlazione tra le tematiche delle Comunità Energetiche con i punti dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il traguardo raggiunto con questi 20 nuovi condomini illustrati questa mattina – afferma Francesco CARCIOFFO AMMINISTRATORE UNICO di Acea Energie Nuove– ci dà la misura della concretezza e della attuabilità di una progressiva autonomia energetica che parte dai singoli utenti e offre una risposta concreta al bisogno di smarcarsi dalle fonti fossili tradizionali e dalle dipendenze energetiche. Prepara inoltre il territorio a unire i vari punti di produzione e consumo di rinnovabili che saranno la base per le Comunità Energetiche territoriali su vasta scala del futuro dove condomini, aziende, privati, enti pubblici, a distanze notevoli, condivideranno le energie messe in comune e autoprodotte”

Un esempio delle 20 Comunità energetiche condominiali: il condominio Pinerolo Alliaudi

L’idea del Progetto Energheia, joint venture nata dalla collaborazione delle due ESCo, ACEA Pinerolese Energia e Tecnozenith, è quello di sfruttare l’energia rinnovabile ottenuta tramite produzione fotovoltaica per il riscaldamento dell’edificio e per il fabbisogno elettrico.

L’obiettivo è quello sia di ridurre il consumo energetico dell’edificio, grazie alla realizzazione di cappotti, pareti ventilate o insuflaggio, l’utilizzo di infissi a doppio vetro, ma anche quello di sfruttare l’energia fotovoltaica; tale energia viene infatti utilizzata per alimentare una pompa di calore ad alta efficienza ed abbattere l’utilizzo del gas naturale attualmente largamente usato, oltre che a livello industriale, anche per il riscaldamento residenziale.

La produzione fotovoltaica viene infatti utilizzata per alimentare una pompa di calore aria-acqua, con conseguente sfruttamento dell’energia aerotermica, a servizio dell’intero condominio. L’impianto è inoltre dotato di un sistema di accumulo, con capacità di 22,08 kWh al fine di aumentare l’autoconsumo della produzione fotovoltaica. Tale produzione verrà altresì utilizzata per alimentare i servizi ausiliari nella centrale termica, nonché i servizi comuni del condominio (ascensore e luci scale). Ci si aspetta una riduzione del fabbisogno energetico da fonte fossile almeno dell’81% ed una percentuale di consumo della produzione fotovoltaica da parte della pompa di calore di almeno 37%.

I condomini potranno quindi condividere l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, minimizzando i prelievi dalla rete e massimizzando l’autoconsumo in loco.

La forza del Progetto Energheia è, anche, quella di essere facilmente replicabile in qualsiasi contesto urbano e residenziale.

Non a caso le 20 realizzazioni si inseriscono a Torino nel quartiere Mirafiori con numerosi condomìni (e il coinvolgimento di circa 240 famiglie), a Pinerolo, a Moretta (CN), a Racconigi, a Cavour. Tempo medio di realizzazione degli interventi: 4 mesi

I condomini di queste 20 Comunità Energetiche Condominiali utilizzeranno le fonti energetiche tradizionali, quali gas metano ed energia elettrica solo per sopperire ai picchi di richiesta energetica, che si verrebbero a determinare nelle stagioni più fredde e non particolarmente soleggiate. Gli edifici così realizzati avranno un’autonomia energetica che si attesta mediamente tra il 70% e il 90%, in funzione del tipo di tecnologia adottata.

Triplice il beneficio. Ambientale, economico e sociale:

1)    si favorisce l’uso di fonti rinnovabili, quella solare, per produrre energia elettrica con cui alimentare una pompa di calore per il riscaldamento degli ambienti;

2)    si abbattono i consumi, grazie all’efficientamento energetico di vecchi edifici;

3)    si abbattono significativamente i costi delle bollette dei cittadini, grazie all’autoconsumo.

Ed ecco alcuni numeri di questo anno trascorso:

  • 20 Comunità energetiche condominiali o Gruppi di autoconsumatori collettivi realizzati tra Pinerolo, Torino, Cavour, Moretta e Racconigi. I Condomini a Torino si trovano nel quartiere Mirafiori Sud
  • 55% di risparmio di energia termica dopo l’efficientamento, grazie all’isolamento effettuato sull’involucro
  • Riduzione dell’88% dell’uso di fonti fossili, rispetto alla condizione ante intervento, con conseguente riduzione delle emissioni in atmosfera (e circa 460 t di COevitate).
  • Mediamente il 75% dell’energia ancora necessaria al riscaldamento dell’edificio efficientatoproviene da fonti rinnovabili, tramite l’alimentazione di pompe di calore con energia elettrica fotovoltaica.
  • Coinvolte oltre 700 famiglie

L’appuntamento di oggi si è inserito negli eventi di avvicinamento al Festival Nazionale dell’Economia Civile 2022 che si terrà a Firenze dal 16 al 18 settembre 2022, nel corso del quale, nel 2021, Acea Energie Nuove era stata scelta come azienda Ambasciatrice dell’Economia Civile 2021.

Leonardo Becchetti Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile è proprio intervenuto sulle ricadute sociali, economiche e imprenditoriali delle comunità energetiche come strumento per accelerare la transizione energetica in seguito alla guerra.

Tante le personalità di spicco che hanno partecipato a questo “compleanno” delle Comunità Energetiche Condominiali promosso da Acea Energie Nuove: Antonio Giangregorio (Facility Manager del Campus ONU), Gianni Pietro Girotto (Presidente X Commissione Industria Commercio Turismo del Senato),  Leonardo Becchetti (Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Co-Fondatore di Next Nuova Economia per Tutti), Ezio Chiaramello  (Direttore Operativo Acea Energie Nuove) Katiuscia Eroe (Responsabile Energia di Legambiente), Romano Borchiellini (Referente del Rettore presso l’Energy Center del Politecnico di Torino), Sergio Olivero (Responsabile Business&Finance Innovation dell’Energy Center del Politecnico di Torino).

 

Piano industriale, le Ferrovie investono sul Piemonte

Il Gruppo FS si struttura in 4 poli strategici

  • investimenti per oltre 9 mld in infrastrutture ferroviarie e stradali;

  • potenziamento e ampliamento per 5 terminal logistici

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha presentato il Piano Industriale 2022-2031 che prevede oltre 190 miliardi di investimenti con un impatto sull’economia nazionale stimabile in 2-3 punti percentuali di PIL. Ne hanno illustrato i contenuti, a Roma, in una conferenza aperta a colleghi e giornalisti, la Presidente, Nicoletta Giadrossi, e l’Amministratore Delegato, Luigi Ferraris.

Il Piano prevede una profonda ridefinizione della governance e un nuovo assetto organizzativo che aggrega le società controllate da FS in quattro poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”. La visione strategica e industriale di lungo periodo ha, tra i suoi principali obiettivi, dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti; favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare fino a raddoppiare rispetto al 2019 il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica del Paese.

Fattori abilitanti del Piano, che ne dovranno sostenere l’attuazione, sono l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione, la connettività e la valorizzazione delle persone del Gruppo alle quali, chiudendo il suo intervento, l’amministratore delegato Luigi Ferraris ha affidato questa sfida, nella convinzione che, così com’è già accaduto in passato, saranno in grado di vincerla.

Polo infrastrutture

Oltre 8 miliardi di euro per gli investimenti in opere infrastrutturali ferroviarie in Piemonte. Tra le principali, la conclusione del Terzo valico dei Giovi, ma anche la realizzazione della tratta italiana della linea Torino-Lione (fase 1), delle nuove fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (S. Luigi – Orbassano, Torino San Paolo, Borgata Quaglia, Ferriera, Dora e Zappata), la nuova linea diretta Torino Porta Nuova – Torino Porta Susa e il potenziamento delle stazioni merci di Orbassano e Novara Boschetto.

Alle infrastrutture stradali sono destinati 1,65 miliardi di euro per la realizzazione del collegamento A4-A26 Masserano-Ghemme, la tangenziale di Mondovì, il nuovo tunnel del Tenda e la SS337 Adeguamento Comune di Re-Ponte della Ribellesca.

Polo Logistica

Di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese e per il territorio piemontese, il Polo prevede un investimento di circa 19 milioni di euro. L’obiettivo, entro il 2031, è realizzare l’ampliamento di Alessandria smistamento e il potenziamento dei terminal di Novara Boschetto, Novi San Bovo, Torino Orbassano e Moncalieri.

In questo modo, sarà possibile registrare un sensibile incremento di fatturato. Nel 2031, infatti, si prevede un aumento del 55% di fatturato sia per i servizi intermodali che per i convenzionali.

Il Gruppo FS punta inoltre a rafforzare la propria posizione nel settore logistico attraverso un’importante partnership con un player della filiera automotive piemontese.

 

Polo Passeggeri

Nel prossimo decennio per il trasporto ferroviario piemontese si prevede il potenziamento dell’offerta per il nodo di Torino con il completamento delle opere infrastrutturali in programma e nuovi servizi per il capoluogo piemontese. Si punta inoltre al rinnovo della flotta regionale con l’arrivo di treni moderni ed ecosostenibili.

Polo Urbano

Valorizzare 2,6 milioni di mq di patrimonio. È l’impegno previsto per il polo urbano con un investimento di quasi 3 milioni di euro dedicati a progetti su Torino, Acqui Terme, Collegno e Limone Piemonte.

 

Al via gli incentivi per auto e moto non inquinanti

Lunedì 16 maggio: entrano in vigore gli incentivi per le auto e le moto non inquinanti con sconti fino a 5.000 euro.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale è subito operativo.

Sulla specifica piattaforma l’operatività partirà il 25 maggio, i contratti di vendita saranno però validi dal 16 maggio. Il provvedimento, firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e caldeggiato dal ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, prevede  650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024,  per un totale di quasi due miliardi in tre anni

La Regione promuove in Europa con nuovi fondi i prodotti agroalimentari e vitivinicoli

Aperti i bandi 2022 del PSR a sostegno dei consorzi di tutela e associazioni dei produttori per attività d’informazione e promozione

In arrivo dalla Regione Piemonte nuove risorse per aiutare i Consorzi di tutela e le associazioni di produttori a valorizzare e rafforzare le produzioni agroalimentari e viticole piemontesi di qualità su mercati.

Con una dotazione finanziaria complessiva di circa 7 milioni di euro di risorse aggiuntive l’Assessorato regionale all’Agricoltura e Cibo ha attivato il bando sulla misura 3.2.1 del Programma di sviluppo rurale 2021-2022 a sostegno delle attività d’informazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari e viticoli di qualità da realizzarsi sul territorio dell’Unione Europea, tra cui la partecipazione a manifestazioni fieristiche di carattere internazionale, nazionale, regionale o locale ritenute interessanti; degustazioni guidate, educational tour, incontri B2B, realizzazione di convegni e workshop, azioni promozionali rivolte al circuito HORECA o presso punti vendita, nonché la predisposizione di materiale promo-pubblicitario, informativo, divulgativo e di iniziative promo-pubblicitarie con i mezzi di informazione ed azioni di educazione alimentare.

Rientrano le iniziative inerenti la valorizzazione del paesaggio rurale caratterizzato da produzioni di qualità come i paesaggi riconosciuti dall’Unesco oppure a corollario della Global Conference on Wine Tourism, il forum mondiale dedicato al turismo enologico che si terrà in Piemonte nel mese di settembre; oltre ad iniziative che coinvolgeranno le Enoteche regionali e le strade del vino e del cibo riconosciute.

Il bando “Operazione 3.2.1 del PSR 2014/2020 Bando 1/2022_B” è pubblicato sul sito ufficiale della Regione Piemonte al link:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/psr-2014-2020-operazione-321-informazione-promozione-dei-prodotti-agricoli-alimentari-qualita-bando-3

scadenza: domande di preiscrizione 20 maggio 2022, domande di sostegno 20 giugno 2022.

Trasporto merci ferroviario, Piemonte e Liguria puntano sulla Torino-Savona

Le Regioni Piemonte e Liguria coinvolgono gli stakeholder del territorio per approfondire le prospettive di traffico e gli interventi per potenziare la linea

 

Il Piemonte e la Liguria sostengono con forza lo sviluppo di un sistema di trasporto merci ferroviario tra le due regioni come elemento fondamentale per l’economia di tutto il Nord Ovest italiano. Con questo impegno le Regioni Piemonte e Liguria hanno approvato lo schema di Protocollo di Intesa con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ed RFI per la definizione degli scenari di sviluppo dei traffici sulla linea ferroviaria Torino-Savona e la conseguente individuazione di un’ipotesi di intervento di potenziamento tecnologico e infrastrutturale.

 

La Torino-Savona diventa dunque il primo punto nell’agenda del gruppo di lavoro interregionale piemontese e ligure, che vede coinvolti anche gli attori del territorio, primi tra tutti l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure per il Porto di Savona, gli Enti Locali, i rappresentanti del mondo economico-imprenditoriale, camerale e accademico delle due regioni, impegnati negli approfondimenti necessari a RFI per definire modelli di esercizio adeguati in relazione ai potenziali volumi di traffico merci esprimibili dagli ambiti connessi alla direttrice.

 

La centralità di questo passaggio per lo sviluppo della capacità di trasporto merci della Torino-Savona è stata sottolineata dagli Assessori ai Trasporti, alle Infrastrutture e ai Porti e Logistica delle Regioni Piemonte e Liguria, che, oltre ad evidenziare l’unione di intenti delle due Regioni, hanno ricordato come questo Protocollo si inserisca in un percorso avviato nel 2016 con gli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest e costituisca un tassello fondamentale per una programmazione di sviluppo per il territorio in relazione con gli scenari di potenziamento dei porti e delle infrastrutture europee.

 

Nel corso degli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest del 2016 era stato infatti sottoscritto tra le Regioni ed RFI un primo Protocollo di Intesa finalizzato a condividere un pacchetto di interventi infrastrutturali da realizzare sulla rete ferroviaria nazionale ritenuti di importanza fondamentale per lo sviluppo del traffico merci. La strategicità della Torino-Savona in questo scenario è stata promossa anche nelle successive edizioni degli Stati Generali mentre sono proseguiti i lavori del Tavolo tecnico tra le Regioni, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ed RFI, che vede ora un Gruppo di Lavoro specifico concentrato sull’approfondimento dell’evoluzione dei traffici sulla linea e sulla valutazione degli scenari di potenziamento tecnologico e infrastrutturale.

 

 

Restart Valsusa: l’incubatore e facilitatore presenta i primi progetti e collaborazioni

 AL LAVORO  ISTITUZIONI E SOCIETÀ CIVILE UNISCONO LE FORZE  PER LA RINASCITA DELLA VALLE

Il Presidente Cirio: una grande occasione di rilancio per il territorio

 RESTART Valsusa,  l’hub di conoscenze e competenze sul territorio, ha posato la sua pietra angolare, durante il convegno durante il quale ha presentato i primi progetti pensati in collaborazione con istituzioni del territorio e nazionali. Grande è stata la partecipazione, soprattutto da parte del tessuto imprenditoriale e riconnettere persone ed esperienze, e costruire il futuro della Valsusa. Ha aperto i lavori Alberto Cirio, Presidente della Regione. 

“Ho voluto approfondire la mission di Restart Valsusa: per le ragioni per cui è stata fondata, e per i progetti che vuole mettere a terra, è tra quelle che costruirà il Piemonte di domani. Ripartire insieme, prendendo le mosse dai due anni di pandemia, valorizzando la società, i territori e le nostre montagne, è la strada maestra per lo sviluppo. Il turismo sarà certamente una delle prospettive con maggiore concretezza nei prossimi mesi, se sapremo offrire servizi d’eccellenza. Il tema della città Metropolitana con Restart diventa finalmente centrale per la Valle, per creare la connessione tra centro e periferia, tra città e montagna, necessaria per dare forma a opportunità sostanziose collettive, anche grazie alle grandi infrastrutture in fase di realizzazione”, ha detto il Presidente. “C’è tanta strada da fare insieme, e c’è anche il carburante per percorrerla: oltre al PNRR, sono da considerare anche i fondi TAV, 90 milioni di euro ancora in parte da sbloccare, e i fondi europei destinati alle regioni, che dall’autunno vedranno la Regione impegnata in modo diretto sui territori. I nuovi standard di spesa europei prevedono l’esistenza di zone che hanno interessi comuni, progetti con regie regionali. Sono i territori a conoscere le loro esigenze: non servono  politiche e progetti calati dall’alto, bensì sforzi fatti in sinergia. Questa è la nostra sfida: nell’assegnazione di questi fondi viene data precedenza a chi punta sulla sostenibilità, sulla cultura, sull’innovazione, sull’enogastronomia, sull’ottimizzazione logistica, tutti temi che il Piemonte tutto e la Valsusa padroneggiano da sempre. Le associazioni come Restart possono coordinare gli sforzi collettivi, ognuno con la propria vocazione. Voglio quindi garantire il supporto del governo regionale nel valorizzare i progetti che saprete mettere in campo e le persone che vi lavoreranno: non c’è buon senso se non si valorizzano le persone. Inoltre, vogliamo che la vita in montagna non sia più qualcosa di romantico ma naturalmente difficile: abbiamo lanciato un bando e allocato investimenti per portare in montagna servizi, scuole, trasporti, e quindi ripopolamento. Il nostro Piemonte ha una storia, anzi, la Storia alle spalle, ma anche un futuro straordinario di fronte a sé. Buon lavoro a tutti, buon lavoro a Restart.”

 

Anche Jacopo Suppovicesindaco della Città Metropolitana di Torino, ha sottolineato la bontà dell’iniziativa, con particolare riferimento ai progetti che proprio grazie all’istituzione che rappresenta potranno prendere vita. “Il fatto che oggi io sia qui come vicesindaco della Città Metropolitana è il primo pezzo di una narrazione differente. A fronte di una riforma sbagliata, quella della cancellazione delle province, bisogna trovare dei correttivi locali perlomeno per la rappresentanza dei territori. Grazie a città metropolitana in Valsusa sono già arrivati 14 milioni di euro per la coesione sociale e l’istruzione. È la strada giusta per aggregare le aree interne con le zone urbane e il capoluogo È necessaria una nuova percezione del territorio, sottraendosi alla pigrizia dei media che vede solo il TAV, perché la realtà è ben più articolata. Questo è un territorio che sa concretizzare, l’esempio migliore è quello della ciclo-via Francigena, che ha visto collaborare territori nazionali e internazionali.La Città Metropolitana ricoprirà non solo il ruolo di mediatore politico, ma anche quello di finanziatore. Dobbiamo essere molto rigorosi, ma anche ottimisti, senza dimenticarci l’amore per questo territorio e per quello che rappresenta.” 

 

“Questa associazione nasce da un gruppo di persone che hanno scelto di non rassegnarsi al declino della valle: siamo un’associazione apartitica, non apolitica, e sappiamo che sono le persone a dare forma e a determinare le politiche. Oggi abbiamo una valle che di fatto è divisa in tre: la parte più bassa, più rivolta verso Torino, la parte centrale, quella ad oggi più in difficoltà, più provata dalla crisi, e l’alta valle, quella che in questo momento è in maggiore vantaggio, ma ha una vita autonoma rispetto alle altre due. La grande diatriba del TAV ha attirato a sé e divorato le energie della Valsusa, dividendo gli animi e bloccando di fatto lo sviluppo”, ha concluso la presidente Lucrezia Eleonora Bono“È arrivato il momento di prendere coscienza e mettersi a disposizione, dal basso, ognuno con le proprie competenze e capacità, mettendo da parte gli elementi che ci hanno divisi sinora. Torino e la Valsusa sono fortemente legate. La nostra città di riferimento rischia di essere fagocitata da Milano, e cerca di tornare protagonista. La Valle ha bisogno di riprendere in mano i progetti che si sono arenati, e deve generarne di nuovi. Per questo Restart ha subito instaurato un rapporto di collaborazione con le Università, che ci aiuterà ad acquisire un metodo di analisi, progettazione e messa in opera delle attività. Abbiamo poi cercato la collaborazione di altre associazioni, e proprio queste saranno le attività che partiranno per prime. La Fondazione Marisa Bellisario, insieme alla Global Thinking Foundation, introdurrà nelle scuole un progetto per l’orientamento delle ragazze nella scelta delle materie STEM. APID invece si occuperà di mentoring per le donne imprenditrici, aiutandole a sviluppare nuove e diverse capacità manageriali.”

 

Il prossimo appuntamento di RESTART Valsusa avrà come tema la logistica dei trasporti nel nord ovest e sarà presentato nelle prossime settimane.

Un piano triennale contro le nuove povertà Dalla Regione 95 milioni

 

Si tratta di un’azione molto importante che prevede l’impiego di risorse, per il triennio, di quasi 95 milioni di euro e di 36.828.000 solo per il 2021. Ecco tutti i dettagli. L’assessore regionale alla Famiglia Chiara Caucino ha espresso grande soddisfazione, evidenziando che fin dal primo giorno il contrasto alle nuove povertà – aggravate poi in particolare poi dall’emergenza Covid –  è stato al centro della sua azione politica.

 

La giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore alla Famiglia, ha approvato  il  Piano regionale per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà per il triennio 2021-2023: si tratta dello strumento di programmazione dei servizi necessari a garantire il livello essenziale delle prestazioni per l’attuazione a livello regionale del Reddito di Cittadinanza.

Il Piano esplicita e sintetizza gli obiettivi da perseguire, le azioni da mettere in campo, il modello di governance territoriale da implementare e i risultati attesi da raggiungere per attuare un sistema di contrasto alla povertà, in tutte le sue differenti forme.

Per quanto riguarda le risorse che sono dedicate al Piemonte  e nello specifico a tutti gli  Ambiti territoriali  stiamo parlando per il triennio di quasi 95 milioni di Euro e per il 2021 di 36.828.000 ( per la loro suddivisione si veda l’allegato).

L’articolazione del Piano sociale nazionale e del successivo Piano Povertà riflette le tre funzioni individuate normativamente: attuazione dei livelli essenziali connessi al reddito di cittadinanza (rafforzamento del servizio sociale professionale –  non si possono seguire correttamente le persone in difficoltà se non vi sono gli Operatori); interventi e servizi in favore di persone in povertà estrema e senza dimora (la dignità delle persone in strada va salvaguardata, non solo nelle emergenze, per favorire un loro riaggancio alla società); sperimentazione interventi in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria (careleavers).

Nelle scelte programmatiche che la Regione Piemonte descrive all’interno del Piano si sono sottolineati alcuni concetti fondamentali:

  • INTEGRAZIONE DELLE OPPORTUNITA’ E DELLE RISORSE: le risorse a disposizione per il contrasto alla povertà provengono da fonti di finanziamento diverse che è necessario riuscire ad integrare per aumentarne l’efficacia
  • COSTRUZIONE DI UN WELFARE PLURALE: che si concentri su processi di innovazione sociale, che favorisca l’integrazione tra le azioni del pubblico e del Terzo settore  e che favorisca la partecipazione al mercato del lavoro riconoscendolo uno dei fattori rilevanti dell’integrazione sociale, insieme alle esigenze, sociali, sanitarie ed abitative
  • APPROCCIO ALLA PERSONA: approccio organizzativo che cerchi di ricondurre al centro la persona, nella sua unità, e i suoi bisogni
  • VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE: è un approccio fondato sull’accesso, la valutazione multidimensionale, la presa in carico e la definizione di un progetto individualizzato che definisce i sostegni necessari alla persona verso una sua autonomia
  • STANDARDIZZAZIONE DEI SERVIZI: potenziamento dei servizi verso la costruzione di minimi comuni denominatori riscontrabili in tutti i punti di accesso del sistema.

Con riferimento alle risorse per gli interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora, per quel che concerne la quota riservata ai comuni capoluogo delle città metropolitane, la Regione conferma la delega al Comune di Torino per la programmazione e l’utilizzo delle risorse destinate al comune capoluogo regionale; per quel che concerne le risorse a favore della Regione, le stesse vengono ripartite in quota uguale tra i sette Ambiti Territoriali della Regione Piemonte su cui insistono le 7 città capoluogo della Regione e gestite direttamente dagli stessi, sulla base dei seguenti criteri.

Per l’assessore regionale alla Famiglia quello di oggi è un passaggio fondamentale in quanto il contrasto alla nuove povertà – acuite in maniera drammatica dall’emergenza Covid19 è – è sempre stato al centro della sua azione politica e di quella di tutta la giunta. Un risultato importante che andrà ulteriormente rafforzato in futuro con politiche in grado di sostenere, sempre con maggiore efficacia, le fragilità.

 

Flowpack: il massimo col minimo. Alta protezione a basso impatto

A Ipack-Ima presentato il white paper che indaga storia e futuro dell’imballaggio 

Grande successo per l’evento di presentazione di “Flowpack: il massimo col minimo. Alta protezione a basso impatto”, pubblicazione tecnico-scientifica a cura delle ricercatrici del Politecnico di Torino, Beatrice Lerma e Doriana Dal Palù, nata da un’intuizione del futuro presidente UCIMA per il periodo 2022/2024 Riccardo Cavanna. L’iniziativa, inserita nel ricco calendario di Ipack-Ima, fiera internazionale specializzata in packaging e processing, ha contato sulla presenza di ospiti di spicco e su oltre 120 partecipanti, registrando il tutto esaurito.

“Questo documento – ha spiegato Cavanna – cerca di rispondere a una domanda fondamentale, ovvero se sia possibile ipotizzare un futuro per il flowpack. L’idea mi è venuta visitando un centro di riciclaggio: mi sono reso conto che partendo dal fondo si poteva pensare al tema della sostenibilità in una maniera diversa, non solo guardando il ciclo di vita del prodotto ma anche ripensandolo da un punto di vista scientifico e storico-culturale. È da qui che ho capito che come industria del packaging dovevamo attraversare la storia di questo meraviglioso pacchetto guardandolo da più punti di vista”.

Alla serata hanno partecipato relatori d’eccezione: dopo l’introduzione delle curatrici, il moderatore Luca Maria De Nardo ha dato il via alla tavola rotonda che ha visto salire sul palco il presidente di CONAI Luca Ruini, la professoressa Paola Scarfato del dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno, Mario Molinaro, Business Director Flexible Packaging EU di Taghleef, il presidente di Giflex Alberto Palaveri e Riccardo Cavanna. A prendere parte al convegno da remoto, invece, sono stati Mario Cerutti , Chief Institutional Relations & Sustainability Officer di Lavazza e Domenico Brisigotti, direttore commerciale food di Coop.

Il white paper si compone di diverse sezioni: pillole temporali, capitoli tematici, storie di aziende, voci di persone e curiosità sull’ecopack.

“Questa pubblicazione – hanno detto le due curatrici – rappresenta il primo risultato di un’attività di ricerca che indaga, in senso ampio, le relazioni tra flowpack e sostenibilità. Il lavoro di ricerca del gruppo del Politecnico di Torino, che ha visto il coinvolgimento anche della dottoressa Ottavia Burello, rappresenta i diversi attori coinvolti in tutta la filiera del flowpack e le diverse funzioni e la complessità di questa tipologia di imballaggio flessibile. L’università è stata quindi un ponte tra il mondo delle imprese e il mondo della ricerca, favorendo il dialogo reciproco e la messa a fuoco di possibili criticità da riportare al mondo dei decisori politici e della filiera complessiva”.

Per rimanere aggiornati sul progetto e scaricare il white paper consultare il sito https://www.flowpack.it/