ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 789

Caregiver non si nasce ma si diventa!

parkinsonL’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus e l’Associazione Italiana Parkinsoniani – Sezione di Torino sono nate con lo scopo di supportare i malati ed i loro famigliari nell’affrontare i problemi connessi alla malattia. Con l’obiettivo di migliorare la “Qualità della Vita”

 

In Piemonte i malati di Parkinson si stimano in circa 20.000. In Torino e prima cintura si calcolano oltre alle 5000 unità.

 

 Ad essi si dedicano l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus e l’Associazione Italiana Parkinsoniani – Sezione di Torino, associazioni di volontariato nate con lo scopo di supportare i malati ed i loro famigliari nell’affrontare i problemi connessi alla malattia. Con l’obiettivo di migliorare “Qualità della Vita” dei malati e delle loro famiglie, si occupano di divulgare informazioni medico scientifiche, indicare le strategie più efficaci su come convivere al meglio con la malattia, essere punto di riferimento relativamente a problematiche non strettamente di carattere clinico (dieta, la fisioterapia, la logopedia ed il sostegno psicologico,..), sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ricercare più efficaci mezzi di cura e raccogliere fondi per programmi medico-scientifici di ricerca.

 

Queste Associazioni, da sempre attente ai bisogni dei malati e dei loro familiari, hanno deciso di proporre, in collaborazione con le Biblioteche Civiche torinesi e grazie ad un finanziamento della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, la seconda edizione di un’iniziativa che nel 2012-2013 ha riscosso un grande interesse ed apprezzamento: un percorso di formazione per  “Caregiver”, termine inglese usato per identificare coloro che si occupano di offrire cure ed assistenza ad un’altra persona.

 

Come indicato nella locandina, tale evento prevede un percorso condotto da Psicologhe composto da 8 incontri che affrontano aspetti di particolare rilevanza per il caregiver e 8 conferenze monotematiche, in alternanza con gli altri incontri precedenti, in cui esperti nelle varie discipline approfondiranno aspetti specifici della gestione della malattia di Parkinson.

 

Tutti gli incontri si svolgono di sabato mattina presso la sala conferenze della Biblioteca Civica “Villa Amoretti” (c.so Orbassano 200,. Torino) dalle 10 alle 12.30, con coffe break offerto e un servizio comune di assistenza ai malati a disposizione in particolare per i non autosufficienti.

 

La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini interessati; a causa del numero limitato di posti disponibili, è richiesta l’iscrizione tramite il Numero Verde (800-884422) o la Segreteria dell’Associazione (011-3119392, info@parkinsoninpiemonte.it).

 

 Per maggiori informazioni: www.parkinsoninpiemonte.it, 011-3119392 (Segreteria lun-ven 9-13), 800-884422 (Numero Verde “Accanto” mart-ven 15-18).

 

 

 

 

 

 

 

Giampiero Leo: “La famiglia, una ricchezza”

leo famiglialeoLa Giornata per la Famiglia promossa dal Forum delle Associazioni Familiari, si terrà domenica in Piazza Carlo Alberto

 

 

Giampiero Leo (nella foto) è uno degli organizzatori della Giornata per la Famiglia promossa dal Forum delle Associazioni Familiari, che si terrà domenica 28 settembre 2014, dalle ore 10 alle 17, in Piazza Carlo Alberto, col titolo “La Famiglia Alleanza fra generazioni Ricchezza per la nostra città”. Lo abbiamo intervistato.

 

Per quale motivo organizzare una giornata per sensibilizzare la collettività sul tema della famiglia?

Perché noi crediamo che la famiglia sia veramente una delle cellule fondamentali della società e, se si deteriora questa cellula, non può che risentirne l’organismo sociale intero. Questa valenza della famiglia esiste da sempre ma, oggi, in una società parcellizzata, disarticolata e individualista come questa (non a caso i sociologi la definiscono società liquida, e parlano di coriandolizzazione della società), la sua funzione è fondamentale come non mai.

 

E quindi per aiutare la famiglia cosa ritenete si debba fare?

Si potrebbe e dovrebbe fare molto di più di quanto non si fa attualmente in Italia. Per esempio sarebbe importante concepire un fisco a misura di famiglia, e organizzare un po’ tutte le attività della comunità tenendo conto del fatto che gli individui vivono meglio e sono più utili alla società se aggregati e quindi solidali fra loro, il tutto ovviamente con una particolare attenzione ai figli. Quindi, sia a livello statale che a livello locale, sono moltissime le cose che una amministrazione può fare per favorire la creazione e la crescita di famiglie “sane”.

 

 Nelle amministrazioni locali è già stato fatto qualcosa?

Certamente sì, possiamo citare le politiche sociali, gli asili nido, le scuole dell’infanzia, ed altri vari tipi di servizi. Anche la Regione ha tenuto in conto sovente la famiglia, proprio come entità: per esempio, quando come Assessore e Amministratore mi ero battuto e avevo ottenuto che per molti provvedimenti regionali (come il buono scuola) si ragionasse utilizzando il quoziente famiglia. Però quello che c’è ancora da fare è moltissimo, e obiettivamente siamo molto indietro rispetto ai maggiori paesi europei.

 

Come mai questa “arretratezza” dell’Italia nel considerare e valorizzare il ruolo della famiglia?

Anche se ciò può sembrare paradossale in un paese che si dice cattolico (ma in realtà la presenza e la cultura cattolica sono ormai largamente minoritarie), quasi tutte le proposte a favore di politiche familiari – dagli Enti Locali, alle Regioni, al Parlamento Nazionale – hanno trovato forti ostacoli in una cultura che potremmo definire, pur con una certa approssimazione, “di sinistra laicista”. In Consiglio Regionale, per esempio, non si è finora riusciti ad approvare una legge complessiva e organica per la famiglia, perché in passato ampi settori della Sinistra su questo hanno posto sostanzialmente un veto.

 

E ora come contate di andare avanti?

Appunto questa e molte altre iniziative, anche più minute, di formazione e di sostegno, sono importantissime. Prosegue intanto il dialogo con le istituzioni ed è doveroso dire che sia il Sindaco, l’Onorevole Fassino, sia il Presidente della Regione, l’Onorevole Chiamparino, hanno dimostrato una apertura e una volontà di dialogo effettivamente seria, aperta e concreta. In ogni caso, anche se la difesa della famiglia è un interesse oggettivo e un bene per tutta la società, e non solo per il mondo cattolico, condivido e ammiro la “sveglia” che Papa Francesco ha dato ai cattolici italiani, col suo discorso del 31 luglio, nel quale ha stigmatizzato il fatto che moltissimi fedeli sono come quel sale evangelico che ha perso il sapore e quindi non sala più la terra. Quindi… A buon intenditor…

 

Claudia Caci

 

Scatti torinesi sul mondo

Destinazione Corea del Sud, dove le immagini saranno esposte (fino al 19 ottobre) alla Mostra Biennale Daegu Photo, la più importante e prestigiosa vetrina della fotografia in Asia

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Viaggiano e arrivano lontano le immagini dell’artista torinese Pierluigi Fresia. Destinazione Corea del Sud, dove saranno esposte (fino al 19 ottobre) alla Mostra Biennale Daegu Photo, la più importante e prestigiosa vetrina della fotografia in Asia.  Daegu oltre ad essere la quarta città più importante del sud Corea è anche la sede di questo festival internazionale nato per promuovere l’arte ed offrire ai grandi fotografi un’opportunità oltremare, tenendo sempre la porta aperta alle innovazioni artistiche più interessanti.

 

Quest’anno l’Italia è il paese ospite, la Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze, l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul insieme al curatore Elio Grazioli hanno scelto 14 artisti italiani, tra i quali Pierluigi Fresia, per portare alto il nostro vessillo alla biennale più importante di quell’area di mondo nella sezione intitolata  “An Italian Look”. Dunque un importante riconoscimento del suo lavoro e 5 bellissime  immagini in mostra, che ben raccontano la sua arte e il suo sentire. Fresia è un artista poliedrico. Passa agevolmente dalla pittura alla fotografia, alle installazioni e le sue  opere fanno parte di diverse collezioni di arte contemporanea, fondazioni e musei, tra i quali la GAM di Torino.

 

La sua inconfondibile cifra stilistica è il connubio di immagini e  parole, su sfondi spesso spogli in cui  l’essere umano è grande assente. Valli, campi immersi  nella nebbia o ammantati  di brina, fitte radure scure e cumuli di tronchi  secchi sono abbinati a poche, incisive, parole (in inglese o italiano), con caratteri e dimensioni differenti per definire (o sfumare) concetti non necessariamente legati all’immagine che l’obiettivo coglie. Lui non spiega (le sue non sono didascalie) ma dà l’avvio a una narrazione che è nell’occhio e nella sensibilità di chi guarda; restare indifferenti è praticamente impossibile.

 

Aria da eterno ragazzino ma con uno sguardo lungimirante sulla vita e sul mondo, insegue libertà di pensiero e visioni, cavalcando l’amata moto mentre il resto del mondo ancora dorme, o in ore e con tagli di luce che solo lui sa intuire. E via, alla ricerca dell’attimo da fermare, mentre sul taccuino scorrono appunti, una parola, un pensiero, un riferimento che gli arrivano dal profondo.

 

«Non mi aspettavo di essere tra gli ambasciatori italiani in un altro continente. Certo per me è un  grandissimo onore perché noi 14 rappresentiamo l’Italia nell’importante vetrina asiatica».

-La fotografia per  te cosa rappresenta?

«Un mezzo per catturare ed esprimere qualcosa che è presente e corrisponde a quello che ho dentro, legato a sensazioni, emozioni. Lo riconosco e la fotografia  ne è testimone. Ma non immortalo l’attualità o gli eventi».

 

-Artista a tutto campo, dalla pittura alla fotografia: come vivi i tuoi diversi lati artistici?

«Vengo dalla pittura e la foto è un altro modo di esprimere immagini  che devono passare per l’anima. Basta guardarmi dentro: li vivo ma non ci faccio caso. Sono metodi e tecniche diversi, utili a costruire qualcosa».

 

-Perché nelle tue immagini non ci sono gli esseri umani?

«Semplicemente non mi sembrano necessari, a meno che non diventino simbolici, però è raro; mentre a volte ci sono degli animali».

 

-Come descriveresti le tue foto?

«Mi stupisce sempre che siano  indicate come foto, io le considero opere d’arte che prescindono dalla tecnica usata. La vera fotografia è un’altra cosa; io  uso la fotografia come mezzo».

 

-Come insegui le tue foto?

«Parto all’alba o in momenti particolari, perché mi sembra che quello sia l’attimo giusto per andare a catturare qualcosa; come se sapessi che c’è, anche se non è detto che  poi  avvenga».

 

Come abbini parole e immagini?

«Le due cose  non sono complementari, ognuna va per la sua strada; più sono distanti e più mi interessa la connessione paradossale. In certi momenti alcune parole assumono una loro forza che diventa così grande che non posso liberarmene, se non nelle foto, con poche, brevi frasi».

 

-I tuoi  progetti  futuri?

«In ottobre farò una mostra personale dal titolo “Questa reciproca ignoranza”, in Emilia  a Fiorenzuola, in occasione  di PHOTO 14  Rassegna di Cinema e Fotografia. Il titolo della mostra è nato da un dialogo con mio figlio adolescente. Mi sono reso conto di come il rapporto genitori-figli sia un guardarsi senza conoscersi; di ignoranza reciproca, ma colma di un amore immenso  che sfida ogni  cosa e assume grande significato».

 

Laura Goria

Il cuore intelligente di Paideia

paideiaNei cinque giorni di Torino Spiritualità gli operatori e i volontari di Fondazione Paideia saranno presenti sui luoghi dei principali appuntamenti con stand informativi e di raccolta fondi a sostegno dei progetti in corso

 

Anche Fondazione Paideia prenderà parte alla 10^ edizione di Torino Spiritualità, in programma dal 24 al 28 settembre 2014. Il Festival, che quest’anno affronta la tematica del Cuore Intelligente, andrà alla ricerca del significato più profondo del nostro essere e del nostro tempo e lo farà insieme a Paideia, partner sociale della manifestazione.

 

Nei cinque giorni di Torino Spiritualità gli operatori e i volontari di Fondazione Paideia saranno presenti sui luoghi dei principali appuntamenti con stand informativi e di raccolta fondi a sostegno dei progetti in corso e verrà inoltre data l’opportunità di scegliere un regalo solidale per sostenere i progetti della Fondazione.

 

Per l’occasione, infatti, l’Antica Erboristeria della Consolata ha creato l’infuso del cuore, una speciale selezione di erbe a base di melissa, verbena, aneto, scorze d’arancia, disponibile in tutti gli stand a fronte di una donazione a offerta libera a partire da 5 Euro, il cui ricavato sarà utilizzato per aiutare le famiglie e i bambini in difficoltà che Paideia incontra ogni giorno.

Andar per funghi tra Po e collina

FUNGHIE’ possibile ottenere il titolo di autorizzazione alla raccolta dei funghi in Piemonte anche con il versamento agli enti parco regionali. Il Parco del Po e Collina Torinese si è attivato per raccogliere direttamente i versamenti

 

Una modifica alla Legge Regionale  sulla raccolta dei funghi prevede la possibilità di ottenere il titolo di autorizzazione alla raccolta dei funghi in Piemonte anche con il versamento agli enti parco regionali. Il Parco del Po e Collina Torinese si è attivato per raccogliere direttamente i versamenti. Il versamento sarà valido su tutto il territorio regionale, ed è possibile effettuarlo all’Ente Parco o recandosi presso una della sedi dell’Ente a Castagneto o a Moncalieri Vallere, oppure effettuando un bonifico sul conto IT09P0200820097000003030469 e indicando nella causale di versamento “raccolta funghi anno 2014 (o altre annualità)” per un valore di 30 € o “raccolta funghi anni 2014/15” versando 60 € o “raccolta funghi anni 2014/16 ” versando 90 € nonché data di nascita e residenza del pagante. Si ricorda che il versamento è strettamente personale, durante la ricerca dei funghi, sarà necessario avere con sé la ricevuta di versamento accompagnata da un documento di riconoscimento.

 

Info: http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/funghi.htm http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/faq.htm.; tel. 01164880164 vigilanza.parcopotorinese@inrete.it.

 

(www.regione.piemonte.it)

Cerutti, Rom: presto il tavolo regionale

Per la prima volta la  Regione si è unita a una discussione costruttiva che ha l’obiettivo di  affrontare temi relativi ai Rom/Sinti presenti nel Torinese insieme ai soggetti  del privato sociale e del mondo ecclesiale

 

cerutti

L’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti, convocherà entro metà ottobre  il tavolo regionale sulla questione Rom. Partecipando l’11 settembre alla  riunione su questa tematica promossa dall’Ufficio Pastorale Migranti e  dall’arcivescovo di Torino, Cerutti ha dichiarato che “per la prima volta la  Regione si è unita a una discussione costruttiva che ha l’obiettivo di  affrontare temi relativi ai Rom/Sinti presenti nel Torinese insieme ai soggetti  del privato sociale e del mondo ecclesiale. Il tema è complesso, ma è anche uno  di quelli sui quali il nostro Paese è stato richiamato ad agire dalla stessa  Comunità europea. La Regione deve assumere nuovamente il ruolo di coordinamento  e legislativo che ha avuto in passato, dare risposte concrete ai problemi,  studiare una nuova comunicazione che metta in risalto le esperienze positive,  affrontare i problemi della casa del lavoro, ma soprattutto impegnarsi sui  minori”.

 

Amici della scuola Leumann, tre giorni per ridare vita al cotonificio

leumannGiunta alla ventesima edizione la mostra-mercato che porta a Collegno oltre 80 artigiani della tessitura in arrivo dall’Italia e dall’estero

 

Torna a ripopolarsi di tessitori, a Collegno, da venerdì 26 a domenica 28 settembre, la ex fabbrica dello storico Villaggio Leumann, nato nella seconda metà dell’800 intorno alla fabbrica di tessitura del cotone. Come accade dal 1995 e quest’anno per la ventesima edizione, l’Associazione Amici della Scuola Leumann organizza la manifestazione Filo lungo filo, un nodo si farà, mostra-mercato di artigianato tessile, con oltre ottanta espositori provenienti da venti regioni d’Italia oltre che dall’Albania, la Francia, la Georgia caucasica, e la Svizzera.

 

L’evento è reso possibile grazie alla cessione degli spazi dall’azienda Diffusione Tessile operante nella zona ed è promosso in collaborazione con il Coordinamento Tessitori, con il patrocinio della Provincia di Torino e grazie al patrocinio e sostegno economico della Regione Piemonte, del Comune di Collegno e della Camera di Commercio di Torino.

 

L’inaugurazione è venerdì pomeriggio, alle 17, con un convegno dal titolo Il lavoro possibile dedicato ai diversi aspetti della lavorazione a mano del filo e ospitato negli spazi dell’Auditorium Arpino, in via Bussoleno 50 a Collegno. Modera Eva Basile, progettista tessile e presidente del Coordinamento Tessitori. La mostra-mercato apre i battenti sabato alle 15 in corso Francia 313 e sarà ospitata in una struttura allestita nel parcheggio, all’interno dell’ex cotonificio. Oltre all’esposizione e vendita, sono previste anche dimostrazioni pratiche e l’attivazione di laboratori dedicati ai bambini, sia sabato che domenica. Durante il corso della manifestazione sarà, inoltre, allestita una ricca serie di mostre. L’evento si conclude domenica pomeriggio con una sfilata di modelli prodotti dagli espositori e la consegna del premio Magda Cavallo allo stand più originale.

 

«Filo lungo filo, un nodo si farà – commenta Rosalbina Miglietti, presidente dell’Associazione Amici della Scuola Leumann – da un lato consente ogni anno di riportare la “tessitura” a Leumann mentre dall’altra è diventata un appuntamento importante per artigiani e studiosi dell’arte tessile. Non esiste un analogo appuntamento da altre parti d’Italia e d’Europa. Per questo man mano che passano le edizioni cresce il nostro impegno organizzativo. Perché siamo convinti che, oggi più che mai, sia importante tornare a riflettere sul tema del lavoro in tutti i suoi aspetti».

 

Per sostenere l’evento e l’edizione del 2015, saranno proposte a tutti i visitatori, con offerta libera, presine, spille, orecchini, portagioie, portachiavi, addirittura anelli, che riproducono le casette del Villaggio Leumann realizzate, come forma di sostegno e autofinanziamento, dalle donne del Social Crochet e del Social Knitting di Roberta Castiglione e la Lana d’Abruzzo.

 

La storia
Il Villaggio Leumann nasce dalla tessitura. Infatti qui nella seconda metà dell’800 venne impiantato un cotonificio ed intorno alla fabbrica nacque e si sviluppò il Villaggio. Cuore di questa realtà è quindi il lavoro, in particolare un’attività, la tessitura, che è antica quanto la storia degli uomini. Nel 1972 il Cotonificio Leumann chiude e si rompe definitivamente il legame Villaggio-tessitura che sopravvive solo nella memoria di chi qui era venuto a lavorare. Valorizzare il Villaggio Leumann come documento di assoluto valore dello sviluppo industriale nell’area torinese e ristabilire il legame tra lavoro-tessitura-villaggio sono stati propositi che l’Associazione Amici della Scuola Leumann si è imposta e che hanno trovato una fortunata realizzazione nella manifestazione Filo lungo filo, un nodo si farà. Nata nel 1995, si tiene ogni anno all’interno del Villaggio Leumann.

 

PER INFORMAZIONI 
Associazione Amici della Scuola Leumann tel. 3333923444 – 3497835948
www.villaggioleumann.it • info@villaggioleumann.it

Al Mauto l’arte si veste

E’ dall’incontro e dall’amore per i tessuti che si delinea un lavoro del tutto personale e riconoscibile che prende il nome di “Sculture Vestite”

 

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Il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino è la location esclusiva che ospiterà fino a domenica 5 ottobre la mostra personale di Stefano Bressani, artista italiano e contemporaneo che si è distinto grazie a una visione e un modo del tutto innovativi di fare arte, “vestendo l’arte”. L’esposizione sarà curata da Carlotta Canton,direttrice artistica della storica Galleria d’arte contemporanea torinese, Davico Arte.

 

Dedicato alla storia dell’automobile, che è fatta essenzialmente di creatività, il Mauto è una realtà unica in Italia: la ristrutturazione architettonica del 2011 oggi completata da contenuti multimediali e interattivi e da una sezione dedicata interamente al design lo rende uno spazio nel quale estro creativo e innovazione convivono e crescono. In quest’ottica il museo rafforza il suo connubio con il mondo dell’arte, ospitando la mostra dell’artista pavese Stefano Bressani.

 

Il lavoro di questo artista, autodidatta di talento, è frutto di una continua ricerca e curiosità. Il connubio tra colori e nuovi piani prospettici, l’interesse per la “geometrizzazione” e la frammentazione delle immagini vengono riproposte nelle sue opere costantemente ma è dall’incontro e dall’amore per i tessuti che si delinea un lavoro del tutto personale e riconoscibile che prende il nome di “Sculture Vestite. Ideatore di una tecnica che rende unico e di grande riconoscibilità il suo operato, Bressani reinterpreta la realtà destrutturandola attraverso la scomposizione degli spazi per poi vestirla di una nuova visione.

 

Stefano Bressani espone in diversi contesti istituzionali del panorama Italiano e internazionale; attualmente presente a Venezia in una sede della Biennale presso lo Spazioporto (ex Chiesa di Santa Marta), in cui è stato invitato e scelto come artista interprete per l’evento internazionale intitolato The night of wonders, dedicato ai Pink Floyd. Tra le sue collaborazioni legate al mondo dell’automobile spiccano la Fondazione Piaggio di Pontedera e la mostra itinerante Contemporary art Meeting 500, dove con un’opera dedicata al mito della 500 e in onore ai 150 anni dell’Unità di Italia, percorre l’intera penisola.

 

La mostra, inserita nel regolare percorso di visita del museo, sarà aperta al pubblico secondo orari e modalità del Mauto. Ad accompagnare l’esposizione che si protrarrà sino al 5 ottobre, una videoproiezione curata dal video operatore Marco Sanna.

 

 

Mostra: “Sculture Vestite” di Stefano Bressani

info@stefanobressani.com, www.stefanobressani.com  

Curatore: Carlotta Canton

Organizzazione e ufficio stampa: B52Communication,  ufficiostampa@b52c.com; www.b52c.com

Luogo: Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli”, Corso Unità d’Italia 40, Torino, www.museoauto.it

Inaugurazione: 5 settembre 2014

Durata: 6 settembre – 5 ottobre 2014

Workshop con l’artista: Domenica 14 Settembre dalle ore 15:00 – 18:00

Orari: lunedì 10 -14, martedì 14-19, mercoledì-giovedì-domenica 10-19, venerdì-sabato 10-21

Costi: intero 8 euro, ridotto 6 euro, gratuito Abbonamento Musei Torino

 

 

 

 

Morbelli, la mostra torinese e la casa monferrina

L’esposizione a Torino con le opere del concorso “Omaggio a Morbelli” è anche occasione per sottolineare l’importanza di Villa Maria, residenza estiva dell’artista, che si annovera tra le più significative dimore storiche di artisti famosi scomparsi

 

villa maria

La mostra presso L’Art Gallery di Torino, in via Vanchiglia,  organizzata dagli ” Amis d’la Curma” che propongono la visione delle opere vincitrici del concorso “Omaggio a Morbelli” giunto alla decima edizione è anche occasione per sottolineare l’importanza di Villa Maria, residenza estiva dell’artista, alla Colma di Rosignano Monferrato, che si annovera tra le più significative dimore storiche di artisti famosi scomparsi.

 

Aprire ogni anno la casa di quello che è stato il pittore più osservante nell’applicare le regole del Divisionismo sperimentando le teorie scientifiche fino a giungere ad un personalismo verismo meditativo, è sicuramente occasione per comprenderne a fondo la personalità umana ed artistica.

 

Pur motivo extraartistico, le dimore storiche si fondono con la poetica di chi vi è vissuto, fanno parte del travaglio, dei tentativi, dei successi, degli incontri fra artisti. Allo stesso modo con cui si entra nel mondo visionario di Colombotto Rosso o nell’intimismo di Pellizza visitandone gli studi, nell’atelier di Morbelli ci si trova partecipi del suo sentire.

 

In particola modo aleggia il suo spirito nel giardino, amato così come Monet amava Giverny, dove i fiori, i cespugli, il panorama collinare monferrino lo stimolavano a cogliere luce e colore trasmessi a dipinti quali ” La prima lettera”, ” Lezione all’aperto”, ” Giardino alla Colma.

 

L’atmosfera è ancora la stessa, tenuta in vita dagli eredi, dall’associazione culturale che continua la tradizione del concorso invitando artisti a rendere omaggio a Morbelli ispirandosi alle sue opere.

 

Giuliana Romano

L’invasione degli ultratopi

topiSotto la Mole 8 milioni di ratti straordinariamente prolifici. La diffusione dei roditori è stata favorita dai grandi cantieri: nessun quartiere è immune. Quando decidono di colonizzare un nuovo territorio mandano in avanscoperta esemplari più anziani o più deboli per accertare l’assenza di pericoli

 

La notizia riportata dalle pagine torinesi di Repubblica, secondo la quale alle Molinette più di un simpatico roditore, di tanto in tanto,  farebbe capolino tra una sala operatoria e l’altra, rende attuale il tema della presenza dei topi nelle metropoli. Tema mai passato di moda.

 

Scava, scava e qualcosa salterà fuori. A Torino, la trasformazione è sotto gli occhi di tutti. L’ambiziosa rivoluzione urbanistica avviata negli ultimi anni ha restituito ai torinesi una città più bella e più vivibile. Anche per la popolazione dei roditori – o ratti che dir si voglia – che, sotto la Mole, si aggirerebbe addirittura attorno agli otto milioni di esemplari. Una media di sette-otto topi per ogni abitante. Gli avvistamenti sono molteplici e quotidiani. Sotto l’obelisco di piazza Savoia, attorno al monumento a Cavour di piazza Carlina, intorno al muro di cinta del cimitero monumentale. Per non parlare delle pantegane lungo i Murazzi e alla Pellerina. I ratti non disdegnano alcun quartiere. Infatti una delle tante conseguenze delle trasformazioni della città negli ultimi anni, passando attraverso piccoli o grandi cantieri è che i topi sono tornati allo scoperto non essendoci più appunto, un assetto definitivo nel sottosuolo.

 

Le torbide acque della metropoli sotterranea sono state smosse in grande stile e le colonie di Topolinia si sono risvegliate. Inoltre, come Roma e Parigi, si sa, la nostra città è attraversata da un grande fiume che le mette senz’altro a loro agio. Basta googlare “derattizzazione Torino” e si scopre che esistono decine di azienda specializzate nella disinfestazione contro i fastidiosi roditori. Ma perché – così almeno sembra – questi animali non possono essere sterminati del tutto? Per la loro formidabile prolificità. E’ accertato infatti, che quando una femmina di topo fa l’amore mette da parte un po’ di seme e può perciò, nel resto della vita , ingravidarsi da sola quando vuole. Complimenti. Ma non è tutto: da gravida, incontrando un maschio di maggior gradimento, riassorbe i feti fino ad annullarli, si fa quindi mettere incinta dal nuovo amico e riparte da zero.

 

Inoltre, le femmine sono naturalmente predisposte a rapporti multipli, pertanto, in calore, accontentano tutti i maschi che le circondano. Durante l’estro che dura in genere sei ore, si consumano fra in trecento e i cinquecento rapporti. Dar loro la caccia pare non essere un giochetto da ragazzi. Quando decidono di colonizzare un nuovo territorio, mandano in avanscoperta esemplari più anziani o più deboli per accertare l’assenza di pericoli. Oltre al ribrezzo quasi unanime che essi suscitano è lecito chiedersi: ma questi animali sono o no malati ? E se avessero la  peste, si chiedono i più timorosi? La risposta degli esperti è: sì lo sono. Ma come mai la peste non li stermina definitivamente? Proprio per la loro velocità nel riprodursi e riproducendo esemplari sempre più resistenti.

 

E perché a Torino, come in altre città (grazie al cielo) non c’è la peste? Perché tra uomo, topo e pulce non c’è promiscuità. Gli uomini stanno sopra e topi stanno sotto, seppur con qualche sporadica “missione” in superficie. E solo se si pensasse di pianificare un’offensiva finale per cacciarli definitivamente dai loro sotterranei i topi, gli ultimi topi, venendo alla luce, in via teorica, diffonderebbero il morbo. Meglio lasciarli in pace.

 

 (Nell’immagine, il celebre dipinto di Andy Warhol)

Clelia Ventimiglia