ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 4

Barricalla Spa ha raccolto la sfida e prodotto “L’ultima ape”

Presentazione del cortometraggio animato 

Proiezione mercoledì 5 giugno, ore 17,30

Cinambiente | Cinema Massimo, Torino

 

Barricalla Dehor: proiezione open air del film Blue Carbon

mercoledì 5 giugno, ore 21

Barricalla | Via Brasile 1, Collegno

È ancora possibile innovare i modi e i linguaggi per raccontare l’ambiente, le nuove opportunità e necessità?

Barricalla Spa ha raccolto la sfida e prodotto L’ultima ape, un cortometraggio animato realizzato, dallo studio torinese Mu Film, per sensibilizzare gli spettatori su alcune delle più importanti urgenze ambientali come la difesa della biodiversità, la lotta alle ecomafie, la scelta di stili di vita sostenibili, la necessità di impianti di smaltimento sicuri per tutti quei rifiuti, in primis quelli speciali, che non possono essere riutilizzati, riciclati e valorizzati. La proiezione de L’ultima ape nell’ambito di Cinemambiente si terrà mercoledì 5 giugno alle 17,30 al Cinema Massimo.

Questo progetto è stato pensato uscendo dalle strade già tracciate da linguaggi e modalità di comunicazione abituali con cui si parla oggi di ambiente e, in particolare, di rifiuti.

Un argomento spesso gravato da luoghi comuni, spesso imbevuti di ideologie e preconcetti infondati, e poco conosciuto. Infatti lo smaltimento di questo tipo di materiali – che rappresentano circa l’80% di quelli prodotti quotidianamente – non riguarda la nostra vita quotidiana: a ogni chilo di rifiuti urbani prodotti, infatti, ne corrispondono cinque di speciali che, noi non intercettiamo o gestiamo direttamente.

 

Proprio per far conoscere da vicino un tema così complesso in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente si terrà Barricalla Dehor, proiezione open air a Barricalla del film Blue Carbon (ore 21, via Brasile 1 a Collegno, non è necessaria prenotazione ma è consigliato portare con sé coperture adatte a sedersi sul manto erboso).

 

Barricalla, società mista pubblico-privata, è il principale impianto di smaltimento in Italia per i rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, è situata a Collegno e si sviluppa su una superficie di circa 150.000 metri quadrati. È immediatamente riconoscibile per l’ampio parco fotovoltaico visibile anche dall’esterno che lo identifica come fonte di energia pulita. Ogni anno, infatti, Barricalla è in grado di fornire 1,9 GWh di energia all’anno, destinata al territorio, pari al fabbisogno annuo di oltre 700 famiglie, con un risparmio di 1120 tonnellate di CO2.

Da oltre trent’anni, Barricalla, è un importante punto di riferimento per la corretta gestione delle sostanze potenzialmente pericolose di provenienza industriale e da terreni bonificati, accogliendo i rifiuti che non possono essere più reimpiegati nel ciclo produttivo o valorizzati in altro modo, smaltendoli in maniera corretta. L’intera struttura è progettata per garantire la massima affidabilità, con altissimi livelli di sicurezza, a tutela dell’ambiente e delle comunità del territorio.

Sono circa 150.000 le tonnellate che, ogni anno, trovano collocazione nel sito torinese che conta un volume complessivo autorizzato di 1.861.750 metri cubi, articolati in cinque lotti, l’ultimo in attività inaugurato a settembre 2018 in occasione dei 30 anni di vita della Società.

 

L’impegno quotidiano di Barricalla per la difesa dell’ambiente e della collettività si trova nel Bilancio di sostenibilità consultabile sul sito www.barricalla.com.

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Uncem e Legambiente: il 2 giugno dei piccoli comuni

“Da vent’anni la Festa della Repubblica è anche la Festa dei piccoli Comuni. Uncem condivide da due decenni le iniziative del 2 Giugno con Legambiente per mettere al centro del Paese la ‘piccola grande Italia’, i Comuni con minor popolazione. Su questi abbiamo una legge evoluta e tra le migliori in Europa, la 158 del 2017, del tutto inattuata, se non in alcune parti come quella sui servizi postali. Legge che ha visto muoversi qualche mese fa un bando di finanziamenti per assegnare 160 milioni di euro allocati, in una dannosa logica campanilista e profondamente lontana da quanto scrive la legge stessa all’articolo 13. Ovvero che i Comuni devono pianificare sviluppo e organizzazione dei servizi insieme, strutturando unioni e aggregazioni territoriali. Senza nuove agenzie o altre strutture. Auspico che la Politica agisca su questo fronte. Agisca con l’obiettivo del NOI e non dell’IO, non dei campanili bensì della collaborazione tra Comuni. Che non si salvano da soli. Progrediscono insieme, nelle zone montane, rurali, come nelle zone di pianura. Piccoli e grandi Comuni insieme, come ribadiremo domani, insieme con il Presidente della Repubblica, nella Festa dell’Italia unita, democratica, europea, inclusiva. Viva la Repubblica”. Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem.

L’IA nei board aziendali

FESTIVAL DELL’ECONOMIA. L’IA ENTRA NEI BOARD AZIENDALI: APPUNTAMENTO IL 2 GIUGNO 
 
L’Intelligenza artificiale sta rivoluzionando anche il mondo della corporate governance: le ore di lavoro per analizzare documenti legali o finanziari si sono ridotte da 360.000 all’anno a pochi secondi ed entro il 2030 potremmo automatizzare fino al 30% delle ore lavorative grazie alla IA generativa.
Sempre più dati¹ mostrano l’effetto dell’introduzione della IA nei consigli d’amministrazione, con una riduzione dei costi operativi, un miglioramento dell’efficienza, e anche qualche linea guida per alcune decisioni aziendali.
L’impatto della IA sui board e sui meccanismi decisionali delle aziende sarà al centro dell’incontro organizzato da Fondazione CRT nell’ambito del Festival Internazionale dell’EconomiaCorporate governance e intelligenza artificiale”.
L’appuntamento in programma domenica 2 giugno alle ore 12, presso la Sala Codici del Museo del Risorgimento a Torino. Interverranno Maurizio Irrera, Presidente ad interim di Fondazione CRT; Giovanni Lombardi, General Counsel di illimity Bank e Giulia Schneider, Ricercatrice di Diritto dell’economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Dall’analisi dell’impatto ambientale della singola azienda alla predittività dei dati assicurativi, l’Intelligenza Artificiale mette a disposizione dei board di tutto il mondo e di ogni settore utility token, token di governance, o corptech in grado di leggere e analizzare enormi quantità di dati in pochi minuti, il tutto in un contesto di considerevole aumento dell’affidabilità dei dati.
Calcoli rapidi e accurati che si traducono in decisioni informate che consentono ai board di prendere decisioni tempestive o di ridurre significativamente i rischi legati alle decisioni, ad esempio aiutando a individuare l’insorgere di potenziali questioni legali prima che si trasformino in cause in Tribunale, fornendo raccomandazioni su come migliorare le politiche aziendali per promuovere una maggiore diversità e inclusione, monitorando e analizzando le emissioni di CO2 o altri parametri ambientali in tempo reale.
Mentre qualcuno fantastica di aziende del futuro governate da forme di IA, si fanno sempre più concreti e attuali gli scenari dell’impiego di sistemi di Intelligenza Artificiale per supportare e potenziare le decisioni e la definizione delle strategie dei consigli d’amministrazione.
[¹] Fonti: Digital Data Design Institute di Harvard e società di consulenza McKinsey & Company

Ormoni, antibiotici: possiamo fidarci della carne che mangiamo?

Scopri – To ALLA SCOPERTA DI TORINO 
“Siamo ciò che mangiamo” diceva il noto filosofo Ludwig  Feuerbach. Ed è proprio così perché se immettiamo nel nostro corpo alimenti sani esso ne beneficerà, altrimenti avrà delle mancanze che a lungo andare possono portare a problematiche molto serie.
La carne è uno degli alimenti più consumati dai torinesi che spesso la scelgono di alta qualità perché nonostante le numerose leggi che vietano, tranne in casi eccezionali, l’uso di antibiotici e di ormoni comunque molti allevatori ne fanno uso. Per fare chiarezza in merito abbiamo intervistato un noto macellaio della Prima cintura di Torino, Stefano Carle della Macelleria Maurizio.
Di norma tutte le carni italiane non dovrebbero essere state sottoposte a cure ormonali tranne in alcuni casi come le gravidanze dell’animale, è sempre così?
Purtoppo no, la legge dice questo, ma possono esserci casi in cui il veterinario riesce a prescrivere gli ormoni anche se effettivamente l’animale non dovrebbe assumerli, perché così facendo quest’ultimo cresce maggiormente e più in fretta per poter far fronte soprattutto alla grande distribuzione. Un pollo mediamente cresce tra sei mesi, un anno mentre con gli antibiotici in due tre mesi diventa grande.
E gli antibiotici andrebbero prescritti solo in via preventiva, anche qui sappiamo che non è sempre così e se da un lato è utile perché l’animale non si ammala, dall’altro noi rischiamo l’antibiotico resistenza.
Sì, proprio per questo bisogna andare da macellai di fiducia che possano garantire determinati standard. Io, per esempio, conosco gli allevatori delle mie carni da quando ero piccolo perché è un mestiere che si tramanda da generazioni e so esattamente come lavorano e come trattano gli animali.
Ogni settimana vado nelle stalle che sono a conduzione familiare, hanno dai dieci ai quindici capi e controllo che tutto sia sempre perfetto. Proprio per gli alti standard la carne di alta qualità è più dispendiosa rispetto a quella che si trova negli allevamenti intensivi.
Sappiamo che c’è anche il pollo biologico che per legge deve passare almeno un terzo della sua vita allevato all’aperto, come facciamo a essere sicuri che passa davvero quel tempo fuori?
In italia i controlli sono molto rigorosi, è sicuramente biologico ma non possiamo sapere quanto tempo ha davvero passato all’aperto.
Il consumatore quando va in macelleria come fa a capire se è carne di qualità?
Dall’odore, se c’è un forte odore di sangue di norma c’è qualcosa che non va, non ci devono essere odori e la carne fresca si vede anche per il colore acceso.
In che modo l’Asl controlla la filiera?
L’animale ha un numero e viene controllato da quando nasce fino alla macelleria. Chiunque può capirne l’intera filiera informandosi dal proprio macellaio.
Qual è la carne favorita dai torinesi?
Sicuramente da intenditori piace molto la carne di Fassone di Razza Piemontese un’eccellenza assoluta nel panorama gastornomico mondiale.
Con Stefano abbiamo quindi compreso l’importanza di scegliere carne d’alta qualità per la nostra salute e la città sabauda ha tantissime macellerie per poter accontentare tutti i gusti.
NOEMI GARIANO
Guarda la video intervista:

I vent’anni dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

 

 

Dal 29 maggio al 3 giugno, nel borgo di Pollenzo, si festeggiano i vent’anni dell’Università di Scienze Gastronomiche. Il fil rouge è rappresentato dell’appello per l’educazione alimentare, con il quale è stato chiesto al governo italiano di inserire questa materia come insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado. Il programma dei festeggiamenti prevede un ricco programma di festeggiamenti, tra workshop, convegni, masterclass, attività educative per i giovani aspiranti gastronomi e il mercato dei produttori: gratuiti e aperti a tutti, con l’obiettivo di avviare una riflessione profonda e inclusiva sul nostro rapporto con il cibo.

“Che orgoglio sapere che il 25% dei nostri ex studenti ha dato vita a una sua impresa creativa – spiega Carlin Petrini, Presidente di UNISG e fondatore di Slow Food – Vent’anni fa non esisteva nulla di simile in Italia. Questo progetto visionario è nato fra persone legate al gruppo de La Gola (rivista mensile del cibo, gastronomia e cultura materiale fondata nel 1982) e Slow Food. Si tratta della prima università di Scienze Gastronomiche in Italia, che in questi giorni celebra il ventennale della sua fondazione. Insieme a me c’erano Alberto Capatti, che sarebbe stato il primo Rettore, Massimo Montanari e Marco Riva, docente dell’Università di Milano purtroppo scomparso. Avevamo maturato l’esigenza di un percorso formativo, dapprima si era pensato a un’Accademia del Gusto con carattere parauniversitario. Poi, parlando con l’allora Ministro dell’Università Letizia Moratti fu lei a spronare verso questa avventura. L’Accademia, anche di carattere internazionale, non ha mai avuto un approccio multidisciplinare come quello della vocazione e dell’Università di Pollenzo. Le discipline che si occupavano di cibo erano Agraria, Veterinaria, Medicina per l’Alimentazione e Dietistica, oltre alle 5ecnologie alimentari che servivano alla trasformazione dei prodotti della terra, ma una disciplina che le comprendesse tutte non esisteva, poiché mancava antropologia, geografia e sociologia. Scienze Gastronomiche è una denominazione data da noi per evidenziare la multidisciplinarietà. Dal momento in cui è stata riconosciuta dignità alla professione di Gastronomo sono ben 17 le università che hanno avviato facoltà analoghe. Abbiamo aperto una strada. Potrebbe sembrare di avere molti concorrenti, ma UNISG è stata la prima e rimane un unicum nel panorama nazionale”.

“Nella nostra università – aggiunge Carlin Petrini – quasi al metà degli iscritti proviene da più di 90 Paesi del mondo. Continuiamo a essere un polo d’attrazione perché, con la rete mondiale di Terra Madre, ogni anno, per ogni classe di laurea, sono previsti cinque viaggi didattici, il che significa andare sui territori di Italia, Europa, Asia, Africa e America latina e trovare una rete di collaboratori, pescatori e persone legate al cibo con cui entrare in contatto, confrontarsi e dalle quali imparare. Questi viaggi consentono di capire le varietà culturali e gastronomiche”.

“Le sfide per i prossimi vent’anni – conclude Petrini – sono quelle di fare di Pollenzo un centro di confronto internazionale che valorizzi la diversità che esiste negli ambiti della gastronomia. Quando parliamo di gastronomia, gli italiani e i francesi risultano un po’ eurocentrici. È giusto avere u a forte identità, ma bisogna tener conto della nascita di alcune culture gastronomiche, come quella cinese, nate quattro secoli prima di Cristo. Pollenzo deve rimanere l’agorà di questo dialogo e deve difendere la biodiversità in campo alimentare anche nel caso delle gastronomie che portano con sé la cultura dei luoghi da cui provengono”.

 

Mara Martellotta

Finalissima Green Game: Liceo “Domenico Berti” di Torino tra i migliori

 L’Italia dei giovani campioni del riciclo: in classifica nazionale

Roma –  Mercoledì 22 si è conclusa con grande successo l’undicesima edizione del Green Game, il progetto didattico promosso dai Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi organici (BIOREPACK), in alluminio (CIAL), carta e cartone (COMIECO), plastica (COREPLA), vetro (COREVE) e acciaio (RICREA) che ha raggiunto il suo culmine con una spettacolare ed emozionante Finalissima. Oltre 100 Istituti Secondari di II grado provenienti da tutta Italia si sono sfidati mettendo in campo le migliori classi che, da ottobre a febbraio, hanno superato brillantemente l’eliminatoria.

Campioni d’Italia Green Game 2024 sono i ragazzi e le ragazze della 2^A dell’I.I.S. “Bernalda Ferrandina” di Ferrandina (MT) che hanno trionfato meritando appieno il titolo di campioni d’Italia. Il loro straordinario risultato è segno di una preparazione impeccabile e di un impegno costante.

Hanno conquistato il secondo posto, gli studenti della 2^E del Liceo Statale “Giandomenico Cassini” di Sanremo (IM), mentre la medaglia di bronzo è stata assegnata alla 2^B dell’I.I.S. “G. Peano” di Marsico Nuovo (PZ).

Per Torino hanno partecipato alla competizione nazionale i ragazzi del Liceo Statale “Domenico Berti” con la classe 1^O che ha ottenuto ottimi piazzamenti nella classifica nazionale.

Il Green Game mostra in maniera tangibile l’importanza dell’educazione ambientale e del riciclo responsabile. I giovani partecipanti hanno dimostrato una conoscenza approfondita delle pratiche di raccolta differenziata e riciclo, nonché un forte impegno verso la sostenibilità ambientale. Questa iniziativa ha offerto loro l’opportunità di mettere in pratica le loro competenze, stimolando la creatività e promuovendo un approccio consapevole all’uso delle risorse.

Il Green Game rappresenta un punto di riferimento importante per le scuole italiane, quest’anno ha coinvolto 48.000 studenti in tutta Italia, incoraggiando la formazione di una nuova generazione di cittadini consapevoli e responsabili, pronti ad affrontare le sfide ambientali del futuro. L’impegno dei Consorzi Nazionali e degli insegnanti coinvolti è stato fondamentale per il successo di questa competizione, che ha dimostrato come l’educazione ambientale possa essere divertente, coinvolgente ed efficace.

Sul palco dell’evento i formatori ufficiali del Green Game Alvin Crescini e Stefano Leva insieme ai referenti dei Consorzi Gennaro Galdo per Cial, Claudia Rossi per Comieco, Chiara Caporizzo e Andrea Campelli per Corepla, Elena Ferrari per Coreve e Roccandrea Iascone per Ricrea che hanno sostenuto, tifato e incoraggiato i ragazzi durante l’evento.

L’entusiasmo dei ragazzi è stato davvero coinvolgente e a tratti emozionante – hanno dichiarato i rappresentanti dei Consorzi Nazionali – In questi anni, il Green Game ha dimostrato di essere molto più di un progetto didattico: è un’opportunità educativa per le scuole e i giovani studenti di tutta Italia. La sua missione è quella di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale, educando i futuri cittadini all’importanza della corretta gestione dei rifiuti e del riciclo. Sono stati coinvolti migliaia di studenti, insegnanti e famiglie, trasformando il modo in cui viene percepita l’educazione ambientale”.

Presente alla Finale Nazionale del Green Game, in rappresentanza del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Vice Capo di Gabinetto Gen. Massimiliano Conti che ha espresso il suo ringraziamento alle scuole provenienti da tutta Italia che hanno partecipato alla Finale Nazionale. Il suo apprezzamento per l’impegno e la dedizione dei giovani verso la sostenibilità ambientale sottolinea l’importanza che le istituzioni attribuiscono a iniziative come il Green Game, che favoriscono la formazione di cittadini consapevoli e attivi nel settore ambientale.

Le Scuole sul podio saranno premiate con Buoni Acquisto per materiale didattico o attrezzature del valore di € 750,00 per la 1^ classificata, € 500,00 per la 2^ e € 250,00 per la 3^.

Green Game gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Nuovo impianto Advanced Accelerator Applications Molecular Imaging



 

 

A pochi mesi dell’inaugurazione del nuovo sito produttivo e di ricerca Advanced Accelerator Applications (azienda del gruppo Novartis), Advanced Accelerator Applications Molecular Imaging, da dicembre 2022 distaccamento della multinazionale con focus specifico sulla produzione di radiofarmaci diagnostici, conferma la collaborazione con il Bioindustry Park investendo qui 13mln di euro per la realizzazione di un nuovo impianto produttivo.

Con un’estensione di 1.000mq dedicati a uffici e produzione, il 3° stabilimento in ordine temporale dopo quelli di Pozzilli e Meldola, amplierà la capacità produttiva di Advanced Accelerator Applications Molecular Imaging in Italia, permettendo di servire in modo capillare clienti e pazienti su tutto il territorio nazionale e rafforzando ulteriormente il suo impegno nello sviluppo di soluzioni diagnostiche all’avanguardia in ambito oncologico e non solo.

Il nuovo sito creerà 25 nuove posizioni lavorative per personale altamente qualificato all’interno del Bioparco, ecosistema di innovazione e ricerca focalizzato nelle Scienze della vita e della salute umana, contribuendo così alla crescita economica e occupazionale nel territorio.

La struttura, che sarà dotata di tecnologie altamente avanzate, è progettata per essere versatile e pronta ad ospitare al suo interno future implementazioni strutturali e tecnologiche che avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuove molecole e consentirà all’azienda di essere all’avanguardia nell’ambito dei radiofarmaci per la diagnosi precoce e di precisione a livello internazionale.

«L’azienda è orgogliosa del proprio ruolo a favore dell’innovazione e della sua posizione di leader nalla produzione di radiofarmici a scopo diagnositico e continuerà a investire al fine di garantire ai pazienti pronta e mirata diagnosi, fondamentale per la conseguente cura» ha commentato Caio Kugelmas Amministratore Delegato e Direttore Generale di Advanced Accelerator Applications Molecular Imaging, nel corso della visita al cantiere, a margine dell’incontro operativo che si è svolto in sito mercoledì 29 maggio.

 

 

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Advanced Accelerator Applications Molecular Imaging opera da dicembre 2022 come business unit di Advanced Accelerator Applications, società del Gruppo Novartis, dedicandosi allo sviluppo di soluzioni diagnostiche di precisione, con un focus primario sull’oncologia. Porta avanti l’importante mission dell’azienda – fondata nel 2002 come spin-off del CERN, poi acquisita dal Gruppo Novartis Company nel 2018 – sviluppando il suo potenziale per l’espansione e la crescita futura della medicina personalizzata.

Bioindustry Park Silvano Fumero SpA Società Benefit 
E’  è il parco scientifico tecnologico specializzato nel settore delle Scienze della Vita e della Salute Umana, attivo dal 1998 attraverso una governance pubblico privata, dal 2022 Società Benefit. Opera su una superficie di 76.000 mq nei comuni di Colleretto Giacosa e Pavone Canavese (TO), di cui 27.500 mq adibiti a laboratori all’avanguardia, impianti pilota e di produzione chimico-farmaceutica, uffici e logistica. Il Parco ospita più di 40 organizzazioni, tra cui multinazionali, grandi imprese, centri di ricerca, piccole imprese, startup; è sede della Fondazione ITS Biotecnologie e Nuove Scienze della Vita, di cui il Parco è socio fondatore e ente gestore del Polo d’innovazione bioPmed.

Torino, mercato immobiliare: nel 2023 compravendite -7,7% e prezzi +2,7%

Crescono le zone semicentrali dell’area sud ovest, miglioramenti in microzone periferiche

Presidente Fiaip Gallipoli: “Mercato immobiliare in buona salute. In dieci anni +70% compravendite. Prezzi in rialzo anche nel 2024”.

 

Nel 2023 il mercato immobiliare di Torino registra 14.880 compravendite con una contrazione del 7,7% rispetto al 2022 e un generalizzato aumento dei prezzi del 2,7%. Lo rileva l’Osservatorio immobiliare 2023, condotto dagli agenti immobiliari aderenti a Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). L’andamento è analogo anche nel resto della provincia: con 19.343 transazioni si registra un calo dell’11,2% e un lieve incremento dei prezzi dell’1,5%. Complessivamente nel torinese ci si contano 34.223 compravendite concluse nell’anno con il -9,7% rispetto all’anno precedente.

“Un buon numero di compravendite e i prezzi in crescita mostrano un mercato ancora dinamico e in buona salute”, commenta Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino.“Nonostante la diminuzione delle transazioni, i prezzi nel 2023 sono in aumento, con incrementi maggiori nel capoluogo rispetto al fuori porta. Un costante e lieve rialzo che caratterizza il mercato torinese degli ultimi anni”.

ANALISI GENERALE

“Il 2023 segna il primo calo nelle transazioni di tipo abitativo, che interrompe la crescita del mercato iniziata nel 2014”, commenta Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Tuttavia il numero di transazioni resta alto, se paragonato ai volumi pre-Covid rappresenta il +9%. Bisogna infatti ricordare che nel biennio 2021-2022 c’è stata la migliore performance in termini di vendite dell’ultimo decennio. In 10 anni si è registrato oltre il 70% in più di compravendite”. A Torino nel 2013 sono state concluse 8.575 vendite, mentre nel 2023 14.880 (+73,5%).

L’aumento dei tassi di interesse sui mutui ha penalizzato il settore: c’è stata più difficoltà ad accedere al credito e l’inflazione ha determinato maggiore prudenza e minore disponibilità di spesa. Il quarto trimestre dell’anno segna per la prima volta una quota di compravendite con mutuo al di sotto del 40% (fonte Omi). Mentre nell’anno la frenata delle stipule è intorno al 30% in meno rispetto all’anno prima.

Questa difficoltà si è tradotta nello spostamento di parte della domanda abitativa verso il mercato della locazione, circa il 5%, con un conseguente aumento dei canoni di circa il 2,5%.
Al contempo, chi si è visto negare il mutuo o si è trovato davanti a una rata troppo alta da sostenere ha spostato l’intenzione di acquisto su un immobile più accessibile, anche spostandosi in una zona limitrofa alla sua prima scelta.

I valori delle case vedono aumenti del prezzomedio al metro quadro in tutte le zone. Gli incrementi più significativi sono nelle aree semicentrali, come San Paolo, Parella, Cenisia, Santa Rita, Pozzo Strada, San Salvario e Aurora, ma anche alcuni quartieri periferici registrano aumenti di valore come Lingotto, tra i più alti in termini percentuali, Mirafiori sud e anche Barriera di Milano, che segna un lieve aumento. Incrementi determinati dal miglioramento delle infrastrutture in alcune microaree o sottozone.

“Il tasso generale di crescita – spiega la presidente Fiaip, Claudia Gallipoliè dovuto soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove, che segnano gli aumenti più consistenti, anche dell’8%. Il motivo principale è riconducibile all’inflazione e agli elevati costi delle ristrutturazioni, circa mille euro al metro quadro, che impattano sul prezzo finale di vendita dell’immobile”.

Seppure in modo più contenuto, anche i prezzi delle abitazioni esistenti e da ristrutturare sono in rialzo, trainati dagli incrementi degli immobili riqualificati. Una dinamica evidente nelle zone in cui vi è stata una forte accelerazione delle riqualificazioni: lo stock degli appartamenti da ristrutturare si riduce e con una minore offerta il prezzo cresce. Il centro per esempio è stato protagonista di diverse opere di riqualificazione e i prezzi hanno visto un lieve rialzo. Lo stesso vale per le aree semicentrali e alcuni quartieri più periferici in cui sono stati realizzati palazzi nuovi, importanti opere di riqualificazione o nuove infrastrutture.

Inoltre, le diverse agevolazioni fiscalisull’efficientamento energetico, ovvero sulle ristrutturazioni in generale, hanno indubbiamente favorito le vendite degli immobili da riqualificare, spronando il mercato dell’usato.

“Vi è un indissolubile legame tra infrastrutture e mercato immobiliare – sottolinea la presidente Fiaip Torino – più la viabilità è buona e ci sono riqualificazioni, più nascono servizi, il tessuto sociale e la zona migliorano e il mercato immobiliare cresce”.

Il resto della provincia vede una contrazione dei volumi più consistente rispetto al capoluogo e un più contenuto aumento dei prezzi.

“Al di là delle oscillazioni percentuali anno su anno – commenta il vice presidente di Fiaip Torino, Andrea Franchetto – il numero di compravendite concluso nel 2023 rivela un mercato attivo, in cui non si è affatto spento l’interesse di vivere fuori città o di avere una seconda casa nel verde in cui rifugiarsi nel tempo libero. Infatti le oltre 19mila compravendite concluse nel 2023 rappresentano un numero importante, quasi il 14% di vendite in più rispetto ai tempi pre Covid.  Guardando l’intera provincia sono state vendute oltre 34mila case, ossia il +11,6% rispetto al 2019. E dal 2013 si è passati da quasi 20mila compravendite a oltre 34mila concluse in un anno (+70)”.


PREVISIONI

“La prospettiva per il 2024 è che ci sia unassestamento del mercato con un numero di compravendite in linea con il 2023 e prezzi in lieve aumento”, commenta la presidente di Fiaip Torino, Claudia Gallipoli. “L’ipotesi di crescita del mercato è legata al possibile calo dei tassi sui mutui ed è attesa sul secondo semestre dell’anno”.

Nel sentiment registrato dagli agenti immobiliari associati a Fiaip circa il 55% ritiene che il mercato resti stabile, il 25% pensa stia migliorando, mentre il 20% teme un ulteriore calo. Circa il 70% degli agenti ritiene che i prezzi siano in leggero aumento anche nel 2024, con una stima tra l’1 e il 2%.

“Le zone su cui si prevede una maggiore crescita restano quelle semicentrali, insieme a qualche microzona più periferica” commenta la presidente. “Oltre il centro, in cui andranno a completarsi importanti opere di riqualificazione – aggiunge – Vanchiglia ha una buona prospettiva: un quartiere ben posizionato, ricco di servizi, a due passi dal centro, dal verde del Po e dalle università. L’offerta immobiliare accosta appartamenti di alto pregio riqualificati, che spingono le quotazioni in alto, a un’offerta ancora ampia di alloggi apprezzabili ma da sistemare, con prezzi competitivi che stimolano la ricerca per investimento”.

“Fuori Torino lo sviluppo infrastrutturale incide positivamente sulle zone urbane con ricadute favorevoli sul mercato immobiliare”, spiega Lucia Vigna, delegata alla Comunicazione Fiaip e membro del Centro studio. La nuova linea ferroviaria Torino-Ceres, che collega l’aeroporto di Caselle, sta già rivelando questa dinamica sui comuni interessati dal collegamento.

“A pochi mesi dall’inaugurazione del tratto ferroviario – sottolinea – si riscontra un sensibile aumento di interesse nella ricerca di case in zone come Cirié, San Maurizio Canavese e Caselle, ma si stanno notando movimenti interessanti in tutte le Valli di Lanzo, con Lanzo capofila, seguito da Ceres. La previsione è dunque che queste aree potranno registrare nel corso del 2024 un migliore andamento immobiliare”.


QUARTIERI E PREZZI

I prezzi delle case nella città di Torino registrano nel 2023 un aumento di circa il 2,7% con una quotazione media generale di circa duemila euro al metro quadro. L’incremento dei prezzi interessa tutte le zone, ma le variazioni maggiori si hanno nei quartieri semicentrali, soprattutto nell’area sud ovest. Positive anche le quotazioni in alcune zone periferiche, determinate dal miglioramento specifico di alcune sottozone o di particolari tratti di strada.

Capofila dei valori in positivo è la zona Parella-Aeronautica con il +5% e un prezzo medio al metro quadro di 1.700 euro. Una zona residenziale che beneficia della vicina metropolitana, in cui sono sorti palazzi di nuova costruzione o sono state eseguite importanti opere di riqualificazione, estetica o energetica.

Segue la zona Lingotto con un aumento del 4,5% e un prezzo medio al metro quadro di 1.400 euro. Forte impulso è stato dato dalla nuova viabilità e dalla stazione metropolitana, dal grattacielo della Regione e dal numero di persone che ora gravita nella zona.

“Le quotazioni restano comunque diversificate: ci sono vie e isolati con stabili più belli e in posizioni migliori, i cui valori registrano i maggiori aumenti, ma ci sono anche vie interne al quartiere degradate con immobili fatiscenti, i cui valori al metro quadro restano sotto la media”, precisa la presidente della Fiaip.

Anche la vicina Nizza Millefonti vanta un aumento del 4% con un prezzo medio al metro quadro complessivamente più alto, 1.730 euro.

Le migliori variazioni dunque si rilevano nell’area sud ovest della città. Importanti aumenti di prezzo per Cenisia e Pozzo Strada, rispettivamente del 4 % (2.285 euro al mq) e 4,2% (2.040 al mq). Entrambi i quartieri confermano la crescita dei valori già evidenziata nel 2022. Pozzo Strada è un quartiere residenziale, ben servito, protagonista di diverse opere di riqualificazione energetica, come il complesso condominiale Teodosia. Anche Cenisia, che ha dalla sua la vicinanza a tanti servizi, vede valori in salita grazie alla buona influenza dell’Energy Center del Politecnico e delle Officine Grandi riparazioni.

Zona San Paolo registra il +4% dei prezzi (2.000 euro al mq), Mirafiori Sud il 3,8% (1.420 euro al mq), Mirafiori Nord il 3,6% (1.490 euro al mq) e Santa Rita il 3,5% (1.770 euro al mq).

Sono aree che riprendono vigore e che vivono un cambio generazionale, ideali per famiglie e studenti. Santa Rita, per esempio, vede una più vivace ricerca di abitazioni, grazie anche al fermento degli eventi sportivi, ai parchi e ai tanti servizi.

San Salvario riprende quota dopo qualche anno sottotono e segna il +4% (1.975 euro al mq).San Donato prende il 3% (1.630 euro al mq): a trainare in alto i valori è il reticolo di vie tra corso Francia, via Cibrario e piazza Statuto, dunque l’area prossima al centro, meno significativi invece i valori verso corso Regina e corso Umbria, fino a Parco Dora. Bene anche Cit Turin, che registra il 2,8% (2.600 euro al mq).

A colpire positivamente è anche la zona Aurorache vanta il 4% in più dei valori con un prezzo medio al metro quadro di 1.390 euro.

“A giocare a suo favore è la nuova viabilità di corso Principe Oddone, che ha dato respiro all’area, stimolando l’avvio di lavori di riqualificazioni dei palazzi storici che si affacciano sul corso”, spiega Lucia Vigna del Centro studi Fiaip. Anche spingendosi all’interno, verso la basilica Maria Ausiliatrice e il museo casa Don Bosco, ci sono state varie opere di miglioramento dei marciapiedi che stanno gradualmente rendendo l’area più gradevole. Dall’altra parte c’è la buona influenza della Nuvola Lavazza e del primo tratto di corso Regio Parco con il Campus Einaudi, l’affaccio sulla Dora Riparia e la prossimità al centro”.

Interessante anche Barriera di Milano che registra un aumento dei prezzi del 3% dopo anni in ribasso: segna il 3% in più, arrivando a un prezzo medio poco sopra i mille euro al metro quadro. “A favorire l’aumento dei prezzi – sottolinea Vigna – da una parte c’è la nuova stazione di Rebaudengo che collega rapidamente la periferia nord al centro città, dall’altra il progetto di rigenerazione urbanadell’area dell’ex Manifattura Tabacchi (con un nuovo polo universitario e il tracciato della Metro 2) che probabilmente sta dando impulso agli investimenti”.

Anche Vanchiglia vanta prezzi in crescita del 3%, con un valore medio di 2.600 euro al metro quadro. È una zona ricercata, in cui la domanda di case è alta, sia per l’acquisto sia per la locazione, che dà spinta agli investimenti.

Va bene anche la vicina Vanchiglietta: con il 2,3% in più dei prezzi si assesta a circa 2.200 euro al metro quadro. Anche la zona di Borgo Po-Gran Madre-Crimea registra un aumento medio dei prezzi del 2,5% e 2.890 euro al metro quadro. Un’area che insieme al tratto di corso Gabetti (0,5% e 2.870 euro al mq) vanta i valori più alti della città dopo il centro. Più debole l’aumento di Borgo Po verso San Mauro (1,8% e 1.800 euro/mq).

Zona Crocetta riprende quota con il 2,4% in più (2.550 euro al mq), così come Madonna del Pilone-Sassi-Bertolla che è un’altra area in crescita con il 2,4% (2.150 euro al mq).
La zona collinare vede un valore in crescita dell’1,7% (2.420 euro al mq), una ripresa iniziata già nel 2021, dopo qualche anno di calo. Cavoretto ha valori stabili con lo 0,7% in più (2.250 euro al mq).

Il centro di Torino registra nel 2023 prezzi in lieve salita, risultato delle numerose opere di riqualificazione che sono state avviate o realizzate. Complessivamente il centro storico cresce del 2,7%. Piazza San Carlo vede un +2,2% e i prezzi medi più alti di Torino, poco sotto i 4.500 euro al metro quadro.
“In alcune vie, gli stabili di pregio interamente riqualificati, dentro e fuori, possono anche superare questa cifra, controbilanciata da immobili situati invece in tratti meno luminosi, stretti e con il passaggio dei tram, che si mantengono su cifre un po’ meno alte”, commenta la presidente Gallipoli.  Piazza Vittorio cresce del 2,8% (3.580 euro al mq), mentre Piazza Statuto registra il +3,1% (2.975 euro al mq), grazie alla vicina metropolitana e ai recenti investimenti immobiliari nell’area circostante.

Le altre zone registrano aumenti di prezzo più contenuti tra l’1 e il 2%. Lucento registra un miglioramento del 2% nei valori delle case (1.250 euro al mq): è influenzata positivamente dalla Continassa e dallo stadio della Juventus. Ne beneficia anche zona Vallette, in cui le abitazioni prendono l’1,3% (1.160 euro al mq).

Borgo Vittoria e Madonna di Campagnahanno un modesto aumento dei prezzi delle abitazioni, che salgono rispettivamente dell’1,2% (1.285 euro al mq) e dell’1,6% (1.250 euro al mq).

La zona di Regio Parco Sud (verso il confine con Aurora) registra l’1,5% in più nei prezzi (1.800 al mq). Mentre la zona Regio Parco-Barca segna il +1,6% (1.310 euro al mq).

Falchera-Villaretto è l’area più esterna della città, vede una lieve aumento dei prezzi dell’1,7%, soprattutto nella zona di Villaretto. Il prezzo medio è di 900 euro al metro quadro, presenta diverse abitazioni fatiscenti i cui valori talvolta non arrivano a 600 euro al metro, ma ci sono anche degli appartamenti graziosi, ben rifiniti, che superano i mille euro al metro.


LA PROVINCIA

Nel 2023 la provincia di Torino vede un maggiore calo di compravendite rispetto al capoluogo: con 19.343 scambi segna il -11,2%, tuttavia i prezzi salgono dell’1,5%.

Dall’analisi svolta da Fiaip Torino sui dati dell’Agenzie delle Entrate, il calo delle transazioni ha attraversato tutti i trimestri dell’anno, passando dal -9% dei primi tre mesi al -17% del terzo trimestre, gli ultimi tre mesi dell’anno invece hanno visto un rallentamento della caduta con il -4,6%.

La cintura di Torino registra gli aumenti dei prezzi medi di vendita più alti, circa il 2%; il resto della provincia, quindi i comuni più distanti da Torino, non mostrano particolari incrementi, ma una tenuta del valore, segnando il +0,7%. Anche l’area sciabile registra quotazioni in lieve aumento, circa l’1,8% rispetto al 2022. “I centri città e le aree in prossimità delle stazioni sciistiche vantano gli incrementi più alti. I comuni che nell’ultimo anno hanno registrato i maggiori aumenti di valore al metro quadro sono Sauze d’Oulx e Pragelato, meno Sestriere e Bardonecchia, che restano sostanzialmente stabili, tra lo zero e l’1%”, spiega Pietro Teta, membro del Centro studi Fiaip.

Rivoli, Moncalieri e Collegno sono i comuni con le variazioni più alte, in cui le percentuali di aumento dei prezzi nelle zone centrali sfiorano il 4%. Hanno posizioni strategiche e collegamenti diretti con Torino. Lo sviluppo della metropolitana fino a Rivoli darà ulteriore vigore alla zona, spingendo ulteriormente i prezzi. A Collegno, Borgata Paradiso è il quartiere su cui gravita la maggiore ricerca di case e che mostra i valori più alti.


COMMERCIALE

Il settore commerciale a Torino nel 2023 registra un lieve incremento delle compravendite di immobili destinati a negozi e uffici con un andamento stabile dei prezzi e in leggero rialzo.

Dall’elaborazione Fiaip Torino sui dati provvisori dell’Agenzia delle Entrate, le transazioni di negozi e laboratori lo scorso anno sono state a Torino 1.051 con un aumento del 4,4% rispetto all’anno prima (3,6%), in provincia con 676 (+13,2) e complessivamente si sono registrate 1.727 transazioni (+7,6%). Andamento analogo per il comparto degli uffici: a Torino si è registrato il 4,7% con 253 transazioni, nel resto della provincia si sono conclusi 163 passaggi di proprietà (+19,4) e complessivamente nel territorio ci sono state 416 scambi con un aumento degli scambi del 10%.

Dopo le significative perdite di valore degli anni passati, i prezzi nel 2023 restano stabili, complice l’inflazione e il generale aumento del costo della vita. A Torino, gli uffici registrano una media di aumento dei prezzi dell’1,3%, mentre i negozi lo 0,5% (centro +2%, semicentro +0,5% e periferie -1%).

“Si tratta di un mercato contenuto e marginale, spesso interessato dalla possibilità di un cambio di destinazione d’uso, per trasformare l’immobile in un’abitazione – commenta Aurelio Ameriodel Centro studi Fiaip -. L’aumento delle vendite, pur attestandosi su numeri modesti, trova il favore di prezzi che non hanno subito particolari aumenti”.

 

BOX E POSTI AUTO

Il mercato dei posti auto e dei box segue prevalentemente quello residenziale e nel 2023 vede prezzi in crescita di circa dell’1,7% e uncalo delle compravendite rispetto al 2022 di circa il 6% a Torino, con quasi 6mila compravendite, e del 10% nel resto della provincia, dove sono stati venduti oltre 14mila box auto in un anno.

La montagna piemontese chiede aiuto, la Regione risponde con nuovi fondi

Stanziati 10 milioni e 700 mila euro per la montagna: la Terza commissione del Consiglio regionale ha espresso a maggioranza parere favorevole alla Proposta di deliberazione della Giunta per il riparto del Fondo regionale, in attuazione della legge per la tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna.

Le risorse messe a disposizione dei territori montani del Piemonte, come è stato illustrato dall’assessore competente, per il 2024 ammontano a 10,7 milioni e sono ripartite tra le Unioni Montane in questo modo: il 60 %, – che sarà suddiviso in proporzione alla popolazione residente e alla superficie – come contributo alle spese di funzionamento; un terzo di queste risorse sarà destinato all’attuazione del Programma annuale; il 30 % come contributo alla spesa per il personale dipendente delle Unioni Montane che svolge le funzioni regionali delegate, mentre il 10 %  è  destinato al finanziamento di interventi funzionali allo sviluppo ed alla promozione della montagna, attuati dalle Unioni Montane o da altri soggetti e associazioni.

Il Fondo regionale per la montagna – come è stato ribadito in Commissione – è strategico per valorizzare, grazie all’azione sul territorio delle Unioni Montane, le specificità delle nostre montagne e promuoverne lo sviluppo sociale ed economico. Le cosiddette “terre alte” devono ritornare a essere attrattive e, con un impegno condiviso da parte delle istituzioni, essere protagoniste di una nuova fase di rilancio.

Festival Internazionale dell’Economia, dal 30 maggio a Torino la terza edizione

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Chi possiede la conoscenza: è questo il tema della 3° edizione del Festival Internazionale dell’Economia che si svolgerà a Torino dal 30 maggio al 2 giugno 2024.

 

Un argomento di straordinaria attualità che coinvolge ogni singolo settore della vita pubblica: dalle imprese al commercio, dalla salute alle politiche urbane, dai trasporti alla comunicazione oltre, naturalmente, al mondo della ricerca e della formazione.

Dopo il successo delle prime due edizioni, che si sono occupate rispettivamente di “Merito, diversità e giustizia sociale” (2022) e di “Ripensare la globalizzazione” (2023), il Festival tornerà in
alcune delle più belle sale del centro del capoluogo piemontese, ospitando i più grandi economisti del mondo che su questo tema lavorano alla frontiera, oltre che ricercatori che lo studiano in tante altre discipline.

Il Festival Internazionale dell’Economia è ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza con la direzione scientifica di Tito Boeri. La manifestazione è promossa dal TOLC (Torino Local
Committee), che riunisce Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali Torino e Legacoop, coordinati dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto.

Il digitale ha completamente trasformato il modo con cui prenotiamo un aereo, scegliamo un ristorante, guardiamo un film o ascoltiamo la musica. Ha rivoluzionato il modo con cui ci
informiamo, comunichiamo, facciamo acquisti, troviamo lavoro e incontriamo nuove persone. Tutte queste scelte generano informazioni, ossia conoscenza. Ma chi controlla e sfrutta queste immense fonti di dati? E a che scopo?

Le economie di scala raggiungibili con l’aggregazione delle informazioni hanno aumentato la concentrazione del potere economico. Basti pensare alle piattaforme che tutti ormai conosciamo: Netflix, Spotify, Airbnb, Amazon etc.  In maniera simile, i social media − Instagram, TikTok, X e le altre − hanno reso possibile a miliardi di persone comunicare quasi a costo zero.

La concentrazione, l’esistenza di poche reti dominanti, il fatto di poter fare tutto su una sola piattaforma: sono tutti elementi che facilitano la nostra vita. Più scelta, più comodità, più
informazioni, a prezzi spesso più bassi. Eppure la concentrazione riduce anche la concorrenza e l’innovazione e può lasciare molti indietro. E c’è il rischio che le diseguaglianze nell’accesso e nella
capacità d’uso della tecnologia aumentino le tensioni sociali già esistenti.

Le piattaforme guadagnano vendendo alle aziende spazi pubblicitari ma anche parte dell’enorme mole di informazioni raccolte sui comportamenti di chi le utilizza. Fin dove è lecito l’utilizzo della
conoscenza socialmente prodotta? In che misura è possibile esercitare diritti di proprietà su quest’ultima? Quali restrizioni occorre imporre per tutelare la privacy?

Altri interrogativi fondamentali riguardano gli aspetti etici e l’origine delle informazioni generate da macchine (fra i casi più celebri ChatGPT) e dunque l’autenticità nell’era digitale.
Il problema di fondo è governare, anziché subire, il progresso tecnologico e regolamentare l’accesso a questa immensa fonte di dati. Ma come farlo? E hanno i governi la forza necessaria?

A questi e a molti altri argomenti saranno dedicati gli incontri in programma al Festival Internazionale dell’Economia, che si terranno nei luoghi più suggestivi di Torino, con i più
autorevoli studiosi di questi temi. Economisti, internazionali e italiani, ma come sempre anche storici, sociologi, giuristi, informatici, scienziati e studiosi dei media. Con loro al Festival si
confronteranno i protagonisti del mondo economico, esponenti di spicco del mondo dell’impresa, del commercio e delle professioni, insieme ad esponenti di istituzioni e associazioni.

Il Festival, come sempre, si strutturerà attraverso lezioni magistrali ma si articolerà poi in tanti diversi formati: dalle parole chiave ai dialoghi, dagli interventi di grandi ‘testimoni del tempo’ ai
forum tra studiosi e protagonisti della vita economica. Nel processo di avvicinamento al Festival saranno coinvolti le università e il mondo delle scuole e saranno organizzati incontri sul territorio,
a Torino e in diverse città del Piemonte.

Maggiori informazioni e aggiornamenti: www.festivalinternazionaledelleconomia.com