ilTorinese

Torino, FADOI–ANÌMO in piazza per la Giornata della Prevenzione

In occasione della Giornata Nazionale della Prevenzione, promossa da FADOI e ANÌMO, anche Torino partecipa con un’iniziativa rivolta a tutta la cittadinanza.

Per un’intera giornata, medici internisti e infermieri saranno presenti con punti informativi aperti al pubblico, offrendo controlli gratuiti e accessibili senza appuntamento. Tra le attività previste: misurazione della pressione arteriosa, controllo della glicemia e del colesterolo, oltre a indicazioni pratiche su alimentazione sana, attività fisica e prevenzione delle patologie più diffuse.

L’obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce e di uno stile di vita equilibrato, elementi fondamentali per ridurre il rischio di malattie croniche come diabete e disturbi cardiovascolari.

L’iniziativa porta la sanità direttamente tra le persone, trasformando gli spazi cittadini in luoghi di informazione e tutela della salute. Anche a Torino si prevede una buona partecipazione, a conferma dell’interesse crescente verso la prevenzione.

Rogne cercansi

Ci siamo resi conto tutti di come la rissosità, la litigiosità siano aumentate da alcuni anni a questa parte in ogni ambito: assemblee condominiali, autobus, strada, scuola, nessun luogo sembra esente da tale problema.

Le aule giudiziarie sono piene di cause, civili e penali, promosse da chi pensa di aver subito un torto, da chi l’ha subito realmente, con persone, di solito miti, che per uno scatto di ira, per una frase detta fuori dalle righe si trovano convenuti in giudizio.

Appena uno taglia, anche involontariamente, la strada al nostro veicolo ci sentiamo autorizzati a insultarlo, a far valere le nostre ragioni anche quando non le abbiamo e, in alcuni casi, aggredirlo per meglio fargli comprendere il messaggio.

A parte che il Codice Penale (art. 392-393) punisce l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, bisognerebbe sempre riflettere sul fatto che, non sapendo controllare le proprie emozioni, si dovrà pagare un avvocato, si rischia una condanna (e questo potrebbe impedirci l’accesso ad alcuni posti di lavoro) e che, comunque, abbiamo dimostrato a noi stessi di non saper padroneggiare una situazione.

Dal punto di vista sociologico, però, occorre analizzare il perché in un tempo relativamente breve si sia verificato un cambio repentino di comportamenti, da parte di un po’ tutte le fasce di età, di ceto, di collocazione geografica, in modo ovviamente peggiorativo.

Uno studio di alcuni decenni negli USA, aveva dimostrato come quelle persone che si asserragliavano nelle scuole, prendendo in ostaggio la scolaresca, oppure sequestrando un autobus o dirottando un aereo, fossero spesso reduci dal Vietnam che, a distanza di anche due decenni, avevano posto in essere questi comportamenti come richiesta di aiuto. E’ noto che i reduci, considerati perdenti perché gli USA erano usciti sconfitti dal conflitto in Vietnam, venivano trattati senza alcun rispetto (Rambo docet). Sicuramente essere inviati in guerra e poi, come se la colpa della sconfitta fosse del singolo militare, essere accusati di valere nulla non è piacevole.

Nel nostro Paese, forse unico almeno in Europa per litigiosità e numero di procedimenti giudiziari a ciò correlati, stiamo assistendo a qualcosa di molto simile: persone, con il QI di una medusa, che aggrediscono il docente che ha dato una nota al figlio “perché non se la meritava” ma che ricordano a malapena in quale scuola il figlio sia iscritto, oppure condòmini che non conoscono la differenza tra un ponteggio ed una ringhiera che insultano l’amministratore condominiale che ha mostrato tre preventivi, perché se ne scegliesse uno, perché sono tutti cari.

Sicuramente l’analfabetismo funzionale sta facendo passi da gigante, complici programmi demenziali in TV, social fuori controllo, disabitudine alla lettura, asocialità dilagante specie tra i giovani, stress da mancata realizzazione e altro.

Lo Stato deve sicuramente intervenire perché la situazione presto finirà fuori controllo; personale insufficiente nelle Procure e nelle FF.OO., tutela dell’Ordine pubblico effettuata con i pochi mezzi residui, società in forte disagio con tutto ciò che ne consegue (costi elevati per la sanità, famiglie allo sbando, ragazzi delinquenti fin dalla più giovane età).

Ma il primo passo lo dobbiamo fare noi: il Marchese del Grillo esprimeva già allora un concetto di cui molti, troppi, oggi si fanno portavoci: “[..] perché io sono io, e voi non siete un c…”. Smettere di credersi meglio degli altri, a prescindere, aiuterebbe certamente a considerare diversamente ogni situazione, a evitare di imporre la propria posizione anche usando la forza fisica. Non è il primo caso in cui uno esce dall’auto impugnando un cacciavite per vendicare un torto subito, mentre l’altro esce dalla sua con una pistola: in quel caso o sei cretino e ti lasci sparare o desisti ed avrai dimostrato di essere un codardo. Non era meglio restare nell’auto e pensare che quel tipo è stupido e non vale la pena mettersi a discutere?

Sergio Motta

Torna il Festival del Verde, 80 location e tre settimane dedicate alla biodiversità urbana

 

Simbiosi urbane: acqua e radici 

 

IV edizione

4 – 24 maggio 2026

Dal 4 al 24 maggio a Torino e area metropolitana tre settimane dedicate alla biodiversità urbana. Oltre 80 location coinvolte tra nuove aperture straordinarie, visite guidate, incontri, laboratori, talk e attività nelle scuole della città. Al centro anche autori e libri con il Salone del Libro OFF, il ritorno atteso delle aperture dei giardini di Verde Svelato e la nuova edizione di FLOR, gratuita, al Parco del Valentino

 

www.festivalverde.it 

Verde Svelato: Villa Rey © Antonio Pio Roseti

Da sinistra il co-ideatore del Festival del Verde Giustino Ballato, l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno, il Sindaco dell Città di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso © Stefano Puntillo

 

 

 Simbiosi urbane: acqua e radici’ è questo il tema della IV edizione del Festival del Verde che torna dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e nell’area metropolitana, con un calendario diffuso di appuntamenti che invita a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città e che si concluderà con la nuova edizione di FLOR. In programma aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science per costruire uno sguardo nuovo sul verde urbano e sul suo ruolo nell’evoluzione della città, mostrando come il paesaggio vegetale partecipi attivamente alle forme dell’abitare, alla qualità ecologica dello spazio pubblico e alle strategie future dei territori urbani.

 

Per tre settimane, parchi, giardini, musei, orti scolastici, residenze storiche, vivai, biblioteche, orti di comunità e istituzioni culturali diventano tappe di un racconto diffuso capace di attraversare il territorio e offrire nuovi strumenti di lettura e fruizione del verde urbano.

 

Oltre 80 location coinvolte compongono una rete di appuntamenti pensata per far emergere il verde come elemento chiave sul piano ambientale, sociale e culturale, mettendo al centro temi oggi sempre più urgenti come la gestione sostenibile delle acque piovane, l’adattamento climatico, il contrasto alla siccità, la biodiversità e il ruolo delle radici nei sistemi urbani.

Dichiara il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo«Salutiamo con piacere il ritorno del Festival del Verde e di Flor, manifestazioni che permettono di scoprire più da vicino il verde urbano, passeggiando tra parchi, giardini, orti, ma anche di riflettere su temi di strettissima attualità come il contrasto al cambiamento climatico e la sostenibilità dei territori urbani. La nostra città vanta da punto di vista del verde un patrimonio ricchissimo: la quasi totalità della popolazione residente in Torino, oltre il 90%, abita entro 5 minuti a piedi da un’area verde; un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare e far crescere. Tra i luoghi simbolo di questi appuntamenti c’è ad esempio il Parco del Valentino, cuore di uno dei più importanti investimenti del Pnrr che abbiamo messo in campo, che i lavori ci riconsegneranno ancora più verde, bello e vivibile. Questa è la strada che abbiamo scelto e che intendiamo continuare a percorrere: sin dal nostro insediamento lavoriamo per fare di Torino una città sempre più sostenibile e capace di guidare la transizione ecologica in modo concreto e inclusivo e siamo convinti che le città come la nostra possano e vogliano essere parte attiva della risposta globale alla crisi climatica».

 

«Il Festival del Verde – sottolinea l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso – è diventato un appuntamento irrinunciabile per osservare il verde urbano con uno sguardo curioso e consapevole.  Anche quest’anno il programma è particolarmente ricco e offrirà numerose occasioni per riscoprire il patrimonio naturale della città nelle sue molteplici dimensioni. Tra i luoghi simboli di questa edizione c’è il Parco del Valentino, al centro di un’importante riqualificazione che esalta il valore storico e paesaggistico del parco e rafforza il dialogo tra natura, memoria e innovazione, con una relazione sempre più stretta con il fiume Po, che con gli altri fiumi è una risorsa della nostra città anche nella loro stretta relazione con il verde».

 

«Avvicinare bambine e bambini alla natura significa offrire loro la possibilità di osservare, sperimentare e scoprire in prima persona i legami profondi che uniscono acqua, radici e vita urbana – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –. Attraverso i laboratori, le attività negli orti scolastici, le esperienze nei musei e le proposte diffuse sul territorio, il Festival costruisce occasioni concrete in cui le giovani generazioni possono sviluppare curiosità, consapevolezza e rispetto per l’ambiente, e la Città di Torino rinnova con convinzione il proprio impegno nel coinvolgere bambine e bambini in percorsi educativi che, fin dai primi anni, li accompagnino a sentirsi parte attiva del pianeta e della comunità, contribuendo a formare cittadini più attenti, responsabili e capaci di immaginare il futuro dei propri territori».

 

Il Festival si conferma così un’occasione unica per scoprire, conoscere e abitare il verde urbano in tutte le sue sfumature, restituendo al paesaggio vegetale una funzione attiva nelle trasformazioni ambientali e culturali contemporanee.

 

Tra i luoghi simbolo di questa edizione torna protagonista il Parco del Valentino, cuore storico e paesaggistico di Torino, dove il Festival concentra una parte significativa delle attività in collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Torino, le associazioni e le realtà attive nel parco tra cui Imbarchino, Maxela e il Politecnico di Torino. Il Valentino si conferma uno dei principali fulcri dell’edizione 2026, luogo in cui memoria storica, biodiversità e progettualità contemporanea tornano a dialogare.

 

«Il Festival è simile a un organismo vivente che cresce e interagisce con l’ecosistema urbano – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione – In questa edizione si allarga il network delle collaborazioni anche grazie a un’operazione di sempre maggiore coinvolgimento delle realtà territoriali che ha ormai superato i confini di Torino e dell’area metropolitana per spingersi fino a Cuneo».

La prima settimana del Festival sarà dedicata in particolare all’educazione ambientale. Con il programma Festival EDU, realizzato con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, scuole, orti, musei e associazioni proporranno laboratori e attività pensati per avvicinare bambini e ragazzi al mondo vegetale, offrendo occasioni concrete di osservazione, sperimentazione e conoscenza.

 

«Il Consiglio regionale è lieto di sostenere un’iniziativa che mette al centro il rapporto tra ambiente, comunità e qualità della vita – sottolinea Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – Il Festival del Verde rappresenta uno spazio concreto di confronto e partecipazione sui temi della sostenibilità. Crediamo, infatti, che educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente significhi investire nel futuro dei nostri territori. Inoltre è anche un’occasione preziosa per riscoprire luoghi, valorizzare competenze e rafforzare il legame tra istituzioni, cittadini e territorio».

 

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educator* e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate – alla scoperta dei murales Towards 2030 dedicati agli obiettivi dell’Agenda 2030 nel quartiere Aurora e dei giardini della Nuvola Lavazza – realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Nel primo fine settimana torna uno degli appuntamenti più attesi del Festival: Verde Svelato, che apre eccezionalmente al pubblico giardini e cortili normalmente non accessibili, offrendo uno sguardo inedito sul patrimonio verde nascosto della città e del territorio collinare. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, amplia ulteriormente il proprio circuito e raggiungerà anche Cuneo nel fine settimana successivo.

 

Quest’anno Verde Svelato conta 43 location, di cui 15 nuove aperture. Sono giardini che raccontano memorie familiari, stratificazioni urbane e visioni contemporanee: un viaggio tra Torino e le colline dove monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani dialogano attraverso il verde. La selezione delle residenze e dei giardini nasce da una ricerca interdisciplinare che intreccia storia dell’arte, architettura del paesaggio e florovivaismo.

 

Tra le nuove aperture figurano Barriera Green Hub – Plant Center, l’Erbario dell’Università di Torino – che il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche – Fondazione Chierese per il TessileIl Giardino delle Meraviglie al LingottoPininAgriSpazio 22_4 e anche location esclusive come Villa Rignon, un grande giardino storico privato in corso Galileo Ferraris, nel cuore del quartiere della Crocetta, la Vigna del Merlo, un complesso di origine settecentesca con un giardino che sale fino alla sommità della collina e Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

 

La seconda settimana, dall’11 al 17 maggio, vedrà il Festival intrecciarsi con il Salone del Libro OFF, consolidando il rapporto tra verde e produzione culturale attraverso incontri con autori, presentazioni editoriali e appuntamenti diffusi in librerie, biblioteche e spazi culturali cittadini. Tra gli appuntamenti principali figurano gli incontri con Francesco BroccoloSilvia FogliatoPaola BonfanteCristina Converso.

 

«Dopo una prima sperimentazione l’anno scorso, in questa edizione crescono gli appuntamenti del Festival con i libri sul verde e le buone letture grazie a nuove sinergie con biblioteche civiche, case editrici e associazioni culturali – sottolinea Fabio Marzano, coideatore del Festival del Verde – La collaborazione con il Salone OFF ci consente di moltiplicare la visibilità degli autori e raggiungere un pubblico più ampio».

L’ultima settimana, dal 18 al 24 maggio, sarà dedicata a incontri, visite guidate, talk, percorsi scientifici e pratiche partecipative, come il seminario scientifico “La trama verde e blu di Torino: storia, progetti e sperimentazioni per la biodiversità”. Uno scambio italo-francese per la transizione ecologica dei territori” al Castello del Valentino del 18 maggio, dedicato ai temi della biodiversità. Aperto a tutta la cittadinanza e realizzato in collaborazione con la Licence professionelle Ecopaysage végétal urbain (ECOPUR), proporrà nel pomeriggio anche una visita agli Orti Generali.

 

Il Festival del Verde rafforza così la propria dimensione metropolitana costruendo una vera geografia del verde urbano, capace di unire territori diversi in una rete di esperienze condivise, dove il paesaggio diventa infrastruttura culturale, ambientale e sociale. Una geografia che connette comuni, quartieri, istituzioni, associazioni e comunità locali, trasformando il verde in uno spazio di relazione, conoscenza, cura e progettazione del futuro.

 

Il festival animerà anche i portici di via Po grazie alle creative installazioni realizzate dagli studenti del Triennio di Illustrazione di IED – Istituto Europeo di Design di Torino. Una collaborazione che si rinnova anche quest’anno e che durante le giornate di Verde Svelato (9 e 10 maggio) inviterà inoltre il pubblico a varcare la soglia della sede di via San Quintino 39, dove saranno presentati i progetti sviluppati nel corso dell’anno.

 

Settimo Torinese sarà proposta un’attività di citizen science dedicata alla biodiversità acquatica del Rio Freidano; a San Mauro Torinese sarà inaugurata la mostra fotografica “Trame d’Acqua” di Valerio Minato; a Moncalieri il Parco lineare di Santa Maria ospiterà La via delle farfalle, laboratorio di monitoraggio degli insetti impollinatori. A Nichelino il progetto europeo CICADA4CE porterà al Parco Miraflores un appuntamento dedicato al bosco urbano e alla resilienza climatica; Collegno proporrà visite guidate alla Dora Riparia rivolte alle scuole; Rivoli organizzerà passeggiate naturalistiche e forest bathing; Pino Torinese unirà natura e prodotti locali con Effetto BoscoChieri svilupperà un programma diffuso di letture, laboratori, spettacoli ed escursioni.

 

Il Festival si chiude con FLOR Primavera che torna ad essere gratuita, nello spirito del Festival, e sarà allestita nel Parco del Valentino. La mostra sarà intitolata Acquarium per ricordare una delle principali attrazioni dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino del 1911 ospitata proprio nell’area del Parco del Valentino. La vicinanza al fiume e al luogo originale dell’Esposizione, la rete di collaborazione con le realtà operanti sul verde nel Parco trasformano il Valentino nel cuore pulsante del Festival.

 

Festival del Verde di Torino e area metropolitana, il cui maggior sostenitore è la Fondazione Compagnia di San Paolo, è un progetto a cura di FLOR e Orticola del Piemonte, con il patrocinio della Città di Torino, il supporto di Iren, il sostegno di Fondazione CRT e di Fondazione CRC e il sostegno per la settimana EDU del Consiglio regionale del Piemonte.

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito

www.festivalverde.it

Con Nemo… “dentro le correnti del futuro”

Concorso di Poesia, visite in azienda, giochi e laboratori: a Cuneo sarà l’“acqua” il tema di “Great Innova 2026”

Cuneo

Sarà “sora acqua”, poiché “molto umile, preziosa e casta” (dal “Cantico delle Creature” attraverso cui, intorno al 1224, San Francesco d’Assisi innalzava le sue lodi al Padre Divino) il tema della IX edizione del Festival cuneese “Great Innova” (annualmente dedicato all’innovazione tecnologica, sostenibile e sociale), come rivelato nei giorni scorsi dai vertici dell’omonima “Associazione” a Roreto di Cherasco, presente anche Cristina Clerico, assessora alla “Cultura” del “Comune di Cuneo”. Più di sei mesi all’atteso appuntamento: il Festival infatti si terrà sabato 10 ottobre, all’interno del medievale Complesso Monumentale di “San Francesco”, in via Santa Maria 10, a Cuneo.

L’“acqua”, si diceva. E il titolo ne è, già di per sé, chiara testimonianza: “Nemo, dentro le correnti del futuro”, laddove appare ben chiaro lo stretto legame, impresso al Festival, con quel solitario Capitano Nemo, leggendaria creatura di Jules Verne (“Ventimila leghe sotto i mari”) e capitano del mitico sottomarino “Nautilus”, per il quale l’acqua, il mare rappresentava, per l’appunto, l’unico luogo di “indipendenza assoluta”, dove l’uomo potesse ritenersi veramente libero e lontano dalle oppressioni del mondo terrestre. Durante l’appuntamento a Roreto è stato ben sottolineato come il Festival voglia assolutamente essere un “Progetto” quanto più diffuso sul territorio. Nella stessa occasione sono anche stati svelati, a dimostrazione di tali intenti, alcuni momenti che anticiperanno l’evento, come il “Premio poetico Great Innova” – 1° Concorso nazionale – Voci d’acqua” in collaborazione con l’Associazione “Poesia Contemporanea Cuneo”.

Sottolinea Cristian Ranallo, presidente di “Great Innova”“Il futuro appartiene a chi sa cambiare forma senza perdere la propria essenza. L’acqua può essere modellata, versata in qualsiasi contenitore, ma alla fine ritrova sempre la sua forma. E’ da questa idea che nasce il ‘Progetto’ di quest’anno del Festival. ‘Nemo’ diventa il simbolo di un percorso più ampio, che coinvolgerà poesia, scuole, famiglie, aziende e, più in generale, il mondo del sapere. Il focus sull’acqua nasce da un’attività di ‘team building’ formativo dedicata al ‘public speaking’, durante la quale è emersa l’idea di adottare proprio l’‘acqua’ come tema centrale. Come ‘Nemo’ viaggiava a bordo del suo immaginario sottomarino ‘Nautilus’ per ritrovare sé stesso, anche noi vogliamo intraprendere un percorso simile: un viaggio condiviso che è già iniziato con un Concorso di poesia firmato ‘Great Innova’”. E altre iniziative, annunciate e dedicate alle nuove generazioni, faranno seguito al “Concorso Poetico”: in collaborazione con la “Consulta Giovanile” di Cuneo, si potrà assistere alla proiezione del film “Flow” presso il cuneese Cinema “Monviso” o partecipare al “Water-pub quiz”, gioco organizzato dall’Associazione “Cipra” per il Progetto “H2Opportunities”. Non di meno, saranno coinvolte le “Aziende” e le “Scuole”. Per le prime verranno organizzate giornate sul tema “gestione delle acque” e “tecnologie a supporto”; in ambito scolastico sono invece in programma visite guidate alle “Grotte di Bossea” e alla “Stazione Scientifica” per scuole e classi del monregalese, affiancate a laboratori di “coding” (che introducono la programmazione informatica) per studenti dal titolo “Acqua e tecnologia”. E infine, altri laboratori per studenti, famiglie e bambini sull’importanza dell’acqua e sulle tecnologie a lei connesse.

Entusiaste le parole dell’assessora alla “Cultura” Cristina Clerico“Porre l’acqua al centro delle riflessioni, sempre rivolte al futuro, che caratterizzano ‘Great Innova’ significa unire l’alfa e l’omega, rappresentando al meglio come questo consolidato Festival leghi tradizione, spiritualità, filosofia ed innovazione in un programma in cui la voglia di scoprire punti di vista fuori dalla nostra abituale zona di interesse la fa da padrona … per governare e non subire la complessità del tempo contemporaneo occorre portare molta acqua ai mulini della conoscenza e ‘Great Innova’ offre un ottimo contributo in questa direzione”.

Per chiudere, alcune cifre a rammentare il peso e l’importanza dell’“Associazione” e del suo “Festival” che, nel corso delle precedenti otto edizioni, ha visto la partecipazione di oltre 1.500 persone, con 30 ore di “speech” e più di 50 “speakers” intervenuti dal vivo. In questi anni, inoltre, l’Associazione ha promosso un “Piano di Crowdfunding” da 13mila euro per la riduzione del “gap” digitale, ha formato gratuitamente 80 adulti in materia di competenze digitali, ha promosso 12 “Borse di Studio” da Mille euro erogate a studentesse impegnate nello studio delle discipline “Steam” (l’insieme delle discipline tecnico-scientifiche), dando vita a sei giornate di formazione sulla “sostenibilità” per tre classi dei Licei di Cuneo, Nizza ed Imperia, creando una “community” di circa Mille appassionati di “innovazione”, “digital transformation” e “marketing” del territorio cuneese.

Per info: “Great Innova”, via Roma 55, Cuneo; www.associazionegreatinnova.it o sulla Pagina Ufficiale Facebook: Great Innova

g.m.

Nelle foto: Il team di “Great Innova” al completo e il presidente Cristian Ranallo

Corteo pro Pal, divieto di indossare caschi e passamontagna

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Il Prefetto di Torino Donato Cafagna ha adottato due ordinanze finalizzate a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione della manifestazione in programma per il pomeriggio di sabato 18 aprile, promossa dal sodalizio Torino per Gaza, che interesserà alcune strade del centro cittadino e il quartiere Vanchiglia.
Il primo provvedimento vieta la vendita per asporto e la detenzione lungo il percorso del corteo di qualsiasi bevanda in bottiglie di vetro e lattine e in qualsiasi altro contenitore idoneo all’offesa della persona.
I divieti sono prescritti:
–   dalle ore 14.00 di sabato 18 aprile sino a cessate esigenze in piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, piazza Vittorio Veneto;
–   dalle ore 16.00 di sabato 18 aprile e sino a cessate esigenze nell’area compresa tra via Tarino, corso San Maurizio, via Bava e corso Regina Margherita.
Con altro provvedimento il Prefetto vieta la detenzione di oggetti e materiali idonei all’occultamento del viso (come caschi, maschere, mascherine respiratorie, passamontagna), nonché di fumogeni e materiale esplodente, nelle stesse strade e aree indicate.
I provvedimenti, condivisi nella riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che richiamano le disposizioni introdotte dal nuovo Decreto Sicurezza, si rendono necessari per assicurare il pacifico esercizio del diritto di manifestazione, per tutelare i cittadini e i luoghi attraversati e prevenire incidenti a seguito dell’uso di materiale contundente, esplosivo e di fumogeni, da parte di soggetti, anche travistati, che dovessero infiltrarsi nel corteo con finalità violente.

Anapaca: I rischi di fronte ad un eccesso di farmaci

L’Associazione Anapaca OdV – associazione nazionale persone ammalate di cancro, da anni attiva nel sostegno ai pazienti e in una promozione della cultura consapevole, organizza un incontro pubblico dedicato a un tema sempre più attuale: l’uso appropriato di farmaci e di servizi diagnostici.

L’appuntamento è in programma per martedì 21 aprile 2026, alle ore 17.30, presso il Centro Culturale Ginzburg, la Sala Molinari di via Lombroso 16, a Torino. Al centro dell’incontro una domanda semplice ma cruciale: più prestazioni sanitarie significano realmente più salute? Negli ultimi anni il ricorso a esami diagnostici e terapie è cresciuto in modo significativo,  ma non sempre questo aumento si è tradotto in benefici concreti per i pazienti: in alcuni casi un eccesso di interventi può generare effetti collaterali di ansia o percorsi di cura non necessari. L’iniziativa nasce dalla volontà di fornire ai cittadini strumenti chiari per comprendere meglio quando un esame o un farmaco siano davvero utili, favorendo scelte informate consapevoli. Un uso più appropriato delle risorse sanitarie può contribuire non solo a migliorare la qualità delle cure, ma anche a ridurre gli sprechi e alleggerire le liste di attesa, tema particolarmente rilevante per il sistema sanitario regionale. A guidare la riflessione sarà il professor Marco Bobbio, presidente di Slow Medicin ed ex primario di cardiologia presso l’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, che porterà un contributo basato su evidenze scientifiche e sull’esperienza maturata sul campo della medicina clinica. Attraverso questo appuntamento, Anapaca OdV conferma il proprio impegno nel promuovere una corretta informazione sanitaria, mettendo al centro la persona e la qualità delle cure, in un’ottica di equilibrio tra efficacia clinica e sostenibilità del sistema.

L’evento è aperto a tutta la cittadinanza e prevede un ‘offerta libera a sostegno delle attività dell’associazione.

Info: www.anapaca.it – segreteria@anapaca.it – Centro Culturale Ginzburg Sala Molinari – via Lombroso 16, Torino

Mara Martellotta

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing

DETERMINAZIONE, IMPEGNO E COSTANTE RICERCA DI MIGLIORAMENTO

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, all’insegna della crescita del movimento

Prosegue la stagione Para Climbing 2026 della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, all’insegna dell’inclusione e della crescita continua del movimento a livello tecnico, qualitativo e numerico.

Si svolgerà sabato 18 aprile la seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, nel centro di arrampicata Rockspot di Milano. Domenica 19 e lunedì 20 aprile si svolgerà un raduno che vedrà impegnati in parete i migliori para climbers italiani assieme ad alcuni atleti austriaci. Il 19 aprile la Rockspot sarà anche la sede del Campionato Italiano Speed.

Milano diventerà così in unico weekend il centro nevralgico dell’arrampicata sportiva in due declinazioni molto diverse, ma accomunate da passione, determinazione e costanza.

Ad introdurre la prova di Coppa Italia Para climbing sarà Laura Mancuso, Presidentessa della Fondazione Angelo D’Arrigo, che, in occasione del ventennale della morte del noto alpinista e campione di volo sportivo, ha organizzato numerose iniziative sociali e sportive, fra cui la donazione degli zaini da viaggio (realizzati dallo sponsor tecnico federale Petzl) agli atleti della Nazionale Italiana Para climbing.

Siamo felici di poter affiancare la Nazionale Italiana Para climbing in un percorso che condividiamo profondamente nello spirito e nei valori.” Ha dichiarato la Presidentessa Mancuso. “Crediamo che, anche attraverso questa partnership, gli atleti possano trovare, nell’eredità umana e sportiva di Angelo, la consapevolezza che il limite non è una barriera, ma uno spazio da esplorare, comprendere e superare. Questo è il cuore della sua visione, quello che con la Fondazione a lui intitolata continuiamo a diffondere in tutto il mondo. Ed è lo stesso spirito di resilienza, determinazione e responsabilità che ritroviamo nel percorso delle ragazze e dei ragazzi della Nazionale Italiana Para climbing, capaci di trasformare ogni sfida che affrontano in un’occasione di crescita fisica e mentale.”

La competizione vedrà impegnati 45 atleti, appartenenti alle varie classi di disabilità.

I protagonisti della tappa precedente faranno del loro meglio per confermarsi ai vertici, ma dovranno affrontare numerosi sfidanti decisamente motivati a salire di livello.

Per citarne alcuni: cercheranno di bissare l’oro Lucia Capovilla (Fiamme Oro) nella categoria AU2, David Kammerer (AVS Bruneck) e Fiamma Cocchi (Stone Monkey) nella categoria AL2, Tommaso Mazzotti (Vertical Forlì) nella AL1, Gian Matteo Ramini (Four Climbers) e Maria Laura Muratori (Welcome ASD) nella categoria RP1, Chiara Cavina (Four Climbers) nella RP2.

Nella categoria B1 si preannuncia una bella gara sia a livello maschile, con Simone Salvagnin (El Maneton), supportato dalla guida Alberto Mazzoleni, che punta nuovamente alla medaglia d’oro, sia a livello femminile, con Nadia Bredice (Arco Climbing), guidata da Sonia Cipriani, che cercherà di riconquistare il gradino più alto del podio.

Interessante anche la sfida nelle categorie Open (fisici e visivi), che consentono ai Para climbers non rientranti nelle attuali classificazioni ufficiali World Climbing di partecipare alle competizioni del circuito agonistico nazionale.

Nel raduno per la Nazionale italiana, che si svolgerà domenica 19 e lunedì 20, saranno presenti 18 azzurri e alcuni para climber austriaci, fra cui Angelino Zeller, Campione del Mondo della categoria AL1. Questo incontro e scambio con gli atleti di un’altra squadra nazionale rappresenta un costruttivo ponte di confronto e un concreto stimolo per i nostri azzurri, chiamati a dare il proprio meglio di fronte ad atleti internazionali di alto livello.

 

 

Programma di gara:

Sabato 18 aprile:

Ore 10 qualifiche

Ore 17.00 finali a partire dalla categoria blind

Ore 19.00 cerimonia di premiazione

 

 

L’accesso al pubblico è libero e gratuito per tutte le fasi della manifestazione.

Sarà possibile seguire la diretta streaming delle finali della competizione sul canale ufficiale Climbing Tv di Sportface ai seguenti link:

SportFacehttps://tv.sportface.it/watch/0a0c0b00-b7f6-4227-83c3-0e06ca37dfd4

Link all’app: https://apps.apple.com/it/app/sportface/id6450705990

 

 

Passione, determinazione, capacità tecniche, gestione fisica e mentale del tracciato: gli ingredienti per una competizione di alta qualità ci sono tutti. Non resta che seguire le evoluzioni degli atleti in questa seconda tappa del circuito di Coppa Italia Para climbing, che si concluderà con la prova del 2-3 maggio a Roma.

Il soft clubbing per la prima volta all’interno di un centro commerciale

Il soft Clubbing approda per la prima volta all’interno di un centro commerciale e la novità è  firmata To Dream, il più grande Urban Discrict del Piemonte che, nel mese di aprile, ospiterà  due momenti dedicati a questo format diurno ormai sempre più  diffuso tra le nuove generazioni.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 19 aprile dalle 10 alle 15 presso CremAmore, mentre il secondo per domenica 26 aprile dalle ore 10 alle ore 16 presso Cicchet-To.  Il progetto è  realizzato insieme a Softclubbing Torino, realtà attiva sul territorio torinese e porterà nel distretto un’esperienza unica, quella di spostare la musica al di là della notte, inserendola nei momenti diurni della giornata, consentendo così  ad uno spazio quotidiano di trasformarsi in un luogo di incontro e intrattenimento.
Il trend del soft clubbling nasce lontano dai club tradizionali e si sviluppa in contesti quali caffetterie, forni e cortili urbani, svolgendosi al mattino o nel primo pomeriggio, spesso già dalle ore 10, in mezzo alla luce naturale, con proposte come caffè,  brioche o mocktail, in un’atmosfera più  rilassata e accessibile.
Un’esperienza che unisce musica e socialità in modo più equilibrato, adattandosi ai ritmi della giornata.
Non è un caso che questo modello sia nato a Milano per poi affermarsi progressivamente in altre città italiane, tra cui Torino. Alla base di questa evoluzione vi è un cambiamento nelle abitudini di consumo; una parte crescente di pubblico, in particolare la generazione Z, predilige momenti di svago più sostenibili, orientati al benessere e alla qualità del tempo libero.
In questo scenario si inserisce To Dream, che accoglie per la prima volta il soft clubbing  all’interno di un centro commerciale, trasformando un luogo di passaggio in un centro di aggregazione  e intrattenimento con momenti capaci di scegliere nuove modalità per far vivere gli spazi urbani, sempre più ibride, accessibili e orientate alla condivisione.

Mara Martellotta