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Al Sermig il Premio Odisseo incontrerà pittori e scultori 

Il 1⁰ luglio il Premio Odisseo incontrerà  pittori e scultori al Sermig alle ore 20.
Si è giunti all’edizione 2026 del Premio Odisseo, la prestigiosa manifestazione organizzata dal Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriali di Torino ( CDVM ) dal lontano 2005 per premiare  l’eccellenza di impresa intesa come espressione della creatività, dell’innovazione e della sostenibilità economica, ambientale e sociale.
La premiazione delle imprese eccellenti avverrà nel mese di novembre 2026 al termine di un percorso  che vedrà coinvolte imprese, realtà culturali e istituzionali di Piemonte, Liguria e valle d’Aosta.
Il mondo dell’arte ha da sempre sostenuto il Premio Odisseo e anche in questa edizione pittori e scultori partecipano all’organizzazione dell’evento, donando le proprie opere alle imprese eccellenti e creative, vincitrici del Premio.
Il 1⁰ luglio al Sermig, in occasione della cena sociale estiva del CDVM, il Premio Odisseo incontrerà pittori e scultori. Saranno presenti gli artisti Lorenzo Avico, Mariella Bogliacino, Francesco Di Lernia, Paola Gandini, Fernando Montà, Alberto Reviglio e Luisa Valentini, per la condivisione di un percorso comune tra impresa, arte e solidarietà.

Mara Martellotta

Riapre la provinciale del Colle dell’Assietta

Terminate le operazioni di manutenzione ordinaria della carreggiata sterrata, è confermata per mercoledì 1° luglio la riapertura estiva della Strada Provinciale 173 del Colle dell’Assietta nel tratto di alta quota. La chiusura per la prossima stagione invernale è prevista dal 1° novembre 2026 al 30 giugno 2027, salvo proroghe dovute alle condizioni della strada e ai lavori necessari per ripristinare la circolazione in sicurezza.

Le operazioni di manutenzione ordinaria sono state eseguite dai cantonieri del Circolo di Perosa Argentina e dagli operatori muniti di pala meccanica gommata che fanno capo al Centro Mezzi Meccanici della Città metropolitana, al fine di garantire la percorribilità in sicurezza dei 36 chilometri interamente sterrati della Provinciale 173, di cui circa 7 di competenza del Comune di Sestriere e 29 della Città metropolitana. La SP 173 resterà aperta dal 1° luglio al 31 ottobre, salvo emergenze causate dal maltempo o nevicate precoci che dovessero rendere insicura la circolazione. Trattandosi di una carreggiata sterrata, saranno in vigore il limite di velocità di 30 km orari e il divieto di sorpasso e di sosta al di fuori dei parcheggi segnalati. Il transito è vietato ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e di larghezza superiore a 2 metri.

È prevista la totale chiusura al traffico motorizzato dalle 9 alle 17 nelle giornate del mercoledì e del sabato nei mesi di luglio e agosto, salvo una deroga in occasione della Festa del Piemonte, che nel 2026 è in programma sabato 18 e domenica 19 luglio. Le date di chiusura al traffico motorizzato sono pertanto le seguenti: mercoledì 1, sabato 4, mercoledì 8, sabato 11, mercoledì 15, mercoledì 22, sabato 25 e mercoledì 29 luglio; sabato 1, mercoledì 5, sabato 8, mercoledì 12, sabato 15, mercoledì 19, sabato 22, mercoledì 26 e sabato 29 agosto.

Prima della riapertura estiva, domenica 28 giugno alcuni tratti della Provinciale 173 saranno interessati dal passaggio della competizione ciclistica La Via dei Saraceni, valida per la Coppa Piemonte di mountain bike, con partenza e arrivo a Sauze d’Oulx e con la possibilità di scegliere tra il percorso Gran fondo di 35 km e la Marathon di 60 km. Il transito dei concorrenti sulla SP 173 è stato autorizzato dal Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino.

A Tortona rivive l’imperatore dimenticato

A volte i grandi personaggi della Storia finiscono sulle etichette dei vini, dal Barbarossa a Carlo Magno, tanto per citarne alcuni, ricordo un Federico I di Svevia stampato su una bottiglia di Freisa di una nota casa vinicola chierese mentre altri personaggi, meno conosciuti ma non per questo meno lodevoli, vengono riscoperti e rivivono attraverso i vitigni della città in cui sono stati sepolti. È il caso per esempio di Giulio Valerio Maioriano (Iulius Valerius Maiorianus) o Maggioriano, imperatore romano vissuto nel V secolo. Ma chi l’ha mai sentito nominare, ben pochi credo, forse nessuno. A questo punto scatta in noi la curiosità, prendiamo un libro sull’Impero romano o facciamo una ricerca veloce su internet.
Lo troviamo eccome il Maioriano e gli storici ne parlano bene perché è stato un buon imperatore anche se ha regnato per pochissimi anni al tramonto dell’Impero. Pertanto, ben vengano le etichette storiche sulle bottiglie di vino, come accade a Tortona, dove Maioriano, di ritorno da una spedizione militare, fu assassinato. Ma neppure a Tortona sanno chi fosse, eppure è stato ucciso proprio nell’antica Dertona romana nel 461 ed è sepolto, secondo la tradizione, in quello che un tempo era un mausoleo collocato nella canonica della chiesa di San Matteo. I tortonesi hanno pensato di farlo rivivere e oggi lo ricordano con una serie di bottiglie di vino e con un sito web. Siamo di fronte a un sovrano tutt’altro che secondario e gli storici lo definiscono addirittura l’ultimo grande imperatore che risollevò le sorti dell’Impero poco prima della sua caduta. Difese con successo la penisola dagli attacchi dei barbari, strappò le Gallie e la Spagna ai Visigoti, inflisse pesanti perdite ai Vandali di Genserico nel nord Africa e attuò importanti riforme per rendere più eque le tasse a Roma. Concesse infatti una temporanea esenzione dalle imposte a tutti i sudditi e avviò una revisione del sistema tributario per eliminare gravi abusi. Con altre leggi tentò di ripristinare la pubblica moralità. Parecchi secoli dopo ricevette il plauso di Edward Gibbon, il celebre studioso inglese dell’Impero romano (1737-1794) che nella sua “Storia del declino e della caduta dell’Impero romano” scrive che “la figura di Maggioriano presenta la gradita scoperta di un grande ed eroico personaggio, quali talvolta appaiono, nelle epoche degenerate, per vendicare l’onore della specie umana”. Imperatore romano d’Occidente per pochi anni, dal 457 al 461, non riuscì a completare la sua opera. Venne tradito e ucciso dal suo generale di origini barbare Ricimero. Aveva appena 41 anni.
 Filippo Re
nelle foto ritratto dell’imperatore Maiorianus
chiesa di San Matteo a Tortona

Muore per attacco cardiaco in piscina l’avvocato Bolloli

Silvio Bolloli, 53 anni, avvocato alessandrino molto noto, impegnato nel sociale e nello sport, è morto nella piscina della sua abitazione. Il personale di soccorso è intervenuto per una richiesta di aiuto per annegamento. Bolloli è andato in arresto cardiaco ed è stata tentata la rianimazione con il massaggiatore automatico. Ma in ospedale ad Alessandria l’avvocato è deceduto. Lascia la compagna e due figli. Alla sorella Brunella, giornalista di Libero, le condoglianze della redazione e del direttore de Il Torinese.

Fiumi e laghi in difficoltà, temperature record: il Piemonte monitora l’emergenza acqua

Emergenza idrica, riapre l’Osservatorio regionale

La Regione Piemonte torna ad attivare gli strumenti di monitoraggio per fronteggiare la crescente criticità legata alla scarsità d’acqua. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, dopo la pubblicazione dell’ultimo bollettino idro-meteorologico di Arpa Piemonte, che evidenzia un quadro preoccupante sotto il profilo delle precipitazioni e della disponibilità delle risorse idriche.

Tra le misure decise dalla Regione figurano la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e l’istituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Secondo Arpa Piemonte, nell’ultimo mese le precipitazioni sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il deficit ha interessato l’intero territorio regionale, con le situazioni più marcate nelle aree settentrionali e orientali, dove gli scarti hanno raggiunto il 50%.

Anche il bilancio delle precipitazioni dall’inizio dell’anno idrologico rimane negativo, con una riduzione del 23% rispetto ai valori normali. Le condizioni di siccità vengono attualmente classificate tra lievi e moderate, soprattutto a causa delle scarse piogge registrate nei mesi di marzo e aprile.

Sul fronte delle temperature, maggio si è chiuso con valori medi superiori di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Nonostante una prima parte del mese relativamente fresca, il maggio 2026 è risultato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte.

Le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi mostrano anch’esse una situazione critica. A maggio la disponibilità complessiva è risultata inferiore del 31% rispetto ai valori medi, principalmente per il rapido scioglimento del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

I corsi d’acqua presentano portate significativamente ridotte rispetto alle medie storiche. Tra i casi più evidenti figurano il Sesia a Palestro, con una portata inferiore del 67%, e i fiumi Tanaro, Varaita e Toce, che registrano deficit vicini al 50%. Anche il Po, all’uscita del bacino piemontese, evidenzia una riduzione della portata media mensile pari al 46%.

Preoccupano inoltre i livelli della falda superficiale, che in molte zone del Piemonte risultano inferiori ai valori medi stagionali e, in alcuni casi, superano il 75° percentile delle soggiacenze, un indicatore che potrebbe anticipare future situazioni di criticità.

I dati relativi a giugno confermano la tendenza negativa. Le precipitazioni registrate fino alla scorsa settimana sono risultate inferiori del 50% rispetto alla norma, con conseguenze dirette sulle portate dei corsi d’acqua. Le aree maggiormente in sofferenza sono quelle situate a sud del Po.

L’ultimo bollettino settimanale di Arpa Piemonte evidenzia inoltre temperature mediamente superiori di circa 2 gradi rispetto ai valori normali e precipitazioni molto scarse, con appena 5 millimetri di pioggia mediamente caduti sul bacino del Po.

Per i prossimi giorni le previsioni non lasciano intravedere miglioramenti significativi. Sono attese anomalie termiche comprese tra 4 e 5 gradi nella settimana in corso e fino a 5-6 gradi nella successiva, mentre le precipitazioni continueranno a mantenersi al di sotto della media climatica.

In questo contesto, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica con l’obiettivo di seguire costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai bacini artificiali e ai principali corsi d’acqua. Tra le novità figura anche la nascita di un tavolo tecnico dedicato esclusivamente al Lago Maggiore, uno dei sistemi idrici più strategici del Nord Italia.

Cagnolino finito in una condotta fognaria salvato dalla polizia

E’ finita bene l’avventura di un cagnolino di dieci giorni  che era rimasto incastrato in una condotta fognaria a Torino. Il cucciolo è stato salvato con un intervento della Polizia di Stato con vigili del fuoco e polizia locale, in strada dell’Aeroporto, alla periferia della città. Dopo il salvataggio, grazie alla segnalazione di un residente, il cane e’ stato riconsegnato ai proprietari.

Credito in agricoltura, Bongioanni: «Nuovo bando»

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L’assessorato al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte guidato da Paolo Bongioanni ha stanziato per l’anno 2026 la somma di 1 milione e 850mila euro destinata a coprire parte degli interessi sostenuti dalle imprese agricole singole, associate e cooperative che hanno contratto per il 2026 prestiti bancari per esigenze di conduzione aziendale.

 

Ne dà l’annuncio lo stesso assessore Bongioanni, che spiega: «È un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidità necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cioè la produzione e la conduzione aziendale. Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell’ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l’importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidità».

 

Sono complessivamente 327 le aziende e cooperative agricole piemontesi che finora hanno potuto beneficiare del credito di conduzione erogato dalla Regione, generando un volume di prestiti di 91 milioni di euro: 276 gli imprenditori singoli e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che hanno potuto accedere a prestiti per un importo di oltre 11 milioni di euro; e 51 le cooperative e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli che hanno avuto accesso a prestiti per la conduzione aziendale per un importo di oltre 80 milioni di euro.

 

In questo nuovo bando, per poter essere ammessi al finanziamento l’importo del prestito di conduzione per le imprese singole, le società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli dev’essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 80.000,00. Per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento e in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

 

Il bando è a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione.

 

Quello destinato a imprenditori singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre quello riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

 

Torna la Moncalieri Reale Run


La seconda edizione il 2 luglio

Dopo i 1.300 circa iscritti della prima edizione, la corsa serale di 8 km
punta a diventare l’appuntamento iconico dell’estate torinese.

Un euro di ogni iscrizione alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro

MONCALIERI (TO) – La Moncalieri Reale Run torna per la sua seconda edizione. Giovedì 2 luglio, con partenza alle ore 20 dal centro storico di Moncalieri, la corsa serale organizzata da Bosso Group – Agenzia Reale Mutua di Moncalieri si ripresenta con un’ambizione precisa: diventare l’appuntamento iconico dell’estate torinese. Una di quelle serate in cui si ha l’opportunità di dare voce alla propria passione – la corsa –, ma anche alla voglia di stare insieme camminando in luoghi che raccontano la storia e la bellezza della cittadina piemontese.

Un obiettivo che nasce dai numeri: al via della prima edizione si sono contati 1.300 iscritti circa, un risultato che ha superato ogni aspettativa e che ha convinto la nuova Amministrazione comunale, nella persona del Sindaco Lorenzo Mauro, a sostenere con forza il ritorno della manifestazione.

«Siamo molto felici di presentare la seconda edizione della Moncalieri Reale Run, nata dall’impegno della famiglia Bosso e del Comitato della Torino City Marathon, con il sostegno della città di Moncalieri – ha dichiarato il Sindaco Lorenzo Mauro –. La corsa è una festa dello sport, che mette in fila molte delle ragioni per cui amiamo questa città: i vicoli del centro, la collina, il Bosco del Re, e soprattutto le persone che li animano, correndo o camminando, fianco a fianco. Vogliamo che questa manifestazione diventi sempre di più, negli anni, un appuntamento fisso che contribuisca a rafforzare il posizionamento di Moncalieri come territorio vitale e attrattivo.»

La seconda edizione della Moncalieri Reale Run 2026 coincide con un traguardo storico: i 120 anni di attività dell’agenzia Reale Mutua di Moncalieri. Un anniversario significativo, che Ferruccio Bosso, founder dell’agenzia, commenta con orgoglio: «Quest’anno celebriamo 120 anni di presenza sul territorio. Un risultato che parla da solo e che testimonia il legame profondo e duraturo con la nostra comunità

Distanza e percorso
Otto chilometri pensati per essere vissuti correndo o camminando. La Moncalieri Reale Run, infatti, propone due versioni: competitiva e non competitiva/ludico-motoria, dando così la possibilità a chiunque di esserci e partecipare alla grande festa.
Il tracciato parte da Piazza Vittorio Emanuele II, risale verso Strada Castelvecchio e il Santuario di Rocciamelone, percorre le curve di Strada Santa Brigida con vista su Moncalieri e Torino, costeggia il Roc di Santa Brigida – il masso erratico portato da un ghiacciaio alpino – e scende all’arrivo nel Bosco del Re, il parco monumentale del Castello di Moncalieri. Anche per questa edizione a curare tracciato e logistica è il Comitato della Torino City Marathon.

Oltre la corsa
La serata non finisce al traguardo. Al termine della corsa è in programma un ricco pasta partymusica e attività per le famiglie: la stessa formula conviviale che nella prima edizione aveva trasformato un evento podistico in una vera festa estiva per tutta Moncalieri. Dietro la scelta del percorso – la collina, i vicoli del centro storico, il Bosco del Re – c’è un impegno preciso di Bosso Group, subito condiviso e promosso anche dall’Amministrazione comunale: valorizzare i luoghi che rendono Moncalieri unica e, allo stesso tempo, promuovere il movimento come abitudine concreta di benessere per chiunque, a qualsiasi età e a qualunque passo.

Un traguardo che vale doppio
C’è un motivo in più per iscriversi alla Moncalieri Reale Run 2026. Anche quest’anno gli organizzatori hanno scelto di devolvere un euro di ogni iscrizione alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, confermando l’impegno solidale che fin dalla prima edizione è parte integrante dell’evento.

Per iscrizioni: https://bosso.group/moncalieri-reale-run-2026/

Vento sul lago e onde vagabonde

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A volte, di notte, soffiava un vento che lustrava le stelle e rendeva il cielo talmente chiaro e nitido che ogni cosa prendeva forma anche col buio. I contorni delle barche che dondolavano all’ormeggio, i pali scuri degli attracchi dei battelli della navigazione governativa, i pontili ed i moli lasciavano dietro di sé delle ombre lunghe.

 

Si vedevano bene i profili delle montagne e bastava andare un po’ in alto, sulla scalinata della chiesa, che si potevano distinguere le alpi svizzere. E l’altra sponda? Un gioco di luci a rincorrersi sul lungolago tra Suna e Pallanza fino alla punta della Castagnola, dove la riva ridiventava scura e si poteva solo intuire che c’era Intra, nascosta dietro la curva dell’Eden. Verso Laveno e Santa Caterina del Sasso altre luci, altre strade, altre case e altra gente. Lì, sulla sponda lombarda, avrebbero potuto quasi intravedermi se qualcuno, puntando un cannocchiale con delle buone lenti d’ingrandimento, si fosse preso la briga di curiosare verso l’imbarcadero di Baveno.  Avrebbe visto una figura, un’ombra seduta lì, sulla panchina dal verde un po’ corroso dal tempo, intenta ad ascoltare il rumore della risacca. A dire il vero, per me, più che un rumore è un suono, quasi un sottofondo musicale. Il ritmare dell’onda che s’infrange, che si ritira per far posto all’altra, apprestandosi a compiere lo stesso gesto secondo il moto dell’acqua e la direzione del vento. E’ come una musica che calmava i nervi, distende l’animo. “ Ecco, vardala lì. A l’è l’acqua stràca. L’acqua che sciùscia i remi dì barch, che la carezza suta al ventar ogni barca e sura la cràpa ogni sàss”, mi diceva il mio amico Angelo Branca, vecchio lupo di lago, commentando le onde che, ormai deboli e provate, s’arrestavano sui muri del vecchio molo. L’ Angiolino, nato e cresciuto sull’isola Pescatori, aveva ormai affidato la sua vecchiaia alla terraferma. Ma non mancava mai, nelle notti di luna buona, di farmi compagnia all’imbarcadero. Insieme guardavamo l’acqua scura, ascoltandone il mormorio. Sembrava quasi lo sgranarsi di un rosario sottovoce. Ogni tanto, quasi a rompere quel ritmo dondolante, arrivava un onda solitaria, più decisa. “ E’ l’onda vagabonda. Ascoltala bene, amico mio. Ogni tanto arriva. Così, di colpo, senza preavviso. E’ diversa dalle altre: a l’é l’acqua che scàpa e che la turna indrèe . A l’è cùma una lèngua che ta diss che l’aria la cambia”. E, infatti,  l’aria cambiava e s’alzava un vento tiepido che muoveva le onde con più decisione. Era l’effetto dei venti di föhn che, scendendo dalle Alpi, asciugavano e riscaldavano l’aria, facendo assaggiare i primi scampoli di primavera. “Ma, attenzione”, ricordava Angiolino. “Non facciamoci fregare. Quest’aria prima è dolce e dopo à ta càgna i vestìi, perché dal Mottarone s’incanala giù anche un venticello che risente ancora dell’ultima neve e che ti legna facendo finta d’accarezzarti. Vedi come fa increspare l’acqua del lago, verso l’isola?”. Parole piene di saggezza. Infatti, passate le prime leggere folat, l’aria diventava più brusca e veniva spontaneo tirarsi su il bavero della giacca per poi infilarsi le mani nelle tasche. Così, salutato il lago e lasciate alle spalle le imbarcazioni dondolanti tra le onde, ci incamminavamo verso la piazza del Municipio. L’Angiolino canticchiava una canzone che aveva imparato alla radio. Gli piaceva perché, diceva “ è fatta giusta per notti come queste, quando il vento porta in giro l’odore del lago”. E attaccava, data l’ora, sottovoce: “Vent cunt’el pàss balòss, quell che vorì mia tiram via da dòss. Slàrga al fiaa e bùfa in giir i stell, lassa al tò disegn in su la mia pell…”. Era tempo d’andare a casa. E la luna si stagliava più lucente che mai nel cielo nitido e trapuntato di stelle.

Marco Travaglini