ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 5

Nel 2025 a Torino 40 famiglie sostenute ogni mese nel quartiere Lucento

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Cresce la domanda di aiuto sociale. Nel 2026 l’UCEBI prosegue la rete nazionale di interventi grazie ai fondi dell’8×1000

Dall’esperienza di Torino ai progetti in tutta Italia e nelle aree di crisi internazionale: contrasto alla povertà, sostegno alle donne vittime di violenza, educazione e inclusione sociale sono i quattro ambiti di intervento che l’UCEBI continuerà a sostenere anche nel 2026.

 Crescono nelle città italiane le situazioni di fragilità economica e sociale e aumentano le richieste di sostegno per bisogni primari come il cibo e i beni essenziali. In questo contesto si inserisce l’esperienza realizzata nel 2025 dall’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI) nel quartiere Lucento di Torino, dove, grazie ai fondi dell’8×1000, ogni mese circa 40 famiglie hanno ricevuto sostegno alimentare e accompagnamento sociale.

Il progetto Banco Alimentare ha coinvolto circa 20 volontari, impegnati nella raccolta e nella distribuzione di generi alimentari, nell’erogazione di buoni spesa destinati ai nuclei più fragili e nell’accompagnamento delle persone seguite. I beneficiari sono stati soprattutto famiglie numerose, madri sole e nuclei con redditi molto bassi.

Accanto all’aiuto materiale, il progetto ha dato particolare rilievo alla relazione personale, all’ascolto e alla presa in carico delle situazioni di fragilità, confermando un modello di intervento che mette al centro la dignità della persona.

L’esperienza di Torino rappresenta uno dei risultati concreti resi possibili dai fondi dell’8×1000 e si inserisce nella rete nazionale di interventi sociali dell’UCEBI, che proseguirà anche nel 2026 in Italia e all’estero attraverso quattro principali aree di intervento: contrasto alla povertà e distribuzione alimentare, sostegno alle donne vittime di violenza, educazione e inclusione sociale, interventi nelle aree colpite da guerre e crisi umanitarie.

Una rete presente in tutta Italia

L’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia opera attraverso una rete di 117 chiese distribuite sul territorio nazionale, attiva da oltre 160 anni e nella sua forma attuale dal 1956.

Le comunità battiste sono presenti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tra le città in cui sono attivi progetti di solidarietà, educazione e sostegno alle fragilità figurano Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Civitavecchia, Napoli, Caserta, Bari, Altamura, Barletta, Conversano, Cosenza, Palermo, Catania e Cagliari.

Oltre al progetto realizzato a Torino, la rete UCEBI sostiene numerosi interventi sul territorio nazionale.

A Napoli, il progetto “Nuove Povertà” accompagna persone senza dimora attraverso distribuzione di beni essenziali, ascolto e percorsi di inclusione. A Caserta, “Al fianco degli ultimi” garantisce consegne domiciliari di aiuti alimentari alle famiglie più fragili, secondo un modello fondato sulla prossimità e sulla continuità del sostegno. A Roma, il Doposcuola Flora e la Scuola di italiano di Centocelle promuovono attività educative e linguistiche rivolte a minori e adulti stranieri. A Civitavecchia, la Diaconia Carceraria realizza laboratori, percorsi formativi e iniziative di reinserimento sociale dedicate alle persone detenute.

L’impegno nelle crisi internazionali

Grazie ai fondi dell’8×1000, l’UCEBI sostiene anche interventi nelle aree colpite da guerre ed emergenze umanitarie.

Con il progetto “Road to Recovery” vengono accompagnati pazienti palestinesi, in particolare bambini, verso cure mediche specialistiche. In Cisgiordania, “Combatants for Peace” promuove percorsi di dialogo nonviolento tra comunità israeliane e palestinesi. In Libano, durante la crisi del 2024, gli interventi sostenuti dall’UCEBI hanno raggiunto oltre 2.000 persone, attraverso la distribuzione di beni essenziali, 657 kit di prima necessità e un successivo supporto psicologico alle famiglie colpite dal conflitto.

La campagna 8×1000 “Se lo merita!”

I risultati raggiunti in progetti come quello di Torino sono al centro della nuova campagna 8×1000 UCEBI “Se lo merita!”, che racconta come ogni firma possa tradursi in interventi concreti a favore delle persone più fragili.

Dalle famiglie sostenute con gli aiuti alimentari alle persone senza dimora accompagnate nei percorsi di inclusione, dalle donne che ricostruiscono la propria autonomia alle comunità colpite da guerre e crisi umanitarie, la campagna invita a superare stereotipi e pregiudizi nei confronti di chi vive una condizione di fragilità.

Il messaggio è semplice: la solidarietà non nasce dal giudizio, ma dal riconoscimento della dignità della persona. Nessuno dovrebbe dover dimostrare di meritare un aiuto.

Pur contando circa 5.000 membri, l’UCEBI raccoglie ogni anno circa 16.000 firme per l’8×1000, un dato che testimonia una fiducia che va oltre la sola comunità battista. Dal 2008 oltre il 90% delle risorse ricevute viene destinato direttamente ai progetti, con particolare attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione.

«I risultati raggiunti nel 2025 dimostrano come i fondi dell’8×1000 possano trasformarsi in interventi concreti a favore delle persone più fragili. L’esperienza di Torino è uno dei tanti progetti che confermano il valore di una presenza costante sul territorio e della capacità di accompagnare le persone non solo nei bisogni materiali, ma anche nella relazione e nell’ascolto. Siamo una piccola comunione di Chiese cristiane che impiega una parte importante dei fondi dell’8×1000 in progetti umanitari, sociali, assistenziali e culturali. Malgrado le nostre dimensioni contenute, sosteniamo interventi di grande valore, soprattutto a favore di realtà e territori che fanno più fatica a intercettare finanziamenti e sponsorizzazioni. Penso ai progetti sanitari in Libano, agli interventi nelle carceri e alle attività che sosteniamo in contesti come lo Zimbabwe», dichiara il Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Sandro Spanu.

«La scelta dell’8×1000 per l’UCEBI si basa su tre elementi: il valore della pluralità religiosa come garanzia della democrazia, la trasparenza nella rendicontazione dei fondi ricevuti dallo Stato e l’attenzione ai soggetti più piccoli e meno visibili, che sentiamo vicini alla nostra stessa identità. Ogni firma rappresenta la possibilità di trasformare la solidarietà in interventi concreti, in Italia e all’estero, a favore di chi vive situazioni di maggiore vulnerabilità», conclude Spanu.

Un impegno che continua nel 2026

Nel 2026 l’UCEBI prosegue il proprio impegno sociale in Italia e all’estero attraverso un modello stabile fondato su prossimità, ascolto e accompagnamento, destinando oltre il 90% delle risorse ricevute ai progetti finanziati con l’8×1000.

Dalla distribuzione alimentare al contrasto della povertà, dal sostegno alle donne vittime di violenza ai percorsi di educazione e inclusione sociale, fino agli interventi nelle aree di crisi internazionale, l’obiettivo rimane quello di trasformare ogni firma in un aiuto concreto per chi attraversa una situazione di fragilità.

Piano per l’economia sociale, confronto con le Zone omogenee

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La Città metropolitana di Torino porta il Piano metropolitano per l’economia sociale 2030 nella sua fase operativa e chiama i territori a diventarne protagonisti. Dopo aver avviato il coordinamento interno all’Ente, il percorso prosegue con il primo incontro dedicato alle Zone omogenee, chiamate a contribuire alla realizzazione delle strategie e a costruire una rete stabile di collaborazione.
L’iniziativa, in programma giovedì 16 luglio, si propone di condividere le attività già avviate dalla Città metropolitana di Torino e da Torino Social Impact, raccogliere contributi dai diversi ambiti territoriali e definire modalità di lavoro comuni per valorizzare le esperienze già presenti e svilupparne di nuove.
Il Piano è nato dalla collaborazione tra la Città metropolitana di Torino e la Camera di commercio di Torino, avviata nel luglio 2024 nell’ambito di Torino Social Impact, la piattaforma che riunisce oltre 400 soggetti tra istituzioni, imprese e Terzo settore impegnati nella promozione dell’economia sociale, per individuare una strategia condivisa tesa a coniugare competitività economica, innovazione e coesione sociale.
Il Piano è costruito attorno a sei ambiti di intervento – governance e partnership, social procurement, finanza a impatto sociale, formazione e sviluppo delle competenze, innovazione e connessioni fisiche e digitali, inclusione sociale e lavorativa – articolati in 16 obiettivi, 36 strategie e 112 azioni, con particolare attenzione alle persone e ai territori marginalizzati.
Ad aprire i lavori saranno Sonia Cambursano, consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico, attività produttive e pianificazione strategica della Città metropolitana di Torino, e Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino. Seguiranno gli interventi di Tommaso Tropeano di Torino Social Impact sui principi dell’economia sociale, di Nicolò Bozzo dedicato alla situazione del territorio metropolitano, di Chiara Sarri sulle iniziative che la Città metropolitana sta sviluppando e di Irene Maddio sulle attività di Torino Social Impact. L’ultima parte dell’incontro sarà riservata al confronto con i portavoce e i rappresentanti delle Zone omogenee, coordinato da Massimo Vettoretti, per definire il contributo che ciascun territorio potrà offrire allo sviluppo delle politiche previste dal documento.
«La sfida che abbiamo davanti è trasformare un documento strategico in un metodo di lavoro condiviso» sottolinea la consigliera metropolitana delegata Sonia Cambursano. «Sul nostro territorio esistono già molte esperienze che interpretano i principi dell’economia sociale. Ora vogliamo metterle in relazione, creare nuove sinergie e fare delle Zone omogenee il luogo in cui queste opportunità possano crescere e tradursi in progetti concreti a beneficio delle comunità locali.»
L’incontro si svolgerà giovedì 16 luglio dalle 14.30 alle 15.30 in modalità online sulla piattaforma Webex della Città metropolitana di Torino.
La partecipazione è libera collegandosi all’indirizzo https://cittametropolitanatorino.webex.com/meet/statistica.
La durata prevista è di un’ora.

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

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L’ecosistema torinese rafforza la propria dimensione europea entrando nel board della principale rete internazionale dedicata all’economia sociale

Torino Social Impact compie un nuovo passo nel proprio percorso di internazionalizzazione entrando a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, una delle principali reti europee dedicate all’economia sociale. Contestualmente, Torino Social Impact acquisisce lo status di full member della rete, che riunisce oltre 80 organizzazioni partner attive in 30 Paesi.

L’ingresso è stato ufficializzato in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis Network, svoltasi l’8 luglio 2026 a Bruxelles, durante la quale è stata nominata nel Comitato Esecutivo Raffaella Scalisi, advisor strategica di Torino Social Impact.

La nomina rappresenta un importante riconoscimento del lavoro sviluppato dall’ecosistema torinese negli ultimi anni e rafforza il ruolo di Torino all’interno di uno dei principali network internazionali impegnati nella promozione di modelli economici inclusivi, sostenibili e orientati all’impatto.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e stakeholder dell’economia sociale provenienti da tutta Europa e da altri contesti internazionali, favorendo il confronto e la collaborazione sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del percorso intrapreso per affermare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, grazie alla collaborazione tra imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

All’interno del Comitato Esecutivo, Torino Social Impact contribuirà allo sviluppo delle strategie della rete in linea con l’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network, che punta a rafforzare la crescita e l’impatto della rete, favorire la collaborazione tra i membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e promuovere una governance sempre più aperta, trasparente e partecipata. In particolare, Torino Social Impact porterà il proprio contributo sui temi delle partnership tra profit e non profit e della finanza di impatto.

Il nuovo incarico si inserisce in un percorso già consolidato di collaborazione internazionale che vede Torino Social Impact protagonista di progetti europei dedicati al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo sempre più ampio e, allo stesso tempo, rafforzare relazioni, progettualità e alleanze capaci di generare valore per lo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Torino Social Impact è un’iniziativa costituita nel 2017 nell’ambito del Comitato per l’Imprenditoria Sociale della Camera di commercio di Torino per promuovere l’economia sociale e la finanza di impatto a livello territoriale attraverso la collaborazione tra soggetti locali diversi. Oggi riunisce quasi 450 partner, comprendendo attori pubblici e privati, organizzazioni profit e non profit, nonché enti del mondo della finanza, della filantropia e della ricerca. L’iniziativa ha creato numerose opportunità di apprendimento condiviso e ha dato vita a progetti sperimentali e iniziative pionieristiche. Tra queste figurano la Borsa dell’Impatto Sociale, programmi dedicati all’uso della tecnologia e dei dati per il bene comune, percorsi di procurement sociale sia pubblico sia privato, numerose comunità di pratica, hub di competenze, attività di formazione e ricerca applicata dedicate alla misurazione dell’impatto sociale. Nella cornice di Torino Social Impact, inoltre, è stato elaborato e approvato il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Qualità dell’aria, aggiornamento del Piano e sperimentazione sugli abbruciamenti

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La quinta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Sergio Bartoli, ha approvato a maggioranza due proposte di deliberazione: l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria e l’avvio di una sperimentazione sulla disciplina degli abbruciamenti dei residui vegetali.

Il presidente Sergio Bartoli

 

Con il nuovo Piano, il Piemonte evita il previsto blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto dall’ottobre 2026, sostituendolo con un pacchetto di misure ritenute equivalenti sotto il profilo della riduzione delle emissioni. Tra gli interventi figurano incentivi all’utilizzo dei biocarburanti Hvo per il trasporto pubblico e per le auto diesel Euro 5 ed Euro 6, investimenti nella mobilità sostenibile, sistemi innovativi di filtraggio dell’aria, rivestimenti fotocatalitici e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la gestione del traffico. Il Piano prevede inoltre azioni rivolte agli allevamenti, agli impianti di riscaldamento e agli edifici per contenere ulteriormente le emissioni.

Illustrando il provvedimento nella precedente seduta, l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati aveva evidenziato il miglioramento registrato dagli ultimi dati di Arpa Piemonte, sottolineando che nel 2025 il biossido di azoto ha rispettato per la prima volta i limiti annuali su tutto il territorio regionale e che anche il particolato continua a diminuire.

La Commissione ha inoltre approvato la proposta che introduce una sperimentazione per valutare una possibile rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti di sfalci e potature. Le eventuali deroghe saranno consentite solo in particolari condizioni meteorologiche individuate dai bollettini previsionali di Arpa Piemonte, fermo restando le norme sulla tutela della salute, della qualità dell’aria e della prevenzione degli incendi boschivi. Al termine della sperimentazione, la Regione valuterà se i risultati consentiranno di aggiornare il Piano e ridefinire la zonizzazione delle limitazioni.

Nel corso della discussione sono intervenuti per richieste di chiarimento i consiglieri Marina Bordese (FdI), Alice Ravinale (Avs), Gianna Pentenero (Pd), Roberto Ravello (FdI) e Alberto Unia (M5S).

Ufficio Stampa CRP

Spreco alimentare e Legge 166/2016: la nuova puntata di Parla Con Me

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Simona Riccio dialoga con Maria Chiara Gadda, Francesco Colicci e Christian Bacci su recupero delle eccedenze, reti territoriali e responsabilità condivisa

Lo spreco alimentare è davvero soltanto il risultato di comportamenti individuali sbagliati oppure nasce da un sistema che non riesce sempre a collegare eccedenze, organizzazioni e bisogni?

È la domanda al centro della nuova puntata di Parla Con Me®, dal titolo “Lo spreco non è un errore: è un sistema”, disponibile online dal 15 luglio 2026.

A confrontarsi con Simona Riccio, Agrifood & OrganicSpecialist, Founder e Host di Parla Con Me®, sono Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e prima firmataria della Legge 166/2016 antispreco; Francesco Colicci, Global Senior Leader, Professional Services di Hootsuite e Presidente di Equoevento; e Christian Bacci, coordinatore dei Cacciatori di Briciole del Gruppo Volontarius e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

La puntata affronta lo spreco alimentare come un fenomeno complesso, legato non soltanto alle abitudini dei consumatori, ma anche alla gestione degli eventi, alla distribuzione, all’organizzazione delle eccedenze e alla capacità dei territori di costruire reti efficaci.

Nel decennale della Legge 166/2016, conosciuta anche come Legge Gadda, il dialogo unisce il valore della norma alle esperienze concrete di chi recupera ogni giorno alimenti e li restituisce alle comunità.

Equoevento opera nel recupero delle eccedenze prodotte durante eventi, congressi e manifestazioni. I Cacciatori di Briciole svolgono invece sul territorio un’attività quotidiana di raccolta e redistribuzione, fondata sulla collaborazione tra volontari, attività commerciali e realtà sociali.

«Recuperare il cibo non significa soltanto evitare una perdita economica o ambientale – sottolinea Simona Riccio – ma restituire valore, creare connessioni e trasformare una buona pratica in una cultura condivisa».

La puntata rientra nel percorso editoriale che Parla Con Me® dedica nel 2026 al decennale della Legge 166/2016 e alle esperienze che, attraverso prevenzione, recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari, contribuiscono a costruire una filiera agroalimentare più responsabile.

La puntata è disponibile su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=uEQJt9cJ2wc

Le attività e i progetti impegnati nel contrasto allo spreco alimentare possono essere segnalati alla redazione scrivendo a redazione.pcm@gmail.com.

 

UWE 2026: tre giornate di incontri

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UWE 2026: tre giornate di incontri con produttori di vino, arte, musica, spirits, spettacolo e buon cibo
Gli storici locali dell’ex lanificio di Villa Guelpa a Lessona sulle sponde del torrente Strona sono lo spazio fisico dell’evento.
UWE è un invito all’ascolto e al tempo ritrovato. Tre giornate di incontri con produttori di vino, arte, musica, spirits, spettacolo e buon cibo per ricordarci che quando l’umanità é condivisa ha ancora il sapore della felicità.
Come arrivare
In auto:
sulla autostrada A4 Torino Milano, uscita Carisio
Destinazione: Via Francesco Cesone, 52, 13853 Lessona BI
Evento riservato agli UWE lovers, agli operatori professionali HoReCa, ai Buyers, agli enotecari, ai ristoratori, agli agenti commerciali, ai sommelier professionisti, agli amanti di cibo, vino e spirits dopo accredito e registrazione
Ogni biglietto dà diritto all’ingresso e alle attività previste nel singolo appuntamento prenotato. I biglietti non sono né cedibili né rimborsabili e strettamente personali. L’abbonamento dà accesso a tutte le giornate esclusivamente alle attività e agli appuntamenti aperti al pubblico
CONTATTI
Tel. +39 340 385 0385
Sabato 18 Luglio 2026
Domenica 19 Luglio 2026
Lunedì 20 luglio 2026
INGRESSO RISERVATO AI PRODUTTORI
In un tempo sospeso, lontano dal rumore e dalle consuete formalità, si apre una tavola rotonda riservata ai soli produttori presenti all’evento: uno spazio intimo e necessario, dove il vino torna ad essere prima di tutto pensiero condiviso, dialogo vivo, confronto sincero tra chi lo crea ogni giorno con le mani, il tempo e la terra.
Non una semplice discussione, ma un incontro vero e proprio, un intreccio di voci e prospettive che si riconoscono nel lavoro comune. Qui il vino non è solo prodotto, ma linguaggio: strumento per interrogare il presente e immaginare il futuro. È un momento che assume quasi il valore di un nuovo anno zero, in cui si scelgono le parole per ripartire, per osservare da vicino ciò che cambia e ciò che resta, per dare forma a una visione più consapevole e condivisa.
Si parla apertamente di mercati e tendenze, di nuove tecniche di produzione e di sostenibilità, di identità territoriali e di strategie di promozione, ma soprattutto si ascolta. Perché ogni voce porta con sé un’esperienza, ogni percorso racconta una possibilità diversa. L’obiettivo non è trovare una verità unica, ma riappropriarsi del vino attraverso lo sguardo di chi lo produce, restituendogli profondità, complessità e misura.
È un vero scambio culturale, un momento di apertura che supera i confini della singola azienda per diventare visione collettiva, capace di generare nuovi scenari e nuove consapevolezze. E mentre le parole si intrecciano e si confrontano, il vino degli stessi produttori accompagna il dialogo, come una presenza silenziosa e concreta, che ricorda a tutti da dove tutto ha origine.
Un incontro in cui pensiero e assaggio convivono, e in cui il vino torna finalmente ad essere ciò che è sempre stato: un atto di relazione, un territorio da condividere, una cultura in continua evoluzione riportando al centro il valore illuministico della parola in cui l’uomo è al centro del ragionamento.
Nell’ottava edizione della degustazione meno convenzionale a cui abbiate mai partecipato, il tempo sembra prendere una direzione diversa, più libera, più lieve, quasi sospesa tra il gusto e l’incontro.
È il secondo dei due pomeriggi di conoscenza, condivisione e sapori: un percorso che si apre come un racconto corale, dove oltre 300 etichette tra vini e spirits diventano voci diverse di una stessa storia, e il buon cibo non è semplice accompagnamento, ma parte integrante di un dialogo che unisce territori, mani e sensibilità.
Qui la degustazione non è mai solo assaggio, ma esperienza viva, attraversata da sguardi, parole, scoperte inattese. Ogni calice porta con sé una geografia, ogni sorso restituisce una stagione, ogni incontro aggiunge un frammento di significato a un mosaico collettivo che si compone lentamente, tra curiosità e meraviglia.
E quando il pomeriggio si fa più morbido, la musica prende spazio senza interrompere, ma amplificando.
Sul palco, un concerto live di grandi cantautori e giovani talenti accompagna il fluire della giornata, dando voce a emozioni che si intrecciano con quelle del vino e della convivialità.
La presenza del Club Tenco aggiunge profondità e prestigio a questo momento, trasformando l’ascolto in un’esperienza culturale condivisa, dove parole e note dialogano con la stessa intensità dei calici.
È un invito a restare, a lasciarsi attraversare, a vivere la degustazione come un viaggio sensoriale e umano.
Un evento che non si limita a essere ricordato, ma che si sedimenta lentamente nella memoria, come fanno le cose autentiche.
Le cantine presenti
Aemilia Scauri – Tortona
Alberto Oggero – Roero
Albino Rocca – Barbaresco
Anna Maria Abbona – Langhe
Aquila del Torre – Colli Orientali del Friuli
Balbiano – Freisa di Chieri
Belcolle – Verduno
Borgo Paglianetto – Matelica
Braida – Rocchetta Tanaro
Bronzato – Valpolicella
Cantina Bovio – La Morra
Cantine Oddero – La Morra
Cantine Sant’Agata – Ruchè
Castello Romitorio – Montalcino
Cavalier Pepe – Irpinia
Cavallotto Tenuta Bricco Boschis – Castiglione Falletto
Ciavolich – Colline Pescaresi
Cieck – Erbaluce di Caluso
Clerico Massimo  – Lessona
Corte Volponi – Valpolicella
Deltetto – Roero e Alta Langa
Ettore Germano – Serralunga d’Alba e Alta Langa
Felsen – Trento
Frasca – Nizza
Graziano Prà – Soave
Kottolengo- Caluso
Le Morette – Lugana
Marcarini – La Morra
MarinusHof – Val Venosta
Molinetto – Gavi
Nardello Vini – Soave
Neri Agricola – Etna
Nino Costa – Roero
Parusso – Monforte d’Alba
Podere Sapaio – Bolgheri
Ripa della Volta – Valpolicella
Salcheto – Montepulciano
Tenuta delle Ferle – Cerasuolo di Vittoria
Tenuta Terre Nere – Etna
Tibaldi – Roero
Travaglini – Gattinara
Vasco Sassetti – Montalcino
Villa Guelpa – Lessona
Widum Baumann – Alto Adige
I Produttori di Spirits
Amaro del Corvo
Bordiga 1888
Cashmere Gin
Canone Occidentale Vermouth
Fava bibite
Fermenthinks Distillery
Franco Cavallero Spiriti
Gin Taggiasco
Glep Beverages
Infermen.TO Spirits
Lyskamm Amaro alle Erbe
Vermouth Kamerlengo
Vibes Caffè BIO e L’Amaro
Le Enodistribuzioni con le loro chicche
BCB vino e spiriti
VINEA vini identitari
Gli artigiani del gusto
Agarla – Gelati Artigianali
Ars Italica – Caviale Pregiato
Azienda Agricola San Rocco – Frutta di Stagione
Fratelli Bonacchi – Caffè di Terroir
Griglieria – Brace
Oioli – Gorgonzola
La Casera – Affinatori di formaggi
Mancini – Pastificio Agricolo
Roi – Olio
Piantanida – Panificio e Pasticceria
Squisito – Arancini di Riso
Verri- Caffè
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

UniTo incontra le imprese nel nuovo spazio alle Ogr

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Un presidio strategico nel cuore dell’ecosistema dell’innovazione per rafforzare il dialogo tra ricerca, imprese, startup e istituzioni
Oggi, lunedì 13 luglio 2026, la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi e la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi, con Davide Canavesio, Amministratore Delegato delle OGR Torino e Marco Pironti, Vicerettore all’innovazione e alla valorizzazione delle conoscenze dell’Università di Torino, hanno inaugurato il nuovo spazio di UniTo presso le OGR Tech delle OGR Torino, l’innovation hub della Fondazione CRT diventato un punto di riferimento europeo per la sperimentazione culturale, artistica, scientifica, tecnologica e imprenditoriale.
L’iniziativa si inserisce nella consolidata collaborazione tra Fondazione CRT e Università di Torino, che si concretizza nel sostegno ai progetti di ricerca, alla formazione, alla valorizzazione delle competenze e, attraverso OGR Torino, nel supporto alla crescita di startup innovative.
L’attivazione dello spazio fa parte delle iniziative per il rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione dell’Università di Torino, sostenute attraverso il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo dedicato ai programmi di innovazione dell’Ateneo. La collocazione presso le OGR Tech consente di valorizzare al meglio un investimento orientato ad ampliare le opportunità di collaborazione tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa.
Le principali attività
Il nuovo spazio è pensato come punto operativo per:
attività di networking e collaborazione tra Università, imprese e attori dell’ecosistema dell’innovazione;
eventi e incontri dedicati alle competenze, alle eccellenze e ai progetti di innovazione dell’Università di Torino;
iniziative di valorizzazione della ricerca, delle infrastrutture scientifiche e delle piattaforme dell’Ateneo per favorire nuove progettualità condivise.
Ricercatrici e ricercatori, docenti e personale impegnato nelle attività di trasferimento tecnologico e valorizzazione della ricerca potranno utilizzare le postazioni attraverso un sistema di prenotazione, lavorando a stretto contatto con imprese, startup e investitori e partecipando alle opportunità di confronto e collaborazione offerte dalle OGR Tech.
Un programma di appuntamenti tematici presenterà le competenze e le eccellenze dell’Università di Torino, con particolare attenzione alle esperienze di trasferimento tecnologico, imprenditorialità accademica e collaborazione con il sistema produttivo, mettendo in evidenza il contributo della ricerca allo sviluppo economico e sociale del territorio.
Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alle infrastrutture di ricerca e alle piattaforme scientifiche dell’Ateneo, promuovendone l’utilizzo come strumenti di collaborazione con imprese, in particolare PMI e startup. In questo contesto trova spazio anche Innosfera, il portale dell’Università di Torino dedicato all’innovazione, che amplia la propria funzione di punto di accesso alle competenze, ai servizi e alle opportunità offerte dall’Ateneo.
L’innovazione – dichiara Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino – è oggi una dimensione imprescindibile della missione dell’università, che non può restare confinata nei laboratori ma deve saper dialogare con il mondo delle imprese. La presenza dell’Università di Torino alle OGR Tech consolida un percorso già avviato e conferma la scelta di essere presenti nei luoghi in cui questo dialogo è più naturale. Siamo un ateneo complesso, per numero di persone, saperi e discipline che lo compongono: una complessità che ci appartiene e che vogliamo accompagnare con chiarezza, offrendo a imprese e investitori un punto di accesso semplice a ciò che l’Ateneo può offrire. È lo spirito con cui la nostra Università è presente in più luoghi della città e del territorio, per mettere insieme ricerca, impresa e istituzioni nella costruzione di innovazione e sviluppo”.
L’Università di Torino – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT – da oggi ha una ‘casa’ anche negli spazi di OGR Tech: un traguardo che segna una tappa importante nel percorso di crescita dell’ecosistema dell’innovazione che la Fondazione CRT sostiene e promuove da anni. La presenza stabile dell’Ateneo rafforza il dialogo tra ricerca, impresa, startup e investitori, creando le condizioni per accelerare il trasferimento tecnologico, valorizzare i talenti e generare nuove opportunità di sviluppo per il territorio. Si tratta dell’evoluzione di una collaborazione solida e duratura: da anni infatti la Fondazione CRT sostiene i progetti di ricerca dell’Università di Torino, protagonista anche di iniziative dedicate alla formazione e di numerosi programmi di innovazione ospitati alle OGR Tech”.
L’insediamento dell’Università di Torino alle OGR Tech – dichiara Davide Canavesio, Amministratore Delegato delle OGR Torino – rappresenta un passaggio strategico nella crescita del nostro ecosistema dell’innovazione: oggi, la presenza dei due grandi Atenei torinesi all’interno dello stesso hub rafforza un modello fondato sulla prossimità, sulla contaminazione quotidiana e sulla collaborazione tra eccellenze scientifiche, imprenditoriali e tecnologiche. Le OGR Tech si confermano una piattaforma aperta, da abitare e vivere ogni giorno, resa ancora più dinamica da studenti e studentesse: qui la ricerca incontra il mercato, la conoscenza si traduce in progettualità e le connessioni generano nuove opportunità. Per Torino significa rafforzare la competitività dell’ecosistema e consolidare un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e accelerare l’innovazione”.
Questo nuovo spazio – dichiara Marco Pironti, Vicerettore all’innovazione e alla valorizzazione delle conoscenze dell’Università di Torino – rappresenta un tassello importante della strategia con cui l’Università di Torino rafforza il proprio ruolo nell’ecosistema dell’innovazione. Vogliamo essere sempre più presenti nei luoghi in cui ricerca, impresa, startup e investitori si incontrano e creano valore, perché è da queste connessioni che nascono nuove opportunità di sviluppo e di trasferimento delle conoscenze. La presenza alle OGR Tech rafforza un percorso che l’Ateneo porta avanti da anni, anche con la collaborazione con il nostro incubatore 2i3T, accompagnando la ricerca lungo tutta la filiera dell’innovazione, dalla valorizzazione dei risultati scientifici fino alla nascita di startup e spin off. Il nostro obiettivo è creare le condizioni perché le competenze che nascono nelle aule e laboratori dell’Università possano trasformarsi più rapidamente in innovazione, contribuendo alla crescita del territorio e alla competitività del sistema produttivo”.
Foto Perottino

Siccità, Confagricoltura Piemonte scrive alla Regione

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 “Attivare subito le deroghe al deflusso minimo vitale e al deflusso ecologico”

 

Confagricoltura Piemonte ha scritto al presidente della Regione, Alberto Cirio, e agli assessori all’Ambiente e all’Agricoltura, Matteo Marnati e Paolo Bongioanni, per chiedere l’attivazione urgente delle procedure previste dal Piano di Tutela delle Acque per le situazioni di scarsità idrica, con la possibilità di deroghe temporanee e controllate al Deflusso Minimo Vitale e al Deflusso Ecologico.

 

La sollecitazione nasce dalla crescente difficoltà, segnalata da più comprensori irrigui piemontesi, di garantire le portate necessarie alle colture nella fase di massimo fabbisogno stagionale. Il caso più acuto riguarda in queste ore il bacino del torrente Orco, ma la criticità, secondo l’organizzazione agricola, interessa ormai in modo più ampio il territorio regionale. La richiesta arriva nello stesso giorno in cui il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato la Cabina di regia nazionale sulla crisi idrica, che ha segnalato situazioni di severità idrica significativa proprio nelle regioni del bacino del Po.

 

Confagricoltura Piemonte chiede alla Regione di riconoscere formalmente la gravità della situazione, di definire un percorso istruttorio rapido per i Consorzi irrigui, di affiancare alle eventuali deroghe un monitoraggio costante con il supporto di ARPA Piemonte e di aprire un tavolo permanente con Autorità di Bacino, ARPA, ANBI Piemonte, Consorzi e organizzazioni agricole per seguire l’evoluzione della crisi.

“Non mettiamo in discussione la tutela dei corsi d’acqua – dichiara il presidente di Confagricoltura PiemonteEnrico Allasia –  ma chiediamo un’applicazione equilibrata e tempestiva degli strumenti che la stessa pianificazione regionale prevede per le fasi di crisi. Le nostre aziende stanno affrontando settimane decisive per la sopravvivenza delle colture e un’attesa prolungata rischia di tradursi in danni non più recuperabili”.

 

Allasia richiama inoltre l’esperienza di altre Regioni, come la Lombardia, che hanno già aggiornato la disciplina delle deroghe parziali al DMV in presenza di severità idrica documentata: “Un modello che dimostra come sia possibile conciliare salvaguardia ambientale e continuità delle produzioni, senza contrapposizioni ideologiche”.

Piemonte – Marocco, nuove rotte di crescita

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CONFINDUSTRIA PIEMONTE  E ORGANISMO DEL COMMERCIO DELL’INDUSTRIA DEL MAROCCO IN ITALIA

Una giornata di lavori con istituzioni, esperti e imprese dedicata alle prospettive di mercato ai settori merceologici emergenti e agli strumenti operativi di tutela per le imprese italiane. Amalberto: “L’internazionalizzazione è una partita di squadra e noi lavoriamo come sistema”

Torino, 10 luglio 2026

Il Marocco grazie a un interscambio di circa 750 milioni di euro per le imprese piemontesi rappresenta un partner commerciale di primo piano. Per approfondire quali siano i possibili ulteriori canali di sviluppo sia per l’import che per l’export verso il Paese nordafricano, l’Organismo del Commercio e dell’Industria del Marocco in Italia insieme a Confindustria Piemonte ha organizzato a Torino una mattinata di lavori.

I numeri dell’interscambio tra Piemonte e Marocco raccontano un legame ancora contenuto rispetto al potenziale, ma in evoluzione, e che trovano piena coerenza con la strategia nazionale del Piano Mattei per l’Africa, che individua nel Marocco uno dei partner privilegiati per una cooperazione economica di nuova generazione, fondata su investimenti, trasferimento di competenze e filiere condivise, e non solo su rapporti commerciali tradizionali. Gli investimenti diretti italiani nel Paese, pari a oltre 1,2 miliardi di euro di stock nel 2023, confermano che le nostre imprese hanno già intrapreso questa strada con convinzione” ha dichiarato Giorgia Garola, presidente Ceipiemonte e vicepresidente delegata per l’internazionalizzazione dell’Unione Industriali Torino, in apertura dei lavori.

Confindustria Piemonte, insieme alle 8 Associazioni territoriali, rappresenta 6.000 imprese, 285.000 occupati e 27 settori merceologici. Imprese che ogni giorno misurano la propria competitività sui mercati internazionali producono, assumono, innovano e che, per crescere, devono guardare fuori dai confini nazionali. Il Marocco mira a costruire collaborazioni e sviluppare progetti nei settori dell’energia, dell’agricoltura e della formazione, e con questa giornata vogliamo stimolare nuove opportunità commerciali reciproche. Perché l’internazionalizzazione è una partita di squadra e per questo lavoriamo come sistema, insieme a tutti i soggetti chiave: Regione Piemonte, CEIP, il sistema camerale, SACE, SIMEST, ICE, le Università. Solo così si creano le condizioni perché le relazioni si tradurranno in nuovi investimenti e iniziative concrete e durature” ha dichiarato Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

Il Marocco cresce oggi a ritmi molto sostenuti non paragonabili a quelli europei” ha sottolineato anche Marouan El Mansoub, Presidente dell’Organismo Marocco-Italia, illustrando il massiccio programma di investimenti del Regno che sta modernizzando porti, ferrovie, autostrade, strutture sanitarie ed energie rinnovabili. Il Governo marocchino ha varato un variegato sistema di incentivi e bandi che l’Organismo aiuta a intercettare, inclusi contributi a fondo perduto che in alcune regioni possono coprire fino al 40% dell’investimento complessivo.

Il Segretario Generale dell’Organismo, l’avvocato Paolo Spataro, ha ribadito la solidità delle relazioni diplomatiche e del quadro giuridico locale, che garantiscono un ambiente sicuro per grandi imprese e PMI. I settori di investimento coinvolgono competenze a 360 gradi: dall’ambiente e l’energia verde al manifatturiero, dall’automotive all’agroalimentare (Agritech), fino ai trasporti, edilizia e turismo. Le soluzioni finanziarie e legali sono state approfondite nella tavola rotonda tecnica con l’avvocato Paolo Jorio (per l’Organismo Marocco Italia), Federica Ingrosso (senior specialist relazioni esterne di Simest) e Stefano Nigro (Direttore Generale di Ceipiemonte). Il dibattito si è arricchito delle testimonianze aziendali di Arnaldo Carignano (Randstad), Jawad Khezzane (Bimotor) e Stefano Pesce (Comau).

Le conclusioni sono state affidate al senatore Massimo Berruti, membro dell’Organismo del Marocco-Italia  che ha ribadito “il ruolo  di facilitatore che l’Organismo del Marocco, fortemente radicato con le istituzioni locali, sta svolgendo  nel promuovere partenariati bilaterali solidi e affidabili, capaci di generare valore aggiunto per le imprese di entrambi i Paesi”,  e ad Alessandro Battaglia, Presidente della Commissione Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte che ha sottolineato come il Marocco “sia una destinazione su cui costruire relazioni industriali stabili e durature. Proprio come le esperienze delle imprese che oggi abbiamo ascoltato, e che confermano come le imprese stiano diversificando i mercati di sbocco, rafforzando la presenza extra-europea e adottando strategie più flessibili. Cresce quindi la domanda di strumenti operativi, servizi qualificati e di un accompagnamento continuativo, in grado di trasformare le opportunità in relazioni commerciali stabili e durature. Il Marocco per sistema industriale italiano e piemontese è un Paese cui quindi dobbiamo guardare con convinzione, rafforzando relazioni industriali di medio-lungo periodo, basate su complementarità produttiva, investimenti e integrazione delle filiere“.

Riso, Confagricoltura: “Difendere reddito aziende e leadership del Piemonte”

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La crisi del comparto risicolo continua a destare forte preoccupazione anche in Piemonte, prima regione italiana per superficie coltivata a riso. Prezzi in calo, importazioni in aumento, costi di produzione elevati e criticità legate alla gestione dell’acqua stanno comprimendo la redditività delle aziende e mettendo a rischio uno dei comparti simbolo dell’agricoltura regionale.

Confagricoltura guarda con favore al tavolo nazionale convocato dal Ministero dell’Agricoltura il prossimo 30 luglio, richiesto dall’organizzazione degli imprenditori agricoli, per individuare interventi concreti a sostegno della filiera.

 

“È positivo che il Governo abbia raccolto le sollecitazioni del settore aprendo un confronto dedicato – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – così come apprezziamo l’impegno che il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio sta portando avanti in sede europea, quale relatore del Comitato europeo delle Regioni sul futuro della risicoltura, per chiedere una maggiore tutela delle produzioni europee dalla concorrenza sleale proveniente dai Paesi extra UE. Sono iniziative importanti che ora devono tradursi in decisioni concrete a sostegno delle imprese”.

 

Per Confagricoltura Piemonte il rilancio del comparto passa da un insieme di interventi strutturali: controlli più efficaci sulle importazioni, semplificazione della PAC e delle procedure amministrative, innovazione varietale attraverso le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), diffusione delle nuove tecnologie, investimenti nelle aziende e nella rete irrigua, oltre a una maggiore aggregazione dell’offerta e allo sviluppo di accordi di filiera che favoriscano una migliore programmazione delle produzioni.

 

“La competitività si costruisce riducendo i costi e aumentando la capacità di innovare”, sottolinea Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella. “La prossima programmazione regionale – aggiunge Coppo – dovrà sostenere gli investimenti nelle aziende, nella ricomposizione fondiaria e nelle infrastrutture irrigue, creando le condizioni per una risicoltura più moderna, efficiente e competitiva”.

 

Accanto alle prospettive di medio periodo restano le difficoltà del mercato.

“Le quotazioni dei risi Lunghi A destinati al parboiled continuano a non coprire i costi di produzione – osserva Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara e Vco – e le proposte contrattuali avanzate dall’industria non sono oggi sufficienti a garantire un’adeguata remunerazione. A questo si aggiunge una situazione idrica sempre più delicata, che aumenta l’incertezza delle imprese. È indispensabile lavorare insieme, lungo tutta la filiera, per restituire prospettive ai risicoltori e salvaguardare un patrimonio produttivo che appartiene all’intero Paese”.

Per Confagricoltura Piemonte il riso non rappresenta soltanto una produzione agricola di eccellenza, ma un presidio del territorio, dell’ambiente e dell’economia delle aree risicole. Difenderne la competitività significa garantire il futuro di migliaia di aziende e di una filiera che fa dell’Italia il primo produttore europeo di riso.