La Biblioteca su ruote arriva in piazza Umberto I. Alle ore 17 inaugurazione dello scaffale dedicato alla Comunicazione Alternativa Aumentata

Lunedì 8 aprile in piazza Umberto I arriverà il BiblioHUB, una vera e propria “Biblioteca su ruote”! In particolare il BiblioHUB è una struttura mobile polifunzionale e multimediale di informazioni su cultura, tempo libero e servizi al cittadino, punto di prestito di libri, raccolte tematiche (per esempio sul bullismo), laboratorio ludico-didattico per bambini. E ancora, può offrire e-books scaricabili con QR-code, lettura digitale su ereader, vetrina di bookcrossing, hotspot wi-fi, internet-point, opere di arte contemporanea, giochi da tavolo, proiezione di video. Rappresenta un vero e proprio luogo d’incontro e di socializzazione. Il BiblioHUB è un progetto di livello nazionale: la Biblioteca su ruote sarà, nei prossimi giorni, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torinese (Area SBAM Ovest) a Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino, Villarbasse e Volvera. In maggio BiblioHUB sarà presente al Salone del Libro di Torino (dal 9 al 13) per poi spostarsi dal 14 al 19 nei dintorni di Moncalieri, sempre in cooperazione con il Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torinese. Il tour seguirà quindi in Lombardia, nelle aree di Brescia e poi Milano, con una puntata anche in Sardegna, per poi proseguire lungo tutta Italia. A Orbassano, lunedì 8 aprile, il BiblioHUB sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.30 con libri, letture animate, punto prestiti e informazioni realtà virtuale e tante sorprese! Inoltre dalle 15 alle 17, appuntamento con la storia di Orbassano: lo storico orbassanese PierCarlo Barberis risponderà a curiosità e particolarità sul passato e le tradizioni del territorio.Alle ore 16, appuntamento per i più piccoli (anni 0-3) con Filastrocche per tutti con Nati per Leggere Piemonte (a cura dell’Associazione Educazione Progetto con il contributo della Compagnia di San Paolo. Alle ore 17 “Libri per tutti!”: inaugurazione dello scaffale in CAA – Comunicazione Alternativa Aumentata, progetto della Fondazione Paideia (con la presenza della Dott.ssa Anna Peiretti della Fondazione Paideia)

“E’ un vero piacere rientrare nel percorso del BiblioHUB – dichiara l’Assessore alla Cultura, Stefania Mana -. La presenza di questa vera e propria Biblioteca su ruote può davvero rappresentare un’occasione concreta per avvicinare sempre più persone alla lettura: in questo senso la nostra Amministrazione sta investendo molto, grazie al lavoro e all’impegno del personale della nostra Biblioteca Comunale, per incentivare l’avvicinamento alla lettura e far crescere la passione per i libri attraverso appuntamenti, iniziative e attività rivolte a tutti i tipi di target, dai giovanissimi agli adulti, dagli appassionati di argomenti particolari agli amanti dei classici, dagli incontri con gli autori del territorio alla Festa del Libro, che ricordo sarà dall’11 al 14 aprile prossimi. Vi invitiamo quindi a venirci a trovare all’interno del BiblioHUB, ma anche e sopratutto a continuare a usufruire dei servizi, tanti e diversi, offerti dalla nostra Biblioteca nella sua nuova sede in strada Piossasco 8: impegniamoci tutti insieme affinchè la lettura diventi un’azione quotidiana, una buona abitudine volta alla crescita di una cultura diffusa, armonica e concreta della nostra società.”
“Orbassano è Città che Legge…e lo è non solo tra le mura della Biblioteca Civica, ma anche in piazza! – spiega il Sindaco, Cinzia Maria Bosso – Grazie al BiblioHUB, infatti, la nostra Biblioteca e il suo personale saranno ancor comodi da raggiungere, presenti nella nostra piazza centrale. Ma, soprattutto, Orbassano è Città che Legge PER TUTTI, e lo confermeremo con l’inaugurazione dello scaffale dedicato alla CAA, la Comunicazione Alternativa Aumentata. La CAA è un tipo di letteratura rivolta in particolar modo a bambini e ragazzi, ma anche adulti, che presentano bisogni comunicativi particolari, disabilità cognitive, difficoltà motorie, comunicative e linguistiche. E’ uno strumento efficace per favorire l’accesso alla lettura per chi presenta disabilità, adatto all’inclusione e di supporto allo sviluppo di questi soggetti. Lo scaffale della CAA, che inaugureremo in occasione del BiblioHUB, vedrà poi una sua collocazione all’interno della nostra Biblioteca: vogliamo che diventi punto di riferimento non solo per i bambini e i ragazzi che ne hanno bisogno, ma anche per le famiglie, le insegnanti, i servizi educativi e sanitari, affinchè sia possibile partecipare alla lettura creando momenti di condivisione e complicità. Anche questa iniziativa della CAA rientra nel progetto, avviato dalla precedente Amministrazione, di ‘Orbassano senza barriere’: passo dopo passo, stiamo lavorando affinchè la nostra Città diventi luogo non solo senza barriere architettoniche, ma anche senza barriere culturali e sociali in cui l’inclusione, la collaborazione e la sensibilità verso i bisogni dell’altro siano la base di una Comunità in cui è possibile e piacevole vivere per tutti, indipendentemente dalle necessità di ognuno.”
Piemonte, Legambiente fa appello a Sindaci e candidati alla presidenza della Regione: “Servono politiche coraggiose e efficaci a favore della mobilità urbana a zero emissioni e per il ripristino delle linee ferroviarie pendolari tagliate”
Brutto inizio d’anno per la città di Torino per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Dall’inizio dell’anno i limiti normativi previsti per il PM10 – 35 superamenti giornalieri ammissibili in un anno – sono stati già abbondantemente superati. Ben 51, infatti, le giornate in cui sono stati oltrepassati i livelli critici di polveri sottili nella centralina di Torino-Grassi. Un andamento purtroppo in linea con i dati raccolti nei monitoraggi ambientali dello scorso anno, e che non deve passare inosservato all’attenzione delle amministrazioni.
Il Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio delMinistero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, è in questi giorni in sosta alla stazione Porta Nuova di Torino. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati questa mattina nella Sala Gonin, all’interno della stazione, da Davide Sabbadin, Portavoce del Treno Verde e Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in apertura a “Muoviamoci bene”, secondo Forum per la Mobilità Nuova in Piemonte, iniziativa realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT e bluetorino.
L’obiettivo del Treno Verde è sensibilizzare la cittadinanza e valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. Per questo, il 18 e 19 febbraio scorsi, sono stati realizzati due monitoraggi della qualità dell’aria in 8 punti “sensibili” segnalati dai cittadini e dai circoli di Legambiente per particolari condizioni di traffico, ingorghi, sosta selvaggia. Ogni misurazione delle polveri sottili, della durata di un’ora, ha delineato un quadro dell’inquinamento atmosferico presente nell’area, con particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati.
I valori registrati per le PM10 a Torino oscillano tra 47,63 e 66,85 µg /mc (media oraria). I punti monitorati sono piazza Pitagora (media oraria di 47,63 µg/mc), via Guido Reni (media oraria di 57,68 µg/mc), Rotonda Maroncelli (media oraria di 50,7 µg/mc), corso Vercelli (media oraria di 60,66 µg/mc), piazza Rebaudengo (media oraria di 61,67 µg/mc), piazza Baldissera (media oraria di 66,85 µg/mc), Rondò della Forca (media oraria di 55,12 µg/mc) e piazza Carducci (media oraria di 51,73 µg/mc). Tutti valori alti, condizionati probabilmente anche dalle condizioni meteorologiche poco favorevoli alla dispersione: scarsa ventilazione e assenza di precipitazioni. Il picco più elevato si è registrato alle ore 19:32 in piazza Baldissera (91 µg/mc), punto nevralgico della città dove il traffico, in questa particolare fascia oraria, tende progressivamente ad aumentare a scapito di pedoni, pendolari e ciclisti. Seguono i picchi registrati in piazza Rebaudengo (83 µg/mc, ore 18:34), corso Vercelli (79 µg/mc, ore 17:06), Rondò della Forca (75 µg/mc, ore 9:06), via Guido Reni (74 µg/mc alle 10.02), piazza Carducci (66 µg/mc, ore 10:19) e Rotonda Maroncelli (62 µg/mc, ore 11:56). Aree tutte diffusamente frequentate da pendolari e passanti e nello stesso tempo congestionate dal traffico nelle ore di punta. Nell’insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente ed inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti.
“Giova ricordare che i nostri rilevamenti non vogliono sostituirsi a quelli di Arpa Piemonte, ma fornire una fotografia puntuale della situazione – ha commentato Davide Sabbadin, portavoce del Treno Verde – che anche a Torino è particolarmente grave per anziani e soprattutto bambini, che hanno la bocca alla stessa altezza dei tubi di scappamento delle auto. Molti studi dimostrano che tantissimi anziani accelerano le proprie patologie, anche fatali, per colpa dell’inquinamento, e che le patologie respiratorie nei bambini negli ultimi anni sono esplose. Dal Treno Verde lanciamo un allarme perché l’inquinamento urbano è un’emergenza che colpisce soprattutto i più deboli”.
Legambiente Piemonte
Il Salone Internazionale del Libro parte per il Grand Tour, percorso che si snoda tra librerie e istituzioni culturali torinesi e della Città Metropolitana, con una tappa anche a Genova, e che vede protagonisti il direttore editoriale Nicola Lagioia e Marco Pautasso, con un ospite a sorpresa, diverso ogni volta.
Un viaggio per presentare temi e novità della manifestazione di maggio, tra anticipazioni, progetti e protagonisti. Un’attenzione particolare è rivolta alla lingua spagnola, che unisce popoli e paesi, ospite della 32° edizione, e alla letteratura espressa da questo idioma.
Promosso dal Salone Internazionale del Libro di Torino e dalla Fondazione Circolo dei lettori, il Grand Tour è frutto della virtuosa collaborazione tra i tanti soggetti che operano in sinergia per promuovere il libro e la lettura. Sono COLTI – Consorzio dei Librai Torinesi Indipendenti, le Biblioteche Civiche Torinesi, lo SBAM – Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana di Torino e l’Associazione Abbonamento Musei Piemonte.
Ecco il calendario.
Nicola Lagioia e Marco Pautasso:
- 2 aprile, ore 18.30, con Monica Rita Bedana – Escuela de Lengua Española de Universidad de Salamanca (via Garibaldi 18/4, Torino)
- 8 aprile, ore 18.30, con Vittoria Martinetto – Libreria Il Ponte sulla Dora (Via Pisa, 46, Torino)
- 10 aprile, ore 18.30, con Bruno Arpaia – Libreria Luna’s Torta (via belfiore, 50, To)
- 11 aprile, ore 18.30, con Eros Miari e Maria Giulia Brizio – Libreria dei ragazzi (via Stampatori, 21, Torino)
- 17 aprile, ore 18.30 – Biblioteca civica multimediale Archimede (Piazza Campidoglio, 50, Settimo Torinese)
- 26 aprile, ore 11.30, con Maurizia Rebola – Palazzo Tursi (via Garibaldi, 9, Genova)
- 29 aprile, ore 18.30, con Ernesto Franco – Salone d’Onore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
- 30 aprile, ore 18.30, con Iole Scamuzzi, Guillermo José Carrascón e Consolata Pangallo – Libreria Angolo Manzoni (via Cernaia, 36/d, Torino)
Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.
Torino, a Porta Nuova il Treno Verde
L’amministrazione comunale firma il Manifesto per una mobilità a zero emissioni
É arrivato alla stazione Porta Nuova di Torino il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, campagna realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. Il convoglio ambientalista sarà in sosta alla stazione del capoluogo piemontese fino al prossimo 1 aprile.
Un viaggio lungo i binari della Penisola per raccontare la mobilità sostenibile, ridurre l’inquinamento (secondo il principio europeo “chi inquina paga”), puntare sull’intermodalità e sull’elettrico, a partire dai trasporti pubblici e dalla sharing mobility, con l’obiettivo di dar voce ai tanti protagonisti (aziende, start up, istituzioni, associazioni e territori), esempi di buone pratiche nella mobilità sostenibile che percorrono già questa strada.
Sabato è stata inaugurata ufficialmente la tappa torinese, alla presenza di Alberto Unia, Assessore all’Ambiente del Comune di Torino, Federico Mensio, Presidente della Commissione Ambiente di Torino,Fabio Dovana, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Davide Sabbadin, Portavoce del Treno Verde, Marco Della Monica, direttore regionale di Trenitalia, Cristian Aimaro di Amiat Torino,Domenico Rinaldini di Ricrea, Giovanni Mura e Alberto Scagliola di Enel X e Carlo Mannu di Bosch.
Sul Treno Verde, autorità, cittadini, aziende e start up stanno firmando il Manifesto per una mobilità a zero emissioni, dieci impegni per cambiare volto alle aree urbane e dare avvio a questa rivoluzione, a partire dall’adozione in ogni città di ambiziosi Piani urbani di mobilità sostenibile (Pums): spostarsi con il mezzo di trasporto più utile e senza inquinare; promuovere viaggi a piedi; riconquistare zone da togliere alle auto, per ridisegnare lo spazio come bene comune, puntando innanzitutto sulla sicurezza; muoversi con più mezzi e con la sharing mobility per una mobilità socialmente sostenibile e con zero inquinamento.
È accaduto anche a bordo della quarta carrozza dove, su proposta di Legambiente, l’assessore all’Ambiente della Città di Torino, Alberto Unia, ha firmato il Manifesto: “Siamo molto contenti che anche un esponente dell’amministrazione comunale abbia firmato – ha affermato il portavoce del Treno VerdeDavide Sabbadin – questa è l’undicesima regione nella quale le istituzioni hanno abbracciato il nostro documento, che delinea una nuova mobilità sostenibile e possibile. Per noi è un primo passo simbolico verso l’Italia che cambia”. In città la mobilità a “zero emissioni” – ossia gli spostamenti a piedi, in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani – rappresenta già oggi il 40% degli spostamenti cittadini. Non è poco. La mobilità sostenibile a Torino, dunque, ha una buona base di partenza per l’obiettivo “emissioni zero” entro il 2030, così come Legambiente chiede all’amministrazione.
L’arrivo del Treno Verde in Piemonte rappresenta anche l’occasione per un confronto sul nuovo Piano Aria, recentemente approvato dalla giunta regionale: “Attendevamo questo provvedimento da almeno quattro anni – ha dichiarato il presidente di Legambiente Piemonte e Val d’Aosta, Fabio Dovana – ci aspettavamo un documento un po’ più ambizioso, in grado di vincere la sfida contro l’inquinamento atmosferico. Il piano è comunque uno strumento imprescindibile, che dev’essere poi calato nelle varie realtà. Per questo, adesso tocca ai sindaci fare di più”.
Torino è una delle città italiane per le quali la Commissione Europea ha deciso, tre settimane fa, il deferimento alla Corte di Giustizia UE per il mancato rispetto della Direttiva sulla qualità dell’aria, in particolare per quanto riguarda i limiti massimi consentiti per il biossido di azoto.
La qualità dell’aria del capoluogo piemontese, che sarà approfondita con la presentazione dei dati sul monitoraggio del Treno Verde a Muoviamoci Bene, il secondo Forum per la Mobilità Nuova in Piemonte in programma lunedì 1 aprile, è un elemento fondamentale da valutare nel provvedimento di revisione dellaZona a traffico limitato (Ztl), attualmente al vaglio dell’amministrazione comunale: “Il provvedimento in corso di scrittura va nella giusta direzione – ha evidenziato Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – ma vogliamo stimolare l’amministrazione ad essere più coraggiosa, per non rischiare che la revisione non produca gli effetti sperati, e non venga compresa dalla popolazione. In altre città, come a Milano, l’Area C ha effetti positivi in termini di qualità dell’aria e di congestionamento del traffico”.
Il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba esprime soddisfazione per l’approvazione della nuova legge montagna da parte del Consiglio regionale del Piemonte
“Un testo moderno, che attua quanto scritto nelle ultime leggi nazionali come la 158 sui piccoli Comuni, la 221 sulla green economy e il Codice forestale – commenta Riba – Il testo è stato costruito anche con le proposte di Uncem e delle altre associazioni degli enti locali. Ringrazio il Presidente Chiamparino, gli Assessori Valmaggia e Reschigna, tutti i Consiglieri regionali e i dirigenti dei settori per il grande lavoro fatto”.
La nuova legge rafforza le Unioni montane, con specifiche competenze che le Amministrazioni gestiscono insieme. Garantisce salvaguardia del territorio, prevenzione del dissesto, congiuntamente allo sviluppo sociale ed economico della montagna. Permette una migliore gestione del patrimonio forestale, promuove artigianato, cultura, mestieri e turismo nelle valli alpine e appenniniche. Permette un’azione degli Enti locali con la Regione per difendere e migliorare i servizi alla collettività, a partire da trasporti, telefonia mobile, poste, tv, combattendo il digital divide con infrastrutture più moderne. Favorisce il recupero dei borghi alpini e appenninici, la valorizzazione delle risorse energetiche attraverso green communities, cooperative di comunità, comunità energetiche.
“Dobbiamo lavorare con le Unioni montane per attuare fino in fondo i contenuti dell’articolato – afferma il Presidente Uncem – Le Unioni devono essere più stabili, per poter generare sviluppo, strategie durature, fare investimenti. Il fondo regionale per la montagna deve essere usato per questo. I Sindaci crescono ogni giorno nella capacità di lavorare insieme. Questa nuova legge lo dice chiaramente. È in perfetta continuità con la legge 16 del 1999 con la 11 del 2012 e con la 3 del 2014. Non smonta, ma armonizza e inserisce nuovi temi. Uncem la definisce ‘legge montagna 4.0‘. Guarda al futuro ed è smart. Unisce e non divide. In questa direzione vogliamo lavorare. Le Unioni, il lavoro tra Sindaci e Amministrazioni, con imprese e terzo settore, deve generare coesione e opportunità. Lasciamo la burocrazia da parte. Questa nuova legge ci spinge a essere concreti, risolve problemi immediati e allo stesso tempo getta semi per nuovi percorsi di futuro. Da oggi lavoriamo per attuarla”.
(foto mario Alesina)
Si è svolta presso Palazzo Arsenale sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito una conferenza sulla “Space security: enhancing, leveraging and protecting the space domain” tenuta da Donald A. Lewis, direttore dello “Strategic and Global Awareness Directorate” e membro del NATO “Science and Technology Organization” (STO)
Durante l’esposizione il conferenziere, partendo dalla definizione di dominio nelle operazioni militari, si è soffermato in particolare sul concetto di dominio dello spazio per la NATO e di come questo possa accrescere le potenzialità del Patto Atlantico, come anche sancito nel Summit di Bruxelles del luglio 2018. Lo sfruttamento dello spazio per le attività militari si concretizza nelle più svariate forme, dall’incremento dell’efficienza del Comando e Controllo, ad una maggiore consapevolezza del “Battlespace”, passando per il maggiore coordinamento nelle operazioni sia letali che non letali, per finire con la valutazione dei danni collaterali. La complessità dello spazio e la scarsa comprensione che c’è di esso, fanno sì che pochi possano attualmente capire le sue grandi potenzialità. In questo contesto la NATO, a differenza dei suoi avversari, deve sfruttare la deterrenza di una maggiore conoscenza del dominio spaziale che si prefigura come uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti.
Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
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Niente più monetine da 1 e 2 centesimi di euro, dal 1° gennaio la Zecca dello Stato non ne conierà più di nuove. In Italia ne circolano ancora parecchie, per un valore stimato in 7 miliardi di euro (ed un florido mercato di collezionisti a caccia soprattutto delle monete più rare, spesso preziose). L’addio ai ‘bronzini’ comporterà un modestissimo risparmio per le casse pubbliche (1,87 mln l’anno, il costo di produzione) e non produrrà effetti sull’inflazione. Mentre avrà ripercussioni sugli arrotondamenti nei negozi. Viene infatti sancito anche il diritto per commercianti ed esercenti al dettaglio di arrotondare al momento di ricevere un pagamento in contanti. L’importo, cioè, si può correggere al multiplo di
cinque più vicino: per cui, 6 euro e 77 centesimi si arrotonda a 6 euro e 75, 6 euro e 78 centesimi si arrotonda a 6 euro e 80. Nel caso in cui invece un prezzo dovesse essere pagato tramite carta di credito, bancomat e simili, questa regola non si applicherà perché il pagamento elettronico rispecchierà quanto previsto, senza arrotondamenti. Non si tratta di una grande rivoluzione, anche la grande distribuzione ci arriva preparata, che ha sempre considerato con franchezza il centesimo alla stregua di una moneta scomoda, che occupa spazio e dà soltanto noia, con arrotondamenti di fatto che venivano già spontaneamente attuati.
251 ospiti; 133 appuntamenti di cui 36 dialoghi, 22 discorsi,19 performance, 17 dibattiti e 7 iniziative dei ragazzi;
5 giorni; 4 percorsi tematici; 4 anteprime; 96 collaborazioni;
150 volontari; 2300 studenti; 90 classi
VISIBILE INVISIBILE è il tema scelto per la VI edizione. Viviamo in un mondo ad altissima visibilità, ma in tutti i panorami costellati di luci si nascondono coni d’ombra: come mutano le relazioni umane e sociali – e con esse come cambia la politica – nell’epoca dell’esibizione, della celebrità, della fiction, della realtà che si è fatta reality? Come fronteggiare vecchi e nuovi poteri invisibili coperti dal velo della segretezza? Come uscire dalla posizione di semplici spettatori di fronte alla crisi della democrazia, ogni giorno più profonda?
Dal 27 al 31 marzo, Torino ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a una riflessione collettiva, declinata in 36 dialoghi, 22 discorsi, 17 dibattiti e tante altre forme; trattando temi che vanno dalla politica all’arte, dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport, per un totale di 133 appuntamenti.
In questa edizione più che mai, Biennale Democrazia ha voluto coinvolgere il territorio – aprendosi a nuovi spazi e confermando le partnership di sempre – e costruendo, con l’aiuto di queste collaborazioni, un approccio transdisciplinare: per capire il mondo contemporaneo il dibattito deve necessariamente attraversare le discipline, scovarne le intersezioni, sfruttarne la complessità e valorizzarne le diversità.
Come sempre, Biennale ha mantenuto un dialogo fondamentale con le scuole. Nel quadro dei percorsi formativi “in presenza” sono state coinvolte 90 classi (oltre 2300 studenti), allargando il progetto anche alla provincia di Cuneo; mentre per quanto riguarda il coinvolgimento a distanza, nel Campus allestito durante i giorni del festival saranno ospitati 130 ragazzi da tutta Italia.
Confermate anche le call lanciate per promuovere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle organizzazioni culturali e degli studenti universitari, con una particolare attenzione al quartiere Aurora, che quest’anno diventerà il secondo cuore pulsante della kermesse con il progetto speciale Welcome Aurora.
Il programma della VI edizione prevede 133 appuntamenti che affronteranno il tema VISIBILE INVISIBILE seguendo quattro differenti filoni: Luci e ombre; La società̀ della trasparenza; Legami invisibili; Dal tramonto all’alba.

Tra gli ospiti internazionali: Wolfgang Streeck; Deniz Yücel; Branko Milanović; Jacques Rancière; Rupert Younger; Joan R. Rosés; Jean-Claude Guédon; Emilia Roig e Amal Yacef. Tra i numerosi appuntamenti: l’apertura con Fabrizio Gifuni che legge “I sommersi e i salvati”; lo spettacolo di chiusura di Lella Costa, ispirato a “Le città invisibili”; il concerto di Goran Bregović; un light-show di Serena Dandini; le letture-spettacolo di Nadia Fusini, Piero Boitani, Ernesto Franco.
BIGLIETTI Come nelle precedenti edizioni, l’ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti fino a esaurimento dei posti disponibili, fatta eccezione per gli spettacoli con biglietto d’ingresso.
I biglietti potranno essere ritirati a partire da un’ora prima presso la sede in cui si svolge l’incontro. Per chi vuole evitare le file e avere la certezza di un posto riservato, sarà possibile effettuare una prenotazione anticipata al costo di 5 euro.
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Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900.
Torna operativo il reparto di senologia con la nuova Mammografia con Tomosintesi 3D
Marzo è il mese delle donne e il Centro Affidea Nuova Lamp di Settimo Torinese lo ha celebrato in questi giorni con la riapertura del reparto di senologia con l’innovativa Mammografia con Tomosintesi 3D.Il servizio di senologia è ripartito, quindi, con novità all’insegna dell’innovazione e della professionalità, grazie alla nuova tecnologia all’avanguardia, che consentirà di erogare indagini mammografiche di altissima qualità e attendibilità, combinando le tradizionali immagini acquisite a due dimensioni, con quelle tridimensionali e multistrato restituite dalla tomosintesi. La Mammografia con Tomosintesi 3D rappresenta, infatti, lo stato dell’arte della diagnosi senologica per attendibilità, qualità delle immagini e prestazioni diagnostiche. È un esame sicuro, rapido per tutte le donne, finalizzato allo studio a strati dei tessuti mammari. Questa tipologia di strumento diagnostico rappresenta l’eccellenza in mammografia per attendibilità, qualità dell’immagine e prestazioni diagnostiche ed è una tecnica fondamentale per la prevenzione del tumore al seno.«Tra i plus di questo tipo di mammografo 3D di ultima generazione c’è sicuramente l’eccellente visibilità che conferisce alle lesioni mammarie, anche quando sono a stadiprecoci o sono di piccole dimensioni, con l’utilizzo di una bassa dose di radiazioni ionizzanti – spiega il Direttore Sanitario Dott.ssa Monica Andreis. Sarà, quindi, possibile fornire una diagnosi chiara e sicura alle pazienti che si sottoporranno all’esame e dotare il medico senologo di immagini diagnostiche di altissima definizione,evidenziando anche quelle neoplasie che potrebbero sfuggire ricorrendo solo alla metodica tradizionale. Una diagnosi precoce è il primo passo per la prevenzione del tumore al seno, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile e che colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita (fonte Aiom-Airtum)»Con l’installazione del nuovo mammografo, è possibile erogare diversi esami in forma privata: dall’ecotomografia della mammella, alla mammografia con Tomosintesi fino alla visita specialistica senologica completa.«Per le donne con fattori di rischio (familiarità, tumore pregresso) – consiglia la Dott.ssa Andreis – è necessario effettuare la mammografia annualmente; per le donne senza fattori di rischio e per quelle over 40 è consigliabile effettuare l’esame mammografico e l’ecografia senologica ogni due anni.»
Venerdì 29 Marzo si terrà a Torino l’ottava edizione della marcia in memoria di Emanuele Artom, il giovane insegnante partigiano ebreo trucidato dai nazisti il 7 aprile del 1944. La manifestazione sarà organizzata dalla Comunità Ebraica di Torino, in collaborazione con quelle di Vercelli e Casale Monferrato, con la Città di Torino e la Comunità di Sant’Egidio
L’evento è patrocinato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte. Parteciperà il Presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti
La marcia partirà alle ore 11.00 del 29 Marzo dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, nei pressi della lapide dedicata ai deportati al binario n.17, e si snoderà lungo il tragitto verso la Scuola Ebraica intitolata ad Artom e si concluderà in Piazzetta Primo Levi. Lì, nell’area antistante la Sinagoga, sono previsti gli interventi delle autorità, di rappresentanze delle scuole torinesi e di quella della Comunità Ebraica, seguiti da un momento musicale. Il tema al centro della riflessione collettiva di quest’anno sarà “ Valore e uso delle parole ieri e oggi”, prendendo spunto dagli stessi Diari lasciati da Emanuele Artom.
Emanuele Artom (Aosta ,23 giugno 1915 –Torino, 7 aprile 1944 ) nato in una famiglia d’intellettuali ebrei aperta agli ideali di libertà e giustizia, si laureò a pieni voti e con lode in lettere all’Università di Milano. Non poté tuttavia dedicarsi, come avrebbe voluto, all’insegnamento, non avendo mai aderito a organizzazioni fasciste e a causa della proclamazione delle leggi razziali. Si dedicò così alle ricerche storiche, collaborando al Grande dizionario enciclopedico della UTET, traducendo per Einaudi Le storie di Polibio e Il secondo libro di Erodoto. Emanuele Artom, nonostante le persecuzioni razziali e lo scoppio del secondo conflitto mondiale, si rifiutò di riparare in Svizzera e nel maggio del 1943 si iscrisse al Partito d’Azione. Subito dopo l’armistizio, il giovane intellettuale si arruolò (col nome di copertura di Eugenio Ansaldi) tra i partigiani, come delegato azionista in una formazione garibaldina di Barge comandata da Pompeo Colajanni. Diventò poi commissario politico delle bande “Italia Libera” in Val Pellice e in Val Germanasca. Durante un rastrellamento, Artom cadde nelle mani dei fascisti e venne imprigionato nelle carceri di Luserna San Giovanni. Un fascista, al quale aveva salvato la vita, lo ripagò denunciandolo come ebreo e la sua condizione si fece da quel momento ancora più drammatica. Le torture a cui venne sottoposto non gli strapparono informazioni sulla Resistenza e così, il 31 marzo del ’44, Emanuele Artom venne trasferito alle “Nuove” di Torino, nel “braccio” tedesco. Le sevizie che i suoi
aguzzini gli inflissero furono tali da causarne la morte. I fascisti si liberarono del cadavere che non venne mai ritrovato.Una Brigata partigiana lombarda, operante nelle valli del comasco, alla notizia della sua scomparsa, ne assunse il nome. Nel dopoguerra, il Municipio di Torino gli dedicò una piazza; la comunità israelitica torinese gli ha intitolato una scuola media ebraica; l’Università di Torino lo ricorda con una lapide, collocata nella biblioteca della Facoltà di Lettere. Una parte del diario di vita partigiana di Emanuele Artom è stata pubblicata, nel 1954, col titolo “Artom-Tre vite”. Edizione più complete sono state pubblicate, nel 1966, con il titolo “Emanuele Artom.Diari” a cura del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano e “Artom. Diari di un partigiano ebreo. Gennaio 1940 – Febbraio 1944, a cura di Guri Schwarz, dalla torinese Bollati Boringhieri nel 2008.Inoltre va ricordato il film documentario “Emanuele Artom,il ragazzo di Via Sacchi” (2011), diretto da Francesco Momberti e prodotto da Pianoeerre e dalla Comunità Ebraica di Torino.
Marco Travaglini







