“Nell’epoca del trasformismo e del ‘nulla della politica’, per dirla con una felice battuta del passato di Mino Martinazzoli, possiamo anche assistere al fatto che il capo dei 5 stelle, Giuseppe Conte, aspira a diventare l’alfiere e il protagonista della nuova ed ennesima ‘questione sociale’ che attraversa il nostro paese. Ovvero, il principale interprete politico delle difficoltà innescate da una profonda ed ennesima crisi sociale. Una sorta, per farla breve, di un nuovo Carlo Donat- Cattin della politica italiana, lo storico leader politico della ‘sinistra sociale’ della DC.
Ora, che in un’epoca ancora dominata, purtroppo, dal trasformismo politico tutto sia possibile è fuori discussione. Ma il tutto deve avere un limite. E cioè, anche il più disinvolto trasformismo non può oltrepassare certi limiti. E la questione sociale, purtroppo di nuovo centrale nelle dinamiche concrete della nostra società, non può non essere affrontata anche e soprattutto da chi continua a restare fedele nella politica italiana alla tradizione cattolico sociale e cattolico popolare. Il trasformismo politico non può essere una ricetta credibile per tutte le stagioni. Lo è quando la politica va in crisi e scompare. Ma tramonta quando la politica stessa, e di conseguenza i partiti con le relative culture politiche, ritornano centrali e protagonisti.
Ecco perchè la sinistra sociale di ispirazione cristiana di Carlo Donat-Cattin e di tanti altri leader e statisti del passato non può essere paragonata o confusa con il trasformismo contemporaneo”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro-Mastella’. 30 7 2022
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