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SPETTACOLI

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale cinematografiche di Torino / A cura di Elio Rabbione

 

1917 – Drammatico. Regia di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. 6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco. Per Blake l’ordine da trasmettere assume un carattere personale dal momento che suo fratello fa parte di quei 1600 soldati che devono lanciare l’offensiva. Il loro sentiero della gloria si avventura su un terreno accidentato, trincee vuote, fattorie disabitate, città sventrate, per impedire la battaglia. Film importante ma comunque non all’altezza delle aspettative, con Mendes che privilegia gli aspetti tecnici alle vere emozioni. Tre premi Oscar. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3, Ideal, Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Reposi sala 4, Uci Cinemas Lingotto sala 8, Uci Cinemas Moncalieri sala 16)

 

Alice e il sindaco – Commedia drammatica. Regia di Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, niente sembra più andare per il verso giusto. Non un progetto, non un’idea originale. Dopo trent’anni passati in politica, Paul si sente completamente svuotato. Per tentare di risolvere il problema gli viene affiancata una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Tra i due si instaura ben presto un dialogo che avvicinerà la donna al sindaco e sconvolgerà le certezze di entrambi. “Alice e il sindaco” è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Una riflessione contemporanea, lucidissima e spietata, sul rapporto tra la politica e le idee. Cosa sono le idee? Che ruolo hanno oggi gli intellettuali? E come può la politica fronteggiare il senso d’impotenza di fronte alla complessità del mondo? …Pariser trova le parole per decifrare il presente e ipotizzare una possibile soluzione per il futuro”. Durata 105 minuti. (Classico)

 

Gli anni più belli – Commedia. Regia di Gabriele Muccino, con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Claudio Santamaria e con Emma Marrone. La storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, raccontato lungo l’arco di quarant’anni, dal 1980  ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta, passando attraverso le vicende italiane, la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si racconta anche gli sviluppi della nostra società, gli italiani tutti. Un grande affresco che ci dice chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti. Un omaggio, anni e anni dopo, al “C’eravamo tanto amati” di Scola. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua sala 2, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Groucho e sala Chico, Ideal, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 1/2/6, The Space Le Fornaci sala 6 e sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 4/5/6/10, Uci Cinemas Moncalieri sala 5/6/7/15)

 

Bad Boys for Life – Azione. Regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah, con Will Smith e Martin Lawrence. La vecchia coppia di poliziotti, tornati in azione, uno in piena crisi di mezza età, l’altro contrario ai metodi spicci del collega e sopratutto desideroso di raggiungere la tanto sognata pensione.

Nel bel mezzo, compare la vedova di un boss desiderosa di mettere in azione un piano a lungo preparato, che dovrebbe portare alla eliminazione di quanti sono coinvolti all’arresto del consorte, compreso il sempre più irruente Mike. Seppur all’inizio reticente, riuscirà il collega a non dare una mano a chi ha deciso di mettere fine a quella nuova scia di omicidi? Durata 123 minuti. (Massaua sala 5, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 2/5/8, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 2, Uci Cinemas Lingotto sala 2 e sala 7, Uci Cinemas Moncalieri sala 8 e sala 9)

 

Birds of prey – Fantasy. Regia di Cathy Yan, con Margot Robbie e Ewan McGregor. L’eroina Harley Quinn contro il perfido Black Mask tra le strade di Gotham City, quattro anni dopo le avventure raccontate in “Suicide Squad”: amori finiti cui mettere un cerotto piuttosto spesso a salvaguardia, la ricerche di quelle “colleghe” che abbiano qualche problema da risolvere, fare squadra nel tentativo di mettere al tappeto il supercattivo. Durata 109 minuti. (Ideal, Uci Cinemas Lingotto sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 4)

 

Cats – Musicale. Regia di Tom Hooper, con Judy Dench, Idris Elba e Ian McKellen. Basato sull’omonimo musical di Webber e su “Il libro dei gatti tuttofare” di T.S. Eliot. Inaspettato flop del genere, uscito e ritirato, rimontato ma ancora pollice verso dal pubblico e soprattutto dalla critica, un budget di 95 milioni di dollari che non torneranno mai a casa. Si festeggia il vecchio gatto Old Deuteronomy, mentre ogni felino racconta la propria storia. Compare Grizabella, un tempo affascinante e ora abbandonata da tutti e in miseria, come compare il malvagio Macavity, che rapisce Deuteronomy lasciando tutti nello sconforto. Ricomposta ogni cosa al meglio, Grizabella ricompare con la richiesta di essere perdonata e riammessa nel loro gruppo: Old Deuteronomy la premia con il privilegio di ascendere al Heaviside Layer, il gioioso paradiso dei Jellicle Cats. Durata 110 minuti. (Lux sala 3, Uci Cinemas Lingotto sala 9, Uci Cinemas Moncalieri sala  14)

 

Cattive acque – Drammatico. Regia di Todd Haynes, con Mark Ruffalo, Anne Hathaway e Tim Robbins. La storia vera dell’impegno civile di Rob Bilott, avvocato di Cincinnati che da paladino dell’industria della chimica si scopre vero e proprio accusatore in una crociata ventennale. Alla fine degli anni 90, l’uomo è appena diventato socio nel suo studio legale e si gode una tranquilla vita familiare con la moglie e il figlio appena nato. Ma una visita in ufficio di un contadino della Virginia gli cambia la vita per sempre: gli animale della fattoria si comportano in modo strano e l’uomo è convinto che sia colpa dell’acqua del lago a cui si abbeverano. La stessa in cui il colosso della chimica DuPont sta scaricando rifiuti tossici da decenni. Durata 126 minuti. (Ambrosio sala 1, Greenwich Village sala 2, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 2/8/11, Uci Cinemas Moncalieri sala 2/13/16)

 

 

Criminali come noi – Commedia. Regia di Sebastiàn Borensztein, con Ricardo Darìn. All’inizio dei Duemila, in una cittadina dell’Argentina dell’est rimasta priva di ogni genere di risorse e quasi disabitata, l’ex calciatore professionista Fermin Perlassi e sua moglie mettono insieme una piccola impresa per tentare di risollevare le sorti economiche del circondario. Con degli amici che condividono la loro iniziativa, mettono insieme una più che discreta somma in dollari con cui provare a comprare il locale silos abbandonato ma non essendoci nessuna banca nel paese, i due devono depositare il denaro nella vicina Villagràn: dove un operatore li convince a salvaguardare i soldi non in una cassetta di sicurezza ma sul suo conto corrente per accelerare il processo di vendita del silos. Il giorno dopo il governo del paese annuncia un provvedimento per cui nessun cittadino avrebbe potuto ritirare dalla banca più di 250 dollari al giorno. Tutto il denaro è quindi bloccato in banca e per la necessità impellente di recuperarlo in qualche modo spinge il gruppo a studiare un piano per riuscire a recuperarlo in fretta. Durata 116 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Il diritto di opporsi – Drammatico. Regia di Destin Daniel Cretton, con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx. Tratto da una storia vera. La vicenda di Bryan Stevenson, brillante avvocato di colore nell’Alabama della metà degli anni Ottanta, che assume la difesa di un uomo – anch’egli di colore – accusato di avere ucciso una ragazza senza la minima prova. Durata 137 minuti. (F.lli Marx sala Chico)

 

Doolittle – Commedia avventurosa. Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey jr,  Antonio Banderas e Martin Sheen. Il dottor Doolittle, famoso medico dell’età vittoriana, da quando ha perso la giovane moglie se ne sta chiuso nella propria casa, per unica compagnia una fedele folla di animali esotici, con cui egli regolarmente parla. Quando la sovrana cade vittima di una grave malattia, Doolittle non ci penserà su due volte a imbarcarsi per un lungo viaggio verso un’isola lontana, alla ricerca di quella cura che potrà ridare la salute alla sua regina. Ritornerà rinforzato nello spirito, ma non saranno mancate avventure e lotte contro vecchi nemici. Durata 101 minuti. (Ideal, Lux sala 3, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Cinemas Lingotto sala 8, Uci Cinemas Moncalieri sala 2 e sala 10)

 

La Gomera – L’isola dei fischi – Commedia. Regia di Corneliu Porumbolu, con Catrinel Marlon e Vlad Ivanov. La soria di un ispettore di polizia, corrotto dai narcotrafficanti e sottoposto dai superiori a intercettazioni. Viene mandato alle CAnarie, all’isola Gomera, dove è tenuto prigioniero un gangster mafioso. Nel tentativo della sua liberazione, Cristi dovrà imparare un antico linguaggio segreto: ma soprattutto dovrà vedersela con l’affascinante Gilda. Durata 97 minuti. (F.lli Marx sala Harpo e Chico)

 

L’hotel degli amori smarriti – Commedia. Regia di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni, Benjamin Biolay e Carole Bouquet. Maria e Richard sono sposati da vent’anni. Una sera lui scopre che lei ha un amante: si tratta di un suo studente dell’Università. Non valgono a nulla le motivazioni della donna, Richard è sconvolto. Lei decide allora di lasciare il domicilio coniugale senza andare però troppo lontano: la stanza numero 212 dell’hotel di fronte a casa. Da lì può avere una visione a distanza sul consorte e sul suo matrimonio. Ma non sarà sola in questa riflessione. Durata 89 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 1)

 

Jojo Rabbit – Commedia. Regia di Taika Waititi, con Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Sam Rockwell e Taika Waititi. Il giovanissimo Jojo Betzier ha dieci anni e ha molte difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei.

Sempre impacciato viene appunto chiamato Jojo Rabbit per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che per lui è del tutto ostile, egli si rivolge allora al suo amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler: ma il ragazzino comincia a porsi parecchie domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre (la Johansson, candidata all’Oscar, ma l’avvocato Laura Dern di “Storia di un matrimonio” ha fatto l’asso pigliatutto) nasconde in casa una ragazza ebrea, Elisa. Tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Film d’apertura e grande successo all’ultimo TFF. Durata 108. (Greenwich Village sala 3, Romano sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 3)

 

Il lago delle oche selvatiche – Drammatico. Regia di Yinan Diao. Un quadro della Cina dei nostri giorni, dove il giovane Zhou appena uscito dal carcere finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang che si conclude con l’uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, il bandito è costretto a fidarsi di una giovane prostituta, forse innamorata di lui. Sottolinea il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI): “Diao Yinan porta una prospettiva poetica e un’estetica affascinante in un noir dalle esplosioni di efferata violenza, che diventa anche l’occasione per una riflessione sulla modernità cinese. Una sarabanda del caos, dove a dominare è il senso di impotenza e di morte: il regista si riappropria del “genere”, senza per questo smarrire il contatto con la realtà”. Durata 111 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

La mia banda suona il pop – Commedia. Regia di Fausto Brizzi, con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini e Angela Finocchiaro. È la reunion alquanto tempestosa di un favoloso gruppo rock degli anni Ottanta, tra un manager di cui non ci si deve assolutamente fidare, un magnate russo che vuole il gruppo a San Pietroburgo e una misteriosa Olga che tira le fila perché quel soggiorno frutti a lei un bel gruzzolo di quattrini. Come? Facendo sì che la banda derubi il magnate: ma la banda sta già preparando un altro piano. Durata 95 minuti. (Massaua sala 1, Ideal, Reposi sala 2, The Space Parco Dora sala 5 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 5, Uci Cinemas Lingotto sala 3 e sala 11, Uci Cinemas Moncalieri sala 6/11/14)

 

Memorie di un assassino – Drammatico. Regia di Bong Joon Ho. In una piccola città fuori Seul, nell’arco di sei anni, furono stuprate e uccise dieci donne. Il primo serial killer che ha agito in Corea uccise dieci vittime di varia età, da una nonna settantunenne ad una ragazzina di tredici anni. Con il passare del tempo, il modus operandi del killer si fece più audace e organizzato. Il killer non lasciò mai il più piccolo indizio. Furono interrogati oltre 3000 sospettati e più di 300.000 agenti di polizia presero parte all’imponente indagine. Nessuno è stato arrestato e condannato per questi delitti: ma l’anno scorso le indagini hanno subito una svolta. Il film risale al 2003, ora riscoperto grazie a “Parasite”. Durata 131 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Odio l’estate – Commedia. Regia di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo, e con Michele Placido e Massimo Ranieri. Aldo non ha un lavoro fisso ma in compenso due figli e una moglie che sbraita in continuazione; Giovanni organizza e dirige un negozio di calzature ma l’impresa è prossima al fallimento; Giacomo è un dentista di successo ma se la deve vedere con un figliastro in piena ribellione adolescenziale. I tre con i rispettivi quanto disastrati nuclei familiari si ritroveranno a trascorrere le vacanze estive su una medesima isola. Non soltanto: per un imperdonabile errore dell’agenzia che ha pilotato il loro soggiorno si vedranno occupare la stessa casa, con tutti gli inconvenienti che la cosa può procurare. Durata 110 minuti. (Massaua sala 3, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 4 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 4 e sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala sala 3 e sala 13)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose ma la “collaborazione familiare” (ovvero una piccola società a delinquere) li unisce nonostante tutto.

Insieme si prodigano in lavoretti di insignificante guadagno per sbarcare il lunario: poi la svolta arriva con un amico che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia. Il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di una ditta d’informatica, è un capolavoro architettonico, pieno di sorprese. Ki-woo ne è talmente entusiasta che intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando per la sorella un’identità segreta come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari proprietari. Anche padre e madre dovranno avere le loro piccole soddisfazioni: sino alla tragedia finale. Quattro Oscar di pieno diritto, miglior film, miglior regia, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale, un trionfo per un regista che merita di essere ancor più studiato e apprezzato.Durata 132 minuti. (Nazionale sala 1, The Space Parco Dora sala 3, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 1 e sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala 10 e sala 14)

 

Piccole Donne – Drammatico. Regia di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chamalet, Louis Garrel, Laura Dern e Meryl Streep. La storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un’autrice donna. La giovane è però pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili soltanto a badare alla casa e ai figli. Oscar per i migliori costumi. Durata 135 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Reposi sala 7)

 

Il richiamo della foresta – Avventura. Regia di Chris Sanders, con Harrison Ford. Dal classico di Jack London una nuova versione cinematografica della storia di Buck, verso la fine dell’Ottocento, che dalla tranquilla California sarà costretto a raggiungere il gelo e i territori del Klondike, incrociando il suo nuovo mestiere di cane da slitta in un tempo in cui in molti raggiungevano quelle distese bianche per l’avventura della corsa all’oro. Lì incontrerà l’amicizia e la protezione di un nuovo, buon padrone, John Thornton. Durata 105 minuti. (Massaua sala 4, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 6, The Space Parco Dora sala 3/6/8, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 1/2/3/11, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 12)

 

 

 

Il cinema che esalta la musica. Torna il Seeyousound

in CULTURA E SPETTACOLI

 Dal 21 febbraio al 1 marzo / Venerdì 21 al Cinema Massimo si accendono i riflettori sul Seeyousound Torino Music Film Festival, l’unico festival di cinema italiano a tematica musicale giunto alla sua sesta edizione dopo aver allargato i propri orizzonti nell’ultimo anno in altre sei città italiane

Dieci giorni in cui spaziare tra i più disparati generi musicali in un ricco programma di ospiti da tutto il mondo, anteprime assolute ed eventi live irripetibili. Nell’anno di Torino città del Cinema 2020 è il primo festival in ordine di apparizione ad aprire le danze ai festeggiamenti.

Ospite d’onore Julien Temple, leggendario regista britannico che ha dedicato la sua intera carriera allo speciale legame che unisce il cinema e la musica, firmando film culto come La grande truffa del rock’n’roll, Absolute Beginners e realizzando videoclip per le piú grandi rock star del pianeta tra cui Rolling Stones, David Bowie, Sex Pistols, Paul McCartney, Depeche Mode, Blur. E sarà proprio Temple ad inaugurare la manifestazione il 21 con l’ultimo lavoro Ibiza – The silent movie realizzato con l’aiuto del dj e produttore Fatboy Slim per ripercorrere la storia della iconica isola, capitale del clubbing internazionale. E il regista britannico sarà protagonista anche sabato 22 febbraio, per la proiezione di tre titoli della sua filmografia accomunati dalla relazione tra luoghi e musica, due dei quali per la prima volta in Italia.

Ma gli ospiti non finiscono qui. Ce n’è per tutti i gusti. Salirà sul palco del Cinema Massimo il compositore e musicista Christophe Chassol che sonorizzerà Ludi, film da lui scritto e composto. Chassol, compositore unico nel suo genere, utilizza il metodo ultrascoring, combinazione di film-documentario, animazione ed effetti speciali in cui lo spettatore diventa protagonista della performance. I Marlene Kuntz propongono in anteprima assolutala sonorizzazione del muto anni ’30 Menschen am Sonntag; Massimo Zamboni dei CCCP e CSI, regalerà al pubblico alcuni brani live per la proiezione de La macchia mongolica; Patrizio Fariselli degli Area sarà protagonista della serata Gioia e rivoluzione che celebrerà Demetrio Stratos, durante la quale suonerà alcuni pezzi; mentre la giornalista e modella Benedetta Barzini, sarà protagonista della masterclass organizzata con IAAD ispirata alla serie Stili ribelli prodotta da Sky Arte.

Tra gli altri anche la regista Lily Rinae che presenta in anteprima internazionale il documentario Born Balearic Jon Sa Trinxa and The Spirit of Ibiza in cui racconta la scena musicale di Ibiza e la vita del “leggendario DJ di Ibiza”; il regista Simon Bird che presenterà Days of the Bagnold Summer, commedia indie con Earl Cave, figlio di Nick; A.J. Eaton autore di David Crosby: Remember My Name, prodotto da Cameron Crowe (autore di Almoust Famous); Gio Arlotta presenta per la prima volta in Italia il suo We Intend To Cause Havoc, tributo agli WITCH, rock band anni ’70 dello Zambia; Marco Porsia porta a SYS Where Does a Body End? sugli SWANS. Infine, un piccolo omaggio a Marco Mathieu, indimenticato giornalista di Repubblica e bassista dei Negazione, con il cortometraggio in anteprima assoluta de Lo spirito continua di Claudio Paletto che ripercorre la lavorazione del disco Young Till I Die dedicato a lui.

Rimangono un punto fermo le storiche rassegne: Rising Sound che ci trasporterà in Africa per scoprire dove nasce il ritmo che fa ballare il mondo, Into the groove, ogni proiezione un evento unico e irripetibile; e le quattro sezioni competitive che offriranno 44 titoli di cui 18 in anteprima italiana: i lungometraggi di finzione e documentari per Long Play Feature e Long Play Doc, i corti di 7Inch e i videoclip di Soundies. La novità di questa edizione è Frequencies, contest di sonorizzazione live lanciato nel 2019 che mostrerà i suoi primi risultati al pubblico.

Così racconta il festival il direttore Carlo Griseri: “Seeyousound numero 6, nuove date e nuovo programma. Quando si lavora con intensità a un progetto come questo, che si sviluppa quasi quotidianamente e che nell’ultimo anno ha visto un’espansione in sei città italiane, oltre a svariati altri progetti e al lavoro internazionale del network di festival tematici nato lo scorso anno proprio durante il nostro, si rischia di non accorgersi del tempo che passa. Poi metti insieme i pezzi di tutto ciò su cui hai lavorato e guardi il programma completo che siamo riusciti a costruire quest’anno: un po’ di orgoglio, inutile nasconderlo, c’è. Bentornati a Seeyousound!”

Giuliana Prestipino

Biglietti e abbonamenti su www.seeyousound.org e alla biglietteria del Cinema Massimo MNC.

facebook.com/SEEYOUSOUND // instagram.com/seeyousoundfestival // twitter.com/seeyousound

 

SYS è organizzato da Associazione Seeyousound. In collaborazione con Museo Nazionale del Cinema, Torino Città del Cinema 2020 // Regione Piemonte. Con il patrocinio di Città di Torino // Con il contributo di Fondazione CRT. L’iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino. 

www.torinocittadelcinema2020.it

 

 

“Sogno la pace nel mondo. Ma a casa sono brava a far la guerra”

in CULTURA E SPETTACOLI

Music tales – La rubrica musicale

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Sogno la pace nel mondo

Ma a casa sono brava a far la guerra

La storia è sempre quella

Noi siamo tutti uguali

Ma il colore della pelle conta

Se parte la rivolta

Combatto con lo scudo dello schermo

Le armi da tastiera

Di giorno sto in trincea

Lancio opinioni fino a sera”

In radio da venerdì 3 marzo 2017, “Non me ne frega niente” è il primo singolo estratto da Nel caos di stanze stupefacenti”, album di inediti di Levante.

Il testo fotografa le isterie da “social network” dei nostri giorni (Codardo chi non c’era a scrivere sul diario da che parte sta la verità/JE SUIS PARIS MADAME/Ma in piazza scendo solo per il cane/Non mi vogliate male/Ho sempre poco tempo per lottare senza il modem) con uno sguardo disincantato e mai autoassolutorio.

Il racconto di un’artista che è dentro le dinamiche del web e conosce la sottile linea di demarcazione tra sostegno virtuale e alienazione da tastiera. Amo Levante, mi piace la sua penna, ed anche la sua faccia.

Credo sia intelligentemente “stronza” con l’accezione positiva del termine. Mi piace il suo modo di dire le cose, di prendere una posizione. Un po’ mi ci rivedo. Oggi siamo tutti bravi a far la rivoluzione da dietro uno schermo, è quella “corpo a corpo” che trascuriamo, per paura di esporci.

Brano, questo, che cita l’indifferenza di ognuno di noi di fronte a fatti ed avvenimenti che, pare, non ci riguardino…ma cosi non è: siamo responsabili di tutto, siamo coinvolti in tutto, anche negli eventi che non ci toccano direttamente ma ai quali, anche fosse per caso, assistiamo.

Non passate nessun giorno senza un rischio.

Andate al dunque.

Esagerate.

Il pericolo più grande

è la prudenza, il calcolo.

Siate sfrenati

nei sensi

e nell’immaginazione

Ascoltatela e ditemi la vostra

https://www.youtube.com/watch?v=jWPIATLx7HY


Chiara De Carlo

***

Chiara vi segnala i prossimi eventi …mancare sarebbe un sacrilegio!

Rock Jazz e dintorni: Willie Peyote e la Barcelona Gipsy Balkan Orkestar

in CULTURA E SPETTACOLI

Gli appuntamenti musicali della settimana a Torino

 

Lunedì. Al cinema viene proiettato per 3 giorni consecutivi’ “De Andrè PFM : il concerto ritrovato”, documentario con la regia di Walter Veltroni. Al Blah Blah si esibisce Nick Oliveri.

Martedì. Sempre al Blah Blah è di scena il quartetto Chromb! All’Hiroshima Mon Amour suona la Barcelona Gipsy Balkan Orkestar.

Mercoledì. All’Arteficio si esibisce Elisha Blue. Al Concordia di Venaria è di scena Willie Peyote per 4 sere consecutive. Al Blah Blah suona il duo Ghost Wolves. Al Jazz Club si esibisce il trio del pianista Nico Morelli.

Giovedì. Al Magazzino sul Po sono di scena gli SlWJM. All’Hiroshima suonano i Calibro 35. Al Jazz Club si esibisce il Doc Jazz Italian Quartet. All’Off Topic è di scena il quintetto Googa. Al Blah Blah suonano i Rokurokubi.

Venerdì. Al Magazzino di Gilgamesh si esibisce il bluesman Tolo Marton. Al Blah Blah sono di scena i Dobermann. Al cinema Massimo inaugurazione di “Seeyousound” con il film “Ibiza- The Silent Movie” di Julien Temple con Fatboy Slim. Allo Ziggy è di scena Giovanni Succi. Al Folk Club suona il violinista Tola Kusty con Birkin Tree. Al Cap 10100 si esibiscono i Camillas. All’Off Topic sono di scena Le Capre a Sonagli.

Sabato. Al Jazz Club suona il quartetto Pure Joy. Allo Ziggy si esibiscono gli Ottone Pesante. Alle Ogr sono di scena gli Actress e Andy Stott con i 72-Hour Post Fight. Al Blah Blah suonano i Di Maggio Connecction. Al Cap 10100 si esibisce il rapper Tredici Pietro figlio di Gianni Morandi. Al Magazzino sul Po è di scena il duo Aquarama mentre all’Astoria  si esibisce Gabriele Maruti.

Domenica. Per “Novara Jazz” al Piccolo Coccia, suona il trio Max D’Aloe. Allo Ziggy  si esibisce Todd Barton con Gabriele Gasparotti. All’Off Topic è di scena Galoni.

 

Pier Luigi Fuggetta

I nuovi concerti di “Vitamine Jazz”

in CULTURA E SPETTACOLI

Gli appuntamenti all’Ospedale Sant’Anna per la rassegna che arriva  al centosessantaduesimo concerto e alla sua terza stagione, organizzata per la “Fondazione Medicina a Misura di Donna” e curata da Raimondo Cesa

I concerti avranno inizio dalle ore 10.00 nella sala Terzo Paradiso in via Ventimiglia 3 aperta al pubblico, dedicata alle pazienti e ai loro cari.

Martedì 18 febbraio “Let’s Beat”

Max Ferrarini chitarra ritmica e voce
Oscar Malusa percussioni e voce
Maurizio Malano chitarra solista

I Let’s Beat! nascono a Torino nel 2005 dall’idea di tre amici nonché musicisti autori e compositori
già attivi da molti anni sulla scena musicale cittadina.
Il gruppo ha all’attivo centinaia di concerti in Italia e all’estero. In tutto questo tempo ha saputo
plasmare il progetto iniziale dandogli forma, anima e carattere fino a renderlo un suggestivo spettacolo fatto innanzi tutto di musica, la straordinaria musica dei Beatles che noi tutti conosciamo… ma anche rendendolo davvero emozionante, struggente e dolcemente nostalgico. Lo stesso spettacolo che alterna il sogno lisergico al limpido viaggio dell’anima, quello che ci riporta inesorabilmente ai meravigliosi anni ’60 di John, Paul, George e Ringo, quello che ci fa toccare con mano e ci restituisce intatte le ruvide e indelebili pieghe di un epoca straordinaria che non ritornerà mai più.
Selezionati dalla FIFA nel 2006 hanno suonato a Colonia per i campionati del mondo di Calcio a margine della partita Germania vs Inghilterra.
Tra tutte ricordiamo la loro performance a Verona prima dell’esibizione di Paul McCartney e più di recente i loro concerti al Teatro Smeraldo e al Piccolo di Milano per i festeggiamenti dei 50 anni dei Beatles in Italia. Sempre nell’ambito dei medesimi festeggiamenti nel Luglio del 2016 hanno suonato anche al Teatro
Ariston di Sanremo alla presenza di Mrs Freda Kelly la celebre segretaria dei Beatles.

Giovedì 20 febbraio “Duo Masuero-Aluffi”

Carlo Masuero chitarra
Arcangelo Aluffi percussioni

L’impianto musicale di questa formazione ha le sue radici nelle melodie e nei ritmi del Sud America, subendo anche l’influenza latina dei paesi Sud Europei. Il repertorio abbraccia un arco temporale di circa un secolo, dall’inizio del 1900 ai giorni nostri, con brani della tradizione popolare di grandi autori quali: Pixinguinha, Azevedo, Cartola e brani più moderni influenzati dalla corrente jazzistica, composti da autori come: A. C. Jobim, J.Bosco, Barroso ed altri ancora.

“Girando per Torino”, omaggio al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

È stato presentato alla stampa e al pubblico torinese il tour di cineturismo, un percorso composto da 20 postazioni multimediali dislocate nel centro cittadino che raccontano la storia del cinema realizzato a Torino nel corso degli anni, dalla nascita della settima arte ad oggi

In questo anno di celebrazioni che vedono il cinema al centro della programmazione culturale della Città, il progetto ha l’obiettivo di offrire ai torinesi e ai turisti la possibilità di approfondire e rivivere venti pellicole che hanno contribuito a rendere Torino meta e location privilegiata di tantissime produzioni cinematografiche.

Venti differenti postazioni nei luoghi più iconici della città, ciascuna dedicata ad una specifica pellicola: da Cabiria fino al recentissimo The King’s Man, passando attraverso Profondo RossoSanta MaradonaLa Meglio GioventùDopo MezzanotteIl Divo.

 

Nell’anno in cui il Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte compiono rispettivamente vent’anni, il tour permetterà ai visitatori di scoprire aneddoti e curiosità su ciascuno dei film individuati, evidenziando ancora una volta lo storico legame tra Torino e l’industria culturale e produttiva del cinema.

 

Ognuna delle venti postazioni è stata realizzata esternamente con grafiche ed immagini legate ad uno specifico film, alternate a pannelli riflettenti che mirano a valorizzare il contesto architettonico circostante. Internamente la postazione permetterà al pubblico di accomodarsi su sedute che richiamano quelle dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana per visionare video legati alla pellicola e ascoltare commenti e curiosità che hanno la voce di Steve Della Casa e Efisio Mulas, storici conduttori della trasmissione radiofonica di Radio Tre “Hollywood Party”.

 

Una mappa cartacea – che elenca e raffigura le venti location e i venti film ad esse collegate – verrà distribuita presso gli uffici del turismo di Piazza Castello e Piazza Carlo Felice; è naturalmente possibile visionare l’intero tour sul sito di Torino Città del Cinema, ed è inoltre possibile scaricare gratuitamente e utilizzare l’App “Italy For Movies”: all’interno di quest’ultima si trova l’itinerario dedicato a Torino Città del Cinema 2020, con percorsi e itinerari turistici ideati e curati da Steve Della Casa Federica De Luca.

 

Se la postazione punta infatti alla valorizzazione dell’opera filmica, l’uso dell’applicazione – “l’App che fa CIAK”, lanciata lo scorso anno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- permette di valorizzare la location di riferimento, restituendo così al pubblico tanto l’anima cinematografica quanto quella turistica del progetto.

 

A supporto della promozione del tour è stata inoltre attivata una collaborazione con le Associazioni dei taxisti torinesi e con le Associazioni delle Guide Turistiche regionali, affinché conoscano e promuovano il progetto presso i rispettivi bacini d’utenza: sono infatti stati programmati due specifici momenti di incontro per fornire informazioni e materiali relativi a “Girando per Torino”.

 

Per valorizzare il risvolto turistico del progetto è stata inoltre realizzata un’articolata campagna di comunicazione composta da affissioni, videomapping, merchandise, supporti editoriali di vario tipo (brochure, cartoline, mappe), insieme alla promozione sui più importanti social e ad una pianificazione media (banner e adv sulle principali testate nazionali).

 

Le ‘opere’ – a completamento dell’installazione inaugurata lo scorso novembre in piazza Castello – sono realizzate da Fargo Film, ideate e progettate dallo Studio Loredana Iacopino Architettura.

Tutte le postazioni saranno attivate e fruibili a partire dalla giornata odierna, per l’intero anno. La postazione situata all’interno della Stazione di Porta Nuova verrà invece aperta al pubblico a partire dalla giornata di martedì 18 febbraio.Il progetto è stato curato da Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema e vede Iren come Partner Tecnico di “Girando per Torino”: in questo modo il Gruppo conferma il proprio interesse alle iniziative culturali del territorio.

 

L’iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’, un progetto di Città di TorinoMuseo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione PiemonteFondazione per la Cultura Torino, media partner Rai.

www.torinocittadelcinema2020.it

#TOcinema2020

Oggi al cinema

in Cosa succede in città

Le trame dei film nelle sale di Torino      A cura di Elio Rabbione

 

1917 – Drammatico. Regia di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. 6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco.

Per Blake l’ordine da trasmettere assume un carattere personale dal momento che suo fratello fa parte di quei 1600 soldati che devono lanciare l’offensiva. Il loro sentiero della gloria si avventura su un terreno accidentato, trincee vuote, fattorie disabitate, città sventrate, per impedire la battaglia. Film importante ma comunque non all’altezza delle aspettative, con Mendes che privilegia gli aspetti tecnici alle vere emozioni. Tre premi Oscar. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua sala 1 e sala 4, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3, Ideal, Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Reposi sala 4, The Space Parco Dora sala 7 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 11, Uci Cinemas Lingotto sala 4 e sala 11, Uci Cinemas Moncalieri sala 4 e sala 16)

 

Alice e il sindaco – Commedia drammatica. Regia di Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, niente sembra più andare per il verso giusto. Non un progetto, non un’idea originale. Dopo trent’anni passati in politica, Paul si sente completamente svuotato. Per tentare di risolvere il problema gli viene affiancata una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Tra i due si instaura ben presto un dialogo che avvicinerà la donna al sindaco e sconvolgerà le certezze di entrambi. “Alice e il sindaco” è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Una riflessione contemporanea, lucidissima e spietata, sul rapporto tra la politica e le idee. Cosa sono le idee? Che ruolo hanno oggi gli intellettuali? E come può la politica fronteggiare il senso d’impotenza di fronte alla complessità del mondo? …Pariser trova le parole per decifrare il presente e ipotizzare una possibile soluzione per il futuro”. Durata 105 minuti. (Classico)

 

Gli anni più belli – Commedia. Regia di Gabriele Muccino, con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Claudio Santamaria e con Emma Marrone. La storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, raccontato lungo l’arco di quarant’anni, dal 1980  ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta, passando attraverso le vicende italiane, la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si racconta anche gli sviluppi della nostra società, gli italiani tutti. Un grande affresco che ci dice chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli.

È il rande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti. Un omaggio, anni e anni dopo, al “C’eravamo tanto amati” di Scola. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua sala 2, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho e sala Harpo, Ideal, Reposi sala 1 e sala 2, The Space Parco Dora sala 1/2/5, The Space Le Fornaci sala 1/2/6, Uci Cinemas Lingotto sala 2/5/6/7, Uci Cinemas Moncalieri sala 7/8/9/10)

 

Birds of prey – Fantasy. Regia di Cathy Yan, con Margot Robbie e Ewan McGregor. L’eroina Harley Quinn contro il perfido Black Mask tra le strade di Gotham City, quattro anni dopo le avventure raccontate in “Suicide Squad”: amori finiti cui mettere un cerotto piuttosto spesso a salvaguardia, la ricerche di quelle “colleghe” che abbiano qualche problema da risolvere, fare squadra nel tentativo di mettere al tappeto il supercattivo. Durata 109 minuti. (Massaua sala 1, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 6 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 7 e sala 9, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 6)

 

Il diritto di opporsi – Drammatico. Regia di Destin Daniel Cretton, con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx. Tratto da una storia vera. La vicenda di Bryan Stevenson, brillante avvocato di colore nell’Alabama della metà degli anni Ottanta, che assume la difesa di un uomo – anch’egli di colore – accusato di avere ucciso una ragazza senza la minima prova. Durata 137 minuti. (F.lli Marx sala Harpo, Lux sala 1, Uci Cinemas Lingotto sala 11, Uci Cinemas Moncalieri 14)

 

Doolittle – Commedia avventurosa. Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey jr,  Antonio Banderas e Martin Sheen. Il dottor Doolittle, famoso medico dell’età vittoriana, da quando ha perso la giovane moglie se ne sta chiuso nella propria casa, per unica compagnia una fedele folla di animali esotici, con cui egli regolarmente parla. Quando la sovrana cade vittima di una grave malattia, Doolittle non ci penserà su due volte a imbarcarsi per un lungo viaggio verso un’isola lontana, alla ricerca di quella cura che potrà ridare la salute alla sua regina. Ritornerà rinforzato nello spirito, ma non saranno mancate avventure e lotte contro vecchi nemici. Durata 101 minuti. (Massaua sala 4, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 7, The Space Parco Dora sala 6 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala 13/14/15)

 

Figli – Commedia. Regia di Giuseppe Bonito, con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea e Stefano Fresi. Nicola e Sara hanno scoperto a loro spese uno dei segreti meglio custoditi del mondo contemporaneo: fare il secondo figlio, nell’Italia della natalità zero e della precarietà come regola di vita, rischia di innescare una bomba ad orologeria e aprire il varco ad una serie di incognite spesso difficile da gestire.

La relazione fra Nicola e Sara, teoricamente imperniata su una divisione dei compiti 50/50, fa sentire ognuno di loro non riconosciuto nei propri sforzi e gravato ben oltre il dovuto delle incombenze familiari. Che fare allora quando tutto quello che vorresti è saltare fuori dalla finestra di casa tua e abbandonare il campo? durata 97 minuti. (Greenwich Village sala 3, Romano sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

Jojo Rabbit – Commedia. Regia di Taika Waititi, con Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Sam Rockwell e Taika Waititi. Il giovanissimo Jojo Betzier ha dieci anni e ha molte difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei. Sempre impacciato viene appunto chiamato Jojo Rabbit per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che per lui è del tutto ostile, egli si rivolge allora al suo amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler: ma il ragazzino comincia a porsi parecchie domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre (la Johansson, candidata all’Oscar, ma l’avvocato Laura Dern di “Storia di un matrimonio” ha fatto l’asso pigliatutto) nasconde in casa una ragazza ebrea, Elisa. Tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Film d’apertura e grande successo all’ultimo TFF. Durata 108. (Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1 anche V.O., Romano sala 1, Uci Cinemas Lingotto sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

Judy – Biografico. Regia di Rupert Goold, con Renée Zellweger, Jessie Buckley e Michael Gambon. L’ultimo periodo della vita della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante iniziata giovanissima con la Dorothy del “Mago di Oz”.

Un mix di fama e successo e altrettanta disperazione, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi cinque matrimoni e gli amori tormentati, il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e a trasferirsi a Londra per un’ultima serie di concerti. Il ritratto appassionato di una donna – che le figlie hanno rifiutato -, un film non del tutto convincente ma un capolavoro della Zellwegwer inevitabile premio Oscar dopo essersi già assicurata il Golden Globe. Durata 118. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Uci Cinemas Moncalieri sala 14)

 

Il lago delle oche selvatiche – Drammatico. Regia di Yinan Diao.

Un quadro della Cina dei nostri giorni, dove il giovane Zhou appena uscito dal carcere finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang che si conclude con l’uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, il bandito è costretto a fidarsi di una giovane prostituta, forse innamorata di lui. Sottolinea il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI): “Diao Yinan porta una prospettiva poetica e un’estetica affascinante in un noir dalle esplosioni di efferata violenza, che diventa anche l’occasione per una riflessione sulla modernità cinese. Una sarabanda del caos, dove a dominare è il senso di impotenza e di morte: il regista si riappropria del “genere”, senza per questo smarrire il contatto con la realtà”. Durata 111 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Memorie di un assassino – Drammatico. Regia di Bong Joon Ho. In una piccola città fuori Seul, nell’arco di sei anni, furono stuprate e uccise dieci donne. Il primo serial killer che ha agito in Corea uccise dieci vittime di varia età, da una nonna settantunenne ad una ragazzina di tredici anni. Con il passare del tempo, il modus operandi del killer si fece più audace e organizzato.

Il killer non lasciò mai il più piccolo indizio. Furono interrogati oltre 3000 sospettati e più di 300.000 agenti di polizia presero parte all’imponente indagine. Nessuno è stato arrestato e condannato per questi delitti: ma l’anno scorso le indagini hanno subito una svolta. Il film risale al 2003, ora riscoperto grazie a “Parasite”. Durata 131 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Odio l’estate – Commedia. Regia di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo, e con Michele Placido e Massimo Ranieri. Aldo non ha un lavoro fisso ma in compenso due figli e una moglie che sbraita in continuazione; Giovanni organizza e dirige un negozio di calzature ma l’impresa è prossima al fallimento; Giacomo è un dentista di successo ma se la deve vedere con un figliastro in piena ribellione adolescenziale. I tre con i rispettivi quanto disastrati nuclei familiari si ritroveranno a trascorrere le vacanze estive su una medesima isola. Non soltanto: per un imperdonabile errore dell’agenzia che ha pilotato il loro soggiorno si vedranno occupare la stessa casa, con tutti gli inconvenienti che la cosa può procurare. Durata 110 minuti. (Massaua sala 5, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 3, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 3/4/9, Uci Cinemas Moncalieri sala sala 9/11/15)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose ma la “collaborazione familiare” (ovvero una piccola società a delinquere) li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti di insignificante guadagno per sbarcare il lunario: poi la svolta arriva con un amico che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia. Il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di una ditta d’informatica, è un capolavoro architettonico, pieno di sorprese. Ki-woo ne è talmente entusiasta che intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando per la sorella un’identità segreta come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari proprietari. Anche padre e madre dovranno avere le loro piccole soddisfazioni: sino alla tragedia finale. Quattro Oscar di pieno diritto, miglior film, miglior regia, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale, un trionfo per un regista che merita di essere ancor più studiato e apprezzato.Durata 132 minuti. (Nazionale sala 1, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 2 e sala 16)

 

Piccole Donne – Drammatico. Regia di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chamalet, Louis Garrel, Laura Dern e Meryl Streep. La storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un’autrice donna. La giovane è però pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili soltanto a badare alla casa e ai figli. Oscar per i migliori costumi. Durata 135 minuti. (Reposi sala 6, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

La ragazza d’autunno – Drammatico. Regia di Kantemir Balagov, con Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina. Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l’assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Lya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto “si blocca” per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c’è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Lya dovrà aiutarla, a tutti i costi. Durata 137 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Richard Jewell – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Paul Walter Hauser, Kathy Bates e Sam Rockwell. Il regista di “Mystic river”, quasi novantenne (il compleanno il prossimo 31 maggio) racconta la vicenda che scosse la città di Atlanta il 27 luglio 1996, durante le Olimpiadi, allorché l’uomo del titolo scoprì, abbandonato in un parco, uno zainetto con una bomba all’interno. Il pronto intervento di Richard fece sì che, lanciando l’allarme, lo scoppio facesse “soltanto” un morto e un centinaio di feriti. Ben più grave sarebbe stato il bilancio senza il coraggio di quell’uomo: prima salutato come eroe, poi indagato e ritenuto il presunto responsabile dell’attentato dall’FBI, complice delle accuse un quotidiano della città che aveva visto in quell’uomo, che ancora viveva con la madre e che coltivava la passione per le armi e il culto delle forze dell’ordine, il perfetto soggetto da perseguire. Dopo pochi mesi fu scagionato, con le nuove indagini che portarono al vero colpevole, ma la sua vita divenne un inferno. Oggi Clint contribuisce a ridare all’uomo, ormai scomparso, la sua piena dignità. Kathy Bates. Durata 129 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico)

 

Sorry we missed you – Drammatico. Regia di Ken Loach, con Kris Hitchen e Debbie Honeywood. Ricky, Debbie vivono a Newcastle con i loro due figli. Sono una famiglia forte che si prende cura l’uno dell’altro. Lui è passato da un lavoro ad un altro mentre lei continua a prendersi cura degli anziani. Nonostante lavorino duramente si rendono conto che non avranno mai l’indipendenza o la propria casa. Ricky – che ha visto sfumare l’ultimo precario lavoro e ha perso la propria casa per non aver potuto pagare il mutuo – accetta un contratto con una ditta di consegne a domicilio, vende l’auto della moglie e si compra un camion, ma non ha un’assicurazione che lo salvaguardi da soprusi di ogni sorta. Durata 100 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria V.O.)

 

Tolo Tolo – Commedia. Di e con Checco Zalone.

Vittima dei debiti (l’apertura di un ristorante di sushi, nel territorio delle Murge, non si è rivelato certo un successo), inseguito da una moglie da cui è separata che pretende gli alimenti e dall’attuale che è ben lontana dall’accettare una situazione disastrosa, il protagonista della vicenda inventata nell’oggi che più oggi non si può, con la collaborazione di Paolo Virzì, dal campione d’incassi Zalone, non vede una via d’uscita ai suoi guai che nella fuga: in Africa, paese ospitale, che, se nasconde qualche attacco dell’Isis, gli offre l’occasione per riprendere la strada di casa a bordo di un barcone. Durata 90 minuti. (Uci Cinemas Moncalieri sala 11 e sala 13)

 

Villetta con ospiti – Drammatico. Regia di Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e Vinicio Marchioni. Ventiquattr’ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina nel nord Italia. Di giorno le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè, poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti sono davanti ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è da mettere sotto accusa anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati. Durata 88 minuti. (Romano sala 2 e sala 3)

 

 

Suonare ovunque

in CULTURA E SPETTACOLI

Caleidoscopio rock USA anni 60 / Sei hai un manager… ok; ma se il management è autogestito (magari da un membro della band o da un suo parente) la vita è dura e non bisogna mai lasciarsi scappare l’occasione per potersi esibire

 

Ecco che allora proprio le bands che non hanno un “gestore di date ed eventi” devono fare della flessibilità la loro bandiera:

suono adattabile alle circostanze, ai gusti, al pubblico, alla fascia d’età dei fruitori, al contesto, alla tipologia di locale o di location. Sono frequenti gli esempi di bands anni Sessanta (sovente meteore o di medio-piccolo cabotaggio) costrette ad adattarsi ai più diversi ambienti, che, nell’impossibilità di sostenere le spese dei trasferimenti, si prodigavano ad esibirsi in qualsiasi contesto utile in un raggio anche ristretto geograficamente. Altre si trovavano di fronte alla necessità (nonostante il budget limitato) di effettuare spostamenti estenuanti tra cittadine non sempre vicine e comode da raggiungere; con il risultato che le spese di viaggio superavano regolarmente gli introiti delle esibizioni e dei gigs ed era solo la passione (se non anche l’incoscienza) a sostenere l’entusiasmo e la voglia di continuare. Un esempio lampante di quest’ultima fattispecie erano i Sanz, Incorporated [o Sanz, Inc.], band dell’area di Petersburg nel sud-ovest dell’Indiana. Gli elementi erano giovanissimi, tutti tra i 14 e i 17 anni di età, con un management sostanzialmente a conduzione famigliare (famiglia Ficklin): Steve e Brent Ficklin (V), Dave Adams (chit), Larry Adams (b), Bob Ficklin (org), Ron Hale (batt). Furono in buona sostanza una band che non poteva permettersi momenti di pausa, dal momento che gli introiti non erano mai abbastanza (sebbene non avessero la “zavorra” di un manager apposito da pagare); e fu così che si vedevano costretti a muoversi ininterrottamente tra Indiana, Illinois e Kentucky (Tri-state area), tra Petersburg, Santa Claus, Evansville, Fairfield, Sullivan, Lawrenceville, Princeton, Terre Haute, Bloomington, fino ad Owensboro e Morganfield. Inoltre qualsiasi location era fattibile, senza essere choosy ed andare troppo per il sottile; i Sanz, Incorporated spaziavano da teen dance clubs a hotels, da parcheggi a drive-in bars a feste di liceo, a parties in piscina, a feste per eventi sportivi o a margine di fiere (praticamente ovunque tranne i parties universitari). Questa attività febbrile li tenne lontani dalle “Battles of the Bands”, competizioni che invece coinvolgevano regolarmente molti gruppi dell’epoca; infatti l’ingresso in sala di registrazione fu autonomo, in sordina, con mezzi semplici, niente ambizioni sfrenate e niente spinte da produttori o sponsor e portò all’incisione di due 45 giri nell’arco di un semestre con l’etichetta Skoop (Showboat records a Santa Claus, Indiana). Nel dicembre 1966: “My Baby’s Eyes” [Steve & Bob Ficklin] (1069; side B: “I’m Gonna Leave You”) e nel maggio 1967: “I Just Want You” [Steve & Bob Ficklin] (1072; side B: “I’ll Never Forget”). Specialmente i brani del primo 45 giri ricevettero una discreta accoglienza nelle programmazioni di alcune radio dell’Indiana e dell’Illinois, ma l’effetto sfumò rapidamente. Infatti i Sanz, Incorporated andarono incontro al tipico destino delle bands in età liceale; si sciolsero entro l’autunno 1967, dopo che i componenti più “anziani” raggiunsero la high school graduation (nel caso specifico il batterista Hale e il cantante Steve Ficklin).

 

Gian Marchisio

 

 

 

All’Alfieri “I soliti ignoti”, repliche sino a domenica, tra gli attori Giuseppe Zeno

in CULTURA E SPETTACOLI

Vinicio Marchioni è interprete e regista: “Vorrei che il pubblico applaudisse divertito, commosso e innamorato di questi personaggi indimenticabili”

“Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada”, dice Vinicio Marchioni. Perché di sfida si è davvero trattato.

 

Appropriarsi della sceneggiatura dei Soliti ignoti che nel 1958 Mario Monicelli scrisse con la insostituibile collaborazione di Suso Cecchi D’Amico e della coppia Age&Scarpelli – l’operazione di adattamento la si deve oggi ad Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli -, far rivivere su di un palcoscenico l’Italia da poco uscita dalla guerra con tutta la sua miseria, con le periferie romane e il sottobosco fitto di allegre anime perse, di delinquenti da strapazzo campioni dell’arte d’arrangiarsi, portare sessant’anni dopo soprattutto la vitalità tragicomica di un cinema che s’irrobustiva in modo definitivo e cambiava registro per significare appieno una pagina nuova, quella della commedia all’italiana, capace di essere, sotto diverse angolazioni e aspirazioni, una delle facce di maggior successo del cinema di casa nostra. Si rimandavano in soffitta finalmente le tante derivazioni farsesche, del varietà e dell’avanspettacolo, il facile divertimento basato a tratti sull’improvvisazione, sull’effetto immediato e scontato, sulla scenetta dal blando doppio senso o della gag più o meno sgangherata, per porsi di fronte al gioco ondivago della quotidianità, alla necessità di affrontare una volta per tutte argomenti drammatici visti imperturbabilmente sotto la lente dell’approfondimento dei caratteri, della leggerezza e dell’ironia, di una calma comicità. Peppe er Pantera, Tiberio, Mario, Dante Cruciani che insegna ai giovani ad aprire le casseforti, Ferribotte e Capannelle, tutti a tentare il colpo a via delle Cannelle, dietro piazza Venezia, il colpo che dovrebbe cambiare per sempre la loro vita, non sono più maschere ma uomini in carne e ossa, veri, come mai autentici, per le strade e per le piazze di Roma, alla fermata del tram che li dovrebbe portare chissà dove, a fare il gran botto e, caduta una semplice parete, a ritrovarsi a guardarsi in faccia uno con l’altro, a ritrovarsi alla fine ingabbiati in un nuovo lavoro cui hanno sempre cercato di sfuggire, mantenerne la spericolata semplicità, questa era la sfida.

“Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti ignoti per me è uno di questi -, prosegue Marchioni, oggi quarantacinquenne, divenuto famoso con il Freddo nel televisivo Romanzo criminale di Sollima, preziose collaborazioni al cinema con Valeria Golino, Paolo Genovese (The place), Donato Carrisi e Ivano Di Matteo (Villetta con ospiti, tuttora al cinema, un curriculum teatrale di tutto rispetto, da Ronconi ad un non dimenticato Kowalsky nel Tram di Williams per la regia di Latella ad una personale rivisitazione di Cecov (Uno zio Vanja). “Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero”. Marchioni ha guardato ad una storia, immersa ormai nel passato, e ne ha esaltato le tematiche eterne che la possono avvicinare a noi, considerando ad esempio quella povertà che aveva le proprie radici nel dopoguerra ma che è ancora presente, sebbene sotto altre forme, in tante zone d’Italia; ha riconsiderato la “vitalità indistruttibile” – anche a percorrere binari che non portano da nessuna parte – di un gruppo di uomini, con la loro arruffata sfrontatezza, con gli sbagli, con gli amori sinceri e no che s’intrecciano lungo la storia, con le risate e con le paure, con il divertimento e la commozione di un tempo che ancora oggi possono coinvolgerci (“spero che gli spettatori possano uscire da teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili”).

Con lui e l’amico Giuseppe Zeno, sul palcoscenico dell’Alfieri da stasera (ore 20,45, domani sabato ancora stesso orario) a domenica (ore 15,30), sono Augusto Fornari, Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi e Marilena Anniballi; le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Milena Mancini, le musiche di Pino Marino.

 

Elio Rabbione

 

La foto di Vinicio Marchioni è di Valeria Mottaran; la foto di Giuseppe Zeno è di Azzurra Primavera; mentre quella di scena è di Lanzetta-Capasso

I vestiti del grande cinema in mostra alla Mole

in CULTURA E SPETTACOLI

 

La Sartoria Annamode è un’autentica  eccellenza torinese del Made in Italy dagli anni Cinquanta a oggi nel realizzare abiti per il cinema

Alla Mole, il Museo Nazionale del Cinema inaugura venerdì 14 febbraio la mostra ‘Cinemaddosso, i costumi di Annamode da Cinecittà a Hollywood’, curatrice  Elisabetta Bruscolini.

 

Sono esposti 100 costumi per 40 film. Nel percorso  ogni abito è esposto come un’opera d’arte e corredato da brani di film, citazioni, e pannelli touch. Passeggiando sui 280 metri della rampa sotto la volta dell’edificio  dell’Antonelli si rivivono  70 anni della storia imprenditoriale al femminile delle sorelle Anna e Teresa Allegri, che hanno reso celebre la Annamode in tutto il mondo.

 

“La mostra – sottolinea  il presidente del Museo del Cinema, Enzo Ghigo (nella foto ) – è il primo grande evento organizzato dal Museo nell’ambito delle celebrazioni di Torino Città del Cinema 2020″.

Sarà  visitabile fino al 15 giugno. Esposti  costumi di film come Guerra e Pace di King Vidor (1956), Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica (1964),  Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006).

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