Paganesimo vivo. Sacro e profano nella tradizione popolare

Scrivere di Massimo Centini è per noi quasi equivalente a scrivere per il Laboratorio del Graal. Se ce lo si permette, sono entrambi ‘prodotti culturali’ tipicamente torinesi, attenti verso ‘un certo qual modo di pensare’, con un certo qual modo di vivere, pensare e soprattutto guardare al passato come a uno spiritus mundi che vive ancora accanto a noi.

Chiaramente ognuno ha propri linguaggi e differenti campi di indagine. Il gruppo di meravigliosi musicisti rappresentato da Rosalba Nattero (seguendo le orme di un titano come Giancarlo Barbadoro) nacque come espressione musicale di Celtic Rock, prima di librarsi in volo anche verso altri sorprendenti traguardi.

Massimo Centini, con simili obiettivi segue invece altre strade; è serio antropologo che da decenni scrive trattati, oltre che essere esperto conferenziere e titolare di cattedra all’Università Popolare di Torino. Ha pubblicato saggi con Mondadori, Piemme, Rusconi, Newton & Compton, Yume, Xenia, Diarkos, Giunti, Triskel e altri. Alcuni dei suoi volumi sono inoltre conosciuti all’estero.

Per scrivere poche righe su PAGANESIMO VIVO ci troveremo quindi a nostro discreto agio. Da dove veniamo, chi siamo ora e soprattutto esiste un filo di Arianna che ci permetta di tornare alle nostre più remote origini?

Come erano spiritualmente organizzate queste nostre terre prima dell’avvento del Cristianesimo e come questo le ha nei secoli rielaborate facendole proprie? Massimo Centini, da grande antropologo culturale traccia un bimillenario filo di Arianna per riscoprire le culture arcaiche delle nostre terre, attraverso riti, testimonianze e documenti, delineando una storia che si nasconde tra folklore e identità assopite ma mai dimenticate.

Anche se non espressamente citato, ‘Paganesimo Vivo’ affronta la fondante e complessa realtà del Sacro e come ciò che noi esperiamo come Cultura Cristiana sia ben più antico di cosa si pensi.

Com’è che remoti culti pagani siano diventati per il primo vescovo di Torino (San Massimo, IV/V secolo d. C.) attività demoniache? Fu indispensabile questa cesura?

Il problema non fu solo suo, ma di un intero continente, ufficialmente cristianizzato ma che aveva per millenni adorato alberi, seguito culti lunari, solari, i ritmi della natura, sacrificato animali e umani in nome di divinità celtiche, germaniche, latine.

E’ poco noto, ma in Scandinavia il sacrificio umano fu praticato ancora nel basso medio evo. Volgendo lo sguardo al nostro passato, il passaggio culturale di Roma verso la nuova religione fu impresa enorme. Per questo arduo compito evangelizzatore furono incaricati gli ordini monacensi, soprattutto irlandesi. San Colombano ne è forse il più importante testimone.

La Chiesa cercò di cristianizzare popolazioni europee rurali agrafe come riuscì, sia con minacce di punizioni ultraterrene, che trasformando culti pagani cambiandone i templi in chiese e trasformando festività pagane in culti cattolici.

Massimo Centini con grande rigore scientifico ricostruisce nel suo ultimo libro usanze che affondano in tempi antichi, tracciando percorsi che attraversano intere epoche.

Cosa si nasconde nella figura dell’orso, ancora presente in molte feste piemontesi? Per quanto possa essere di non facile comprensione, l’Orso è un animale archetipico che vive ancora sotto la nostra pelle. E’ espressione zoomorfa dell’alpino ‘Uomo selvaggio’ che non abbandona la nostra cerebrale parte primitiva. Questa figura si ritrova nel folklore piemontese, lombardo, come in Francia, nella vicina Svizzera e in tanti territori alpini.

Il libro parla nel suo ultimo capitolo di acqua, del suo potere ristoratore, vitale e salvifico. Ben prima di diventare ‘fonte battesimale’, l’acqua faceva parte del Sacro praticamente in tutte le culture a noi conosciute. Per proprietà transitiva, anche chi attorno a questo elemento liquido operava faceva parte di sacre figure lenitive, se non guaritrici per un’umanità spaurita, con economie di sussistenza.

Interessanti pagine del libro parlano delle Aquane e del loro significato salvifico. Può suonare strano ma la l’umile lavandaia raccoglie importanti substrati sacrali. Le ancora ottocentesche lavandaie sono quindi ultima traccia di remote sacerdotesse che facilitavano la fertilità, dissetavano genti e gestivano complessi culti, oltre che il contatto con il mondo dei morti.

Insomma, leggendo questo libretto di neanche 100 pagine avremo la possibilità di assumere tante informazioni su come noi tutti ora siamo ma soprattutto su come noi lontanamente fummo.

Massimo Centini e il Lab Graal, nelle loro rispettive discipline, con il loro instancabile lavoro questo fanno… e lo fanno benissimo.

FERRUCCIO CAPRA QUARELLI

Il Centro Studi Giancarlo Barbadoro

Il Centro Studi (commissione di lavoro della Ecospirituality Foundation) nasce con lo scopo di divulgare e promuovere l’immenso patrimonio intellettuale lasciato in eredità dallo studioso e ricercatore Giancarlo Barbadoro scomparso nel 2019. Le sue ricerche nell’ambito della cultura non convenzionale, dalle nuove frontiere della scienza alle tradizioni dei Popoli naturali, dalla storia sconosciuta allo sciamanesimo e all’Eco-spiritualità, costituiscono una preziosa guida per affrontare temi insoliti e spesso non trattati con la serietà che meritano.

www.eco-spirituality.org

www.centrostudibarbadoro.it

www.triskeledition.com

SABATO 23 MAGGIO 2026, ORE 21.00 – IL CLUB del GARAGE DI ARTE & CULTURA, Piazza Statuto 15, Torino – INGRESSO LIBERO

PAGANESIMO VIVO” Sacro e profano nella tradizione popolare
Volume nr. 6 della Collana “Les Cahiers du Graal” a cura del Centro Studi Giancarlo Barbadoro. (Edizioni Triskel)

A cura di Massimo Centini (Scrittore e Antropologo). Introduce Rosalba Nattero (Giornalista, Presidente Ecospirituality Foundation)

Info eventi: 011/530.846 – info@eco-spirituality.orgwww.eco-spirituality.orgwww.centrostudibarbadoro.itwww.triskeledition.com
Facebook e Instagram  @Ecospirituality Foundation

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