SPETTACOLI

All’Auditorium l’Orchestra RAI e i Borsisti di Professione Orchestra

Giovedì 11 giugno alle 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e i Borsisti di Professione Orchestra, diretti da Aram Khached, terranno un concerto che sarà registrato da RAI Radio 3 e gli stessi borsisti di Professione Orchestra terranno  un secondo concerto alla Sala Tajo di Pinerolo alle 20.30.

Selezionati tra i novanta iscritti alla IX edizione di Professione Orchestra, i talentuosi musicisti vincitori delle borse di studio 2025-2026 del percorso formativo professionalizzante nato dalla partnership tra la fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e Torino e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, realizzando il loro sogno di diventare professori d’Orchestra per un giorno e di suonate guidati dalla bacchetta di un importante direttore, al fianco di maestri come quelli dell’OSN Rai.

Lo scorso autunno, tutti coloro che sono stati selezionati per partecipare al Training on the Job, hanno seguito lezioni di strumento con le prime parti RAI, simulato un’audizione per una parte in orchestra e partecipato a due seminari per il miglioramento della performance artistica. Grazie alle borse di studio, 15 musicisti selezionati tra i partecipanti hanno poi proseguito il proprio percorso formativo completando collezione di strumento e musica da camera con le prime parti e il tanto atteso affiancamento delle prove d’orchestra di 52 produzioni RAI. Il percorso dei borsisti si chiude con due esibizioni dal vivo, tassello fondamentale nella formazione di ogni musicista. Il concerto previsto presso il prestigioso palco dell’auditorium di Torino, l’11 giugno, vedrà protagonisti i borsisti dell’OSN Rai, ed è registrato da Radio 3. Il concerto del 23 giugno si terrà nella prestigiosa Sala Tajo, a Pinerolo.

Fondazione Accademia di Musica ETS – viale Giolitti 7, Pinerolo  – www.accademiadimusica.it

Mara Martellotta

Tre intense serate per il festival Interplay

Dopo due settimane di programmazione che hanno visto sold out ripetuti e un pubblico numeroso e partecipato al teatro Astra e alla Lavanderia a Vapore, il Festival Interplay, Festival internazionale di Danza contemporanea e Performing Arts diretto da Natalia Casorati e prodotto dall’Associazione Mosaico Danza, entra nella terza settimana con un programma di tre serate.
La prima sarà martedì 9 giugno alla Lavanderia a Vapore di Collegno con una triplice serata che riunisce tre linguaggi e tre generazioni a confronto. Alle 20.30 andrà in scena in prima nazionale ‘Studi per M’ di Stefania Tansini, vincitrice del premio Ubu 2022 come migliore performer under 35. Il lavoro nasce da un lungo processo di ricerca condotto tra Francia, Germania e Italia nell’ambito del progetto Tape Danse e sostenuto dal Festival TorinoDanza e Festival Aperto. Lo spettacolo costruisce un dialogo aperto e vivo tra architettura del corpo, oggetti scenici e movimento, in un equilibrio teso tra il grezzo e il raffinato, tra il ricordo incarnato e la presenza fisica assoluta.

Nello spazio all’aperto dell’Arena approda in prima regionale  HIT OUT di Parini Secondo. Quattro danzatrici trasformano il salto della corda in una partitura ritmica e coreografica di rara precisione, dove single-under, side-swing e double-under diventano elementi atletici e al tempo stesso musicali. Questo lavoro è  stato portato in tournée  dalla compagnia milanese in Europa, Taiwan, Canada, Stati Uniti e Giappone. La serata si concluderà alle 21.30 con Superstella di Vittorio Pagani, in prima regionale.
Venerdì 12 giugno, presso la Lavanderia a Vapore, vi sarà  una delle serate più dense dell’edizione, con quattro spettacoli che copriranno archi temporali, geografici e poetici molto diversi tra loro. Alle 20.30 sarà la volta di Sex.exe Fase 1 di Pablo Ezequiel Rizzo ‘Voluptas’ in prima regionale, una coreografia per tre interpreti che sovrappone codici antichi  e moderni usando il corpo come punto di partenza, dalla scrittura geroglifica egiziana all’iconografia religiosa fino alle gerarchie digitali del presente.
Alle 21.15 debutterà in prima regionale “Pas de cheval” di Andrea Costanzo Martini, un ironico e autistico duetto interpretato dallo stesso Martini con Francesca Foscarini, che usa la figura del cavallo come specchio della condizione del danzatore, tra virtuosismo e vulnerabilità,  obbedienza e libertà,  addestramento e desiderio.
A chiudere la serata  sarà Contido di Hugo Marmelada, in prima nazionale, per la Companhia de Dança de Almada, ispirato  a “Il richiamo della foresta” di Jack London. Il lavoro porta in scena Inês Barros e Lúcia Salgueiro in un processo di rinselvatichimento fisico e interiore e con un linguaggio corporeo che privilegia dinamiche organiche e impulsi primari.

La terza settimana si conclude domenica 14 giugno presso lo spazio Combo, nel cuore di Torino  con “Ad libitum” di Simon Le Borgne, in prima regionale  alle 18.30.
Si tratta di un’opera di cinquanta minuti che celebra vulnerabilità e libertà, la costruzione  e la decostruzione progressiva di forme rigide, il corpo in perpetua metamorfosi. Un appuntamento pomeridiano che conferma la vocazione del festival ad esplorare spazi e ore inusuali per portare la danza dove non è attesa.

MM

I vent’anni del festival “Luigi Pirandello e del ‘900”

Compie vent’anni il festival “Luigi Pirandello e del ‘900”, che si sviluppa dal 15 giugno al 19 settembre prossimo e tributa un omaggio particolare a Piero Gobetti, Marilyn Monroe e Dario Fo

Sono venti le candeline che quest’anno spegne il festival “Luigi Pirandello e del ‘900”, organizzato dall’Associazione Linguadoc, che si svilupperà dal 15 giugno al 19 settembre prossimi. Due decenni di eventi, spettacoli, conferenze e concerti, passeggiate letterarie e stage incentrati sulla figura del grande drammaturgo di Girgenti, e su tutto ciò che la sua figura di intellettuale ha comportato e influenzato nella società e nel pensiero culturale.

A caratterizzare la kermesse di quest’anno, sarà il tema del doppio, argomentato che è entrato nella vita prima e su successivamente nella scrittura di Luigi Pirandello.

“Vent’anni di vita rappresentano per il festival un traguardo straordinario, costruito con passione, rigore culturale e fedeltà allo spirito di Luigi Pirandello – afferma il direttore artistico Mario Brusa – questa edizione assume un valore ancora più simbolico perché coincide con i 90 anni dalla scomparsa del grande autore siciliano e con il centenario di ‘Uno, nessuno, centomila’, tra i romanzi più profondi e moderni del Novecento. Attorno a questo anniversario si sviluppa gran parte del programma artistico, con spettacoli, incontri e nuove produzioni. Particolarmente interessante sarà il lavoro programmato con Natalino Balasso, impegnato in un reading teatrale tratto da una nuova drammaturgia ispirata a ‘Uno, nessuno, centomila’. Il festival vanterà anche un fil rouge dedicato a due figure lontanissime fra loro, ma entrambe decisive nell’immaginario culturale del Novecento: il primo evento, dedicato a Piero Gobetti, sarà una proiezione di Rai Teche in via Verdi 31, alle 18. Il secondo, incentrato sul centenario della morte, sarà un omaggio a Gobetti dal titolo ‘Nella tua breve esistenza’, che si terrà il prossimo 16 giugno, alle ore 18, presso il Circolo dei Lettori di via Bogino 9, a Torino, e un terzoo omaggio in cui l’intellettuale verrà messo in relazione a Cesare Pavese nel talk che si terrà a Santo Stefano Belbo, alle 18, nella piazza della Confraternita, organizzato da Linguadoc in collaborazione con Pavese Festival; e Marilyn Monroe, nel centenario della nascita, simbolo universale del cinema e della bellezza. A lei saranno dedicati due appuntamenti dal titolo ‘Centenario di Marilyn Monroe’, il primo al Circolo dei Lettori, il 23 giugno alle ore 18, di Linguadoc in coproduzione con Centro Studi liberi Pensatori ‘Paul Valéry’, e il secondo previsto il 24 giugno, al Barrocco, a Pianezza. Ricorderemo anche il centenario della nascita di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura, attraverso ‘Mistero buffo’, interpretato da Matthias Martelli, per la regia di Eugenio Allegri, che si terrà al Palafeste di via Matteotti 4, a Coazze, alle 20.45. In totale saranno presentate venti iniziative tra spettacoli, incontri e seminari, a conferma della vitalità e dell’apertura culturale del festival”.

“Al mio secondo anno di mandato, è per me motivo d’orgoglio rappresentare un ente che, da quasi trent’anni, promuove cultura, dialogo e valorizzazione del territorio attraverso progetti, incontri e iniziative capaci di creare occasioni di crescita condivisa e relazioni – spiega Sabrina Gonzatto, presidente dell’Associazione Linguadoc – l’approssimarsi del ventesimo anniversario rappresenta un traguardo significativo, che invita a guardare con gratitudine al percorso compiuto e alle persone che hanno scritto la storia. Contemporaneamente rappresenta uno stimolo a proseguire con entusiasmo nel solco dei valori che da sempre contraddistinguono Linguadoc, l’attenzione alla persona, apertura al confronto e la fiducia nel ruolo della cultura come strumento di partecipazione e sviluppo della comunità”.

“La 20esima edizione del Festival nazionale ‘Luigi Pirandello e del ‘900’ è un traguardo per Torino – sostiene Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della città di Torino – celebrare vent’anni di una kermesse così prestigiosa dimostra la solidità di un progetto culturale che ha saputo rinnovarsi mantenendo intatta la sua altissima qualità artistica. Quest’anno il festival si fa ancora più vicino ai cittadini con una formula diffusa che tocca ben otto luoghi simbolo della nostra città, unendo il centro, le periferie in un unico grande palcoscenico. Ringrazio il fondatore Giulio Graglia e Linguadoc per aver costruito ancora una volta un ponte culturale formidabile fra la Sicilia di Pirandello e il nostro Piemonte. Il legame di Pirandello con Torino è profondo, strategico e strettamente connesso alla sua storia atprtist8ca e sentimentale. Se Coazze rappresenta il nucleo della sua svolta filosofica, Torino divenne il palcoscenico fondamentale per il debutto e il successo delle sue opere”.

Lo spunto della creazione avvenuta nel 2007 da un’intuizione di Giulio Graglia, è legata al soggiorno che Luigi Pirandello fece nel 1901 a Coazze, cittadina della Valsangone, ospite della sorella Lina, luogo che divenne fonte di ispirazione per le sue opere successive. Per raggiungere la località, il drammaturgo viaggiò in treno da Roma a Torino, e con il trenino si spostò dal capoluogo piemontese a Giaveno, per approdare in calesse a Coazze. Torino, con i suoi teatri Alfieri e Carignano, ebbe un ruolo fondamentale nella vita del drammaturgo siciliano, nonostante il pubblico e la critica non siano stati benevoli nei suoi confronti, ma ciò che più ha influenzato la sua creatività sono stati i paesaggi e le persone della Valsangone. Pirandello, formatosi a Coazze per due mesi, ispirato da luoghi e persone, scrisse: “Il taccuino di Coazze”, la commedia “Ciascuno a suo modo”, titolo mutuato dalla scritta che appare sul campanile della cittadina piemontese, oltre a due novelle intitolare “Gioventù” e “La messa di quest’anno” e “Giustino Roncella nato Boggiolo”.

“Nel celebrare i vent’anni del festival, sento il desiderio di ricordarne le origini, nate quasi in sordina da un’intuizione e da una memoria da riportare alla luce – spiega il fondatore Giulio Graglia – in occasione del cinquantenario della morte di Pirandello, fui chiamato dall’Università di Torino ad allestire uno spettacolo dedicato al noto drammaturgo siciliano, del quale si parlava molto poco del soggiorno a Coazze, del “Taccuino di Coazze” e di quella villeggiatura, del 1901, che avrebbe lasciato profonde tracce nella sua scrittura e nella sua sensibilità.  Nel 2007 decisi di riprendere quel filo interrotto, facendo nascere un progetto culturale stabile con il festival, che dapprima risultava un’esperienza raccolta nella Valsangone ma che, anno dopo anno, è cresciuta e si è diffusa a Torino e in tante province. Negli ultimi 10 anni il festival ha ampliato il dialogo  culturale agli autori del Novecento, mantenendo sempre vivo il legame con Pirandello, con il teatro e quella profomda necessita di interrogare identità, memoria e tempo”.

Il festival, oltre al programma artistico, ospita anche il Premio letterario “Giovanni Graglia”, presieduto da Sabrina Gonzatto, che si terrà allo Sporting martedì 8 settembre.

Oltre agli eventi già citati di giugno, il festival entrerà nel vivo a luglio, a cominciare da giovedì 2 presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, che ospiterà “Il mare a cavallo” alle 20.45, prodotto da Tedacà con la drammaturgia originale di Manlio Marinelli e la regia di Luca Bollero, con Antonella Delli Gatti. Lo spettacolo dà voce a Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, e narra la storia di una donna che non si dà pace e rifiuta di rimanere chiusa nel suo dolore, in un lavoro che tocca temi quali mafia, omertà, politica e famiglia. Sempre alla Casa del Teatro Giovani di corso Galileo Ferraris 266/C, verrà presentato venerdì 3 luglio “It’s a match”, per la regia e drammaturgia di Nicole Jalla, e sul palco Martina Montini e Ilaria Campani. La pièce, dedicata alle famiglie, racconta di un mondo dispotico in cui genitori e figli si scelgono a vicenda sui social network, in un processo di indagine condivisa sui concetti di aspettativa, perfezione e bisogno di approvazione e sulla difficoltà di essere figli e genitori. Lunedì 6 luglio, a Torino, nel Parco della Tesoriera, andrà in scena “Il cuore oltre l’ostacolo”, di Linguadoc, spettacolo teatrale-letterario per celebrare il 50esimo anniversario dell’ultimo scudetto del Toro, con la partecipazione di voci autorevoli del panorama culturale e sportivo. Sabato 11 luglio, a Coazze, negli spazi del Palafeste, si esibirà la Piccola Compagnia della Magnolia nella pièce teatrale “Ape regina-una giornata per Molly Bloom”, scritto da Giorgia Cerruti, che ne ha curato la regia insieme a Davide Giglio. Si tratta di una performance che, muovendo dal capolavoro di Joyce, vede al centro una diva sul viale del tramonto, e racconta di una donna che altro non è che un omaggio spassionato al femminile e al mestiere dell’attrice. Domenica 12 luglio, sempre a Coazze, si terrà la Passeggiata Letteraria, con partenza da Viale Italia ’61 al numero 1, intitolata “Gioventù e altre novelle pirandelliane” e che accompagnerà i partecipanti a una camminata narrata fra i luoghi cari che ispirarono il drammaturgo siciliano. Venerdì 17 luglio, debutto alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di “Uno, nessuno e centomila”, con protagonista Natalino Balasso. La drammaturgia è firmata dai giovani Giada Schiavino e Amerigo Liberale. L’allestimento e i costumi sono stati realizzati da un gruppo di giovani studentesse coinvolte in un processo creativo di sperimentazione e ricerca visiva. Domenica 19 luglio sarà dato spazio ai giovani talenti , con un gruppo di interpreti under 35 che al parco comunale di Coazze si cimenteranno con “Quattro/Quarti” di Nicolò Tomasini, pièce ispirata liberamente alle opere di Thomas Bernerdt, mentre sabato 25, al Palafeste di Coazze, Angelo Mellone proporrà musica e parole nel suo “Ripetizioni d’amore. Ditemi se ho capito bene”.

A corollario del festival, saranno presenti quattro stage. Dal 10 al 23 giugno, a Torino, presso Punto 13 Mirafiori e Castello di Lucento si terrà “Il doppio e Luigi Pirandello”, con Fondazione AIEF e l’Accademia Mario Brusa. Dall’1 al 10 luglio, al Palafeste di Coazze, lo stesso evento viene riproposto in collaborazione con la Pro Loco di Coazze. Martedi 8 settembre, a Torino, il Circolo della Stampa Sporting accoglierà “Ich bin berliner aber kein berliner. Questa sera si recita a Berlino” di e con Christian Mascia, psocolodo, drammaturgo e cittadino berlinese per una produzione multimediale a cura di Diego Olimpo. In conclusione del festival, sabato 19 settembre, a Torino, in via San Pio V 33, l’Accademia Mario Brusa accoglierà “Froisser le frontiéres, depliér le memoires”, un workshop di costruzione e maschere a cura di Le Théâtre Désaccordè.

Info: www.linguadoc.euinfo@linguadoc.it – 335 6299996

Prevendite: info@linguadoc.it – 011 9349681 – info@comune.coazze.to.it

Mara Martellotta

Il Ballo in Bianco. Con Bolle a Torino la più grande lezione alla sbarra en plein air del mondo

Roberto Bolle ha scelto la nostra città per il “Ballo in Bianco”, uno degli eventi più iconici e attesi dal popolo della danza.

Oggi, domenica 7 giugno, per la prima volta a Torino, nel salotto cittadino di piazza San Carlo, si è svolta la più grande lezione di danza alla sbarra del mondo, aperta a ballerini di tutte le scuole di danza italiane uniti dal dress code rigorosamente total white. A guidare la lezione collettiva  lo stesso Roberto Bolle.

Nella sala Carpanini di Palazzo Civico, l’artista è stato ricevuto dal sindaco Stefano Lo Russo in un incontro aperto alla stampa, occasione per ringraziarlo per la sua presenza a Torino e per raccontare il progetto della Fondazione Bolle, che si propone di sostenere la danza in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di diffondere i valori artistici, culturali e umani che porta con sé.

Roberto Bolle alla conferenza stampa

“Siamo davvero contenti ed orgogliosi di ospitare un evento dedicato ai più giovani e a trasmettere loro i valori positivi dello sport e della cultura – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo -. La presenza di Roberto Bolle è un grande regalo per Torino e l’artista è sicuramente un ottimo interprete dello spirito rinnovato di questa città che guarda alla cultura, alla bellezza e ad eventi come questi per farsi conoscere, in Italia e nel mondo”. Il Sindaco ha poi donato all’artista la pin raffigurante il nuovo city brand della città, “torino:”.

Roberto Bolle ha ricordato le sue origini piemontesi, è nato e cresciuto nel Monferrato, e il rapporto con Torino “cominciato – ha sottolineato – sin da quando ho iniziato a venire a ballare al Teatro Regio, dove sono stato moltissime volte, e che è proseguito e si è consolidato nel tempo, con eventi importanti come la partecipazione alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Torino 2006. Per questo – ha aggiunto – per me è stato quasi naturale scegliere Torino, dopo Milano, come città per ospitare il Ballo in Bianco”.

Nato come appuntamento simbolico e insieme appassionato di Roberto Bolle per radunare il grande popolo degli appassionati della danza, il Ballo in Bianco è prodotto da Fondazione Roberto Bolle in collaborazione con AssoDanza e ha già superato ogni record di presenze. Quest’anno, con il patrocinio della Città di Torino, il supporto di Film Commission Torino Piemonte e il contributo di Iren e Fondazione Crt si svolge per la prima volta a Torino, città particolarmente cara all’Étoile che ogni anno ospita i suoi spettacoli.

L’evento si svolgerà all’interno di un’area dedicata e delimitata, con accesso riservato esclusivamente agli allievi di danza registrati, ai loro genitori e accompagnatori, nel rispetto delle misure di sicurezza previste.

Inno alla gioia, ma anche alla disciplina, alla passione condivisa, alla purezza dell’arte che parla con il corpo, il Ballo in Bianco farà quest’anno di Torino il centro verso il quale convergeranno migliaia di giovani e giovanissimi ballerini provenienti dalle scuole di danza di tutta Italia.

Una marea festante di entusiasmo che balla al ritmo del proprio cuore che sarà ripresa e trasmessa su Rai1 domenica 14 giugno. A impreziosire la messa in onda le interviste a personaggi rilevanti della comunità torinese quali Leonardo Bonucci, Susanna Egri, Cristina Chiabotto, Pompea Santoro, Evelina Christillin, Arturo Brachetti, Miriam Baldassari e Beatrice Carbone.

TorinoClick

L’ “Harmonia” di MITO

 

Ventesima edizione per MITO Settembre Musica dal 6 al 20 settembre nel segno dell’Harmonia. Questo è il titolo scelto per la kermesse di quest’anno. “Il Festival a cui ho pensato e quello dove ci sono il buio e la luce, il chiaro e lo scuro, il dolore e la gioia, la morte e la vita”, ha voluto ribadire Speranza Scapucci nuova direttrice artistica di MITO. Inaugurazione il 6 a Milano al Teatro alla Scala e in replica il 7 all’auditorium Rai di Torino, con un omaggio a Benjamin Britten a 50 anni dalla morte. L’Orchestra Rai sarà diretta da Simone Young, con il coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, verrà eseguito il “War Requiem”. Si chiuderà il 19 settembre a Milano al Teatro Dal Verme e il venti a Torino all’ Auditorium Agnelli, con i Bamberger Symphoniker, con un programma tutto dedicato a Brahms, con il direttore Jakub Hrusa e Lukas Sternath al pianoforte. “Lavorare con i giovani mi piace molto dice la Scapucci, per questo motivo ho pensato di dirigere un Orchestra formata dagli studenti dei Conservatori di Torino e Milano insieme al Coro Maghini e con le voci di Josè Maria Lo Monaco, Andrea Pellegrino, Maria Grazia Lo Schiavo, Levy Sekgapane. Eseguiremo lo “Stabat Mater” di Rossini nella chiesa di S. Barbara in Gratosoglio a Milano e a San Filippo Neri a Torino”.

I giovani sono presi in grande considerazione a MITO come il Trio Rinaldi, il duo chitarra e fisarmonica Pietro Maria Cintura e Marco Gerolin e il pianista Yifan Wu vincitore del concorso Busoni 2025. Il prossimo anno si celebreranno i 200 anni dalla morte di Beethoven. Per l’occasione si inizierà un’integrale dei “Quartetti per archi” eseguiti dal Quartetto d’Archi  del Teatro alla Scala che si concluderà il prossimo anno. IL Festival si chiuderà con le “Variazioni Goldberg” di Bach eseguite dal pianista David Fray.

Pier Luigi Fuggetta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Tiziano Ferro e Andy Bluvertigo & Eugene

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Cafè Des Arts suona il Hellenika Quintet.

Martedì. Per Evergreen Fest al alla Tesoriera, si esibisce il Coro Shout! Al Vinile è di scena Alessia Altare.

Mercoledì. All’Allianz Stadium arriva Tiziano Ferro. All’Eataly Lingotto si esibisce Anna Carol. All’Hiroshima  Sound Garden  sono di scena Sissi +Antonia. All’Osteria Rabezzana suona Lil Darling Quartet.

Giovedì. Al Cafè Neruda suonano gli Acusticomanie. Al Blah Blah sono di scena i GTT + Best Before. Al Circolino suona il Bonadè Uneven Quintet + House of Jazz Torino. 

Venerdì. Per Evergreen Fest alla Tesoriera,  si esibiscono i Casa Beat. Al Vinile sono di scena gli Ondaquadra. Al Magazzino sul Po suonano gli Impianto Nomade. Al Circolino si esibiscono i Just Friends Group.

Sabato. Per Evergreen Fest alla Tesoriera è di scena Andy Bluvertigo & Eugene, per un omaggio  in musica e parole  al genio di David Bowie. Al Cap 10100 suonano i RedWine. Allo Spazio 211si esibiscono i Chancha Via Circuito.

Domenica. Al Magazzino sul Po suonano Krano + Funky Club Orchestra +Jam Popolare.

Pier Luigi Fuggetta

MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Da Orbassano e Bruino a Rai 2, le allieve di Dancing School volano a “Performer Cup” con Garrison Rochelle

Il Gruppo Experience Dance Project di Alessandra Colucci, dopo una stagione di podi, rappresenterà il Piemonte in tv: prima su Rai 2 con performer cup, poi su Rai 5 con “Dance Arena”

BRUINO/ORBASSANO – Dalla provincia di Torino al prime time nazionale. Il Gruppo Experience Dance Project della Asd Dancing School, con sedi a Bruino e Orbassano, è stato selezionato per “Performer Cup”, il nuovo talent di Rai 2 condotto da . Garrison. Le ballerine saranno a Roma per le registrazioni dal 21 al 27 giugno e faranno parte della squadra “Resto d’Italia”.
La convocazione arriva dopo una stagione agonistica da incorniciare: il gruppo diretto da Alessandra Colucci, direttrice artistica e coreografa della scuola, ha collezionato numerosi podi nei principali campionati di danza moderna e contemporanea.
“È un sogno che si realizza per queste ragazze che lavorano sodo tutto l’anno tra Bruino e Orbassano”, commenta Alessandra Colucci. “Portare il nome delle nostre due realtà locali su Rai 2 è un orgoglio enorme. In ‘Performer Cup’ daremo tutto per rappresentare al meglio il Resto d’Italia”.
Ma l’estate televisiva della Dancing School non finisce qui. A fine luglio il gruppo sarà protagonista anche su Rai 5 con “Dance Arena”, programma dedicato alle eccellenze della danza italiana condotto da Maura Paparo, Un doppio traguardo che conferma la scuola come uno dei poli più vivaci del territorio torinese.
La Asd Dancing School nasce con l’obiettivo di formare ballerini completi, unendo tecnica, espressività e preparazione per le competizioni. Il Gruppo Experience Dance Project è la punta di diamante del percorso agonistico.
“Queste convocazioni ripagano la fatica e la passione delle allieve e delle famiglie che ci seguono ogni giorno”, aggiunge Colucci. “Ora testa a Roma: vogliamo portare a casa un’esperienza indimenticabile e, perché no, anche la vittoria”.

Per informazioni, interviste e materiale foto/video:
Alessandra Colucci – Direttrice Artistica Asd Dancing School
Tel. 3406901372| Email info_dancingschool@libero.it
Sedi: Bruino e Orbassano (TO)

I futuri successi di Fabrizio di Fiore Entertainment

Divertimento, grandi artisti, musical, prosa e operetta

Presentata la nuova stagione di Alfieri e Gioiello

“Non c’è niente di più naturale del teatro”. E allora ecco in quei fotogrammi che precedono la presentazione dei cartelloni dell’Alfieri e del Gioiello – l’immutabile impegno di tutto lo staff per una calendarizzazione certo non facile : 96 titoli in un totale, 47 in piazza Solferino e 49 in via Colombo – sorgere su di un terreno piuttosto brullo un tronco e dei rami nodosi che però danno vita a gemme e fiori, di uno squisito colore rosato, uno sbocciare continuo, delicato e vorticoso al tempo stesso. Nasce “Viva la Vita”, un ulteriore punto di riferimento per il pubblico torinese, “per la fiducia che continuate ad accordarci stagione dopo stagione e per il profondo senso di appartenenza con cui vivete i nostri teatri”, sottolinea Fabrizio Di Fiore, CEO&General Manager, produttore che guarda ai gusti preponderanti del pubblico, che sta vincendo una scommessa iniziata poche stagioni fa, che con giusto orgoglio reclama quelle 220mila presenze che hanno fatto il successo della stagione appena conclusa. Nella sua autentica, tangibile mentalità manageriale occorrono realismo e sincerità, piace quando afferma “usiamo troppa tecnologia e talvolta anche male, anche le parole utilizzate per esprimere emozioni e pensieri possono trasformarsi in formule automatiche, stereotipi ripetuti, espressioni prive di reali profondità”. Un’area a sé vuole essere il teatro. Vuole continuare a mantenere quello scambio di idee e di vita che coinvolge “chi sale sul palcoscenico e chi si siede in platea”. Ogni volta che si entra in un teatro, anche in un (per ora) anonimo spazio teatrale che sta prendendo forma, è una vecchia ipotesi che si va materializzando, è un sogno – di pochi o di più, non importa – che s’avvera, in un grande centro come in uno minore, è una successiva condivisione, è un luogo di cultura che resterà per il pubblico di oggi e per i giovani di domani. È un punto d’arrivo per una serata di riflessione e di pieno divertimento, producendo o individuando per la piazza di Torino quegli spettacoli che maggiormente possono interessare, magari scoprendo quelle chicche che altri hanno lasciato indietro: “Tradizione e contemporaneità, leggerezza e profondità e intrattenimento. L’obiettivo dell’Alfieri e del Gioiello era diventare molto più che semplici luoghi di spettacolo: abbiamo aspirato a diventare spazi di incontro, integrazione e condivisione umana e con grande orgoglio attraverso il prezioso aiuto di tutta la grande squadra che vi lavora posso affermare che l’abbiamo centrato.”

 

Pluralità convincente, suddivisa tra musical, balletto, one man or woman show, prosa, prestigiosi assolo o compagnie di numerosa quanto eccezionale importanza. All’Alfieri si prende il via con I Legnanesi il 17 ottobre mentre Antonello Avallone aprirà la stagione del Gioiello – vi ritornerà il 7 aprile con un omaggio a Ettore Petrolini – con il pirandelliano “Berretto a sonagli” in una lettura che privilegia l’ironia e i risvolti brillanti alla tragedia dell’uomo. In entrambi i cartelloni salta all’occhio quanto il cinema degli ultimissimi decenni stia prestando al palcoscenico. Iniziando con Enrico Vanzina che tra spezzoni di film e canzoni e musiche parlerà di sé, di suo fratello Carlo e di suo padre Steno, dei tanti amici, da Sordi a Verdone, da Fellini a Flaiano, da Morricone a Monica Vitti, in uno spaccato di settima arte e vita (ancora una volta!) che ci ha accompagnato molto più di mezzo secolo e continua a farlo. Poi le riprese – con la coppia vincente Giulia Ottonello/Mario Ermito – di “Sette spose per sette fratelli” dal film di Stanley Donen e delle gesta di Sylvester Stallone con “Rocky”, proseguendo con “Cantando sotto la pioggia” (ancora Donen); e, dal 22 al 25 aprile (sempre all’Alfieri), “Amélie il Musical”, favola cinematografica che è divenuta un cult, con Audrét Tautou immersa nel suo “favoloso mondo”, a cui presta il viso e la voce sempre più stupefacenti Giulia Ottonello, da molti giudicata la più bella presenza del musical oggi.

Da aggiungere “I fratelli De Filippo” tratto dal film che Sergio Rubini ha girato con successo cinque anni fa (11/13 dicembre, Alfieri), “Fiore di cactus” con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli, bypassando Barillet e Grédy per arrivare in un colpo alla Bergman in compagnia di Walter Matthau (8/10 gennaio), “Assassinio sull’Orient Express”, guardando qui Claudio “Greg” Gregori prendere il posto di Peter Ustinov e Kenneth Branagh, “A casa tutti bene” che Gabriele Muccino ha tratto dal suo omonimo film, questa volta tra gli altri con Anna Galiena e Fabio Troiano, “A qualcuno piace caldo”, chiara partenza il successone di Billy Wilder e Marilyn Monroe, qui omaggiata da Euridice Axen (Gioiello, dal 26 dicembre al 6 gennaio ’27, riprendendo – ma non è il solo caso esplorando i due cartelloni – l’abitudine a uno spettacolo che copra le due settimane). Per la serie “i ritorni”, Marilyn sarà la protagonista – “giusta” (anticipa l’autore e regista Salvatore Sito) interprete Violante Placido – di una serata al Gioiello il 28 aprile, mentre Claudio “Greg” Gregori proporrà quella che fu la penultima – del 1979, sarebbe moro l’anno successivo – prova cinematografica di Peter Sellers, “Oltre il giardino”, per la regia di Hal Hashby, per la prima volta portato a teatro, la fiaba di un omino e della sua semplicità, una vita lunga sessant’anni all’interno di una spazio verde senza mai uscirne, all’oscuro di quanto possa succedere all’esterno di quello spazio: nel giorno in cui dovrà lasciare il chiuso del suo mondo, gli uomini “al di fuori” apprezzeranno la sua umanità sino a farlo diventare il consigliere del presidente degli Stati Uniti d’America. Alla luce del panorama del mondo in cui viviamo capiamo ancor meglio di quasi cinque decenni fa quanto sia attuale la vicenda del giardiniere Chance e il testo originale del polacco Jerzy Kosinski. Arriverà all’Alfieri “Gloria il musical” con le musiche e le canzoni di Umberto Tozzi, Arturo Brachetti riprenderà “Solo” nelle feste natalizie e per l’occasione si mostrerà anche in veste di cicerone a mostrare al pubblico che certo lo seguirà numeroso in una serie di appuntamenti i travestimenti dello spettacolo e alcuni dei tanti trucchi – assolutamente non riferibili.

Il ritorno dell’operetta con “La vedova allegra”, Antonio Vassallo e Federica Luna Vincenti nel “Ritratto di Dorian Grey”, Paolo Ruffini con ben tre titoli, Miriam Mesturino (con Franco Oppini, al Gioiello dall’11 al 14 febbraio) a proseguire dopo un’applaudita “Locandiera” il suo percorso goldoniano con “La cameriera brillante”, la rivisitazione dello “Pseudolus” plautino con l’attualissimo titolo di “L’imbroglione” ad opera di Elia Tedesco (anche interprete) e di Girolamo Angione, il sempre divertente “Gin Game” affidato questa volta a Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi (Gioiello, 15/17 gennaio), il platinato Vincenzo Schettini ancora una volta alle prese con un “Viaggio al centro della fisica” (Alfieri, 2 marzo), la macchina perfetta di “Rumori fuori scena” con The Kitchen Company (Alfieri, dal 27 aprile al 2 maggio), l’imperdibile “Master of magic” per chi ama il mondo della magia e non soltanto. Ancora sul lato femminile, “La bisbetica domata” con Amanda Sandrelli, “Venerdì 13” con Martina Colombari, “Insieme” con Laura Morante (Gioiello, 19/22 novembre) e “Pazza”, un successo della scorsa stagione di Vanessa Gravina e di Fabrizio Coniglio in veste di regista (Gioiello, dal 22 al 24 gennaio), le risate con Barbara Foria (Gioiello, 3 febbraio) mattatrice con “…basta un filo di rossetto”. Aggiungete la giovanile brillantezza di Iva Zanicchi in “Viva la mamma!” scritto e diretto da Diego Ruiz e il panorama è (quasi) completo.

A punteggiare tanta suggestiva ricchezza, le produzioni di Fabrizio di Fiore Entertainment & FDF GAT occupano buona parte del mondo del musical, nuove importanti scommesse che vanno al di là delle riprese già citate. Per la regia di Brachetti all’Alfieri dal 17 al 20 dicembre, “Winx Club: The Magic is Back – Il Musical”, un volo con le più celebri fate del mondo, tra tecnologia e grandi emozioni, uno spettacolo che promette di rompere la quarta parete e di travolgere il pubblico in sala; dal 18 al 21 febbraio “Lucio – Il musical”, come a significare che l’uomo di oggi ha ancora bisogno della leggerezza, della libertà, dell’intimità, della grandezza di Dalla e delle sue canzoni; e in coproduzione, “Amélie”. La stagione dell’Alfieri terminerà il 14 maggio con “Caravaggio”, ancora musiche e canzoni e colpi di spada in ossequio a uno dei più grandi geni dell’arte italiana, quella del Gioiello il 27 maggio con “Scappati di casa”. Un percorso lungo un intero anno, “ogni nuova stagione rappresenta una nuova primavera culturale per una città e per il suo territorio: nuove storie, nuovi artisti, nuove emozioni, nuove occasioni di incontro umano e culturale”, afferma il direttore artistico Luciano Cannito, per aggiungere: “in un tempo storico spesso attraversato da tensioni, paure e solitudini, crediamo profondamente che il teatro continui ad avere una funzione fondamentale: farci sentire più vivi, più vicini, più umani.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Iva Zanicchi è tra gli interpreti “Viva la mamma!”, Amanda Sandrelli in una scena di “La bisbetica domata”, Giulia Ottonello sarà al centro dei musical dell’Alfieri e Vanessa Gravina e Fabrizio Coniglio in “Pazza”.