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Valle- Sarno (PD): “Assessore Poggio in ritardo sui bandi”

in POLITICA

Da Palazzo Lascaris / Nel corso della Commissione cultura di oggi l’Assessora Poggio ha indicato per venerdì la data in cui verranno assegnate le risorse alla direzione cultura.

 

Solo dalla prossima settimana potranno quindi essere adottati tutti gli atti conseguenti e necessari all’uscita dei bandi e al finanziamento delle convenzioni: difficilmente, dunque, i bandi usciranno entro la fine di ottobre com’era stato promesso solo qualche settimana fa al presidio davanti a Palazzo Lascaris.
Un ritardo insostenibile alla luce dell’emergenza Covid che si è abbattuta su questo settore più che su altri. La scelta di questa Giunta è stata di non offrire al settore risorse straordinarie, di straordinario c’è solo questo ritardo che rischia di mettere in pericolo le erogazioni degli anticipi, specie con le difficoltà a cui andiamo incontro.
Anche su altri aspetti siamo fermi come da inizio legislatura: sostegno allo spettacolo da vivo, la rete delle residenze sabaude e la rete delle biblioteche, in particolare il collegamento tra quelle di Torino e quelle della Provincia. L’emergenza Covid non può fermare tutto, soprattutto non può fermare la programmazione e gli indirizzi politici da continuare a sviluppare anche per superare l’emergenza di questi mesi.

Daniele Valle – Vicepresidente Commissione Cultura del Consiglio regionale del Piemonte
Diego Sarno – Portavoce Pd Commissione Cultura del Consiglio regionale del Piemonte

Il Covid e i sindaci

in Rubriche

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni/ Ancora una volta il Covid sconvolge tutto. Nell’ ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri veniva delegata ai Sindaci la possibilità di chiudere quartieri e zone della loro città per combattere la pandemia

 

Si trattava della scelta più democratica ed anche più opportuna possibile.
Ma i Sindaci, Appendino in testa, si sono ribellati a questa ipotesi, ritenendola uno scaricabarile del governo su di loro. Forse per i Sindaci ha giocato anche l’indice di popolarità che avrebbero dovuto rischiare chiudendo.

A me è apparso un rifiuto che evidenzia la mancata assunzione di responsabilità da parte dei Sindaci che hanno rifiutato quanto previsto dal governo,una gravissima mancanza di responsabilità, specie se consideriamo il momento drammatico che dovrebbe farci sentire tutti solidali ed uniti.

 

La conclusione della vicenda appare paradossale perché ,pur senza nominarli, saranno i prefetti a surrogare i Sindaci. Luigi Einaudi scrisse un celebre articolo dal titolo “ Via i prefetti “ in cui si contestava il potere centralista dei prefetti come organo del governo. In uno stato liberale non ci dovevano essere poteri prefettizi di tipo napoleonico, secondo Einaudi.

Per decine di anni si sono erosi i poteri dei prefetti, a partire dall’azzeramento delle Giunte provinciali amministrative che controllavano le spese dei comuni. Il potere dei prefetti veniva visto di malocchio da tanti,in particolare dalla sinistra.
Oggi, di fronte alla pandemia,  sindaci irresponsabili e pavidi ripristinano di fatto il potere dei prefetti. Verrebbe voglia di dire “Via i sindaci.”

 

scrivere a quaglieni@gmail.com

Ztl e strisce blu, Magliano: “Chiedo la sospensione fino a fine emergenza“

in POLITICA
ZTL de Turin

Misura necessaria per sostenere il commercio del centro cittadino messo alle corde dalla crisi e anche per evitare un eccesso di affollamento a bordo dei mezzi pubblici: la mia richiesta in Consiglio Comunale con una mozione.”

Si proroghi almeno fino a gennaio 2021 (non solo fino a fine ottobre) e comunque fino alla fine dell’emergenza la sospensione della ZTL e si esonerino i torinesi dal pagamento del posteggio in zona blu: lo chiedo con una mozione in Consiglio Comunale. Il commercio cittadino – e non solo il commercio – sta pagando un prezzo salatissimo per l’emergenza in corso e considero fondamentale, da parte del Comune di Torino, agire per assicurare una ripresa del giro d’affari nelle cruciali settimane prenatalizie. Le misure anti-COVID stanno cambiando in maniera radicale e probabilmente irreversibile le nostre abitudini personali e professionali. L’effetto della diffusione dello smart working su locali, bar e negozi del centro cittadino è in molti casi drammatico. Vogliamo inoltre evitare che i mezzi pubblici tornino a essere affollati oltre un livello gestibile e desideriamo permettere anche alle famiglie numerose di accedere facilmente ai quartieri centrali della città. La politica colga il senso dei tempi che stiamo vivendo e abbia il coraggio di apportare le misure necessarie.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Uomo e donna. La veglia di #restiamoliberi

in POLITICA

Riceviamo e pubblichiamo/ “Alla politica il popolo di #restiamoliberi chiede a gran voce di cestinare il ddl Zan”

Piazza Paleocapa, zona Porta Nuova ore 21 del 18 ottobre u.s.: scenario adeguato per una composta e silenziosa veglia organizzata da #Restiamo liberi, aggregato di associazioni, movimenti, persone che protestano contro l’approvazione del DDL Zan, calendarizzato alla Camera per il 20 ottobre ed ora rinviato causa COVID.

La discussione del ddl Zan verte sulla cosiddetta “omotransfobia”, un testo legislativo che si propone di punire le violenze e le discriminazioni nei confronti di chi prova attrazione per lo stesso sesso o di chi vive con disagio il proprio sesso biologico.

Questo provvedimento è quantomeno inutile perché il nostro ordinamento giuridico punisce già qualsiasi tipo di violenza, prevedendo anche aggravanti ove eventualmente necessarie. Perché allora questa legge?

Con il ddl Zan, dichiarare di essere contrari alla legge sulle cosiddette unioni civili o all’educazione gender nelle scuole o affermare – come la scienza insegna – che nessuna persona può realmente cambiare sesso, saranno considerate “affermazioni omofobe” e saranno quindi passibili di denuncia e di relativa condanna. In gioco quindi c’è la libertà di espressione, ma soprattutto la possibilità di affermare pubblicamente la verità sull’autentica natura dell’uomo.

Negli ultimi mesi i media hanno riportato diversi episodi di presunta violenza classificandoli come “omofobi”, tuttavia molti di questi avvenimenti si sono alla prova dei fatti rivelati inconsistenti: fake news strumentali che i media non hanno però provveduto a smentire.

In ogni caso oggi già esistono tutti gli strumenti per intervenire contro qualsiasi atto violento, che è punibile, con l’aggravante dei futili motivi, secondo il codice penale italiano.

È chiaro allora che il ddl Zan è un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e poi si “rieducherà” come previsto dal testo stesso) chi si esprimerà in modo “non allineato” sui temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità sessuale umana.

A Torino 46 persone sono rimaste in piedi per un’ora in silenzio, con un libro in mano, per dimostrare il loro dissenso. Forze dell’ordine erano presenti pronte ad intervenire in difesa di questo elementare diritto in passato violentemente contestato.

Le circostanze possono indurre allo scoraggiamento. La veglia intende invece ricordare che non c’è legge positiva che possa cambiare la verità della natura umana e che questa prevarrà sempre!

Durante la veglia è stato letto anche il seguente appello:

«Alla politica il popolo di #restiamoliberi chiede a gran voce di cestinare il ddl Zan.

All’opposizione, chiediamo una presa di posizione netta e un NO compatto al momento del voto. Alla maggioranza, chiediamo di fermarsi poiché la libertà di espressione non ha colore politico e riguarda tutti.

Al Presidente della Repubblica, chiediamo una vigilanza concreta, affinché non permetta l’approvazione di un testo che va contro la Costituzione».

La mobilitazione ha avuto luogo anche in altre città e continuerà per tutto il mese di novembre.

Il popolo di #restiamoliberi-Piemonte

Governo, Ruffino (Fi): “Ok sul fisco, ma tutto il resto?”

in POLITICA

Dichiara l’on. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia:

Sei mesi di battaglie da parte del centrodestra, alla fine il governo ha capito che andavano sospese le cartelle esattoriali fino alla fine dell’anno. Stesso discorso vale per la decontribuzione sui nuovi assunti under 35 e 5,7 miliardi di decontribuzione per le imprese del Sud. Fin qui le buone notizie. Quanto al resto, il governo è rimasto prigioniero della sua indeterminatezza. La manovra annunciata è imponente nella sua dimensione, ma i soldi corrono attraverso mille canali e non sempre per raggiungere obiettivi validi. Un esempio: 4 miliardi aggiuntivi per la sanità per fronteggiare la pandemia. Una cifra largamente insufficiente per tamponi, assunzioni di personale sanitario, riorganizzazione degli ospedali. Quei 4 miliardi sarebbero stati preziosi per rafforzare la decontribuzione per le imprese mentre alla sanità avrebbero recato benefici notevoli i 36 miliardi del Mes. Le opposizioni torneranno a insistere su questo punto alla prima occasione parlamentare, perché prima o poi il presidente del Consiglio dovrà venire in Parlamento.

+Europa: “commissione Covid, dire no grave errore”

in POLITICA

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di Igor Boni (presidente Radicali italiani) e Marco Cavaletto (coordinatore gruppo +Europa Torino):

“Avevamo chiesto esplicitamente l’apertura di una commissione d’inchiesta regionale, non per additare al pubblico ludibrio responsabili del fallimento nella gestione della prima ondata, ma per individuare gli errori da non ripetere. La maggioranza ha rifiutato di aprire la commissione, arroccata in difesa e sperando non vi fosse una seconda ondata. Oggi il sistema delle asl è al collasso e la sanità nel suo complesso versa in gravissima difficoltà,  non solo per il covid ma per mesi persi nell’inerzia più totale. Oggi quel rifiuto sdegnoso ha un costo politico perché si è trattato di un errore imperdonabile di cui Cirio e Icardi in primis devono assumersi piena responsabilità”.

Covid, Pd: “numeri e dati non possono nascondere le falle”

in POLITICA

“Finalmente, dopo numerosi solleciti, si è tenuta l’informativa della Giunta regionale su come la Regione Piemonte si è preparata a affrontare la seconda ondata della pandemia da Covid-19.

 

E’ intervenuto il Presidente Cirio che ha toccato tutti i temi compreso quello sanitario, commissariando di fatto l’Assessore alla Sanità Icardi, dettagliando con tabelle i numeri delle terapie intensive, dei DPI, delle contrattualizzazioni di personale. Tuttavia, nonostante la capacità comunicativa del Presidente della Giunta regionale, dobbiamo sottolineare che i numeri e i dati non possono nascondere le falle di un servizio che non funziona” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo.

“La Giunta Cirio – prosegue Gallo – ha dimostrato nell’affrontare la seconda fase della pandemia chiari problemi organizzativi, a partire dai tamponi processati la cui media quotidiana continua a essere decisamente bassa e di difficile accessibilità. A pagare le spese della disorganizzazione sono i bambini, sono i cittadini in coda per riuscire a sottoporsi a tampone o in attesa di essere chiamati”.

“Sul tema dei tamponi” commenta il Vice Presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi (Pd) “Anche in questo caso, infatti, Cirio dimostra di non aver colto quale sia il vero problema piemontese, confermando che il numero al ribasso di test operati in Piemonte non sia dettato da un problema di capacità laboratoriale, ma di (in)capacità organizzativa: i laboratori ci sono e sono operativi, ma non li facciamo lavorare a pieno regime, non perché non riusciamo a processare  abbastanza tamponi, ma perché, non riusciamo a farne abbastanza”.

“Inoltre – aggiunge Rossi – non è stato fornito nessun dato sui tempi, sempre più lunghi che intercorrono tra la segnalazione di un soggetto presumibilmente contagiato, la somministrazione del tampone, il suo risultato e l’indagine epidemiologica dei contatti. Ma se non analizziamo il problema come facciamo ad affrontarlo? Unica risposta fornita oggi è quella relativa all’accordo, da concludere, con MMG e PLS per inserire direttamente la richiesta di tampone sul sistema e per erogare quelli antigenici veloci direttamente nei loro ambulatori o nelle farmacie. Nessun accenno al potenziamento di una piattaforma digitale ancora “operatore-dipendente”, gestita solo dagli operatori delle ASL, che, però, a causa dell’aumento dei contagi, sono in tilt. In Corea del Sud hanno assunto migliaia di operatori telefonici per gestire le chiamate: siamo sicuri che non si possa fare anche da noi, fornendo una formazione specifica e sotto la supervisione di un operatore sanitario? Eppure sia al CUP sia quando chiamiamo il 118 non risponde un operatore sanitario, ma un “laico” adeguatamente formato. Perché non fare lo stesso anche per l’indagine epidemiologica Covid-19?”.

“Senza considerare – aggiungono i consiglieri – che ancora una volta nulla ci è stato comunicato sul potenziamento degli spazi drive in e degli hotspot ad accesso libero in cui recarsi per sottoporsi al tampone”

“Dopo otto mesi – concludono gli esponenti Dem  – finalmente abbiamo ricevuto delle informazioni, ma siamo molto in ritardo per le soluzioni necessarie a superare i problemi in campo”.

Totosindaco a Torino

in POLITICA

Finalmente Forza Italia cala la carta della candidatura di Claudia Porchietto, deputata e soprattutto imprenditrice ex Presidente dell’Api torinese.

 Sotto la sua Presidenza l’associazione ha avuto notevole sviluppo. Candidata alla presidenza della Provinca di Torino ed Assessore regionale al lavoro nella Giunta Cota. Indubbiamente competente con il solo limite si essere targata come berlusconiana , dunque non simpatica a Meloni e Salvini che aspettano il sì definitivo dell’ imprenditore Damilano. L’assessore  alla Sanità Icardi probabilmente lascia, criticato  perché in tempo di emergenza Covid ha preferito il viaggio di nozze. Il salviniano doc va a casa? Il Capitano ultimamente non ne azzecca una. In Europa la Meloni va con i moderati e Lui con i fasciopopulisti. Sarebbe dovuto succedere l’ opposto. Ed anche con Attilio Fontana non ha fatto una gallata.  La Lombardia, unica regione d’Italia che non ha il vaccino antinfluenzale. La proverbiale efficienza lombarda messa a dura prova. Tegola in testa  ad Enzo La Volta candidato alle primarie del PD per il Sindaco di Torino.  Dopo tre anni sono state chiuse le indagini preliminari anche per Giulio Muttoni e l‘ex senatore Stefano  Esposito. Vicenda tutta interna ad un pezzo della sinistra che non parla di toghe nere e il garantismo è  d‘obbligo. Stefano Lo Russo capogruppo Pd ex assessore si candida alle primarie per il sindaco, incassando l’appoggio di Valentino Castellani ex primo cittadino. Escludere il ritiro del Senatore Mauro Laus sarebbe arbitrario. La Sinistra sbrindellata chiede a Mauro Salizzoni di candidarsi e mi sa che pezzi della sinistra PD lo vorrebbero. Igor Boni ( radicale ) già candidato. Conclusioni: praticamente, pochissimi nel Pd vogliono Saracco, Rettore del Politecnico come Sindaco di Torino. E pare che anche nel mondo universitario ci siano molte personalità che la pensano così. I pentastellati sono oramai un ologramma.  Destra e sinistra se la giocheranno. Magari vince il meno indeciso dei  due.
Patrizio Tosetto

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Salvini e il liberalismo – Le divisioni autonome della Resistenza – Il liberalismo di Mario Vargas Llosa e la crisi italiana -Lettere

Salvini e il liberalismo
E’ ricomparso protagonista l’ex presidente del Senato Marcello Pera, liberale doc,che richiama Salvini ai valori del liberalismo e del realismo. Senza stare in Europa non si può pensare di governare in Italia e senza rifiutare radicalmente il populismo non si può pensare di creare una coalizione di centro- destra che possa vincere le elezioni. Che Salvini pretenda di essere il leader della coalizione e il leader della Lega contemporaneamente, senza smussare gli angoli, appare un’utopia. Salvini è un liberista, non è un liberale. E non è neppure un liberista vero perché ha votato provvedimenti assistenzialisti come il reddito di cittadinanza. Il suo è un movimento protestatario che non riesce ad avere una linea politica di governo. Anche all’epoca di Berlusconi premier era così. Solo Berlusconi, bene o male, riuscì a creare una coalizione vincente. Non fu però coesa e i risultati non vennero. La Rivoluzione liberale non si realizzò e il partito liberale di massa fu un semplice slogan. E’ impossibile pensare a Salvini come ad un leader liberale in Italia e in Europa . L’elettorato liberale e moderato rischia di non avere rappresentanza perché Forza Italia rischia di sparire.
Le Divisioni Autonome nella Resistenza
E’ uscito un libro che traccia la storia delle Divisioni Autonome nella Resistenza.  Una pagina dimenticata perché la Resistenza cattolica, liberale, moderata è stata cancellata dalla storiografia ufficiale e dalla realtà. La Federazione Italiana Volontari della Libertà è morente, guidata in modo improvvido da capi non all’altezza del compito loro affidato, ha consentito che venisse dimenticato un grande patrimonio di storia. Pensiamo in Piemonte ad Enrico Martini Mauri e alle sue Divisioni Alpine composte da diecimila uomini. E’ merito di Tommaso Piffer l’aver proposto in un libro edito da Marsilio le pagine eroiche scritte dagli Autonomi che ingiustamente vennero considerati in modo dispregiativo “badogliani”. Pensiamo , ad esempio, all’”Osoppo” ed alla sua storia tragica e gloriosa che ebbe contemporaneamente come suoi nemici i nazifascisti e i partigiani comunisti. Una storia della Resistenza che dia il giusto spazio agli autonomi non è ancora stata scritta . La colpa principale va individuata nella FIVL che non è stata capace di tramandare il suo passato che si richiama ai nomi di Cadorna e di Mattei . Già quando venne guidata da Taviani , essa deragliò, ritenendo l’ estremismo neo – fascista più pericoloso di quello rosso. Una vera bestialità affermata da Taviani, Ministro dell’Interno. Ho conosciuto da vicino la FIVL che via via si è appiattita sull’ ANPI. L’ unico uomo capace e deciso fu il vice       presidente nazionale Lelio Speranza, un uomo di Mauri. Morto lui , è stato l’inizio della fine.
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Il liberalismo di Mario Vargas Llosa e la crisi italiana
  Malgrado abbia avuto il Premio Nobel , non tutti ,almeno in Italia, sanno che il
peruviano Vargas Llosa è un pensatore liberale .Una rara avis nell’ America Latina dominata da preti guerriglieri , dittature militari , peronismo  demagogico e cattolicesimo sociale e socialisteggiante . Il
pensiero di Vargas Llosa si bass sulla proprietà privata e sullo Stato di diritto come fondamenti della libertà e della democrazia  . Una posizione einaudiana . Vargas Llosa scrive anche che la democrazia senza lo sviluppo
economico dura poco.
La povertà ,la disoccupazione e l’emarginazione assottigliano il
sostegno popolare della democrazia . Parole che potrebbero rivelarsi molto attuali anche nell’Italia di oggi piegata dalla pandemia e dalla crisi economica . Cosa succederà a gennaio in Italia potrebbe essere molto traumatico per le già traballanti istituzioni democratiche che hanno perso molto della loro credibilità . E l’idea di intaccare la proprietà privata attraverso una  patrimoniale  non è più un’idea della sola CGIL .
Potrebbe profilarsi un regime populista  e pauperista   che renderebbe l’Italia la vera cenerentola dell’ Europa , anzi la farebbe uscire di fatto dall’alveo europeo . Un regime di assistiti e di disoccupati in cui l’iniziativa privata , messa a terra dalla pandemia , non verrà favorita , ma paralizzata dalla buracrazia e dal potere sordo delle sinistre al comando  prevalentemente in virtù del virus che ci sta uccidendo come cittadini e come uomini .

Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

 Covid e misericordia divina
  Siamo in una situazione drammatica, aumentano gli infetti e i morti ogni giorni. Cosa ne pensa ?   Gabriella de Giuli.   
 La colpa è dei tanti che nel corso dell’estate hanno fatto di tutto per far aumentare il contagio. Dalle movide ai soggiorni all’estero. Inoltre, Governo e Regioni hanno fatto ben poco per predisporre il Paese alla seconda ondata. Sono passati mesi senza la dovuta attenzione e la necessaria iniziativa volta ad affrontare in condizioni migliori la pandemia. Neppure i trasporti sono stati potenziati malgrado la riapertura – caotica – delle scuole .Le varie movide le stanno bloccando tardivamente solo in questi giorni con ritardi pazzeschi .La Sanità pubblica non ha fatto nulla per potenziarsi, perdendo mesi preziosi. L’unica nostra vera speranza è la misericordia di Dio che ci liberi da questo flagello. Quasi nessuno invita a pregare . Un cosa che farà sorridere i non credenti , ma che durante le grandi epidemie del passato diede forza ai nostri antenati . Oggi anche la fede in Dio appare fragile, malgrado i tempi difficili e i conforti che può dare la  fede . C’è anche chi bestemmia Dio come causa della pandemia. Molti si dicono fatalisti e mettono malvolentieri anche le mascherine . Davvero la pandemia sta rivelando il volto peggiore e più stupido dell’ umanità .

La rinuncia di Chiara
Appendino non si ricandiderà. Cosa ne pensa ?   Per me è una bellissima notizia.   Giovanni Forneron

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Anche per me perché come sindaco di Torino Appendino è stata fallimentare e gravemente dannosa per la città. Non ricandidandosi  si sottrae al giudizio degli elettori, ma facilita un accordo tra grillini e Pd a Torino. Un vero e proprio inciucio che va  denunciato con fermezza. E magari, in futuro,  potremmo vedere Appendino ministro in un Conte ter.

Piemonte, Fornaro e Grimaldi: “più ascolto e collaborazione per evitare nuovi lockdown”

in POLITICA

“La Regione deve rendere pubblico il piano per scongiurare nuove chiusure e allontanare il poco invidiabile primato di essere tra le primissime regioni per nuovi contagi, nonostante un numero di tamponi giornalieri inferiore alle altre che ci precedono” – dichiarano Federico Fornaro, capogruppo di Liberi Uguali alla Camera e Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte.

Per invertire la rotta, la Giunta regionale apra maggiormente alla collaborazione istituzionale e alla trasparenza nelle informazioni: è necessario un più concreto coinvolgimento dei Sindaci – puntualizza Fornaro – che anche in questa situazione di emergenza rappresentano un insostituibile punto di riferimento sul territorio per i cittadini”.

“Da settimane chiediamo alla Giunta di fronteggiare diversamente la seconda ondata – attacca Grimaldi – Aprite gli occhi! Bisogna far tesoro degli errori del passato e soprattutto ascoltate i nostri operatori, chi lavora nei Sisp, chi fa i doppi turni nei nostri laboratori, che è l’unica vera possibilità di battere il Covid e scongiurare nuove chiusure”. 

“Senza polemica, sarebbe di grande utilità che la Regione rispondesse a queste semplici domande. Quante sono le Usca funzionanti al 100% in Piemonte? Quanti giorni passano mediamente tra la richiesta del medico di base e l’avvenuto tampone? Perché alcuni laboratori sono già saturi e il processamento dei tamponi va così a rilento?” – chiedono Fornaro e Grimaldi.

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