ilTorinese

Juve e Milan vincono, colpo Lecce! Toro arrendevole

La prima giornata di Serie A 2026/27 entra nel vivo con altre quattro partite giocate oggi, domenica 23 agosto. Vittorie per Juventus, Lecce, Milan e Atalanta, mentre Frosinone, Venezia, Torino e Sassuolo iniziano il campionato con una sconfitta.

Frosinone-Juventus 0-1
La Juventus parte con tre punti, ma senza chiudere definitivamente la partita. Decide Bremer al 22′, bravo a sfruttare di testa un cross di Francisco Conceição. I bianconeri costruiscono diverse occasioni, ma sprecano troppo e nel finale rischiano il pareggio: il Frosinone colpisce anche la traversa. Una vittoria preziosa per Spalletti, accompagnata però dalla sensazione che in fase offensiva serva maggiore concretezza.
Venezia-Lecce 0-2
Grande partenza del Lecce, che espugna Venezia con una prestazione concreta. Gorter e Tiago Gabriel firmano i due gol che permettono alla squadra salentina di portare a casa tre punti pesanti. Il Venezia aveva anche trovato la via della rete in due occasioni, ma entrambe sono state annullate dal VAR.
Torino-Milan 1-2
Il Milan conquista una vittoria importante in trasferta. I rossoneri passano nella ripresa con Cissé al 64′ e Rabiot al 67′, ribaltando l’inerzia della gara. Il Torino accorcia soltanto al 90’+3′ con Adams, quando però è ormai troppo tardi. Il 2-1 permette al Milan di cominciare la stagione con una vittoria significativa su un campo tradizionalmente complicato.
Atalanta-Sassuolo 2-1
Buona la prima per la nuova Atalanta di Maurizio Sarri. I bergamaschi superano il Sassuolo 2-1: Raspadori sblocca il risultato al 6′, gli ospiti pareggiano con Odenthal al 55′, prima del gol decisivo di Krstovic al 65′. Tre punti che premiano la partenza aggressiva dell’Atalanta e danno fiducia al nuovo progetto tecnico.
Il bilancio della domenica: Juventus e Milan rispondono subito alle aspettative, l’Atalanta inaugura con successo l’era Sarri e il Lecce firma il risultato forse più sorprendente della giornata. La prima giornata si completerà domani con Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina.

Enzo Grassano

Picchiato per aver difeso una ragazza: 19enne in ospedale

Un giovane  di 19 anni di San Mauro Torinese è in prognosi riservata all’ospedale di Pietra Ligure: è stato ferito alla testa per aver difeso una ragazza, mentre era in vacanza in Liguria. Due coetanei stranieri lo hanno picchiato con violenza sulla via Aurelia, ad Andora, anche usando un cartello della segnaletica stradale. Ora dovrà essere operato per una lesione cranica, ma  non è in pericolo di vita, come scrive La Stampa.

Brandizzo, 12 indagati nella nuova inchiesta

/

Sono 12 tra funzionari e dirigenti di Rfi, gli indagati della nuova inchiesta aperta dalla procura di Ivrea sulla strage ferroviaria di Brandizzo. Tra loro anche – come scrive Repubblica – Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Rfi fino al marzo 2025 e da un mese alla guida di Ferrovie dello Stato. La non ottemperanza alle prescrizioni inviate tra il 2025 e il 2026 dallo Spresal dell’Asl ai vertici della sicurezza sul nodo ferroviario di Torino e’  alla base dell’inchiesta. Si era riscontrata una generale carenza nella pianificazione della sicurezza dei lavori, oltre a controlli insufficienti e a un sistema di manutenzioni indebolito dalle esigenze commerciali. Ma l’accusa sostiene che  nei sei mesi concessi per adeguarsi nessuno dei dirigenti coinvolti avrebbe adottato le misure necessarie.

Siccità, Confagricoltura Piemonte: «1,2 milioni in più per i prestiti»

/

 

Allasia: : «Rafforzare in pari misura il sostegno alle imprese agricole e alle cooperative»

 

Aumentare complessivamente di 1,2 milioni di euro le risorse regionali destinate ai prestiti di conduzione, assegnando 600.000 euro aggiuntivi alle imprese agricole singole e altrettanti alle cooperative. È la proposta di Confagricoltura Piemonte per sostenere le aziende colpite dalla prolungata siccità.

Il programma regionale 2026 dispone attualmente di 1,85 milioni di euro. Di questi, 400.000 euro sono destinati agli imprenditori agricoli singoli, alle società semplici e alle forme associate composte da meno di cinque imprenditori. La restante quota di 1,45 milioni è riservata alle le cooperative agricole e le forme associate composte da almeno cinque imprenditori.

Confagricoltura Piemonte propone di portare la prima dotazione da 400.000 euro a un milione e quella destinata alle cooperative da 1,45 a 2,05 milioni, con un incremento di 600.000 euro per ciascuna categoria. Il programma regionale raggiungerebbe così una dotazione complessiva di 3,05 milioni di euro.

«Partiamo da strumenti esistenti, già conosciuti dalle imprese, dalle cooperative e dagli istituti di credito – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – e chiediamo alla Regione, al presidente Alberto Cirio e all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, dei quali conosciamo la sensibilità e l’attenzione verso le esigenze del settore primario uno stanziamento aggiuntivo di 1,2 milioni di euro. L’intervento deve sostenere in pari misura sia le aziende agricole sia le cooperative, che svolgono una funzione fondamentale nella raccolta, trasformazione e commercializzazione delle produzioni».

Il contributo regionale copre una parte degli interessi sui prestiti a breve termine, nella misura del 2% per le imprese di pianura e collina e del 2,5% per quelle di montagna. Per le imprese singole sono ammissibili finanziamenti compresi tra 5.000 e 80.000 euro. Per le cooperative e le forme associate composte da almeno cinque imprenditori, l’importo viene calcolato in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

L’aumento delle risorse dovrebbe essere accompagnato da una proroga dei termini di presentazione delle domande, attualmente fissati al 4 settembre 2026 per le imprese singole, affinché le aziende danneggiate possano accedere alle nuove disponibilità.

Confagricoltura Piemonte chiede anche un tavolo operativo tra Regione, Ministero dell’Agricoltura, ABI, banche, ISMEA e rappresentanze agricole. L’obiettivo è definire una moratoria volontaria con la sospensione per dodici mesi della quota capitale di mutui e prestiti e il prolungamento dei piani di ammortamento senza commissioni aggiuntive.

«La sospensione delle rate – prosegue Allasia – deve essere affiancata da nuovo credito garantito, indispensabile per sostenere le spese di produzione e programmare la prossima campagna. La misura dovrà comprendere imprese singole, società agricole e cooperative, utilizzando prioritariamente le garanzie gestite da ISMEA e integrandole con risorse regionali e nazionali».

Al Governo viene infine chiesta una misura specifica per i danni alle produzioni assicurabili, attraverso una deroga legislativa e uno stanziamento nazionale dedicato alla siccità del 2026.

«Più risorse per il credito di conduzione, moratoria concordata e garanzie ISMEA rafforzate rappresentano un pacchetto concreto per tutelare le aziende, le cooperative e le filiere agroalimentari piemontesi», conclude Allasia.

CS

Raf Vallone. Sempre in movimento!

Di Debora Bocchiardo

 

Raf Vallone, nome d’arte di Raffaele Vallone, nasce a Tropea il 17 febbraio 1916 e la sua vita è stata un susseguirsi di metamorfosi!

Nei suoi 86 intensi anni di vita è stato partigiano, giornalista, attore di cinema, teatro o fotoromanzi… e persino calciatore!

Appassionato di sport,  di calcio in particolare, milita tra le fila del settore giovanile del Torino ed esordisce in Serie A nella stagione 1934-1935, disputando una partita con nell’anno in cui la squadra vince la Coppa Italia.

In totale accumula 25 presenze in campo, sempre giocando nei granata, e abbandonerà l’attività calcistica nel 1941 per dedicarsi al giornalismo.

Anche in questa sua nuova veste si distingue subito. Fu redattore capo delle pagine culturali dell’Unità, anche se mai s’iscrisse al Pci per evidenziare al sua posizione critica nei confronti dello stalinismo. Divenne poi critico cinematografico per La Stampa.

Solo successivamente inizia a d interessarsi alla recitazione.

La sua prima apparizione risale al 1942, nel film Noi vivi, dove interpreta un marinaio.

Nel teatro debutta nel 1946, al Teatro Gobetti di Torino, con Woyzeck di Georg Büchner, per la regia di Vincenzo Ciaffi.

La svolta della sua carriera arriva nel 1949 con la pellicola che lo consacra nell’immaginario collettivo: Riso amaro, di Giuseppe De Santis.

A questo capolavoro ne seguono altri, tutti indimenticabili.

Nel 1950, con Lucia Bosè, lavora a Non c’è pace tra gli ulivi, sempre di De Santis.

Con Il cammino della speranza, di Pietro Germi, riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del neorealismo e decide di dedicarsi unicamente al cinema.

Curzio Malaparte lo definì “l’unico volto marxista del cinema italiano” e lo volle in Il Cristo proibito,  ma gli anni 50 per l’attore sono un fucina di opere indimenticabili e proprio sul set incontrerà anche la futura moglie: Elena Varzi.

Sono gli anni in cui dà corpo a capolavori come Anna e La spiaggia, entrambi di Alberto LattuadaRoma ore 11 di Giuseppe De Santis e, nel 1952,  interpreta anche Garibaldi in Camicie rosse, di Goffredo Alessandrini,

In Francia, nel 1953, con Simone Signoret, diretto da Marcel Carné, lavora in Teresa Raquin, mentre nello stesso anno torna ad essere calciatore, ma sul grande schermo, con  Gli eroi della domenica di Mario Camerini.

In teatro diventa l’indimenticabile protagonista del dramma di Arthur Miller Uno sguardo dal ponte, portato in scena a Parigi nel 1958 e in Italia nel 1967.

Nel frattempo, come molti talenti del suo tempo, anche Vallone si avvicina alla televisione con opere di indubbio valore culturale e intellettuale, oltre che educativo, come  Il Mulino del Po, del 1963,  e alternò l’attività teatrale (Il costruttore Solness, di Henrik Ibsen1975Nostalgia, di Franz Jung1984Luci di Bohème, di Ramón del Valle-Inclán1985Il prezzo di Arthur Miller1987La medesima strada1987Tito Andronico1989Stalin di Gaston Salvatore1989) a quella cinematografica (La ciociara1960Una voglia da morire1965L’altra faccia di mezzanotte1977Il magnate greco1978Retour à Marseille1980Lion of the Desert1981A Time to Die1982Il padrino – Parte III1990).

Nel 2001 pubblicò la sua autobiografia L’alfabeto della memoria, edita da Gremese. Rimase sposato per cinquant’anni con l’attrice Elena Varzi, dalla quale ebbe la figlia Eleonora e i gemelli Saverio e Arabella.

A Torino 4mila piante in fiore tra parchi e piazze

/
 

Dal bianco al rosa, fino alle intense tonalità del blu. Anche quest’estate Torino si veste di colore grazie alle fioriture che impreziosiscono alcuni dei suoi principali spazi verdi e luoghi simbolo.

All’inizio della stagione estiva, i giardinieri della Divisione Verde e Parchi della Città hanno messo a dimora circa 4.000 piante ornamentali, che proprio in queste settimane stanno raggiungendo il massimo della fioritura.

Le nuove composizioni floreali si possono ammirare al Monumento a Vittorio Emanuele, nel Giardino Lamarmora, in piazza Solferino, piazza Statuto e piazza Carlo Alberto, oltre che al Parco del Valentino e al Sacrario del Martinetto.

Un’esplosione di forme e colori affidata a numerose varietà, tra cui Begonie Dragon Wing, Cleome, Dalie, Gaura, Hibiscus Moscheutos, Impatiens, Salvie farinacee, Zinnie, Petunie, Verbene, Salvie Greggi e Coleus. Fiori e fogliame che trasformano aiuole e spazi pubblici in piccoli angoli fioriti, rendendo più accoglienti le aree frequentate ogni giorno da torinesi e visitatori.

Dietro la bellezza di queste fioriture c’è un lavoro quotidiano che comprende progettazione, messa a dimora, irrigazione e manutenzione. Un impegno particolarmente importante durante i mesi più caldi, quando le alte temperature richiedono cure costanti per accompagnare la crescita delle piante e mantenerle in buone condizioni.

TorinoClick

Turismo in montagna, dieci regole per rispettare un patrimonio prezioso del Piemonte

/

Il decalogo di Uncem

La montagna è una delle grandi ricchezze del Piemonte. Non soltanto per il valore ambientale e paesaggistico delle Alpi, ma perché nelle vallate si vive, si lavora, si produce e si fa impresa. Dietro l’immagine di una vetta, di un sentiero o di un bosco ci sono comunità che mantengono vivi i paesi, attività commerciali, aziende agricole e forestali, strutture ricettive, ristoranti, rifugi e un insieme di servizi indispensabili anche per chi arriva dalla città per trascorrere qualche ora o una vacanza.

Negli ultimi anni questo patrimonio ha assunto un peso crescente anche dal punto di vista turistico. Il Piemonte ha chiuso il 2025 superando 6,7 milioni di arrivi e 18,1 milioni di pernottamenti, con una crescita rispettivamente del 7,1% e del 7,5% rispetto all’anno precedente. All’interno di questo quadro la montagna occupa ormai un posto di primo piano: nel 2025 le località montane piemontesi hanno totalizzato complessivamente oltre 1,1 milioni di arrivi e la permanenza media dei visitatori è stata di circa 3,1 notti.

Particolarmente significativo è il risultato dell’estate 2025. Nelle aree montane sono stati registrati circa 668 mila arrivi e oltre 1,9 milioni di pernottamenti, con incrementi del 14,3% e del 17,4% rispetto all’estate precedente. Anche l’inverno 2024-2025 aveva dato risultati importanti, con oltre 441 mila arrivi e quasi 1,5 milioni di presenze: per numero di turisti arrivati è stata la migliore stagione invernale dell’ultimo decennio.

La montagna, dunque, non vive più soltanto di sci. Escursionismo, bicicletta, sport all’aria aperta, enogastronomia e ricerca di temperature più miti durante l’estate stanno progressivamente allargando la stagione turistica. Bardonecchia, ad esempio, nel 2025 ha raggiunto circa 432 mila presenze, Sestriere quasi 365 mila e Sauze d’Oulx oltre 256 mila.

E il turismo produce effetti che vanno ben oltre alberghi e impianti. Uno studio sulle stazioni sciistiche di Prato Nevoso, Limone Piemonte e Pian Munè ha calcolato, per la stagione 2024-2025, una spesa iniziale dei visitatori vicina ai 46 milioni di euro, capace di generare un impatto economico complessivo stimato in circa 111 milioni. In altri termini, il denaro speso da chi frequenta la montagna mette in moto una filiera molto più ampia, coinvolgendo commercio, ristorazione, servizi e altre attività locali.

Proprio l’aumento dei visitatori rende però ancora più importante diffondere una cultura del rispetto. La montagna non può essere considerata un grande spazio pubblico senza regole, disponibile gratuitamente e senza limiti. È un territorio fragile, nel quale l’affollamento eccessivo di alcune località, l’abbandono dei rifiuti, i comportamenti imprudenti sui sentieri o l’accensione di fuochi possono creare problemi ambientali, costi per le amministrazioni e difficoltà per chi vi risiede tutto l’anno.

Da qui l’utilità di un decalogo proposto da UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, rivolto a chi frequenta le vallate, dieci indicazioni che ricordano come turismo, sicurezza, tutela dell’ambiente ed economia locale possano e debbano procedere insieme.

1 | Siamo luoghi da vivere, luoghi di vita. Comunità presenti

2 | OK all’outdoor e all’attività fisica. Ma rispetta i tuoi limiti

3 | Bar e ristoranti sono accoglienti. Compra in valle, il paese vivrà

4 | Paesaggio, boschi e prati sono sempre plasmati dall’uomo

5 | Rispetta le regole poste dai Comuni, i limiti e le chiusure di percorsi

6 | Non affollare spazi di territorio per una foto o un selfie. Prima occhi, testa, cuore

7 | Non tutto è gratis. Come paghi il parcheggio in città, puoi pagare ticket o tavolo
per pic-nic in montagna

8 | Il bosco che attraversi è pianificato e gestito. Anche tagliato, da imprese forestali
intelligenti e virtuose

9 | Non portare tutto da casa, ma riporta i tuoi rifiuti a casa

10 | Attenzione ai fuochi liberi e anche al barbecue. Rispetta i divieti.
Scegli la legna giusta, ma non rubarla

Sono indicazioni semplici, ma dietro ciascuna c’è un tema concreto. Comprare un panino, bere un caffè, pranzare in un ristorante, acquistare prodotti del territorio o utilizzare un servizio locale significa contribuire a mantenere un’attività economica in una valle dove spesso fare impresa è più difficile e costoso rispetto alla pianura. Allo stesso modo, pagare un parcheggio o l’utilizzo di un’area attrezzata può contribuire alle spese necessarie per gestire luoghi sottoposti, soprattutto nei fine settimana, a una forte pressione turistica.

Anche boschi, prati e pascoli non sono semplicemente uno scenario naturale immobile. Sono territori che per secoli sono stati curati e trasformati dal lavoro dell’uomo. Agricoltori, allevatori e imprese forestali svolgono ancora oggi un’attività che ha conseguenze economiche, ambientali e di presidio del territorio. Per questo anche un taglio boschivo correttamente programmato non deve essere automaticamente interpretato come un’aggressione alla natura: può rientrare nella normale gestione di un patrimonio che necessita di manutenzione.

C’è poi il tema della sicurezza. La diffusione dell’outdoor porta sulle montagne piemontesi un pubblico sempre più numeroso e diversificato, non necessariamente composto da escursionisti esperti. Conoscere i propri limiti, informarsi sulle condizioni dei percorsi e rispettare chiusure e disposizioni dei Comuni significa proteggere se stessi e non mettere inutilmente in difficoltà chi deve intervenire in caso di emergenza.

Lo stesso principio vale per i rifiuti e, soprattutto durante i periodi più asciutti, per i fuochi. Un barbecue acceso nel posto o nel momento sbagliato può trasformarsi in un rischio serio per boschi e comunità. La prudenza individuale diventa quindi una forma concreta di tutela collettiva.

La crescita del turismo rappresenta una grande opportunità per le montagne piemontesi, ma la vera sfida consiste nel trasformare il numero crescente di visitatori in economia stabile per le vallate, senza consumarne il territorio e senza rendere più difficile la vita di chi vi abita.

Il principio alla base dei dieci punti può essere riassunto così: la montagna non è soltanto un luogo da visitare, ma un luogo da vivere e da rispettare. Godersi un panorama, percorrere un sentiero o trascorrere una giornata al fresco significa entrare, anche solo per qualche ora, nella casa di comunità che quel territorio lo custodiscono per dodici mesi all’anno. Ed è proprio dal loro futuro che dipende anche il futuro della montagna piemontese.

(foto Vialattea Sestrieres)

Crolla controsoffitto su un bimbo, non è ferito

Un controsoffitto e’ parzialmente caduto in una stanza dove si trovava un bambino in un alloggio in social housing nella cascina Fossata a Torino. Sul posto vigili del fuoco, polizia e 118. Il bimbo è stato portato all’ospedale Maria Vittoria in codice verde, spaventato ma non ferito.