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5 maggio: “1000 mani per la Salute”

Una camminata non competitiva di 3 km  organizzata dalla Città della Salute

In occasione della Giornata Mondiale 2019 per l’igiene delle mani dell’OMS, la Città della Salute di Torino organizza: “1000 mani per la Salute”, una camminata non competitiva di 3 km. Alle ore 9 avverrà la conferma dell’iscrizione e la consegna di guanti bianchi presso i gazebo dedicati, con esperienza guidata di lavaggio mani “live”. Dopo una presentazione della giornata, alle 10,45 i partecipanti partiranno dal cortile priincipale di corso Bramante 88 dell’ospedale Molinette di Torino. L’arrivo è previsto alle ore 11,45. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria sul sito: www.cittadellasalute.to.it. Agli iscritti verrà donata una confezione di gel igienizzante mani.
Le mani sono il principale veicolo di trasmissione dei germi, prendono i microbi quando toccano persone e oggetti “contaminati”, trasportano i microbi se non sono correttamente lavate/igienizzate.
Lavarsi le mani è un gesto apparentemente normale che può fare la differenza ed essere efficace nella prevenzione della trasmissione dei germi patogeni. In Italia sulla base di studi multicentrici di prevalenza, si può stimare che il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera, quindi, si verificano 450-700 mila infezioni all’anno in pazienti ricoverati in ospedale. Di queste, si stima che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili (135-210 mila) e che siano direttamente causa del decesso nell’1% dei casi (1350-2100 decessi prevenibili in un anno).L’igiene delle mani riduce del 50% il numero di infezioni e quindi i decessi correlati. Secondo il Center for Disease Control and Prevention di Atlanta rappresenta la misura più importante per prevenire la diffusione delle infezioni.
 

I Cuori di biscotto di Telethon e Uildm

Il 4 e 5 maggio, in più di 1.600 piazze in tutta Italia, saranno distribuiti i Cuori di biscotto dai volontari di Fondazione Telethon e UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, e di AVIS, Anffas e UNPLI

 

Dolci biscotti distribuiti come ringraziamento con una donazione minima di 12 euro per sostenere la campagna “Io per lei” a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare e neuromuscolari

 

Per conoscere il punto di raccolta più vicino basta visitare il sito https://ioperlei.telethon.it/

 

In più di 1.600 piazze in tutta Italia saranno di nuovo protagoniste le “mamme rare” che ogni giorno affrontano le difficoltà delle malattie genetiche dei loro bambini: il 4 e il 5 maggio torna infatti “Io per lei”, la campagna di primavera di Fondazione Telethon e UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, per supportare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare e l’assistenza alle persone con patologie neuromuscolari. La campagna è un racconto corale che mette le mamme “rare” e il loro impegno al centro, chiedendo a tutti di attivarsi per un grande obiettivo comune: la lotta alle malattie genetiche rare. Nelle piazze saranno allestiti banchetti dove i volontari di Fondazione Telethon e UILDM, e di AVIS volontari sangue, Anffas – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale e UNPLI – Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia distribuiranno i Cuori di Biscotto, un regalo perfetto per festeggiare la mamma, con una donazione minima di 12 euro: la campagna sarà on air infatti in prossimità di una ricorrenza importante come quella della Festa della Mamma“Fondazione Telethon è da anni al fianco di chi vive con una malattia genetica rara, attraverso una ricerca scientifica di eccellenza che ha permesso di curare patologie insidiose, troppo spesso trascurate proprio a causa della loro rarità. Tutto ciò avviene grazie al supporto degli italiani che, con le donazioni, ci permettono di continuare a tenere fede al nostro impegno verso chi affronta le difficoltà di una malattia genetica rara e le loro famiglie – commenta Francesca Pasinelli, direttore generale di Fondazione Telethon. – La Festa della Mamma è una ricorrenza in cui ognuno di noi rivolge un pensiero a tutte quelle donne che nelle nostre vite rappresentano un punto di riferimento: la campagna ‘Io per Lei’ è dedicata proprio alle ‘mamme rare’ che ogni giorno combattono con forza per il futuro dei loro bambini”. Con il nostro impegno per la Campagna di primavera – dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM – vogliamo mettere in luce l’importante ruolo della ricerca che, insieme al lavoro delle associazioni a livello territoriale, ha permesso di raggiungere risultati inattesi nel miglioramento della qualità della vita delle persone con patologie neuromuscolari. Chi convive con una patologia neuromuscolare può vivere più a lungo, può stare bene, lavorare, diventare genitore. Può fare volontariato e impegnarsi nella società a tutti i livelli. Non è più identificabile solo con la sua malattia. Quando ciò non accade la persona perde una parte di sé e al tempo stesso la società perde l’occasione di crescere e cambiare il proprio punto di vista”.

IL BANDO TELETHON-UILDM

Dal 2001 i fondi raccolti dalle Sezioni UILDM sostengono il Bando Telethon-UILDM, nell’ambito del quale, solo negli ultimi 10 anni, sono stati investiti oltre 10 milioni di euro destinati specificatamente al miglioramento della qualità di vita dei pazienti neuromuscolari, pubblicati oltre 200 articoli scientifici e convolte negli studi più di 6.000 persone. Quest’anno l’edizione del bando è focalizzata su progetti di ricerca clinica sulle distrofie muscolari e miopatie, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza di queste patologie, la loro storia naturale, la relazione tra genetica e manifestazione clinica, la definizione delle misure ottimali da impiegare per monitorare la progressione della malattia e l’efficacia delle terapie, o di implementare standard di cura e nuove modalità di intervento terapeutico.

 

 

I CUORI DI BISCOTTO

I Cuori di Biscotto sono contenuti in scatole di latta eleganti e curate nel dettaglio, in tre differenti colori dal sapore primaverile: blu, per i biscotti al cacao e gocce di cioccolato, verde, per i biscotti con farina integrale, e arancione, per i biscotti con arance di Sicilia, una nuova ricetta prodotta in esclusiva per Fondazione Telethon. Sono prodotti dalla storica pasticceria genovese Grondona, un’azienda familiare che da più di cento anni propone specialità di pasticceria con grande attenzione alla qualità delle materie prime. In ogni scatola in latta, personalizzata con la parola “cuore” e il claim ormai simbolico “Io sostengo la ricerca con tutto il cuore”, sono contenute tre vaschette, confezionate singolarmente per mantenere il profumo dei biscotti appena sfornati. All’interno del pack è presente inoltre una brochure informativa che racconta i risultati e i successi di Fondazione Telethon, con un comodo segnalibro da staccare e conservare. Compilando poi il form online con i propri dati all’indirizzo www.telethon.it/primavera, il donatore che ha scelto i Cuori di biscotto potrà ricevere in omaggio per un anno il Telethon Notizie, la rivista di Fondazione Telethon. La ricerca scientifica può fare la differenza per migliorare la qualità della vita delle persone con una malattia genetica rara e dei loro familiari.

Per conoscere il punto di raccolta più vicino basta visitare il sito www.telethon.it.

È possibile inoltre partecipare attivamente alla campagna come volontario e aiutare a distribuire i Cuori di biscotto chiamando il numero 06.44015758 oppure scrivendo all’indirizzo volontari@telethon.it.

Sarà infine possibile richiedere i Cuori di biscotto direttamente sul sito www.telethon.it nella sezione dello shop solidale.

Porte aperte all'autocostruzione

Domenica 12 maggio 2019 dalle ore 16 alle 22,un pomeriggio dedicato
all’approfondimento delle tecniche di autocostruzione, a cura della
Rete Solare per l’Autocostruzione. Si avrà la possibilità di toccare
con mano le attività che l’associazione fa da oltre 12 anni: intonaci
naturali in calce e terra cruda, autocostruzione di orti, manufatti in
feltro, autocostruzione solare termica. Incontri con i grandi e
laboratori per i bambini. A seguire merenda sinoira ad offerta libera.
Ingresso gratuito presso lo studio di architettura ECOprogetto, via
Banfo 38 Torino. Gradita la prenotazione.
***
Info e dettagli
corsi@autocostruzionesolare.it
http://autocostruzionesolare.it/events/paneautocostruzione/
facebook https://www.facebook.com/events/1160143530830881/

Una buona notizia per i 4.800 agenti immobiliari piemontesi

La riforma della legge 39/89 è una buona notizia per i 4.797 agenti immobiliari piemontesi, ma anche per tutti i cittadini che devono comprare o vendere casa.

“La professione di mediatore immobiliare fa un passo avanti nel riconoscimento legislativo e giuridico grazie alla riforma della legge 39/89, fresca di approvazione parlamentare”, dichiara Paolo Papi, presidente di Fiaip Piemonte (Federazione italiana agenti immobiliari professionali).“Alzare la qualità professionale tutela il consumatore – spiega Papi -. Il principio di terzietà accolto nella modifica della legge va esattamente in questa direzione. Il conflitto di interessi sottolinea le incompatibilità per l’esercizio della mediazione immobiliare a garanzia delle parti coinvolte in una trattativa”. Così come l’attività di un impiegato pubblico, magari nell’ufficio tecnico comunale, è considerata incompatibile con l’essere parte terza, anche i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi e le professioni intellettuali ora sono esclusi dall’esercizio della professione di agente immobiliare se in condizione di conflitto di interesse perché ‘afferenti al settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione’,  come recita la legge. “Vale a dire che geometri, ingegneri e architetti di uno stabile in vendita non possono anche intermediare i beni immobili che sono stati oggetto della loro opera professionale”, sottolinea Papi.  “Gli istituti bancari entrati nel mercato dell’intermediazione immobiliare, oggi vendono case e immobili, lasciando la mediazione in mano ai propri impiegati bancari. D’ora in poi – prosegue il presidente Fiaip Piemonte – non potranno più ma dovranno adeguarsi alla nuova legge costituendo specifiche società di mediazione e assumendo personale specializzato con in mano il patentino da agente immobiliare”. Al contempo la riforma consente a chi svolge la professione di mediatore immobiliare di offrire nuovi servizi collaterali alla propria attività, connessi in particolar modo al mondo degli affitti, come la pulizia e il riordino a vantaggio dei clienti consumatori finali. “Un passo in avanti importante per l’intera categoria, che grazie alla nuova legge potrà modernizzarsi  e competere sul mercato con i grandi del web”, commenta. Il Parlamento il 16 aprile ha accolto il testo proposto da Fiaip e presentato dalla Consulta Interassociativa nazionale dell’intermediazione, composta da tutte le sigle rappresentative degli agenti immobiliari, adempiendo con la modifica del comma 3 dell’art. 5 della legge 39/89 alle disposizioni europee sugli obblighi del mediatore immobiliare. “Va da sé – conclude il Presidente regionale Fiaip – che il capitolo più significativo si apra adesso con la stesura del Regolamento di Attuazione che dovrà interpretare la norma, stabilendo quali siano le professioni intellettuali citate dal provvedimento e cosa esattamente rientri nel settore merceologico. Come sempre Fiaip nell’interesse degli Agenti Immobiliari tutti, saprà dare il suo imprescindibile contributo nella stesura di tale regolamento”.

cs

Torna Circonomìa, festival dell'economia circolare

Sarà di scena a Torino per le due tappe finali CIRCONOMÌA, il Festival nazionale dell’economia circolare e delle energie dei territori, giunto quest’anno alle quarta edizione. L’ambizione di Circonomìa è di mettere in scena l’incontro tra buona economia e ambiente sano, valori contenuti nell’economia circolare. L’appuntamento è per il 4 e il 5 giugno con un calendario fitto di incontri consultabile sul sito www.circonomia.it Per la giornata del 5 giugno, gli incontri organizzati da Circonomìa, si inseriscono nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS.

Festa del lavoro e guazzabuglio elettorale

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Di Pier Franco Quaglieni
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Il I° maggio torinese e’ stato caratterizzato da episodi di violenza da parte dei No Tav che hanno cercato di egemonizzare il corteo. E’ apparso incredibile che gli organizzatori della manifestazione abbiano vietato le insegne Si ‘ Tav, consentendo invece quelle no Tav. Sono in parte gli stessi sindacati che hanno sfilato con le madamine poco tempo fa. Aveva senso che ogni insegna fosse messa da parte perché il I° maggio dovrebbe essere concentrato sul lavoro. Su un lavoro che non c’è, come acutamente ha ricordato la vignetta di Antonio Guarene riportata su Facebook. In effetti ci sarebbe anche poco da festeggiare perché la crisi economica si sta acuendo a causa di un governo inetto e demagogico che ha peggiorato una situazione già di per se’ preoccupante. Ma la cosa che più dovrebbe allarmare e’ che il governatore uscente e candidato presidente del centro-sinistra (che vuole apparire come il paladino unico del Si ‘ Tav fino ad unirsi con una delle madamine in una specie di Santa Alleanza) e’ insieme nelle elezioni regionali con una sinistra No Tav a cui si deve in larga misura il divieto di sfilare con le insegne Si’ Tav il I maggio. Un anticipo di quello che potrebbe essere, in caso di vittoria, il guazzabuglio di una maggioranza pasticciata e contraddittoria in cui i No Tav potrebbero essere determinanti per governare. Il preannuncio del I° maggio dovrebbe far riflettere sui possibili trasformismi post elettorali. In ogni caso non dimentichiamo che la sinistra in blocco e’ stata contraria o molto tiepida sulla Tav che solo recentemente e’ stata scoperta dal Pd come il tema dominante di una campagna elettorale che chiude un quinquennio in cui comunque la Tav non e’ stata certo al centro dell’azione di governo dell’attuale Giunta.
 

scrivere a quaglieni@gmail.com

Nosiglia: "Torino città dei garantiti, crescono gli esclusi"

A  Torino sta prevalendo “la città dei garantiti a fronte di una crescente moltitudine di persone che restano  fuori, non solo ai margini, ma fuori nel senso che non se ne sentono più parte e inclusi”. E’ quanto ha affermato l’arcivescovo Cesare Nosiglia nell’omelia della messa per la festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, celebrata nella Piccola Casa della Divina Provvidenza. Secondo l’arcivescovo  “l’assistenza vitale di cui godono  è vasta grazie ai diversi servizi, al volontariato e a tanti operatori e realtà del welfare, ma la percezione diffusa che portano nel cuore è di abbandono, solitudine, rassegnazione”.

Il nuovo consiglio di indirizzo di Fondazione Crt

Il prossimo CDI si insedierà martedì 7 maggio per la nomina del Presidente

Avanzo d’esercizio pari a 92 milioni di euro (+7,6% rispetto al 2018), patrimonio netto superiore a 2,2 miliardi di euro (+32 milioni sul 2017), posizione finanziaria netta salita a 254 milioni di euro (232 milioni di euro nel 2017), fondo di stabilizzazione delle erogazioni pari a 174 milioni di euro, 80 milioni di euro a sostegno del territorio: sono i dati più significativi del bilancio consuntivo 2018,approvato oggi in via definitiva e all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo, riunitosi sotto la presidenza del professor Giovanni Quaglia.Il Consiglio di Indirizzo, inoltre, ha nominato il nuovo CDI, che scende da 24 a 18 componenti (di cui 15 designati dalle istituzioni e dagli enti del territorio e 3 cooptati tra personalità di chiara e indiscussa fama), in carica per 5 anni anziché 6. Il prossimo Consiglio di Indirizzo – che si insedierà martedì 7 maggio e, in quell’occasione, nominerà il Presidente della Fondazione CRT – è così composto:

Giampiero Leo (designato dalla Regione Piemonte)

Anna Maria Di Mascio (Regione Piemonte)

Riccardo Piaggio (Regione Autonoma Valle d’Aosta)

Arturo Soprano (Comune di Torino)

Francesco Galietti (Comune di Torino)

Silvana Neri (Città Metropolitana di Torino)

Giuseppe Tardivo (Provincia di Cuneo)

Corrado Bonadeo (Province di Asti e Alessandria)

Maurizio Irrera (Province di Biella, Novara, Vercelli e Verbania)

Cristina Di Bari (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino)

Antonello Monti (Conferenza Episcopale Piemontese)

Gianluca Gaidano (Comitato Regionale Universitario del Piemonte)

Pierluigi Poggiolini (Comitato Regionale Universitario del Piemonte)

Giuseppe Pichetto (Unioncamere – Unione Regionale Camere di Commercio Piemonte)

Ciro Cattuto (EFC – European Foundation Centre)

Caterina Bima, Davide CanavesioMarco Giovannini (cooptati)

Tra i componenti Leo, Monti e Soprano sono stati eletti con il plenum dei 24 voti previsti.

“Fondazione CRT, con l’approvazione del consuntivo 2018, conferma la propria solidità patrimoniale e l’eccellente gestione finanziaria e guarda quindi al futuro con la serenità di poter continuare a sostenere i progetti promossi e le iniziative avviate in Piemonte e Valle d’Aosta – dichiara il Presidente Giovanni Quaglia –. Il Consiglio di Indirizzo uscente consegna ai nuovi componenti eletti, in buona parte confermati,una Fondazione in ottima salute, capace di fare squadra con le comunità, le istituzioni e le aggregazioni sociali del territorio: sono le realtà che i nuovi consiglieri rappresentano secondo le indicazioni statutarie. Oggi ha altresì avuto luogo un ideale passaggio di testimone della preziosa documentazione acquisita durante la fase di ascolto collettivo degli Stati Generali, che costituirà la base di partenza per l’individuazione di nuovi obiettivi e strategie di Fondazione CRT per i prossimi anni”.

“Formulo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Indirizzo, e mi unisco al ringraziamento rivolto dal Presidente ai consiglieri uscenti per i positivi risultati raggiunti insieme – afferma il Segretario Generale Massimo Lapucci –. La ‘nuova squadra’ ben rappresenta le molte sfaccettature del territorio e rispecchia anche le evoluzioni nella mission della Fondazione CRT, sempre più orientata a coniugare un forte radicamento locale con una crescente apertura al mondo: simbolo di questo ruolo attivo in ambito internazionale è l’ingresso per la prima volta nel CDI di un rappresentante del territorio designato da European Foundation Centre, il network globale della filantropia che raggruppa oltre 350 organizzazioni europee e statunitensi”.

Il sostegno di Intesa Sanpaolo al Salone del Libro

Intesa Sanpaolo conferma anche per l’edizione 2019 e per il dodicesimo anno consecutivo il proprio sostegno al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’anno all’interno della manifestazione verrà valorizzata la mostra inaugurata di recente a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – “Nel mirino – L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1939-1981”. Prima organica ricognizione sullo straordinario patrimonio dell’Agenzia Publifoto, acquisito nel 2015 da Intesa Sanpaolo che, attraverso il proprio Archivio storico, lo conserva, restaura, studia e valorizza, l’esposizione racconta attraverso 240 immagini alcuni degli episodi cruciali della storia e della cronaca italiane e mondiali, realizzate dai fotografi di quella che è stata per un lungo periodo l’agenzia fotogiornalistica più importante del paese. In contemporanea l’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo è promosso e condiviso con il pubblico attraverso una selezione di immagini anche nella mostra NOI …non erano solo canzonette”, in programma alla Promotrice delle Belle Arti di Torino fino al 7 luglio.Il sostegno di Intesa Sanpaolo al Salone del Libro si affianca a quello per altre importanti iniziative culturali torinesi, fra cui Biennale Democrazia, Torino Jazz Festival, MITO SettembreMusica, TorinoDanza, l’apertura della Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Regio e il Torino Film Festival. Questa collaborazione conferma ancora una volta la centralità del rapporto di Intesa Sanpaolo con Torino e il contributo attivo con cui partecipa alla crescita culturale e civile della città. La partnership tra il Salone e la Banca, nell’ambito del suo Progetto Cultura, rientra nel più ampio sostegno alla promozione del libro e della lettura che si concretizza nel contributo a iniziative culturali collegate all’editoria in tutta Italia.

 

Officina Grandi Motori dalla storia operaia al degrado

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Officina Grandi Motori.  Si facevano i motori per le navi. Zona Aurora e dall’altra parte della Dora iniziava via Rossini che entrava decisa in via Po sfociano in centro. Alle spalle Porta Palazzo,  via Bra e via Cuneo. Oltre il dazio di piazza Crispi gli operai arrivano con tutti i mezzi dalle gambe alle bici.  Il 24 aprile del 1945 i lavoratori uscirono e salvarono le rotaie dei tram ai binari.  Commercianti ed artigiani lavoravano per gli operai che lavoravano lì. Poi tornitori e fresatori che per essere assunti dalla Feroce  ( la Fiat ) dovevano fare il Capolavoro dimostrando la loro perizia. C’ erano abituati e da bocia  (apprendisti) imparavano il mestiere da artigiani con i baffi. Operai che controllavano le macchine come tornio o fresa. Operai specializzati che in fondo non capirono fino in fondo quei giovani che arrivavano principalmente dal Sud. Messi in catena di montaggio facevano lo stesso movimento per otto ore. Era nato l’ operaio massa.  Con il fondatore della Feroce che attraversò l’ oceano per imparare da Ford la catena di montaggio.  E probabilmente i giovani del Sud non capivano gli indigeni locali che parlavano il dialetto in modo stretto da risultare incomprensibile agli immigrati. Per loro ultimo baluardo verso la pacifica invasione.  Venivano per lavorare e presto avrebbero capito che ribellarsi al padrone era doveroso.  Non esiste ricordo o ricordi oggettivi. Più si va in là nel tempo le impressioni e gli odori si sostituiscono alle immagini.  Ma la sensazione e l’ insegnamento di quel lontano ricordo hanno intatto il loro valore. Avrò avuto sei  o sette anni. In piazza Crispi c’era ancora la Casa del popolo, due  piani interamente costruiti in legno.  Giocavo con la macchina da scrivere già sentendomi un rivoluzionario. Nella sala una concitata riunione dove mio padre parlava. Operaio specializzato della Grandi Motori.  Capo indiscusso della commissione interna.  Quelli che dovevano trattare con la direzione, sicuramente dopo i fatti di Piazza Statuto quando dopo un decennio si era tornato nel scioperare alla Feroce.
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 Parlavano tutti strettamente in dialetto.  Ho il nitido ricordo di un giovane che uscendo dalla riunione scuoteva la testa.  Perché? Non vogliono che anche noi capiamo? Arrivava dalle scuole allievi Fiat.  Sarebbe diventato funzionario di partito e sindacale ed anche parlamentare e senatore eletto a Torino.  Dall’ indicativo nome di Rocco.  Promozione sociale e non solo. Il secondo ricordo è più nitido. Metà anni 70.  9^ Sezione del PCI, nel pomeriggio inoltrato entra un distinto signore in giacca e cravatta: sono il figlio di Antonio Banfo.  Partigiano ed operaio della Grandi Motori ucciso nel 1945 . Comunista, un martire, e la sezione era dedicata a lui. Una lapide in corso Novara  ricorda la sua uccisione ed una via della barriera gli è dedicata.  Voleva parlare con un responsabile. Palmiro Gonzato era lì.Partigiano ed  indiscusso capo del servizio d’ ordine del Pci.  Aveva fatto il gappista vedendo in faccia chi doveva ammazzare. Sangue freddo e compagno che soppesava le parole. Il figlio di Banfo presentandosi precisò che pur non facendo politica aveva sempre votato PCI.  Era un capo operaio a Mirafiori ed era minacciato da delegati sindacali per il lavoro che faceva in catena di montaggio.  Palmiro lo rincuorò: ci penso io. Dopo un mese ritornò ringraziando.  Chi lo aveva minacciato gli aveva chiesto scusa.  Ora la Grandi Motori non c’ è più.  Da anni vogliono costruire un supermercato.  Ora è ricettacolo di miserie umane.  Degrado e miserie.  Se transiti in corso Vercelli puoi sentire suoni di canzoni ad altissimo volume ed una ragazza ha denunciato di essere stata rapita e violentata da tre spacciatori.  Difficile trovare una attività commerciale gestita da Italiani e tutte le botteghe artigiane hanno chiuso.  Terra di nessuno ? Forse sicuramente molti residenti lo dicono. Il ricordo, il mio ricordo diventa una forma di difesa verso ciò che leggo. Non ci vivo più in Barriera. Non c’ è più mio padre che il sabato mattina dopo quattro ore di lavoro alla Feroce ci raggiungeva a Porta Dora e partivamo in treno per  le Valli di Lanzo, in quella casetta affittata dove il riscaldamento era una stufa a legna che bisognava pure spaccare e tagliare. Gli correvo incontro ed abbracciandolo con il viso perennemente fresco dalla veloce camminata per raggiungerci e non perdere il treno. Sapeva di fuliggine e noi eravamo felici . Felici d attentare i panini fatti dalla mamma.  Bastava poco ma per noi era tutto. Non avremmo mai immaginato ciò che sarebbe accaduto.  E che il nostro ricordo sia da baluardo all’ attuale degrado che, almeno in noi, produce solo un infinita e struggente tristezza.  Non per il ricordo accompagnato sempre dalla luminosità del sole ma solo ed esclusivamente per questo presente che non funziona .