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Dai Pirenei alla cuneese Demonte: la tre giorni che celebra l’avvio della stagione occitana e il grande raduno con artisti francesi, catalani e pirenaici
Da venerdì 1 a domenica 3 maggio
Demonte (Cuneo)
La grande Festa dura tre giorni. L’appuntamento è a Demonte, Valle Stura, paese scelto dai Savoia a fine ‘500, per la sua posizione strategica, come “piazzaforte militare” e tra gli oltre cento Comuni delle Province di Cuneo e Torino (e parzialmente dell’Alta Val Susa) appartenenti alla minoranza linguistica occitana (“lingua d’Oc” o “patois”), in un territorio che si estende principalmente dal Colle di Tenda alla Val Po. Considerato una sorta di “angolo di Provenza” è proprio qui, a Demonte, che, dal prossimo venerdì 1 a domenica 3 maggio, si festeggerà la primavera con la XXI edizione della “Prima d’Oc”, il tradizionale grande “raduno” di musicisti, liutai, ballerini e appassionati di danze occitane.
“Giunta alla XXI edizione, ‘Prima d’OC’ rappresenta – sottolinea il mitico Sergio Berardo, leader storico dei ‘Lou Dalfin’ nonché direttore artistico di ‘Occit’amo’ – il primo grande appuntamento delle terre occitane all’interno del Festival ‘Occit’amo’ ed è la Festa che apre l’anno degli incontri e degli scambi tra i due versanti alpini delle ‘Terre d’Oc’ e, quest’anno per la prima volta, anche con i Pirenei catalani e aragonesi. La Valle Stura e, in particolare Demonte, diventano un luogo dove i musicisti occitani si ritrovano per due giorni di studi, approfondimenti e festa, in un contesto unico ed irrepetibile”.
Il via, venerdì 1° maggio, nel grande “Palatenda”, di piazza Nuto Revelli, alle 21,30, con la proiezione gratuita del Docufilm “La Grande Orchestra Occitana”, girato da Giacomo Allinei e dedicato all’esperienza unica che da anni unisce un centinaio di musicisti, tra i 7 ed i 70 anni, portandoli a suonare e a cantare, formando una vera e propria Orchestra. Sabato 2 maggio, dalle 10, si terranno uno “stage di canto” con Cristina Saltetto (voce femminile dei “Lou Dalfin”) e uno dedicato alla tradizione dei Pirenei, catalana e aragonese, con Sergi Llena Mur e alcuni allievi della “scuola di cornamusa” da lui diretta. Alle 15 prenderà il via la “Passeggiata con visita guidata” dall’accompagnatrice naturalistica Silvia Mattiauda (prenotazioni al 347/1942878) per raggiungere (ore 16) l’“Anfiteatro della polveriera”, dove assistere al concerto della “scuola di cornamusa” dei Pirenei. Al “Palatenda”, dalle 16,30, ci sarà invece lo stage di “danze occitane” con Daniela Mandrile. La festa proseguirà in serata: alle 19, sempre al “Palatenda” prenderà il via la “cena occitana” su prenotazione (all’ “Ufficio Turistico” di Demonte, tel. 0171/955903) e, alle 21, nell’“Anfiteatro” si terrà il “Gran Ballo d’auvernha” con il musicista Cedric Bachellerie, per chiudere alle 22,30, nel “Palatenda” con il “Gran Gala” degli strumenti occitani con musicisti delle Valli e dell’altro versante alpino e danze fino a tarda serata.
Domenica 3 maggio, per tutta la giornata e per le vie del paese, spazio al “Mercato dell’artigianato e della liuteria” che proporrà strumenti musicali e non solo, mettendo in mostra il tradizionale sapere manuale e tecnico della tradizione occitana. Il “Palatenda” ospiterà , al mattino, la Santa Messa animata dai canti occitani preparati durante lo stage da Cristina Saltetto e dai suoi allievi. A seguire l’aperitivo e il pranzo occitano su prenotazione (tel. 0171/955903) e sempre al “Palatenda” mentre, dalle 15, strade e porticati saranno teatro di Gruppi e Bande in concerto che si ricongiungeranno nel fine pomeriggio all’“Anfiteatro” per il “Gran Ballo finale”.
L’ingresso agli eventi è libero, per la prenotazione di pranzi e cene contattare l’“Ufficio Turistico” di Demonte al numero 0171/955903.
Per ulteriori info visitare il sito www.occitamo.it
g.m.
Nelle foto: Sergio Berardo e immagini di repertorio
Per celebrare la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro, la Fondazione Torino Musei apre le porte di GAM, MAO e Palazzo Madama con una tariffa promozionale sabato 25 aprile e venerdì 1° maggio 2026.
Nelle due giornate è previsto l’ingresso ridotto alle collezioni permanenti della GAM e alle mostre temporanee Chiharu Shiota: The Soul Trembles e Declinazioni Temporanee #3 al MAO e MonumenTO, Torino Capitale, Vermeer. Donna in blu che legge una lettera, Il castello ritrovato e Monumenta Italia a Palazzo Madama.
La promozione si applica anche le collezioni permanenti dei tre musei.
A completare l’offerta culturale, un ricco programma di visite guidate a cura di Coopculture:
GAM
sabato 25 aprile ore 14:30 | Tracce di libertà
Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.
MAO
sabato 25 aprile ore 11:30 e 15:30 | Chiharu Shiota: The Soul Trembles
venerdì 1° maggio ore 11:30 e 15:30 | Chiharu Shiota: The Soul Trembles
Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.
PALAZZO MADAMA
sabato 25 aprile ore 15:30 | MonumenTO: monumenti a palazzo
domenica 26 aprile ore 10:00 | Sculture di storia. Un’antologia a cielo aperto (Walking Tour per MonumenTO)
venerdì 1° maggio ore 15 | Vermeer a Palazzo Madama
venerdi 1° maggio ore 16:30 | Scorci di storia: invito alla scoperta di Palazzo Madama
Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.
Informazioni t. 011 19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it
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24 aprile – 31 maggio 2026 Torino, Circolo dei lettori e delle lettriciL’esposizione apre il Club Fruttero a Torino: per i 100 anni di Carlo Fruttero, tutti i mondi dello scrittore tra il Salone del Libro, la maratona letteraria al Circolo, il cinema ai Musei Reali
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Carlo Fruttero è stato uno scrittore, traduttore e consulente editoriale tra i più acuti, divertenti e originali del Novecento italiano. Ma prima di tutto è stato un grande lettore. Ha letto senza gerarchie, per lavoro e per passione: grandi classici, fantascienza e gialli, storie di fantasmi e di guerra, casi di cronaca nera, drammi e fumetti. Ha scritto, annotato e riletto centinaia di pagine di appunti, da cui nasce tutto: i libri con Franco Lucentini, gli articoli per i giornali, gli ultimi libri a sua firma. Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che conserva il suo archivio personale, non celebra una ricorrenza. La trasforma in un progetto: il Club Fruttero. Ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Maria Carla e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Università IULM, il Club Fruttero è un programma culturale diffuso che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi.
Il Club Fruttero. La mostra, dal 24 aprile al 31 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, entra in questo processo. Non racconta una vita, ma rende visibile un modo di lavorare. Il percorso non è cronologico ma tematico. Ogni sala affronta un aspetto del suo lavoro coinvolgendo il visitatore più che guidarlo. L’ingresso è segnato da un portale che introduce al percorso. Lungo le sale, le teche dedicate affiancano ai nuclei principali una serie di aneddoti e materiali che aprono scorci sul suo lavoro. Da “Il libro dei nomi di battesimo”, alle veline delle scatole di scarpe per una campagna promozionale, alle scatolette: ogni oggetto può diventare materia editoriale. Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che ha accompagnato l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi. Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione. Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. La sua prima traduzione pubblicata: una pièce di Cocteau “Les Mariés de la Tour Eiffel” per la rivista teatrale Il Dramma nel 1946. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati che racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni. Tra taccuini, appunti e manoscritti, il suo lavoro restituisce un rapporto diretto con la scrittura a mano, composto di segni e correzioni, sempre con un Tratto PEN tra le mani: la penna-pennarello che ha accompagnato il suo lavoro quotidiano e ne ha segnato il ritmo. La mostra non si limita a esporre: invita a intervenire e giocare, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, proprio un Tratto PEN. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco. Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.
Sottolinea Paolo Verri, direttore di Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori: «La Fondazione Mondadori, depositaria dell’archivio Fruttero, è davvero entusiasta della collaborazione che si è attivata tra la famiglia Fruttero e tutte le istituzioni pubbliche e private, locali e nazionali. È la dimostrazione che Carlo Fruttero ha lasciato davvero il segno, nel mondo dell’editoria e della cultura. Gli siamo tutti debitori». «Celebrare i cento anni di Carlo Fruttero significa rendere omaggio a uno scrittore dal talento straordinario e dai molteplici interessi, capace di lasciare un segno indelebile del suo passaggio tra noi mortali e di regalarci pagine preziose e indimenticabili» è il commento di Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori.
La mostra è affiancata da una serie di appuntamenti fino a novembre 2026, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. il Club è aperto. Si entra, si partecipa, si prende posizione. Ogni evento lascia un segno, un timbro sulla tessera del Club, una traccia di un percorso personale.
IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO Dal 14 al 18 maggio 2026 il Club Fruttero si allarga, dialoga con editori, scuole, lettori con uno stand dedicato al Salone Internazionale del Libro di Torino ispirato al salotto de L’arte di non leggere, che riprende l’atmosfera del salotto torinese di Fruttero come spazio di confronto e discussione sui libri. L’appuntamento è dedicato al Cretino, figura centrale dell’immaginario di Fruttero & Lucentini, chiave ironica e critica per interrogare il conformismo e la responsabilità del lettore. L’incontro dal titolo “Fruttero100. Cretini, nottambuli e altre storie” è in programma il 14 maggio alle ore 18. Partecipano Carlotta Fruttero, Michele Serra e Alessandro Piperno, letture di Angela Finocchiaro e moderazione di Giacomo Papi. Il 18 maggio alle ore 14 premiazione delle scuole partecipanti al concorso “Riscrivi il tuo Fruttero”. Agli incipit di Carlo Fruttero sono dedicate le semifinali e la finale di Incipit Offresi, il primo talent letterario itinerante per aspiranti scrittori (semifinali: 16 maggio ore 19 Salone del Libro e 23 maggio ore 18 Circolo dei lettori e delle lettrici; finale: 10 giugno ore 21 Parco della Tesoriera) oltre alla proiezione il 28 maggio del film A che punto è la notte alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese (TO).
FRULLATO FRUTTERO Venerdì 29 maggio è in programma al Circolo dei lettori e delle lettrici il finissage della mostra con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura dalle 10 alle 18: una staffetta di voci per attraversare testi, generi e stagioni della sua attività e la proiezione dell’intervista di Fabio Fazio a Carlo Fruttero. La giornata di libri e parole si conclude al Teatro Romano, grazie alla collaborazione con Musei Reali Torino e Aiace Torino, con le immagini e le atmosfere del film La donna della domenica del 1975, diretto da Luigi Comencini, la sceneggiatura di Age e Scarpelli e Marcello Mastroianni nei panni del Commissario Santamaria. L’appuntamento è dalle 19.45 ai Musei Reali con l’apertura straordinaria di alcuni percorsi della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità, seguita alle 20.45 dalla proiezione. In caso di pioggia la proiezione si terrà nel Salone delle Guardie Svizzere. Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali: 5 euro, fino ad esaurimento posti, su museireali.beniculturali.it.
LA PASSEGGIATA LETTERARIA Siena e la Toscana hanno un legame storico con Fruttero e Lucentini. Il 18 settembre è in programma una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare (GR), nei luoghi vissuti da Fruttero. Il percorso, affidato alla compagnia teatrale Confine Zero, intreccia brani tratti dai suoi testi con il paesaggio, mettendo in dialogo parola, memoria e territorio. Il 19 settembre appuntamento serale al Castello di Castiglione della Pescaia (GR), riservato a sostenitori, partner e ospiti, dove il contesto storico diventa spazio di racconto e ascolto in dialogo con l’opera e la figura di Carlo Fruttero.
IL LIBRO Nel mese di novembre uscirà 365 Notes, a cura di Domenico Scarpa: il libro strenna della Fondazione Mondadori declinato per il centenario sui taccuini di Fruttero. Appunti, note, tracce di lavoro restituiscono una dimensione quotidiana e materiale del pensiero dello scrittore. Il libro sarà presentato in anteprima al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino a ottobre e successivamente a novembre a BookCity Milano 2026.
Il Club Fruttero è ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Partner: Tratto PEN. Media Partner: La Stampa.
Info Il Club Fruttero. La mostra Circolo dei lettori e delle lettrici Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9, Torino Orari di apertura: da lunedì a sabato 9.30-21 Ingresso libero Club Fruttero www.ilclubfruttero.it www.circololettori.it – info@circololettori.it www.fondazionemondadori.it – info@fondazionemondadori.it Facebook @circololettori| Instagram @circololettori Facebook @fondazionemondadori| Instagram @fondmondadori |
“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è un viaggio in ottanta immagini scattate da cinquantotto fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé.
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
Particolare di fotografia di Farshid Ashgar, dal sito https://www.grandarte.it




Dal 22 aprile al 6 luglio, a Palazzo Madama, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese, saranno esposte le opere di Irene Pittatore dal titolo “A Weak Monument”, curate da Tea Taramino
Lunedì 20 aprile, alle ore 17, a Palazzo Madama, viene presentato un incontro dedicato a Monumenta Italia, un progetto di arte pubblica itinerante con Irene Pittatore, Tea Taramino e Elisa Parola, seguito dall’inaugurazione dell’esposizione a cura di Tea Taramino. L’evento, realizzato nell’ambito del public program della mostra MonumeTO – Torino Capitale, approfondisce alcune dinamiche al centro del lavoro di Monumenta Italia dell’artista Irene Pittatore, proponendo una riflessione sull’esiguità di monumenti dedicati a donne o realizzati da esse nello spazio pubblico. Si tratta di un vuoto che diventa occasione per interrogarsi sul significato contemporaneo di “memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità”, in una prospettiva di genere. In occasione della conferenza, e fino al 6 luglio prossimo, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese di Palazzo Madama sarà esposta, a cura di Tea Taramino, una selezione e di opere di Irene Pittatore, tra le quali manifesti, cartoline, video e un gonfalone utilizzati in mostre e laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere di Monumenta Italia, progetto aperto che opera a livello nazionale, ha la sua basea Torino, dove nel 2024 sono stati diffusi manifesti nelle biblioteche civiche, alla fermata Bengasi della metropolitana, all’URP del Consiglio Regionale del Piemonte, la rassegna Opera Viva, il manifesto in piazza Bottesini, e organizzati mostre e laboratori. Il progetto è in corso di svolgimento anche a Novara, con una campagna di 71 affissioni urbane, e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e Roma, è stato inoltre presentato all’Università degli Studi Di Padova e alla Casa degli Artisti di Milano.
Monumenta Italia prende le mosse da Monumentale Dimenticanza, progetto di ricerca a del Centro Studi e documentazione del Pensiero Femminile APS, nel 2019, volto a censire la presenza di monumenti, fontane e statue su suolo pubblico dedicate a storiche figure femminili nelle città e nei comuni piemontesi.
Torino è la città con più monumenti in Italia: 102, di cui uno solo dedicato a una donna, l’Edicola celebrativa della figura di Juliette Colbert, nota come Giulia di Barolo, posta nel dicembre 2025 sulla facciata di Palazzo Barolo. Le rare figure femminili presenti all’interno di produzioni scultoree e monumenti, sono soggetti anonimi o immagini allegoriche, come la Fede e la Vittoria. Ancora più spesso sono semplici comparse nude, in posizioni ascellari, spesso ai piedi dell’eroe. Un dato che evidenzia il mancato riconoscimento pubblico di meriti civili, intellettuali, artistici e scientifici delle donne. A questo si aggiunge un’ulteriore assenza: tra queste opere solo una, la “Fontanella di Venere”, del 1997, è stata realizzata da una donna. È possibile raccontare la storia delle città ignorando quella delle donne? Adottando un punto di vista androcentrico e negando la pluralità degli sguardi? Possiamo oggi immaginare idee più aperte di un monumento per celebrare la storia delle donne? Monumenta Italia si pone l’obiettivo di generare consapevolezza su questi temi e offrire un punto di osservazione sul patrimonio monumentale, capace di contemplare la prospettiva di genere e la secolare e emarginazione del contributo femminile. Ne scaturisce un’occasione di riflessione civica sul patrimonio artistico urbano e sul significato contemporaneo di monumentalità, memoria e identità, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare.
Mara Martellotta
Un incontro di approfondimento dedicato all’opera e alla figura dell’artista , nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Mercoledi 22 aprile, alle ore 17, nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in piazza Carlo Alberto 3, si terrà un incontro dal titolo “Per leggere, per vedere”, un’occasione di approfondimento dedicata all’opera e alla figura di Ezio Gribaudo, nello spazio che oggi ospita la scultura omonima inaugurata nel 2017 nella piazza antistante l’istituto, e successivamente collocata all’interno dell’edificio. All’appuntamento interverranno la figlia dell’artista, Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, e Valentina Caputo, Presidente di ABNUT. L’iniziativa si svolge in occasione della mostra “Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo”, a Villa della Regina dal 25 marzo al 24 maggio prossimo, nell’ambito della rassegna culturale QU.EEN, una narrazione di arte e natura a Villa della Regina. L’incontro sarà inoltre un’occasione per dedicarsi al racconto del volume “I libri metafora di una vita”, la cui mostra era stata ospitata presso la Biblioteca Nazionale in occasione dei novant’anni dell’artista, ripercorrendo le sue opere e i suoi libri d’artista e offrendo una preziosa testimonianza del contesto socio-culturale dell’epoca.
I saluti istituzionali saranno affidati a Marzia Dina Pontone, Direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino
Mara Martellotta
Nel pomeriggio di lunedì 20 aprile il Castello di Adelaide – Museo Civico ha accolto il Principe Aimone di Savoia, Duca di Aosta, per una visita alla mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere”, a Susa, e al percorso permanente del Museo Civico.
Ad accompagnare il Principe, il Direttore del Castello, Stefano Paschero, l’Assessora alla Cultura della Città di Susa, Cinzia Valerio, il Comandante dei Carabinieri LGT, Carlo Mostratisi e la professoressa Gemma Amprino Giorio. La visita ha preso avvio dalla mostra temporanea curata da Stefano Paschero e Claude Duffour, che presenta per la prima volta in Italia oltre 40 pezzi originali della collezione “Savoie.live di Ancy”, documenti, sigilli, ritratti e testimonianze iconografiche che ripercorrono mille anni di storia del casato, dal Marchesato di Torino alle vicende risorgimentali.
Il Principe si è poi soffermato nelle sale del Museo Civico, dalla fondazioni romane del Castello alla Storia Naturale, fino alla sezione dedicata alla Valle di Susa e al Risorgimento. La mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere” è visitabile al Castello di Adelaide, al Museo Civico, fino al 24 maggio 2026.
Mara Martellotta
La Reggia di Venaria ha ospitato la 25esima Aseemblea Generale dell’ARRE – Associazione delle Residenze Reali Europee alla presenza di S.A.R. il Principe Aimone di Savoia-Aosta
Il 20 e 21 aprile la Reggia di Venaria ha ospitato la 25esima Assemblea Generale dell’ARRE – Associazione delle Residenze Reali Europee, un prestigioso evento che coinvolge 36 istituzioni culturali internazionali, in rappresentanza di 13 Paesi responsabili della gestione di oltre cento tra castelli e palazzi iconici in Europa. Questa rete unica in Europa mira a migliorare la gestione e la conservazione delle Residenze Reali Europee, che accolgono oltre 50 milioni di visitatori ogni anno, e ad accrescere il loro profilo internazionale. Durante i lavori, sono state condivise le iniziative delle singole residenze, e decise le strategie comuni da attuare l’anno successivo.
Nella serata di lunedì 20 aprile scorso, alla cena di gala inaugurale, ha presenziato S.A.R. il Principe Aimone di Savoia-Aosta, VI Duca d’Aosta e parente del Duca di Savoia Carlo Emanuele II, il quale fece costruire questa Reggia nel XVII secolo per la sua seconda moglie, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.
In giornata, il Duca d’Aosta si era recato a Susa per visitare la mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere”, allestita nel maniero dove, nel 1046, la sua antenata Adelaide di Torino sposò in terze nozze Oddone di Savoia, quartogenito Umberto I Biancamano, fondatore della dinastia sabauda, permettendo ai Savoia di compiere il primo passo del lungo cammino che il 17 marzo 1861 avrebbe portato alla proclamazione del Regno d’Italia. Il Principe, tornato così a Venaria un anno dopo l’iniziativa che lo vide partecipe lo scorso maggio, della presentazione al pubblico del servizio da tè che i Duchi d’Aosta donarono alle istitutrici dei giovani principi Aimone e Amedeo nel 1907, oggi esposto nel percorso di visita del Castello della Mandria. Lo scorso ottobre, Aimone si era recato, invece, al Museo della Cavalleria di Pinerolo e al Circolo Ufficiali di Torino.
Mara Martellotta