ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 536

Il nuovo volto di Porta Palazzo con "Mercato centrale"

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Artigiani del gusto, un mulino, l’area didattica, una piccola torrefazione e un palinsesto di oltre 350 eventi
Dal progetto alla realtà. E’ stato inaugurato oggi, dopo soli sei mesi di lavori e 6 milioni di investimento, il Mercato Centrale Torino

Nato da un’idea di Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, e dall’esperienza imprenditoriale del gruppo Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi, co-fondatore e leader in Italia nel settore del turismo all’aria aperta, il progetto Mercato Centrale è partito nel 2014 a Firenze nello storico mercato di San Lorenzo ed è stato replicato nel 2016 a Roma, in Stazione Termini.  Così come per Firenze e Roma, anche per Torino la location scelta per il mercato, il Centro Palatino, si inserisce in una zona in piena riqualificazione – il quartiere di Porta Palazzo – per riproporre a torinesi e turisti un luogo da vivere e condividere nel segno della bontà elementare.  Artigianalità, territorio e vocazione culturale: questa è la ricetta vincente che ha fatto del format il nuovo punto di riferimento di chi sceglie, vive e ama il cibo.  Molto più di un luogo dove mangiare e fare la spesa, Mercato Centrale è una destinazione in cui cibo e cultura s’incontrano generando forte aggregazione sociale.  Mercato Centrale Torino occupa 4.500 mq distribuiti su tre livelli e 26 botteghe tra artigiani del gusto, ristorante, scuola di cucina, birreria, bar e caffetteria e molte novità.    All’ingresso del Mercato Raffaele D’Errico accoglie il pubblico con il “pane di Porta Palazzo”, primo atto d’amore verso la città di Torino. Il mulino, affidato a Mattia Giardini e Alberto Iossetti di ViVa La Farina, macina il grano duro destinato a questo pane speciale, offrendo a tutti la possibilità di creare il proprio blend di farine personalizzato. Nuovo anche l’approccio alla macelleria con due diverse proposte: Marco Martini, storica realtà piemontese che segue l’intera filiera produttiva della regina Fassona, e la famiglia Savigni con la carne allevata in Toscana nel pieno rispetto del benessere animale. Al Mercato Centrale Torino ci saranno anche grandi Maestri di Cucina, il visionario Davide Scabin, l’eclettico Marcello Trentini (Magorabin) e i gusti della tradizione piemontese al ristorante Farmacia del Cambio. Due i format inediti: Carbone Bianco per Scabin, con cotture esclusivamente a carbone proposte per zuppe, uova, verdure e la Fata Verde per Trentini, con una linea di cucina vegetariana. In entrambi i casi, a prezzo pop. Così come sarà per la Farmacia del Cambio, il ristorante del Mercato nel quale sarà possibile riservare il tavolo. 

Sempre al piano terra ci sono la pizza tradizionale napoletana di Marco Fierro, il gelato di Alberto Marchetti, fatto con una selezione accurata delle migliori materie prime. L’hamburger di Chianina di Enrico Lagorio, prodotto con carni provenienti dai suoi storici allevamenti in Val di Chiana, i formaggi e il burro di Beppino Occelli, autentica espressione dei sapori delle Langhe e degli alpeggi, e il tartufo di Luciano Savini, esaltato dalla conoscenza gastronomica di Aurelio Barbero. Ci saranno le specialità della tradizione romanesca racchiusi nel Trapizzino di Stefano Callegari, la pasta fresca di Egidio Michelis, con i suoi piatti che raccontano storie e tradizioni del Piemonte così come i formaggi e i salumi selezionati da Beppe Giovale. Il fritto dorato e fragrante di Martino Bellincampi, tra tradizione romana e piemontese. E poi ancora i profumi delle specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il pesce del Mediterraneo di Valerio Lo Russo, il girarrosto con i polli ruspanti di Alessandro Baronti e il vino, tra calici e bottiglie, sapientemente selezionato da Luca Boccoli.  Infine, in esclusiva il primo negozio fisico “sperimentale” Cortilia, il mercato agricolo online, che per la prima volta farà conoscere i suoi prodotti freschi da comprare direttamente al Mercato.  E ancora la distilleria di Simone Mari, aperta fino a tardi, alla quale è possibile accedere direttamente dalla piazza. Da maggio saranno aperti saranno gli spazi che Mercato Centrale ha dedicato alla formazione: la Scuola di cucina Lorenzo de’ Medici guidata da Carla e Fabrizio Guarducci, il laboratorio didattico di formaggi di Beppino Occelli, la torrefazione didattica di Franco Mondi e l’aula didattica del Mercato Centrale.  Il secondo piano e le due storiche ghiacciaie risalenti al XVIII secolo – che torneranno ad essere visitabili gratuitamente – rappresentano il palcoscenico d’eccezione del Mercato per ospitare un fitto calendario di eventi culturali e installazioni site-specific per diventare un luogo di destinazione della città, una vera e propria area del fare. Primo fra tutti il progetto Plotting the Central Body dell’artista Maria Pecchioli, una ricerca interdisciplinare che negli scorsi mesi ha letto lo spazio urbano come corpo e indagato le energie della città.  Non solo cibo quindi, ma anche progetti artistici e culturali, dibattiti, incontri e laboratori. Sono oltre 350 gli eventi gratuiti già in calendario e aperti al pubblico che animeranno il Mercato Centrale nell’arco dell’anno. Il debutto sarà lunedì 15 aprile dalle 18 con Cortilia Academy; il 24 e il 25 aprile i due laboratori di avvicinamento al jazz per bambini. E poi gli incontri divulgativi su scienza e storia, le lezioni con i ragazzi di  Viva La Farina per imparare a riconoscere e scegliere le farine, il percorso  condotto da Savigni e Martini per un viaggio attraverso i sapori della carne piemontese e i salumi toscani.  Immancabili le collaborazioni con Torino Jazz Festival, Il Salone del Libro, MITO e tante altre istituzioni e associazioni culturali della città. Il progetto architettonico e la direzione lavori sono stati affidati allo studio torinese TECSE Engineering guidato dall’Architetto Alessandro Betta. La direzione artistica invece, è stata curata dallo studio Q-bic di Firenze, dei fratelli Luca e Marco Baldini, che ha cercato di valorizzare forme, materiali e colori dell’edificio. Lo sviluppo degli spazi è stato pensato per dare massima visibilità agli artigiani e ai loro laboratori. I materiali scelti sono quelli tipici dei mercati rionali: legno, ferro, ceramica, resina, usati volutamente nel loro colore d’origine, per accentuare il senso di naturalezza e spontaneità in coerenza con le materie prime di qualità. 
CS

Pam apre nuovi reparti "freschi"

Sabato 13 e domenica 14 aprile profumo di novità nei supermercati di Milano in via Bazzini e Torino in via San Paolo
 
Pam stupisce ancora con un restyling che coinvolge Milano e Torino. Due appuntamenti per celebrare il nuovo design che trasforma la spesa in un’esperienza innovativa, in virtù della freschezza, bandiera orgogliosamente portata dalla storica insegna presente sul territorio nazionale da oltre 60 anni.
 
Un fine settimana, quello del 13 e 14 aprile, con protagonisti i punti vendita di Milano in Via A. Bazzini 33 e di Torino in Via San Paolo 36. Entrambi i supermercati sveleranno al pubblico i nuovi reparti freschi: ambienti curati ed immediati per facilitare il momento della spesa. L’obiettivo? Ottenere la soddisfazione del Cliente in tutte le sue forme, garantendo quotidianamente reperibilità e freschezza delle materie prime. Due giornate fitte di appuntamenti: a Milano si festeggia sabato 13 aprile dalle 15.30 alle 20.00 con la degustazione di Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi i Tesori Pam Panorama, servito con gocce di Crema all’Aceto Balsamico di Modena IGP BIO Pam Panorama e uno snack veloce a base di patatine i Tesori. Domenica 14 aprile sarà, invece, una giornata interamente dedicata ai più piccoli: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00 animazione a tema “food” e truccabimbi a cura dell’associazione milanese Oltre i Sogni. A Torino sabato 13 aprile, nel punto vendita di Via San Paolo dalle 15.30 alle 20.00, andrà in scena una degustazione di Prosciutto cotto servito con Grissini all’acqua stirati a mano i Tesori Pam Panorama, prodotti artigianalmente secondo la tradizionale ricetta piemontese, insieme alle patatine i Tesori. In entrambe le città sarà presente la SharingBox!: una divertente attività interattiva per scattare fotografie, stamparle live e creare gif istantanee da inviare via email e condividere sui social. In occasione della riapertura dei due negozi tutti i Clienti potranno realizzare delle foto con stampa istantanea su layout brandizzato e immortalare il momento di festa. “Milano e Torino da sempre rappresentano due delle piazze più importanti per l’espansione di Pam sul territorio italiano” – dichiara Fulvio Faletra, Direttore Customer Engagement di Pam Panorama “Molti i servizi che andranno ad arricchire i nuovi reparti con un restyling mirato a cambiare il modo di fare la spesa e rendere l’esperienza ogni giorno migliore.” Il design ed il conseguente rinnovo dei punti vendita rappresenta per Pam motivo di ambizione e il traguardo che si vuole raggiungere nei prossimi due anni nell’ottica di accontentare e garantire a tutti i Clienti la migliore esperienza di acquisto possibile.
 

Gli  “stati generali” della Fondazione CRT

Partiamo dal fondo: Fondazione CRT smentisce l’intenzione di acquistare azioni di Intesa San Paolo (rafforzando la posizione torinese, dopo che la Compagnia di San Paolo  ha dovuto cedere alcune quote): il settore bancario presenta attualmente  criticità  e siamo già azionisti di Unicredit e banca BPM, ha detto il Presidente Quaglia, e il nostro obbiettivo è diversificare gli investimenti. Né vuole acquisire le quote Iren che il Comune potrebbe ulteriormente cedere per far quadrare il bilancio della città. Il bilancio della Fondazione è solido, anzi migliora, ha detto il segretario generale Lapucci: “ nel 2012 avevamo registrato una capacità finanziaria netta negativa per 230 milioni, nel 2o18 è stata positiva per 250.” Insomma una corazzata che ha concluso la prima fase dei suoi Stati generali , voluti fermamente dal Presidente Giovanni Quaglia, con preziose indicazioni su come operare in futuro. I risultati del percorso, lungo oltre un anno, saranno consegnati dal Consiglio di Indirizzo uscente al nuovo che sarà eletto il prossimo 30 aprile, perché possa disegnare la “road map 2020-2030” della Fondazione, a partire da un materiale di conoscenza del territorio.  In pratica che cosa è emerso dalle consultazione con gli oltre 700 tra Sindaci, rappresentanti delle Istituzioni, Presidenti delle Fondazioni, opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, dell’università, dell’economia, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione?  “Gli Stati Generali hanno centrato un primo, importante obiettivo – ha spiegato  Giovanni Quaglia – : portare alla luce una forte domanda di leadership da parte della Fondazione nella messa a fuoco delle traiettorie di sviluppo locale, di fronte a una progressiva difficoltà delle istituzioni pubbliche nel guidare o accompagnare i processi sociali con adeguate disponibilità di risorse e competenze. La questione che si pone, quindi, è in che misura la Fondazione potrà assumere questa responsabilità, che non è più solo erogativa, ma strategica, anche tenuto conto che è generalmente riconosciuta come soggetto autonomo e indipendente sia dalla politica sia dalla finanza”. Una Fondazione “agente di sviluppo” a fronte della percezione diffusa di una minore presenza dell’attore pubblico, mettendo in campo non solo risorse economiche, ma anche una più ampia gamma di competenze tecniche, relazionali, finanziarie, progettuali. La Fondazione “sussidiaria” o “aiuto regista” che, in veste di facilitatore, sia in grado di assicurare un “concorso esterno” a una rinnovata regia territoriale, fornendo strumenti, risorse strategiche e occasioni di confronto al pluralismo. Una Fondazione “supplente” rispetto agli enti locali, penalizzati da progressive difficoltà di bilancio e di potere regolativo. Un Fondazione “tessitrice” di reti con le istituzioni no profit e del terzo settore, capace di aggregare e di creare un effetto leva per i territori, specie quelli non metropolitani, in cui sta incidendo sempre meno il ruolo storicamente esercitato dalle Province.
 
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LA FONDAZIONE CRT IN NUMERI

27 anni di attività

Oltre 1,6 miliardi di euro per il territorio

Più di 39.000 interventi

 

 

Arte e Cultura 480 milioni di euro

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2.500 beni storici, artistici e architettonici restaurati con 40,5 milioni di euro (progetto “Restauri Cantieri Diffusi”)

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3.500 eventi di musica, teatro e danza sostenuti con 38 milioni di euro (progetto “Not&Sipari”)

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900 iniziative artistiche e culturali sostenute con 12,5 milioni di euro (progetto “Esponente”)

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15 cantieri per il recupero delle Cattedrali e 4 per i musei diocesani, 500 luoghi di storia e arte sacra in rete sulla piattaforma www.cittaecattedrali.it, per un investimento di oltre 21 milioni di euro

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55 milioni di euro per le residenze e le collezioni reali

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40 milioni di euro negli ultimi 10 anni per il sistema museale

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28 milioni di euro negli ultimi 10 anni per il sostegno alle produzioni nazionali e ai grandi eventi

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Oltre 100 milioni per la riqualificazione delle OGR

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Con Fondazione per l’Arte acquisite oltre 800 opere di artisti di tutto il mondo, per un investimento di 40 milioni di euro: una delle collezioni più importanti in Italia e in Europa

 

 

 

Welfare e Territorio 303 milioni di euro

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506 nuove ambulanze per un investimento di oltre 25 milioni di euro (progetto “Missione Soccorso”)

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Oltre 20 milioni di euro per le attività della Protezione Civile. In particolare:

·      6 milioni per l’acquisto di 504 veicoli

·      6 milioni per la costituzione e il mantenimento della Colonna Mobile Regionale di Protezione Civile con mezzi pesanti per interventi nei casi d’emergenza regionale e nazionale

·      10 milioni per 1.033 interventi in difesa del suolo (progetto “Protezione civile piccoli Comuni”)

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23 milioni di euro di contributi per 2.000 interventi per le persone con disabilità (progetto “Vivomeglio”)

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789 percorsi di inserimento lavorativo in Piemonte e Valle d’Aosta per oltre 5 milioni di euro negli ultimi tre anni con “Iniziativa Lavoro”

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Con Fondazione Antiusura “La Scialuppa CRT Onlus” oltre 14.300 consulenze e 2.200 finanziamenti bancari assistiti, per 38,7 milioni di euro

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Con Ream SGR gestiti 13 fondi di investimento immobiliare per finalità sociali collettive (es. housing sociale), per oltre 1 miliardo di euro

 

 

  

 

 

 

 

Ricerca, Innovazione e

Formazione del capitale umano 490 milioni di euro

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880.000 studenti, 43.000 classi, 58.000 insegnanti coinvolti nel progetto di formazione “Diderot” per un investimento di 19 milioni di euro. Diderot offre agli studenti una duplice opportunità: avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari e, nello stesso tempo, approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative

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300 borse di mobilità internazionale per studenti delle scuole superiori attraverso l’erogazione di oltre 1,2 milioni a Intercultura

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Opportunità di formazione e crescita in Italia e all’estero, con un investimento complessivo di oltre 36 milioni di euro, per una community di oltre 5.500 giovani Talenti: 4.000 Talenti Neodiplomati, 600 Talenti Neolaureati, 440 Talenti per l’Impresa, 160 Talenti per l’Export, 110 Talenti per il Fundraising, 200 Reading Economics, 154 Talenti Musicali

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Oltre 30 milioni di euro negli ultimi 10 anni a favore del sistema universitario del territorio (Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale e Università di Scienze Gastronomiche). In particolare, sostegno a giovani ricercatori, attraverso l’attivazione di circa 1.000 borse e assegni di ricerca nell’ambito di oltre 300 progetti di ricerca universitari

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700 borse di ricerca applicata e di dottorato a giovani ricercatori, con uno stanziamento complessivo di 42 milioni di euro (progetto “Lagrange”)

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Con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT deliberati ulteriori 156,5 milioni di euro per 51 iniziative di sviluppo del territorio che riguardano, in particolare, ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, start up innovative, microcredito, housing sociale, iniziative di crowdfunding

 

 

In un film tutto il passato, presente e futuro degli archivi

AD ARCHIVISSIMA NEWMUSEUM(S) 

domenica 14 aprile – ore 17.30

Polo del ‘900 Palazzo San Daniele

Via del Carmine 14, Torino

INGRESSO LIBERO

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In occasione di ARCHIVISSIMA, il Festival degli Archivi che si terrà a Torino dal 12 al 15 aprile Museimpresa propone la proiezione di “Newmuseum(s). Stories of company archives and museums” il film con la regia di Francesca Molteni che indaga, con lo sguardo attento del cinema, che cosa identifica un archivio/museo. Dai valori da trasmettere, alla storia di un’azienda agli strumenti, digitali e non, necessari affinché un’istituzione sia in grado di comunicare, ma soprattutto aprirsi al pubblico. L’Italia indubbiamente è il paese dell’arte, dell’archeologia, dei grandi musei, ma chi desidera conoscere i cambiamenti della società, la creatività e l’innovazione italiana ha a disposizione un immenso patrimonio conservato nei musei e negli archivi d’impresa. L’appuntamento è per domenica 14 aprile a partire dalle ore 17.30 presso il Polo del ‘900 di Palazzo San Daniele (via del Carmine 14) dove a introdurre il film saranno la regista Francesca Molteni assieme ad Andrea Montorio di Archivissima, Francesca Appiani di Museimpresa. Che cos’è un museo oggi e come funziona? A quale evoluzione è soggetto questo luogo di raccolta, elaborazione trasmissione della cultura, in Italia e in Europa? Come è cambiato il concetto di cultura d’impresa dal dopoguerra ad oggi? Quanta importanza ha questo nella percezione in Italia e all’estero del valore della nostra cultura? Sono tutti interrogativi che il film indaga in un viaggio tra presente e futuro per raccontare l’identità in mutamento degli archivi dando voce a direttori di musei, curatori, ma anche architetti, artisti, musicisti, illustratori e creativi. Le immagini che accompagnano la narrazione sono state realizzate ad hoc, ma anche tratte dai ricchi archivi fotografici e audiovisivi dei musei d’impresa e dell’Archivio nazionale del Cinema d’Impresa.

Casa della salute, via ai lavori

RIVALTA – Partirà lunedì 15 aprile il cantiere della Casa della Salute di Rivalta. Dopo l’approvazione della Regione Piemonte al progetto presentato dal Comune e dall’Asl To3, lunedì 8 aprile si è dato simbolicamente avvio ai lavori. Presenti, insieme al Sindaco di Rivalta e a una rappresentanza dei medici del territorio, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte. Per la ristrutturazione dell’ex biblioteca di piazza Martiri, di proprietà comunale, la Città di Rivalta ha messo a disposizione 400mila €; la Regione sostiene l’avvio del progetto e il primo anno di gestione con in contributo di 230mila €. I lavori sono stati affidati alla Mar.Sal Restauri srl di Napoli. il progetto punta a racchiudere in un unico luogo più attività, perché oltre alla medicina di base con 7 medici di medicina generale saranno ospitati ambulatori specialistici e infermieristici, potenziando così la rete delle cure primarie. Anche le funzioni amministrative saranno ampliate, dal ritiro dei referti alle prenotazioni, al cambio del medico. Altri medici continueranno ad operare nei propri studi a Pasta, Tetti Francesi e Gerbole ma i loro pazienti potranno fare riferimento alla Casa della Salute per la diagnostica e le visite specialistiche. L’obiettivo è ridurre il disagio dei continui spostamenti, specie per chi ha malattie croniche e per le fasce deboli della popolazione. Sarà un centro in cui verranno svolte periodicamente alcune attività di monitoraggio delle principali patologie di cui soffre la popolazione in modo da prevenire l’insorgere di malattie croniche attraverso la promozione della salute e dei corretti stili di vita. La Casa della Salute di Rivalta, così come già succede in altre realtà, costruirà reti di collaborazione con l’associazionismo, il volontariato e le scuole in modo da coinvolgere l’intera comunità. Sarà una struttura che resterà aperta 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, e che garantirà, tra le altre cose, una maggiore vivacità al nostro centro storico. La Casa della Salute sarà un punto di riferimento anche per Bruino e coinvolgerà in tutto 18
medici, coprendo un’utenza di 30mila cittadini.

Oltre 3000 bambini per la Festa della Solidarietà

Sabato 13 aprile dalle 10.30 alle 17.00 Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini Solidarietà, attenzione ai poveri, impegno sociale, collaborazione

Dal 1969 i volontari dell’Associazione O.A.S.I. Operazione Mato Grosso di Torino vivono questi valori attraverso la realizzazione di molteplici progetti, in Italia e in Brasile, operando sempre con un’attenzione particolare agli aspetti educativi. Ed è proprio per questo che nel 1992 è nato il Laboratorio di Educazione alla Pace e alla Solidarietà per gli alunni della scuola primaria, un percorso di formazione e crescita vissuto per un’intera giornata al Centro O.A.S.I. Laura Vicuña di Rivalta e con incontri nelle scuole. Il Laboratorio, che fino a oggi ha coinvolto più di 75.000 bambini, propone attività didattiche, narrazioni, riflessioni e giochi che insegnano loro come rapportarsi con la diversità per trasformarla in risorsa, sperimentando l’importanza dell’attenzione agli altri, di chi ha bisogno di un aiuto o anche solo di un sorriso. Quest’anno il 28° Laboratorio – che ha visto coinvolte 165 classi con oltre 3000 bambini coinvolti in un percorso di sensibilizzazione e crescita sul tema della Solidarietà – si concluderà con la grande Fiera della Solidarietà al Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini a Torino, che sabato 13 aprile sarà aperta dalle 10.30 alle 17.00. Una festa che offrirà a tutti i bambini, insegnanti, genitori, nonni, fratelli, sorelle e amici, un momento di allegria in compagnia del Mago «Tric & Trac» che farà divertire con le sue magie; i balli e i bans proposti dai simpatici «FantaClown» dell’O.A.S.I; e poi ancora gimcane, labirinti, laboratori, video e tante altre sorprese. In questo momento di festa e di allegria i bambini avranno l’occasione di tradurre nel concreto quanto imparato nel Laboratorio, aiutando con un piccolo gesto una situazione di reale bisogno. Infatti, come a ogni festa che si rispetti, i bambini potranno arrivare con un dono: un pacco di riso, di caffè o di zucchero che si tradurrà in un aiuto per chi nella vita è stato meno fortunato. Andando alla manifestazione sarà anche possibile scoprire le classi vincitrici del concorso a cui hanno partecipato con il loro cartellone sul tema della Solidarietà. E se la classe parteciperà numerosa, potrà anche vincere un meraviglioso premio che li coinvolgerà tutti.

Diritto dell'arte. Vademecum per chi si appresta ad acquistare un'opera

“Due diligence” è l’espressione che indica l’attività di approfondimento, di ricerca di dati ed informazioni relative all’oggetto della trattativa
“La due diligence legale – spiega l’avvocato Simone Morabito, associato dell’omonimo Studio torinese specializzato in diritto commerciale e tributario – è diventata sempre più importante anche in un mondo come quello dell’arte dove domina la scarsa trasparenza, la scarsa liquidità e la presenza di molti intermediari non qualificati, accanto a pochi veri professionisti. Lo scambio di beni artistici ha in sé una caratteristica economica che lo contraddistingue, che è quella di essere “beni di fiducia”. Ciò comporta, quindi, difficoltà notevoli nel valutare la qualità dell’oggetto, in particolar modo da parte di quei consumatori che non possiedono una grande sensibilità o adeguate competenze di carattere storico-artistico”. “Spesso si riscontra inoltre un’asimmetria informativa – aggiunge l’avvocato Morabito – tra acquirenti e venditori. Primo passo obbligatorio da fare è quello di verificare l’identità del venditore, ottenendo da costui la dichiarazione di essere l’esclusivo proprietario dell’opera, onde evitare il pericolo di commettere vari illeciti, anche di natura penale, tra cui il reato di ricettazione”.
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“Esistono poi specifici obblighi – precisa l’avvocato Morabito – per chi acquista un’opera d’arte c.d. “notificata”, ossia che presenti interesse culturale, tra cui il divieto di trasportarla all’estero e comunque di spostarla senza la previa autorizzazione da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali. Esiste poi l’obbligo di restaurare l’opera d’arte e di mantenerla in un buono stato conservativo, oltre all’impossibilità di esporla senza il preventivo consenso del sopra citato ente. Non tutte le opere sono, comunque, notificabili. Una recente riforma al Codice dei Beni Culturali è stata introdotta nel 2017 dalla riforma Franceschini, dal nome dell’ex Ministro del MIBACT. L’opera d’arte, infatti, tra gli altri requisiti, deve essere stata prodotta da autore non più vivente e la sua realizzazione deve risalire a più di settanta anni addietro”. “L’acquirente dell’opera d’arte – precisa l’avvocato Morabito – nel verificare la lecita provenienza dell’opera, potrebbe anche consultare le banche dati pubblicamente disponibili, come l’Art Loss Register (www.artloss.com ), registro delle opere rubate, e quella curata dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri (http://tpcweb.carabinieri.it/SitoPubblico/search ). L’acquirente, se compra da un operatore professionale, deve richiedere il certificato di autenticità e provenienza dell’opera, sulla base dell’articolo 64 del Codice dei Beni culturali. La lista potrebbe ancora allungarsi, ma un ulteriore elemento potrebbe essere verificare eventuali contestazioni o presenza di falsi sul mercato legati all’opera di un artista o di una specifica galleria “.

Mara Martellotta

Avvocato Simone Morabito
Studio Legale Tributario Morabito
www.studiomorabito.eu
www.artlawyers.legal 
 

Una casa dal cielo

A = Amicizia. Amicizia = solidarietà . Solidarietà = Aiuto. Aiuto = Amore. Amore = Purezza , Integrità e Umiltà”

Questi probabilmente dovrebbero essere ingredienti indispensabili capaci di comporre le relazioni del cuore, quelle non solo atte a far passare il tempo con amene futilità , ma al contrario idonei   nellaiutare non solo noi stessi ma tutti coloro che accanto a noi hanno la capacità delicata e garbata di riuscire a parlare anche di quella qualità della vita che molti di noi, comuni mortali, necessiteremmo di scoprire

Questa massima non vuole essere la recita di una preghiera ne tanto meno un sermone atto a far piegare la testa a coloro che ci circondano, ma indurci a pensare a questa sì. Spesso le persone cadono in quella che potrebbe essere definita la sindrome del : dare tutto per scontato, ignorando il valore delle cose buone e fondamentali per il miglioramento eccellente della vita di ognuno di noi e per quella di altrui. Ovviamente per fare ciò dovremmo anche essere muniti di un pochino di spirito di adattamento e di sacrificio, quel minimo occorrente ma importante, atto a far sì che almeno parte di quelle sofferenze, o impedimenti inutili causati dalle ombre nere della vita, possano in qualche modo essere diminuite. Dovremmo considerare le relazioni, i deboli stati di fatto, le fonti di aiuto, le emergenze e non solo, come piante bisognose delle nostre cure,  evitando quindi che giorno per giorno queste si secchino. Per fare ciò basterebbe aprire semplicemente un po’ di più gli occhi , godere di ciò che la vita ci ha dato e smettere di essere ingordi solo di quella smania superficiale ,atta soprattutto alla compensazione di quellopportunismo , frutto solamente  del nostro unico” piacere di avere. Trovare piacere ad esempio nel solo atto di cominciare a dare” al di fuori del nostro riempimento abituale personale di soddisfazione , beh, potrebbe essere già un buon inizio. Ci sono fasi nella vita che  potrebbero poi anche sussurrarci quanto importante sia preoccuparci  e prenderci cura di ciò che solitamente rendiamo invisibile, costruendoci pian piano un punto intermedio che possa darci la meraviglia di riuscire a dare senza che questo possa trasformarsi in unemorragia emotiva,  ma semplicemente il piacere” di farlo nei confronti di altrui e innanzitutto per noi stessi. Senza null’altro pretendere però che da quel momento in poi qualcuno debba darci qualcosa in cambio.Tutto questo può amabilmente nascere in compagnia di amici, coloro che riteniamo più veri, magnificamente fedeli e assolutamente ottimi candidati generosi per un futuro nel quale saper dare” , dare davvero.Chi ? Chi se non le persone che più amiamo , come la famiglia o gli amici più cari a noi vicini, possono darci questa consapevolezza e quella bellissima sensazione ,capace di poter costruire anche laddove può sembrare apparentemente impo
ssibile provare a farlo.

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A Torino, qualcuno è riuscito a donarsi questo grande regalo, la complicità e il cuore di capire ciò che sarebbe stato più giusto fare.  Tutto questo nasce dalla creatività emotiva di un gruppo di Amici, legati da unamicizia fraterna, fermamente decisi di dare personalmente” preziose risorse di impegno personale, tempo e forza economica per una concreta e spettacolare iniziativa di SolidarietàNel 2005, venti persone, venti sono stati gli amici , di diversa estrazione sociale e professionale ,  capaci fra di loro di fondare una Associazione  O N L U S : DIMORE SAN GIOVANNI,  presieduta dallIngegnere Giovanni Piccolis , aprendo un mutuo comune per acquistare un piccolo appartamento a Torino e seguendo  i principi di Uguaglianza, di Libertà e di Fraternità che fino a quel tempo erano stati davvero capaci di unirli così fraternamente , talmente tanto da riuscire a generare dal nulla  uniniziativa così unica. Unottima idea questa per regalarsi qualcosa di grande e poterlo trasmettere anche ad altrui, al fine di ottimizzare uno scopo sociale davvero nobile. Una  ONLUS capace di accogliere e ospitare gratuitamente le famiglie bisognose di bambini malati , nazionali e internazionali, senza distinzione quindi di provenienza o etnia, che arrivano a Torino per essere ricoverati negli ospedali torinesi per gravi malattie. Ma questa non fu solo uniniziativa fiorita in una cena fra amci dal cuore grande  e fatta vivere solo per pochi e per poco tempo, al contrario limpegno di questi Amici” persevera ancora oggi nella continuità di unintento sempre più oneroso e importante, a tal punto da creare altre quattro unità immobiliari (oltre a quella aperta nel 2005). Ad oggi lAssociazione DIMORE SAN GIOVANNI ha già ospitato circa 100 famiglie per circa 4500 giorni di occupazione degli appartamenti suddetti. Inoltre c’è in embrione anche il progetto di creare ununica struttura immobiliare, attrezzata e munita di personale addetto capace di ospitare numeri ancora più alti di famiglie che necessitano, per le loro insostenibili possibilità economiche di una trasferta, di essere ospitati . Parliamo oltretutto di famiglie aventi figli in tenera età destinati, per varie e complesse patologie , a interventi chirurgici anche complessi che richiedono quindi lungodegenze. 

Il lavoro poi persevera anche nellobbiettivo di creare iniziative vincenti a favore delle Dimore San Giovanni, con a seguito tutto limpegno che ne concerne.


 

Grazie a donazioni e soprattutto alla destinazione gratuita del 5 x 1000 della denuncia dei redditi da parte di chi è stato ed è vicino allAssociazione ciò può essere anche più facile da conquistare. Con la tenacia e la serietà del lavoro eccezionale di questi valenti personaggi, sono stati consolidati nel tempo i rapporti con le strutture ospedaliere di riferimento, in particolare con lospedale pediatrico Regina Margherita, il Centro Traumatologico e i reparti di pediatria dellOspedale S.Anna. Mediante i contatti con le Caposala e con i Medici di reparto , vengono segnalate le priorità delle famiglie dei bimbi ricoverati in stato di difficoltà e trasmesse a loro volta allassociazione. Successivamente le famiglie vengono accolte negli alloggi appena arrivati a Torino e immediatamente aiutati per integrarsi in una realtà del tutto nuova per loro, con amore e dedizione. Dobbiamo ricordare inoltre che il patrimonio altrettanto prezioso di questa iniziativa sono anche tutti i volontari  che si rendono disponibili  con queste famiglie e che fino ad oggi si sono prodigati nellaiutarle e supportarle. Sul sito dellAssociazione inoltre (www.dimoresangiovanni.org) , potrete anche ammirare la cura con cui sono stati creati gli appartamenti, davvero deliziosi , curati nei particolari , nellordine e nella pulizia. Nulla è lasciato al caso ed è tutto in equilibrio con il desiderio di offrire al massimo un aiuto più che soddisfacente, al fine di poter offrire loro non solo un supporto economico ma innanzitutto psicologico. Ognuno di noi dovrebbe prendere spunto da questa iniziativa davvero incredibile e cercare in qualche modo , se pur non così generoso, almeno di donare attenzione a ciò che ci gravita attorno e prendere spunto da questo per imparare a divertirsi” anche  aiutando a sorridere gli altri e non solo noi stessi. E’ un orgoglio per questa città anche solo venire a conoscenza di realtà così meravigliose.

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Segnaliamo un importantissimo evento a favore  di questa iniziativa: 

sabato 13 aprile 2019 ore 16.30 presso lAuditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale , si terrà levento  ANIMA-LI IN LIBERTA’” Spettacolo di solidarietà a favore di Dimore San Giovanni Onlus” presentato da Alis DAmico. Al pianoforte Fabio Mengozzi, al flauto Ilaria Pisacane e alle crystal bowls Chicca Morone. Lattrice comica Cristiana Maffucci  rallegrerà il pubblico con la sua ironia e poeti mitomodernisti leggeranno le filastrocche gioiose con protagonisti animali  speciali illustrati da Chiara Rota. Un piccolo rinfresco concluderà levento. Prenotazione obbligatoria (Stella: 335.8215134)Non potete mancare, questo è anche un modo come unaltro per imparare ad essere veramente AMICI!

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Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Fotografia vs bullismo

Anche la fotografia può rappresentare un’arma efficace per combattere il bullismo

 Ne sono convinti gli studenti dell’Istituto Garelli di Rivalta (To), che hanno realizzato la mostra “Autori e cooperatori dalla debole identità”, inauguratasi lunedì 8 aprile alle 17 all’Urp del Consiglio regionale del Piemonte, in via Arsenale 14/G, a Torino. Promossa dalla garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale (Usr) e l’Istituto, l’esposizione raccoglie una trentina di scatti realizzati dal fotografo Roberto Cavallo, che ha coinvolto alunne e alunni in un vero e proprio laboratorio in cui alle istantanee di situazioni di bullismo si è cercato di affiancare quelle di gesti riparatori che possano portare alla riappacificazione. Con la garante e il fotografo intervengono il direttore generale dell’Usr Fabrizio Manca e Maurizio Giacone e Germana Golia dell’Istituto Garelli. Visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30 la mostra rimane aperta fino al 29 maggio.

Il primo Innovation hub di Terna

È stato inaugurato, presso la sede Terna di Torino, alla presenza della Sindaca Chiara Appendino, dell’Amministratore Delegato Luigi Ferraris e della Presidente Catia Bastioli, il primo degli Innovation Hub – piattaforme di sviluppo dell’innovazione – che la Società avvierà prossimamente nelle sue sedi territoriali

 
Attraverso l’interazione e lo scambio con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup e imprese, l’Innovation Hub diventerà un laboratorio dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee in campo energetico. L’integrazione di competenze nuove e sinergiche sarà quindi il cardine di questa esperienza che parte dalla sede dell’area operativa di Terna a Torino e proseguirà presto in altre città italiane.
 
Nello specifico, l’Innovation Hub di Torino, sarà focalizzato sull’IoT (Internet of things) e sui processi di monitoraggio evoluto degli impianti di trasmissione dell’energia, sviluppando quattro ambiti di progetto (satelliti, droni, robot e sensoristica evoluta) funzionali a un controllo della rete sempre più dinamico e innovativo a garanzia dell’efficienza e la sicurezza del sistema. Grazie a una gestione centralizzata dei dati sarà possibile, tra l’altro, eseguire una manutenzione predittiva degli asset che consentirà di ridurre i costi e aumentare l’affidabilità della rete di trasmissione.
 
Il progetto si inserisce nel percorso di innovazione e digitalizzazione a livello nazionale per il quale Terna investirà circa 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni. L’obiettivo, in uno scenario energetico sempre più complesso, è quello di sviluppare prototipi di idee innovative focalizzate sui nuovi trend tecnologici rilevanti per l’Azienda grazie alla creazione di gruppi di lavoro composti da soggetti differenti per provenienza e competenze. I progetti che verranno avviati favoriranno la diffusione della cultura dell’innovazione, la creazione di future professionalità di eccellenza e lo sviluppo di soluzioni industriali che possano avere implementazione su più larga scala.
 
“Siamo orgogliosi di iniziare proprio dal Piemonte e nello specifico da Torino, questo percorso di innovazione che ha l’obiettivo di creare sinergie tra le persone e le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio per sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile. L’innovation Hub di Torino è la conferma dell’importanza di questa città e di questa regione nella strategia di Terna che prevede nei prossimi 5 anni investimenti sulla rete elettrica piemontese oltre 400 milioni di euro di cui oltre 100 milioni nella città di Torino e provincia.” dichiara l’Amministratore Delegato di Terna Luigi Ferraris.