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Piemontesi/italiani emigranti in Argentina: il ritorno

L’emigrazione italiana in Argentina iniziò nel 1860 e terminò quasi nel 1970. Predominante l’emigrazione dal nord nel XIX secolo, nel primo periodo, di circa 710mila migranti piemontesi, il 23 per cento scelse come meta l’Argentina.

 

Nel secondo il numero dei migranti aumentò e l’Argentina continuò ad essere tra le mete preferite.

Conosciamo tutti il forte legame che unisce Italia e Argentina. Ma conosciamo lo sfondo? Da argentina emigrata a Torino all’età di 20 anni  e nipote di piemontesi, in 5 articoli ve lo racconterò  in prima persona.

I miei trisnonni sonno  emigrati  in Argentina nel 1895. Mia nonna aveva solo 16 anni; mio nonno 31. Anche se in Italia lui era dedito alla vitivinicoltura, a differenza di tanti piemontesi (che all’epoca rappresentavano il 30 per cento dell’emigrazione italiana) che si dedicavano all’agricoltura e si sono stabiliti principalmente nelle province di Santa Fe e Cordoba, lui si è stabilito a Buenos Aires e si è dedicato alla panetteria.

Mentre l’Italia è stata colpita dalla crisi economica, dalla disoccupazione e dalla povertà (evidenziando la crisi agraria degli anni ’70), in Argentina sono state date le condizioni politico-sociali per accogliere i migranti.

Dato che l’Argentina è stata percepita dagli italiani  come un Paese di crescita economica, di opportunità e di lavoro, non mi sorprende lo stupore di qualsiasi  italiano quando gli diciamo che ora siamo i suoi discendenti che  si lasciano tutto alle spalle, alla ricerca semplicemente di un futuro.

Succede  che, negli ultimi anni, questo fenomeno migratorio si è invertito: ora siamo i nipoti di quegli italiani emigrati in Argentina, quelli che tornano.

 

Bernardita Feldman

Dalla Regione nuovi fondi per le scuole di montagna

ALTRI 132.000 MILA EURO 

SI AGGIUNGONO AI 500.000 STANZIATI NEL MESE DI GIUGNO.

Ulteriori 132mila euro sono stati deliberati dalla Giunta regionale, su proposta del Vice Presidente ed Assessore alla Montagna, Fabio Carosso, a favore delle scuole in montagna. La somma si aggiunge ai 540mila euro che con analoga finalità erano stati stanziati nel mese di giugno con la predisposizione da parte della Direzione regionale ambiente, energia e territorio del bando che prevedeva contributi da assegnare alle Unioni Montane. “Abbiamo deciso di integrare la somma tenendo conto che il fabbisogno complessivo ammontava a 672mila euro. In questo modo, riusciamo a soddisfare tutte le richieste delle Unioni Montane, dando una risposta concreta alle esigenze dei territori montani e delle famiglie che vivono in queste aree”- affermano il Presidente della Giunta Alberto Cirio, il Vice Presidente Fabio Carosso, e l’Assessore all’Istruzione Elena ChiorinoLe scuole rappresentano il cuore pulsante di una comunità e garantirne il mantenimento del servizio è la dimostrazione tangibile di come la Giunta regionale sia attenta e fortemente orientata alla tutela delle realtà montane.”

L’iniziativa della Regione si aggiunge al bando sulla residenzialità in montagna (10 milioni a favore di chi si trasferisce dalla città alla montagna), al riparto dei fondi destinati alle Unioni Montane (10 milioni e 700 mila euro) ed al bando sulle botteghe dei servizi.
L’obiettivo è ridare nuova linfa alle zone montane, per evitare la desertificazione del territorio e valorizzarlo non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale ed economico. Il contributo erogato dalla Regione per le scuole in montagna ha come finalità sostenere:
a) iniziative volte al mantenimento del servizio scolastico per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, ubicate in contesti montani di particolare marginalità che renderebbero disagevole la frequenza scolastica in caso di cessazione del servizio, nell’importo massimo di 18.000 euro per ciascuna iniziativa e relativamente alla copertura dei costi sostenuti per l’impiego di personale; per le sole scuole primarie di primo grado con più di 10 alunni e con situazione di pluriclasse con più di tre gruppi classe potrà essere riconosciuto un contributo massimo di 36.000 euro;
b) la razionalizzazione di particolari realtà di pluriclasse per un importo massimo di 5.000 euro per ciascuna iniziativa nella scuola primaria e di 8.000 per ciascuna iniziativa nella scuola secondaria di primo grado.

 

Nuovi fondi dalla Regione. Il Piemonte punta sull’agricoltura

AGRICOLTURA PIEMONTE: DALLA REGIONE 2,5 MILIONI DI EURO AD INTEGRAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE SULLE MISURE DEL PSR AGRO CLIMATICO AMBIENTALI E AGRICOLTURA BIOLOGICA

L’Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte ha assegnato 2,5 milioni di euro complessivi ad integrazione delle risorse finanziarie dei bandi 2022 del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 relativi alle misure agro climatico ambientali e agricoltura biologica.

“Con questa ulteriore dotazione finanziaria la Regione Piemonte garantisce il sostegno alle aziende agricole piemontesi che hanno partecipato ai bandi 2022 per interventi a favore della biodiversità nelle risaie, per le tecniche di agricoltura conservativa, per l’allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono, per la gestione ecosostenibile dei pascoli e sugli interventi a favore della conversione agli impegni dell’agricoltura biologica, in quanto permetterà la copertura di tutti i beneficiari ammessi in graduatoria della misura del Psr sull’agroambiente e della maggioranza dei beneficiari della misura sull’agricoltura biologica”, precisa l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa.

Nello specifico 2.376.000 euro sono ad integrazione del bando della misura 10 “Impegni agro climatico ambientali”, che ha una dotazione finanziaria di 4,5 milioni di euro; 200.000 euro sono ad integrazione del bando da 2,7 milioni di euro della misura 11.1.1 “Conversione all’agricoltura biologica”. La presentazione delle domande per entrambi i bandi è scaduta nel mese di giugno 2022 ed è in corso la definizione delle graduatorie dei soggetti finanziabili.

Imprese: Finpiemonte e ODCEC siglano accordo per il sistema produttivo piemontese 

 Finpiemonte e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino (ODCEC Torino) hanno siglato un accordo di collaborazione a sostegno delle imprese piemontesi, con l’intento comune di contribuire allo sviluppo economico del territorio, seriamente compromesso negli ultimi anni dai riflessi negativi innescati dalla pandemia e dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime per la guerra in Ucraina. 

Tra gli obiettivi dell’accordo c’è quello di favorire la conoscenza degli incentivi gestiti dalla finanziaria regionale, ottenendo il supporto operativo dei dottori commercialisti del territorio. 

L’accordo riprende e rilancia le precedenti partnership tra i due enti, l’ultima delle quali ha riguardato, nel pieno della pandemia, l’organizzazione comune di momenti di formazione e approfondimento in modalità webinar, dedicati alle misure regionali a sostegno di imprese, professionisti e lavoratori. 

Finpiemonte infatti, tra il 2020 e il 2022, per far fronte alle conseguenze che la pandemia ha innescato in quasi tutti i settori economici, ha gestito per conto della Regione Piemonte Misure di sostegno come i Bonus e i Ristori, erogando oltre 200 milioni di euro e sostenendo quasi 100 mila beneficiaritra imprese, liberi professionisti e lavoratori in difficoltà. Anche in questo delicato frangente la Società si è resa disponibile a prestare assistenza dedicata ai commercialisti, per la predisposizione e l’invio delle domande per conto dei propri clienti. 

Gli obiettivi di questa rinnovata intesa saranno realizzati tramite azioni di comunicazione congiunte, come la diffusione del materiale informativo messo a disposizione da Finpiemonte; la promozione delle opportunità di finanziamento; l’organizzazione di eventi tematici di approfondimento, la formazione e l’orientamento, rivolti agli Iscritti all’Ordine. 

“Riteniamo più che mai indispensabile il ruolo di riferimento svolto dai commercialisti che, grazie ai  loro ampi ambiti di competenza, sanno assistere le imprese in tutte le fasi del loro sviluppo. Questo accordo si inserisce in una più ampia rete di relazioni che Finpiemonte sta avviando con gli stakeholder territoriali, a conferma del nostro impegno concreto a sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese piemontesi, anche grazie ad azioni mirate che rendano maggiormente comprensibili e di più ampia diffusione gli strumenti di finanza agevolata e in particolar modo le Misure che riguarderanno la prossima Programmazione dei Fondi Europei 2021/27– “ ha sottolineato Michele Vietti, Presidente di Finpiemonte SpA 

“Questo accordo rafforza la collaborazione con Finpiemonte, importante attore a sostegno dell’economia del nostro territorio. I Commercialisti sono sempre al fianco di ogni impresa e, soprattutto in un momento economicamente e socialmente complesso come quello attuale, sono impegnati ad offrire le proprie competenze affinché la crisi non intacchi i vari elementi della struttura aziendale, amministrativa, economica, contabile, finanziaria. Da tempo l’Ordine che presiedo con orgoglio agisce secondo quel “Modello Torino” di collaborazione istituzionale che vuole fare rete con enti, associazioni, pubblica amministrazione, valorizzando le competenze di ognuno e contrastando la non volontà o non capacità di aggregarsi sulla base di obiettivi condivisi. La riteniamo l’unica strada per il rilancio economico del territorio”, dichiara Luca AsvisioPresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. 

Ecco le startup a impatto ambientale e sociale

PRESENTAZIONE DEL REPORT 

Martedì 4 ottobre ore 17:30

Il team di ricerca Social Innovation Monitor (SIM), con base al Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, presenterà gli aspetti essenziali della ricerca condotta sulle startup a significativo impatto sociale e ambientale in Italia.

L’evento si terrà su Zoommartedì 4 ottobre alle ore 17.30.

Il Report approfondisce aspetti quali il quadro giuridico aggiornato sulle Startup Innovative a significativo impatto sociale e ambientale (SIaVS, Società Benefit e B Corp), la loro crescita negli ultimi due anni, la distribuzione territoriale, i ricavi e il numero di dipendenti e gli esempi di maggior successo di startup a significativo impatto sociale e ambientale in Italia.

Sarà il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco ad aprire l’evento di presentazione del Report. Nella prima parte dell’evento il professore Paolo Landoni, direttore della Ricerca, professore di innovazione e imprenditorialità del Politecnico di Torino, Davide Vigliarolo, vicedirettore della ricerca, e Alessandro Laspia, vicedirettore della ricerca, presenteranno gli aspetti essenziali del Report, commentando le novità legislative e i dati emersi dall’analisi annuale delle startup a significativo impatto sociale e ambientale.

 

A seguire, alcuni imprenditori delle migliori startup, Nicolò Barbano, Head of Marketing di XFarm Technologies,  Paolo Cavallini, Finance Director di Energy Dome, e Michela Crivellente, Co-Founder e CEO di Bit Mobility, presenteranno le proprie aziende, i problemi che cercano di risolvere e le innovazioni apportate al proprio settore.

 

 

Per partecipare all’evento è necessario registrarsi qui: 

https://polito-it.zoom.us/webinar/register/WN_t–2rgYGSOu5CkMHszvbXw

 

Il Report pubblico sarà disponibile a partire dal giorno successivo all’evento e scaricabile gratuitamente a questo link: https://socialinnovationmonitor.com/report/

La ricerca è stata condotta dal team di ricerca Social Innovation Monitor (SIM) e grazie al supporto di AshokaAssobenefitBTO ResearchFondazione Social Venture GDAgreenlanceInnovUpInstillaItalian Tech AllianceLenovysLifegate WayMolten Rock Digital Agency e Social Innovation Teams (SIT).

Per maggiori informazioni è possibile mandare un’e-mail a sim@polito.it

Crisi energetica: i piani del Comune illustrati dal sindaco Lo Russo

In questo momento di crisi energetica e di aumento dei costi, la priorità, per il Comune è garantire l’operatività dei servizi pubblici della Città ma è necessario un rapporto costruttivo col governo per sostenere le difficoltà di settori fragili, di associazioni del Terzo settore, di associazioni sportive dilettantistiche, di impianti sportivi.

Queste le parole del sindaco Stefano Lo Russo che questo pomeriggio ha risposto, in Sala Rossa, ad una richiesta di comunicazioni della capogruppo del Pd, Nadia Conticelli in merito alla crisi energetica.

Lo Russo ha illustrato quanto la Città abbia messo in campo per far fronte alla situazione.

Il Comune ha sviluppato un’attività ricognitiva già nei mesi di febbraio/marzo. Lo ha fatto per quanto riguarda la propria bolletta energetica e per le bollette energetiche delle società partecipate che operano nella sfera dei servizi pubblici locali e per mitigare gli effetti delle bollette sui cittadini”.

Il Sindaco ha presentato alcuni dati: la bolletta elettrica degli uffici comunali ammontava nel 2021 a 9 milioni di euro. Al 31 luglio 2022, i pagamenti sono di 7,9 milioni.

Il costo dell’energia elettrica per illuminazione pubblica, che dal 2012 ha avuto un trend decrescente fino al 2021 quando ha registrato un costo di 12,4 milioni, al 31 luglio di quest’anno era di 10,2 milioni.

L’intero costo del metano per lo scorso anno per il Comune di Torino è stato di 8 milioni, cifra già raggiunta al 31 luglio 2022.

Il teleriscaldamento ha visto una bolletta di 14,5 milioni e, al 31 luglio di quest’anno, si è registrata una cifra di 15,3 milioni.

Il totale della bolletta energetica della Città che pareggiava a 44,3 milioni, al 31 luglio era già a 41,6 milioni.

Il sindaco ha ricordato come a marzo 2022 si sia ridotta la temperatura degli edifici comunali di due gradi e di un grado per edifici scolastici o di ricettività di persone anziane e disabili ed è stato chiuso il riscaldamento nei giorni non lavorativi.

Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica, oggi ci sono 57600 lampade efficentate a led pari al 60% delle lampade delle città. Il risparmio è stato del 65%.

Ai primi di luglio, ha ricordato, è stato sottoscritto un contratto di servizio con Iren che vede una serie di operazioni sviluppate su 800 edifici comunali (323 edifici scolastici, 159 scuole materne e asili nido, 164 elementari medie e superiori, 75 locali adibiti ad uffici, 75 locali di servizi socio ricreativi, 25 impianti sportivi, 13 edifici culturali) che prevedono realizzazioni di cappotti termici, riqualificazioni delle centrali termiche, realizzazione di impianti solari e fotovoltaici, la sostituzione dei serramenti e l’introduzione di sistemi di telecontrollo dei regimi climatici all’interno degli edifici.

Da contratto, si avrà un risparmio garantito del 33% (8300 tonnellate equivalenti di petrolio l’anno, che equivalgono a 20 mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno, equivalente a 16 mila automobili, equivalente alla Co2 assorbita da 2 milioni di alberi).

Lo Russo ha fornito alcuni numeri anche legati alle partecipate.

La bolletta energetica di GTT, per tram e metro, era di 8 milioni 664 mila euro, nel 2021, nel 2022 sarà di 11 milioni 913 mila, con una stima, per il 2023, di 29 milioni 784 mila.

Due milioni 847 mila è stato il costo nel 2021 del metano per autotrazione,, nel 2022 sarà di 4 milioni e 300 mila, nel 2023 di 11 milioni 42 mila, il gasolio per autotrazione nel 2021 è costato 14 milioni e 800 mila, 18 milioni e 900 mila nel 2022, sarà di 20,7 milioni nel 2023.

L’incremento del solo costo dell’energia per far circolare l’intero parco Gtt, tra il 2021 e il 2023 è del 134%.

Amiat ha incremento meno intenso con alcune operatività ammortizzate dalla vendita di biogas. Tuttavia la bolletta ammonta a 1,3 milioni di euro per i mezzi a gasolio e di 1,3 milioni per quelli a metano ai quali vanno aggiunti 2 milioni di incremento dell’energia degli appaltatori di Amiat.

Incremento elettrico sarà di 2,5 milioni e il consumo di gas per le sedi di 1,2 milioni.

In assenza di interventi regionali o nazionali, ha evidenziato Lo Russo, difficilmente saremo nelle condizioni di garantire il servizio pubblico di trasporto a queste condizioni”.

Il Sindaco ha quindi ricordato la cabina di regia sui consumi energetici con l’Assessora all’Ambiente, l’Assessora al Bilancio, la Direttrice generale del Comune, i membri del Co.Dir., il Direttore finanziario e l’Energy manager con il compito non solo di monitorare la situazione ma soprattutto di individuare azioni da mettere in campo: raccordo con società partecipate e fornitori, valutazione di rimodulazione illuminazione pubblica, riduzione consumi energetici di edifici comunali, orari di apertura uffici, dinamiche di smart working.

Questa è solo una delle componenti della crisi che investe la Città che riguarda anche famiglie, imprese, impianti sportivi, terzo settore, associazioni sportive, ha ribadito il Sindaco, sottolineando la necessità di una forte coesione territoriale e un rapporto costruttivo col Governo senza il quale difficilmente sarà possibile far fronte da soli a questa realtà.

Infine Lo Russo si è soffermato su Iren per la quale, ha sottolineato, non esistono extraprofitti “Assimiliare Iren a soggetti come Eni è un errore, ha sostenuto. Eni ha avuto extraprofitti in quanto il gas, oltre a commerciarlo lo estrae ed essendo produttore agisce nel mercato anche per quanto riguarda la vendita. In bolletta non compare un extraprofitto di Iren che cerca” di compensare crediti e perdite legate al fatto che le somme che Iren stessa deve sborsare per acquisire il gas per erogare il servizio sono 6/ volte superiori. Iren non sta speculando”.

Al termine dell’intervento del Sindaco si è sviluppato il dibattito.

Giuseppe Catizone (Lega) si è interrogato su come la Città pensi di aiutare i cittadini a fronte del caro energia, oltre a far quadrare i propri conti. Iren dovrà tenere conto delle difficoltà delle famiglie, ha aggiunto, sottolineando poi come si sarebbe dovuto lavorare da anni sulle energie alternative, perché né il nucleare né le fonti rinnovabili forniscono risposte immediate. Infine, ha chiesto se il Sindaco approverebbe a livello nazionale uno scostamento di bilancio.

Andrea Russi (M5S) ha affermato che non è chiaro come si intenda aiutare le famiglie da parte della Città. Si è poi chiesto, a proposito dello smart working per i dipendenti comunali, se questo non finisca per scaricare su di essi i costi energetici. Inoltre, Russi ha ricordato di essere stato critico sulle modalità del Patto per Torino, che comporta anche spese non prudenziali, con aumento del disavanzo perché i fondi statali diminuiranno e la situazione diverrà drammatica.

Secondo Giovanni Crosetto (FdI) oggi non è opportuno un dibattito in Aula nella modalità delle comunicazioni in quanto si tratta di fatti noti da tempo; è un tema da ordine del giorno per un argomento che va oltre le competenze del Comune. E si chiede quali sono le posizioni della maggioranza di Palazzo civico in tema di politiche energetiche, dall’estrazione del gas e del petrolio al possibile ricorso all’energia nucleare.

Il Consigliere di FdI, Enzo Liardo propone il mantenimento dell’ora legale che consentirebbe grandi risparmi nelle bollette delle famiglie e delle imprese e chiede al sindaco di presentare la proposta in sede Anci o presso il Governo.

La consigliera Nadia Conticelli (PD) ha ringraziato il sindaco per la discussione in Sala Rossa, ritenuta opportuna: devono essere chiare posizioni, responsabilità e competenze – ha affermato, dicendo di aspettarsi risposte dal nuovo Governo per fronteggiare l’aumento delle bollette. Il sindaco – ha detto – farà la sua parte per tenere in ordine i conti, ma c’è bisogno dell’Europa.

Anche per Silvio Viale (Lista Civica per Torino) è necessario l’intervento dell’Europa. Ha quindi spiegato che non è il Consiglio Comunale la sede per discutere delle scelte del Governo, mentre è opportuno affrontare l’emergenza dei prossimi mesi preparando cittadine e cittadini torinesi ai tagli e alle chiusure che ci saranno.

Anna Maria Borasi (PD) ricorda che IREN ha avviato politiche energetiche da fonti rinnovabili da alcuni anni, muovendosi per tempo. Si dice poi d’accordo con il sindaco sulla necessità di collaborare con il futuro Governo, trovandosi a fronteggiare una situazione simile a quella già affrontata durante la pandemia quando è stata attivata la sussidiarietà verticale da parte del Governo.

Per Tiziana Ciampolini (ToDo) è la fine del tempo dell’abbondanza. Si dovranno fare dei sacrifici ma ci sono ancora comportamenti virtuosi di cui scoprire il potenziale a rendere. Ma non ci sono formule magiche, come qualche giornale ipotizza, in economia non c’è nulla di gratuito, qualcuno alla fine deve sempre pagare. Il tema fondamentale sono i costi e i guai che le famiglie rischiano di pagare. Per questo si devono muovere nuove politiche realistiche. Non certo il nucleare, visto che per costruire una centrale servono almeno dieci anni e non l’estrazione di gas da nuovi giacimenti, per cui servono almeno cinque anni, quando il problema energetico è adesso. Si possono però incentivare pratiche virtuose come l’installazione di pannelli fotovoltaici che richiedono un paio di mesi di lavoro. Serve allora che il Governo stabilisca che da domani devono essere installati sugli edifici pubblici pannelli fotovoltaici e incentivi le aziende che vogliono autoprodurre energia.

Alice Ravinale (Sinistra Ecologista) ha sostenuto che la Città non può risolvere da sola questa situazione, drammatica per famiglie e imprese, spetta in primo luogo al Governo, all’Unione Europea. Tassare integralmente gli extraprofitti delle compagnie energetiche è una delle soluzioni percorribili per dare un’immediata risposta. Ridurre la burocrazia sulle fonti rinnovabili, energia nucleare richiede tempi lunghi e non è proponibile in un Paese come il nostro, ha concluso Ravinale, auspicando un ripensamento su tutto il nostro stile di vita.

Paola Ambrogio (Fd’I) si è rammaricata del fatto che in aula non sia stato sviluppato un ragionamento approfondito su un problema concreto del Paese e dei cittadini. La consigliera ha ricordato come il centrosinistra abbia governato per anni col risultato che l’Italia si trova agli ultimi posti in Europa per autonomia energetica e ricordando l’articolato programma del suo partito su questi temi.

Tav, Giachino a Giovannini: l’Italia non disperda i fondi europei

 PER LA TRATTA NAZIONALE 

 
Premesso che l’Europa ha contribuito con propri fondi solo alla costruzione delle tratte internazionali (i tunnel come la TAV) della Nuova Rete AC che collegherà come una Metropolitana tutta l’Europa tanto è vero che il Terzo Valico , snodo fondamentale del Corridoio Genova Rotterdam e che si trova tutto in territorio italiano , è stato finanziato tutto dallo Stato Italiano.
Dopo le Grandi Manifestazioni SITAV del 10 Novembre 2018 e Gennaio 2019 e in vista della votazione della Mozione Notav dei 5 stelle , la Commissione europea si dichiarò disponibile a finanziare una quota della tratta italiana , Bussoleno- Torino.
La dichiarazione di Paolo Foietta , presidente della Commissione intergovernativa della Torino- Lione, conferma i ritardi sull’opera prodotti non solo da Toninelli ma anche dal governo giallorosso , Ministro Demicheli, e anche i tempi lunghi del Ministeo GIOVANNINI , un grande ambientalista che dovrebbe invece velocizzare un’opera che vuole  trasferire il traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia.
La causa dei ritardi non è la crisi del Governo Draghi perché nella ordinaria amministrazione di un Ministro ci sta l’interesse nazionale e cioè fare tutto ciò che serve per ottenere l’ulteriore miliardo che potrebbe arrivare dall’Europa per la costruzione di un’opera fondamentale non solo per Torino ma per tutto il Paese come dimostra anche l’intervista data stamane a il Secolo XIX dal Ministro della Lituania.
A nome dei 40.000 che scesero pacificamente in piazza a favore della TAV , e che hanno il merito di aver persuaso l’Europa a cambiare la linea di finanziamento delle Reti TEN-T , chiedo al Ministro GIOVANNINI di fare tutte le cose che servono affinche’ l’Italia possa ricevere dall’Europa questo miliardo di euro aggiuntivo.
 
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

Un nuovo investimento sulla montagna: 3 milioni di euro per le “Botteghe dei servizi”

Dalla Regione Piemonte un nuovo investimento per la montagna: stanziati 3 milioni di euro per il mantenimento e lo sviluppo delle “Botteghe dei servizi“, ovvero gli esercizi commerciali di prossimità per la vendita al dettaglio di beni alimentari e di prima necessità in cui si integrano attività di informazione per la cittadinanza. In sostanza, veri e propri “terminali” per la Pubblica amministrazione sul terrritorio e per migliorare la qualità di vita dei residenti.

Da ieri è pubblicato sul sito della Regione l’apposito bando: il contributo massimo previsto per ogni singola domanda è di 50.000 euro, di cui 30.000 per investimenti e 20.000 per spese di gestione. Le domande di contributo potranno essere presentate dal 30 settembre al 15 novembre 2022. Ecco il bando: https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-botteghe-dei-servizi

Il bando è rivolto a microimprese singole, iscritte al registro imprese della Camera di Commercio, e a cooperative di comunità, iscritte all’albo della Regione Piemonte, attive al momento della presentazione della domanda di sostegno.

Le Botteghe dei servizi possono, devono essere nuovi ‘luoghi di comunità’ come Uncem ha scritto nel recente dossier (“Luoghi della comunità, nuovi centri multiservizio“) proprio sugli spazi che si fanno luoghi, generando identità, servizi, ma soprattutto comunità. Comunità anche di più Comuni, di una valle, di un territorio che superano frammentazioni, incomprensioni, storiche inimicizie per lavorare insieme, per ‘camminare insieme’.

Tanti visitatori nel primo weekend di Expocasa con uno sguardo al tema del risparmio energetico

La tradizione incontra la creatività

Nella sua avveniristica casa in acciaio e vetro di 20.000 mq, l’Oval Lingotto Fiere di Torino, dall’1 al 9 ottobre prende vita l’immenso show room dell’arredamento, uno spazio in cui scoprire e acquistaresoluzioni di qualità̀, oltre a usufruire di supporto tecnico e consulenziale per ristrutturazioni. Numerosi i visitatori nel primo weekend della rassegna.

Da 59 edizioni Expocasa si rinnova costantemente: capace di esprimere contemporaneamente più stili, la fiera quest’anno dà voce al design, all’accessibilità, all’impatto energetico, al riciclo, fino a esplorare la realtà multiforme dell’abitare con percorsi dedicati albenessere e olfattivi fino a diventare la prima fiera in Italia in contraddistinta da un profumo.

 Il più importante show room italiano dedicato all’evoluzione del gusto dell’abitare apre la stagione autunnale delle manifestazioni programmate a Torino da GL eventsItalia e per la terza volta l’ingresso è gratuito. Circa 100 gli espositori, in rappresentanza di 200 marchi, su 20.000 mq. Almeno 35.000 i visitatori attesi in 9 giorni. Più di 50 gli appuntamenti e workshop in programma. In fiera, dove il pubblico può anche acquistare, sono disponibili 2 sportelli gratuiti per parlare di fiscalità (con l’agenzia delle entrate) e di consigli strutturali (con l’ordine degli ingegneri). Decine le attività educative e ricreative perintrattenere i più piccoli. Due le parole chiave: design e accessibilità. Al centro anche all’impatto energetico. Tre le anime: alle due principali, l’arredo con i suoi complementi e la sezione tecnica e consulenziale per ristrutturazioni, materiali, progettazione, serramenti, climatizzazione, quest’anno si aggiungono 1.000 mq dedicati al benessere con l’area Green Life. Tutto prende forma in uno stile completamente rinnovato, che si esalta nell’infopoint realizzato con materiali riciclati e riciclabili. Tra le curiosità: nuovi percorsi olfattivi e, prima fiera in Italia a proporre il suo profumo per ambiente.Inoltre, per garantire momenti di relax, tutte le sere fino alle 21 ci sarà l’aperiexpo.

«Expocasa è un evento B2C consolidato negli anni, di cui siamo orgogliosi anche per la ricaduta economica positiva sul territoriodichiara Lamberto Mancini, amministratore delegato di GL events Italia . Da 59 edizioni non si è mai fermato, unico evento organizzato in presenza anche nel 2020, in piena pandemia. Rivolto al grande pubblico e ai professionisti, torna ogni anno sorprendendo i visitatori con la sua capacità di anticipare le tendenze, di interpretarle, di offrire spunti declinabili per le esigenze di tutti».

Design & Designer è il titolo della mostra di ADI Piemonte e Valle D’Aosta (Associazione per il Disegno Industriale) che quipropone prodotti realizzati da designer e aziende piemontesi candidati al “Compasso d’Oro”, «progetti che offrono uno spaccato della società attuale, forza generatrice, ma allo stesso tempo condizionata dalla progettazione» commenta Carlo Malerba, Presidente ADI Delegazione Piemonte e valle d’Aosta. Tutto in un allestimento realizzato da Materieunite con materiali sostenibili, secondo una logica di “arredi circolari”.

Il design si veste anche di accessibilità e diventa design for all con proposte di espositori in grado di rispondere a questo altro grande filo conduttore di Expocasa 2022, con soluzioni per case e ambienti per persone che necessitano di maggiore attenzione, ricorrendo alla domotica e a progettazioni capaci di coniugare estetica e funzionalità. Al tema sarà dedicato l’evento del 5 ottobre alle 15.30: Progettare secondo i principi del “Design for All”: abitare sociale e design, due leve per l’inclusione. In linea con questa sensibilità e attenzione,anche l’accessibilità e la fruizione del salone è stata migliorata, portando avanti un impegno che coronato con la nuova partnership con CPD, Consulta per le persone in difficoltà.

A Expocasa 2022 entra in scena anche il risparmio energetico: «di grande attualità per gli aumenti del gas e dell’elettricità uniti all’esigenza crescente di attuare interventi per il climate change e l’impatto ambientale, in questa edizione affrontiamo l’argomento conproposte concrete» racconta Fulvia Ramello, project manager della manifestazione. Il percorso espositivo conta infatti aziende, come Soluzioni Green e Collezione, che si occupano di climatizzazione e riscaldamento, con soluzioni di caldaie a basso impatto energetico e specializzate nella ventilazione meccanica controllata, che consente di efficientare il ricambio dell’aria in ambienti chiusi, e studi di ristrutturazione chiavi in mano, ad esempio Verde Mattone e Studio Fresia, orientati a realizzare ambienti con criteri che permettano di limitare fino a, se possibile, eliminare il fabbisogno energetico per ottenere il riscaldamento/raffrescamento. In programma anche due appuntamenti (il 2 alle 11 e il 9 alle 12) per scoprire come ristrutturare la propria casa in ottica di risparmio energetico, oltre a un focus sul risparmio energetico in cucina (il 9 alle 15). Cucina che viene declinata sviluppando il tema del food attraverso numerosi appuntamenti dedicati a ricette, tipologie di diete, benessere a tavola e organizzazione della tavola, oltre a una nuova offerta di ristorazione per il pubblico, dalla prima colazione all’aperiexpo.

Altri appuntamenti si addentrano nei segreti dell’home style, come i corsi sull’uso del colore, alcuni su come vivere la casa, sulla gestione e organizzazione consapevole della cabina armadio. Parallelamente, numerose attività educative e ricreative per i più piccoliconsentiranno ai genitori di dedicarsi a Expocasa.

Tra le nuove aziende, che hanno riconosciuto il valore dell’evento come piattaforma irrinunciabile di promozione e posizionamento: Custom Regeneration progetto focalizzato sul tema dell’economia circolare. A Expocasa porterà proposte per l’arredamento e complementi interamente progettate e realizzate in upcyling e riuso creativo e modernariato. Dalla fusione di estetica e sostenibilità, ad esempio, ha dato forma a sedute con tappi di sughero recuperate. In arrivo anche uno stand, della torinese Evotech, dedicato alla domotica e all’intelligenza artificiale applicata alla casa, a dimostrazione che l’integrazione fra impianti, arredi e tecnologia migliora la vita quotidiana. Altra new entry di spicco è la pietra di Domiziani, azienda capace di dare forma a oggetti unici attraverso eclettiche e resistenti combinazioni in pietra lavica e vulcanica.

Nell’edizione 2022 Expocasa esplora la realtà multiforme dell’abitare e varca i confini più tradizionali proponendo per la prima volta percorsi olfattivi agli ingressi del salone, all’interno di Green Life e nel calendario eventi. Una scelta che trova espressione anche nel “profumo Expocasa”, ideato per migliorare l’esperienza di visita: richiamerà i toni del Piemonte, con note di cioccolato, nocciola e aromi boschivi. La profumazione è stata realizzata da Les Epicers, che sarà presente nella nuova area Green Life, 1.000 mq dedicati a un altro nuovo tema che entra a far parte di Expocasa: lo stile di vita sano, partendo dalla natura e dall’utilizzo naturale dei suoi prodotti.

Infine è «confermata anche quest’anno la business lounge, uno spazio a disposizione degli espositori, degli agenti e dei rappresentanti per incontrare clienti e fornitoriconclude Mancini -. Le fiere restano infatti il luogo ideale per creare e consolidare i rapporti commerciali, quindi a Expocasa mettiamo a disposizione quest’area esclusiva, accessibile su invito».

EXPOCASA  dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 21.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 21.00 all’Oval Lingotto di Torino (via Giacomo Matté Trucco, 70)

Torino si candida per l’Autorità per la lotta al riciclaggio e al terrorismo

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato lo statuto e l’atto costitutivo del Comitato promotore per la candidatura della Città di Torino a sede dell’Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (AMLA), che l’Unione Europea si appresta a costituire.

Il nostro Paese è tra le nazioni candidate a ospitare la sede dell’AMLA insieme a Germania, Polonia e Lituania. Il Consiglio Comunale, ricorda il documento approvato in aula su proposta del sindaco Lo Russo, nel luglio scorso aveva espresso il proprio appoggio nei confronti del Sindaco e della Giunta Comunale affinché venissero effettuati tutti i necessari sforzi e le azioni presso le opportune sedi nazionali ed europee per garantire a Torino di ospitare la sede della futura autorità europea. La candidatura torinese all’assegnazione della sede dell’AMLA, spiega la delibera, appare particolarmente qualificata per via della presenza in città di forti poli universitari, produttivi, finanziari e di innovazione tecnologica.

Si è quindi deciso di costituire, di concerto con la Regione Piemonte, il relativo Comitato Promotore per produrre il dossier di candidatura e mettere in campo tutte le azioni necessarie a garantirne un efficace sostegno a livello nazionale e internazionale.

Prima della votazione, gli interventi di Elena Maccanti (Lega), Nadia Conticelli (PD), Paola Ambrogio (Fd’I), Andrea Russi (M5S) e Andrea Tronzano (FI) ne avevano già anticipato l’esito unanime.