Sino a domani le repliche all’Alfieri
Avventura e amore, travestimenti e intrighi, il treno dell’Orient Express e il furto del “Tulipano” di Ahmed III, una fabbrica di cioccolato che somiglia tanto a quella di Willy Wonka – che nelle belle scenografie di Matteo Capobianco e nei suoi ingranaggi in bianco e nero guarda anche al Chaplin di “Tempi moderni” e allo Scorsese di “Hugo Cabret” in compagnia del nostro Dante Ferretti – ma che ha all’interno il cuore cattivo dell’avido Mr Blake, non luogo d’allegria ma di noia, un testo (che forse all’inizio tarda a ingranare ma che poi come quel treno prende ad accelerare con ritmo velocissimo) pieno di colpi di scena e una regia elegante di Salvatore Sito, c’è il divertimento che coinvolge tutti, adulti e no, le musiche che guardano per parecchio tempo al tango languido e le canzoni orecchiabili di Paola Magnanini, i balletti con le coreografie di Silvia Raschi, c’è tutto questo e molto di più in “Lupin – Il Musical” in scena in questi giorni (ultima replica pomeridiana domenica 31 maggio) sul palcoscenico dell’Alfieri. C’è il Caffè degli operai che in qualche parte della Francia, ogni mattina alla stessa ora, accoglie Isabelle, ragazza sensibile e dal passato con qualche ombra di tristezza, impiegata in quella fabbrica e dal cuore d’oro, c’è il giovane Lupin, gentiluomo e ladro, “ma molto garbato”, pericoloso e affascinante, campione di barbe posticce e di cappottoni indossati a proteggerlo, che ogni mattina alla stessa ora la raggiunge per regalarle un tulipano. Non fidanzatini alla Peynet ma personaggi che con la favola sono pronti a mettere in comune una buona dose di realismo. A intrufolarsi e a rovinare ad ogni angolo le cose l’ispettore Ganimard, arruffato e sempre vittima dei propri immancabili pasticci, a cui Andrea Rodi rende una simpatica caratterizzazione. Interpreti principali, Flavio Gismondi ha un bel distacco, assai concreto e deciso, da quel Gianluca del “Posto al sole” che ogni sera occhieggia dal televisore di casa, ha presenza da vendere e una bella voce che sinora non conoscevamo; una accattivante e sicura presenza Angelica Cinquantini, grazia quanta se ne vuole e una voce che strappa più volte l’applauso. Ma il successo abbraccia l’intero spettacolo, compagnia all’unisono, risate e applausi a chiudere il fine stagione del teatro.
e.rb.
La foto dello spettacolo è di Umberto De Martino.
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