ilTorinese

Ecco la Serie A 2026-27!

 

È iniziata con l’Inter subito protagonista. I campioni d’Italia hanno superato il Monza 4-1, mostrando grande forza soprattutto nella ripresa. Buona partenza anche per il Napoli, vittorioso 2-0 sul campo del Genoa.
Tra le prime gare, Udinese-Como è terminata 1-1, mentre Parma-Cagliari ha visto la vittoria dei sardi per 1-0
Oggi, domenica 23 agosto, il programma propone quattro sfide: Frosinone-Juventus e Venezia-Lecce alle 18:30, quindi Atalanta-Sassuolo e Torino-Milan alle 20:45.
Particolarmente attese Juventus e Torino: i bianconeri debuttano sul campo del Frosinone, mentre il Toro ospita un Milan profondamente rinnovato.
La prima giornata si chiuderà lunedì 24 agosto con Bologna-Lazio alle 18:30 e Roma-Fiorentina alle 20:45

Enzo Grassano

La domenica di Roberto Cota: Tav molto a rilento

La realizzazione della TAV Torino-Lione è stata decisa circa quarant’anni fa. Il vero tunnel, per quanto riguarda il versante italiano, non è ancora stato iniziato. Per quanto riguarda la parte francese, hanno iniziato a scavare, ma la talpa che sta lavorando in profondità è in ritardo sulla tabella di marcia, avendo appena realizzato il 3% dell’obiettivo. La tratta avrebbe dovuto entrare in esercizio nel 2033 ma, a quanto pare, se ne riparlerà nel 2035. Speriamo. La percezione è che quest’opera vada molto a rilento. Intanto, imperversano le manifestazioni, non pacifiche, ma violente, anzi, veri e propri atti di terrorismo. Ciclicamente, assistiamo a polemiche ed a commenti che sono sempre gli stessi. Anno dopo anno. Il modo più semplice per mettere fine a queste violenze è quello di realizzare l’opera. Punto e basta. Ogni lungaggine, ogni ritardo, è un pretesto che si fornisce a chi usa la violenza contro un sistema che spera ancora di inceppare. Una volta finita l’opera, non ci sarebbero più cantieri da fermare. Buona domenica e buona settimana.

ROBERTO COTA

SaltinPiazza: gli Equilibri invisibili e l’arte della Fragilità

Sta per arrivare la 36esima edizione di SantinPiazza, il festival di teatro di strada più longevo del Piemonte e tra i più storici d’Italia, che trasformerà  il paese di Viarigi il 29 e 30 agosto prossimi, nel cuore del Monferrato astigiano, in un grande palcoscenico a cielo aperto dove il programma artistico prenderà una forma unitaria. Non si tratta, infatti, di un semplice calendario di eventi, ma di un progetto culturale nel quale compagnie italiane e internazionali, attraverso il circo contemporaneo, il teatro, la danza, la musica e la performance partecipativa, offriranno diverse interpretazioni sul tema “Equilibri Invisibili: l’Arte della Fragilità “, che rappresenta il fil rouge dell’intera edizione.

Dal 2016 la direzione artistica è  affidata a Milo Scotton, artista, autore e regista di fama internazionale, già interprete del Cirque du Soleil, fondatore della compagnia ArteMakìa e della Chapitombolo Academy, progetto di circo rurale nato nella provincia astigiana di Monale. Nel corso degli anni il suo lavoro ha contribuito a definire l’identità culturale del festival, sviluppando un progetto nel quale ogni edizione prende forma attorno a un tema capace di porre in dialogo spettacoli, compagnie, linguaggi artistici e territorio.
Con il riconoscimento del Fondo nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura, questo percorso ha trovato ulteriore slancio attraverso un progetto triennale dal 2025 al 2027. Dopo il tema “Il volo- anime leggere”, proposto nel 2025, l’edizione 2026 sviluppa “Equilibri Invisibili: l’Arte della Fragilità”, affidando agli artisti il compito di esplorare, ciascuno con il proprio linguaggio, le sue molteplici sfaccettature.

Ad aprire il festival sarà la compagnia internazionale Accompany ME con “A Mesure – Handle  with Care”, creazione di circo contemporaneo che esplora la fragilità delle relazioni umane attraverso il linguaggio del corpo, della roue cyr e un delicato gioco di equilibrio e di fiducia reciproca.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il ritorno dei The Black Blues Brothers, acclamati già nell’edizione 2021, e che tornano con il secondo capitolo della saga sui Blues Brothers, uno spettacolo ricco di acrobazie spericolate e fragilità vertiginose al ritmo scatenato della musica cult dei Blue Brothers.
Di particolare rilievo anche “Frailty” della compagnia ‘Noto Ignoto’ con la partecipazione  della soprano guatemalteca Alejandra Flores. Un progetto dal respiro internazionale nel quale la lirica e le performance acrobatiche vengono a fondersi in un linguaggio scenico di grande eleganza e raffinatezza, dando vita ad una delle proposte più originali dell’edizione.
La Compagnia ArteMakìa, riconosciuta dal Ministero della Cultura e diretta da Milo Scotton, presenterà “La solitudine dei dispari”,  intensa creazione tra stunt acrobatico, danza contemporanea e arti circensi, dedicata al conflitto interiore dell’artista e alla ricerca della sua ispirazione.
La riflessione sul limite e sulla trasformazione prosegue con lo spettacolo di teatro-danza verticale “Limen”, portato in scena dalla compagnia ‘Eterea Arte Aerea’. Sulla parete della Torre dei Segnali, storico monumento che domina Viarigi, il corpo dei performer si muoverà in verticale trasformando l’architettura in spazio scenico. Una coreografia sospesa tra terra e cielo che esplora il sottile confine tra equilibrio e caduta, darà forma a un’intensa esperienza poetica e visiva.

Tra i momenti più significativi del festival figura anche “Sogno” di Stalker Teatro, storica compagnia torinese che, da oltre cinquanta anni, sviluppa una ricerca sul teatro partecipativo, coinvolgendo direttamente gli spettatori nella costruzione di una installazione- performance capace di unire creazione artistica, gioco collettivo, rito comunitario e festa.
Ampio spazio sarà poi dato alla formazione con “Deep in my Soul” restituzione scenica del percorso dell’Artistic Group della Chapitombolo Academy, diretta da Milo Scotton, rivolto ad adolescenti tra i 13 e i 18 anni di età. Attraverso circo contemporaneo, teatro, danza, musica e pratiche del movimento, lo spettacolo racconta un percorso di esplorazione, di interiorità, crescita personale, consapevolezza e scoperta della propria identità.
Altra proposta artistica riguarda “Lusin” della compagnia Hanami, nata dall’incontro tra Andrea Cerrato e Micol Veglia. Attraverso roue, cyr, mano a mano, discipline aeree, danza e teatro fisico, lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio poetico dedicato alla ricerca del sé e al desiderio universale di inseguire i propri sogni.
Il cartellone è  completato da “Far Away” della compagnia ‘Amanti di Paglia’, poetico racconto teatrale  sull’amore e sulla distanza, “FrailTryo” dei Jumpin Jacks, uno spettacolo di clownerie acrobatica che trasforma il gioco in  virtuosismo e divertimento; “ Boy Band” di ZeGnis, teatro di strada ricco di comicità  e coinvolgimento del pubblico e il progetto musicale Lindal, capace di intrecciare la tradizione occitana alla sperimentazione elettronica attraverso interventi itineranti, e il concerto conclusivo del festival.

Per due giorni il festival inviterà il pubblico a vivere Viarigi nella sua interezza, trasformando piazze, vicoli e quelli che sono i luoghi simbolo del paese in scenari di incontro tra arte, comunità e territorio, valorizzandone il patrimonio storico e paesaggistico, arricchito dalla presenza di punti street food e dallo stand gastronomico curato dalla Pro Loco Viarigi.

“SaltinPiazza  è  molto più di un festival di teatro di strada – afferma il sindaco di Viarigi Francesca Ferraris – Si tratta di un progetto culturale che negli anni ha saputo  crescere, coinvolgere la comunità  e valorizzare il proprio territorio attraverso la forza dello spettacolo dal vivo. La qualità delle proposte artistiche, l’attenzione alla formazione delle nuove generazioni e la capacità di mettere in relazione artisti, cittadini e visitatori rendono questa manifestazione un appuntamento di grande valore per il nostro Paese e per l’intero Monferrato. Si tratta di un progetto reso possibile dal lavoro condiviso tra amministrazione comunale, direzione artistica, volontari, associazioni, partner e cittadini, capaci di rendere questa festa aperta a tutti”.

Mara Martellotta

Cortemilia, fiera della nocciola. Ultimi giorni

Dal 14 al 30 agosto Cortemilia (Cn), capitale della nocciola piemontese, ospita la Fiera Nazionale della Nocciola, uno degli appuntamenti più rappresentativi del panorama agroalimentare regionale. La manifestazione, punto di riferimento per il comparto corilicolo piemontese, accompagnerà residenti e visitatori in un percorso che unisce sapori, cultura, tradizioni e valorizzazione del territorio, celebrando il prodotto simbolo dell’Alta Langa.

Leggi su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/cortemilia-torna-la-fiera-nazionale-della-nocciola

No Tav, Fsp: “Riesame conferma gravità del quadro accusatorio”

“Ora trovare gli altri responsabili e avanti con la nostra proposta sul terrorismo di piazza”  

 

“Accogliamo con soddisfazione la decisione del tribunale del Riesame di confermare la custodia in carcere per i giovani tedeschi arrestati con l’accusa di aver preso parte a un attacco ai cantieri Tav in Val di Susa lo scorso 25 luglio. Un pronunciamento che conferma la gravità del quando accusatorio di un’indagine in cui si procede, complessivamente, per devastazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a operatore delle forze dell’ordine in servizio. Un quadro che tutti hanno potuto vedere, purtroppo, dalle immagini choc comparse sui media che hanno mostrato le azioni para-terroristiche di soggetti chiaramente organizzati e, addirittura, accorsi da diversi paesi – non a caso i due arrestati in questione sono tedeschi -. Questo è un dato significativo che conferma l’ampiezza e la pericolosità di un fenomeno ormai strutturato e caratterizzato dai collegamenti fra gruppi tutti appartenenti a un’area ispirata da chiare finalità eversive. Ancor di più, dunque, attendiamo fiduciosi che le indagini portino ad identificare e rintracciare gli altri responsabili di quelle azioni criminali di cui, come sempre, hanno fatto le spese la comunità e soprattutto il personale in divisa. Vogliamo che i delinquenti che agiscono in spregio delle leggi paghino severamente e che lo Stato predisponga ogni misura in termini legislativi e di regole di ingaggio per rispondere adeguatamente a certi scempi. Ecco perché ci auguriamo che possa divenire realtà la nostra proposta di legge sul terrorismo di piazza che Fsp Polizia porta avanti dal lontano 2015. I poliziotti sono stufi di fare da bersagli e attendono un segnale forte e serio dalla politica, è ora di cambiare le cose”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo la decisione del Tribunale del Riesame di confermare la custodia in carcere per il 25enne e la 21enne tedeschi arrestati a seguito del grave attacco di luglio ai cantieri del Tav.

Fermato un 22enne per l’aggressione e tentata rapina di ferragosto a un’anziana

Nei giorni scorsi un’anziana cittadina torinese si è rivolta agli organi di stampa locali raccontando il tentativo di rapina da lei patito il giorno di Ferragosto nel quartiere “Parella” di Torino, allorquando, mentre percorreva la strada in compagnia di un’amica, veniva improvvisamente aggredita da uno sconosciuto che, dopo averla colpita violentemente al fianco con un pugno, aveva tentato di impossessarsi della collana che indossava al collo. Solo la pronta reazione della donna, che, impaurita, aveva iniziato ad urlare, aveva indotto l’aggressore a desistere e a darsi repentinamente alla fuga a bordo di un monopattino.
La vicenda, per la quale inizialmente l’86enne non aveva sporto denuncia, è stata tempestivamente presa in carico dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Torino che, appresa la notizia, hanno raggiunto la donna in casa, accompagnandola sul luogo della tentata rapina per approfondire la dinamica dell’aggressione e verificare la presenza di eventuali elementi utili al prosieguo delle indagini.
L’individuazione di telecamere posizionate nei pressi dell’evento delittuoso e nelle vie utilizzate dal rapinatore per pedinare la donna e darsi poi alla fuga ha consentito agli specialisti della Sezione Antirapine della Squadra Mobile torinese di ricostruire tutte le fasi del tentativo di rapina, nonché di individuare il presunto responsabile.
All’esito di serrate ricerche, il giovane è stato rintracciato, nel pomeriggio dello scorso 20 agosto, nel quartiere cittadino “Barriera di Milano”, con ancora indosso alcuni degli indumenti utilizzati durante la rapina.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, nonché del concreto pericolo che potesse rendersi irreperibile poiché di fatto senza fissa dimora ed irregolare sul territorio dello Stato, d’intesa con la locale Autorità Giudiziaria, gli investigatori hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto per tentata rapina aggravata.
Al termine degli adempimenti di rito, il fermato è stato associato alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il provvedimento è attualmente al vaglio, per l’eventuale convalida, del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: Generali e governo  – Tanti graditi auguri di buon compleanno – E’ morto  a 86 anni a Racconigi l’ultimo cappellano reale mons. Gianfranco Troya – Lettere

Generali e governo

Ci sono dei sostenitori  entusiasti del generale che ha rinunciato alla “Folgore“ per dedicarsi alla politica di parte, una scelta che non  gli fa onore. Ci sono gli eterni creduloni che lo esaltano senza sapere che i militari quasi mai hanno saputo fare gli statisti e neppure i politici. Giulio Cesare fu condottiero e politico e persino scrittore, ma è un’eccezione. Nella storia d’Italia spicca il generale Luigi Pelloux, presidente del Consiglio che usò le armi contro i cittadini e tentò la svolta reazionaria di fine ‘800. Nel ‘900 spicca il maresciallo Badoglio (nella foto di copertina) responsabile della rotta di Caporetto e capo del governo dopo Mussolini che dal luglio a settembre 1943 dimostrò tutta la sua incompetenza  politica. Non è solo in Italia che i generali in politica falliscono come Birindelli e prima di lui De Lorenzo. Pensiamo ai colonnelli greci e ai generali argentini, per non parlare del generalissimo Franco che fu un dittatore, non uno stupido. Stiamo attenti alle semplificazioni manichee e alle battute pronunciate come fossero cose serie. La democrazia va tutelata. E’ il primo bene della nostra vita.

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E’ morto  a 86 anni a Racconigi l’ultimo cappellano reale mons. Gianfranco Troya
E‘ morto l’ultimo cappellano reale nominato direttamente dal re Umberto II, nato a sua volta a Racconigi nel 1904. Il suo nome è legato alla storia sabauda in modo indissolubile.  Con orgoglio ricordo che nel 2023 su invito del “Regina Elena“ ricordai il Re nella chiesa di Racconigi. Fu un evento indimenticabile; da allora a volte ci siamo tenuti in contatto in più occasioni  col telefono e una volta, di recente, ci incontrammo di persona. Era interessato ad incontrare il principe Aimone d’Aosta che doveva venire al Lions di Torino nei giardini di Palazzo Reale per una mia conferenza sul Ramo Savoia – Aosta. Mi chiese notizie del prossimo  ricordo della Regina Maria Vittoria, moglie del primo Duca d’Aosta e Re di Spagna. Parlando mi disse “Fa bene a ricordare i Savoia Aosta perché è l’ultima nostra speranza“. Disse anche altro che in questa occasione evito di scrivere. Fu un uomo lineare e intransigente che si interessò anche al ritorno in Italia degli ultimi reali che avrebbe voluto veder sepolti a Racconigi, un’idea non priva di interesse.
Dopo Ferragosto dovevamo vederci, ma venne ricoverato in ospedale a Carmagnola dove è mancato. Dovevamo parlare dell’incontro rinviato con il Duca d’ Aosta : il vecchio sacerdote si sentiva molto legato ad Amedeo di Savoia eroe dell’ Amba Alagi  ed era stato amico del suo medico personale, l’albese  dott. Borra  che conobbi quando uscì il suo bel libro sul principe “africano“, l’esatto opposto del colonialismo rapace di Graziani e di Mussolini.
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Tanti graditi auguri di buon compleanno

Ieri  era il mio compleanno; molte amiche e tanti amici mi hanno fatto gli auguri. Li ringrazio tutti di cuore.  Ieri sera  ho festeggiato alla Casa Rossa sulla collina tra Alassio e Albenga  con una coppia di amici molto affezionati, un’amicizia  profonda nata nel 1985; ieri mattina ho inviato un messaggio a quello che considero ancora e sempre il mio Sindaco, un uomo eccezionale non solo per la sua cultura e la sua  umanità: il prof .Valentino Castellani, schiena diritta per eccellenza.

Gli ho scritto, dicendogli il mio grazie per ciò che ha fatto per dimostrarmi la sua amicizia anche in tempi molto difficili. Il compleanno per me è tempo di esami di coscienza più che di festa.

E mi è venuto naturale pensare al prof. Castellani.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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Strapaese e Stracittà dopo un secolo

Nel 1926 ci fu una famosa polemica tra due correnti culturali, “Strapaese” e “Stracittà”. Maccari, Longanesi e Malaparte contro Bontempelli. Cent’anni sembrano passati invano perché ci sono posti, anche oggi, che sono strapaesani e altri stracittadini, come se il tempo non fosse passato.

Pensiamo a due luoghi liguri vicini: Alassio e Albenga. Alassio è una città, Albenga un paesone che non sa valorizzare neppure il suo centro storico. Il primo ha alberghi di rango, il secondo ha campeggi quasi senza alberghi. L’eleganza è ad Alassio, i pacchiani con la canottiera alla Bossi si danno appuntamento ad Albenga e giocano con le fionde, non sapendo che sono armi di offesa e anche di morte.

Albenga è una città prima rosso fuoco e oggi antifascista all’estremo della faziosità. Alassio è una città in cui tutti possono dire la loro. Ci sarebbero tanti esempi per dire che ad Albenga sono rimasti fermi: un giullare anziano, ma pur goliardico, raduna centinaia di fan con i suoi libretti insulsi.

Rosina Cagliero

Non estremizzi tutto: il provincialismo sopravvive dappertutto e l’ineleganza lussureggia dove non si penserebbe. I patiti della divisa con i jeans, ad esempio, ci sono anche nei quartieri alti delle grandi città. Le città liguri hanno pregi e difetti. Cerchiamo di essere obiettivi! La Cattedrale e il Battistero di Albenga sono un gioiello artistico e storico importante, anche se non valorizzati. I libri di cui lei parla si vendono per beneficenza. Ne va dato atto. Non hanno pretese letterarie.

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Il Rousseau italiano
Il leader dei 5 Stelle Conte, l’avvocato del popolo (si pronuncia Poppolo) ha scritto una lunga lettera a “Repubblica” in cui alla fine dice che  lui si batterà per l’uguaglianza sociale. Un egualitarismo piatto (uno eguale ad uno) che ripropone  un Grillo ricotto. E’ questo il leader del campo largo ? Se si’, io sono per il  campo ristretto della libertà.
Adolfo Gatti
Conte riprende le elucubrazioni di Rousseau  e dei giacobini. E’ l’ opposto del liberalismo che lascia spazio ai talenti di crescere. C’è una diseguaglianza positiva che poi  è  la molla che attiva il mondo e genera progresso e ricchezza che, alla fine, crea benessere sociale. Ma il Rousseau italiano non ha  mai letto i grandi liberali inglesi e non possiede biblioteche che diano spazio alle idee di tutti.
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Fiammotto  giornalista  liberale
Crediamo  che sia giusto che Pinerolo ricordi il giornalista Massimo Edoardo Fiammotto,  come merita nella toponomastica. E’ stato direttore del quotidiano Corriere Alpino, consigliere ed assessore comunale, dirigente nazionale del PLI, vicedirettore del Centro Pannunzio quando lei ne era direttore. Cosa ne pensa?
Cosimo Gatti  Anna Viglietti
Aderisco e firmerei volentieri un appello al Sindaco  di Pinerolo. Soprattutto Fiammotto è  stato un uomo integro, assolutamente mosso sempre e solo mosso da nobili ideali, come un cavaliere del ‘200 avrebbe detto di lui il comune amico rettore dell’Università Giorgio Cavallo. Ambedue erano liberali veri, ma erano soprattutto dei veri  galantuomini.

 

Torino al tempo del Risorgimento

Breve storia di Torino

1 Le origini di Torino: prima e dopo Augusta Taurinorum
2 Torino tra i barbari
3 Verso nuovi orizzonti: Torino postcarolingia
4 Verso nuovi orizzonti: Torino e l’élite urbana del Duecento
5 Breve storia dei Savoia, signori torinesi
6 Torino Capitale
7 La Torino di Napoleone
8 Torino al tempo del Risorgimento
9 Le guerre, il Fascismo, la crisi di una ex capitale
10 Torino oggi? Riflessioni su una capitale industriale tra successo e crisi

 

8 Torino al tempo del Risorgimento

Se parliamo di Risorgimento, parliamo anche di Torino.
Le stesse vie ora intrise di negozi e passanti, brulicanti di turisti e concittadini, odorose di caramelle e caldarroste, un tempo erano percorse da quegli stessi illustri uomini che fanno capolino sui libri di storia: Cavour, Mazzini, dAzeglio, Garibaldi, chi hafatto lItalialha quantomeno pensata proprio seduto tra i caffè torinesi, magari sorseggiando bicerin” o assaporando un bunet”.
Camillo Benso pranzava abitualmente al ristornante del Cambio, che si affaccia su Piazza Carignano ed era assiduo frequentatore dellormai storico Caffè Fiorio, situato sotto i portici di via Po, mentre la Contessa di Castiglione,  nota comela più bella donna mai vista alle corti dellepoca abitava niente meno che in via Lagrange 29, noblesse oblige come si suol dire.

Diversi luoghi cittadini sono intitolati a personaggi famosi di tale periodo, come ad esempio il Borgo Nuovo, dove si trova laiuola Balbo, dedicata a sei differenti figure, in primis al Primo Ministro del Parlamento Subalpino del 1848, oppure, per riportare un esempio meno conosciuto, in Piazzetta Maria Teresa ci si può imbattere nel monumento rivolto al patriota Guglielmo Pepe, il quale, disobbedendo al re Borbone Ferdinando II, ordinò alle sue truppe di attraversare il Po e raggiungere Venezia per sostenere la Repubblica veneziana nel 1848.
Lelenco è decisamente lungo, Torino pullula di nomi e luoghi che andrebbero citati a gran voce, ma temo che, se proseguissi in tal senso, perderei la primaria motivazione di questa serie di articoli riguardanti appunto- le vicende dellantica Augusta Taurinorum.
Mi trovo allora costretta a cambiare argomento, portando il discorso sui fatti e sugli avvenimenti che interessano le vicissitudini dellurbe pedemontana dal 1831 al 1861, senzaltro gli anni più importanti per quel che riguarda la storia della nostra città, che passa dallessere una piccola capitale sabauda alla periferia della Penisola, al divenire lindiscusso centro di comando per lunificazione nazionale.
Come sempre, andiamo per ordine e affrontiamo una tematica alla volta.


Tra le figure essenziali di tale periodo vi è sicuramente Carlo Alberto, il quale da subito garantisce un preciso programma di riforme burocratiche legali ed economiche con lo scopo di traghettare la capitale verso una modernizzazione non solo necessaria ma soprattutto auspicata.
Il re inoltre nomina un Consiglio di Stato, per rendere più funzionale e centralizzato il regno, riforma il sistema legale sabaudo e trova mezzi avanguardistici per contrastare le epidemie di colera. A partire da tali riforme, negli anni 30 viene promulgato un corpus di nuovi codici civili, penali e commerciali, si tratta del celebre Statuto Albertino, che si dimostra ben presto il più avanzato sistema legale dEuropa.
Dal punto di vista culturale Carlo Alberto si impegna in numerose iniziative decisamente ambiziose, tramite le quali desidera esaltare le vittorie e la gloria della casata sabauda, sia per stimolare lorgoglio popolare, sia per ingraziarsi la fedeltà alla monarchia. Vengono cosìrealizzati monumenti, palazzi e dipinti, ed in aggiunta si portano avanti campagne di commissioni architettoniche e artistiche per abbellire le residenze reali di Torino, come Racconigi e Pollenzo. Sicostruiscono poi monumenti pubblici nelle piazze della capitale, ognuno dedicato alla commemorazione di un preciso momento storico ovviamente legato o alla  dinastia sabauda o alla storia della città. Alla conclusione del regno di Carlo Alberto, Torino rivendica un patrimonio artistico nettamente superiore rispetto a quello di qualsiasi altra città italiana.
Di pari modo, per dare alla capitale lo status di centro artistico, il re fonda la Galleria Reale, luogo in cui è conservata la collezione di opere darte della famiglia Savoia: aperta al pubblico,  in alcuni giorni della settimana era possibile visitarla gratuitamente. Nascono in conseguenza a tali iniziative diverse istituzioni culturali, quali la Deputazione Subalpina di Storia Patria, il Consiglio per la tutela delle Antichità e delle Belle Arti e la Società Promotrice di Belle Arti; viene inoltre ampliata la biblioteca  di Palazzo Reale e si edifica la nuova sede per lAccademia di Belle Arti, in ultimo sono finanziate le opere di diversi scienziati tra cui quelle di Giovanni Plana, Amedeo Peyron e Amedeo Avogadro. Per  favorire il consenso popolare, il re stabilisce lintroduzione di nuove feste pubbliche e la reintegrazione di altre, in ogni caso si tratta di parate, giochi pirotecnici, competizioni sportive e balli in maschera.
Alla fine degli anni 40 tuttavia la situazione è tuttaltro che idilliaca, Torino si trova ad affrontare una grave crisi economica, fatto che contribuisce a creare una netta suddivisione della società: da una parte la classe istruita, chiusa nel proprio mondo di vibranti iniziative culturali, dallaltra il popolino, segregato in zone infime della città e destinato al proprio misero destino, – si pensi che un individuo appartenente a tale classe sociale aveva unaspettativa di vita che non superava i trentanni-.
Le tensioni sociali finiscono per indebolire lordine costituito, finché, nel 1847, si definisce una tacita alleanza tra il ceto medio e quello popolare: il 1 ottobre dello stesso anno si accendono effettivamente le prime vere proteste, mentre sui muri si leggono frasi come la guerra di classe non è lontana oppure morte ai nobili.
Le sempre più numerose insurrezioni portano Carlo Alberto ad approvare diverse riforme politiche. I poteri della polizia e dei censori vengono limitati e dallaltra crescono quelli del Consiglio di Stato. In questo clima di subbuglio spiccano importanti figure, dalla parte dei conservatori ricordiamo Vittorio Amedeo Sallier de La Tour e il Conte Carlo Beraudo di Pralormo, dalla parte dei moderati invece troviamo Camillo Benso di Cavour, Cesare Alfieri e Roberto dAzeglio, i quali proponevano una costituzione ultrademocratica e un rinnovamento pacifico della classe dirigente statale.
Mentre nella capitale prevale la posizione dei moderati, il 1848 èsegnato da sommosse e rivolte, la prima in Sicilia, seguita dalla Rivoluzione di febbraio in Francia, che rovescia la monarchia dOrleans.

 


È in questo generale contesto di fermento nazionalista che l8 febbraio 1848 Carlo Alberto emana lo Statuto: una nuova costituzione che prevede un innovativo governo monarchico e rappresentativo in cui il potere legislativo è ripartito fra il re e due camere: una Camera dei deputati costituita su base elettiva e un Senato formato da membri nominati a vita dallo stesso monarca. Lo Statuto viene promulgato nella sua interezza nel marzo dello stesso anno, la sua importanza  varca i confini del Piemonte e diventa modello per la monarchia costituzionale adottata dal nuovo Regno dItalia unitario dopo il 1861. Lo Statuto  testimonia il grande successo dell’élite moderata formata da personaggi di spicco della borghesia torinese, tra i quali emerge il carismatico Roberto dAzeglio.
Sempre nel 1848 Torino affronta una guerra di liberazione nazionale e di espansione contro limpero austriaco. La vicenda tuttavia non trova lieta conclusione, infatti nel marzo 1849 lesercito piemontese viene sconfitto nella battaglia di Novara, Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele II, il quale negozia gli accordi di pace con gli Austriaci.
I moti rivoluzionari del 48, che avevano sobillato le folle torinesi con speranze patriottiche, si risolvono in unamara delusione e in una seconda restaurazione attuata dagli Austriaci con il sostegno di Pio IX e dello zar Nicola I.
Lunica eccezione al trionfo austriaco è proprio Torino. Il casato dei Savoia è lunica dinastia in Italia che non dipende dallinfluenza austriaca, inoltre la città si presenta come capitale dellunico stato  che mantiene una costituzione in cui c’è un parlamento che gestisce insieme con la monarchia la responsabilità del governo. Vittorio Emanuele accetta le procedure costituzionali per arginare i democratici e per guadagnarsi il supporto dei liberali moderati nelle politiche antiaustriache. La sopravvivenza dello Statuto fa si che Torino si differenzi  dalle altre città. Infine, con lingresso sulla scena politica di Camillo Benso, abilissimo leader, riformatore dinamico, statista di altissimo livello, si inizia a delineare una nuova tipologia di governo che assicura la partecipazione politica di ampie fasce del ceto medio urbano.
Dopo il 48, Torino è nuovamente scenario di iniziative riformiste che tra laltro influenzeranno grandemente il futuro dello Stato italiano dopo il 1861.
Fin dalla sua emanazione lo Statuto ha introdotto un forte cambiamento nella classe politica piemontese, allinterno della quale laristocrazia assume via via un ruolo sempre più modesto, pur continuando a gestire la vita politica della città. La maggioranza dei nobili si identifica nella coalizione di monarchici conservatori guidati dal conte Ottavio Thaon de Revel, il quale beneficia di potenti legami sia con la Chiesa cattolica che con la corte sabauda, inoltre trova sostegno nel corpo diplomatico, nella gerarchia militare e nelle campagne. A questa fazione si contrappone lo schieramento dei riformatori moderati, tra i quali troviamo Camillo Benso di Cavour e Massimo dAzeglio (fratello di Roberto).
Ben presto è proprio  Camillo Benso a emergere come figura politica dominante, prima, sotto il governo di dAzeglio, come ministro dellAgricoltura, del Commercio e della Marina, in seguito, dopo il 52, come primo ministro. Egli è certo un intraprendente imprenditore agricolo, ma soprattutto è un rispettato esperto di politica economica nonché fautore delle ferrovie. Camillo viene descritto dal cugino come un aristocratico per nascita, gusti e natura, lui stesso considerava la nobiltà superiore per natura alla classe borghese. Già dagli anni 30 Cavour porta avanti la sua celebre convinzione del juste milieu, secondo cui un governo deve evitare gli estremi dellassolutismo e dellanarchia e seguire un programma che porti ad un progresso graduale e ordinato. Egli è nemico giurato dei movimenti repubblicani e democratici, ma si trova ad essere fortemente contrastato dalla Chiesa, specie dal monsignor Luigi Franzoni, arcivescovo di Torino tra il 1831 e il 1862.
Camillo Benso, negli anni 50, si pone al centro della lotta per secolarizzare lo Stato piemontese, attraverso la divisione istituzionale dei poteri tra Monarchia e Parlamento; egli risulta altresì figura fondamentale in ambito economico, poiché introduce una politica di libero commercio volta a favorire lingresso del Piemonte sui mercati europei, e a stimolare le esportazioni dei prodotti grezzi piemontesi e a determinare un abbassamento del costo delle importazioni di macchinari e prodotti finiti. Cavour si dedica anche alla problematica del deficit del bilancio statale, che nel 1850 era risultato negativo a causa delle spese di guerra e delle riparazioni allAustria. Altre iniziative importanti riguardano il coinvolgimento del governo per una serie di miglioramenti infrastrutturali  volti alla riorganizzazione del sistema di credito, alla creazione di nuovi istituti finanziari, allampliamento delle casse di risparmio,  e alla fondazione della Borsa di Genova e di quella di Torino.
Nonostante i miglioramenti economici degli anni 50, lintegrazione del Piemonte in un più ampio quadro nazionale si gioca su di un piano tutto politico-culturale; Torino è un laboratorio di idee, nonché meta per moltissimi rifugiati politici in fuga dalle forze reazionarie presenti nella Penisola, tra questi vi sono scrittori, accademici, personaggi politici, che non solo trovano riparo ma riescono ad integrarsi nella società, ricoprendo  impieghi redditizi, attraverso collaborazioni con i giornali, insegnando alluniversità o trovando occupazioni nel settore delleditoria. Se da una parte questi esuli contribuiscono a realizzare unatmosfera cosmopolita, dallaltra non tutti apprezzano tale situazione, come i membri più tradizionalisti dellaristocrazia, che si sentono minacciati nelle loro posizioni.
Torino è ora mossa da una nuova vitalità culturale, che si realizza nella diffusione di unincredibile varietà di spettacoli teatrali e musicali, rivolti ad un pubblico sempre più ampio e variegato, costituito da militari, studenti e membri del ceto medio. Inoltre la cittàè anche centro di informazione, come dimostrano i ben tredici quotidiani che pubblicano sia editoriali che notizie di cronaca, oltre alle cinquanta riviste dedicate alla politica, alle scienze, alla letteratura o alle belle arti.  In quegli anni il giornale più letto è La Gazzetta del Popolo, grazie al prezzo contenuto e al linguaggio semplice, che si rivolge prima di tutto alla fascia popolare della cittadinanza, ossia piccoli negozianti, artigiani ed operai.
In questi anni Cavour ha nuovamente la possibilità di dimostrare il suo genio, che primeggia nellabilità di sfruttare le occasioni e nel talento per limprovvisazione di fronte a eventi inaspettati.
Momento essenziale è poi la guerra di Crimea (1855), alla quale Cavour aderisce tardi e con riluttanza, senza nemmeno convertirsi del tutto allideale nazionalista, ma mosso principalmente dal timore di unalleanza franco-autriaca. Tuttavia tale scontro porta a Torino un discreto prestigio e nel contempo scombussola il vecchio assetto politico: la situazione è prontamente sfruttata da Camillo Benso, che approfitta della divisione tra i Grandi Stati per espandere i propri interessi nella Penisola. Il Primo Ministro decide dunque di adottare una politica estera programmata per lallargamento dei confini del regno verso nord  e per lampliamento del suo controllo sul resto della Penisola. Questa decisione segna in realtà una tappa fondamentale per lunificazione: è la prima volta che uno stato potente acconsente ad abbracciare la causa del nazionalismo italiano.
Tra il 56 e il 59 Cavour porta avanti una coraggiosa, seppur ambigua, politica estera, alla base della quale vi è lobiettivo primario di cacciare gli Austriaci dal territorio. Nel 1858 si presenta lopportunità attesa: Napoleone III stringe un accordo con Cavour in cui è garantito lappoggio militare francese al Piemonte se questo avesse trovato un pretesto diplomatico per provocare una guerra contro lAustria. Le ostilità si aprono nel 1859, con le battaglie di Magenta e Solferino. Nello stesso anno tuttavia Napoleone III firma degli accordi di pace con lAustria e Cavour subisce una forte battuta darresto. Lanno successivo, riconfermato Primo Ministro, Camillo Benso torna allattacco e organizza plebisciti in Toscana e in Emilia per legittimare lannessione di gran parte dellItalia centrale al casato dei Savoia. Vengono ceduti alla Francia i territori della Savoia e di Nizza, tuttavia la cittadinanza torinese può essere più che orgogliosa dei successi conseguiti dal loro concittadino. Cavour non può godere dei propri successi, poiché nello stesso anno, in seguito alle rivolte scoppiate in Sicilia, Giuseppe Garibaldi si mette alla guida della celeberrima Spedizione dei Mille. Camillo allora invade gli Stati Pontifici, giustificando tale azione come unico modo per evitare la rivoluzione, viene infine chiamato il re Vittorio Emanuele II a guidare le truppe piemontesi, escamotage pensato dallastuto Primo Ministro, consapevole del rispetto di Garibaldi per  Vittorio Emanuele.  Garibaldi cede al re i territori appena conquistati, mentre Cavour consolida le nuove acquisizioni e blocca ogni iniziativa per instaurare assemblee costituenti, e indice plebisciti per far approvare lannessione dei nuovi territori al Piemonte.
Il processo di unificazione politica  culmina nei primi mesi del 1861 con lelezione del primo Parlamento Nazionale, il riconoscimento di Vittorio Emanuele II come primo re dItalia e la nomina di Torino a capitale del Regno.  


ALESSIA CAGNOTTO 

Rotonda Maroncelli e corso Telesio: dal 23 agosto modifiche alla viabilità per lavori di Iren

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 Sulla rete del teleriscaldamento

A partire da domenica 23 agosto Iren avvierà un intervento sulla rete del teleriscaldamento nell’area della rotonda Maroncelli, all’intersezione tra corso Maroncelli e corso Trieste. I lavori prevedono la riparazione della perdita provocata dalla rottura di una tubazione, verificatasi lo scorso giugno, e la sostituzione del tratto di rete danneggiato sul lato sud della rotatoria.

Le modifiche più rilevanti alla viabilità si concentreranno tra il 23 e il 26 agosto, con la chiusura dell’accesso alla bretella tra corso Maroncelli e corso Trieste dal lato di corso Maroncelli e alcune limitazioni alla circolazione nell’area della rotatoria. In particolare, i veicoli provenienti da piazza Bengasi e diretti verso corso Unità d’Italia, in direzione nord, saranno indirizzati, attraverso un’apposita segnaletica temporanea, lungo percorsi alternativi che prevedono il transito da via Genova e via Ventimiglia. I veicoli diretti verso Moncalieri potranno invece continuare a utilizzare il tratto di bretella che resterà percorribile.

Dal 27 agosto la circolazione nella rotatoria tornerà regolare. Fino al 4 ottobre resterà tuttavia chiuso l’accesso alla bretella dal lato di corso Maroncelli e, per raggiungere via Corradino provenendo da corso Maroncelli, sarà necessario seguire una deviazione lungo corso Trieste, in direzione nord.

Dal 5 ottobre al 6 novembre, infine, i lavori interesseranno il tratto restante della bretella di collegamento tra corso Maroncelli e corso Trieste, con un impatto sulla circolazione significativamente più contenuto rispetto alla fase iniziale del cantiere.

Si raccomanda di prestare sempre la massima attenzione alla segnaletica di cantiere e alle indicazioni viabili, che guideranno la circolazione nelle diverse fasi dell’intervento. Nel corso della prima fase dei lavori, in particolare, si invita, dove possibile, a privilegiare i percorsi alternativi.

La pianificazione delle attività e delle modifiche alla circolazione è stata definita attraverso un puntuale coordinamento tra Iren e la Città di Torino, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per cittadini e automobilisti.

L’intervento si inserisce in un’area interessata nelle scorse settimane anche dalla riasfaltatura di corso Unità d’Italia. I lavori, realizzati nell’ambito del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, sostenuto da Fondazione CRT, sono iniziati il 3 agosto e si sono conclusi nei tempi programmati, entro il termine previsto del 14 agosto.

Un secondo cantiere di Iren interesserà, dal 24 agosto, l’incrocio tra corso Telesio e via Pacchiotti. I lavori serviranno a completare l’interconnessione tra Torino e Collegno e a rendere più affidabile il servizio. Le prime attività si svolgeranno sulla banchina verde centrale e non avranno particolari conseguenze sulla circolazione.

Da martedì 25 agosto sarà chiuso al traffico il tratto di corso Telesio interessato dai lavori, con modifiche anche al servizio GTT che riguarderanno la linea 40. La chiusura proseguirà fino al 4 settembre, quando la strada sarà riaperta al traffico.

La tempistica dei lavori è stata definita anche in relazione agli altri cantieri presenti nella zona: quello di corso Telesio non si sovrapporrà alla chiusura di via Valgioie, che sarà riaperta lunedì.

TorinoClick

Agroalimentare, sport e territorio alla Fiera del Peperone di Carmagnola

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Un confronto sui nuovi progetti per il Piemonte

Domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino, Simona Riccio modererà l’incontro con Paolo Bongioanni e Fabrizio Galliati

Domenica 6 settembre 2026, alle ore 17.00, nell’ambito della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, in programma dal 28 agosto al 6 settembre, si terrà l’incontro “Agroalimentare, sport e territorio: nuovi progetti per il Piemonte”, presso il Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.

Il confronto sarà moderato da Simona Riccio, Founder Parla Con Me®, Agrifood Communication Strategist e LinkedIn Top Voice Italy, e vedrà la partecipazione di Paolo Bongioanni, Assessore regionale a Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca, Peste suina, Turismo, Sport e post-olimpico – Regione Piemonte, e di Fabrizio Galliati, Presidente del CAAT – Centro Agro Alimentare Torino.

L’appuntamento metterà al centro il legame tra agroalimentare, sport, giovani, corretti stili di vita e valorizzazione del territorio, con una riflessione sui nuovi progetti per il Piemonte e sul ruolo delle produzioni agroalimentari come strumenti di identità, benessere, educazione e sviluppo locale.

Parleremo di come le produzioni agroalimentari possano dialogare con sport, comunità locali e nuove generazioni, dentro una riflessione più ampia sul rapporto tra cibo, salute, qualità, corretti stili di vita e territorio.

Agroalimentare e sport non sono mondi distanti: entrambi parlano di energia, educazione, benessere, appartenenza e futuro. Entrambi possono contribuire a costruire una cultura più consapevole, capace di partire dai prodotti, dalle filiere e dalle comunità per arrivare alle persone.

“Il Piemonte ha un patrimonio agroalimentare straordinario, ma la sfida non è solo proteggerlo o promuoverlo. La sfida è inserirlo dentro nuove connessioni di valore, capaci di unire agricoltura, sport, giovani, salute, educazione e identità locale”, dichiara Simona Riccio.

Con Parla Con Me®, Simona Riccio porta alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola uno spazio di confronto in cui l’agroalimentare viene raccontato come sistema vivo, capace di dialogare con le trasformazioni sociali, culturali ed economiche del territorio.

Appuntamento domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.