ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 4

Consultazioni Piano dell’aria, Bartoli: “Importanti le indicazioni delle associazioni di categoria”

Oggi a Palazzo Lascaris in Commissione Ambiente si sono svolte le consultazioni dedicate all’ impatto dell’agricoltura rispetto al Piano per la qualità dell’aria presentato dalla Giunta regionale. Ha guidato i lavori il presidente  Sergio Bartoli, alla presenza dell’assessore Matteo Marnati.

“Il Piano dell’aria – osserva Bartoli a margine dei lavori della commissione – è legato strettamente al mondo dell’agricoltura: per questa ragione le consultazioni di oggi, che hanno avuto per protagoniste le associazioni di categoria che voglio ringraziare,  ci hanno fornito importanti informazioni e indicazioni molto utili per il lavoro della commissione”.

In una nota l’Ufficio stampa del consiglio regionale sottolinea che gli aspetti peculiari del Piano legati alle aziende agricole sono la produzione di ammoniaca dagli allevamenti nonché l’incremento di Co2 e polveri sottili causati dai mezzi agricoli e dai cosiddetti abbruciamenti, cioè l’incenerimento delle sterpaglie.

In Commissione sono intervenuti i rappresentanti di enti e associazioni:

  • Bruno Mecca Cici (Coldiretti Piemonte), in relazione all’incremento delle polveri sottili, ha sottolineato il fatto che “le aziende agricole sono in difficoltà anche per il lungo divieto di abbruciamenti in noccioleti e castagneti che impediscono di tenere puliti gli appezzamenti ed evitare le malattie delle piante: ci dovrebbero essere delle brevi deroghe in certi periodi dell’anno”.
  • Giorgio Tiraferri (Politecnico di Torino), ha ribadito la disponibilità a collaborare e ha messo in risalto “la necessità di raccogliere dati da monitoraggi precisi che diano la possibilità di organizzare al meglio i singoli interventi per migliorare la qualità dell’aria del Piemonte”.
  • Nel suo intervento Giorgio Felici (Confartigianato) si è occupato delle spese richieste alle aziende artigiane per sostituire attrezzature e mezzi di trasporto con altri a minore impatto ambientale: “siamo 117 mila aziende artigianali in Piemonte con 500mila persone che ci lavorano. Abbiamo bisogno soprattutto di un piano di intervento a lungo termine, di programmazione, oltre agli incentivi pubblici per sostituire il nostro parco mezzi”.

In Monferrato tra economia e turismo

MONFERRATO GREEN FARM, DALL’11 AL 13 OTTOBRE 2024

LO SPAZIO DEL BENESSERE

Dall’11 al 13 Ottobre prossimi il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm 2°edizione.

Si tratta dell’’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura che vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, Artigianato, Industria e Commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

La scelta di Casale Monferrato, nel cuore di un territorio rurale patrimonio dell’Umanità Unesco, non è casuale, per la sua storia e le sue tipicità.

Ad organizzarla è la società casalese D&N Eventi Srl in collaborazione con Comune di Casale Monferrato, Unione dei Comuni della Valcerrina e Confartigianato Imprese Alessandria. L’iniziativa si svolge con il patrocinio di Città di Casale Monferrato, Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Unione dei Comuni della Valcerrina, Associazione Comuni del Monferrato, Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantone e Camera di Commercio di Alessandria-Asti. Partner sono Confartigianato Imprese Alessandria, Confagricoltura Alessandria, Coldiretti Alessandria,  Apsroflor Comuni Fioriti, Associazione APS Madreselva, Istituto Luparia di San Martino di Rosignano, Fattoria del Toce, Ediltecnica, Ferrari BK, Vivai Varallo, Locanda dell’Arte, Arte e Party, mentre sponsor sono Cosmo e Amc.

Sono ben cinque le aree all’interno della Fiera che si potranno visitare:

Agricoltura

Vivai

Area di esposizione e mostra di animali

Salone delle Eccellenze Alimentari

Benessere e cura naturale della persona

Le aziende espositrici partecipanti alla Green Farm, frequentatrici di Fiere Nazionali importanti del settore, provengono da altre Regioni, oltre a quelle locali e piemontesi, e riguardano tutte le cinque principali categorie della Fiera.

Altra zona di interesse è quella dedicata al BENESSERE e la cura naturale della persona, infatti, anche qui espositori locali ed extra regionali esporranno prodotti di cosmesi naturale ed olistica, integratori ed altri articoli inerenti al tema.

Tra le importanti realtà che parteciperanno in questo settore si menzionano “ l’Associazione ligure “Riviera dei Fiori “di Imperia, “Le Rose di Antonia” appartenente al marchio Dufour, l’azienda produttrice mantovana “la Bavetta”, l’Azienda “SisAgro”, le “Terme di Agliano”.

l’azienda “Cascina Gelosia “ e le “Asine del Bricco”, tutte specializzate nella ricerca e innovazione per il benessere naturale.

Tra i graditi ritorni, sempre per il settore Benessere, si segnala la partecipazione della Scuola di estetica Sidep di Alessandria, importante azienda associata a Confartigianato Imprese Alessandria

L’ingresso al pubblico è gratuito e a percorso libero.

L’ingresso al pubblico è gratuito e a percorso libero.

ORARI:

Venerdì 17:00 – 23:00

Sabato/Domenica 10:30 – 23:00

SITO WEB

https://www.monferratogreenfarm.it

Per info

D&N Eventi srl

cell. 335.7404114 – 366.2829982

info@monferratogreenfarm.it

5.7404114 – 366.2829982

info@monferratogreenfarm.it

Aimaretti e Ferrone nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT

 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT, presieduto da Anna Maria Poggi, ha nominato oggi Gianluca Aimaretti e Vincenzo Ferrone come nuovi membri.
Entrambi sono stati selezionati dalle terne proposte dal Comitato Regionale Universitario del Piemonte, rafforzando così la rappresentanza territoriale dell’organismo, dopo le dimissioni di Gianluca Gaidano e il posto reso vacante dalla nomina di Anna Maria Poggi alla presidenza.

 

Il percorso di rinnovamento della Fondazione CRT procede in piena collaborazione con tutte le componenti della struttura e nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – ha affermato la Presidente Anna Maria Poggi -. Il Consiglio di Indirizzo continuerà a sostenere le numerose realtà del territorio, promuovendo una sinergia sempre più efficace con le istituzioni locali. Come Presidente è mia responsabilità statutaria quella di garantire l’autonomia e l’indipendenza della Fondazione. Il lavoro avviato è e sarà coerente con questo impegno, per una maggiore trasparenza e inclusione nelle decisioni e nelle attività della Fondazione“.

Rivoluzione digitale: nuove frontiere dell’intelligenza artificiale

Giovedi 3 ottobre dalle ore 9.30 al CTE NEXT – Casa delle Tecnologie Emergenti – Corso Unione Sovietica 216, Torino, si terrà il convegno “Rivoluzione digitale: nuove frontiere dell’intelligenza artificiale”.

Al convegno porterà i saluti in video collegamento il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo

Interverranno
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio
L’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Innovazione, Matteo Marnati
L’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Sviluppo Attività Produttive, Andrea Tronzano
La presidente del CSI Piemonte, Letizia Maria Ferraris

 

Nel corso del convegno si terranno due tavole rotonde:

 

“AI, una rivoluzione per cittadini e imprese”

parteciperanno:

-L’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Innovazione, Matteo Marnati

-L’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Sviluppo Attività Produttive, Andrea Tronzano
-Il direttore CSI Piemonte, Pietro Pacini

Il presidente di Formez Responsabile task force IA Funzione Pubblica, Giovanni Anastasi
Il Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati
Il presidente del Centro dell’Intelligenza Artificiale AI4Industry, Fabio Pammolli

 

“Etica, lavoro e territorio nell’era dell’AI”

parteciperanno:

Giuliana Fenu, direttore Competitività del Sistema regionale Regione Piemonte

Umberto De Julio, presidente Anfov

Marco Bussone, presidente Uncem

Michele Pianetta, vicepresidente Anci Piemonte

Paolo Turati, economista

 I temi saranno moderati da Mila Fiordalisi, Direttore Corcom e Spaceconomy 360

PIR: un’opportunità da rilanciare

 

I Piani individuali di risparmio: strumento “dimenticato”

Lanciati nel 2017, i piani individuali di risparmio a lungo termine (PIR) sono una forma di investimento finanziario pensata per stimolare i risparmiatori ad investire i loro risparmi in maniera innovativa e conveniente, generando contemporaneamente un flusso di capitali a favore delle piccole e medie aziende.

Non si tratta quindi di nuovi titoli o di nuovi strumenti, ma di un modo di entrare nel mondo dei titoli quotati in maniera simile a quella già esistente da tempo nel settore del “risparmio gestito” (gestioni individuali, fondi comuni, ETF).

I PIR hanno avuto un forte successo al momento del loro lancio, soprattutto per la forte agevolazione fiscale prevista dalla legge istitutiva (vedi il paragrafo successivo), ma da alcuni anni stanno conoscendo una crisi, evidenziata da un esodo di capitali che supera largamente le nuove sottoscrizioni.

Come aprire un PIR

I Piani possono essere attivati solo presso una banca, aprendo un dossier titoli a parte, appositamente denominato “Deposito PIR”.

All’interno si possono collocare esclusivamente strumenti che rispettano le norme di composizione dei portafogli; le modalità con cui costituire un PIR sono molto flessibili. I risparmiatori possono ricorrere a strumenti del risparmio gestito come fondi comuni, contratti di assicurazione e gestioni patrimoniali, per i quali sono gli intermediari a occuparsi del rispetto delle condizioni necessarie a ottenere il beneficio fiscale. La forma più diffusa di PIR è quella dei fondi di investimento (i cosiddetti fondi PIR o fondi “PIR compliant”), sia nella forma tradizionale di fondo gestito, sia in quella di fondo “passivo” (ETF).

La sottoscrizione è riservata a persone fisiche, ed ognuno può essere intestatario di un solo PIR (non è consentito aprirne in più banche); inoltre è vietata la cointestazione. Per patrimoni di proprietà di coniugi o parenti, è necessario quindi aprire un deposito per ogni componente il nucleo familiare.

Sono fissati limiti massimi di investimento, pari a 40.000 euro annui, con una vita massima di cinque anni; ogni sottoscrittore quindi potrà sottoscrivere al massimo 200.000 euro.

Il portafoglio dei fondi PIR

Poiché la finalità dei piani è quella di avvicinare i risparmiatori all’investimento, la legge ha fissato parametri stringenti per la composizione del portafoglio.

E’ previsto infatti che:

– almeno il 70% del piano sia investito in strumenti finanziari emessi da società italiane (o europee con stabile organizzazione in Italia);

– di questo 70% almeno il 30% deve essere investito in società non incluse nell’indice azionario della Borsa principale e il 5% in società non incluse nell’indice FTSE Mid Cap (o equivalente).

– su una singola società emittente, inoltre, non può essere investito più del 10% del PIR.

E’ chiaro che la legge ha voluto costruire uno strumento che offra il massimo della diversificazione al fine di contenere il rischio insito in un investimento che è prevalentemente azionario.

Significativo, nell’ottica dello stimolo alle piccole e medie impresa, il peso riservato ad aziende non inserite nell’indice principale, che devono rappresentare almeno il 21% del patrimonio totale.

Le agevolazioni a favore dei sottoscrittori

Il progetto PIR, studiato per stimolare gli investimenti nell’economia italiana, è stato accompagnato da agevolazioni fiscali per assicurarne il successo.

E’ previsto infatti che i sottoscrittori non paghino l’imposta sul capital gain (attualmente pari al 26%) purché la posizione sia mantenuta per almeno cinque anni (la durata è calcolata per ogni tranche versata). Peraltro l’investimento non è vincolato, ma liquidabile in qualunque momento, con l’unica avvertenza che il disinvestimento effettuato prima dei cinque anni comporta il pagamento del capital gain.

Inoltre il PIR è esente dall’imposta di successione, unico caso nella legislazione fiscale italiana (esenzione finora prevista esclusivamente per i BTP e simili).

A chi interessano i PIR

I PIR sono utili per i risparmiatori che intendono investire a lungo termine su titoli di aziende italiane ottenendo un’agevolazione fiscale unica. Data la struttura, possono essere considerati strumenti a rischio medio, grazie alla forte diversificazione del portafoglio ed alla componente dei titoli di Stato (30% del totale).

Ma sono anche utili per le imprese italiane (soprattutto quelle medio-piccole) perché garantiscono un ampliamento del mercato dei loro titoli che, senza l’intervento dei PIR, correrebbero il rischio di generare transazioni ridotte, fatto che ne limita l’appeal.

Non bisogna per contro sottovalutare che, a fronte di rendimenti tendenzialmente interessati grazie all’esenzione fiscale, i costi medi sono piuttosto alti (le commissioni di sottoscrizione e di gestione sono tra le più care nel comparto del risparmio gestito). Però, grazie al lancio degli ETF “formato PIR” si sono aperte nuove interessanti opportunità riducendo del 70-80% i costi e rendendo il prodotto molto conveniente.

Va tenuto inoltre presente che la liquidità potrebbe non essere totale, perché la quota destinata alle PMI è negoziabile per importi modesti.

PIR: strumento da rilanciare

Nel complesso il giudizio sui PIR è positivo.

Purtroppo, come accennato, dopo l’exploit iniziale, le sottoscrizioni si sono fortemente ridotte ed i rimborsi (chiesti da coloro che avevano ottenuto consistenti guadagni negli anni precedenti ed hanno monetizzato la plusvalenza) sono cresciuti.

Sarebbe opportuno quindi avviare un’ampia azione di rilancio dei PIR nell’interesse del mercato finanziario.

Azione che dovrebbe coinvolgere le banche (che da tempo hanno smesso di inserire i PIR fra gli strumenti suggeriti alla clientela), lo Stato (che potrebbe lanciare una campagna informativa e pubblicitaria per stimolarne la conoscenza e rilanciare le sottoscrizioni), e le associazioni di tutela dei risparmiatori (che dovrebbero evidenziare i vantaggi dei PIR fra i loro associati).

 Gianluigi De Marchi 

demarketing2008@libero.it

L’area volontariato del Banco Alimentare del Piemonte

Verrà presentata l’area appena inaugurata dedicata al volontariato aziendale del Banco Alimentare del Piemonte

 

Giovedì 3 ottobre 2024, a partire dalle 9.30, la sede del Banco Alimentare del Piemonte, in via Roma 24 ter a Moncalieri, ospiterà una doppia inaugurazione, il nuovo impianto fotovoltaico da 80 kW, che garantisce un immediato risparmio ecologico ed economico, ponendo le basi per la costruzione di una comunità energetica locale, l’area appena ristrutturata è dedicata al volontariato aziendale.

Si tratta di due passi importanti in avanti per un futuro più sostenibile e dal punto di vista energetico efficiente, tale da rafforzare la collaborazione tra profit e no profit nell’ottica del benessere sociale.

Sarà anche l’occasione per fare il punto sugli approvvigionamenti di derrate alimentari nei magazzini del Banco Alimentare che sono diminuite del 47,1% rispetto al 2023, situazione drammatica denunciata già lo scorso giugno.

Interverranno il presidente del Banco Alimentare, Salvatore Collarino, l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino Jacopo Rosatelli, e Felice Vai, vicepresidente della Compagnia delle Opere.

 

Mara Martellotta

10° Anniversario della Conferenza della European Journal of Islamic Finance (EJIF)

2-3 Ottobre 2024, Torino

L’European Journal of Islamic Finance celebra il suo 10° anniversario con una conferenza internazionale che si terrà il 2 e 3 ottobre 2024 presso il Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino. L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto tra esperti accademici, professionisti e rappresentanti istituzionali sul tema della finanza islamica e delle sue implicazioni etiche e sociali nel contesto globale.
Programma e Obiettivi della Conferenza
Durante la due giorni, la conferenza vedrà la partecipazione di illustri relatori, tra cui:
 Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino;
 Paola De Vincentiis, Direttrice del Dipartimento di Management “Valter Cantino”;
 Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte;
 Gabriella Nardelli, Vicesindaco di Torino;
 Corrado Alberto, Presidente della Camera di Commercio di Torino;
 Pierangelo Decisi, Vicepresidente API Torino;
 Paolo Biancone, Professore Ordinario di Finanza Islamica presso l’Università di Torino.
Un momento centrale sarà il keynote speech di Luigi Di Maio, Rappresentante Speciale dell’UE per la Regione del Golfo, che interverrà in modalità video. Tra gli interventi accademici di spicco, figurano quelli della Prof.ssa Asmak Ab Rahman (Universiti Malaya, Malesia) e del Prof. Kabir Hassan (University of New Orleans, USA).
Tematiche Affrontate
La conferenza affronterà temi di rilevanza globale come:
 Finanza islamica e sviluppo sostenibile,
 Le sfide della finanza ESG nell’era delle nuove tecnologie,  Il ruolo delle banche islamiche nella diplomazia economica,  Inclusione finanziaria e filantropia islamica.
Saranno inoltre organizzate sessioni parallele che esploreranno questioni legate alla digitalizzazione della finanza islamica, all’economia circolare e alle pratiche di governance aziendale in contesti islamici.
Partecipazione e Modalità Ibrida
L’evento sarà accessibile sia in presenza che online attraverso la piattaforma Webex, rendendolo fruibile a una platea internazionale. Le sessioni principali si terranno presso l’Aula Magna del Nuovo Edificio del Dipartimento di Management “Valter Cantino”, con sessioni parallele organizzate nelle Aule Rosa e Azzurra.
Conclusione e Premi

La conferenza si concluderà il 3 ottobre con la cerimonia di chiusura e la premiazione dei migliori contributi accademici presentati, seguita da una foto finale in modalità ibrida con tutti i partecipanti.

 

Contatti e Ulteriori Informazioni
Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma completo, visitare il sito https://ojs.unito.it/index.php/EJIF/announcement/view/211
Prof. Paolo Biancone 3355479944
Organizzato da: Università di Torino Con il patrocinio di: Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di Commercio di Torino, API Torino.

A Terra Madre la Città sigla quattro accordi di cooperazione

Il sindaco Stefano Lo Russo ha firmato, in occasione dell’ultima giornata di Terra Madre Salone del Gusto, quattro protocolli di collaborazione tra Torino e le città di Betlemme (Territori palestinesi), Khouribga (Marocco), Louga (Senegal) e Praia (Capoverde). “Torino e le Città Solidali” è un tassello importante per il consolidamento delle relazioni tra queste città, già impegnate in diversi progetti di cooperazione trans-territoriali.

La firma degli accordi ha visto protagonisti il sindaco Lo Russo e i primi cittadini delle città di Betlemme (Territori palestinesi) Anton G. A. Salman, di Khouribga (Marocco) Mohamed Zekrani, di Praia (Capoverde) Francisco Carvalho. Assente per impegni politici il sindaco di Louga (Senegal) Moustapha Diop, sostituito dal segretario generale della Città di Louga.

Con Betlemme la Città di Torino ha già realizzato azioni nell’ambito energie rinnovabili, dell’acqua e dei mercati e condivide il progetto “Akli Baladi” (“Mangia locale”), presentato al bando Aics-Maeci 2023, che vede tra i partner Slow Food Italia, le città palestinesi di Gerico e Beit Jala e numerose città italiane tra cui Pavia, Caltagirone, Bergamo, Reggio Emilio, Sesto Fiorentino e Bra.

Hanno più di vent’anni anche le relazioni tra Capoverde e Torino, che ospita il consolato onorario capoverdiano. I progetti condivisi riguardano principalmente i temi della riqualificazione e della rigenerazione delle periferie urbane, dei diritti per tutte e per tutti, del contrasto alla violenza di genere e delle politiche alimentari tra cui “Sabor Cabo Verde” e “Prato”. Con Praia, poi, la nostra città condivide l’esperienza di Città ospiti del Forum mondiale sullo sviluppo locale promosso da UNDP, che Torino ha organizzato e ospitato nel 2015 e Praia nel 2017.

È storica anche la collaborazione tra Torino e il Marocco. Tra le ultime iniziative intraprese dalle Città di Torino, nell’ambito di una storica collaborazione con il Marocco, il progetto “Mentor”, che coniuga cooperazione internazionale e migrazione circolare, e l’impegno nel consolidamento dei partenariati con tutte le aree da cui provengono i nuovi cittadini torinesi, a seguito della mozione del Consiglio comunale “Torino guarda oltre”.

Il protocollo firmato con il Senegal è il rinnovo di un accordo già esistente fin dal 2007, che affonda le sue radici nella significativa presenza della comunità senegalese di Torino e nei numerosissimi progetti di cooperazione decentrata realizzati dal 2001 ad oggi sui diversi temi delle politiche locali: lavoro e creatività giovanile, ambiente e rifiuti, turismo responsabile e cultura, come il progetto “Reti al lavoro”.

Nei giorni scorsi le delegazioni delle diverse città, composte dai sindaci, dai responsabili di Cooperazione internazionale e dai rappresentanti delle reti Slow Food locali, hanno visitato le rispettive comunità presenti sul territorio, sono intervenuti in alcuni degli appuntamenti di Terra Madre Salone del Gusto e hanno visitato la nostra città, tra incontri con le istituzioni, aziende e realtà del terzo settore e visite ai musei cittadini.

Fino al 2 ottobre: un aiuto all’agriturismo

Le aziende agricole piemontesi che intendono ampliare la propria attività al settore dell’agriturismo avranno un mese in più di tempo per presentare la domanda per accedere al finanziamento messo a disposizione dalla Regione Piemonte.

È stato infatti prorogato dal 2 settembre al 2 ottobre 2024 il termine di presentazione delle domande per partecipare al bando Investimenti per la diversificazione: uno strumento finanziato attraverso il Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (Csr 2023-2027) che mette a disposizione complessivamente 9 milioni di euro per sostenere le aziende agricole in nuovi investimenti in attività complementari, fra cui appunto il settore dell’agriturismo, delle fattorie didattiche, la trasformazione diretta dei propri prodotti agricoli in prodotti non agricoli anche a scopi alimentari e lo sviluppo in azienda di attività sociali.

Lo annuncia l’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: «Abbiamo deciso di prorogare i termini del bando accogliendo la sollecitazione unanime delle tre associazioni di categoria, Coldiretti, Confcoltivatori e Cia. C’è infatti un forte interesse da parte delle aziende agricole piemontesi a diversificare la propria attività investendo anche nel settore agrituristico: e questo è assolutamente in sintonia con il progetto di integrazione fra produzioni agroalimentari, cibo di qualità e turismo che intendo sviluppare fra gli obiettivi centrali di questa legislatura».

Il bando – che potenzialmente interessa anche i circa 800 agriturismi già attivi in Piemonte – può finanziare dal 40% al 60 % della spesa gli interventi relativi ai quattro settori indicati fra cui i seguenti interventi: sistemazione del sedime (livellamenti, inghiaiature ecc., con esclusione di asfaltature e realizzazione di platee in cemento) di aree esterne, facenti parte dell’azienda agricola e funzionali all’attività agrituristica svolta, oltre che alla sosta camper e/o roulottes, piazzole per tende, parcheggi auto, zona pic-nic e gioco bambini, e posizionamento di strutture abitative non fisse per l’ospitalità rurale.

Giachino: Finalmente nel 2026 partiranno i lavori per la costruzione della Linea 2 della Metro

Caro Direttore,
L’importante Convegno organizzato oggi nella Sede della Unione Industriali per presentare la Linea 2 della Metro conferma che i torinesi del terzo millennio sono di gran lunga più lenti dei torinesi del 1800 quando il mondo si stupì perché i nostri antenati terminarono prima del previsto la costruzione del Primo Traforo Alpino al mondo, fortemente voluto dal nostro politico più grande, Camillo Benso Conte di Cavour.
L’obiettivo del bravissimo Prof. Bernardino Chiaia infatti è quello di riuscire a iniziare i lavori della costruzione della Linea 2 a febbraio del 2026 , vent’anni dopo la inaugurazione del primo tronco della linea 1.  Vent’anni per preparare un progetto della linea 2 sono in effetti tantissimi e i ritardi come sempre li paga la Città e in particolare la periferia della Città. La Linea 1 ,a parte l scale mobili ferme , ha tolto il 30% del traffico di corso Francia, ha diminuito l’inquinamento da traffico e ha diminuito l’intasamento del traffico oltre a valorizzare le zone vicine al passaggio della Metro e alle sue fermate. La linea 2 che collegherà la Zona Nord (Barriera di Milano) con Mirafiori passando dal Campus Einaudi, dal centro della Città (piazza Carlo Alberto, Porta Nuova dove incrocerà la 1 successivamente , quando saranno trovati i finanziamenti arriverà sino al Politecnico. L’obiettivo della Amministrazione Lorusso è quello di rilanciare Barriera di Milanofacendo partire di lì la Linea 2. Tutto vero ma i ritardi nella progettazione perché venti anni sono francamente un record mondiale, li pagherà tutti Barriera di Milano che dovrà aspettare il 2033 per avere un collegamento metropolitano come hanno tutte le Città europee come Torino. Pensate che Lione , che ha duecentomila abitanti in meno, ha 4 linee di Metropolitana. Sui tempi di realizzazione possiamo fidarci perché aver scelto come Commissario alla realizzazione il Prof. Chiaia e’ stata una idea geniale. Proprio oggi che sono usciti i dati di Prometeia sulla crescita delle economie regionali tra il 2019 e il 2024. Prima la Lombardia cresciuta dello 6.65%, seconda la Puglia cresciuta del 6,18, terza la Emilia Romagna cresciuta del 5,52 , la Campania del 3.38, quattordicesimo il  Piemonte la cui crescita è condizionata per oltre la metà da Torino, cresciuto solo del 1,38. Una crescita così bassa genera tanta disoccupazione e impoverimento come ci ha detto la Caritas. Ecco perché ritardare opere fondamentali come la TAV e la Linea 2 della Metro e’ grave e costa effetti sociali importanti. Sono cose di cui purtroppo non si è parlato in un evento frequentato dalla gente bene come Torino Spiritualità come mi ha scritto una Signora di 82 anni . Ma chi ha deciso di vivere non solo per se stesso ma anche per la Comunità nella quale vive non può assolutamente disinteressarsi dei problemi della metà della Città che non sta bene e che in questi anni ha visto peggiorare la situazione .

Mino GIACHINO
Responsabile piemontese trasporti FDI