ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 2

Credito alle imprese: ‘Confidare’ approva il bilancio 2025

Crescita sostenibile, solidità patrimoniale e nuovo impulso allo sviluppo delle imprese Patrimonio e margini stabili, commissioni in aumento e attenzione crescente a start up, ESG, giovani e imprenditoria femminile.

Confidare S.C.p.A., primo Confidi piemontese e tra gli operatori di riferimento in Italia nel settore delle garanzie e del credito diretto alle PMI, conferma il proprio percorso di crescita.

L’Istituto, che nel 2027 celebrerà il primo decennale ma che racchiude in sé, attraverso progressive fusioni per incorporazione, una lunga storia nata nel 1972, prosegue con rinnovato entusiasmo nel proprio percorso di sviluppo all’insegna di valori fondamentali quali crescita sostenibile, solidità patrimoniale e vicinanza concreta alle imprese.

L’esercizio 2025 evidenzia un quadro economico ordinato, con un utile netto positivo pari a 34.885 euro, margini sostanzialmente stabili, commissioni nette in aumento dell’8,7% e una gestione finanziaria in linea con l’esercizio precedente. Sul versante patrimoniale, il quadro si conferma solido e prudente, con Fondi Propri pari a 26,4 milioni di euro e un CET1 Capital Ratio pari al 31,6%.

Gli obiettivi conseguiti nel 2025 confermano un quadro complessivamente ordinato e coerente con il percorso di sviluppo della Società”, esordisce Adelio Giorgio Ferrari, Presidente di Confidare. “Il bilancio approvato rafforza il ruolo di Confidare quale intermediario responsabile, vicino alle imprese e attento alla qualità della crescita”. Gli fa eco Andrea Ricchiuti, Direttore Generale del Confidi con sede a Torino nella prestigiosa cornice di Via XX Settembre 41: “Proseguiamo convinti e coerenti sulla strada intrapresa nel classificarci sempre più come hub propulsivo per il tessuto economico imprenditoriale italiano, favorendo l’interazione tra imprese, sistema bancario, istituzioni e strumenti agevolativi”.

Nel 2025 Confidare ha attivato complessivamente oltre 93 milioni di euro di risorse a favore delle imprese, considerando garanzie, credito diretto, attività di intermediazione e strumenti di finanza agevolata. Un risultato che conferma la capacità dell’Istituto di operare come piattaforma di sostegno al sistema produttivo, mettendo in relazione imprese, banche, istituzioni e opportunità di sviluppo. Particolarmente rilevante il contributo agli investimenti, sia attraverso l’attività di garanzia sia tramite il credito diretto.

Considerando congiuntamente le operazioni garantite e le erogazioni dirette finalizzate a investimenti, Confidare ha accompagnato nel 2025 interventi per un valore complessivo superiore a 35 milioni di euro, confermando la propria capacità di sostenere le imprese non solo nella gestione dei fabbisogni ordinari, ma anche nei percorsi di crescita, innovazione e rafforzamento competitivo.

Ma c’è di più. Il 2025 conferma anche l’attenzione dell’Istituto verso le nuove direttrici di sviluppo dell’economia reale. Le start-up garantite sono state 299, per un importo finanziato di oltre 27,5 milioni di euro. Parallelamente, Confidare ha continuato a sostenere l’imprenditoria femminile e le imprese giovanili under 35, confermando una visione del credito come leva di inclusione, innovazione e crescita del territorio.

Nel 2025, anche in pieno allineamento ai maggiori trend mondiali in ambito green, Confidare ha confermato la propria attenzione verso gli investimenti ESG e verso i percorsi di sostenibilità delle imprese. Un ambito destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie di sviluppo dell’Istituto, coerentemente con l’evoluzione del mercato, delle aspettative regolamentari e della domanda di strumenti finanziari sempre più orientati alla transizione ambientale e sociale.

In sintesi, i principali profili che hanno caratterizzato l’esercizio sotto il profilo strategico, organizzativo e di governo sono: il completamento di un’importante operazione di cartolarizzazione, l’approvazione del nuovo Piano Strategico 2026–2028, l’avanzamento del percorso di adeguamento ai rischi climatici e ambientali, la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità relativo all’esercizio 2024, nonché il rafforzamento degli assetti di governo societario, dei presìdi di controllo, della qualità dell’attivo e delle partnership con il sistema bancario e con gli altri interlocutori della filiera commerciale.

Nel complesso, il bilancio 2025 restituisce l’immagine di una Società solida, prudente e in evoluzione, capace di coniugare presidio del rischio, sostegno alle imprese e visione strategica. “Confidare intende continuare a essere un punto di riferimento per le PMI e per i territori”, chiosano all’unisono i manager. “Il 2025 conferma la validità del nostro modello: un intermediario specializzato, vicino al sistema produttivo e orientato a una crescita sostenibile, concreta e responsabile”.

L’approvazione del bilancio 2025 conferma così il posizionamento di Confidare come intermediario specializzato, patrimonialmente solido e vicino alle PMI, capace di accompagnare investimenti, nuove iniziative imprenditoriali e percorsi di sviluppo sostenibile.

Maggiori informazioni su www.confidare.it.

Giovani, imprese, futuro: il Piemonte investe 42 milioni nella formazione tecnica

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Daniela Cameroni, assessore regionale alla Formazione: «Quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona: continueremo a portare avanti questa visione»

La Regione Piemonte consolida la propria strategia in materia di istruzione e occupazione con l’approvazione del nuovo atto di indirizzo relativo alla programmazione triennale 2026-2029 dell’offerta di Formazione Tecnica Superiore, che include sia i percorsi degli ITS Academy sia quelli di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Il piano prevede uno stanziamento complessivo pari a 42,3 milioni di euro di fondi regionali, ai quali si affiancheranno ulteriori risorse di provenienza nazionale e, potenzialmente, anche finanziamenti legati al PNRR, con l’obiettivo di rafforzare le competenze, supportare il tessuto produttivo e favorire l’inserimento qualificato dei giovani nel mondo del lavoro.

«Con questo piano rafforziamo una scelta chiara: investire sulla formazione tecnica superiore come leva concreta di sviluppo e occupazione – spiega Daniela Cameroni, assessore alla Formazione della Regione Piemonte – Gli ITS Academy e i percorsi IFTS rappresentano una risposta efficace ai bisogni reali delle imprese e, allo stesso tempo, un’opportunità vera per i nostri giovani di costruire il proprio futuro senza dover lasciare il territorio. I risultati parlano da soli: oltre il 90% degli studenti trova lavoro entro un anno. Questo significa che quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona. La Regione Piemonte continuerà a portare avanti questa visione con determinazione, trasformando le politiche formative in risultati concreti e misurabili per cittadini e imprese».

I percorsi di Istruzione Tecnologica Superiore, promossi attraverso sette Fondazioni attive sul territorio, costituiscono oggi un canale formativo altamente qualificato e sempre più rilevante. Si tratta di corsi biennali della durata complessiva di 1800 ore, focalizzati su ambiti tecnologici strategici che spaziano dall’energia alla meccatronica, dall’agroalimentare all’ICT, includendo anche turismo e tessile. Una caratteristica distintiva di questi percorsi è la forte integrazione con il mondo del lavoro: almeno il 35% delle attività si svolge infatti in azienda, anche in contesti internazionali. Al termine del percorso viene rilasciato un diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, riconosciuto sia a livello nazionale sia europeo (livello EQF 5), che consente un rapido ingresso nel mercato del lavoro o la prosecuzione degli studi in ambito universitario.

Gli ITS Academy continuano a dimostrarsi uno strumento particolarmente efficace nel rispondere alla crescente domanda di competenze tecniche avanzate da parte delle imprese, offrendo percorsi gratuiti, orientati alla professionalizzazione e capaci di tradurre la formazione in opportunità occupazionali concrete.

Parallelamente, i percorsi IFTS rappresentano un’opzione formativa più breve ma altrettanto mirata: si tratta di corsi annuali post-diploma della durata di 800 ore, sviluppati attraverso la collaborazione tra istituti scolastici, enti di formazione, università e imprese. Questi percorsi integrano formazione teorica e pratica, preparando figure tecniche specializzate pronte a operare all’interno dei processi produttivi e organizzativi delle aziende.

Sia i percorsi ITS sia quelli IFTS possono essere attivati anche attraverso contratti di apprendistato, offrendo agli studenti la possibilità di combinare studio e lavoro, conseguire un titolo e percepire al contempo una retribuzione, in un modello che rafforza il legame tra sistema formativo e mondo produttivo.

I dati confermano la solidità di questo modello: in Piemonte gli ITS registrano da tempo risultati molto positivi, con oltre il 90% dei diplomati che trova occupazione entro un anno in ambiti coerenti con il percorso di studi intrapreso, a dimostrazione della capacità del sistema di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese.

L’alta formazione tecnica si configura dunque come uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo economico, promuovere l’innovazione, colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

In particolare, gli ITS Academy svolgono un ruolo chiave nella diffusione della cultura scientifica e tecnologica, nell’orientamento dei giovani verso le professioni tecniche, nell’aggiornamento del personale docente e nel trasferimento di innovazione, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese. Un sistema che accompagna i giovani nel passaggio dalla formazione al lavoro e che, allo stesso tempo, sostiene l’aggiornamento continuo delle competenze lungo tutto l’arco della vita.

Per approfondire:
ITS Academy: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/corsi-post-diploma-alta-formazione-gli-its-academy

IFTS: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/percorsi-istruzione-formazione-tecnica-superiore-gli-ifts

Nova Coop, “Dona la Spesa” torna sabato 9 maggio

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Per tutta la giornata sarà possibile donare beni alimentari, prodotti per la cura della persona e l’igiene dell’infanzia ai volontari presenti in negozio

 

La raccolta di Nova Coop “Dona la Spesa” torna sabato 9 maggio per tutta la giornata nei punti vendita Coop della provincia di Torino, per raccogliere beni di prima necessità a favore delle realtà del territorio impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà.

Soci e clienti potranno sostenere l’iniziativa acquistando prodotti alimentari per la cura della persona e l’igiene dell’infanzia e donandoli ai volontari presenti all’ingresso del negozio. Come sempre, l’indicazione è di privilegiare, tra i prodotti alimentari, i beni a lunga conservazione come pasta secca e riso, olio, pelati, carne e tonno in scatola, legumi, farina, zucchero, sale, biscotti, marmellate, latte a lunga conservazione, cereali, merendine, alimenti per la prima infanzia.

Nella provincia di Torino l’iniziativa coinvolgerà tutti i 34 punti vendita della rete Coop, tra cui Torino città, Collegno, Grugliasco, Rivoli, Avigliana, Alpignano, Venaria Reale, Settimo Torinese, Chivasso, Ivrea, Pinerolo, Nichelino, Moncalieri, Carmagnola e altri centri del territorio, con il coinvolgimento di associazioni, enti caritativi e realtà del terzo settore attive a livello locale nella distribuzione di aiuti alimentari e beni di prima necessità.

‹Con “Dona la Spesa” rinnoviamo un impegno che per Nova Coop si traduce in un’attenzione concreta e costante verso i bisogni delle comunità in cui operiamo – sottolinea Carlo Ghisoni, Direttore Politiche Sociali di Nova Coop –. Iniziative come questa sono particolarmente preziose per le associazioni perché consentono di raccogliere prodotti a lunga conservazione, facilmente gestibili e conservabili nel tempo, senza le complessità legate alla refrigerazione. Questo permette di costruire scorte che garantiscono un sostegno continuativo a chi si trova in difficoltà. In un contesto in cui cresce la fragilità economica di molte famiglie, il Piemonte è la regione con il più alto tasso di popolazione in povertà relativa nel Nord Italia, il ruolo di un’impresa come la nostra è anche quello di mettere a sistema la partecipazione di soci e clienti e trasformare un gesto semplice, come la spesa, in un’azione di solidarietà concreta e continuativa per il territorio›.

Dona la Spesa si terrà il 9 maggio in contemporanea in 67 negozi della rete Nova Coop, coinvolgendo oltre 500 volontari. In occasione della scorsa edizione aveva permesso di raccogliere 45 tonnellate di prodotti, per un corrispettivo di 135 mila euro.

Il dettaglio dei negozi e delle onlus coinvolte in provincia di Torino:

Coop Alpignano per il Gruppo Volontariato Vincenziano SS. Annunziata Alpignano; Coop Avigliana per la Croce Rossa Italiana di Avigliana; Coop Borgaro Torinese per la Caritas di Borgaro; Coop Caluso per AVULSS di Caluso; Coop Carmagnola per la Caritas di Carmagnola; Coop Chivasso per l’Associazione Punto a Capo; Coop Collegno Super per il MASCI Regina Margherita di Collegno; Coop Giaveno per la Caritas di Giaveno; Coop Ivrea per la Caritas di Ivrea; Coop Nichelino per la Caritas di Nichelino; Coop Orbassano per il Gruppo Volontariato Vincenziano; Coop Pinasca per la Caritas di Pinasca; Coop Piossasco per l’associazione “A Piossasco nessuno resta solo”; Coop Rivoli per l’associazione “Il Pane sul Muricciolo”; Coop San Mauro Torinese per la San Vincenzo de Paoli; Coop Settimo Torinese per la Croce Rossa Italiana; Coop Strambino per la Caritas di Strambino; Coop Susa per la Croce Rossa Italiana; i negozi Coop di Torino (Corso Belgio, Corso Molise, Piazza Respighi, via Botticelli, Corso Novara, Incoop Corso Inghilterra e via Madama Cristina, Fiorfood e Ipercoop di Parco Dora) per realtà del territorio tra cui Sermig – Arsenale della Pace, Agenzia San Salvario, Parrocchie locali e associazioni sociali; Coop Volpiano per la Caritas di Volpiano; Ipercoop Beinasco per la Caritas di Beinasco; Ipercoop Chieri per Insieme per gli Altri; Ipercoop Ciriè per Caritas e Croce Verde; Ipercoop Collegno per il Centro di Ascolto Pier Giorgio Frassati; Ipercoop Cuorgnè per la San Vincenzo; Ipercoop Pinerolo per l’Emporio Solidale “Una goccia”.

Adesioni nel mese di maggio: export e imprese, dalla Regione 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.

Parla con Me torna con un nuovo format

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Le puntate registrate, disponibili online e dedicate a filiere, territori e responsabilità.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Il progetto ideato da Simona Riccio proseguirà con cadenza quindicinale sui canali digitali e sul sito ufficiale.

Torino, maggio 2026 – Parla con Me® torna nel 2026 con un format rinnovato, pensato per dare continuità e profondità ai temi che attraversano oggi il sistema agroalimentare, le filiere produttive, i territori e le trasformazioni culturali, economiche e sociali ad essi collegate.

A differenza delle edizioni precedenti, quest’anno le puntate saranno registrate, avranno una durata di circa 20 minuti e resteranno sempre disponibili online: sulla pagina LinkedIn della founder Simona Riccio, LinkedIn Top Voice Italy, sui canali ufficiali e sul sito di Parla con Me®.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Da quel momento, il palinsesto proseguirà con cadenza quindicinale, proponendo conversazioni brevi, autorevoli e accessibili, costruite per accompagnare il pubblico nella comprensione di temi complessi senza semplificarli.

Parla con Me® non è un semplice format di interviste, né un contenitore promozionale. È uno spazio editoriale che mette in dialogo istituzioni, imprese, territori, professionisti, associazioni e persone, con l’obiettivo di raccontare ciò che spesso resta dietro le quinte: il lavoro delle filiere, le scelte produttive, le responsabilità pubbliche, la comunicazione e il valore dei territori.

Il palinsesto 2026 si svilupperà intorno ad alcune aree editoriali principali: filiere e territori, persone, lavoro e responsabilità, cura e relazioni, tessile e moda consapevole, trattata come filiera produttiva a pieno titolo.

Il 2026 sarà inoltre un anno particolarmente significativo perché ricorre il decennale della Legge 166/2016, la cosiddetta Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero delle eccedenze.

Per Parla con Me® sarà l’occasione per tornare più volte su questo tema, dando spazio non solo al quadro normativo, ma anche a esperienze, progetti, imprese, associazioni, enti e realtà territoriali che ogni giorno contribuiscono a dare valore al cibo e a ridurre gli sprechi.

Il progetto è aperto anche alla segnalazione di iniziative e casi concreti legati al recupero alimentare, alla prevenzione dello spreco, all’educazione al valore del cibo e alla costruzione di filiere più consapevoli.

Tra le prime puntate già registrate ci sono temi centrali come il cibo come politica pubblica, il rapporto tra turismo, filiere e Made in Italy, lo spreco alimentare, il fast fashion e la cultura della durata, l’intelligenza artificiale tra opportunità e responsabilità.

“Con Parla con Me® vogliamo continuare a costruire uno spazio di confronto serio, umano e comprensibile, capace di mettere insieme competenze diverse e temi che oggi non possono più essere letti separatamente”, spiega Simona Riccio, Founder di Parla con Me®. “Le filiere non sono solo produzione. Sono lavoro, territorio, responsabilità, cultura e scelte quotidiane. Il decennale della Legge 166/2016 sarà per noi anche un’occasione importante per dare voce a chi lavora concretamente contro lo spreco e per restituire valore al cibo.”

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Mercato della Terra e della Biodiversità, economia e territorio

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Il 9 e 10 maggio 2026, San Giorgio Canavese ospita la X edizione del, primo evento nel calendario del Festival della Reciprocità delle Tre Terre Canavesane. Nel comune noto come “l’Atene del Canavese”, dieci anni di incontri, storie e prodotti d’eccellenza

UN TRAGUARDO DA CELEBRARE

Il 9 e 10 maggio 2026 il centro storico di San Giorgio Canavese torna ad animarsi per la X edizione del Mercato della Terra e della Biodiversità, uno degli appuntamenti più attesi e significativi del Canavese e del panorama enogastronomico piemontese. Dieci anni di incontri, scambi e relazioni tra produttori, comunità locali, espositori e visitatori da tutta Italia: un percorso che, dal 2015, ha saputo trasformare un borgo di tremila persone in un presidio vivo della cultura alimentare e della biodiversità.

Il Mercato è uno degli appuntamenti cardine del Festival della Reciprocità, il progetto culturale promosso dalle Tre Terre Canavesane – San Giorgio Canavese con le vicine Agliè e Castellamonte – nato per valorizzare il territorio attraverso scambi, incontri, musica, cibo e storie che uniscono culture e comunità differenti. Un modello di turismo di prossimità consapevole e di alta qualità, che dall’estate all’autunno anima i tre borghi con un ricco calendario di eventi pensati per valorizzare la cultura, le tradizioni e l’economia locale.

Il tema della X edizione è “RADICATA 2026 – ORCO CHE ZUPPA”: un invito a riflettere sull’importanza del legame profondo con il territorio e, al tempo stesso, un gioco ironico e affettuoso con due elementi fortemente identitari del luogo: la terra e l’acqua.

“Radicata” celebra il legame indissolubile con la terra, il punto esatto dove tutto ha inizio e dove la vita trova la forza di rigenerarsi. Solo chi sa da dove viene può guardare lontano. Il sottotitolo “Orco che Zuppa” è invece un omaggio al torrente Orco, linfa vitale della frazione di Cortereggio, l’Eva d’òr – “acqua d’oro” in dialetto piemontese – del Canavese: è proprio sulle sue sponde, infatti, che la tradizione agricola locale trova la sua massima espressione nella coltivazione della Piattella Canavesana di Cortereggio, Presidio Slow Food.

In questo contesto, i legumi diventano protagonisti assoluti e metafora potente: simboli di resilienza, adattamento e fertilità, rappresentano la ricchezza nascosta nel “sottosuolo culturale” delle comunità. Custodire la diversità delle colture e dei paesaggi significa opporsi allo sfruttamento incontrollato e difendere beni comuni come il suolo, l’acqua e l’aria.

Abbiamo scelto ‘Radicata’ non come semplice aggettivo, bensì come un’idea profonda capace di raccontare l’importanza del legame con il territorioafferma Debora Vittone, Presidentessa dell’Associazione Piattella Canavesana di Cortereggio, impegnata nella tutela e conservazione del particolare legume locale – “Questa edizione vuole testimoniare quanto il contatto diretto con la terra sia fondamentale per la crescita autentica di una comunità e per la sua identità. Essere ben radicati significa conoscere le proprie origini, ma anche essere consapevoli di ciò che si è già fatto e di dove si può arrivare.”

IL MERCATO DEI PRODUTTORI

Per due giorni, le vie del centro storico di San Giorgio Canavese si trasformeranno in un grande mercato a cielo aperto. Oltre cento espositori – tra Presìdi Slow Food, Prodotti del Paniere della Provincia di Torino, Maestri del Gusto ed eccellenze regionali e internazionali – racconteranno le proprie storie attraverso i prodotti che custodiscono tradizioni, territori e saperi agricoli secolari.

Tra i protagonisti: il formaggio Storico Ribelle, già Bitto Storico, simbolo della produzione casearia lombarda; lo Zafferano di San Gavino Monreale, coltivato e lavorato a mano senza trattamenti chimici in Sardegna; la Papaccella Napoletana, piccolo peperone carnoso dalla polpa dolce; la Fava di Carpino coltivata nei terreni calcarei del Gargano pugliese; il Parmigiano Reggiano prodotto con latte di Frisona e della rara Vacca Bianca Modenese, razza bovina in via di estinzione; e il Fagiolo Rosso di Lucca, antica varietà recuperata nella piana lucchese. I prodotti saranno anche i protagonisti di una ricca offerta di street food e dei menù proposti per l’occasione nei ristoranti del paese.

UNA FESTA DA RECORD

Il pomeriggio di domenica segnerà il momento centrale delle celebrazioni per i dieci anni del Mercato della Terra. La “Festa dei 10 anni” sarà infatti uno speciale momento di unione fra comunità locale e visitatori. Per l’occasione verranno celebrate alcune delle realtà più longeve di San Giorgio Canavese come l’Azienda Agricola Orsolani (132 anni), la Pasticceria Roletti 1896 (130 anni), il Ristorante Della Luna (100 anni) e la Gastronomia Costa-Serra (70 anni). Un riconoscimento andrà anche ai produttori che da più tempo sostengono, con la loro presenza costante, la crescita del Mercato. A chiudere la festa sarà un finale da record: prima del taglio della torta dei 10 anni, verrà presentata la “Zuppa dei Record“: un’impresa gastronomica senza precedenti con cui il Mercato punta a entrare nel Guinness World Record per la maggiore biodiversità leguminosa mai contenuta in un unico piatto.

Aver raggiunto la decima edizione è per il Mercato di San Giorgio un traguardo di grande rilievo”, spiega Ambra Civallero, Direttrice del Mercato. “Siamo orgogliosi e felici di celebrare questo anniversario insieme a chi custodisce la nostra storia, le nostre tradizioni e valori guardando con noi al futuro. Festeggiare questo speciale anniversario significa anche continuare a dar voce allo spirito del Mercato: una convivenza di varietà e realtà diverse che, insieme, arricchiscono e tutelano l’intero territorio”

IL FESTIVAL DELLA BIODIVERSITÀ DEI RAGAZZI

Il Mercato della Terra coinvolgerà anche le giovani generazioni, con la terza edizione del Festival della Biodiversità dei Ragazzi, nato da un’idea del conduttore RAI “Peppone” Calabrese, direttore artistico del festival nel festival. Nel weekend del Mercato, il centro storico di San Giorgio ospita laboratori e attività aperte al pubblico. Dal talent show “Talenteen”, che permetterà ai più giovani di esibirsi mostrando le proprie doti musicali e artistiche, ai laboratori manuali per realizzare una composizione floreale in vista della festa della mamma, a Lab. Brick, angolo di costruzione con i mattoncini lego. Mentre lunedì 11 e martedì 12 maggio il Castello di San Giorgio Canavese diventa un’aula magna per centinaia di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. Sono in programma incontri con produttori e personaggi, tra cui: lo chef stellato Pasquale Laera, la food creator Aurora Cavallo nota come Cooker Girl e il fumettista Giulio Giordano, illustratore di Diabolik. Un investimento culturale sul futuro, in cui la biodiversità diventa linguaggio comune per immaginare un’agricoltura più giusta e sostenibile.

IL BORGO E LE SUE RADICI

Non è casuale che tutto questo accada a San Giorgio Canavese, borgo di circa 3.000 abitanti situato nel cuore del Canavese, tra Torino e la Valle d’Aosta. Un tempo chiamata “l’Atene del Canavese” per la sua storia prestigiosa e i suoi numerosi personaggi illustri – dall’inventore Antonio Michela Zucco (creatore della prima macchina fonostenografica al mondo, ancora oggi utilizzata al Senato della Repubblica) allo storico Carlo Botta – San Giorgio era un vitale crocevia commerciale e culturale del territorio. Il suo celebre mercato del martedì degli inizi del Novecento, che attirava scambi e relazioni da tutto il Canavese, è lo spirito che ancora oggi si rinnova e si tramanda grazie al Mercato della Terra.

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

Sabato 9 e domenica 10 maggio – Mercato dei Produttori nelle vie del centro storico, street food

Sabato 9 – domenica 10 maggio: – Festival della Biodiversità dei Ragazzi: laboratori e attività aperte al pubblico

Domenica 10 maggio: Festa dei 10 Anni e presentazione della Zuppa dei Record

Lunedì 11 maggio e martedì 12 maggio – Festival della Biodiversità dei Ragazzi: incontri riservati agli studenti delle scuole del territorio presso il Castello di San Giorgio

Cultura e food rilanciano l’economia del territorio. E’ l’età dell’oro del turismo piemontese?

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Nel 2025 il turismo in Piemonte ha consolidato una fase di espansione ormai strutturale, affermandosi come uno dei comparti più dinamici dell’economia regionale. Le elaborazioni dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte insieme a Visit Piemonte indicano non solo un aumento significativo dei flussi, ma anche un miglioramento della qualità della domanda, sempre più orientata verso visitatori internazionali e verso esperienze diversificate sul territorio.

Nel corso dell’anno si sono registrati circa 6,7 milioni di arrivi e oltre 18 milioni di presenze, con una crescita superiore al 7% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento decisamente più sostenuto rispetto alla media nazionale, segnale che il Piemonte sta rafforzando la propria attrattività nel panorama turistico italiano. Un elemento particolarmente rilevante è rappresentato dal peso crescente dei visitatori stranieri, che ormai superano la metà delle presenze complessive, con una forte incidenza di turisti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia. Parallelamente si è ampliata anche l’offerta ricettiva, con un aumento consistente del numero di strutture, segno di una filiera in espansione e di una maggiore capacità di accoglienza diffusa.

La crescita non riguarda un solo ambito territoriale ma si distribuisce in modo sempre più equilibrato, pur mantenendo un baricentro importante su Torino con musei e cultura, che si conferma il principale polo turistico regionale. Il capoluogo concentra una quota rilevante dei flussi grazie alla sua offerta culturale, agli eventi di rilievo internazionale e al crescente appeal come destinazione per soggiorni brevi. Accanto alla città, tuttavia, si rafforza il ruolo di altri territori: le aree vitivinicole delle Langhe e del Monferrato attraggono turismo enogastronomico di fascia medio-alta, i laghi piemontesi mantengono una forte vocazione internazionale, mentre le zone alpine stanno beneficiando di una progressiva destagionalizzazione che valorizza anche il turismo estivo e outdoor. Questo allargamento geografico dei flussi rappresenta uno degli aspetti più interessanti, perché consente di distribuire i benefici economici su un’area più ampia e di sostenere anche le economie locali meno centrali.

Dal punto di vista economico, l’impatto del turismo si manifesta su più livelli. L’aumento delle presenze e delle strutture ricettive implica una crescita diretta della domanda di lavoro nei settori dell’ospitalità, della ristorazione, dei servizi culturali e dei trasporti. A questo si aggiunge un effetto indiretto significativo su filiere collegate come l’agroalimentare, il commercio e l’artigianato, che beneficiano della spesa turistica. In un contesto come quello piemontese, storicamente caratterizzato da una forte base industriale, il turismo assume quindi un ruolo sempre più importante come fattore di diversificazione economica. Pur non rappresentando ancora una quota dominante del prodotto interno regionale, il suo peso è in crescita e contribuisce a rendere il sistema economico più resiliente.

Per Torino, in particolare, il turismo rappresenta una leva strategica di trasformazione. La città, che negli ultimi decenni ha avviato un percorso di riconversione dopo la crisi del settore manifatturiero tradizionale, trova nel turismo culturale e degli eventi un ambito di sviluppo capace di generare occupazione e attrarre investimenti. L’aumento dei visitatori stranieri conferma inoltre un posizionamento sempre più internazionale, con effetti positivi su tutto il comparto dei servizi urbani.

Guardando al futuro, le prospettive appaiono favorevoli. Il trend di crescita degli ultimi anni, l’espansione della domanda estera e la capacità di sviluppare offerte turistiche legate alla natura, all’enogastronomia e alle esperienze autentiche indicano che il turismo può diventare uno dei principali motori di sviluppo del territorio. La sua forza risiede anche nella capacità di attivare un ampio indotto e di valorizzare risorse locali spesso non delocalizzabili. Tuttavia, per consolidare questo ruolo sarà necessario affrontare alcune criticità, come il miglioramento delle infrastrutture, il potenziamento dei collegamenti e una maggiore integrazione dell’offerta turistica.

Upskill Piemonte 2026 punta sulle filiere artigiane identitarie

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Generare valore culturale ed economico per il territorio, favorire l’incontro tra imprese e giovani talenti, sostenere l’innovazione nei distretti simbolo del Made in Italy piemontese. È questo l’obiettivo di Upskill Piemonte 2026, quarta edizione del progetto promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT, in collaborazione con Upskill 4.0 e UniCredit.
Dopo le esperienze maturate nelle edizioni precedenti, il progetto compie un ulteriore passo avanti e concentra la propria azione su tre filiere identitarie del Piemonte: il tessile biellese, l’oreficeria di Valenza e il comparto dolciario e del cioccolato tra Alba e Cuneo. Settori che rappresentano un patrimonio produttivo, culturale e manifatturiero di grande valore e che oggi sono chiamati a rafforzare la propria capacità di dialogo con le nuove generazioni.
Il contesto è chiaro: i distretti piemontesi continuano a esprimere una forte rilevanza economica e una riconosciuta eccellenza produttiva, ma la sfida èrenderli sempre più attrattivi anche come luoghi in cui costruire futuro, competenze, identità professionale e realizzazione personale. Upskill Piemonte 2026 nasce proprio con questa finalità: trasformare l’alto artigianato piemontese in una leva di innovazione, orientamento e sviluppo locale.
Il progetto coinvolgerà 9 imprese artigiane piemontesi, selezionate attraverso una manifestazione di interesse, e attiverà 9 cantieri di co-progettazione in collaborazione con tre Istituti Tecnici Superiori (ITS Academy) del territorio: ITS TAM di Biella, ITS Turismo e Attività Culturali e ITS Agroalimentare del Piemonte. Gli studenti saranno chiamati a confrontarsi con sfide reali proposte dalle imprese, lavorando allo sviluppo di prototipi, soluzioni progettuali e nuovi strumenti tecnologici.
Il percorso sarà articolato in più fasi. La prima, dedicata all’attrazione delle imprese e alla definizione delle sfide, prevede visite aziendali, interviste, workshop strategici e momenti di confronto nei territori. La seconda fase, in programma tra settembre e novembre 2026, sarà invece dedicata allo sviluppo dei cantieri insieme agli studenti ITS, con attività di co-progettazione, prototipazione e accompagnamento metodologico. A chiudere il progetto sarà un evento finale previsto il 2 dicembre 2026 presso UniCredit Corporate University, occasione di restituzione pubblica dei risultati raggiunti.
Attraverso la metodologia del design thinking e il supporto del team di Upskill 4.0, le imprese partecipanti potranno lavorare su sfide concrete e personalizzate: dal racconto della propria identità ai contenuti digitali, dal packaging alle esperienzialità, fino a nuovi servizi, processi o modalità di relazione con il mercato e con i giovani. L’obiettivo non è soltanto sviluppare prototipi, ma attivare un processo capace di rafforzare il posizionamento delle imprese e il valore dei distrettinel loro complesso.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un sito dedicato, contenuti editoriali e video-interviste aziendali, strumenti di comunicazione e valorizzazione utili a raccontare le imprese partecipanti, il loro patrimonio di competenze e la loro visione di futuro. In questo modo, Upskill Piemonte 2026 intende costruire non solo innovazione progettuale, ma anche una nuova narrazione dell’alto artigianato piemontese come spazio vivo, contemporaneo e generativo.
Per gli studenti, il progetto rappresenta un’occasione concreta di confronto con il mondo del lavoro e con imprese ad alto valore identitario; per le aziende, una possibilità di aprirsi a nuove competenze, linguaggi e visioni; per il territorio, uno strumento per consolidare il legame tra manifattura, formazione e sviluppo.
Come partecipare
Le imprese interessate possono presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 18.00 del 10 giugno 2026, compilando il modulo Google disponibile al seguente indirizzo:
La documentazione è consultabile sul sito della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: Upskill Piemonte – quarta edizione.
Con la quarta edizione di Upskill Piemonte, la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT intende alimentare la sinergia generativa tra le eccellenze dei nostri distretti produttivi e l’energia dei giovani talenti degli ITS Academy – dichiara Cristina Di Bari, Presidente di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT –. Attraverso il progetto ‘I Distretti del Futuro’, puntiamo a modernizzare i processi produttivi nell’eccellenza artigiana delle piccole e medie imprese – dal tessile all’oreficeria, fino al dolciario – affinché non sia più visto solo come una preziosa eredità, ma come un ecosistema dinamico, innovativo e capace di attrarre le nuove generazioni. Investire nell’incontro tra il ‘saper fare’ tradizionale e le competenze digitali dei giovani significa generare un impatto sociale ed economico duraturo e costruire oggi la competitività e l’attrattività del nostro territorio per il domani.”

Estate 2026 con Openjob Metis, oltre 2 mila opportunità lavorative 

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L’estate si conferma un periodo favorevole per chi è alla ricerca di un’occupazione, sia stagionale sia continuativa. Anche nel 2026 Openjob Metis, agenzia per il lavoro tra i principali player del settore in Italia, registra un fabbisogno complessivo che supera le 2 mila posizioni su tutto il territorio nazionale, tra contratti stagionali e opportunità a più lungo termine. L’analisi dei dati evidenzia come la domanda si distribuisca in modo capillare in tutta Italia, con una forte concentrazione nelle aree a vocazione turistica e nei distretti produttivi. Nel Nord risulta il motore principale della domanda, con il Veneto in testa. Qui si registra il più alto numero di posizioni aperte, con un volume complessivo che supera le 300 unità nel periodo tra maggio e settembre. Il Veneto offre uno spaccato interessante della varietà del lavoro estivo: accanto alle figure del retail, 50 addetti vendita tra le province di Padova, Vicenza e Venezia, emergono esigenze significative nel comparto produttivo con picchi di domanda per operai di produzione e addetti al settore alimentare. Nelle aree più turistiche, come il veneziano e Jesolo, sono in crescita le richieste nella ristorazione, nei servizi e nella grande distribuzione, che testimoniano la presenza di un ecosistema economico fortemente interconnesso. Il turismo è uno dei maggiori esempi occupazionali della stagione. Dalla Sardegna alla Calabria, passando per l’Emilia-Romagna e la Toscana, le strutture ricettive e la ristorazione trainato il mondo del lavoro. In Sardegna, tra costa Nord-Est e Sud, si concentrano numerosi opportunità per camerieri, addetti fast food, bagnini e personale alberghiero, oltre a figure legate a figure essenziali come per la raccolta rifiuti, fondamentale nei periodi di massima influenza turistica. La costa adriatica dell’Emilia-Romagna e le località balneari della Calabria mostrano un fabbisogno costante di personali per hotel, ristoranti e GDO. Accanto al turismo, vengono a rafforzarsi il ruolo della logistica e dei servizi collegati. In diverse regioni, dalla Liguria al Piemonte, fino alle Marche, si registra una domanda significativa di magazzinieri, autisti e addetti al carico-scarico delle merci. Si tratta di un comparto sostenuto sia dall’incremento dei consumi estivi sia dalle esigenze di rifornimento delle varie località turistiche.

Fondamentale anche il contributo del settore produttivo e agroalimentare: l’Emilia-Romagna si distingue con numeri importanti nella lavorazione della frutta e nella logistica industriale, con posizioni quali addetti alla cernita, carrellisti, operatori di magazzino nell’area di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Altre regioni come le Marche si confermano per la centralità dell’attività di confezionamento agroalimentare, soprattutto nel distretto produttivo di Perugia. Il quadro complessivo ci fornisce una mappa di un mercato del lavoro estivo sempre più articolato e dinamico, in cui convivono esigenze diverse, dalla flessibilità tipica dei lavori stagionali alla crescente ricerca di profili fenici e specializzati.

“Quello che osserviamo è un cambiamento concreto. L’estate non è più solo un momento per coprire esigenze temporanee, ma una fase in cui le aziende iniziano a conoscere e valutare nuove risorse – commenta Elisa Fagotto, Candidate Manager di Openjob Metis – per molti candidati significa entrare nel mondo del lavoro più velocemente e trasformare un’opportunità stagionale in un situazione più stabile”.

Mara Martellotta

Mercato della Terra a San Giorgio Canavese

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Il 9 e 10 maggio 2026 il centro storico di San Giorgio Canavese (TO) torna ad animarsi con oltre cento espositori – fra Presìdi Slow Food, Prodotti del Paniere della Provincia di Torino, Maestri del Gusto ed eccellenze regionali e internazionali – che racconteranno le proprie storie attraverso i prodotti che custodiscono tradizioni, territori e saperi agricoli secolari. Parallelamente al mercato si terranno presentazioni e approfondimenti, concerti e laboratori.

 

Il tema della X edizione è “RADICATA 2026 – ORCO CHE ZUPPA”: un invito a riflettere sull’importanza del legame profondo con il territorio e, al tempo stesso, un gioco di parole che richiama i due elementi fortemente identitari del luogo: la terra e l’acqua. “Radicata” celebra il legame indissolubile con la terra, il punto esatto dove tutto ha inizio e dove la vita trova la forza di rigenerarsi. Il sottotitolo “Orco che Zuppa” è invece un omaggio al torrente Orco, linfa vitale del Canavese: è proprio sulle sue sponde, infatti, che la tradizione agricola locale trova la sua massima espressione nella coltivazione della Piattella Canavesana di Cortereggio, Presidio Slow Food.

A chiudere la festa sarà un finale da record: prima del taglio della torta dei 10 anni, verrà presentata la Zuppa dei Record: un’impresa gastronomica senza precedenti con cui il Mercato punta a entrare nel Guinness World Record per la maggiore biodiversità leguminosa mai contenuta in un unico piatto.

Il Mercato della Terra coinvolgerà anche le giovani generazioni, con la terza edizione del Festival della Biodiversità dei Ragazzi. Nel weekend del Mercato, il centro storico di San Giorgio ospiterà infatti laboratori e attività pensate per i più giovani. Dal talent show “Talenteen”, che permetterà ai ragazzi di esibirsi mostrando le proprie doti musicali e artistiche, ai laboratori manuali per realizzare una composizione floreale in vista della festa della mamma, a Lab. Brick, angolo di costruzione con i mattoncini Lego.  Mentre lunedì 11 e martedì 12 maggio il Castello di San Giorgio Canavese diventa un’aula magna per centinaia di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. Sono in programma incontri con produttori e personaggi, tra cui: lo chef stellato Pasquale Laera, la food creator Aurora Cavallo nota come Cooker Girl e il fumettista Giulio Giordano, illustratore di Diabolik. Un investimento culturale sul futuro, in cui la biodiversità diventa linguaggio comune per immaginare un’agricoltura più giusta e sostenibile.

Il Mercato, giunto alla X edizione, è uno degli appuntamenti cardine del Festival della Reciprocità, il progetto culturale promosso dalle Tre Terre Canavesane – San Giorgio Canavese con le vicine Agliè e Castellamonte – nato per valorizzare il territorio attraverso scambi, incontri, musica, cibo e storie che uniscono culture e comunità differenti. Un modello di turismo di prossimità consapevole e di alta qualità, che dall’estate all’autunno anima i tre borghi con un ricco calendario di eventi pensati per valorizzare la cultura, le tradizioni e l’economia locale. https://www.treterrecanavesane.it/