Un uomo è stato travolto dalla piena del torrente Cervo a Castelletto, nel Biellese. Sono in corso le ricerche da parte dei vigili del fuoco. Il personale della protezione civile, sul posto per il monitoraggio della piena, ha visto l’uomo in bicicletta nei pressi dell’attraversamento chiuso. Hanno tentato invano di fermarlo prima che venisse trascinato via dalle acque.
Due nuovi punti informativi aprono a settembre nelle Circoscrizioni 7 e 2, portando più vicino a casa il modello del PIÙ, il Punto Informativo Unificato attivo a Palazzo Civico dall’aprile 2024.
Da quando ha riunito in un unico spazio le attività rivolte alla cittadinanza – InformaCittà, URP, informazioni turistiche e trasporto urbano – il PIÙ di piazza Palazzo di Città è diventato un riferimento sempre più apprezzato da cittadini e turisti. Dal 2025 il servizio si è arricchito di sportelli tematici pensati per rispondere a esigenze specifiche emerse dall’analisi dei passaggi allo sportello: un Punto di Facilitazione Digitale, consulenze gratuite con un avvocato e un commercialista, e una postazione per la ristampa dei codici PIN e PUK per l’identità digitale.
Una crescita raccontata dai numeri: dalla media di 1.632 utenti al mese nel 2024, il PIÙ è passato a 1.733 utenti mensili nel 2025 fino ai 2.242 del 2026, con un incremento complessivo del 37,37%.
Con l’apertura dei nuovi PIÙ, la Città di Torino porta questo modello di accoglienza sul territorio, con l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza alla Pubblica Amministrazione, semplificare l’accesso ai servizi e creare in ogni quartiere un presidio riconoscibile.
Nei nuovi spazi sarà possibile avere indicazioni sui servizi comunali e circoscrizionali, rivolgersi all’URP per segnalazioni, reclami e richieste di accesso agli atti, e conoscere orari e percorsi del trasporto pubblico grazie all’Infopoint GTT.
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con l’apertura di nuovi PIÙ, fino a estendere il modello a tutte le Circoscrizioni della città.
La riqualificazione dei due nuovi punti informativi è stata resa possibile dal sostegno di Iren, che finanzia l’intero progetto PIÙ nelle Circoscrizioni con un contributo di 280mila euro. Gli interventi hanno riguardato nuova illuminazione, fondali e allestimenti dedicati, oltre a un layout grafico comune che renderà i punti informativi riconoscibili in tutta la città.
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Dopo la sosta estiva, la ValleBelbo Sport è pronta per iniziare la stagione 2026-2027. Tra pochi giorni, riprenderà l’attività presso la piscina Gianni Palumbo del centro sportivo Orangym di Nizza Monferrato prima dell’ormai classico appuntamento con il Baceno Camp. Anche quest’anno, il team arancio-nero svolgerà tre giorni di attività nella natura, tra sport e divertimento, con l’Asti Nuoto, dal 10 al 12 settembre. Confermato il collaudato staff della ValleBelbo Sport. Pino Palumbo, che supervisionerà tutta l’attività in qualità di Direttore Sportivo, seguirà direttamente il gruppo dei “Categoria”, Monica Fusaro coordinerà i gruppi degli Esordienti A e B, Anita Palumbo e Federica Ferraris seguiranno il gruppo Propaganda, Eugenio Aquilini sarà il preparatore atletico e Gabriele Eustachio seguirà il gruppo Master. Il gruppo dei Categoria inizierà l’attività il primo settembre, gli altri gruppi la settimana successiva, il 7 settembre. Già fissata la presentazione della stagione della ValleBelbo Sport e l’incontro con le famiglie: l’appuntamento è per martedì 15 settembre, alle 18:00, in Orangym. Intanto, dopo quattro stagioni molto intense e ricche di soddisfazioni, si chiude l’avventura con la ValleBelbo Sport di Lucia Tassinario. L’atleta alessandrina del 2007, che con la squadra diretta da Pino Palumbo è cresciuta agonisticamente sino a raggiungere grandi obiettivi internazionali, ha salutato il team e i compagni di allenamento: “Auguro a tutti voi un anno ricco di risultati, personali e di squadra, che saprete sicuramente meritarvi. Per me parte un nuovo percorso nella speranza di raccogliere ancora qualche bella soddisfazione”. Lucia, con la ValleBelbo Sport e il Team Dimensione Nuoto di cui fa parte il sodalizio nicese, ha conquistato medaglie e vittorie ai Criteria, titoli italiani e podi ai Campionati Italiani di Categoria, ha raggiunto le finali ai Campionati Italiani Assoluti Primaverili e Invernali e ha centrato la finale al prestigioso trofeo internazionale Settecolli a Roma. Inoltre, è stata convocata in Nazionale giovanile in occasione dei Mondiali Juniores di Otopeni del 2025.
Arrestato moldavo ricercato per furto da 60mila euro
Quelle montagne … così com’erano
Una mostra al sabaudo “Forte di Bard” per raccontare le “metamorfosi” del paesaggio alpino in oltre un secolo di storia
Fino a domenica 1° novembre
Bard (Aosta)
Dalla “Veduta della ghiacciaia della Brenva dietro il Monte Bianco” (olio su tela, 1825-’27) a firma del “regio pittore in paesaggi e boscareccie”, il “vedutista” Angelo Antonio Cignaroli (Torino 1761 – 1841), per passare ai circa 4.500 metri di altitudine della magnifica candida e innevata (allora sì!) “estrema punta piramidale” de “Il Cervino”, opera del “peintre – alpinista” Angelo Abrate (Torino 1900 – Sallanches, 1985), cui si devono anche centinaia di dipinti raffiguranti il “Monte Bianco” – suo incontestabile cavallo di battaglia – spesso realizzati direttamente in quota, fino (solo per citarne alcuni) al “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela del 1930 ca. del bolognese, torinese di adozione, Giuseppe Gheduzzi, scuola all’“Accademia Albertina” di Torino e collaboratore del padre Ugo nella realizzazione delle scenografie del subalpino “Teatro Regio” o, facendo un passo indietro, alla minuta, rigorosa ma di Anonimo “Caccia del re Vittorio Emanuele II di Savoia in Val Salvaranche” (1860 ca.): sono oltre 70 (tra le 400 e passa individuate ed appartenenti ad istituzioni pubbliche e a privati collezionisti), articolate in sei sezioni, le opere stilisticamente eterogenee e “racconto corale del mondo alpino” – dai dipinti ai disegni ai manifesti – raccolte nella generosa e suggestiva rassegna “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, inaugurata nei giorni scorsi al “Forte di Bard” e lì ospitata, negli alloggiamenti del “Museo delle Alpi” fino a domenica 1° novembre.
Curata da Aldo Audisio e promossa nell’ambito del progetto “DAHU – Développement et Adaptation des occupations Humaines en montagne” (che coinvolge la “Regione autonoma Valle d’Aosta”, il “Comune di Issime”, il “Forte di Bard”, il “Dipartimento dell’Alta Savoia” e la “Comunità dei Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc”), l’iniziativa “declina le finalità sotto il profilo artistico esplorando, invece, l’evoluzione del paesaggio montano tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo, offrendo una visione arricchita da un approccio scientifico che spazia dalla storia dell’arte all’archeologia”. Il tutto sul lungo filo di una ricerca e di una narrazione espositiva, studiata ad hoc, frutto di una pluralità di sguardi – di artisti, scienziati e alpinisti – cha va, a grandi balzi, dalle iconografie legate alla vita pastorale e agli elementi naturali, fino alle nuove forme di “antropizzazione” legate al turismo e agli sport invernali, “evidenziando i profondi mutamenti climatici e paesaggistici avvenuti nel corso dei decenni”. Tema, per altro, al centro delle attenzioni del “Forte” valdostano già nell’arco degli ultimi anni (ancora in corso, fino al 27 settembre in proposito, e proprio incentrata sul drammatico argomento in questione, la mostra fotografica “Ghiacciai” del grande reporter brasiliano Sebastião Salgado) “attraverso progettualità che hanno avuto l’ambizione di contribuire alla diffusione della conoscenza e della comprensione di quanto sia fragile il mondo della montagna e di quanto sia importante approfondirne la conoscenza”. Parole della Presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery, che aggiunge: “La mostra è il risultato di una poderosa ricerca condotta negli archivi pubblici e privati della Valle d’Aosta e della Valle di Chamonix e dimostra proprio come l’evoluzione del paesaggio delle terre alte si sia realizzata nel corso dei secoli e come i cambiamenti siano stati influenzati (‘troppo spesso negativamente’ aggiungiamo noi) dalla presenza dell’uomo”.
“Chi come noi – spiega, da parte sua, l’Assessore regionale all’‘Istruzione, Cultura e Politiche Identitarie’, Erik Lavevaz – ha a cuore il futuro della Valle d’Aosta, intesa tanto come territorio quanto come comunità, non può non interrogarsi sul futuro dell’ambiente alpino provando ad allontanarsi dalla retorica e dagli allarmismi, ma sviluppando una coscienza che ancora può essere autentica. Queste terre sono chiaramente un laboratorio a cielo aperto in cui la cultura non è un orpello intellettuale, ma un modo fondamentale per comprendere noi stessi e proiettarci in avanti”. Oggi più che mai. Sulla scia di quanto “auspicato” dal celeberrimo Manifesto (presente in mostra) “Val d’Aosta. Sport invernali” disegnato attorno al 1940 dal noto disegnatore barese Gino Boccasile (Bari, 1901 – Milano, 1952), inneggiante, pur negli anni bui dell’inizio della Secondo conflitto Mondiale, alla montagna come “meta glamour e accessibile”, luogo di divertimento, sport, gioia e incontro per tutti. Anche attraverso il sorriso radioso di una smagliante figura femminile (un “classico” del Boccasile) icona ideale di uno stile di vita che ha cavalcato i tempi. E messo oggi seriamente a rischio!
Gianni Milani
“Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”
“Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it . Fino al 1° novembre. Orari: da mart. a ven. 10/18, sab. dom. e festivi 10/19
Nelle foto: Angelo Abrate “Il Cervino”, olio su tela, 1934; Giuseppe Gheduzzi “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela, 1930 ca.; Gino Boccasile “Val d’Aosta. Sport invernali”, Offset a colori su carta, 1940
Sono finite in tragedia le ricerche di Stefania Halip, la studentessa universitaria di 24 anni di cui non si avevano più notizie dalla notte tra domenica e lunedì a San Francesco al Campo.
Il corpo senza vita della giovane è stato ritrovato oggi, martedì 25 agosto, nel torrente Fisca, in un bosco poco distante dalla strada provinciale.
Sul posto i carabinieri, la polizia locale e le squadre v dei vigili del fuoco. Era stato fatto arrivare nella zona anche l’elisoccorso del 118, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della ventiquattrenne.
I carabinieri di Ciriè e gli esami del medico legale chiariranno le circostanze della morte. Saranno gli approfondimenti in corso a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
L’allarme per la scomparsa era scattato nella giornata di lunedì. La sera precedente Stefania era rientrata dal mare con la famiglia intorno alle 22. Dopo il ritorno a casa, i familiari erano andati a dormire. Soltanto la mattina seguente i genitori si erano accorti che la ragazza non si trovava più nell’abitazione, facendo partire le ricerche.
Il Meeting per l’amicizia fra i popoli, che da molti anni il Movimento di Comunione e Liberazione organizza ogni fine agosto, è sempre uno degli eventi più attesi, più partecipati e più attesi dell’anno.
Questa edizione in particolare ha acquisito una importanza straordinaria grazie alla lunga, intensa, affettuosa visita di Papa Leone al Meeting. Era dai tempi del Papa San Giovanni Paolo II, che un Pontefice non si recava al Meeting. Questa volta, non solo Sua Santità ha voluto essere presente, ma ha fatto proprio il titolo del raduno: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Infatti il cuore delle sua “lectio magistralis” alle migliaia di persone presenti, è stato proprio il tema dell’amore come unica reale possibilità di un mondo nuovo di fraternità, pace e giustizia. Conseguentemente ha lanciato un fortissimo appello a che ogni credente si faccia carico di questo obbiettivo, dicendo testualmente la frase :”si, cari amici, è l’ora della responsabilità!”. Questo avveniva sabato 22 agosto, mentre domenica 23 agosto –quasi l’avesse progettato la Provvidenza stessa – vi è stato un evento che sembrava nato proprio come conseguenza ed esplicitazione dello straordinario discorso di Papa Leone. Infatti nel primo pomeriggio, nell’auditorium della magnifica area ragazzi, è stato presentato il libro di Carola Benedetto e Luciana Ciliento intitolato: “Mio padre, tuo padre, due uomini contro l’odio del conflitto Israelopalestinese”. Si tratta della storia Vera di due uomini, Rami israeliano e Bassam palestinese, che hanno perso, entrambi, le loro figlie a causa di un atto di violenza della parte avversa. Questo drammatico fatto, nonchè tutto il contesto, avrebbe facilmente potuto portarli sulla via del rancore e dell’odio. Invece, da un grandissimo dolore sono riusciti a far nascere un percorso di perdono, di unione e di pace. Il libro è talmente intenso, bello e commovente, che non merita spoiler, ma di essere acquistato e letto integralmente, assaporando parola dopo parola. Le due autrici, Carola e Luciana , hanno condiviso col pubblico – numerosissimo, attento e costituito in maggioranza da giovani – la genesi del libro e della loro amicizia con Rami e Bassam.
A questo punto la grande notizia è che il libro verrà ripresentato in vari momenti a Torino e circondario, a partire dal 17 ottobre, ma con la presenza fisica di Rami e Bassam! Questa opportunità affascinante è nata dalla proposta di Carola e Luciana, insieme al Anpi sez. Grosa, con il suo attivissimo presidente Augusto MontaruIi. La coraggiosa e complessa organizzazione e ospitalità dei “due padri” a Torino, è stata resa possibile dal convinto e pieno sostegno di due importanti e primarie istituzioni piemontesi: il Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte e la Fondazione CRT di Torino, che hanno trovato nei rispettivi organi apicali – il Presidente Davide Nicco per il Comitato regionale, e la Presidente Anna Poggi e la Segretaria Patrizia Polliotto per la Fondazione CRT – una sensibilità davvero non comune, unite a una attenzione anche personale che fanno loro davvero onore!
I motivi di questa scelta, sono stati illustrati da Giampiero Leo, Vice Presidente del succitato Comitato per i diritti umani e portavoce del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte. Leo, raccogliendo l’interesse del Meeting e l’approvazione calorosa del pubblico, ha illustrato le ragioni che hanno spinto, da una parte importanti forze politiche e istituzionali, e dall’altra le religioni e significative fette della società civile, a lavorare tutte insieme, senza preconcetti e pregiudizi alla costruzione di tavoli permanenti di incontro e di dialogo. Iniziative volte a produrre momenti – anche ampi e ufficiali – capaci di concrete prese di posizione di condanna della violenza e della faziosità e viceversa, di costruzione di azioni efficaci a favore del bene comune, della pace, della solidarietà, e del senso di fratellanza/sorellanza.
Un ultima riprova della positività di questo incontro, generosamente ospitato dal Meeting , è stato l’elevato numero di richieste sia di organizzare altre presentazioni del libro un po’ in tutta Italia, sia di conoscere e collaborare con le due autorevoli realtà civili e religiose (Comitato Diritti Umani e Coordinamento Interconfessionale) descritte nel corso dell’happening.