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Videosorveglianza, in città più telecamere e sistemi di sicurezza 

 

Prosegue l’impegno dell’amministrazione per l’implementazione del sistema di videosorveglianza cittadino. Questa mattina la giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda, ha approvato due delibere per dare concreta attuazione al rafforzamento del controllo del territorio.

Con la prima delibera approvata diventa realtà la connessione dell’impianto di videosorveglianza e il suo sistema di lettura targhe e interconnessione al sistema controllo nazionale targhe e transiti. Si tratta di una tecnologia di videosorveglianza avanzata che collega le telecamere OCR (Optical Character Recognition) del circuito cittadino al server centrale del Ministero dell’Interno così da consentire alle forze dell’ordine l’identificazione in tempo reale di veicoli e targhe segnalate nelle banche dati. In sostanza, con questo sistema le forze dell’ordine riceveranno una segnalazione ogni volta che viene intercettato un veicolo la cui targa è presente nelle loro banche dati. Un provvedimento che era inserito nel “Patto per la sicurezza urbana” che la Città di Torino ha stipulato nel 2023 con la Prefettura di Torino e la Regione Piemonte e che prevede per questo progetto un investimento di 600mila euro, recepiti dalla delibera.

La seconda delibera, anche questa approvata in mattinata, va nella stessa direzione: realizzare nuovi impianti per la videosorveglianza in alcuni dei punti critici della città per una maggiore prevenzione nelle dinamiche di sicurezza urbana, a disposizione della Polizia Locale e delle forze dell’ordine per il monitoraggio e il contrasto dei fenomeni di microcriminalità. L’obiettivo è potenziare la copertura video in quartieri già precedentemente individuati tra cui Barriera di Milano, San Salvario e l’area di piazza Bengasi. Il progetto esecutivo è finanziato con 250mila euro del Ministero dell’interno e prevede l’installazione di nuove telecamere a cura della società 5T, dotate di una tecnologia che sarà in grado di implementare il campo visivo e garantire una copertura più capillare del monitoraggio. Si tratta di dispositivi che sono in grado di svolgere simultaneamente diverse funzioni e predisposti per accogliere future implementazioni basate anche su algoritmi di analisi delle immagini.

“La Città – afferma l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda – continua a fare la sua parte, anche nell’ambito degli investimenti previsti dal Patto per la Sicurezza, per rafforzare il controllo del territorio attraverso il potenziamento della videosorveglianza, in un’ottica di sicurezza integrata e di piena collaborazione con le forze dell’ordine, che naturalmente avranno completo accesso alle immagini. Riteniamo che questo sia uno strumento molto utile in termini di prevenzione dei reati e contrasto ai fenomeni di illegalità, cui deve necessariamente affiancarsi una presenza delle forze dell’ordine sul territorio che garantisca la possibilità di interventi rapidi e tempestivi”.

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Il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia” di Topazio al Trento Film Festival

Un nuovo riconoscimento per il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia”, realizzato nel 2025, dal regista Riccardo Topazio, con il patrocinio del Comune di Bardonecchia.

Dopo essere stato premiato, infatti, all’Orobie Film Festival di Bergamo, nel gennaio scorso, il documentario è stato ora selezionato dal prestigioso Trento Film Festival, nella sezione “Proiezioni Speciali”.

Il documentario, della durata di 50 minuti, racconta gli anni 1955-1956, nei quali il celebre alpinista visse a Bardonecchia, dove lavorò come guida alpina e maestro di sci. Materiale storico e testimonianze raccontano il grande legame che si creò tra Bonatti e la comunità di Bardonecchia, fino al riconoscimento, il 28 agosto 1955, della cittadinanza onoraria.

“Il documentario Walter Bonatti a Bardonecchia – spiega Riccardo Topazio – nasce dalla volontà di raccontare un capitolo cruciale della storia alpinistica: il biennio 1955-1956. In quegli anni Bardonecchia non fu solo un luogo di passaggio, ma il laboratorio segreto dove Bonatti, nel silenzio e talvolta nell’isolamento, forgiò la sua leggenda. Ho voluto realizzare quest’opera per portare alla luce curiosità inedite e testimonianze dirette di chi lo vide allenarsi, soffrire e preparare quelle imprese, che avrebbero cambiato per sempre il modo di intendere la montagna”. “Un cuore pulsante del film – spiega ancora – è la rievocazione della prima traversata in sci alpinismo, un’impresa pionieristica realizzata proprio in quel periodo e resa possibile grazie al lungimirante supporto finanziario del Comune di Bardonecchia. A 70 anni esatti da quella storica impresa, il documentario si pone come un ponte temporale: non una semplice celebrazione ma un’indagine su come quel sostegno istituzionale abbia permesso a Bonatti di dimostrare che la montagna d’inverno non era un limite, ma una nuova frontiera di libertà. Portare questa storia al Trento Film Festival – conclude Riccardo Topazio – significa restituire alla collettività la memoria di un legame indissolubile tra un atleta eccezionale ed una comunità che seppe credere in lui quando altri dubitavano. Attraverso le voci di testimoni dell’epoca e la riscoperta di dettagli dimenticati, il film invita lo spettatore a riscoprire l’autenticità di un’epoca in cui il coraggio si misurava con la coerenza ed il rispetto per la libertà”.

“Apprendiamo con profondo orgoglio ed emozione – sottolinea il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – l’attribuzione del riconoscimento di Riccardo Topazio dedicato al legame tra il leggendario Walter Bonatti e la nostra Bardonecchia. Quest’opera non è soltanto un tributo cinematografico ma un atto d’amore verso il nostro territorio. Riccardo ha saputo narrare con una sensibilità fuori dal comune un pezzo di storia, che appartiene all’anima stessa delle nostre montagne. Il suo lavoro ci restituisce la figura di Bonatti non solo come l’alpinista che il mondo intero ammira, ma come l’uomo che ha vissuto e respirato i nostri sentieri, nobilitando le nostre vette con le sue imprese”. “Mi piace sottolineare – osserva ancora Chiara Rossetti – non solo lo straordinario valore professionale di Topazio ma soprattutto le sue doti umane. La dedizione, l’umiltà e la passione con cui ha portato avanti questo progetto sono lo specchio dei valori che la nostra comunità montana custodisce da sempre. Opere di questo calibro conferiscono un lustro immenso al Comune di Bardonecchia, posizionandosi ancora una volta al centro del panorama culturale e sportivo internazionale. A Riccardo va il ringraziamento più sentito da parte di tutta l’Amministrazione e della cittadinanza: grazie per aver dato voce al silenzio delle nostre cime e per avere onorato la storia di Bardonecchia”.

 

Il “Ballo dei 100 e non più 100” tra tradizione, eleganza e memoria

Casale Monferrato, il fascino della storia

Casale Monferrato, 18 aprile 2026; in un tempo in cui la memoria storica rischia spesso di affievolirsi, vi sono eventi capaci di restituire al presente il respiro del passato. Tra questi, il “Ballo dei 100 e non più 100” si conferma come una delle manifestazioni più affascinanti e identitarie del panorama culturale internazionale.

Nato dalla tradizione del Piemonte risorgimentale, quando Casale Monferrato era la seconda capitale del Regno di Sardegna, il ballo di metà Quaresima riuniva un massimo di 199 partecipanti: non più di 100 appartenenti alla Nobiltà e non più di 99 della Borghesia. Un equilibrio simbolico che racconta un’epoca e che oggi rivive da sempre nella suggestiva cornice di Palazzo Gozzani di Treville, sede dell’Accademia Filarmonica, fondata nel 1827 da 83 nobili famiglie del Monferrato.

L’inizio: onori, memoria e identità nazionale

La serata si è aperta con i tradizionali Onori della Fanfara dei Bersaglieri “Roberto Lavezzeri”, sottolineando il valore storico dell’evento: una rievocazione legata alla scintilla risorgimentale partita proprio da Casale Monferrato, che portò avanti il cammino concluso con l’unità d’Italia.

Sono seguiti gli onori a cominciare con quelli alla Città di Casale Monferrato, al suo Sindaco Avv. Emanuele Capra, all’Onorevole Antonin Stanek, della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, e alla Contessa Maria Loredana degli Uberti, Prorettore dello Studium.

La serata ha visto come sempre la partecipazione di importanti personalità del mondo nobiliare e istituzionale internazionale.

Tra gli ospiti d’onore, S.A.S. il Principe Don Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo della Casa Ducale di Mantova e prossimiore affine alla Casa Ducale di Monferrato, Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e del Senato Accademico dello Studium Accademia di Casale e del Monferrato, e il Principe Don Landolfo Caracciolo di Melissano, Vice Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e Secondo Governatore della Real Arciconfraternita e Monte dei Nobili Spagnoli di Napoli. Erano anche presenti: S.A.I. & R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo-Lorena, Principe d’Ungheria, Capitano Generale del Vitézi Rend e Presidente di Famiglie Storiche d’Europa, con la consorte S.A.I. & R. l’Arciduchessa Margarete, Principessa d’Ungheria e la Principessa Maria Pia Ruspoli; S.A.R. il Mwami Yuhi VI, Capo della Real Casa del Rwanda, accompagnato da Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, presidente dell’Associazione Italia Georgia Eurasia e dell’Unione della Nobiltà Bizantina, S.A.R. la Principessa Jasmine El Senussi, Principessa di Libia, accompagnata dal Principe Don Guglielmo Giovanelli Marconi, con la Contessa Emma Viora di Bastide Zavattaro Ardizzi.

Tradizioni europee e istituzioni internazionali

Sono proseguiti gli onori a: la Real Asociación de Hidalgos de España, rappresentata dal Presidente Don Manuel Pardo de Vera y Díaz, il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, con il rappresentante degli incontri internazionali Don Manuel Ladrón de Guevara y Isasa. La dimensione internazionale si è arricchita con la presenza della Convention of the Baronage of Scotland, con il Baron of Stoneywood, la Baroness of Cartsburn, il Baron, Baroness e Younger of Mugdock, il Baron of Blantyre, insieme a Famiglie Storiche d’Italia e Historical Families of Europe.

Numerose anche le rappresentanze delle nobiltà tedesche, danesi e norvegesi e del patriziato svizzero, tra cui il Nob. Chev. Dietrich, con la consorte Sabine von Stein zu Lausnitz Presidente dell’Associazione Nobiliare Sassone, il Freiherr DDr. Walther von Doellinger und von Fechenbach zu Laudenbach, la Baronessa Dr. Nathalié von Wołk, il Nob. Chev. Tristan Choppin Haudry de Janvry, il Barone Mag. Leopold von Reichenbach zu Reichenbacher, il Cav. Alexandre Mojon, il Cav. Maximilian Maria in Albon, la Principessa russa Akchurina e il Nobile Daniel von Saldner.

Il convivio: tradizione gastronomica e regia organizzativa

Dopo il concerto dei Bersaglieri e l’aperitivo, la serata è proseguita con il pranzo placée, momento centrale di convivialità ed eleganza. Fondamentale è stata l’organizzazione di Nicola Mecca, che ha coordinato con grande attenzione e competenza i piatti presentati, assicurando un equilibrio tra tradizione locale e alta qualità gastronomica, contribuendo in modo determinante al successo dell’esperienza conviviale. La scelta del menù, curata con sensibilità e gusto, ha visto anche il contributo di Filippo Lisi, che ha saputo valorizzare i sapori della tradizione in chiave raffinata e coerente con il contesto storico della serata.

Danze, suggestioni e atmosfere d’altri tempi

Le danze sono state aperte dalle coreografie storiche dell’Ottocento, eseguite da Selena Bricco, che ha accompagnato gli ospiti in un viaggio elegante tra le musiche dell’epoca, proseguendo poi con brani più moderni che hanno animato la serata.

Un momento particolarmente apprezzato è stato quello della pasta al tricolore, simbolo dell’unità nazionale, mentre come insegna la tradizione dei Balli dell’800, la presenza di Maria Rosa, appassionata interprete delle arti simboliche e divinatorie, ha affascinato i partecipanti con letture suggestive e cariche di mistero, contribuendo a creare un’atmosfera intima e coinvolgente.

Il finale: Krumiri, storia e identità casalese ormai sbarcata nei 5 continenti

A chiudere la serata, alle ore 3.00, riproponendo la tradizionale cioccolata con i churros delle giornate internazionali della nobiltà europea di Madrid, la cioccolata calda accompagnata dai celebri Krumiri Rossi di Portinaro, autentico simbolo della città di Casale Monferrato.

Nati nel 1878 dall’ingegno del pasticcere Domenico Rossi, i Krumiri devono la loro inconfondibile forma – ispirata ai baffi di Vittorio Emanuele II – a un’intuizione tanto semplice quanto geniale, che ne decretò fin da subito il successo. Apprezzati sin dalle origini sulle tavole dei sovrani e, durante la Belle Époque, serviti anche a bordo del prestigioso Orient Express, questi biscotti sono divenuti un emblema della tradizione dolciaria monferrina nel mondo.

La scelta di proporre i Krumiri di Portinaro, custodi di questa storica eredità, non è casuale: rappresenta un raffinato omaggio alla cultura gastronomica locale e all’identità più autentica del territorio casalese.

Un ponte tra passato e presente

Il “Ballo dei 100 e non più 100” grazie al lavoro di Maria Loredana degli Uberti si conferma ancora una volta come molto più di un evento, facendosi narrazione vivente della storia italiana, un momento in cui cultura, tradizione, relazioni internazionali e memoria collettiva si incontrano in un equilibrio raro e prezioso. Un appuntamento che continua ad affascinare, anno dopo anno, dimostrando come il passato, se custodito con intelligenza, possa ancora parlare con forza al presente.

A cena con Fruttero

Giovedì 23 aprile 2026, ore 20

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

In occasione del vernissage de Il Club Fruttero. La mostra, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e la Fondazione Circolo dei lettori propongono giovedì 23 aprile alle 20 A cena con Fruttero, una cena letteraria che traduce in esperienza conviviale i gusti e l’immaginario di Carlo Fruttero.

 

Non una semplice cena, ma un dispositivo narrativo: sette tavoli, sette libri, sette voci. Ogni tavolo diventa uno spazio di conversazione in cui i libri si attivano attraverso il dialogo, secondo una pratica cara a Fruttero: condividere per divertirsi.

Ogni tavolo ospiterà una voce e un libro: Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”.

 

Il percorso della serata non si limita ai testi. Anche il menù è costruito come un racconto, un percorso geografico e affettivo che segue le traiettorie della vita e dei gusti dello scrittore.

 

Gli antipasti rappresentano con precisione la tradizione piemontese: vitello tonnato alla vecchia maniera, acciughe al verde, flan di asparagi. Piatti netti, riconoscibili, radicati, sabaudi, come l’origine torinese di Fruttero.

Il primo, con i tortelli maremmani, portano la cena a Roccamare, nel grossetano, terra d’adozione per la vita e la scrittura, dove Fruttero ha trascorso una lunga parte della sua vita.

Il secondo, roast beef con patate al forno, introduce una dimensione più personale: è il piatto che Fruttero amava così tanto da voler imparare a cucinarlo, per sé e per gli amici.

Il percorso si chiude con il dolce, la torta Sacher, che porta i commensali a Vienna. Il dolce in questa speciale cena rappresenta l’amicizia con la principessa Vita Hohenlohe, presenza brillante e spiritosa delle estati maremmane, che portava con sé la Sacher che divenne il dolce preferito di Fruttero.

 

Per partecipare alla cena è obbligatoria la prenotazione scrivendo a barney@circololettori.it. Costo della cena: € 60,00

 

La cena, estensione naturale della mostra, fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris dell’Università IULM, e la partnership tecnica di FILA con Tratto Pen e Libraccio, e il supporto de La Stampa-Tuttolibri. Partner della cena è l’Azienda Agricola Il Botolo.

 

Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Arrestato per furto al pronto soccorso del Maria Vittoria

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un uomo italiano di 45 anni per il reato di furto aggravato commesso all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale “Maria Vittoria”.
Negli scorsi giorni, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Torino, con l’ausilio della Volante del Commissariato di P.S. San Donato, sono intervenuti all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale del quartiere torinese Campidoglio a seguito della segnalazione di un patito furto ai danni di un paziente lì allettato per le prime urgenti cure mediche.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno accertato che un uomo, approfittando della vulnerabilità di un paziente che stava ricevendo le prime cure in barella, aveva fatto accesso alle corsie del Pronto Soccorso e si era impossessato del telefono cellulare e del portafoglio custoditi tra gli effetti personali della persona che era in corsia, tentando poi di allontanarsi velocemente.
Il personale sanitario e gli addetti alla sicurezza, insospettiti dal comportamento dell’uomo, lo hanno inseguito nei locali della struttura, consentendo così l’immediato intervento degli agenti delle volanti.
A seguito di perquisizione personale, gli operatori di polizia hanno rinvenuto la refurtiva, che è stata restituita al legittimo proprietario. Sono stati inoltre rivenuti, all’interno della tasca della giacca del soggetto, un paio di forbici di 10 cm e altre carte di debito appartenenti a terzi, in ordine al legittimo possesso delle quali sono in corso indagini.

Silvio Magliano (Lista Cirio): «Procedure e cure uguali per i bambini con celiachia»

Approvato dal Consiglio regionale l’Ordine del Giorno a prima firma Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, che impegna la Giunta a predisporre e attivare un Percorso di Salute e Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PSDTA) specificamente dedicato ai pazienti pediatrici affetti da celiachia, a renderlo operativo sull’intero territorio regionale, prevedendo specifiche misure per garantire la continuità assistenziale nella transizione dall’età pediatrica all’età adulta.

«La celiachia è una patologia autoimmune che può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita, soprattutto per i giovani – commenta Silvio Magliano -; ho raccolto le sollecitazioni dell’Associazione Italiana Celiachia volte alla implementazione di una presa in carico efficace, a partire da un programma di interventi che sia uniforme in tutta la regione, per evitare disparità di trattamento, ma anche come guida per la medicina territoriale lungo tutto il percorso di diagnosi e cura».

«Per quanto riguarda il passaggio all’età adulta – conclude Magliano –, si tratta usualmente di un momento chiave ed è fondamentale che vi siano indicazioni e procedure chiare. Un PSDTA specifico per l’età pediatrica e per guidare il passaggio all’età adulta nei pazienti affetti da celiachia è stato attivato con successo in altre Regioni, per esempio la vicina Liguria, e ritengo sia una buona prassi da replicare con gli opportuni adattamenti che la Giunta e l’Assessorato vorranno attuare».

Torino si accende con AMERICA LATINA Food Fest

 

I migliori ristoranti asiatici della città in un’unica serata

giovedì 23 aprile – dalle ore 19

THE PLACE Green Pea – Torino

Torino si accende dei colori e dei sapori dell’America Latina.

I migliori ristoranti latino-americani della città si riuniscono in un’unica grande occasione per condividere la propria cucina, mettendosi in gioco in una sfida che unisce identità, qualità e passione.

Dalla Giornata della donna a quella della gomma da cancellare…

LE STRANEZZE DELLE RICORRENZE

di GIANLUIGI DE MARCHI *

 

Tutti sanno che l’8 marzo è la festa internazionale della donna, una giornata importante che porta all’attenzione del mondo la necessità di assicurare effettive condizioni di parità delle donne nella società civile.

 

Pochi sanno però che le giornate mondiali non riguardano solo grandi problemi, ma anche piccoli eventi, con risvolti spesso comici e surreali.

Ve ne faccio una breve sintesi dopo la spiegazione del meccanismo in base al quale il calendario viene riempito di particolari ricorrenze a livello mondiale.

Le giornate mondiali sono stabilite da agenzie specializzate delle Nazioni Unite come l’UNESCO, l’UNICEF, la FAO, eccetera e vengono ratificate dall’Assemblea Generale dell’ONU che fissa la data.

Già questa procedura dà l’immediata portata di questi eventi: pensate ai mesi (spesso anni) di preparazione dei dossier, con tanto di motivazioni e progetti di festeggiamenti: il sigillo dell’Assemblea generale conferma l’importanza e la solennità della scelta.

Fin qui tutto bene se si pensa per esempio alla giornata della donna o ad altre sicuramente fondamentali: 1 gennaio giornata della pace, 16 marzo lotta contro il cancro, 7 aprile giornata della salute, 1 maggio festa del lavoro, 20 giugno giornata del rifugiato, 10 ottobre giornata contro la pena di morte, 20 novembre giornata dei diritti dei bambini, 10 dicembre giornata dei diritti umani.

Ma il giudizio è ben diverso se si pensa ad altre giornate solennemente proclamate per eventi a dir poco bizzarri che rasentano involontariamente l’umorismo.

Qualche esempio?

Passi per il 13 marzo di chiarato giornata mondiale di solidarietà per i prigionieri in Tunisia (perché solo loro? Non ce ne sono altri in giro per il mondo? Ma nessuno li ricorda…).

 

Ma festeggiare il 28 marzo la giornata mondiale del formaggio è già meno aulico; e potrebbe scatenare le ire dei sostenitori della carne di pollo, o delle fragole, o del succo di mele…

Ci vuole invece il vocabolario per capire cosa si festeggia il26 aprile, dichiarato giornata mondiale della “fotografia stenopeica”: alzi la mano chi sa che si tratta di una tecnica che crea immagini senza lenti, utilizzando una scatola con un piccolissimo foro che proietta la luce su un materiale sensibile, basandosi sul principio della camera oscura (in pratica, la prima macchina fotografica, quella inventata da Joseph Nicéphore Niépce, nel 1826!), Come faremmo a passare in letizia il 26 aprile senza scattare qualche foto stenopeica?

 

Grande gioia per le nonne, che il 14 giugno possono festeggiare la giornata del lavoro a maglia (ormai solo loro sanno farlo, le giovani comprano direttamente i pullover nei negozi di moda…). Attività degna di 24 ore di manifestazioni celebrative!

E chiudiamo con una straordinaria chicca: 22 ottobre giornata mondiale della balbuzie! Cacari bababalbuzienti, fifinalmente popotete vavavantarvi del vovostro didifetto…

Comunque, prima di accanirvi contro l’ONU per queste amenità, ricordatevi che negli Stati Uniti il 15 aprile si celebra la giornata USA della gomma da cancellare… (e contrariamente a quello che pensate, non è stato Trump a proporla!).

 

  • Giornalista e scrittore

Finnair e Torino Airport: dal 3 maggio i nuovi voli per Helsinki

Il collegamento sarà operativo tutto l’anno, aprendo le porte al “Paese più felice al mondo” e al network globale di Finnair ai passeggeri in partenza dal Piemonte

 

Torino, 21 aprile 2026 – Finnair e Torino Airport annunciano l’avvio del nuovo collegamento diretto tra Torino e Helsinki, operativo dal 3 maggio. Questa rotta strategica segna un passo fondamentale per la connettività del territorio, offrendo un volo annuale che unirà il capoluogo piemontese all’hub finlandese.

Il collegamento prevede nella programmazione estiva fino a tre frequenze settimanali. Durante la stagione invernale, la rotta continuerà a essere operativa con un collegamento settimanale, confermato anche nel periodo di picco per gli sport sulla neve, da gennaio a marzo.

“L’Italia rappresenta un mercato strategico per Finnair e l’apertura della rotta annuale da Torino rafforza il nostro impegno nel migliorare la connettività tra il Bel Paese e il nostro hub di Helsinki”, ha dichiarato Geoffrey Carrage, Finnair Regional Manager Southern Europe“Con l’inaugurazione di questo volo, vogliamo offrire ai viaggiatori un’esperienza di volo ancora più accessibile, confortevole e sostenibile, con collegamenti diretti verso la Finlandia e oltre, rispondendo con flessibilità alla domanda di una clientela sempre più esigente”.

“L’arrivo di Finnair a Torino Airport è una novità di grande valore per il nostro scalo e per il territorio: per la prima volta i piemontesi dispongono di un collegamento diretto e continuativo con la Finlandia e, tramite l’hub di Helsinki, con un vasto network internazionale. Il volo offre nuove opportunità verso Asia e Nord America, con frequenze pensate per garantire flessibilità e comodità a chi viaggia per lavoro o per vacanza”, ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

In volo verso la felicità

L’apertura del volo offre ai viaggiatori piemontesi l’accesso diretto alla Finlandia, destinazione che è stata dichiarata “il Paese più felice del mondo” per il nono anno consecutivo nel 2026 secondo il World Happiness Report. Un primato che riflette uno stile di vita unico, immerso in una natura incontaminata e rigenerante, meta ideale per un viaggio estivo all’insegna di attività outdoor e del relax. Dalla vivacità di Helsinki alla magia della Lapponia finlandese, raggiungibile tutto l’anno con i voli di Finnair in partenza dal suo hub di Helsinki, la Finlandia invita a scoprire il segreto della sua serenità.

Accesso al network globale di Finnair

Oltre a collegare le due città, il volo per Helsinki funge da gateway privilegiato per l’ampio network intercontinentale di Finnair. Grazie a coincidenze comode attraverso l’hub di Helsinki, i passeggeri in partenza da Torino potranno raggiungere facilmente le principali destinazioni dell’Asia come il Giappone verso cui Finnair opera voli su Tokyo Haneda e Narita, Osaka e Nagoya, o ancora le grandi metropoli del Nord America come Los Angeles, Dallas e Toronto, in Canada, la nuova rotta che sarà inaugurata il 4 maggio.

Gli orari Summer 2026 con cui verrà operato il volo saranno i seguenti:

Rotta Giorno Orario Note
Torino – Helsinki Domenica 10:35-14:35
Torino – Helsinki Mercoledì* 19:05-23:05 *dal 10 giugno 2026
Torino – Helsinki Giovedì 19:20-23:20
Helsinki – Torino Domenica 07:50-09:50
Helsinki – Torino Mercoledì* 16:20-18:20 *dal 10 giugno 2026
Helsinki – Torino Giovedì 16:35-18:35

Dall’Ucraina a Torino per imparare a salvare vite: stage di alta formazione al Sant’Anna

L’Ospedale Sant’Anna di Torino è stato individuato dal Ministero della Salute ucraino come sede di riferimento per un programma di alta formazione dedicato alla gestione delle emergenze ostetriche. Dal 20 al 27 aprile la struttura torinese ospita infatti sei professionisti provenienti dall’Ucraina per uno stage avanzato focalizzato sulle emergenze intrapartali, sulla simulazione clinica e sulla presa in carico delle gravidanze a rischio. La scelta del centro, riconosciuto a livello europeo per la formazione in ambito ginecologico-ostetrico e oncologico, è stata promossa dal professor Volodymyr Artyomenko, referente nazionale per l’Ostetricia e la Ginecologia, che ha individuato in Torino il contesto più adatto per un percorso altamente specialistico.

L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS insieme all’ospedale Sant’Anna, al Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università degli Studi di Torino e alla Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia diretta da Luca Marozio. Il percorso formativo, della durata di dieci giorni, è costruito per approfondire la gestione delle principali criticità ostetriche, dal basso all’alto rischio, con un approccio integrato che unisce teoria e pratica.

Il progetto si inserisce in una più ampia prospettiva di cooperazione internazionale, con un forte valore clinico e solidaristico. In un contesto segnato dal conflitto, l’obiettivo è rafforzare competenze avanzate che possano essere trasferite e diffuse nei sistemi sanitari ucraini, secondo il modello “training the trainers”, creando così un effetto moltiplicatore nella formazione.

Le attività si svolgono principalmente presso il Centro di simulazione universitario REC – Research and Educational Center for Obstetrics and Gynaecology, dotato di accreditamento internazionale, con programmi personalizzati in base al profilo dei partecipanti. Tra gli ambiti trattati rientrano il parto vaginale operativo con supporto ecografico, la gestione della distocia di spalla, il parto podalico e il prolasso di funicolo, l’interpretazione del tracciato cardiotocografico, l’impiego dell’ecografia in travaglio, oltre alla diagnosi e al trattamento di condizioni critiche come inversione uterina, atonia ed emorragia post-partum.

Accanto alla simulazione, il programma prevede l’inserimento nei reparti ospedalieri, tra cui degenza, terapia intensiva e subintensiva materna e neonatale, sale parto e sale operatorie, oltre agli ambulatori dedicati alle gravidanze complesse e al supporto psicologico. L’obiettivo è duplice: da un lato consolidare competenze cliniche avanzate nella gestione delle emergenze, dall’altro fornire strumenti didattici e organizzativi utili a trasmettere tali conoscenze ad altri professionisti attraverso esercitazioni, role play, discussione di casi e verifiche strutturate.

Secondo Chiara Benedetto, presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS, l’iniziativa rappresenta una sintesi concreta della missione della fondazione, orientata a coniugare eccellenza clinica, innovazione e attenzione alla persona, valorizzando il ruolo strategico della simulazione nella formazione. Anche le istituzioni regionali sottolineano il valore del progetto, evidenziando come l’esperienza del Sant’Anna rappresenti un esempio di integrazione tra qualità sanitaria, formazione e cooperazione internazionale.

L’iniziativa rafforza il ruolo del Piemonte come interlocutore qualificato nei percorsi di collaborazione sanitaria, dimostrando come l’investimento in formazione avanzata possa generare benefici concreti non solo a livello locale ma anche internazionale, contribuendo al miglioramento della qualità delle cure e della sicurezza per donne e neonati.

Nell’ambito dello stage, mercoledì 22 aprile è previsto un momento istituzionale di incontro presso il Sant’Anna tra la delegazione ucraina e i rappresentanti delle istituzioni regionali e accademiche, a testimonianza del valore strategico dell’iniziativa.