ilTorinese

Sport paralimpico, in Piemonte corsi gratuiti

APERTE LE ISCRIZIONI

Al via 10 percorsi gratuiti per avvicinarsi allo sport:

domande online dal 20 aprile al 25 maggio 2026

 

 

Il Comitato Italiano Paralimpico – Comitato Regionale Piemonte apre le candidature per partecipare a corsi individuali gratuiti di avviamento alle discipline sportive paralimpiche per l’anno 2026.

L’iniziativa è rivolta a invalidi civili, persone con disabilità fisico-motorie, cognitive e sensoriali (ciechi, ipovedenti e sordi) di età compresa tra i 6 e i 40 anni, residenti o domiciliate in Piemonte. L’obiettivo è offrire un primo approccio allo sport paralimpico favorendo benessere e scoperta delle proprie capacità attraverso percorsi personalizzati.

Saranno attivati 10 corsi individuali, così suddivisi: 5 posti per persone con disabilità intellettivo-relazionali, 3 posti per persone con disabilità fisico-motorie e 2 posti per persone con disabilità sensoriali. Le domande potranno essere presentate dalle ore 14.00 del 20 aprile alle ore 14.00 del 25 maggio 2026.

I partecipanti potranno scegliere uno sport paralimpico fra tutti quelli praticati in Piemonte – dal nuoto al tennis, dall’equitazione al tiro con l’arco, dal canottaggio agli sport invernali – in accordo con il Comitato Regionale CIP. Non potranno già essere tesserati a una società sportiva per la disciplina scelta. I corsi saranno personalizzati e tenuti da tecnici specializzati delle federazioni sportive paralimpiche, presso associazioni e società sportive del territorio piemontese. La società individuata provvederà a preparare un programma ad hoc per l’aspirante atleta, prevedendo l’accorpamento di lezioni a un massimo di 3 ore.

Il corso avrà durata differente in base allo sport scelto; sono previste 10 ore per equitazione, sci nordico e alpino, vela; 12 ore per nuoto, tennis, para ice hockey  e wheelchair curling; 20 ore per tutti gli altri sport. La partecipazione è completamente gratuita: saranno a carico del Comitato Italiano Paralimpico i costi delle attività, la copertura assicurativa e, dove previsto, anche le spese per il certificato medico per sport non agonistico, necessario per partecipare.

Per candidarsi è necessario presentare una domanda online sulla piattaforma informatica del Comitato Paralimpico Servizi CIP (https://www.servizicip.it/login), dove sarà richiesto di caricare la documentazione prevista (documento di identità, certificazione di disabilità e certificato medico). Al termine della procedura, sarà inoltre necessario inviare una mail a piemonte@comitatoparalimpico.it indicando fino a due discipline sportive che si desidera provare.

Le richieste saranno valutate in ordine cronologico di arrivo e, in caso di numero superiore ai posti disponibili, sarà data priorità ai candidati più giovani.

È possibile scaricare l’Avviso pubblico con il bando e il Regolamento completo sul sito del CIP Piemonte  alla pagina https://www.comitatoparalimpico.it/comunicazione/attivita/notizie/item/bando-cip-piemonte-per-corsi-gratuiti-di-avviamento-allo-sport-2026.html e dalle pagine Instagram e Facebook cercando Comitato Paralimpico Piemonte.

«Come CIP Piemonte siamo felici di avviare questo percorso di organizzazione di corsi di avviamento allo sport – dice la Presidente Silvia Bruno – un modo concreto di permettere a persone con disabilità di avvicinarsi alle discipline paralimpiche in modo del tutto gratuito. Ringrazio fin da ora le società e le federazioni sportive che prenderanno in carico questi nuovi aspiranti atleti: il nostro obiettivo in questa fase è far conoscere e provare i vari sport paralimpici praticati in Piemonte, nella speranza però che alla fine dei corsi i partecipanti vogliano continuare l’attività, magari anche a livello agonistico».

Per maggiori informazioni è possibile contattare il CIP Piemonte all’indirizzo mail piemonte@comitatoparalimpico.it.

 

Buono VESTA, oggi 21 aprile riapre il Click Day

La misura della Regione Piemonte, inserita nell’Atlante Fidaldo, sostiene l’accesso a baby sitter, servizi educativi e attività per bambine e bambini da 0 a 6 anni

Martedì 21 aprile, a partire dalle ore 12 e per le successive 12 ore, si riapre il Click Day del Buono VESTA, il voucher promosso dalla Regione Piemonte per sostenere le famiglie con figlie e figli nella fascia 0-6 anni e favorire l’accesso ai servizi educativi, socio-educativi e di assistenza all’infanzia.

Si tratta di una misura particolarmente rilevante anche per le famiglie che si avvalgono regolarmente di servizi di cura e di lavoro domestico, a partire dal supporto delle baby sitter, e che per questo rappresenta un’iniziativa di grande interesse all’interno dell’Atlante Fidaldo, lo strumento che censisce, a livello nazionale e territoriale, i sostegni economici disponibili per i datori di lavoro domestico.

Per l’edizione 2026, il Buono VESTA è rivolto alle bambine e ai bambini nati dal 1° gennaio 2020 che non abbiano già ottenuto l’assegnazione del contributo nel precedente bando 2025. La domanda potrà essere presentata esclusivamente durante la finestra temporale prevista dal Click Day, accedendo alla piattaforma regionale dedicata.

Il voucher è stato pensato per agevolare concretamente la conciliazione tra tempi di vita, lavoro e cura, sostenendo le spese per una pluralità di servizi. Il Buono VESTA può infatti essere utilizzato per il baby-sitting presso il domicilio della persona richiedente, ma anche per servizi per la prima infanzia da 0 a 6 anni, scuole dell’infanzia e relativi servizi di assistenza, scuola primaria e servizi correlati, centri vacanza, attività motorie, ludico-educative, ricreative e di socializzazione.

L’iniziativa punta dunque a rimuovere ostacoli economici e organizzativi che spesso limitano l’accesso ai servizi per l’infanzia, offrendo un sostegno diretto alle famiglie e promuovendo, allo stesso tempo, principi di uguaglianza, inclusione e non discriminazione, con particolare attenzione anche ai nuclei con minori con disabilità.

Gli importi del Buono VESTA sono graduati sulla base dell’Isee. In particolare, il contributo previsto è pari a 1.200 euro per le famiglie con Isee inferiore a 10 mila euro, nonché per i nuclei con minori con disabilità e Isee inferiore a 40 mila euro; 1.000 euro per le famiglie con Isee compreso tra 10.000,01 e 30 mila euro; 800 euro per quelle con Isee compreso tra 30.000,01 e 40 mila euro.

Il buono ha una validità di 12 mesi a partire dal primo giorno del mese successivo all’ammissione della domanda ed è inoltre compatibile con altre misure di sostegno economico già attivate o in corso di attivazione a livello nazionale e regionale. Si tratta di un elemento importante, perché consente alle famiglie di costruire un sistema di aiuti più ampio e integrato, senza rinunciare a una misura utile nella gestione quotidiana dei bisogni di cura ed educazione dei figli.

Proprio per la natura del meccanismo previsto, Fidaldo richiama l’attenzione delle famiglie interessate sulla necessità di arrivare preparate al Click Day del 21 aprile. Prima dell’accesso alla piattaforma, è infatti essenziale verificare il possesso dei requisiti richiesti e avere già a disposizione tutta la documentazione necessaria, a cominciare dall’attestazione Isee, oltre ai dati richiesti per la compilazione della domanda. In presenza di finestre temporali ristrette, la tempestività e la completezza delle informazioni diventano decisive.

Il Buono VESTA rappresenta un esempio concreto di come le politiche territoriali possano offrire un aiuto reale alle famiglie nella gestione del lavoro di cura, alleggerendo i costi e rendendo più accessibili servizi fondamentali per la crescita e il benessere dei bambini. È anche per questo che Fidaldo continua a valorizzare e segnalare strumenti di questo tipo, che incidono in modo diretto sull’organizzazione familiare e sul ricorso regolare ai servizi di assistenza e supporto domestico.

L’intervento dispone complessivamente di 20 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo, distribuiti sul triennio 2025-2027, confermando la volontà di investire in misure strutturate a sostegno delle famiglie e dell’infanzia.

Che cos’è l’Atlante Fidaldo

L’Atlante Fidaldo è una mappa interattiva nazionale e regionale che raccoglie e rende facilmente consultabili le misure e i sostegni economici destinati alle famiglie che assumono lavoratori domestici, come colf, badanti e baby sitter, nei diversi territori italiani. Realizzato da Fidaldo in collaborazione con Irs, l’Atlante nasce per offrire ai datori di lavoro domestico uno strumento pratico, aggiornato e utile per orientarsi tra agevolazioni, contributi e interventi attivi a livello nazionale e locale. Un punto di riferimento pensato per aiutare le famiglie a conoscere meglio le opportunità disponibili e a utilizzare in modo più consapevole i servizi di cura e assistenza.

Pasquaretta, la Cassazione annulla la condanna

La Cassazione ha annullato la condanna a Luca Pasquaretta, il giornalista che fu portavoce dell’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Gli era stato dato  un anno e 8 mesi per la consulenza di 5 mila euro al Salone del Libro nel 2017. Ma il fatto non sussiste: vale per Pasquaretta, per l’ex vice direttore del Comune Ferrari e per Montalcini, allora vice presidente della Fondazione che organizza il Salone torinese.

Oltre 60mila presenze a Biennale Tecnologia


Il Politecnico di Torino riconosciuto da ANVUR al primo posto tra gli atenei italiani per Terza Missione e impatto sociale

Appuntamento alla VI edizione nel 2028

Si è conclusa domenica 19 aprile la V edizione di Biennale Tecnologia, la manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino, che ha invitato il pubblico di quest’anno a chiedersi in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo. Il tema di quest’anno, Soluzioni, è stato sviluppato attraverso un approccio trasversale e interdisciplinare, con l’obiettivo di avvicinare le scienze tecnologiche e quelle umane, in linea con il claim della manifestazione: “Tech Cultures”.

LA V EDIZIONE

Con oltre 60.000 presenze Biennale Tecnologia conferma il suo successo, inserendosi in un contesto di eccellenza per il Politecnico di Torino, appena riconosciuto da ANVUR come primo ateneo in Italia per Terza Missione e impatto sociale nella VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) 2020–2024.
La V edizione di Biennale Tecnologia si è inoltre distinta per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: per la prima volta oltre agli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che è rimasto la sede centrale, si è estesa in maniera diffusa e capillare nella città nelle oltre 20 sedi che hanno accolto il programma di Biennale Tecnologia.

Tra le altre novità di questa edizionela presenza dei co-curatori, che hanno affiancato il curatore scientifico Guido Saracco. In particolare, Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umanoSimone Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla saluteFederico Bomba (Sineglossa), invece, ha curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.

Nel corso delle cinque giornate, Biennale Tecnologia ha visto confrontarsi oltre 300 relatori da tutto il mondo per un totale complessivo di 120 incontri animati dalla grande partecipazione di un pubblico di ogni età, coinvolgendo cittadini torinesi e anche molti turisti presenti in città nel weekend. Oltre 14.000 persone hanno partecipato agli incontri, registrando molti sold out.

Si è confermato l’impegno per le scuole, nell’ambito del progetto della Città “Torino Futura”oltre 2600 bambini e ragazzi che hanno partecipato ad attività didattiche nello Spazio 0-14 e laboratori, tra cui quelli di Politecnico Aperto. Tecnologia in Piazza ha portato in piazza San Carlo 22 Team studenteschi dell’Ateneo, coinvolgendo sabato e domenica oltre 25.000 persone.

Esauriti tutti gli spettacoli che hanno visto protagonisti, tra gli altri, da Marco Paolini alle OGR, a Stefano Accorsi al Teatro Carignano, passando per Tecnomusik al Conservatorio Giuseppe Verdi, La sussurratrice al Teatro Vittoria, Retrofuturo Prometeo Talks al Politecnico, con oltre 4.000 spettatori complessivi.

Quest’anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi percepiti tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e le mostre. Più di 15.000 persone hanno visitato le mostre.

In calce il link al press kit digitale contenente il  la nota conclusiva completa, le dichiarazioni, i loghi e le foto della V edizione di Biennale Tecnologia.

Foto Lapone e Ujetto

A “Gliacrobati” un materiale antico, i collage della statunitense India Evans

Se c’è stato un inizio, l’inizio è quella scatola da scarpe strapiena di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi, ritrovata tra i banchi del mercato di Porta Portese a Roma, fotografie che, racconta India Evans, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Poi è stata la continua ricerca tra gli archivi, le librerie, i mercati di New York, per richiamare altre esistenze al presente, per inserire nel mondo di oggi, per dare nuove forme e vita. Evans è nata nel ’78 a New York, ha studiato in Italia presso la Scuola d’Arte Lorenzo de’ Medici di Firenze, ha esposto in Italia e Russia, nel Regno Unito e negli States. Sino al 16 maggio sue opere, differenti collage quasi sempre di piccole dimensioni, sono presenti negli spazi espositivi della galleria “Gliacrobati”, via Ornato 4 (zona Gran Madre), le ha prese a cuore Gloria Alderuccio, sin dal primo momento che le vide, in quell’ambiente domestico dove coabitavano anche le opere del padre John – scomparso nel 2012, cresciuto in California e studi a Chicago, conosciuto per i collage costruiti con i tanti oggetti rinvenuti nelle strade del East Village, ricavati da biglietti da visita, pacchetti di sigarette, ritagli di giornali, volantini, adesivi, istantanee -: “il collage si rivela così come una lingua familiare, un gesto ereditato ma radicalmente riformulato; se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione al femminile”, scrive Alderuccio.

Balzano fuori da una memoria collettiva i corpi “antichi” di Evans, il nudo di donna in ricostruzioni d’ambiente, piccoli angoli di camere, tavolini e seggiole d’epoca, inguantato o avvolto da una natura ricostruita o da una larga ragnatela finissima ma pure con il viso intercambiato con quello di una cerva, o devastato da serpenti e teschi, o a grondare sangue tra le grinfie di un coccodrillo come all’interno di una vasca da bagno a esalare spiriti che riportano ai trucchi rabberciati dei vecchi film del secolo passato, tra un recinto che ripropone la Fontana della Vita medievale con il realismo di oggi. La donna – salva spesso (troppo spesso?) la componente dell’eros – come una feroce lupa ad assalire membri virili, o a veder crescere infiorescenze dal proprio pube, immersa in un luogo magico del lontano oriente, al centro di languide immaginazioni: con qualche perplessità, anche nella lettura dei titoli che come ricami sono posti all’interno dei vari collage, mi chiedo se la mostra sia il resoconto di una perfetta manualità o un pressare di suggestioni e angosce e terrori sanguinolenti, oppure un omaggio alle trasformazioni femminili, o ancora le visioni dei pericoli dettati in principal modo dall’elemento maschile, forza contraria in perenne agguato, forse di uno sguardo sul passato che si riverbera senza alcuna fatica sui nostri giorni.

Nell’immagine, di India Evans, “Women into the Depths of the self”. tecnica mista, 2009.

Elio Rabbione

Torino: la sindrome della “città vetrina”

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L’OPINIONE

Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della “sindrome della vetrina”?

Siamo diventati campioni nel vestire a festa la città per pochi giorni, come accade con le ATP Finals. Luci, sponsor e visibilità internazionale: tutto perfetto. Ma poi? Appena si spengono i riflettori, Torino torna a fare i conti con la propria quotidianità, fatta di problemi infrastrutturali irrisolti e di una programmazione che sembra svuotarsi appena finisce il mega-evento di turno.

Il paragone con Milano, che inseguiamo affannosamente, è impietoso. La differenza non è nella capacità di gestire una cerimonia, ma nella sostanza dei giorni che seguono. Milano corre tutto l’anno; Torino, invece, vive di “fiammate” che lasciano dietro di sé più costi di gestione che eredità concrete.

Prima di sognare nuovi loghi olimpici, dovremmo chiederci se sia saggio sobbarcarsi un altro fardello economico per infrastrutture che rischiano di diventare l’ennesimo monumento all’incompiuto. Torino non ha bisogno di un altro grande evento per sentirsi importante; ha bisogno di una gestione che sappia guardare oltre il taglio del nastro. Perché se non impariamo a far funzionare la città per chi ci vive 365 giorni l’anno, resteremo sempre e solo una bellissima comparsa nel panorama dei grandi eventi. E, forse, è ora di smetterla di recitare questo copione.

Chiara Vannini

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Pro e contro. Le conseguenze economiche e turistiche dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sul territorio piemontese

I Giochi Olimpici Invernali del 2006 hanno rappresentato per Torino e per l’intero Piemonte molto più di un evento sportivo: sono stati un punto di svolta capace di incidere in modo profondo sull’economia locale, sull’organizzazione del territorio e sull’attrattività turistica. A distanza di anni, è possibile osservare come quell’appuntamento abbia contribuito a ridefinire il ruolo della città e della regione, avviando un processo di trasformazione duraturo.

Dal punto di vista economico, le Olimpiadi hanno attivato un ingente flusso di investimenti, sia pubblici sia privati. Le risorse impiegate per la costruzione degli impianti sportivi, il miglioramento delle infrastrutture e la riqualificazione urbana hanno avuto un impatto significativo sull’economia locale. In particolare, si è registrato un effetto positivo sulla crescita, con un incremento stimato intorno allo 0,2% del PIL a livello nazionale e fino a circa il 3% per il Piemonte. Questo impulso ha favorito lo sviluppo di settori come l’edilizia, i trasporti e i servizi, contribuendo a modernizzare il sistema territoriale.

Uno degli effetti più rilevanti è stato il cambiamento dell’immagine di Torino. Prima del 2006, la città era principalmente associata alla grande industria automobilistica; dopo i Giochi, ha iniziato a essere percepita come una destinazione culturale e turistica. Musei, residenze storiche, eventi e gastronomia sono diventati elementi centrali nella promozione del territorio, aumentando la visibilità internazionale della città.

Sul piano turistico, i risultati sono stati evidenti soprattutto nel medio-lungo periodo. Gli arrivi turistici sono cresciuti in modo molto significativo: si registra un aumento di circa il 90% in Piemonte e di oltre il 100% nell’area di Torino. Anche le presenze (pernottamenti) hanno seguito lo stesso andamento, con un incremento di circa il 52% a livello regionale e di circa il 73% nell’area torinese.

Questa crescita si riflette anche nei dati più recenti: il Piemonte ha raggiunto circa 17 milioni di pernottamenti annui, di cui circa 4,5 milioni concentrati nella città di Torino. Il turismo è diventato così un settore sempre più importante, arrivando a rappresentare oltre il 10% del PIL regionale.

L’aumento dei flussi turistici ha avuto ricadute diffuse sul tessuto economico locale. Da un lato, si è registrato un incremento dell’occupazione nei servizi legati all’accoglienza; dall’altro, si è rafforzato l’indotto, comprendente trasporti, commercio e attività culturali. Inoltre, l’esperienza organizzativa maturata con le Olimpiadi ha reso il territorio più capace di ospitare eventi di rilievo, consolidando ulteriormente la sua attrattività.

Le criticità

Tuttavia, non sono mancate alcune criticità. Alcune strutture costruite per i Giochi hanno incontrato difficoltà nel trovare un utilizzo stabile nel tempo, mentre i benefici economici non si sono distribuiti in modo uniforme tra tutte le aree. Inoltre, una parte dell’occupazione generata è rimasta legata a lavori stagionali o poco qualificati. Questi aspetti mostrano come l’impatto di un grande evento debba essere gestito con politiche mirate per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.

Nel complesso, l’eredità di Torino 2006 può essere considerata positiva. I Giochi hanno contribuito a diversificare l’economia locale, riducendo la dipendenza dal settore industriale e rafforzando il ruolo del turismo e della cultura. Hanno inoltre migliorato le infrastrutture e favorito un cambiamento nella percezione della città e della regione.

Prova a lanciarsi dal quarto piano: salvato in extremis

Era sul punto di buttarsi dal balcone del suo appartamento al quarto piano:  soccorso in tempo dalla polizia locale. È successo sabato pomeriggio in piazza Cavour, quando un uomo di circa 60 anni ha tentato il gesto estremo. L’allarme è partito da un testimone nelle vicinanze, che ha avvistato l’individuo pericolosamente proteso oltre la balaustra.

Sul posto sono accorse le volanti della polizia locale, tra cui una squadra in borghese del reparto operativo speciale. Grazie all’aiuto di un condomino, gli agenti hanno individuato l’alloggio e sono entrati silenziosamente, sfruttando una porta socchiusa. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo -in preda all’agitazione, con il corpo a cavalcioni sulla ringhiera e visibilmente tremante-  è stato afferrato dai tre operatori sotto copertura, supportati da due colleghi in divisa: l’hanno stretto per braccia e busto, riportandolo dentro casa proprio mentre rischiava di precipitare.

Una volta in salvo, il sessantenne ha rivelato agli intervenuti i suoi tormenti profondi: gravi problemi economici, solitudine e un’eccessiva assunzione di farmaci. Rassicurato dal confronto con la polizia, è stato affidato ai medici del 118 Azienda Zero e trasferito all’ospedale Molinette per controlli e cure.

VI.G

Cambio al vertice delle truppe alpine

Il Generale Alberto Vezzoli è il nuovo Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito

Bolzano, 20 aprile 2026 – Si è svolta presso l’auditorium Eurac di Bolzano, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario e di numerose autorità civili e militari, la cerimonia di cambio al vertice delle Truppe Alpine. Al Generale di Divisione Michele Risi, che lascia il servizio attivo dopo 45 anni, è subentrato il Generale di Divisione Alberto Vezzoli.

Nel suo discorso di commiato, il Generale di Divisione Michele Risi ha richiamato il significato della professione militare, sottolineando il valore della formazione, dell’addestramento e della costante proiezione verso il futuro. “Prepararsi oggi significa rendere più sicuro il domani”, ha affermato, evidenziando come ogni fase della vita militare – dalla formazione iniziale agli impieghi operativi – sia orientata ad affrontare le sfide future. Ha quindi rimarcato il ruolo delle Truppe Alpine, capaci di coniugare tradizione e innovazione, forti del legame con il territorio e al tempo stesso pronte a operare in nuovi scenari, anche in ambienti estremi, mantenendo saldi i valori di servizio, disciplina e dedizione al Paese.

Il Generale di Divisione Alberto Vezzoli, già Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine, ha assunto l’incarico evidenziando il senso di responsabilità con cui affronta la nuova esperienza di comando, in un contesto operativo in continua evoluzione. Nel suo intervento ha posto al centro il valore delle persone e delle relazioni, sottolineandone l’importanza per garantire efficacia operativa e coesione dell’Esercito. Ha quindi ribadito la necessità di proseguire nel solco tracciato, preservando il patrimonio di valori, tradizioni e professionalità delle Truppe Alpine e rafforzando la capacità di adattamento alle sempre mutevoli esigenze operative. Nel delineare le direttrici del proprio mandato, ha indicato nei principi di concretezza, empatia e responsabilità i fondamenti dell’azione di comando.

Ruba tra le corsie del pronto soccorso: arrestato con la refurtiva

Non un furto qualunque, ma aggravato perché commesso ai danni di un paziente ricoverato: arrestato. È successo nei giorni scorsi all’ospedale Maria Vittoria, nel quartiere Campidoglio.
Un paziente in barella, in attesa di cure urgenti, è stato derubato. A dare l’allarme sono stati il personale sanitario e le persone presenti con lui in corsia. L’uomo avrebbe approfittato della vulnerabilità della vittima, intrufolandosi nelle corsie e rubando telefono e portafoglio dagli effetti personali, per tentare poi la fuga. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura con la Volante del Commissariato San Donato, che hanno bloccato l’uomo, un 45enne italiano, poco dopo.
Gli agenti sono riusciti a recuperare la refurtiva e l’hanno restituita subito al proprietario. Nella tasca della giacca sono emerse forbici da 10 cm e carte di debito intestate a estranei: le indagini proseguono per chiarirne l’origine. Il procedimento resta nelle fasi preliminari, con presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Auto pirata? Morto rider 32enne caduto dalla bici sulla collina torinese

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Un rider ieri sera è morto cadendo dalla bici su una strada della collina torinese, nei pressi del parco Europa, in zona Cavoretto. L’uomo,  di 32 anni, è stato trovato dal 118 tra la vegetazione, vicino alla sua bicicletta, rimasta sulla strada. Gli sono stati riscontrati diversi traumi. Verso le 23 una passante ha chiamato i soccorsi, vedendo il mezzo rimasto in strada. Gli accertamenti verificheranno se la vittima è stata urtata da un veicolo.