Cantieri di lavoro, il Piemonte aumenta i fondi: più risorse e accesso dai 50 anni

Più fondi disponibili, requisiti anagrafici meno restrittivi e copertura totale dei costi da parte della Regione: sono queste le principali novità contenute nei nuovi bandi della Regione Piemonte dedicati ai cantieri di lavoro.

Le risorse stanziate aumentano infatti da 10 a 13 milioni di euro, mentre l’età minima richiesta per accedere ai percorsi viene abbassata da 56 a 50 anni. Cambia anche il sistema di finanziamento: l’indennità destinata ai partecipanti sarà sostenuta interamente dalla Regione Piemonte, eliminando così la quota di cofinanziamento finora richiesta a Comuni ed enti pubblici promotori. Una scelta pensata per favorire un maggior numero di progetti sul territorio.

Come sottolinea il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro Maurizio Marrone, “aumenta anche il sostegno alle persone in difficoltà che faticano a trovare il loro posto nel mercato del lavoro, affinché restino attive per il bene della comunità e recuperino una fonte di reddito aggiuntiva ai sussidi di disoccupazione. Un nuovo traguardo sociale segnato dal Piemonte”.

I cantieri di lavoro prevedono inserimenti temporanei presso enti pubblici per attività legate all’ambiente, alla cultura, al turismo e ai servizi alla persona. Durante il percorso i partecipanti mantengono lo stato di disoccupazione e ricevono un’indennità economica.

A presentare i progetti potranno essere Comuni, Unioni di Comuni ed enti di diritto pubblico. Le proposte verranno selezionate tenendo conto della qualità dei percorsi, della sostenibilità delle iniziative e della presenza di attività formative integrate.

Nel corso del 2026 la Regione aprirà tre distinti bandi, sostenuti inizialmente da oltre 13 milioni di euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus, dal Fondo regionale disabili e da risorse regionali, ai quali si aggiungeranno ulteriori 10 milioni nel 2027.

Il primo avviso sarà rivolto a disoccupati over 50 e persone seguite dai servizi sociali; il secondo interesserà soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale; il terzo sarà invece dedicato alle persone con disabilità iscritte al collocamento mirato.

La distribuzione dei finanziamenti sul territorio piemontese sarà effettuata sulla base dei livelli di disoccupazione e della presenza delle categorie coinvolte, con una particolare concentrazione di risorse nell’area di Torino e della Città metropolitana.

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