ilTorinese

Amichevole a Los Angeles, Real Madrid -Juventus 2-0

Benzema
Asensio

Il Real Madrid campione d’Europa di Carlo Ancelotti ha battuto la Juventus 2-0 in un’amichevole disputata al Rose Bowl di Los Angeles, in California,di fronte a 90mila spettatori.
A decidere l’incontro sono state le reti di Benzema e Asensio.Il fortissimo
attaccante francese era riuscito ad andare a segno già al diciottesimo secondo, ma l’arbitro ha annullato per fuorigioco di Valverde. Al 19’minuto mette a segno il gol che sblocca il risultato trasformando un rigore che si era procurato Vinicius Jr, atterrato in area da Danilo. Il secondo gol di Asensio è arrivato al 69′, su un perfetto passaggio telecomandato di Jesus Vallejo. I bianconeri di mister Allegri,ancora imballati per la preparazione atletica precampionato, sono stati pericolosi in pochissime occasioni, compresa la traversa colpita nel primo tempo da Vlahovic su punizione.Non pervenuto Di Maria.

Formazioni

Real: Courtois; Carvajal, Alaba, Militao, Mendy; Modric, Casemiro, Kroos; Valverde, Benzema, Vinicius. A disposizione: Lunin, Luis Lopez, Canizares, Vallejo, Nacho, Hazard, Asensio, Borja Mayoral, Odriozola, Lucas Vazquez, Tchouameni, Ceballos, Rodrygo, Rudiger, Mariano, Camavinga, Tobias, Latasa.

Juve: Perin, Danilo, Bonucci, Bremer, Alex Sandro; Zakaria, Locatelli, Fagioli; Di Maria, Vlahovic, Kean. A disposizione: Pinsoglio, Garofani, Cuadrado, Rovella, Gatti, Pellegrini, Rugani, Barbieri, Soulé, Aké, Cudrig, Da Graca.

Enzo Grassano

Incidente in moto. Muore titolare di pizzeria

A Collegno in un incidente con un’auto avvenuto in via Terracini, nel quartiere Borgata Paradiso è morto un motociclista. Si chiamava Fabrizio Fochi, 58 anni, molto conosciuto, gestiva la  pizzeria del Campo Volo di Collegno. In molti gli hanno dedicato  un ricordo sui social. La dinamica del sinistro è al vaglio della polizia municipale.

 

Il pittore astratto Demarchi ritorna con una mostra monografica al Museo Diocesano

Il pittore astratto Roberto Demarchi ritorna con una mostra monografica ospitata al Museo Diocesano di Torino presso il Duomo, dal titolo “Origine’, di carattere veterotestamentario, visitabile dal 15 settembre prossimo

 

Atteso ritorno del pittore torinese Roberto Demarchi con una mostra che sarà visitabile dal 15 settembre al 14 novembre prossimi presso gli spazi del Museo Diocesano, allestito nella cripta del Duomo di Torino, la cattedrale di San Giovanni Battista, nell’omonima piazza.
Roberto Demarchi torna, così, protagonista di una mostra monografica a Torino, dal titolo ‘Origine’ e di tema veterotestamentario. Si tratta dell’esposizione di sedici tavole su legno dedicate alla prima parte “Origine” del tema sconfinato del viaggio dell’essere umano “Dall’origine alla salvezza”.
Le tele sono dedicate a episodi e personaggi dell’Antico Testamento: ”La caduta di Lucifero”, “La creazione di Adamo”, “La creazione di Eva”, “L’ albero della conoscenza”, “Cacciata dall’Eden”, “Caino e Abele”, “La riconciliazione dopo il diluvio”, La torre di Babele”, “Abramo e la Fede”, “Abramo sotto le stelle”, “Il sacrificio di Isacco”, “La scala di Giacobbe”, “Mosè e il roveto ardente”, Mosè e le tavole della Legge”, La morte di Mosè”, “Il profeta Elia”.
La seconda antologica, ideale prosecuzione della prima, sarà organizzata negli stessi spazi del Museo Diocesano nel 2023, in data ancora da definire, e avrà quale titolo “Salvezza”, dedicata ai temi neotestamentari.
“È quella di Demarchi – spiega il professor Claudio Strinati nella presentazione – un’astrazione quale fattore visivo germinale della vibrazione luminosa e della configurazione di figure geometriche, cariche di senso recondito, ma non inattingibile; e quel senso va ricercato proprio nell’intento dell’artista di conferire una forma congruente a questioni di carattere etico, determinanti per il nostro essere e per il nostro vivere”.
Il percorso artistico di Roberto Demarchi, nato a Torino nel 1951, città dove ha compiuto studi classici e di architettura, inizia piuttosto precocemente, perfezionandosi, a partire dal 1966, sotto la guida del pittore torinese Riccardo Chicco. La sua prima mostra ebbe luogo nel 1969 presso la galleria Cassiopea di Torino, con la presentazione da parte del critico e storico dell’arte Angelo Dragone.
Demarchi è stato docente di storia dell’arte contestualmente all’esercizio della professione di architetto, coltivando, nel corso degli anni, anche un attento studio della filosofia, della letteratura e della musica.
All’inizio degli anni Novanta a Torino fu protagonista di una mostra dal titolo “Alogia”, un “percorso nel buio della coscienza e della memoria”, che segnò il passaggio da un linguaggio figurativo, attento alla potenzialità espressiva di materiali e tecniche inusuali, all’astrazione, che ebbe la sua espressione nel successivo ciclo “Peri Physeos” del marzo 2001. Qui, con un linguaggio pittorico binario rigorosamente ridotto all’uso di quadrati e rettangoli, l’artista riflette sul momento aurorale del pensiero occidentale e, in particolare, su quello dei filosofi presocratici. Su questo suo lavoro pittorico viene presentata un’ampia monografia a Roma, in Campidoglio, nel 2003, e a Torino a palazzo Bricherasio (editore Concetti). Alla stesura di questa monografia hanno contribuito alcuni tra i massimi esponenti europei della letteratura, poesia e filosofia, tra cui Zanzotto, Bonnefoys, Kunert, Raboni, Patrikios e Severino.
Da allora in poi la ricerca di Demarchi si è declinata sulle opere del poeta tragico Eschilo e sull’interpretazione e rappresentazioni veterotestamentarie e tratte dal Nuovo Testamento. Nel 2007 si tenne presso l’Archivio di Stato di Torino la mostra “Genesi”, curata da Enrico Paolucci, già direttore degli Uffizi di Firenze e già direttore dei Musei Vaticani, che avrebbe poi curato, tra il 2008 e il 2009, la mostra di Demarchi intitolata “Genesi del Mondo e Genesi dell’Arte”, nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.
Nell’aprile 2011 Claudio Strinati presentò, alla Biblioteca Ambrosiana a Milano, il trittico dedicato alla Passione secondo Matteo, riflessione in astrazione sull’omonima opera di J.S. Bach.
Una interessante pubblicazione dell’artista è stata quella risalente al 2013, per i tipi Allemandi, del volume sulla Tempesta, in cui Demarchi ha proposto un’innovativa lettura cronologica del noto dipinto del Giorgione, accompagnata da una sua interpretazione in astrazione.
Una successiva mostra, tenutasi nel 2014, inaugurata presso l’Istituto Italiano di Cultura, Ministero degli Esteri a Tokyo, è stata quella intitolata “Haiku”, comprendente 17 dipinti capaci di restituire, con un linguaggio pittorico astratto, altrettanti componimenti poetici giapponesi.
Dal 9 luglio al 17 settembre 2016 la Fondazione Bottari Lattes organizzò una triplice mostra delle opere dell’artista, dal titolo Forma, materia e spirito”, a palazzo Tovegni a Murazzano, nello spazio Don Chisciotte a Torino e nella sua sede di Monforte. Nel luglio 2018 veniva pubblicato il libro di Demarchi intitolato “La moneta di Caravaggio “, con la prefazione di Claudio Strinati, disvelamento di un’inedita scoperta da parte di Demarchi di un particolare della “Vocazione di Matteo” di Caravaggio.
Le ultime esposizioni dell’artista sono state, nel novembre 2018, presso l’Archivio di Stato di Torino, dal titolo “Alle radici”, e la successiva mostra antologica dal titolo “Il Rinascimento ritorna”, nella storica sede fiorentina del Convitto della calza.

Mara Martellotta

Gli eventi della prossima settimana per il Giaveno Summer Village

Eventi dal 1° agosto al 7 agosto

Martedì 2 agosto

Ore 21 parco comunale cinema “Spirit il Ribelle”. Ingresso libero.

Mercoledì 3 agosto

INIZIA AGNOLOT E TAJARIN, a cura dell’Aib Locale – ogni sera fino al 10 agosto dalle 19,30.

Ore 21 parco comunale cinema “Sonic the hedgehog”

Giovedì 4 agosto

Ore 21 parco comunale cinema “Dolittle”

Venerdì 5 agosto

Ore 21 parco comunale Marco e Mauro “Ri-badola”

Sabato 6 agosto

Ore 21 parco comunale Miss Italia

Domenica 7 agosto

Ore 21 parco comunale ballo sotto le stelle con Niccolò Nicata

 

Festival Alta Felicità: il Siulp: “un bel pretesto per dare sfogo alla violenza”

Pietre, bombe carta, liquidi infiammabili, masserizie contro le Forze dell’Ordine a San Didero. 

Una guerriglia annunciata e al momento si contano  almeno 12 feriti tra le forze dell’ordine.
Un “plauso” al Sindaco di Torino per la sua disarmante inadeguatezza grazie alla quale attraverso il sito del comune di Torino qualcuno ha pensato bene di annunciare l’iniziativa degli antagonisti NO TAV, promotori ed organizzatori del Festival. Un Festival che vede da anni cantanti esibirsi a favore di iniziative di gruppi antagonisti, autori di scellerati e devastanti scontri.
Finché le Istituzioni non si dissoceranno in modo chiaro e inequivocabile nei confronti di queste frange estremiste, la violenza continuerà a farla da padrona e le forze dell’ordine continueranno a mietere feriti per la difesa della TAV.
Non è sufficiente manifestare il proprio sdegno verso gli scontri alimentati da questi antagonisti, ormai arcinoti a tutti, se poi alle parole non seguono fatti concreti che dimostrino intransigenza e impongano una volta per tutte la  chiusura dei Centri dove si tramano questi atti contro lo Stato e le forze dell’ordine.
La questione climatica è troppo importante e delicata per essere mortificata da soggetti il cui unico scopo e ordire azioni violente di guerriglia contro chi rappresenta lo Stato.
Grande solidarietà alle forze dell’ordine i quali con l’alta professionalità che li contraddistingue si oppongono a rischio della loro incolumità a questi professionisti del disordine.
Il SIULP non intende continuare passivamente a vedere i suoi lavoratori trattati come meri bersagli dell’odio di questi criminali. La risposta deve essere ferma. Da anni i campeggi e i presidi, che sono le basi operative per attività di carattere eversivo andavano rimossi e vietati, ma nulla viene fatto in modo definitivo.

Il Segretario Generale del Siulp di Torino Eugenio Bravo

Disabilità, Molinari (Lega) “stanziati 7,6 milioni per l’assistenza agli alunni con disabilità in Piemonte”

“Sono circa 7,6 milioni di euro, quelli destinati grazie all’impegno e al lavoro del ministro per le Disabilità, Erika Stefani, per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità. Siamo orgogliosi di questo impegno, e delle politiche attuate dalla Lega al governo: ancora una volta dimostriamo con i fatti il nostro impegno a non lasciare indietro nessuno, soprattutto i giovani con disabilità, e le loro famiglie, che vanno sostenute con ogni risorsa possibile”.  Lo dichiara il capogruppo della Lega Riccardo Molinari, coordinatore della Lega in Piemonte.

Marilyn, una “notte speciale” per ricordare la scomparsa della “diva delle dive”

“Forever MARILYN Special Night”

Giovedì 4 agosto, dalle 19 alle 23

Certo, alla “Palazzina di Caccia di Stupinigi”, dove dagli inizi di luglio e fino al 18 settembre prossimo, è in corso la mostra “Forever Marilyn”in occasione dei sessant’anni dalla scomparsa dell’eterna icona di bellezza del cinema americano, l’anniversario non poteva non essere ricordato e celebrato. L’appuntamento è per giovedì 4 agosto. Fu, infatti, nella notte fra il 4 ed il 5 agosto del 1962 che Norma Jeane Mortenson Baker, in arte Marilyn Monroe (“la bellissima bambina”, come l’aveva chiamata Truman Capote, che per lei scrisse il racconto “Colazione da Tiffany”, trasformato poi da Hollywood nel mitico film interpretato da Audrey Hepburn) fu trovata dalla governante Eunice Murray nel suo letto priva di vita al 12305 di Fifth Helena Drive a Brentwood – Los Angeles. Marilyn aveva solo 36 anni. Il fatto suscitò il clamore e l’interesse dell’opinione pubblica mondiale. Da subito infatti quella morte apparve avvolta in un fitto mistero, abitato da tanti personaggi “sbagliati” e famosi (celebrità di cui appena si potevano sussurrare i nomi), e che ancora oggi, a sessant’anni di distanza, resta senza certezze assolute. Suicidio? Omicidio? Complotto? Mentre la versione ufficiale dichiarò il suicidio per un mix di barbiturici, tante furono le tesi controverse sul suo decesso, tra cui morte per omicidio commissionato da Robert Kennedy (suo ultimo amante; nelle ridda delle voci comparve anche il nome di Peter Lawford, attore e cognato di Kennedy) e commesso da Ralph Greenson – psichiatra di Marilyn – con un’iniezione letale; oppure omicidio perpetrato nientemeno che dalla mafia di Chicago per vendicarsi dei Kennedy. Molte domande, nessuna risposta. E indagini forse non sempre limpide, come avrebbero dovuto e potuto muoversi. Una cosa è certa. La sua morte sconvolse il mondo. Al punto che una settimana dopo si registrò un’impennata di suicidi: nella sola città di New York ben dodici nello stesso giorno. “Se la più meravigliosa cosa nel mondo non ha avuto niente per cui valesse la pena vivere, allora neanch’io”, lasciò scritto in un biglietto una vittima. E poco più di dieci anni dopo Elton John dedicò alla scomparsa di Marilyn la celebre “Candle in the Wind” per celebrare la fragilità della donna-attrice; brano solo successivamente riadattato per commemorare la principessa Diana.

Fatto è che, da quella tragica notte del 1962, il mito – Marilyn è rimasto immutato, eterno. Come il sorriso nelle sue foto (alcune iconiche come quella, vestito svolazzante, sulla metropolitana di New York nella pellicola di “Quando la moglie è in vacanza”) scattate – a colori e in bianco e nero – dall’amico storico Sam Shaw ed esposte in mostra a Stupinigi accanto ad oltre ottanta memorabilia originali (articoli di bellezza, abiti, scarpe, oggetti di scena e perfino quattro bigodini che ancora conservano, oggetto di venerazione, un suo capello biondo) raccolti da Ted Stampfer, il maggior collezionista al mondo di cose “di” e “su” Marilyn. Foto e concreti ricordi, cui giovedì 4 agosto, ci si potrà avvicinare e goderne la suggestione amplificata dal tempo, proprio partecipando alla “special night”, organizzata da “Next Exhibition” (promotrice della mostra) per commemorare Marilyn nel 60° della scomparsa. Per l’occasione, la rassegna, dopo la chiusura delle 18, riaprirà dalle 19 alle 23, con ultimo ingresso alle ore 22. Nel viale antistante la “Palazzina” di Stupinigi (piazza Principe Amedeo 7, Nichelino-Torino) verranno esposte delle bellissime auto americane in collaborazione con il partner della mostra “West Custom Italy” e ulteriore protagonista dell’evento la motrice di un camion interamente brandizzata “a tema Marilyn” con luci e musica, opera customized da Andrea Sandrone.

Per accompagnare la visita sarà a disposizione del pubblico anche un “corner food and drink”, in collaborazione con “GusTo Italia” per chi volesse gustare una bibita fresca o un piatto in stile americano.

E’ possibile acquistare i biglietti per la serata già in prevendita con il circuito “Ticket Master”. Sarà anche attiva la biglietteria della mostra la sera dell’evento. Biglietto intero: 12 euro. Biglietto ridotto (partnersunder 12 anni, over 65 e studenti universitari): 10 euro

Per ulteriori informazioni e/o per prenotazione gruppi è possibile scrivere all’indirizzo e-mail: info@forevermarilyn.it

g.m.

Nelle foto:

–       Sam Shaw: da “Quando la moglie è in vacanza”

–       Sam Shaw: “Marilyn Monroe”

–       “Motrice Marilyn”

 Urbanistica, Grimaldi (LUV): se le fondamenta e i materiali sono sbagliati, crolla tutto

“Della semplificazione urbanistica di Marin è rimasto solo qualche calcinaccio, il Governo non si è limitato a impugnare la norma che abbiamo tanto contestato, l’ha letteralmente demolita: i rilievi riguardano ben 19 articoli – 3, 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 16, 18, 19, 20, 21, 34, 36, 40, 41, 47 e 48 – che, secondo il Governo, intervenendo indiscriminatamente sulla disciplina urbanistica ed edilizia regionale vigente determinano la violazione di norme statali nonché degli articoli 117, 9 e 32 della Costituzione, che riconoscono quali valori imprescindibili della Repubblica, rispettivamente, la tutela dell’ambiente e del paesaggio e quella della salute, e infine del principio di ragionevolezza di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione. La sciagurata Lega, capitanata dal corsaro Marin, con il silenzio assenso di ‘Tele Cirio’ ci ha inchiodati tredici mesi in commissione e tre mesi in aula per produrre una (fuori)legge che ci è sempre apparsa una totale deregulation, in contrasto con ogni tipo di logica che non fosse quella del ‘fai cosa vuoi e dove vuoi'” – cosi Marco Grimaldi, Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Marin e i suoi compari volevano ricostruire edifici non più esistenti o rendere abitabili vani la cui altezza minima li avrebbe resi del tutto insalubri, un’idea di urbanistica superata già nel 1942 o anche prima. I regolamenti edilizi comunali avevano in molti casi già introdotto un obbligo generalizzato di licenza edilizia persino prima della legge n. 1150 del 1942, ma forse Marin non lo sapeva. La deroga sistematica e generalizzata agli strumenti urbanistici, si legge nelle motivazioni dell’impugnativa, comporta la violazione dei principi concernenti la generale necessità di pianificazione del territorio e il rispetto degli standard urbanistici, ma non solo: la scelta della Regione di assumere iniziative unilaterali e reiterate, al di fuori del percorso di collaborazione già proficuamente concluso con lo Stato mediante l’approvazione del Piano paesaggistico del 2017, si pone in contrasto anche con il principio di leale collaborazione che impone alle parti che sottoscrivono un accordo ufficiale in una sede istituzionale di tener fede a un impegno assunto. Queste parole sono una vergogna per la nostra Regione: come nell’edilizia, se le fondamenta sono mal costruite, le misure sbagliate e i materiali scadenti, crolla tutto” – conclude Grimaldi.

 

Il Gruppo Iren cresce nella produzione energetica green

Con Iren Green Generation – società dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili – e vengono acquisiti ulteriori due progetti ready to build per una capacità complessiva di 30MW

 Iren S.p.A. ha sottoscritto gli accordi vincolanti per l’acquisizione – attraverso la società interamente controllata Iren Green Generation – di autorizzazioni e dei diritti sui terreni per lo sviluppo di due impianti fotovoltaici di potenza complessiva pari a 29,9 MWp siti nel sud Italia per una produzione di circa 50 GWh all’anno.

La costituzione di Iren Green Generation, la nuova area di business del Gruppo dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili, conferma la direzione intrapresa dal Piano Industriale Iren@2030 con l’obiettivo di raggiungere una nuova capacità rinnovabile installata di 2,2 GW in arco piano.

Il prezzo di acquisizione delle autorizzazioni è pari a complessivi 6,1 milioni di euro e gli impianti, una volta in esercizio, genereranno un EBITDA complessivo medio atteso di circa 2,2 milioni di euro all’anno.

Aumentare la produzione di energia rinnovabile grazie all’installazione di nuovi impianti è un obiettivo strategico per Iren – afferma Luca Dal Fabbro Presidente di Iren –ed assume un valore rilevante anche per l’intero Paese, nell’ottica di riduzione della dipendenza da fonti fossili sempre più costose e scarse e come azione concreta per ridurre le emissioni inquinanti”.

La recente acquisizione – commenta Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren – è un ulteriore passo avanti nel rafforzare il posizionamento del Gruppo nel settore strategico delle rinnovabili e che ci rende sempre più confidenti di accelerare il raggiungimento dei target previsti nel Piano industriale”.

Merlo: Questione sociale, Conte il nuovo Donat-Cattin? Non scherziamo

“Nell’epoca del trasformismo e del ‘nulla della politica’, per dirla con una felice battuta del passato di Mino Martinazzoli, possiamo anche assistere al fatto che il capo dei 5 stelle, Giuseppe Conte, aspira a diventare l’alfiere e il protagonista della nuova ed ennesima ‘questione sociale’ che attraversa il nostro paese. Ovvero, il principale interprete politico delle difficoltà innescate da una profonda ed ennesima crisi sociale. Una sorta, per farla breve, di un nuovo Carlo Donat- Cattin della politica italiana, lo storico leader politico della ‘sinistra sociale’ della DC.
Ora, che in un’epoca ancora dominata, purtroppo, dal trasformismo politico tutto sia possibile è fuori discussione. Ma il tutto deve avere un limite. E cioè, anche il più disinvolto trasformismo non può oltrepassare certi limiti. E la questione sociale, purtroppo di nuovo centrale nelle dinamiche concrete della nostra società, non può non essere affrontata anche e soprattutto da chi continua a restare fedele nella politica italiana alla tradizione cattolico sociale e cattolico popolare. Il trasformismo politico non può essere una ricetta credibile per tutte le stagioni. Lo è quando la politica va in crisi e scompare. Ma tramonta quando la politica stessa, e di conseguenza i partiti con le relative culture politiche, ritornano centrali e protagonisti.
Ecco perchè la sinistra sociale di ispirazione cristiana di Carlo Donat-Cattin e di tanti altri leader e statisti del passato non può essere paragonata o confusa con il trasformismo contemporaneo”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro-Mastella’. 30 7 2022