Il debutto della nuova società coincide con il primo sciopero in cinquant’anni. Fiorenzo Borello: “Rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni”. E lancia il nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it



Sun sì. Nel giorno dello sciopero, resto vicino ai lavoratori e alla storia che abbiamo costruito insiemeNel giorno in cui si chiude una parte importante del mio percorso, l’intervista al TG3 è stata l’occasione per ribadire rispetto, gratitudine e vicinanza verso i lavoratori.Questa mattina ho avuto il piacere di raccontare al TG3 una parte importante della mia storia: quella di un percorso imprenditoriale nato dal lavoro quotidiano, cresciuto con sacrificio e costruito sempre insieme alle persone. È stata una giornata particolare. Una giornata di sciopero. Una giornata che arriva proprio mentre si chiude una parte fondamentale del mio percorso. In cinquant’anni di impresa non era mai accaduto. Non condivido le ragioni di questa protesta, ma rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni. È un diritto che appartiene alla democrazia del lavoro e che va riconosciuto sempre, anche quando non si è d’accordo. Per questo oggi ho scelto di esserci. Come si dice in piemontese: **Sun sì**. Sono qui.

Per le imprese piemontesi continua a restringersi l’accesso al credito. La stretta sui finanziamenti non accenna ad allentarsi e colpisce in particolare le micro e piccole realtà produttive, che devono fare i conti con prestiti in diminuzione, costi del denaro elevati e prospettive economiche ancora fragili.
È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sui dati della Banca d’Italia relativi alle erogazioni alle attività produttive piemontesi tra l’ultimo trimestre del 2025 e il primo del 2026.
Nel dettaglio, in Piemonte i prestiti destinati alle micro e piccole imprese hanno registrato nel 2025 una flessione del 3,6%, un dato leggermente migliore rispetto alla media nazionale del -4%, ma comunque indicativo di una situazione di forte difficoltà. Nello stesso periodo, il totale delle imprese piemontesi ha segnato un calo dello 0,2%, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento dell’1,5%.
Tra le regioni con una contrazione ancora più marcata figurano Lombardia (-4,2%), Veneto (-4,9%) e Toscana (-5,8%). Parallelamente, continua a crescere il peso dei tassi di interesse: a dicembre 2025 il costo del credito per le imprese italiane risultava superiore di 189 punti base rispetto a giugno 2022. In Piemonte il divario arriva a 201 punti base, uno dei più elevati del Paese.
Una dinamica che, secondo Confartigianato Piemonte, penalizza da anni il tessuto produttivo locale, soprattutto le realtà artigiane e di dimensioni minori, spesso alle prese con condizioni di accesso ai finanziamenti sempre più complesse.
“La ripresa del credito in Piemonte, così come nel resto del Paese, continua a mostrarsi debole e poco uniforme, con le micro e piccole imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita – dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – A fronte di Istituti di Credito sempre più versati all’attività finanziaria (i bilanci sempre più corposi danno loro ragione: c’è da riflettere sul fatto che questi crescano col progressivo atrofizzarsi dell’economia reale) le imprese artigiane sono sempre meno interessate ad investire. In fondo perché dovrebbero, visto il palese retrocedere dello Stato dal ruolo di garante, soprattutto in materia fiscale, come abbiamo visto col tira e molla sul bonus innovazione. Per non parlare del fatto che l’economia è così stagnante e la predazione fiscale così insensata da portare famiglie ed imprese a chiedere prestiti per pagare le tasse e far fronte al quotidiano più che per fare sviluppo”.
A pesare ulteriormente è il livello dei tassi applicati alle aziende piemontesi. Il TAE medio regionale si attesta infatti al 5,13%, superiore alla media italiana del 4,95%. La Calabria è la regione più penalizzata con il 6,81%, mentre l’Emilia-Romagna si conferma quella con il credito più conveniente, pari al 4,43%.
Guardando ai singoli comparti, il settore delle costruzioni è quello che sostiene il costo del denaro più elevato: in Piemonte il TAE raggiunge il 6,69%, contro una media nazionale del 6,04%. Più contenuti, ma comunque elevati, i tassi per le imprese dei servizi, ferme al 5,04%, mentre il manifatturiero esteso registra condizioni leggermente migliori con un tasso del 4,97%, pur restando sopra la media nazionale del comparto.
“Inutile parlare di innovazione e crescita – conclude Felici – quando il sistema creditizio è ingessato dai parametri di Basilea creati ad arte per allontanare il credito dall’economia reale. Lo Stato, posto che sia ancora in condizione di esplicare il suo ruolo di garanzia ed equilibrio, dovrebbe entrare in modo serio e attivo sul credito, non solo a supporto delle banche. La situazione rimane quindi delicata sia per gli imprenditori che hanno bisogno di credito per investire e crescere, sia per le famiglie che ricorrono ai finanziamenti per affrontare mutui e spese quotidiane”.
Le recenti dichiarazioni del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, delineano la direzione che il gruppo automobilistico intende seguire nei prossimi anni.
Dopo una fase caratterizzata da risultati altalenanti e da un contesto internazionale sempre più competitivo, il manager italiano ha illustrato un piano che punta a rafforzare la posizione dell’azienda attraverso investimenti, rinnovamento della gamma e maggiore efficienza industriale.
Un piano di crescita di lungo periodo
La nuova leadership intende sostenere un importante programma di investimenti destinato allo sviluppo di tecnologie, piattaforme produttive e nuovi veicoli. L’obiettivo è consolidare la presenza di Stellantis nei principali mercati mondiali e affrontare con maggiore efficacia la transizione verso la mobilità elettrica e connessa.
Secondo Filosa, il gruppo dispone delle risorse industriali e tecnologiche necessarie per affrontare le trasformazioni del settore, ma sarà fondamentale impiegare il capitale in modo selettivo, privilegiando i progetti con il maggiore potenziale di crescita.
Il ruolo dei marchi del gruppo
Uno dei punti centrali della strategia riguarda la valorizzazione dei numerosi brand che fanno parte di Stellantis. Alcuni marchi saranno chiamati a svolgere un ruolo di primo piano sui mercati internazionali, mentre altri manterranno una vocazione più territoriale, legata alle specificità delle aree in cui sono storicamente più forti.
La scelta riflette la necessità di concentrare gli investimenti sui brand capaci di generare maggiori volumi e margini, evitando duplicazioni e migliorando l’efficienza complessiva dell’offerta.
Le prospettive per l’Italia
Particolare attenzione è stata riservata agli stabilimenti italiani, tema che negli ultimi anni ha alimentato numerose preoccupazioni tra lavoratori e istituzioni. Filosa ha ribadito che il gruppo non prevede la chiusura degli impianti presenti nel Paese e ha indicato la volontà di assegnare nuove produzioni ad alcuni siti strategici.
L’intenzione è quella di mantenere una presenza industriale significativa in Italia, accompagnando la trasformazione tecnologica con nuovi modelli e aggiornamenti produttivi. Si tratta di un passaggio importante in una fase in cui la produzione automobilistica nazionale ha registrato una marcata contrazione rispetto ai livelli del passato.
Collaborazioni con i costruttori cinesi
Nelle sue dichiarazioni, Filosa ha evidenziato anche il valore delle partnership con aziende automobilistiche cinesi. Piuttosto che considerarle esclusivamente concorrenti, il manager vede in queste collaborazioni un’opportunità per accelerare l’accesso a nuove tecnologie e ampliare l’offerta in segmenti strategici.
Le alleanze industriali possono consentire una condivisione dei costi di sviluppo e una maggiore rapidità nell’introduzione di nuovi prodotti, aspetti particolarmente rilevanti in un settore che richiede investimenti sempre più elevati.
Una fase ancora delicata
Nonostante alcuni segnali positivi sul fronte economico, Stellantis continua a operare in un contesto complesso. La domanda automobilistica rimane incerta in diversi mercati, mentre la competizione internazionale si intensifica, soprattutto nel comparto delle vetture elettriche.
Il gruppo deve inoltre gestire contemporaneamente diverse sfide: l’elettrificazione della gamma, l’evoluzione delle normative ambientali, le tensioni commerciali tra le principali aree economiche e la necessità di preservare la redditività degli investimenti.
La sfida della nuova gestione
Le parole di Filosa segnano l’inizio di una nuova fase per Stellantis. La strategia presentata punta a coniugare crescita, innovazione e solidità industriale, cercando al tempo stesso di rassicurare dipendenti, investitori e governi sul futuro del gruppo.
Resta ora da verificare la capacità dell’azienda di tradurre gli obiettivi annunciati in risultati concreti. In un settore automobilistico in piena trasformazione, la rapidità di esecuzione e la capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato saranno fattori decisivi per il successo del piano industriale.
Nel 2025 vi è stato un incremento del valore di produzione dell’ 8% e un aumento del capitale per Turismo Torino
“Sono stati anni di intenso lavoro che ci hanno condotto al pieno raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati – spiega Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino – riefficientare l’Ente, stimolandone le risorse interne con particolare attenzione al bilancio di esercizio; la società nel 2025 ha mantenuto un virtuoso equilibrio di bilancio il cui valore di produzione è cresciuto dell’8% rispetto all’esercizio precedente, raggiungendo la dimensione più significativa degli ultimi quattordici anni, se si esclude il ricavo di entità eccezionale dell’esercizio precedente, è riuscita a riaccendere una frequente interlocuzione con gli stakeholder e le istituzioni, a riattivare la presenza sui territori con l’individuazione di referenti territoriali dedicati, rivendicando la qualità delle numerose azioni di progettazione e di attuazione. A questo si è affiancato il piano di digitalizzazione, che ha permesso l’implementazione di tre processi strategici, la gestione delle risorse umane, la gestione degli acquisti e la gestione informatica”.
Venerdì 29 maggio scorso si è tenuta, alla presenza dell’86% degli aventi diritto, la quarantesima assemblea dei soci di Turismo Torino e Provincia, presieduta dal Presidente Maurizio Vitale. L’ATL annovera complessivamente 77 soci, tra enti pubblici e soggetti privati, e opera su un territorio che comprende ben 312 Comuni.
Nel corso dell’assemblea è stato approvato il bilancio consuntivo al 31 dicembre 2025 ed è stata evidenziata la straordinaria operazione di aumento del capitale alla quale ha aderito la Regione Piemonte con la sottoscrizione di 320 quote e, nel contempo, è stato espresso il bisogno di un sostegno concreto da parte di ciascun socio affinché l’organizzazione possa crescere, affrontare nuove sfide e cogliere opportunità strategiche. Si è proseguito descrivendo le cinque mission statutarie sulle quali l’ATL ha lavorato.
Circa 40 eventi promozionali in Italia e all’estero tra fiere e workshop, 27 gli operatori qualificati aderenti al registro operatori incoming, oltre 600 agenzie di viaggio, tour operator, OTA e CRAL che programmano la destinazione, circa 100 i giornalisti della carta stampata, online e digitali ospItati annualmente e 27 le guide turistiche nazionali ed estere aggiornate.
Dal 2024 un nuovo portale turismotorino.org, un nuovo database da 200 contatti con CRM Salesforce, 275 k follower sui nostri social Facebook, Instagram, Linkedin, Tik Tok, YouTube, l’apertura del canale ufficiale WhatsApp e di un nuovo sistema di prenotazione eventi.
Oltre 1,2 milioni di visitatori sono stati accolti e sono state evase tre milioni e 200 mila informazioni turistiche, con un incremento medio del 19%. Gli uffici turistici sono aumentati da 13 a 16. Oltre 300 k Torino+ Piemonte Card vendute per un fatturato di 11 milioni , 4700 le Merende Reali servite, circa 2500 persone hanno preso parte alle visite di impresa Made in Torino.
Tra i nuovi prodotti lanciati l’Extra Vermouth con 7500 richieste, il Mangèbin che conta Settanta ristoranti in Torino e Provincia in sinergia con la CCIAA, il cicloturismo UpSlowTour su incarico dell’Unione Montana del Pinerolese, la via Francigena for All, “Torino, Dire, fare, vedere design . Una città creativa UNESCO” e”Residenze Reali Sabaude: un territorio da re”.
Nell’ambito dell’attività del Convention Bureau sono stati acquisiti 82 congressi, con 49440 partecipanti e 59 milioni di ricaduta economica. Turismo Torino si è occupata della gestione operativa di grandi eventi quali le Nitto ATP Finals, Cioccolatò, Eurovision Song Contest ANCI e ha fornito un supporto operativo a eventi nazionali e internazionali, quali il Giro d’Italia, il Kappa Future Festival, il Salone Internazionale del Libro, Special Olympics, lo Storico Carnevale di Ivrea, Terra Madre e il Tour de France.
“ Tourism New Deal” si propone di consolidare la governance, allargare la partecipazione degli stakeholder e attuare il piano strategico “Il racconto di Torino- The Turin Tale” grazie alla partecipazione al progetto Vivacittà lanciato dalla rete internazionale City Destinations all’interno con un obiettivo chiaro, non solo più turisti, ma un turismo che generi un valore duraturo per il territorio e la comunità.
MM
Il Piemonte del vino a Hong Kong
Bongioanni: « a Vinexpo, 35 produttori a confronto con i mercati dell’Estremo Oriente».
Il Piemonte del vino è protagonista in questi giorni a Hong Kong all’edizione 2026 di Vinexpo Asia. Trentacinque produttori partecipano dal 26 al 28 maggio presso l’Hong Kong Convention and Exhibition Centre alla fiera di punta per l’industria del vino e degli alcolici nella regione Asia-Pacifico, presenti tramite le due aree collettive organizzate da Piemonte Land of Wine e Ita – Italian Trade Agency. In occasione di Vinexpo Hong Kong la Regione Piemonte, in collaborazione con Ita e Consorzio dell’Asti Docg, ha promosso nella serata di mercoledì 27 maggio presso il Grand Hyatt Hotel di Hong Kong un evento off intitolato Discovering Piemonte e dedicato alla valorizzazione delle eccellenze vitivinicole e della gastronomia piemontese, con la partecipazione di una cinquantina fra buyer e giornalisti specializzati del settore wine & food internazionale.
Ad accompagnare la delegazione dei produttori piemontesi è Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, che spiega: «La Regione Piemonte è presente a Vinexpo 2026 con 35 aziende nell’area coordinata da Piemonte Land of Wine e nello spazio Ice – Ita Italian Trade Agency, che ringrazio con il suo presidente Matteo Zoppas. Per il nostro mondo vitivinicolo sono giornate fondamentali di incontro con gli operatori sullo snodo commerciale più importante dell’Oriente. Ho voluto essere presente non soltanto per dimostrare l’attenzione della Regione verso un comparto strategico della nostra economia agroalimentare, ma anche per avere dai nostri produttori un quadro in tempo reale utile ad approfondire come aiutarli a strutturare e orientare le scelte produttive e di promozione. Attraverso il confronto con i tanti operatori presenti costruiremo insieme la nuova campagna di marketing: ogni evento promozionale in programma dovrà d’ora in poi essere accompagnato dall’incontro con la stampa e con gli operatori specializzati in cui si presenterà insieme l’intero Piemonte, quello del vino, dell’agroalimentare e turistico».
Le prime valutazioni dei produttori confermano l’importanza del quadrante Asia-Pacifico per il futuro del vino piemontese. Emanuela Negro, della Casa Angelo Negro di Monteu Roero: «Ottima la selezione degli incontri BtB gestita da Ice e l’organizzazione del portale di Vinexpo. Mancavamo a Hong Kong da una decina d’anni. Rispetto ad allora, i mercati asiatici oggi stanno chiedendo in modo sempre più netto due cose: vini d’eccellenza e vitigni autoctoni, capaci anche di raccontare un territorio e la magia di “storie di famiglia” in aziende a conduzione familiare come la nostra. I buyer di Hong Kong, Giappone, Thailandia, Indonesia, Vietnam, Cina continentale, Singapore stanno ricercando sempre meno il “modello base” e apprezzando sempre più produzioni di nicchia come le Riserve, che portano ricchezza al territorio e permettono di scoprirlo anche come meta turistica».
Paolo Sartirano, con aziende a San Silvestro di Novello, Costa di Bussia a Monforte e a Penango, è presente ogni anno a Hong Kong e conferma la tenuta dei grandi rossi piemontesi come Barolo e il Barbera Appassimento, che ha creato appositamente per il mercato asiatico. «Sono la nostra bandiera e sono conosciuti in tutto il mondo asiatico. Il problema è farli conoscere e consumare sempre meglio adattandoli al consumo locale e non trasferendo automaticamente la nostra cultura del consumo a tavola e dell’abbinamento con il food. Il vino in Asia si beve diversamente, in altre occasioni. Dobbiamo andare a ricercare i consumi dove ci sono. Sono Paesi di storia millenaria cui non possiamo imporre la nostra cultura del vino ma farglielo capire creando situazioni che si adattino agli usi locali».
Le incertezze dovute agli scenari geopolitici ed economici si fanno sentire anche qui, con la tenuta della fascia alta e il calo del potere d’acquisto della classe media anche in Estremo Oriente. Un modo per intercettare i nuovi mercati può allora essere anche adottare nuove modalità di vendita particolarmente apprezzate dalla cultura cinese come la diretta streaming. «In una diretta da appena 20’ dal nostro stand – racconta Sartirano – abbiamo venduto 4.000 bottiglie fra Barolo, Barbera e Moscato con 12mila contatti collegati. Il futuro del vino piemontese può passare anche di qui».
È stato approvato dall’Assemblea dei Soci del CAAT – Centro Agro-Alimentare Torino S.c.pA., riunitasi in data 20 maggio scorso, il bilancio d’esercizio 2025, confermando il consolidamento e lo sviluppo della società, punto di riferimento strategico per la filiera agroalimentare sul territorio torinese e piemontese. L’approvazione del bilancio rappresenta un risultato che conferma la solidità gestionale del Centro e la capacità di proseguire nel percorso di crescita, innovazione e valorizzazione del comparto agroalimentare, in un contesto economico che continua a richiedere attenzione, efficienza e capacità di adattamento. A margine dell’Assemblea, il presidente del CAAT, Fabrizio Galliati, ha dichiarato: “Un ringraziamento ai soci per la fiducia nuovamente accordata al Consiglio d’Amministrazione. A nome di tutto il CdA, desidero esprimere un sincero ringraziamento ai consiglieri uscenti Ornella Cravero e Stefano Cavaglià, che hanno raggiunto il limite dei due mandati, per l’impegno e il contributo offerto in questo biennio. Allo stesso tempo rivolgo il benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio, con i quali proseguiremo i lavori di servizio del Centro e dei suoi obiettivi di crescita”.
Il Consiglio d’Amministrazione della società, che rimarrà in carica per il triennio 2026-2028, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028, risulta così composto: Presidente del Consiglio d’Amministrazione Fabrizio Galliati: consiglieri sono Alessandro Maria Umberto Altamura, Alessandro Piga, Myriam Michela Alù e Renata Fiorina. È stato inoltre nominato il nuovo Collegio Sindacale, anch’esso in carica per il triennio 2026-2028, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028. Il presidente del Collegio Sindacale è Pier Luigi Passoni, sindaci effettivi Roberto Bianco e Anna Merlo, sindaci supplenti Stefano Rigon e Margherita Spaini.
Il CAAT proseguirà il proprio percorso di sviluppo con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo del centro quale hub logistico e commerciale strategico per il settore agroalimentare, puntando su sostenibilità, innovazione e qualità dei servizi in favore del territorio.
M.M.
Intervenendo all’importante Convegno organizzato dalla Associazione internazionale ferrovieri AEC , l’ex Sottosegretario ai trasporti Mino GIACHINO ha spiegato come Torino , la Città nella quale Cavour ideò e il più piccolo degli Stati europei approvò’ il primo Traforo internazionale del Frejus, sia il posto ideale per cercare di capire il futuro cui è importante tendere . La Pianura Padana è l’area più inquinata d’Europa e l’Italia rischia una sanzione da un miliardo di euro. Il modo più importante e concreto di ridurre l’inquinamento e’ il trasferimento di una parte importante del trasporto, merci e passeggeri, dalla strada alla rotaia. La realizzazione in corso dei quattro corridoi ferroviari europei (Genova-Rotterdam, Brennero Berlino e Adriatico-Baltico collegati e messi in reta dal Corridoio Mediterraneo il corridoio della TAV) sarà il più importante intervento europeo che oltre a diminuire inquinamento e traffico sulle strade , aumenterà lo sviluppo economico del Paese. Da anni l’Italia ha una bassa crescita economica e dovendo pagare quasi 90 miliardi di interessi l’anno sul grande Debito Pubblico generato negli ultimi 40 anni h poche risorse da destinare alla Sanità, alla Scuola e alla Ricerca. Se i lavori generano migliaia di posti di lavoro (3000 alla sola TAV, 500 per la costruzione della nuova Diga al porto di Genova , 3.000 al Terzo Valico) ancora di più verranno generati quando le opere saranno ultimate perché l’aumento del turismo e della logistica porterà decine di migliaia di posti di lavoro nelle Città e nei Centri logistici.
BG
Il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, è stato eletto nel Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori Italiani dal Consiglio direttivo nazionale dell’Organizzazione.
Orticoltore alessandrino di Valmacca, 49 anni, Carenini è stato riconfermato a marzo, per acclamazione e per la terza volta consecutiva, presidente regionale di Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta.
L’elezione nel Comitato esecutivo nazionale rappresenta per lui il riconoscimento di un lungo percorso all’interno dell’Organizzazione. Nel 2018 Carenini era stato eletto per la prima volta presidente regionale di Cia Piemonte, risultando il più giovane presidente regionale della Confederazione a livello nazionale. In precedenza, dal 2010 al 2014, aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente nazionale di Agia, l’associazione dei giovani agricoltori di Cia, mentre dal 2018 al 2022 è stato presidente nazionale del Caa, il Centro di assistenza agricola di Cia.
«Ringrazio il Consiglio direttivo nazionale e tutta l’Organizzazione per la fiducia accordatami – dichiara Carenini –. È importante che nei vertici direttivi di Cia ci siano agricoltori che vivono quotidianamente il lavoro nei campi e conoscono da vicino le difficoltà e le esigenze delle imprese agricole. Sosterrò con piena determinazione le battaglie a favore della categoria, per garantire redditività, dignità e prospettive a chi opera nel settore primario».
Carenini rivendica da sempre la centralità degli agricoltori come priorità assoluta dell’azione sindacale, con l’obiettivo di salvaguardare non soltanto la produzione, ma il produttore, senza il quale non esisterebbero le eccellenze del Made in Italy” e il territorio, specialmente nelle aree interne e più fragili, sarebbe abbandonato a sè stesso.
I componenti del nuovo Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori italiani sono: Cristiano Fini, Gianmichele Passarini, Valentino Berni, Gennaro Sicolo, Gabriele Carenini, Graziano Scardino e Maria Possidente.
Dal Piemonte fanno parte del Consiglio direttivo nazionale di Cia Agricoltori italiani, oltre allo stesso Carenini, Gianni Champion, Michele Votta, Gabriella Fallarini, Daniela Ferrando ed Emanuela Ceruti.
Approvato il bilancio Sagat
L’Assemblea dei Soci di SAGAT S.p.A. ha approvato oggi il Bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo e il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo SAGAT, il quale si chiude con un risultato netto positivo pari a 6,8 milioni di euro.
Di seguito i principali indicatori economici:
- Valore della produzione: 63,5 milioni di euro
- EBITDA: 11,9 milioni di euro
- Risultato Netto: 6,8 milioni di euro
- Investimenti: 11,1 milioni di euro
- Indebitamento Finanziario Netto: 7,4 milioni di euro
Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT
È stato inoltre pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT, che rendiconta in modo trasparente il contributo dell’azienda al raggiungimento dei propri obiettivi ESG, in coerenza con una visione strategica di lungo periodo.
Dopo aver integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale attraverso la Mission di Sostenibilità, la Policy di Sostenibilità e il Piano di Sostenibilità pluriennale, il Gruppo SAGAT mette a disposizione dei propri stakeholder un documento che dà conto dell’avanzamento delle principali iniziative realizzate nel corso del 2025.
Tra i principali risultati emersi dal Bilancio di Sostenibilità 2025:
- il 2025 è stato un nuovo anno record per il traffico dell’aeroporto, con 5.006.169 passeggeri movimentati, in aumento del +6,7% rispetto al 2024 e del +26,7% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico. È inoltre il primo anno in cui lo scalo supera la soglia dei 5 milioni di passeggeri;
- nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha ottenuto l’ASQ Award come “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe”, riconoscimento che valorizza la dedizione e l’impegno del personale aeroportuale nel garantire la qualità dell’esperienza dei passeggeri;
- l’Aeroporto di Torino ha mantenuto la certificazione al Livello 3+ “Neutrality” del programma ACA-Airport Carbon Accreditation, confermando il proprio percorso verso la decarbonizzazione e l’obiettivo Net Zero al 2040;
- nel 2025 l’impianto fotovoltaico aeroportuale, ulteriormente ampliato, ha prodotto 2.209 MWh di energia elettrica, coprendo il 17% del fabbisogno energetico dello scalo; il restante fabbisogno elettrico è stato acquistato da fonte rinnovabile certificata con Garanzia d’Origine;
- il 58% del parco mezzi aeroportuali è costituito da veicoli ibridi o elettrici e presso l’aeroporto sono disponibili 41 stalli elettrificati per la ricarica dei veicoli;
- il Gruppo SAGAT ha proseguito le attività del progetto Torino Green Airport e del consorzio europeo TULIPS, nell’ambito del quale nel 2025 sono continuate le sperimentazioni per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in ambito aeroportuale;
- sul fronte della sostenibilità sociale, il Gruppo SAGAT rafforza il proprio impegno verso la comunità locale e le future generazioni attraverso collaborazioni strutturate con scuole e istituti accademici del territorio e percorsi di formazione e orientamento: nel corso del 2025 le Aziende del Gruppo hanno infatti concretizzato progetti di formazione e tirocinio nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), rivolti a 78 allievi e allieve, attivato 6 tirocini e coinvolto complessivamente 120 studenti nei progetti realizzati con scuole e istituti di formazione, favorendo l’avvicinamento al mondo del lavoro;
- in base al modello dell’Economic Impact Calculator di ACI Europe, l’impatto economico diretto generato dalle aziende che operano direttamente in aeroporto è pari a 225,8 milioni di euro.