ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 6

Al via “Container Chieri 2024”

Piazza Cavour, 11:30-12:30

 

IL 3 APRILE, ORE 11:30, IN PIAZZA CAVOUR, IL SINDACO ALESSANDRO SICCHIERO INAUGURA CONTAINER, IL PROGRAMMA DI APPUNTAMENTI LUNGO UN MESE, IDEATO DAL COMUNE DI CHIERI PER RAGIONARE DI LAVORO, SVILUPPO, E DEL RAPPORTO FRA IMPRESA E COMUNITÀ

 

Il lavoro che cambia, il lavoro che manca, il lavoro che definisce una vita intera. L’ingrediente al centro del dibattito sul futuro, alle prese con l’incognita della transizione tecnologica, ambientale e sociale. Il tessuto industriale del chierese, espressione di una storia con radici profonde e dal know-how distintivo, che ha attraversato le generazioni, le crisi, le rinascite. La comunità locale, dove continuano a nascere progetti imprenditoriali e interventi sociali, fra ambizioni personali e propositi comunitari.

Tutto questo è Chieri oggi, a metà strada di una trasformazione in atto.

Da questa miscellanea di ingredienti è nato “Container”, realizzato per la prima volta nel mese di aprile 2024, un’agorà di confronto pubblico, un programma di incontri rivolti alle scuole, ai giovani, a chi cerca lavoro, a chi fa impresa, a chi s’interessa d’innovazione sociale.

Un’agenda di 30 appuntamenti con dibattitiatelier formativilaboratori scolasticiproposte culturali, ognuno dei quali realizzato in collaborazione con i 40 partner – istituzioni pubbliche, enti associativi e privati – che affiancano l’Amministrazione Comunale nella realizzazione del programma.

Container è anche un’agorà di sperimentazione. L’agenda propone laboratori di orientamento precoce nelle scuole; talk con le imprese su qualità nello sviluppoindebitamento e responsabilità socialespeed date per offrire opportunità a chi cerca lavoro; confronti a più voci sul futuro del territorio; incontri con i protagonisti del dibattito sull’innovazione come Brando Benifei, europarlamentare e relatore dell’AI Act – il regolamento con il quale l’Unione Europea affronta, prima al mondo, la crescita pervasiva dell’intelligenza artificiale .

Gli appuntamenti di Container sono pubblici e l’agenda completa è consultabile sul sito www.containerchieri.it

Nursing Up all’Osservatorio Assunzioni

Il 22 aprile il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, assieme alle altre rappresentanze sindacali, parteciperà all’incontro dell’Osservatorio regionale sulle Assunzioni che si terrà in Regione, in cui saranno presenti i rappresentanti dell’Ente e dell’Assessorato alla Sanità.

In quella sede verrà ribadita l’estrema necessità di un intervento per risolvere il problema della scarsità di personale alla Città della Salute di Torino. L’accordo con la Regione, firmato nei mesi scorsi dalle organizzazioni sindacali compreso il Nursing Up, prevedeva assunzioni immediate, circa 200, al netto del turn over e della reinternalizzazione dei servizi.

“Si tratta di un accordo chiaro, solare, semplice – attacca Claudio Delli Carri, Segretario regionale Nursing Up del Piemonte -. Al netto significato che le 200 assunzioni sono da fare in più, oltre a quelle per il turn over e la reinternalizzazione dei servizi. Tali assunzioni, infatti, non possono essere comprese nel turn over, perché altrimenti non si otterrebbero i risultati in termini di aumento del personale a disposizione necessario a garantire in modo adeguato i servizi h24 di una struttura all’avanguardia e di eccellenza come la Città della Salute”.

Il nodo da sciogliere per le assunzioni alla Città della Salute è, dunque, proprio questo: il garantire in modo immediato nuove assunzioni che portino forze fresche IN PIÙ rispetto alle attuali, necessarie a garantire gli alti standard di servizi erogati in quello che è uno dei centri sanitari più all’avanguardia del Paese (si pensi ad esempio al Centro Trapianti).

“Noi capiamo benissimo le necessità economiche e del tetto di spesa – prosegue Delli Carri -. Ma non si può più andare avanti con il personale davvero risicato che abbiamo oggi. E allora la domanda è: il problema assunzioni lo vogliamo risolvere o no? Questo chiederemo in assessorato e su questo ci impegneremo. Non si possono comprendere le nuove assunzioni nel turnover, è un metodo che non va nella direzione degli accordi presi. Ricordiamo che la Città della Salute, oltre ai servizi che normalmente eroga, è fortemente impegnata anche nell’abbattimento delle liste d’attesa. È dunque necessario procedere con le nuove assunzioni IN PIÙ rispetto a quelle per il turn over e per la reinternalizzazione dei servizi. E ciò si può fare molto in fretta visto che esiste una graduatoria di concorso composta da poco, già pronta con 236 infermieri in attesa di essere chiamati. Basta utilizzare questa graduatoria, senza attendere tempi biblici con il rischio che molti di coloro che sono stati selezionati, senza essere poi chiamati, trovino un impiego altrove. Noi vogliamo uscire dall’incontro con la Regione avendo una soluzione concreta sulle assunzioni alla Città della Salute: questo chiederemo e siamo pronti a batterci perché ciò avvenga”.

Il Piemonte punta sull’agricoltura biologica

Alla ricerca della sostenibilità: è l’imperativo dei nostri tempi. Arriva così in Piemonte una nuova e importante dotazione finanziaria che si aggiunge a quella già stanziata con il primo bando aperto ad aprile 2023 a sostegno dell’agricoltura biologia, con un finanziamento di 16 milioni e 200 mila euro.
L’Assessorato 
all’Agricoltura della Regione Piemonte ha pubblicato il bando 2024 per la presentazione di domande di aiuto per la conversione all’agricoltura biologica e il mantenimento delle pratiche di produzione biologica, intervento SRA29 del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027.  La dotazione finanziaria è di 34 milioni e 950 mila euro per 5 anni, il bando scade il 15 maggio (come indicato dal Ministero dell’agricoltura) ed è pubblicato sul sito della Regione Piemonte al link https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/csr-2023-2027-pagamento-al-fine-adottare-mantenere-pratiche-metodi-produzione-biologica-sra29


E’ il secondo bando aperto a favore del biologico, all’interno della programmazione del Csr del Piemonte.
“Con questo strumento continua l’impegno della Regione nel sostenere le aziende piemontesi che hanno scelto le coltivazionia basso impatto ambientale. Una scelta non sempre facile da parte degli agricoltori che devono rispettare parametri rigidi e affrontare maggiori costi di produzione ma che risponde a un comparto in crescita, dovuto ad un maggiore interesse da parte dei consumatori ai prodotti biologici”, dice l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo 
Marco Protopapa.

Siglato accordo Regione – Rsa per non gravare sulle rette delle famiglie

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha sottoscritto al Grattacielo Piemonte l’accordo con i rappresentanti dei gestori delle strutture residenziali – Rsa, disabilità, psichiatria, dipendenze e minori – per sostenere il settore, senza gravare sulle rette a carico delle famiglie.

«La pandemia ci ha ricordato l’importanza delle strutture che ospitano e assistono gli anziani e le persone fragili. Proprio riconoscendo il loro grande valore e lo sforzo compiuto nei mesi dell’emergenza sanitaria, la Regione, già nel 2022, ha riconosciuto, dopo dieci anni di tariffe ferme, un adeguamento delle risorse da riconoscere alle strutture accreditate e oggi fa un ulteriore sforzo economico che si traduce in maggiore qualità dei servizi, della cura e dell’assistenza per i nostri anziani e in più garanzie di rispetto dei contratti per i lavoratori, perché la Regione vincola le risorse all’applicazione dei contratti comparativamente più rappresentativi con tutele e salari equi per i lavoratori» dichiara

La Regione Piemonte conferma l’aumento di 16 milioni di euro a sostegno delle strutture residenziali, pari al 3,5 per cento, destinato alla quota sanitaria, con l’obiettivo di arrivare al 4 entro l’anno e al 10 per cento entro il 2026.

Le risorse aggiuntive sono riservate alla quota dei posti letto convenzionati con il sistema sanitario nazionale e, nell’accordo, è stato inserito il richiamo, per le strutture firmatarie, al rispetto dei contratti comparativamente più rappresentativi, così come previsto dalla delibera, approvata a febbraio, per richiamare l’accordo sottoscritto lo scorso novembre con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

Nei mesi di aprile e maggio verranno costituiti specifici tavoli per individuare, relativamente agli anni 2025 e 2026, tariffe adeguate a garantire la sostenibilità del settore, anche alla luce dei rinnovi contrattuali e all’aumento dei costi generali, con l’obiettivo di raggiungere un aumento complessivo del 10 per cento nel triennio.

Consumatori, Polliotto (Unc): “Contratti di fornitura energia, le ultime novità introdotte da Arera”

La Presidente del Comitato Regionale del Piemonte interviene su un tema di grande attualità illustrando i cambiamenti normativi recenti.

“L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha infatti aggiornato la regolazione vigente in materia di: oneri di recesso anticipato dei clienti finali di energia elettrica, per adeguarsi alle nuove disposizioni introdotte dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 210 (di seguito: decreto legislativo 210/21); obblighi informativi in capo ai fornitori di energia in caso di rinnovo (con modifica) delle condizioni economiche nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale”. Lo rende noto Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

Sono state inoltre introdotte alcune norme transitorie in merito ai termini di preavviso per le variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali in caso di “repricing” al ribasso. 

Il decreto legislativo 210/21 ha disposto, con riferimento alle forniture di energia elettrica: articolo 7, comma 4: l’esercizio del diritto di recesso, da parte dei clienti domestici e delle imprese che occupano meno di cinquanta dipendenti (sia tempo indeterminato che a termine) e che realizzano un fatturato ovvero un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro (nel seguito: “piccole imprese”), non sia soggetto ad alcun onere; articolo 7, comma 5: il fornitore di energia, in deroga al principio sopra citato, può imporre ai propri clienti domestici e alle “piccole imprese” il pagamento di una somma di denaro solo in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura a tempo determinato o a prezzo fisso, a condizione che tale onere sia stato indicato: nel documento informativo comunicato prima della stipula del contratto; nel contratto stesso. Deve inoltre essere specificamente approvato e sottoscritto dal cliente.

Inoltre – prosegue Patrizia Polliotto – la somma richiesta deve essere proporzionata e non può eccedere la perdita economica subita dal fornitore per lo scioglimento anticipato del contratto (e l’onere di provare l’esistenza e l’entità di tale perdita economica diretta grava sul medesimo fornitore di energia)”.

La delibera di Arera del 6 giugno scorso ha poi stabilito: la possibilità, per il fornitore di energia, di prevedere eventuali oneri di recesso esclusivamente nei contratti di energia elettrica di durata determinata e a prezzo fisso; la possibilità di applicare eventuali oneri di recesso anche ai contratti a tempo indeterminato, ma con condizioni economiche a prezzo fisso di durata determinata, nonché ai contratti a prezzo fisso che, allo scadere di tale prezzo, prevedono il passaggio ad un prezzo variabile (in entrambi i casi, tali oneri potranno comunque essere applicati dal fornitore solo limitatamente al periodo di validità delle condizioni economiche a prezzo fisso); l’obbligo informativo, in capo ai fornitori di energia, di comunicare al cliente finale – in occasione della proposta di un contratto di fornitura, nonché nel testo del contratto medesimo – la somma di denaro richiesta per il recesso anticipato.

L’onere di recesso deve essere specificamente approvato e sottoscritto dal cliente finale e il venditore è tenuto a specificare che la somma di denaro indicata nel contratto costituisce un importo massimo (che potrebbe essere ridotto in ragione dell’effettiva perdita economica diretta derivante dal recesso anticipato del cliente finale). Infine, per qualunque tipologia di contratto, l’eventuale esercizio della facoltà di variazione unilaterale delle condizioni da parte del fornitore di energia comporta la decadenza dell’eventuale applicazione di oneri di recesso anticipato, anche nei casi dove il cliente finale receda successivamente all’applicazione della variazione medesima e prima della scadenza del contratto”, chiosa la Presidente di UncPiemonte.

Piemontesi e trasloco: una piattaforma per renderlo più snello

Una piattaforma “second hand” per vendere gli oggetti inutilizzati e rendere più snello il trasloco

 

In occasione di un cambio di casa, il 52% dei piemontesi preparerebbe oltre trenta scatole, il 30% arriverebbe a prepararne addirittura cinquanta e, a trasloco concluso, il 42% dei residenti in Piemonte ha ancora scatoloni che non ha mai aperto. Il trasloco viene spesso associato a un periodo stressante, che impone di fare i conti con tutti gli oggetti e beni accumulati nel corso degli anni, che dovranno essere imballati in numerosi scatoloni a causa di nuovi spostamenti.

Wallapop, piattaforma leader nella compravendita dei prodotti “second hand”, che promuove un modello di consumo sostenibile, ha condotto una ricerca in collaborazione con mApp,per indagare quali e quanti oggetti gli italiani, in particolar modo i piemontesi, accumulano nelle proprie case, e come si comporterebbero in caso di un eventuale trasloco. Dopo il trasloco il 42% dichiara di aver conservato scatoloni ancora intatti, contenenti oggetti accumulati negli anni e di cui poi si sono dimenticati o che non sono più necessari. Nella ricerca emerge che più di 8 piemontesi su 10 hanno comprato qualcosa che non hanno mai utilizzato, o molto poco. Gli oggetti a cui è toccata questa sorte sono accessori per la cucina (33%), per il fitness (36%) seguiti dai device tecnologici (25%).

“Sappiamo che il momento del cambio casa può essere molto stressante, ma nasconde anche un’interessante opportunità: quella di fare ordine e di liberarsi degli oggetti di cui non si ha più bisogno – ha dichiarato Chiara Mazza – Senior Pr Specialist di Wallapop – In queste situazioni, affidarsi a piattaforme “second hand”, come Wallapop, è un’ottima scelta, perché si possono mettere in vendita gli articoli in esubero, rendendo il trasloco più leggero e allo stesso tempo guadagnarci. Dalla recente ricerca di Wallapop emerge che il 60% dei piemontesi si affiderebbe a una piattaforma “second hand” per liberarsi degli oggetti non più necessari in fase di trasloco. Questa scelta è conveniente per l’ambiente, incrementando l’economia circolare, e anche per gli utenti: in particolare il 24% dei piemontesi ritiene di poter guadagnare oltre 500 euro vendendo i propri oggetti su una piattaforma “second hand” come Wallapop”.

 

Mara Martellotta

Efficientamento illuminazione pubblica, dalla Regione 13 milioni di euro

La Giunta approva la nuova scheda di misura per promuovere la transizione intelligente della pubblica illuminazione. L’assessore Marnati: «una misura aggiuntiva che ci permette di raggiungere gli obiettivi ambientali, economici e sociali che ci siamo prefissati»

 

Via libera dalla Giunta alla scheda di misura per l’efficientamento energetico e la transizione intelligente della rete di illuminazione pubblica, con una dotazione finanziaria di circa 13 milioni di euro (12 milioni 750mila) dei fondi FESR 21-27 (Fondi Europei di Sviluppo Regionale). Beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni, le Unioni di Comuni, le Unioni Montane e i raggruppamenti di Comuni.

«Questa è una misura, molto richiesta dai comuni, che si aggiunge alle altre già approvate nel corso dell’anno con lo scopo di attuare la nostra strategia per ridurre i consumi energetici, i costi dell’energia, rendere più smart le nostre città e così rendere più efficiente la gestione della rete con tecnologie intelligenti – ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente e Energia Matteo Marnati –  Oltre all’efficientamento energetico prevediamo anche la possibilità di riqualificare l’illuminazione pubblica anche attraverso nuovi sistemi tecnologici per il controllo del traffico e il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico. Quindi un’altra misura che va nel solco che questa amministrazione ha tracciato per raggiungere gli obiettivi ambientali, economici e sociali».

Due le linee di intervento previste. Una riguarda interventi di riqualificazione energetica quali, ad esempio la sostituzione di apparecchi di illuminazione esistenti con apparecchi più efficienti o anche di singoli componenti degli stessi o ancora l’installazione di sistemi di telegestione o di illuminazione adattiva. La seconda linea invece riguarda i servizi tecnologici integrati, ad esempio sistemi per il controllo del traffico o per la videosorveglianza di infrastrutture pubbliche, sistemi di monitoraggio delle condizioni meteorologiche o dell’inquinamento atmosferico, sistemi di smart parking e per l’ottimizzazione dell’utilizzo di parcheggi pubblici.

Le domande di agevolazione devono prevedere entrambe le linee e, per quanto riguarda la prima linea, devono obbligatoriamente includere la sostituzione di apparecchi di illuminazione esistenti con apparecchi più efficienti e l’installazione di sistemi di telegestione; per la seconda linea devono prevedere almeno un intervento.

Il finanziamento è assicurato esclusivamente agli interventi che permettono di conseguire una riduzione di almeno del 50% del consumo di energia elettrica rispetto al consumo attuale.

Il contributo, a fondo perduto, può coprire fino all’80% dei costi ammissibili e fino ad un contributo massimo di 600mila euro. Sono ammissibili investimenti con importo minimo pari a 100mila euro.

L’apertura del bando è prevista entro giugno.

A Pinerolo concluso il tour primaverile di IOLAVORO

 

Dall’inizio dell’anno sono state 5.200 le persone e 250 le realtà economiche che hanno partecipato all’evento regionale dedicato al lavoro

Si è conclusa nei giorni scorsi con una grande adesione l’edizione pinerolese di IOLAVORO, la fiera del lavoro regionale promossa da Regione Piemonte, Assessorato all’Istruzione e merito, lavoro, formazione professionale e diritto allo studio universitario e, grazie al contributo del Fondo sociale europeo FSE+, organizzata da Agenzia Piemonte Lavoro anche tramite il suo presidio territoriale, il Centro per l’impiego di Pinerolo.

Quella che si è svolta al Palacurling di Pinerolo, che ha visto il taglio del nastro da parte dell’assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone, è stata l’ultima tappa del tour territoriale di IOLAVORO organizzato nella prima metà del 2024. E anche questa edizione ha ricevuto una vivace risposta da parte del pubblico: sono state infatti 1.056 le persone – di cui 325 studenti – che hanno potuto entrare in contatto con 50 realtà economiche, candidarsi per uno degli 872 posti di lavoro a disposizione, partecipare a workshop, assistere a incontri e laboratori interattivi, conoscere meglio le opportunità offerta dalla Direzione Lavoro di Regione Piemonte – come orientamento, certificazione delle competenze, sistema delle Academy, contratto di apprendistato –, e avvalersi della consulenza offerta dal personale del Centro per l’impiego di Pinerolo, in particolare sul collocamento mirato per le persone con disabilità, ricerca attiva di lavoro, redazione del curriculum. Il tutto con lo scopo di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro valorizzando il tessuto produttivo locale, cui era dedicato un focus specifico sull’industria alimentare, una delle peculiarità del Pinerolese.

I numeri lusinghieri di questa edizione si aggiungono quindi a quelli degli eventi IOLAVORO già organizzati dall’inizio dell’anno a Gravellona Toce (nel Verbano Cusio Ossola), Alessandria ed Alba (nel Cuneese), che portano complessivamente a oltre 5.200 le persone partecipanti – fra queste oltre 1.800 studenti –, 250 il numero di aziende, agenzie per il lavoro, istituti ed enti di formazione che hanno aderito, offrendo un totale di 5.500 posti di lavoro. Sono state inoltre una cinquantina le occasioni per approfondimenti, laboratori, approfondimenti e dibattiti sul mercato del lavoro locale e sulle opportunità offerte dai territori e oltre 300 i passaggi sui media piemontesi, cartacei e online.

Un successo che spiana la strada per la tradizionale edizione autunnale di Torino.

«Anche nella tappa di Pinerolo IOLAVORO ha saputo raccontare il territorio e le sue opportunità, facilitando l’incontro tra domanda e offerta, con percorsi dedicati alla formazione di alto livello e una missione: quella di aiutare i giovani a raggiungere i loro obiettivi professionali» commentano l’assessore regionale all’Istruzione e merito, lavoro, formazione professionale, diritto allo studio universitario Elena Chiorino e Maurizio Marrone, assessore regionale alle Politiche Sociali. «Questo entusiasmo è la miglior risposta a chi parla di una Nazione in declino e di giovani senza futuro: le iniziative messe in campo in questi anni dalla Regione Piemonte per essere vicini a imprese, cittadini e a chi è in cerca di occupazione, sono ciò di cui l’Italia ha bisogno per essere competitiva sui mercati domestici e internazionali» concludono Chiorino e Marrone.

Giunta ora al 19esimo anno e forte dell’esperienza di 25 edizioni principali, 36 locali, due extraregionali e tre in modalità virtuale, IOLAVORO è nata nel 2005 con l’obiettivo di reclutare personale per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Si è poi affermata negli anni come esperienza di successo: con oltre 60 edizioni, IOLAVORO può definirsi la più grande job fair italiana.

 

L’innovazione della moda con MFGA, casa  torinese in rapida espansione

Il suo nome è MFGA ed è l’acronimo di Make Fashion Great Again, un marchio di moda nato durante il periodo del Covid per iniziativa di Federico Ceresa e del fratello Fabio. L’azienda, che ha sede a Rosta, in corso Moncenisio 63/2, si chiama “Fabio e Federico Italian Style”.

“L’azienda MFGA è nata durante il periodo della pandemia quando io, che lavoravo nel settore dell’automotive, mio fratello Fabio, mio padre Erminio Ceresa e Martha Paletto abbiamo deciso di aprire l’attività “Fabio e Federico Italian Style”, che oggi è a capo della casa di moda MFGA, pensata e avviata, appunto, insieme a Martha Paletto, la nostra stylist – spiega Federico Ceresa – creando un marchio di moda innovativo, con capi pensati e prodotti interamente in Italia. Abbiamo iniziato a produrre soltanto capi femminili, in quanto lasciavano più spazio alla creatività (le donne vestono e concepiscono gli abiti in modo molto differente dall’uomo), in seguito abbiamo deciso di arricchire la collezione con la linea uomo. Il settore della moda è molto forte e certamente trainante per il nostro Paese, ma non ancora, pensiamo, in alcune zone del Nord Italia, compreso il territorio torinese. Oggi siamo presenti come realtà anche in Francia e negli Stati Uniti, a Parigi e a New York in esposizione con ‘Flying Solo’. Il nostro obiettivo, chiaro fin dall’apertura dell’azienda, è quello di radicare il nostro marchio nel mondo della moda, al fine di renderlo riconoscibile”.

“L’idea iniziale era quella di rivolgersi a un pubblico giovane e di età media, in modo da attivare alcune collaborazioni importanti come quella con il regista Roberto Gasparro, per il quale abbiamo vestito gli interpreti del film “La chiocciola”. Tramite il regista abbiamo conosciuto l’attore Raoul Bova, che è diventato testimonial delle nostre collezioni estive e di pubblicizzazione per la nuova location che aprirà a Rivoli nella centrale via Piol 42. Abbiamo inoltre attivato due collaborazioni con la cantante di Amici Martina Beltrami e con La Miss Italia 2023 Francesca Bergesio, che è diventata testimonial delle nostre collezioni. Sono molti i complimenti che ci sono arrivati finora per le nostre idee visionarie riguardanti i capi d’abbigliamento, incentrati su uno storytelling preciso e originale che cambia di anno in anno e di collezione in collezione. Le tematiche che si sono succedute sono numerose, da quella della figura di Sherlock Holmes alla rivisitazione dei miti dell’Olimpo, fino all’attuale ‘Magic Collection’, dedicata alla magia a livello sia religioso sia esoterico. Le nostre collezioni sono un ibrido tra il mondo dello ‘street’ e il mondo ‘fashion’. I prossimi obiettivi che ci siamo posti mirano al raggiungimento di un target alto per diventare competitor dell’azienda Off-White e il miglioramento ulteriore della qualità dei tessuti”.

“Partecipiamo ogni anno – conclude Federico Ceresa – all’evento Plug -Me di Milano, incentrato sulla cultura ‘street’ della moda, dell’arte e della danza. Agli espositori viene chiesto di proporre al pubblico novità esperienziali, e noi abbiamo portato tatuatori e influencer, oltre ai MONS, band che si esibisce anche con Martina Beltrami. Per quanto riguarda la linea estiva della collezione 2024, sarà ispirata ai tessuti di colore denim, nelle declinazioni del blu, dell’azzurro chiaro e del grigio. Per il prossimo autunno i colori previsti sono il nero, il grigio, l’oro e il verde militare”.

 

Mara Martellotta

Elkann si ritira dal giornalismo della Liguria?

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

In Liguria soprattutto nel Ponente ligure si sta assistendo ad un divorzio forzato tra “La stampa”  e il “Secolo”. Il gruppo GEDI ha deciso di vendere il “Secolo” che aveva forzatamente unito a “La stampa”  fino a unificare  uffici, redazioni, articoli,  collaboratori rubriche, fotografie, facendo di due storiche testate concorrenti la fotocopia una dell’altra.
Un ircocervo giornalistico, un vero mostro, mai visto  prima, che ha fatto precipitare  le vendite, ha tagliato le gambe a fior di giornalisti, ha umiliato il giornalismo ligure. “La Stampa” che sotto la guida illuminata di Sandro Chiaramonti  aveva di gran lunga superato la diffusione dello storico “Secolo”  con successi impensabili, venne distrutta dall’ editore improvvido che con il costo di uno pensava di fare due giornali, vendibili in una stessa regione per di più piccola. Ne prendi due e ne paghi uno come al supermercato pensò forse Elkann. I giornalisti hanno dovuto quasi senza fiatare adeguarsi al suicidio imposto dal gran capo e dai suoi giannizzeri.
Adesso all’improvviso l’editore vende un pezzo del  mostro che aveva creato,  metà giornalisti compresi,  chiavi in mano, quasi fossero merce di magazzino. Ovviamente già si parla di esuberi e di prepensionamenti di massa in barba agli accordi sindacali che parrebbero violati in modo tale da rendere nulla qualunque intesa sindacale decente. Chi ama i giornali e la libertà di stampa  non può non essere indifferente ad una operazione tardiva, pasticciata e contraddittoria. Una retromarcia precipitosa che dimostra l’improvvisazione  da dilettanti di chi tratta i giornali come se fossero involucri entro cui vendere il pesce surgelato. Mai avrebbero dovuto fare di due giornali un pasticcio così clamoroso. Lo avrebbe colto chiunque.
 Difficilmente il tardivo divorzio fatto nel puro stile Stellantis, che sa più di sola che di stile subalpino, potrà far recuperare lo smalto perduto da un giornalismo ligure di grande dignità e storia che aveva avuto in Ansaldo, Canepa e Pertini  e tanti altri le sue punte di diamante. Ancora una volta a pagare sarà il giornalismo ligure non supportato da un sindacato degno di questo nome. Che tristezza! Notizia  davvero da venerdì santo!
L’ipotesi più accreditata sarebbe la cessione al “Secolo” dell’edizione ligure de “La Stampa” con le redazioni locali comprese, ormai ridotte ai minimi termini. Si tratterebbe di un ritiro dalla Liguria dove il “Secolo” tornerebbe egemone come era fino a 50
anni fa. Un’altra vendita e fuga come è ormai nello stile Elkann, pur di capitalizzare?