ilTorinese

L’unico matrimonio tra i Savoia e i Grimaldi di Monaco

 Ricordato a Castelvecchio di Rocca Barbena

Sabato 30 e domenica 31 maggio 2026 il magnifico Comune di Castelvecchio di Rocca Barbena, uno dei Borghi più belli d’Italia, situato in Provincia di Savona, precisamente in Val Neva, ha ospitato “Florilegio”, la grande mostra mercato di fiori, vivaisti, produttori di eccellenze gastronomiche ed artigiani di alto livello. Le vie di questo magnifico borgo, che ha mantenuto le sue caratteristiche architettoniche invariate nei secoli e proprio per questo motivo è definito un unicum, si sono trasformate in un vero e proprio giardino.
Il numeroso pubblico ha potuto degustare le specialità locali e bere le birre artigianali prodotte dal Birrificio 44 di Albenga.
La manifestazione, magistralmente organizzata dall’Assessore alla Cultura Silvia Molino, ha previsto anche presentazioni di libri, la conferenza “I gelsi, una pianta antica e dalle mille proprietà” a cura del Dott. Bassi e sfilate di gruppi storici.
Nel pomeriggio di domenica 31 lo scrivente, nel corso della presentazione del libro “SAVOIA. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” scritto con Pierangelo Calvo, ha fatto scoprire ai numerosi presenti l’unico matrimonio tra i Savoia e i Grimaldi di Monaco.
Nel 1486 Antonia di Savoia impalmò Giovanni Grimaldi, erede al trono della Signoria monegasca.
La sposa era figlia del Duca di Savoia Filippo II e della sua amante la carignanese Libera Portoneri. Dall’unione di questi ultimi era nato anche Renato, che nel 1501 impalmò la quattordicenne Anna Lascaris, figlia di Gian Antonio Lascaris, Conte di Tenda e Ventimiglia e fu così il capostipite dei Savoia-Tenda, ramo che si estinse nel 1580 alla morte di Onorato II, figlio della coppia.
Antonia ebbe importanti fratellastri e sorellastre. Dal primo matrimonio di suo padre con Margherita di Borbone nacquero Luisa, che fu la mamma di Re Francesco I di Francia e Filiberto II, che il 7 novembre 1497 succedette al padre come Duca di Savoia.
Dal secondo matrimonio del Duca Filippo II con Claudina di Brosse nacquero tra gli altri, Carlo III, che il 10 settembre 1504 succedette al fratellastro Filiberto II e Filippo, il quale nel 1514 ricevette dal fratello Carlo III la Provincia del Genevese, il cui capoluogo era Annecy e le Signorie di Faucigny e Beaufort; quest’ultimo sposò Carlotta d’Orleans-Longueville, che gli portò in dote il Ducato di Nemours e fu quindi il capostipite dei Savoia-Nemours, ramo dal quale proveniva la seconda Madama Reale.
Giovanni, lo sposo, era membro di una famiglia originaria della Francia e trasferitasi a Genova nel 1070. I Grimaldi legarono il loro destino a Monaco la notte dell’8 gennaio 1297 quando Francesco, detto “Malizia”, travestito da monaco francescano, insieme al figliastro Ranieri I, nato dalla prima unione di sua moglie Aurelia Del Carretto con Lanfranco Grimaldi, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il primo Signore.
Francesco regnò insieme a Ranieri I fino al 10 aprile 1301 quando Monaco tornò genovese. Fu Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331 e a diventarne il suo primo Signore sovrano.
Carlo nel 1346 acquistò Mentone e nel 1355 conquistò Roccabruna. Dal 29 giugno 1352 alla sua morte il 15 agosto 1357 regnò insieme ai figli Ranieri II e Gabriele e allo zio Antonio, un altro figlio di Aurelia Del Carretto e Lanfranco Grimaldi.
Alla morte di Carlo I Monaco tornò genovese e lo rimase fino al gennaio 1395, quando regnarono brevemente, fino a dicembre, Giovanni I, figlio di Ranieri II e suo zio paterno Luigi. Quest’ultimo tornò sul trono dall’11 maggio 1397 al 5 novembre 1402, quando, al suo decesso, Monaco divenne nuovamente genovese per poi tornare definitivamente ai Grimaldi il 5 giugno 1419 con il sopraccitato Giovanni I, che fino al 1427 regnò insieme ai fratelli Ambrogio e Antonio.
Egli, dopo aver cercato invano di vendere la signoria nel 1429 alla Repubblica di Genova, nel 1448 al Duca Ludovico di Savoia e nel 1451 al Delfino Luigi di Francia, si spense nel 1454. Il trono passò al figlio Catalano, il quale dalla moglie Bianca Del Carretto di Finale Ligure ebbe solo una figlia, Claudina. Quest’ultima, nata nel 1451, salì al trono a soli sei anni nel luglio 1457 alla morte del genitore, sotto la reggenza della nonna paterna Pomellina Fregoso, la quale nel marzo dell’anno seguente fece abdicare la nipote a favore del lontano cugino Lamberto, proveniente dal ramo di Antibes. I due avevano come antenato comune l’ammiraglio genovese Oberto Grimaldi, vissuto tra il 1140 e il 1232: Claudina discendeva dal primogenito Grimaldo II, Lamberto dal secondogenito Ingone.
Luca, nonno di Lamberto, nel 1384 insieme al fratello Marco ricevette il feudo di Antibes dall’Antipapa Clemente VII di Avignone in cambio di un prestito di cinquemila fiorini che il pontefice non era stato in grado di restituire.
Lamberto nel 1465 sposò sua cugina Claudina, che nel 1458 gli aveva ceduto il trono. Lui aveva 45 anni, lei 14. Dalla loro unione nacquero sei figli, tra i quali:

  • Giovanni, che nel 1486 sposò Antonia di Savoia;

  • Agostino, Vescovo di Grasse;

  • Francesca, che nel 1491 sposò Luca Doria, Signore di Dolceacqua;

  • Luciano, che nel 1514 sposò Jeanne de Pontevès-Cabanes.

Lamberto Grimaldi durante il suo regno utilizzò la spada e la diplomazia con egual destrezza e adottò per primo il motto della famiglia Grimaldi: Deo iuvante (Con l’aiuto di Dio).
Alla sua morte nel marzo 1494 a succedergli fu il figlio Giovanni, il protagonista di questo articolo, il quale nel 1486 aveva sposato Antonia di Savoia. Dalla loro unione nacque una sola figlia, Maria.
Antonia fu signora di Monaco per soli sei anni, in quanto si spense nel 1500. Suo marito fu protettore e mecenate di diversi artisti, tra i quali il pittore Ludovico Brea, ricoprì la carica di ciambellano del Re di Francia e fu comandante delle flotte francesi.
Venne ucciso al Palazzo Principesco di Monaco nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 1505 da suo fratello minore Luciano, il quale si prese il trono. Maria, unica figlia di Giovanni II, dieci anni dopo sposerà Girolamo Della Rovere, Signore di Vinovo, rinunciando con queste nozze ai suoi diritti al trono monegasco.
Luciano farà la stessa fine del fratello qualche anno dopo: il 22 agosto 1523 verrà fatto uccidere da suo nipote Bartolomeo II Doria Signore di Dolceacqua, figlio di sua sorella Francesca, con il probabile aiuto dell’Ammiraglio Andrea Doria, il cui padre era Ceva II co-Signore di Oneglia e la cui madre era Caracosa Doria di Dolceacqua.
Il trono di Monaco passò allora al piccolo Onorato, nato nel dicembre dell’anno precedente; il giovanissimo nuovo sovrano venne posto sotto la reggenza dello zio paterno Agostino, Vescovo di Grasse, il quale per vendicare il fratello assediò la Signoria di Dolceacqua, che verrà liberata nel 1527 grazie all’intervento di Andrea Doria.
I legami tra i Savoia e i Grimaldi sono ancora forti ai giorni nostri: il due novembre 2023 S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, allora erede al trono, ha consegnato ufficialmente a S.A.S. il Principe sovrano Alberto II di Monaco le insegne dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata da parte del Suo Augusto genitore, S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, Duca di Savoia, Principe di Napoli.
Alla conferenza di domenica 31 maggio 2026, oltre all’organizzatrice Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena, hanno presenziato molte personalità, tra le quali il Consigliere Regionale Angelo Vaccarezza; Daniele Galliano, Sindaco di Bormida; Lina Cha, Sindaco di Cervo; Romano Damonte, Sindaco di Diano Castello; Francesco Garofano, Sindaco di Millesimo; Marco Pallaro, Sindaco di Novello e Franco Scrigna, Consigliere Comunale di Villanova d’Albenga.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “Bastian Contrario e Bela Lidia” di Sciolze; “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco e “I Signori di Torino nel Seicento” con il Duca di Savoia Carlo Emanuele II e la consorte Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.

ANDREA CARNINO

Ponte della Repubblica, il successo dei Musei e delle residenze reali torinesi: boom di visitatori

Successo di pubblico ai Musei Reali di Torino durante il lungo ponte del 2 giugno 2026, Festa della Repubblica italiana.

Da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno 2026 sono stati emessi 12.294 biglietti che hanno consentito la visita alle collezioni permanenti e alla ricca proposta culturale dei Musei Reali. Allo Spazio Leonardo, il pubblico ha potuto ammirare un disegno autografo del genio vinciano, _Tre vedute di testa virile con barba_, esposto fino al 28 giugno 2026 al primo piano della Galleria Sabauda. Molto apprezzati anche i due appuntamenti dedicati alle raccolte e agli spazi abitati da Margherita di Savoia (1851-1926), prima regina d’Italia, a cento anni dalla scomparsa: fino al 6 gennaio 2027 la Biblioteca Reale, che ne custodisce la collezione libraria, ospita la mostra dossier _Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Palazzo e Biblioteca Reale_ mentre, nel Medagliere Reale, _Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia_ presenta una selezione della straordinaria collezione numismatica dei Musei Reali. A queste rassegne si è aggiunta dal 30 maggio, nello Spazio Scoperte dei Musei Reali al secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra dossier _La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo_, che propone fino al 15 settembre un approfondito confronto tra due protagonisti del primo Cinquecento veneto e lombardo: Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557), grazie al prestito della _Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto_ dall’Accademia Carrara di Bergamo, e Giovanni Girolamo Savoldo (Brescia?, 1480/1485 circa – Venezia, post 1548) con due opere della pinacoteca sabauda. _Sold out_ anche le visite speciali per l’iniziativa _I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città_, organizzata in occasione di tre ricorrenze dal profondo valore civico (25 aprile, 2 giugno, 4 novembre, giornate in cui l’ingresso è gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali), grazie a una rete di sei istituzioni pubbliche con sede in edifici storici nel cuore della città. L’evento è promosso dalla Città di Torino-Presidenza del Consiglio comunale e dalla Prefettura di Torino in collaborazione con la Città metropolitana di Torino, Turismo Torino e Provincia e, per il Ministero della Cultura, con i Musei Reali e l’Archivio di Stato di Torino. Ottima è stata anche l’affluenza libera nei Giardini Reali – 6.513 – rilevata grazie a un applicativo digitale.

Più di 10mila visitatori hanno scelto le Residenze reali sabaude della Direzione regionale Musei nazionali Piemonte nel lungo ponte della Festa della Repubblica, confermando l’interesse per il patrimonio storico e culturale del territorio.

A registrare il dato più alto è stato il Castello di Racconigi, che ha accolto 4.086 visitatori. Seguono il Castello di Agliè con 2.265 ingressi e Villa della Regina con 2.213. Palazzo Carignano ha registrato 944 visitatori, mentre il Castello di Moncalieri ha accolto 500 persone.

Nel complesso, i cinque siti hanno totalizzato 10.008 ingressi tra il 30 maggio e il 2 giugno. 

 

Le Residenze reali sabaude  – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte

Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte è un istituto autonomo del Ministero della cultura, creato nel 2024 per potenziare sul territorio la cura e la valorizzazione dei luoghi della cultura statali del Piemonte, secondo strategie avanzate con il territorio e lo sviluppo degli itinerari turistico-culturali.

Ad essa afferiscono 5 Residenze reali:

– Palazzo Carignano – Torino

– Villa della Regina – Torino

– Complesso monumentale del Castello e parco di Racconigi – Racconigi (CN)

– Complesso monumentale del Castello ducale, del giardino e parco di Agliè – Agliè (TO)

– Castello di Moncalieri – Moncalieri (TO)

e altri sette luoghi della cultura statali:

– Castello di Serralunga – Serralunga d’Alba (CN)

– Forte di Gavi – Gavi (AL)

– Abbazia di Vezzolano – Albugnano (AT)

– Abbazia di Fruttuaria – San Benigno Canavese (TO)

– Area Archeologica di Augusta Bagiennorum – Bene Vagienna (CN)

– Area Archeologica della città romana di Industria – Monteu da Po (TO)

– Area Archeologica di Libarna – Serravalle Scrivia (AL)

 

I visitatori nei 4 giorni del ponte del 2 giugno (sabato 30 e domenica 31 maggio – lunedì 1 e  martedì 2 giugno 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

GAM: 2029 ingressi
MAO: 3649 ingressi
Palazzo Madama:  3628 ingressi

Totale Fondazione Torino Musei: nelle quattro giornate sono stati staccati 9306 biglietti.

 

Sono stati 5.404 i visitatori che hanno scelto la Palazzina di Caccia di Stupinigi durante il lungo ponte che ha accompagnato la Festa della Repubblica, dal 30 maggio al 2 giugno 2026.

 

Nel dettaglio, gli ingressi registrati sono stati 1.150 sabato 30 maggio, 1.569 domenica 31 maggio, 1.276 lunedì 1° giugno e 1.409 martedì 2 giugno, per un totale di 5.404 visitatori nei quattro giorni.

Parla Con Me “Territori che attraggono: turismo, filiere e Made in Italy”

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Simona Riccio dialoga con Gian Marco Centinaio e Rossana Turina sul valore dei territori, del turismo, delle produzioni locali e della filiera come leva di attrattività per il Made in Italy

È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Territori che attraggono: turismo, filiere e Made in Italy”, affronta un tema centrale per il futuro dei territori italiani: la capacità di costruire attrattività non solo attraverso la bellezza dei luoghi, ma attraverso una visione integrata capace di unire turismo, agricoltura, cultura, accoglienza, produzioni locali e identità.

Ospiti della puntata sono Gian Marco Centinaio, Vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana, e Rossana Turina, Presidente del Consorzio Turistico Pinerolese e Valli. La scheda istituzionale del Senato indica Gian Marco Centinaio come Vice Presidente del Senato, mentre il Consorzio Turistico Pinerolese e Valli riporta Rossana Turina come Presidente del proprio Consiglio di Amministrazione.

Il confronto mette al centro una domanda decisiva: turismo, agricoltura, cultura, accoglienza e produzioni locali possono ancora essere raccontati come mondi separati? Oppure il vero valore nasce quando questi elementi diventano parte di un’unica filiera territoriale, riconoscibile e credibile?

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: il ruolo del turismo come leva di sviluppo locale, la valorizzazione delle filiere agroalimentari, il rapporto tra istituzioni e territori, l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, la promozione delle produzioni locali e la necessità di raccontare il Made in Italy come sistema di luoghi, persone, imprese e relazioni.

Il territorio, infatti, non è soltanto una destinazione. È un insieme di esperienze, competenze, prodotti, paesaggi, comunità e identità che, se messi in connessione, possono diventare un motore concreto di sviluppo economico, culturale e sociale.

In questo contesto, Parla Con Me® intende contribuire al dibattito pubblico dando spazio a visioni, esperienze e buone pratiche capaci di mostrare come l’attrattività di un territorio nasca dalla capacità di fare sistema. Non basta comunicare un luogo: occorre renderlo riconoscibile, coerente e credibile attraverso un racconto che tenga insieme turismo, filiere, imprese e comunità.

«Con questa puntata abbiamo voluto riflettere su che cosa renda davvero attrattivo un territorio», spiega Simona Riccio. «La bellezza, i prodotti di qualità, la cultura e l’accoglienza sono elementi fondamentali, ma da soli non bastano. Il valore nasce quando diventano parte di una visione comune. Il Made in Italy non è solo un marchio: è un sistema di luoghi, persone, imprese, relazioni e identità».

La puntata è disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata:
https://www.youtube.com/watch?v=P6STu0HRxVY&feature=youtu.be

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Torino, 03/06/2026

La Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia presenta Luisa Piccoli

Informazione promozionale

 

In corso Inghilterra 51, a Torino

Luisa Piccoli, nata a Bisceglie, in provincia di Bari, dopo l’Accademia di Belle Arti di Bari, ha avviato il suo percorso di pittrice, scultrice, scrittrice, poeta e scenografa, trascorrendo la sua vita fra Bisceglie, Udine e Vienna. Ha tenuto diverse mostre personali, collettive e partecipato a concorsi ricevendo un notevole successo di pubblico e di critica, tra i quali l’Expo d’Arte Internazionale di Innsbruck, la Biennale d’Arte Internazionale a Montecarlo e Arte Bergamo.

Le opere dell’artista Luisa Piccoli emergono da un linguaggio sensibile e attraversato da una luce autentica, capace di esprimere le fragilità e le profondità dell’animo umano. La sua ricerca visiva si distende in una figurazione carica di tensione poetica, per cui ogni elemento pare nascere da un’urgenza interiore e da una consapevolezza espressiva profondamente radicata. Si intrecciano nel suo percorso la dimensione individuale e quella collettiva, capaci di dare vita ad un racconto ricco di risonanze emotive. Le immagini non si limitano a mostrarsi, ma invitano lo spettatore a sostare, a interrogarsi, a cogliere ciò che si muove sotto la superficie: tracce di pensiero, frammenti di memoria, sussurri di senso che si propongono con sensibilità e delicatezza. Le sue opere pittoriche, realizzate con collage e tecnica mista, si distinguono per una resa cromatica e incisiva, e per una costruzione formale attenta, che accoglie materiali e segni in un equilibrio dinamico e vivo. Le figure dialogano tra loro con lo spazio, generando una tessitura visiva in cui ogni dettaglio contribuisce a un insieme vibrante e coerente. Attraverso questa visione, Luisa Piccoli costruisce un universo altamente personale, ricco di una spiritualità in cui emozioni e riflessioni si fondono. I soggetti sono riconoscibili o trasfigurati dal dolore e sono definiti da uno stile personale e identificabile, capace di comunicare con il fruitore mantenendo una dimensione aperta ed evocativa. L’arte di Luisa Piccoli è profondamente introspettiva, capace di tradurre il mondo interiore in immagini dal respiro universale, in cui si avvertono un ritmo costante e una dinamica che mantengono uniti realtà e interpretazione, esperienza e visione. Nel suo percorso artistico, l’indagine sull’esistenza umana e sul contesto sociale si accompagna a una continua esplorazione del sentimento, da cui scaturiscono opere che si fanno portatrici di messaggi essenziali legati alla pace, al dolore e alla possibilità di una connessione autentica. L’arte di Luisa Piccoli è ricca di coerenza espressiva e simbolica, sostenuta da una tecnica personale che rivela una piena conoscenza del mezzo e della propria interiorità. Le suo opere, sia pittoriche sia scultoree, si configurano come archivi ricchi di simboli, flussi ininterrotti di significato che, nel tempo, si intensificano, mantenendo intatto il loro potere evocativo.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia  – corso Inghilterra 51, Torino – 011 5628220 – info@latelaccia.it

Mara Martellotta

Moncalieri, celebrazione della comunità ortodossa romena

Il 2 giugno 2026 resterà nella storia della comunità ortodossa romena di Moncalieri, nei pressi di Torino. La comunità ha vissuto un momento di grande gioia spirituale con la consacrazione della chiesa e la benedizione degli affreschi della Parrocchia “I Santi 40 Martiri di Sebaste”, guidata dal Reverendo Decano Marius Floricu.

Il rito di consacrazione è stato celebrato da Sua Eminenza il Metropolita Iosif, Arcivescovo Ortodosso Romeno dell’Europa Occidentale e Metropolita Ortodosso Romeno dell’Europa Occidentale e Meridionale; Sua Eminenza Nicolae, Arcivescovo Ortodosso Romeno degli Stati Uniti d’America e Metropolita Ortodosso Romeno delle Due Americhe; Sua Eminenza Atanasie, Arcivescovo Ortodosso Romeno della Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord; Sua Eccellenza   Siluan il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e Sua Eccellenza Timotei il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena di Spagna e Portogallo, circondati da un numeroso clero.

In questa solenne occasione, il parroco ha ricevuto da Sua Eminenza il Metropolita Iosif l’Ordine della “Croce Metropolitana”, quale segno di riconoscenza per il suo impegno pastorale, per gli sforzi profusi nella costruzione della chiesa e per l’organizzazione della comunità parrocchiale di Moncalieri.

Anche la signora Maria Cristina Floricu, consorte del parroco, ha ricevuto l’Ordine di Maria Magdalena.

Sua Eccellenza il Vescovo Siluan ha inoltre conferito diversi Attestati di Benemerenza al Consiglio e al Comitato Parrocchiale, al rappresentante dell’impresa costruttrice, ai membri della squadra incaricata degli affreschi e a tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione e all’abbellimento della chiesa.

All’evento hanno partecipato rappresentanti dello Stato romeno e della Repubblica Italiana, diplomatici e numerosi fedeli provenienti dalle parrocchie ortodosse romene della zona.

La Parrocchia “I Santi 40 Martiri di Sebaste” di Moncalieri è stata fondata nel 2012 da Sua Eccellenza Siluan il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. Dopo l’acquisizione del terreno nel 2014, il 22 febbraio dello stesso anno è stata celebrata la posa della prima pietra del nuovo luogo di culto; la nuova chiesa, realizzata in stile tradizionale “maramureșano”, insieme al complesso parrocchiale, è stata inaugurata il 22 novembre 2014. L’indirizzo della chiesa è: Via Papa Giovanni XXIII, Moncalieri.

Dipartimento per la Comunicazione e l’Immagine della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia (DORI).

www.diocesiortodossa.it  Foto Mihai Bursuc

La Festa della Repubblica

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La festa della Repubblica per gli 80 del referendum del 1946 non ha raggiunto pienamente i suoi obiettivi   Le bandiere tricolori  ai balconi erano quasi del tutto assenti. Quando la Lega di Bossi furoreggiava a Torino io proposi un invito a imbandierare la città come risposta ai continui attacchi al Risorgimento dei leghisti ruspanti di allora. Mi telefono’ il sindaco Valentino Castellani chiedendomi  di annullare la mia  conferenza stampa perché il pericolo era quello che i torinesi non partecipassero e dessero una implicita vittoria alla Lega. Il ragionamento di Castellani mi convinse e ritirai la proposta. Aveva ragione lui.
Ma oggi questi pericoli leghisti non ci sono più, ma nessuno ha pensato di scrivere un invito ad esporre il tricolore  come fecero il sindaco Peyron e il presidente di “ Italia 61 “ Dogliotti – il grande chirurgo – per il centenario del Regno d’Italia con l’aiuto de “La Stampa” che fece una campagna martellante in proposito. Ricordo che tanti anni prima mio padre mi fece leggere dei passi del “Cuore” di De Amicis in cui viene raccontato il grande entusiasmo di studenti e popolo per la sfilata della Festa dello Statuto della prima domenica di giugno. L’amor di Patria – mi diceva mio padre – devi trarlo da quelle pagine perché la generazione di tuo nonno combatte’ eroicamente sul Piave educata dal “Cuore”.
Oggi sarebbe impossibile usare questi linguaggi perché la paura della guerra ci atterrisce e le manifestazioni di piazza violente dei mesi scorsi sono una minaccia reale alla convivenza civile da  parte di plotoni di giovani delinquenti  e potenziali terroristi che fanno della rapina e del furto la loro ragione di vita. La Repubblica festeggia, ma i motivi attuali per festeggiare sono pochissimi. La sfilata di Roma (fino al 1961 si faceva anche a Torino in piazza Vittorio) si è svolta in tono minore.  La grande via dei Fori imperiali voluta da Mussolini e’ apparsa in Tv meno ampia e maestosa forse  per l’aggiunta di altre tribune. Anche lì qualche coccarda, un brutto bandierone  e uno stendardo con il simbolo della Repubblica.  L’entusiasmo popolare non si percepiva.  Forse bisogna risparmiare e allora forse sarebbe bene rinunciare anche  alla parata che- dopo le  infinite citazioni di un articolo 11 della Costituzione dimezzato- può essere vista come un’esibizione guerresca.
Se vogliamo trarre una riflessione da questa festa della Repubblica – al di là delle mitizzazioni giornalistiche che non danno spazio alla vera riflessione storica  – verrebbe da dire che la Repubblica di Mazzini e di Garibaldi si è evaporata e la religione civile della Patria non esiste più.  Che sia stato ignorato ciò che scrisse uno dei nostri maggiori storici, Nicolò Rodolico ,sul referendum  e che Francesco Cognasso  sia del tutto trascurato,  non depone bene per un tentativo di storia ,se non condivisa, almeno plurale  Oggi ci sono tanti attivisti ignoranti e fanatici, incapaci di produrre un pensiero, che inalberano i cartelli della protesta disgregatrice. Sono il frutto di una scuola che ha smarrito la sua funzione civica. Anche il piccolo Angelo d’Orsi  più che un ex professore e’ un attivista che soffia sul fuoco della rivolta sociale. Ad 80 anni di distanza avrebbe forse avuto un significato di pacificazione nazionale di alto valore simbolico  provvedere per una degna sepoltura in Italia,  con tutti gli onori dovutigli, dell’ultimo Re Umberto II che pati’ l’esilio per 37 anni. Le Nazioni civili sanno comportarsi civilmente almeno  con i morti. La Francia ne è un esempio.
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Post  Scriptum
Va ricordato che, malgrado il suffragio elettorale femminile, all’assemblea costituente non vennero elette donne in Piemonte. Alcune donne di origini piemontesi – ad esempio le mogli di Togliatti e Longo – furono elette in altre circoscrizioni.  Nessun partito elesse donne in Piemonte. Un motivo di riflessione del tutto trascurato dall’enfasi celebrativa.

Parco della Tesoriera, da oggi la riapertura completa

Lunedì 1° giugno chiusura temporanea

I lavori al Parco della Tesoriera sono giunti al termine e da martedì 2 giugno l’area verde – che ospita la settecentesca Villa Sartirana, sede della biblioteca civica musicale Andrea della Corte – sarà accessibile al pubblico nella sua interezza.

Le ultime recinzioni di cantiere, mantenute fino ad oggi per consentire il corretto attecchimento dell’erba dopo la semina delle superfici prative, verranno rimosse nella giornata di lunedì 1° giugno. Per consentire le operazioni di smantellamento del cantiere in condizioni di sicurezza, il parco resterà chiuso al pubblico per l’intera giornata, così come la biblioteca, come già comunicato nei giorni scorsi tramite appositi cartelli posizionati agli ingressi.

Il parco della Tesoriera è stato interessato da un intervento di manutenzione straordinaria di circa 850mila euro finanziato con fondi PNRR, che ha riguardato in particolare le aree verdi, i vialetti e le aree di sosta. Gli interventi hanno compreso la rigenerazione dei prati, il recupero del profilo delle aiuole, la sistemazione delle alberate e la messa a dimora di nuovi alberi, oltre al rinnovo dei vialetti con pavimentazione drenante.

Sono inoltre stati rinnovati l’area giochi, già fruibile da alcuni giorni, e i servizi igienici, mentre l’area cani è stata raddoppiata in superficie ed è ancora parzialmente transennata per il rinnovo del prato. Accanto alla biblioteca è stato realizzato anche uno spazio per la lettura all’aperto, e nelle aree di sosta sono stati inseriti nuovi arredi. È stato inoltre adeguato e riattivato l’impianto di irrigazione. Sono infine in conclusione i lavori sulla fontana ornamentale, la cui riattivazione è imminente.

La riqualificazione del parco è andata di pari passo con il recupero e la valorizzazione della settecentesca Villa Sartirana, con opere di manutenzione, restauro artistico e di rinnovo degli impianti.

TorinoClick

Il gelato conquista Rivara con quattro giorni di festival

Quattro giorni nel parco di Villa Ogliani con 13 maestri gelatieri da 10 regioni, gusti inediti costruiti su ingredienti di territorio, la Merenda Sinoira canavesana in prima assoluta, una Cena Gourmet con sei chef e tanti momenti per i bambini. Attesi 20 mila visitatori

Rivara, 02 giugno 2026 — Dal 4 al 7 giugno 2026, il Parco di Villa Ogliani a Rivara (Torino) ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano — artigianale e gastronomico. Tredici maestri gelatieri provenienti da dieci regioni italiane — da Valle d’Aosta alla Basilicata — portano a Rivara gusti inediti creati appositamente per l’evento, ciascuno costruito attorno a un ingrediente tipico del proprio territorio: dalla castagna affumicata dell’entroterra ligure al caffè dei pescatori di Fano, dal mosto cotto delle cantine umbre al latte delle asine allevate in Canavese. Il festival è organizzato da Associainsieme ETS, con il Comune di Rivara e il maestro gelatiere Marco Nicolino di Rivarolo Canavese come direttore artistico, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e di ASCOM Confcommercio Torino e provincia. L’ingresso è gratuito. Attesi 20 mila visitatori.

Il gelato sarà il cuore del Festival: nel parco sarà possibile seguire passo dopo passo la produzione dei gelati e assaporare nuovi gusti, pensati per tutti, anche per i più piccoli e per i palati più curiosi. Un gusto sarà dedicato al sociale per l’ADMO Associazione Donatori Midollo Osseo, uno celebrerà gli 80 anni della Vespa con il raduno del Vespa Club, uno sarà creato dagli studenti dell’alberghiero di San Benigno e molte altre sorprese. Intorno al gelato si sviluppa un programma ricco di dimostrazioni, masterclass, show-cooking e racconti che permetteranno di scoprire il lavoro e la passione che ogni giorno animano i Maestri Gelatieri, conoscere le loro tecniche e i retroscena del dolcissimo mondo del gelato. 

Il Festival non è solo degustazione di gelati, ma anche grande valorizzazione del territorio. Il Parco ospita infatti il Villaggio del Canavese con la promozione dei suoi 16 Comuni cui si affiancano i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino, le proposte artigianali ed enogastronomiche e un susseguirsi di eventi e iniziative che iniziano al mattino, con la colazione siciliana, e terminano con le passeggiate notturne nei boschi delle streghe. Anche le attività commerciali di Rivara partecipano, con aperture straordinarie durante il week end.