SOVRAFFOLLAMENTO, CARENZA DI AGENTI, CRITICITÀ STRUTTURALI
Nell’ambito delle visite in carcere del Partito Radicale organizzate in tutta Italia, questa mattina si è svolta la visita della delegazione del Partito Radicale al carcere di Torino, composta da Mario Barbaro (componente del Consiglio Generale), On. Alberto Nigra (parlamentare della XIV legislatura) ed Ezio Dore.
Mario Barbaro al termine della visita della delegazione: ““Nulla di particolarmente incoraggiante rispetto alle visite precedenti. Oggi da più parti si parla di ‘emergenza carceri’, ma non è un’emergenza: è una situazione fuori legge, stabile e documentata. Lo denunciamo da tempo, e le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lo confermano. Con il Partito Radicale abbiamo più volte provato ad affrontare le cause strutturali, con proposte di legge e iniziative referendarie. Sono rimaste senza risposta. I numeri parlano da soli: oltre 1.500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 1.000 posti, e una carenza di circa 200 agenti rispetto alla pianta organica. A questo si aggiungono le criticità strutturali dell’istituto. Non serve immaginare nulla: questa è la realtà quotidiana.”
Alberto Nigra commenta:
“Sconforta constatare come passino gli anni, i governi e i ministri della Giustizia e non si riesca mai ad ottenere un miglioramento della situazione, a Torino così come nella maggior parte dei nostri istituti di pena.
Se il carcere deve essere punitivo per i reati commessi o di cui si è accusati l’obiettivo é pienamente raggiunto, tanto più quando le temperature esterne arroventano gli ambienti interni sovraffollati, se invece la pena deve avere un valore rieducativo e di reinserimento nella società, come previsto da Costituzione, allora bisogna prendere atto del totale fallimento di questo principio, che nulla c’entra con la certezza della pena.
Si noti che solo l’abnegazione, con la quale la maggior parte del personale in servizio, svolge i propri compiti, mitiga e affievolisce i rischi di una tensione che in momenti di condizioni estreme, come quelle di un’estate eccezionalmente calda, potrebbe esplodere in qualunque momento.
La politica italiana, con rare eccezioni, si occupa di un detenuto solo se eccellente e strumentalizzabile, visita le carceri solo quando é certa che all’esterno vi siano telecamere e media, altrimenti dimentica e rimuove un problema imprescindibile per uno stato civile, di diritto e di civiltà.”

