ilTorinese

Scontri no Tav, Nicco: “Nemici della democrazia”

“Purtroppo ogni volta va in scena lo stesso copione. Dietro lo slogan della protesta si nascondono professionisti della violenza che trasformano una manifestazione nell’ennesima guerriglia contro lo Stato. Chi lancia pietre, bombe carta e razzi contro le Forze dell’Ordine, chi incendia mezzi di servizio e assalta un cantiere non sta esercitando un diritto costituzionale: sta commettendo reati gravissimi”.
Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, commentando gli scontri avvenuti oggi in Valle di Susa.
“È evidente – continua Nicco – che per questi gruppi estremisti ogni pretesto è buono per cercare lo scontro, provocare il caos e alimentare un clima di tensione. Non c’è nulla di ideale in tutto questo: c’è soltanto la volontà di colpire le istituzioni e chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini”.
“Esprimo la mia piena e convinta solidarietà ai Carabinieri, alla Polizia di Stato e a tutte le Forze dell’Ordine impegnate in Val Susa, che ancora una volta hanno dimostrato coraggio, professionalità e straordinario senso del dovere, operando in condizioni estremamente difficili”, conclude Nicco.

Pantanella (Fsp): “No ai bersagli in divisa”

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Ci risiamo. Il copione in Val di Susa si è ripetuto, ma questa volta dobbiamo dirci la verità senza mezzi termini: è solo un puro caso se oggi non ci è scappato il morto.

Il cosiddetto “Festival Alta Felicità” si è confermato essere una scusa logistica, un paravento per radunare centinaia di incappucciati e professionisti del disordine, pronti a scatenare la consueta guerriglia urbana contro i cantieri TAV e contro le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Oggi abbiamo assistito a un assalto paramilitare con cantieri in fiamme e violenza inaudita.

Diciamolo chiaramente: gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le Forze dell’Ordine per puro odio, o cercano il “martire” tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze.

E se questo morto prima o poi arriverà, i mandanti morali avranno nomi e cognomi ben precisi. C’è una responsabilità gravissima in una certa politica di sinistra che continua a strizzare l’occhio, a giustificare e ad aizzare questi criminali, dipingendoli come “attivisti” e soffiando sul fuoco dello scontro sociale. Lo abbiamo visto pochi giorni fa a Bologna, dove un clima di intollerabile connivenza istituzionale ha di fatto legittimato la violenza di piazza. Chi semina giustificazioni, raccoglie molotov.

Oltre al rischio per la vita dei poliziotti, c’è un tema che viene colpevolmente ignorato: i danni devastanti alla comunità. Non parliamo solo di cantieri danneggiati, ma di milioni di euro di soldi pubblici bruciati. Denaro che viene letteralmente sottratto alla sanità, alle scuole e ai servizi dei cittadini onesti per pagare l’imponente apparato di sicurezza necessario ad arginare questi teppisti, per ripristinare i danni e per curare i feriti. La comunità piemontese e nazionale è ostaggio di una minoranza violenta.

Come FSP Polizia di Stato non siamo più disposti a fare da scudi umani. Pretendiamo dalla Politica e dalle Istituzioni una presa di posizione coraggiosa e definitiva. Proponiamo una soluzione chiara, provocatoria per i benpensanti, ma l’unica ormai legalmente e logicamente percorribile:

  1. REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI PER IL FESTIVAL: Se un evento si trasforma sistematicamente in una base di lancio per attentati, è un problema di Ordine Pubblico. Chiediamo al Prefetto e al Questore che il “Festival Alta Felicità” venga preventivamente vietato. Il diritto a manifestare non può coprire il diritto a delinquere.

  2. CHI ROMPE PAGA (E RISARCISCE LA COMUNITÀ): Chi organizza l’evento deve essere ritenuto oggettivamente responsabile per i danni causati al cantiere, alla collettività e per le lesioni ai poliziotti. Proponiamo che l’autorizzazione di tali eventi sia subordinata al versamento di una maxi-fideiussione assicurativa preventiva. Se i manifestanti distruggono, gli organizzatori pagano di tasca loro i danni allo Stato.

  3. MILITARIZZAZIONE DEL SITO E REGOLE D’INGAGGIO CHIARE: Il cantiere TAV è un’infrastruttura strategica nazionale. Chiediamo che la zona rossa venga interamente affidata all’Esercito Italiano con regole d’ingaggio adeguate per la difesa dei siti sensibili, liberando la Polizia dal ruolo di “bersaglio mobile”.

L’informazione non può più nascondersi dietro la parola “scontri”. Qui c’è lo Stato aggredito e dei criminali che aggrediscono.

La politica scelga: o sta con chi difende la democrazia e la sicurezza dei cittadini a 1.500 euro al mese, o sta con chi usa i boschi della Valsusa per giocare alla guerra e cercare il morto.

Luca Pantanella

Segretario Generale Provinciale FSP Polizia di Stato – Torino

Ruffino (Azione): “Tav un pretesto, sono solo delinquenti”

Il commento dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:
     Sono incappucciati, come tutti i criminali e i vigliacchi che si vergognano del crimine che consumano. Quelli che festeggiano l’Alta felicità con bombe carta e pietre contro la polizia, a cui non mi stancherò mai di rinnovare la solidarietà e la gratitudine mia e dei piemontesi perbene, sono delinquenti a cui non importa un fico secco che si faccia o non si faccia la Tav. Il punto vero è questo. Forse è rimasta soltanto Chiara Appendino, per ragioni più interne al M5S che per altro, a credere che la Tav non si farà o potrà essere bloccata. Tutti, compresi gli sfasciacarrozze incappucciati, sanno che la Tav andrà avanti in Italia come sta procedendo negli altri 12 Paesi interessati al progetto. Perché allora gli assalti contro le forze dell’ordine nei cantieri di San Didero e Chiomonte? Per fedeltà alla logica no global, la stessa che accomuna le ultime due generazioni in un disegno di rifiuto del progresso. Ora è tempo per tutte le forze politiche di esprimere una condanna forte e netta contro queste bande di delinquenti che usano pietre e bombe carte come unici argomenti.

Festival alta Felicità: petardi, caschi e cesoie. Allontanati tre cittadini francesi e un italiano

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Proseguono i controlli predisposti dalla Questura di Torino in vista del Festival dell’Alta Felicità di Venaus. Nella serata del 23 luglio, gli agenti della Polizia di Stato hanno fermato tre cittadini francesi che stavano percorrendo la statale 24a bordo di un’auto proveniente dalla Francia.

Durante l’ispezione del veicolo, nel bagagliaio sono stati trovati numerosi materiali: artifici pirotecnici, fumogeni, petardi, tronchesi, un flessibile alimentato a batteria, cesoie, caschi, maschere, occhiali, bombolette spray, benzina e altri liquidi infiammabili. Gli agenti hanno inoltre sequestrato indumenti ritenuti idonei al travisamento e diverse schede SIM separate dai rispettivi telefoni cellulari.

Al termine degli accertamenti, il Prefetto di Torino ha disposto l’allontanamento immediato dei tre cittadini francesi dal territorio nazionale, provvedimento successivamente convalidato dal Tribunale diTorino. Secondo quanto evidenziato dall’Autoritàgiudiziaria, il materiale rinvenuto era idoneo a provocare danni a persone e cose, a consentire il travisamento dell’identità e a ostacolare l’eventuale tracciamento attraverso le celle telefoniche.

Nei confronti dei tre sono stati inoltre emessi dal Questore di Torino tre fogli di via con divieto di ritorno, della durata di uno e due anni.

Un analogo provvedimento è stato adottato anche nei confronti di un cittadino residente in provincia di Brescia, fermato alla stazione di Torino Porta Nuova e trovato in possesso d’altro materiale esplodente e di oggetti ritenuti idonei al travisamento. Per lui è stato disposto un foglio di via con divieto di ritorno per un anno.

Val di Susa, USIC: “Basta violenze e umiliazioni contro i servitori dello Stato”

“Il Governo intervenga subito”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemontee della Valle d’Aosta esprime la più ferma condannaper i gravi episodi di violenza verificatisi durante lamarcia No Tav in Val di Susa, culminati nell’assaltoorganizzato ai cantieri di Chiomonte e San Didero.

Quanto accaduto non può essere ricondotto alla liberamanifestazione del dissenso. Si è trattato di un’azione violenta e pianificata, condotta da frange eversive e anarchiche con l’obiettivo di colpire gli appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati nella tutela dellalegalità e della sicurezza pubblica. Alle donne e agliuomini in divisa coinvolti negli scontri esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà.

Ancora una volta, i servitori dello Stato hanno operato con professionalità, equilibrio e spirito disacrificio, affrontando situazioni di grave pericolo per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza della collettività. Non è più tollerabile che chiindossa un’uniforme debba rischiare la propriaincolumità a causa di una minoranza violenta che calpesta le regole democratiche e trasformale manifestazioni in occasioni di guerriglia.

I nostri colleghi non hanno paura di operare sul campo, ma sono stanchi di subire aggressioni, umiliazionie la costante esposizione alla gogna mediatica senza sentirsi adeguatamente tutelati dallo Stato.

Di fronte a questa escalation, il silenzio della politicaè inaccettabile. Ci chiediamo dove siano oggi le forze politiche di opposizione e i rappresentanti istituzionali che si proclamano difensori della legalità, ma tacciono quando a essere bersagliati sono Carabinieri, Poliziotti e gli altri operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico.

Rivolgiamo un appello al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo, affinché vengano adottati provvedimenti urgenti e concreti. È indispensabile garantire tutele legali, operative, sanitarie e normative adeguate a tutto il personale impiegato nella gestione dell’ordine pubblico, assicurando al tempo stesso che i responsabili di questi attacchi vengano identificati e perseguiti con la massima severità prevista dalla legge.

Siamo stanchi di assistere a violenze presentate come protesta e ad aggressioni contro i servitoridello Stato considerate quasi inevitabili. Questi episodi devono essere fermati senza esitazioni. Difendere chi tutela l’ordine pubblico significa difendere lo Stato, le istituzioni democratichee la sicurezza di tutti i cittadini”.

Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Alta felicità, Forza Italia: “Questo è il festival della violenza”

ROSSO E FONTANA 

«Ogni estate va in scena lo stesso macabro copione: assalti ai cantieri, aggressioni alle Forze dell’Ordine, devastazioni e disordini.
Togliamo il velo dell’ipocrisia e della connivenza: altro che “Festival dell’Alta Felicità”, questo è il festival della violenza».
Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e segretario cittadino di Forza Italia Torino, che proseguono:
«Non si tratta di episodi isolati, ma di una violenza organizzata e annunciata, con il cantiere Tav trasformato ogni anno nel bersaglio di chi rifiuta la democrazia e sceglie la distruzione. Gli organizzatori non possono continuare a lavarsene le mani: le prese di distanza a posteriori non bastano quando una manifestazione diventa sistematicamente il punto di ritrovo di frange estremiste che assaltano un’infrastruttura strategica e attaccano gli agenti.
La nostra piena solidarietà va alle donne e agli uomini in divisa che difendono la legalità, la sicurezza dei cittadini e un’opera fondamentale per il Piemonte, l’Italia e l’Europa. I lavori andranno avanti e chi pensa di fermare il progresso con la forza è destinato a fallire.
Con il Decreto Sicurezza lo Stato ha scelto la linea della massima fermezza: chi sceglie lo scontro troverà istituzioni determinate a far rispettare la legge e a difendere le infrastrutture strategiche e i diritti cittadini perbene», concludono Rosso e Fontana.

Centauro cade dalla moto e muore

Un motociclista di 54 anni, diLivorno Ferraris (Vercelli), è morto in un incidente stradale avvenuto sulle strade del paese. L’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo ed è caduto sbattendo  a terra, all’altezza di uno spartitraffico con cartelloni stradali.Soccorso in codice rosso è’ stato trasportato dall’ambulanza di Santhià all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove è deceduto.

Maxi investimento da 4 miliardi in Piemonte: nasce il colosso europeo dell’intelligenza artificiale

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A meno di un’ora da Torino

Il Piemonte si prepara a diventare uno dei principaliprotagonisti europei nel settore dell’intelligenzaartificiale e delle infrastrutture digitali. Il Consiglio dei ministri ha infatti dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il progetto “Cavour Hyperscale Campus”, destinato a trasformare l’area dell’ex centrale “Galileo Ferraris” di Trino, nel Vercellese, in un gigantesco campus tecnologico dedicatoall’elaborazione dei dati e allo sviluppo dell’AI.

L’investimento previsto è di circa 4 miliardi di euro e rappresenta una delle operazioni piùrilevanti mai annunciate in Piemonte nel comparto dell’alta tecnologia. Il nuovo polo avrà una capacità compresa tra 300 e 400 megawatt e punta arafforzare il ruolo dell’Italia come hub europeo per la gestione dei dati e l’intelligenza artificiale.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dagli assessoriAndrea Tronzano e Matteo Marnati, che hanno sottolineato il lavoro svolto insieme a TechBau e al Governo, con il supporto del ministro Adolfo Urso, per portare sul territorio un investimento destinato a generare sviluppo economico, occupazione qualificata e nuove competenze.

Secondo la Regione, il progetto conferma la crescente attrattività del Piemonte per gli investimenti internazionali nei settori ad alta tecnologia. Lariqualificazione dell’ex centrale di Trino rappresenta inoltre un esempio concreto di rigenerazione industriale, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle infrastrutture esistenti.

L’impatto occupazionale sarà significativo: durantela fase di costruzione saranno impiegati circa 1.200 lavoratori, con picchi superiori alle 2.000 unità. Una volta completato, il campus garantirà 300-350 posti di lavoro altamente qualificati, ai quali si aggiungerà un indotto stimato in circa 1.000 ulteriori occupati.

Anche il cronoprogramma è già definito. La conferenza dei servizi dovrebbe partire entro la fine del 2026, mentre l’autorizzazione unica è attesa nel 2027. L’entrata in funzione del primo lotto è prevista nel 2028.

Particolare attenzione sarà riservata agli aspettiambientali ed energetici. La Regione Piemonte ha assicurato che seguirà tutte le fasi autorizzativeaffinché il progetto rispetti i più elevati standard disostenibilità, favorisca l’impiego delle tecnologie più avanzate e contribuisca alla transizione energetica e digitale del territorio.

Con la decisione del Consiglio dei ministri sarà ora possibile nominare un Commissario straordinario di Governo, d’intesa con la Regione Piemonte, incaricatodi coordinare l’iter amministrativo e accelerare ilrilascio delle autorizzazioni. Il “Cavour HyperscaleCampus” si inserisce così nella strategia nazionale che punta a fare dell’Italia uno dei principali poli europei delle infrastrutture digitali, della gestione dei dati e dell’intelligenza artificiale, rafforzando al tempo stesso la competitività tecnologica del Paese.

“Chi ha tradito il popolo Si’ Tav?”

L’OPINIONE

di Mino Giachino


Caro Direttore,

Stamane i giornali ospitano due articoli: uno relativo alle manifestazioni dei No TAV previste per oggi e domani e l’altro al post della Appendino che chiama a una iniziativa a ottobre contro la TAV.

Chi lo avrebbe detto sabato 10 novembre 2018, quando Piazza Castello traboccava di torinesi che non volevano la Decrescita, che volevano a tutti i costi l’opera del futuro che metterà Torino, la Val Susa e il Piemonte in rete con tutta l’Europa e, attraverso i porti, con tutto il mercato mondiale?

La TAV, dal lato Italia, è ancora ferma, la Appendino rialza la testa e i No TAV, giovani e violenti, gridanoVENDETTA mentre si divertono al Festivaldella Felicità.

CHI HA TRADITO QUELLA PIAZZA?

Chi si è occupato di TAV ai vari livelli, al Governo, in Regione, nel Cantiere, sui giornali, nelle Prefetture, nelle Scuole, ecc. ecc.? Il mio amico Beppe Fossati, cui chiedevo perché non parlava della TAV, mi rispose che non interessava a nessuno. Eppure il 7 agosto 2019, grazie alla decisione di Salvini, che mi aveva incontrato al Viminale, il Senato, a stragrande maggioranza, votava NO alla Mozione No TAV dei Cinque Stelle e definiva la TAV un’opera di interesse nazionale.

Dopodiché, di fatto, tutto si è fermato. Il Governo giallorosso tenne ferma l’opera. In 7 anni l’unica cosa fatta, lato Italia, è l’assegnazione dei lavori a un Consorzio di imprese, ma i lavori non sono ancora iniziati. Le compensazioni ai Comuni, che avrebbero dovuto essere date in pochimesi, arriveranno solo nei prossimi giorni.

Nel frattempo, in questi lunghi anni, chi ha avutoincarichi ben retribuiti al Governo, in Regione, in Parlamento, in Comune, non ha cavato un ragno dal buco: tante interviste ai giornali, alle TV, zero lavori. Nel secondo atto delle Nozze di Figaro si dice: “Tanto onor, poco contante”… Tanti incarichi, zero risultati.

Intanto l’economia della Valle è scesa ai livelli delPIL del Sud Italia, Torino e il Piemonte crescono dello zero virgola. Torino e il Piemonte, chenel secondo dopoguerra, insieme a Milano e aGenova, trainarono l’Italia della rinascita, oggisono a metà classifica. Il Veneto e l’Emilia, chenegli anni ’50 ci mandavano persone con grande voglia di lavorare, ci hanno sorpassati.

Cavour, in soli tre mesi dopo l’approvazione del progetto in Parlamento del Traforo del Frejus, iniziò i lavori; qui non si è mai visto un Premier alcantiere. Quando il Premier francese Valls visitò il cantiere della TAV dal lato francese, andai a ringraziarlo a nome dei 40.000 di Piazza Castello.

Nel frattempo alcuni vecchi capi No TAV se ne sono andati in cielo; ora ci sono giovani, tra cui quelli di Askatasuna, che si sono allenati durante le notti post Festival della Felicità e, per farci capire la loro natura, hanno affisso l’altro giorno il cartelloVENDETTA contro gli sbirri. Un cartello che non è stato rimosso e oggi si preannuncia un weekend di fuoco.

Alle aziende che lavorano nei vari punti è stato consigliato di smontare i cantieri, la Appendino rialza la testa e i Sindaci PD No TAV chiedono al loro partito di ripensarci. In questi anni aziende valsusine sono state aggredite perché collaboravano al cantiere.

A chi chiederemo i danni di questo lunghissimo tempo perduto e della ripresa dei No TAV? Basta persone incompetenti a occuparsi di Infrastrutture, Trasporti e Logistica. Abbiamo bisogno di governanti che sappiano che il Paese ha bisogno di provvedimenti utili , non di interviste spiritate…

Pensa la differenza. Lo stesso giorno in cui presentava le dimissioni a Napolitano, Berlusconi faceva approvare una norma, che illustrai personalmente alle Commissioni parlamentari, con la quale lo Stato poteva difendere il cantiere di interesse nazionale. Senza quella norma non si sarebbe costruito il tunnel di Chiomonte e oggi non si costruirebbe il tunnel lato Italia.

Mino GIACHINO

SITAV SILAVORO

DEA Piccoli Traumi CTO: “disagi superati solo grazie al personale sanitario”

Il completamento dei lavori di ristrutturazione del DEA Piccoli Traumi del Presidio CTO rappresenta un intervento atteso e necessario. Ma, secondo il Nursing Up Piemonte, il cantiere ha evidenziato criticità organizzative e strutturali che avrebbero richiesto un maggiore coinvolgimento del personale sanitario, protagonista nel garantire la continuità dell’assistenza durante tutta la fase dei lavori.

 

«Nonostante le difficoltà, il DEA Piccoli Traumi è rimasto pienamente operativo, continuando a garantire assistenza ai cittadini esclusivamente grazie alla professionalità, alla resilienza e al forte senso di responsabilità del personale sanitario», dichiara Roberto Lanteri, referente Nursing Up del Presidio CTO. Fin dall’avvio del cantiere, spiega, «abbiamo dovuto affrontare numerose criticità: continui trasferimenti tra aree provvisorie, spesso comunicati con scarso preavviso; repentine riorganizzazioni dei percorsi assistenziali, con inevitabili ripercussioni sulla gestione dei pazienti; un costante sovraccarico di lavoro dovuto alla necessità di adattarsi quotidianamente a spazi non adeguati e a soluzioni temporanee. Tutto questo si è inserito in un contesto già segnato dalla cronica carenza di personale infermieristico e di operatori socio-sanitari».

 

Secondo il sindacato, il risultato finale, oggi presentato come un successo organizzativo, è stato possibile soprattutto grazie all’impegno degli operatori, che hanno compensato con dedizione le carenze di programmazione. Restano tuttavia alcune criticità strutturali che meritano attenzione: il ridimensionamento della sala d’attesa esterna, la ridotta visuale sia sulla sala d’attesa esterna sia su quella interna e le difficoltà nell’accoglienza delle barelle nell’area dedicata al triage.

 

A queste si aggiunge quanto accaduto durante gli ultimi temporali notturni, quando importanti infiltrazioni d’acqua hanno interessato i locali del DEA fino a raggiungere l’atrio del presidio. Anche in quella circostanza, evidenzia il Nursing Up, è stato determinante l’intervento del personale sanitario presente in servizio per garantire la continuità dell’assistenza e la sicurezza degli ambienti.

 

«Ogni intervento strutturale in un Pronto Soccorso deve essere progettato insieme a chi vi lavora ogni giorno», sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte. Medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari, aggiunge, «conoscono meglio di chiunque altro i flussi assistenziali, le criticità organizzative e le soluzioni necessarie per garantire sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Escludere il personale dalle fasi di progettazione significa perdere un patrimonio di competenze indispensabile e rischiare di realizzare opere che, pur nuove, non rispondono pienamente alle esigenze operative».

 

Per il sindacato, la ristrutturazione rappresenta un’opportunità importante, ma deve tradursi in un reale miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione dell’assistenza.

 

«La ristrutturazione di un Pronto Soccorso rappresenta un’opportunità di crescita per tutto il sistema sanitario – conclude Delli Carri -. Ma un intervento può dirsi davvero riuscito solo quando, oltre a migliorare gli spazi, valorizza il contributo di chi quei servizi li rende possibili ogni giorno. Il Nursing Up continuerà a vigilare affinché le scelte organizzative siano condivise con i professionisti sanitari e vengano garantite condizioni di lavoro dignitose e un servizio sempre più efficiente e sicuro per i cittadini».