ilTorinese

Mindful Festival, la seconda edizione al Castello di Rivoli

 

Venerdì 18 e sabato 19 settembre la suggestiva cornice del Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea, ospiterà la seconda edizione di Mindful Festival.it evento dedicato alla diffusione della consapevolezza nella vita quotidiana. Attraverso una ricca programmazione multidisciplinare che intreccia educazione, salute, sport, arte e socialità, il festival offre ai partecipanti l’opportunità unica di sperimentare la meditazione mindfulness, e di conoscere la portata performative sul benessere individuale e collettivo. Dialoghi con esperti di neuroscienze forniranno il rigore e le basi scientifiche utili a comprendere l’efficacia della pratica nella gestione dello stress e nella prevenzione delle patologie croniche. Elemento centrale di questa edizione è la si regia strategica con il Castello di Rivoli, la cui vocazione culturale si coniuga con la promozione dell’equilibrio psicofisico attraverso il dialogo tra arte, cultura e salute. Questa collaborazione trova la sua naturale espressione nel contributo del museo, da anni punto di riferimento nazionale e internazionale nell’ambito dell’accessibilità e della partecipazione culturale attiva.

Venerdì 18 settembre l’inaugurazione del festival avverrà nella Manica Nuova del Castello di Rivoli, dalle 10 alle 12, con le pratiche di consapevolezza nei contesti pedagogici e un workshop dedicato alle scuole a cura di Patrizia Sacco, campionessa paralimpica e insegnate di yoga. Dalle 14 alle 16, sempre enella Manica Nuova, si terrà un workshop aperto al pubblico su Mindfulness e benessere negli spazi di vita quotidiana con Henk Barendregt, maestro Vipassana e professore di Fisica alla Radboud University, in Olanda, affiancato da Patrizia Saccà. Dalle 17 alle 18, presso la Manica Lunga, con Henk Barendregt, si terrà il workshop “Mindfulness nel museo”, pratica di meditazione aperta al pubblico all’interno della mostra “Cecilia Vicuña: el glaciar ido (the vanished glacier, il ghiacciaio scomparso”. Dalle ore 18 alle 19 si terrà un’ora di teatro con il gruppo com/PASSION, dove arte, scienza e consapevolezza si fondono. Alle 19.20, presso la caffetteria del Museo, un aperitivo a cura di Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino e dell’Associazione Strada Reale dei Vini Torinesi. Si tratta di una degustazione consapevole in cui il vino viene vissuto come esperienza midfulness e cultura del vino.

Sabato 19 settembre, dopo l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti, è prevista alle ore 11 la pratica di meditazione a cura di Henk Barendregt. Dalle 11.30 alle 13 sarà presente una sessione di teatro a cura di com/PASSION, un seminario su arte, scienza e consapevolezza con nomi illustri. Modera Lorenza Guidotti, progetto ASBA Università di Milano. Dalle 13.30 alle 14, presso la Manica Lunga, al terzo piano, si terrà la visita guidata alla mostra di Cecilia Vicuña, a cura del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Alle 14.30 vi sarà una sessione di teatro con l’orchestra da camera Nuova Dissonanza, diretta da Giovanni D’Alessandro e con il soprano Alessandra Sassi. Dalle 15 alle 16.30 si terrà una sessione di teatro intitolata “L’Arte come pratica di benessere”, e dalle 16.30 alle 18 una sessione di teatro come espressione dell’arte e come momento di cura. Il regista è Gianluca De Serio, le cantanti sono Neja e l’Una e Cinque.

L’evento è gratuito

Info e prenotazioni: festivalconsapevolezza@gmail.com  – www.mindfulfestival.it

Mara Martellotta

Cade in mountain bike nei boschi e si ferisce alla gamba: interviene l’elisoccorso

Il tempo era poco e il luogo difficile da raggiungere. Un 42enne è rimasto ferito ieri sera, lunedì 14 settembre, durante un’escursione in mountain bike nei boschi di San Germano Chisone. Per raggiungerlo e portarlo fuori dall’area è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso.

La segnalazione è arrivata intorno alle 19, dopo la caduta in un tratto di bosco fitto e particolarmente isolato. Il biker ha riportato una profonda ferita alla gamba, con un’abbondante perdita di sangue. In attesa dei soccorritori, è rimasto in contatto con la Centrale operativa 118, che lo ha guidato nelle prime manovre per contenere l’emorragia.

A raggiungerlo sono stati il personale sanitario dell’elisoccorso e un tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. La zona impervia e l’avvicinarsi del buio hanno reso necessario intervenire rapidamente. Il biker è stato recuperato con il verricello dall’elicottero del Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero. L’operazione si è conclusa nelle ultime fasi di luce, prima che l’oscurità rendesse ancora più complicato il soccorso.

L’uomo è stato quindi trasferito in ospedale in codice giallo. Decisivo il coordinamento tra la Centrale operativa 118, l’equipaggio dell’elisoccorso e il Soccorso Alpino, che ha permesso di raggiungerlo e portarlo rapidamente fuori dalla zona impervia.

VI.G

Torino, piazza San Carlo: gli affreschi dedicati alla Sindone

Due opere per celebrare uno dei simboli della città 

La Sacra Sindone rappresenta molto per Torino. Il suo  fascino misterioso e senza tempo racconta, attraverso un telo di lino bianco in uso nella cultura ebraica per la sepoltura dei morti, la Passione di Cristo. Emblema del confronto tra Chiesa e scienza, rimane la reliquia piu’ famosa di sempre, capace di far peregrinare milioni di persone devote ad ogni sua sontuosa ostensione, un evento molto sentito e solenne. Questo lenzuolo, carico di storia, ma anche di miti e leggende, appare nella storia nel 1353 quando Goffredo di Charny, cavaliere e scrittore medievale francese, lo   porto’ dalla Terra Santa nella cittadina francese di Lirey dove fece costruire una chiesetta per custodirlo. Successivamente fu venduto al Ducato di Savoia, che aveva il suo capoluogo a Chambery, dove fu conservato fino al 1532 nella Sainte-Chapelle duSaint-Suaire quando un incendio, che fortunatamente non lo distrusse completamente,  gli provoco’ degli evidenti segni di bruciatura.

 

Dopo vari spostamenti il  sacro lino fu portato da San Carlo Borromeo, particolarmente devoto, da Milano a Torino per ordine di Emanuele Filiberto di Savoia, “testa di ferro”. Lo spostamento fu un vero e proprio pellegrinaggio che duro’ 4 giorni, con intervalli di meditazione spirituale ed esercizi di pieta’,  percorso a piedi scalzi e  accompagnato da un gruppo  di quattordici persone. Appena arrivato a Torino  fu subito onorato con una ostensione pubblica a cui parteciparono numerosissimi fedeli.

In piazza san Carlo, cosi’ nominata in memoria del viaggio del Santo con il famoso lenzuolo, ci sono due affreschi, di piccole dimensioni e poco conosciuti, che narrano i fatti accaduti quell’ottobre  del 1578 quando la Sacra Sindone arrivo’ a Torino con la promessa scritta di Emanuele Filiberto, mai mantenuta, di riportarla a Chambery in breve tempo. Questi dipinti murali commemorativi, dall’autore ignoto e che un tempo erano ben 4, si trovano all’estremita’ della piazza, il primo, che raffigura la Madonna con Emanuele Filiberto e San Carlo Borromeo, nell’angolo con via Alfieri e l’altro, dove si riconosce ancora la Vergine Maria, questa volta con San Francesco D’Assisi e un frate, e’ sito all’angolo con via Santa Teresa. Gli altri due dipinti sono purtroppo andati perduti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Nella Chiesa di San Carlo Borromeo, inoltre,  si possono ammirare due affreschi che celebrano l’arrivo a piedi di San Carlo a Torino e  il Santo in adorazione del piu’ famoso telo.

MARIA LA BARBERA 

Le migliori Marche nel Gravel CSI

Nella specialità del ciclismo a Servigliano (FM) un centinaio in gara sul traguardo nazionale

Dei 13 campioni laureatisi sulle colline fermane, indossano la maglia tricolore ben sette ciclisti della regione di casa. Due successi a testa per Lazio ed Umbria. Un oro anche a Pescara e Brescia

Fermo, 14 settembre 2026 – Ottantasei ciclisti, di 8 regioni italiane rappresentate e un percorso capace di mettere alla prova gambe, tecnica e capacità di guida. È stato un Campionato Nazionale Gravel CSI intenso e spettacolare quello andato in scena domenica 13 settembre a Servigliano (FM), nel cuore delle colline fermane, dove agonismo, natura e convivialità hanno trovato un perfetto punto d’incontro.
La gara tricolore ha portato i corridori a confrontarsi su un circuito di 13 km, con circa 200 metri di dislivello a giro, immerso nel verde e caratterizzato da continui cambi di ritmo. Un tracciato impegnativo, ma al tempo stesso affascinante, che ha permesso ai ciclisti di apprezzare pienamente la conformazione del territorio fermano e di misurare la propria abilità in sella, lungo ogni tratto del percorso.
Quartier generale della manifestazione l’Oleificio Miconi, nei cui spazi esterni si sono svolte le operazioni preliminari, accogliendo i ciclisti e dopo il traguardo per il ricco pasta party e per le premiazioni conclusive. Le strade sterrate e le salite delle colline fermane hanno offerto il palcoscenico ideale per una disciplina che trova proprio nel rapporto tra bicicletta, natura, tecnica e territorio la propria identità.
Due partenze, all’arrivo sono tredici, per ciascuna categoria, a vestire la maglia tricolore da campione nazionale. Le Marche, con i suoi ciclisti di casa danno il meglio di sé, vincendo ben 7 categorie. Il Comitato ospitante, il CSI Fermo, festeggia sei volte re e regine sul gradino più alto del Gravel; mentre Macerata riporta una maglia tricolore a Porto Recanati. Sull’Adriatico finisce un altro oro, alla ciclista W2 di Pescara.
Roma e Frosinone conquistano due titoli per il CSI Lazio, mentre i due ori umbri sono entrambi griffati dal CSI Foligno, grazie ai corridori del Bici Club Spoleto. Splendido quanto meritato il titolo finito più lontano: quello del rider Luca Bonaiti, M1 bresciano, in maglia Five Team, tra i migliori di giornata.
Sul piano sportivo, la gara ha consegnato un dato particolarmente significativo: soltanto Cinzia Zacconi della New Mario Pupilli, al suo trentesimo titolo nazionale, e l’umbro Ugo Laudati del Bici Club Spoleto sono riusciti a bissare il titolo conquistato nella precedente edizione, disputata a Rocca di Mezzo-Rocca di Cambio, in provincia dell’Aquila. Un’impresa che rende ancora più prestigioso il successo dei due campioni, capaci di ripetersi anche su un percorso completamente diverso.
Presente il Presidente del Comitato Provinciale CSI Fermo Gaetano Sirocchi e Giampiero Conti, componente della Commissione Nazionale Ciclismo CSI. L’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli dall’Associazione New Mario Pupilli e dalla Polisportiva Belmontese in un lavoro di squadra che ha permesso di accompagnare gli 86 finalisti dalla partenza fino al momento conclusivo delle premiazioni.
E anche a Servigliano, tra fatica, sorrisi, applausi e il gusto dello stare insieme, il Gravel ha dimostrato ancora una volta di avere tutte le caratteristiche per diventare uno dei volti più interessanti e coinvolgenti del ciclismo amatoriale.

I 13 campioni del Gravel CSI 2026

Master Woman 3Cinzia Zacconi (New Mario Pupilli) Fermo
Master Woman 2Ana Maria Risca (Ladri di Medaglie) Pescara
Master Woman 1Valentina Stronati (New Mario Pupilli) Fermo
Master 9Umberto Greggi (Ciclo Tech Frascati) Roma
Master 8: Adriano Conti (Polisportiva Belmontese) Fermo
Master 7: Simone Servidei (FD Steel) Fermo
Master 6: Ugo Laudati (Bici Club Spoleto) Foligno
Master 5Raffaele Cavalli (Bici Club Spoleto) Foligno
Master 4: DrupJ Viola (Xtreme Bike Team) Fermo
Master 3: Andrea Marini (Enercol 2 Wheels) Frosinone
Master 2Nicolò Centanni (100% Bike) Macerata
Master 1Luca Bonaiti (Five Team) Brescia
DebuttantiFrancesco Pede (Xtreme Bike Team) Fermo

“Ouverture”: apertura delle gallerie associate a TAG

Giovedì 17 settembre, dalle 18 alle 23

L’associazione TAG Torino Art Galleries annuncia la 26ª edizione della sua storia a iniziativa “Ouverture”, che si terrà presso le gallerie associate a TAG, a Torino, giovedì 17 settembre prossimo dalle ore 18 alle 23. La manifestazione “Ouverture” è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT, unico ente sostenitore fin dalla sua prima edizione, avvenuta nel 2000. Dopo quella dello scorso anno, che testimonia una continuità sorprendente del progetto TAG, questa nuova edizione è guidata dal gallerista Umberto Benappi, subentrato alla presidente Elisabetta Chiono.

“Ouverture” è una manifestazione artistica di rilievo per la città di Torino. Sin dalla sua fondazione, TAG ha contribuito in modo significativo alla crescita e alla diffusione dell’arte contemporanea a Torino, accompagnando decine di migliaia di visitatori alla scoperta dei luoghi che, da sempre, ne sostengono la ricerca e la produzione, ovvero le gallerie d’arte. Attraverso il lavoro dei galleristi, questi spazi hanno promosso nel tempo artisti e artiste capaci di sperimentare nuove forme espressive e di contribuire all’evoluzione dei linguaggi contemporanei. L’appuntamento si articola in una mostra diffusa nel territorio cittadino, che riunisce in un’unica serata le inaugurazioni delle esposizioni ospitate dalle gallerie associatea TAG. Su 16 gallerie cittadine, 13 sono le partecipanti. L’accesso agli spazi sarà libero e gratuito, e il programma offrirà uno sguardo sulla pluralità delle ricerche che caratterizzano la scena contemporanea, confermando “Ouverture” come uno degli appuntamenti più importanti e attesi della scena torinese.

“Ouverture – dichiara il presidente di TAG, Umberto Benappi – è un momento fondamentale per la vita delle gallerie torinesi e per la città, capace di creare un’esperienza condivisa dell’arte contemporanea. La continuità di questa iniziativa testimonia la forza di un progetto nato dalla volontà delle gallerie di fare rete e di contribuire concretamente allo sviluppo della scena artistica cittadina”.

L’Associazione TAG Torino Art Galleries ha per scopo la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea quale elemento di crescita culturale del territorio e della comunità locale, favorendo lo sviluppo di una sensibilità artistica attraverso l’incontro delle arti plastichee figurative con il pubblico, gli appassionati e le nuove generazioni.

Con “Ouverture 2026”, l’arte contemporanea torna a disegnare una mappa diffusa di Torino: le gallerie di TAG aprono i propri spazi componendo un itinerario che attraversa il centro e si spinge verso Vanchiglia, Aurora e le aree postindustriali della città. Un possibile punto di partenza è rappresentato dalla galleria Mazzoleni di piazza Solferino, dove dall’8 settembre è in programma “Presenze”, che ha inaugurato la stagione autunnale della galleria. Pochi passi di distanza conducono alla Tucci Russo Chambre d’Art, in via Bertolotti 2, che presenta Harald Klingelhöller nella mostra “And the world apart, twice (horizont)”. Da qui si può raggiungere Weber & Weber, in via San Tommaso 7, al primo piano, dove è presenta la mostra “Pittura condivisa 2016-2026”, progetto realizzato da Idem Studio, a cura di Chiara Manca e Fabio Vito Lacertosa. Il percorso prosegue in via Stampatori 4, dove palazzo Scaglia di Verrà accoglie oggi le gallerie Giorgio Persano, che presenta l’artista Lina Fucà con “Torniamo a casa”, e la nuova sede di Simóndi, che inaugura la mostra dal titolo “Inspira, trattieni, esplora cap 1. Ogni nuovo inizio richiede un tempo d’ascolto”; 15 artisti compongono una mostra che è anche un rito d’apertura del nuovo spazio, mettendo in relazione memoria e trasformazione, questioni ambientali, conflitti, migrazioni e fragilità sociali. Durante l’inaugurazione di “Outsider Live” di Roberto Casti, farà entrare nella galleria i suoni registrati nel quartiere, rielaborandoli in tempo reale. Presso la Pick Gallery è proposta una riflessione sulla memoria come materia viva e continuamente trasformabile con la mostra “Carnalia a Plot For Memory Resistance”. In “Domingo”, José Victor De Castro costruisce una pittura sospesa tra memoria e invenzione, tra cristianità, esoterimo, mitologia e cultura brasiliana. Risalendo verso Borgo Nuovo, la galleria Photo&Contemporary, in via dei Mille 36, propone la mostra “30 Years of Photo&Contemporary. Lights&Shadows Part 2”. A poca distanza, Rocca 3 articola la propria proposta in due spazi: in via della Rocca 3/b, la mostra pone in relazione un ampio gruppo di autori appartenenti a generazioni diverse, quali Francesco e Felice Casorati, Italo Cremona, Francesco Menzio, Giulio Paolini, Salvo e Sandro De Alexandris, in una sorta di attraversamento della storia artistica torinese e italiana del Novecento. Al civico 4, “Il sipario” è il titolo della mostra di Michel Gribinski, offrendo un contrappunto monografico alla coralità della mostra principale. Luce Gallery, in largo Montebello 40, propone la personale di Shanee Roe dal titolo “Entangled Fragments”, che accoglie i collages che riflettono la vita e le figure vicine all’artista. In corso San Maurizio 73/f, Metroquadro presenta Jean Paul Charles con la personale “Everyday”, curata da Roberto Mastroianni: visione, colore, gesto e segno diventano strumenti di un‘indagine filosofica, estetica e spirituale, nell’ambito di una pittura postconcettuale che cerca la meraviglia nella materia del quotidiano. In via vanchiglia 16, la galleria Febo & Dafne presenta “Pottery Invaders” di Pierre De Felice, a cura di Carina Leal. La terracotta smaltata invade la pittura. Proseguendo verso nord, si raggiunge in via Parma 66 D La Chiono Resova Art Gallery, dove è presente la mostra “Living Architectures” dell’artista catalana Bea Sarias. L’architettura non è un organismo immobile, ma spazio attraversato da luce, memoria e tracce di presenza umana. Il percorso si conclude negli spazi di Gagliardi & Domke, in via Cervino 16, con due “Solo Show Visioni” di Giulio Mosca e “De Coloribus” di Paolo Basso. In occasione di TAG Ouverture si terrà il talk “Creazione. Generazioni a confronto”, durante il quale i due artisti, lontani per generazione e linguaggio, converseranno fa di loro.

Mara Martellotta

Scherma Ramon Fonst, la nuova stagione riparte dalla B1

Il Circolo di Mirafiori festeggia vent’anni di attività dopo una stagione da protagonista: promozione per la squadra maschile, due podi nazionali e un titolo regionale confermato

TORINO – Dalla B2 alla B1. È questo il risultato che più di ogni altro racconta la stagione appena conclusa del Circolo della Scherma Ramon Fonst Torino, che si prepara ad affrontare il nuovo anno sportivo con una squadra maschile promossa nella seconda categoria nazionale e un settore giovanile sempre più competitivo.

La promozione è arrivata al termine del campionato di fioretto maschile B2, conquistato dalla squadra del Circolo torinese. Un risultato che porta ora il Ramon Fonst a misurarsi con la B1, in una categoria di livello ancora più alto.

Ma la promozione non è stata un risultato isolato.

Nel corso della stagione Giulia Maria Levrone ha conquistato il secondo posto nel Gran Prix Nazionale Kinder+Sport, mentre Luca Juravle ha ottenuto il terzo posto al Campionato Nazionale GOLD U20.

Nel settore giovanile è arrivato invece il secondo titolo regionale consecutivo di Letizia Ghigo, campionessa piemontese nella categoria Giovanissime. A livello internazionale, Francesco Lou Forneris ha chiuso al quinto posto il Festival Europeo della Scherma U14.

Cinque risultati che raccontano un’attività distribuita su più categorie e livelli e che rappresentano il punto di partenza della nuova stagione.

«Una promozione e diversi risultati individuali importanti fanno piacere, naturalmente. Ma la cosa che mi interessa maggiormente è che questi risultati arrivino da atleti diversi e in categorie diverse – spiega il maestro di scherma Paolo Cuccu, presidente del Circolo –. Significa che il lavoro della sala sta producendo un percorso di crescita. Adesso ci aspetta una stagione ancora più impegnativa e vogliamo affrontarla con la stessa determinazione».

VENT’ANNI DI SCHERMA A TORINO

La stagione 2026/2027 sarà inoltre quella del ventennale del Circolo della Scherma Ramon Fonst, fondato nel 2006.

Vent’anni nei quali il Circolo ha costruito la propria attività intorno al fioretto, accompagnando generazioni di giovani schermidori dalla prima lezione fino all’attività agonistica.

Oggi il Ramon Fonst conta circa 40 atleti e continua a puntare sulla crescita del settore giovanile, affiancando all’attività agonistica percorsi destinati anche a chi vuole semplicemente avvicinarsi alla scherma e praticarla senza necessariamente intraprendere un percorso competitivo.

«Vent’anni sono un traguardo importante, ma non vogliamo viverlo guardando indietro – continua Cuccu –. Il modo migliore per festeggiarlo è continuare a costruire il futuro del Circolo. Abbiamo una squadra che sale in B1, giovani che stanno crescendo e una nuova stagione davanti. Adesso bisogna lavorare».

AL VIA I CORSI 2026/2027

Con l’inizio della nuova stagione sono aperte anche le attività di avviamento alla scherma per bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni.

Chi non ha mai praticato questo sport può conoscere il Circolo attraverso quattro lezioni di prova gratuite, disponibili a partire dal 15 settembre.

L’iniziativa vuole permettere ai ragazzi e alle loro famiglie di entrare in sala, conoscere la scherma e provare direttamente il fioretto prima di scegliere se proseguire il percorso.

Il Circolo della Scherma Ramon Fonst Torino svolge la propria attività in Strada Castello di Mirafiori 57/3.

Informazioni e prenotazioni:
329 845 0469 – WhatsApp
info@ramonfonst-scherma.it
www.ramonfonst-scherma.it
Instagram: @ramon_fonst_scherma

Idro Grignolio, il cantore del Monferrato

Ardua impresa è la descrizione della statura di Idro Grignolio, fonte inesauribile di notizie e grande personaggio del panorama culturale monferrino, nel quindicesimo anno della scomparsa avvenuta il 16 settembre 2011. Giornalista, scrittore, poeta, ricercatore, storico, grafico, fotografo, caricaturista, illustratore e autore di romanzi storici sviluppò la capacità di rilevare i contorni umani dei suoi personaggi con arte raffinata illuminata dallo humor. Prima di trasferirsi a Casale, abitò per oltre 40 anni a Balzola, dove nacque il 7 giugno 1922 nel rione Borgoratto, maestro elementare e dal 1945 reggente della segreteria comunale del suo paese.
Famose le oltre 1200 caricature sui Profili Cittadini pubblicati sul bisettimanale “Il Monferrato”, collaborando anche con la prestigiosa “La Settimana Enigmistica”. Fu autore di una dozzina di volumi dedicati al paese natale, tra i quali “B come Balzola” postumo, oltre a 60 volumi dagli svariati contenuti: “Mostra di San Giuseppe”, “Pro Loco”, “I primi 90 anni del Casale Calcio”, “100 anni di Politeama”, “I tesori delle chiese monferrine”, “Le 100 donne di Casale”, “Casale Monferrato e le sue vicende storiche”. Molto interessante “Aleramo e la sua stirpe”, libro voluto dalla Confraternita dei Coppieri di Aleramo, storia e leggenda che ha suscitato la curiosità di studiosi locali vivificata dal suo stile personale con la presentazione di Gabriele Serrafero.
Nel 2005 Jean Servato, della galleria d’arte “Ariete”, omaggiò Grignolio con la pubblicazione di “Caricaturista” recante i più noti personaggi monferrini. Da ricordare il suo dotto intervento durante l’inaugurazione del teatro municipale di Casale Monferrato, restituito alla città nel 1990 dopo 40 anni di chiusura, alla presenza di Vittorio Gassman che propose il monologo “Brindisi per un teatro”. Grignolio si appassionò alla storia delle prestigiose casate monferrine con pubblicazioni sui conti Callori, l’industriale De Mattei, il finanziere Riccardo Gualino e i marchesi Gozzani di Treville e San Giorgio.
Nel palazzo di Ciriè, Idro ritrovò la storia in epoca napoleonica della marchesa Sofia Doria Gozzani residente nel palazzo San Giorgio di Casale e il suo ritratto in età giovanile eseguito all’epoca dal pittore torinese Panealbo, immagine del ritratto recentemente restaurato inviatoci dalla responsabile della quadreria Doria dott. Marina Macario. Durante l’intervista rilasciataci dal figlio Alberto, veniamo a conoscenza del passato militare del padre: allievo ufficiale di Aviazione a Venaria Reale dove, per meglio identificare gli aerei nemici, ne disegnava la sagoma per favorirne il riconoscimento. Nel 1957, durante una serata musicale allestita nel salone consigliare di Balzola, partecipò allo spettacolo trasmesso da una troupe televisiva torinese in cerca di idee.

Avendo solo 30 secondi di tempo per trasferire le immagini di personaggi celebri su un tabellone, egli ebbe l’idea di utilizzare il rossetto di una ragazza presente in sala. Il suo archivio privato consistente in libri, disegni, manoscritti, fotografie, documenti e articoli fu donato nel 2015 alla Biblioteca di Treville che ospita oltre 7000 volumi, intitolata al compianto prof. Giuseppe Spina e gestita dal direttore Paolo Testa, grande amico di Grignolio. Nel 2023 la città di Casale, nel giorno della sua scomparsa, intitolò i giardini del Valentino detti “ex Altera” allo storico e “cantore” di Casale e deI Monferrato Idro Grignolio. Fu eccellente guida turistica, attività svolta con grande passione, competenza e generosità.

Sulla lapide del cimitero di Balzola, una frase posta accanto alla sua immagine con la moglie Luigia Torriano, recita: “La morte non esiste. Esiste l’oblio dei vivi”. La sete del sapere non era in lui gratificazione personale del possedere fredda erudizione ma viscerale desiderio di conoscenza al fine di diffonderla avvicinando ad una cultura accessibile a tutti seppur non in senso semplicemente divulgativo bensì in modo approfondito e con chiarezza espositiva. Significativo, nel 2008, il suo sostegno alla proposta del comitato di presidenza del Mutuo Soccorso di sostituire la denominazione “Circolo delle Tordelle”, allettante e bonariamente ironica ispirata dalle illustrazioni del vecchio “Corriere dei Piccoli”, con “Circolo Culturale Leonardo Bistolfi”.

Grignolio si dimostrò molto favorevole alla proposta in quanto il precedente significato, fuorviante, non corrispondeva alla volontà di creare incontri altamente culturali e non di un semplice intrattenimento di signore in cerca di svago. Tanto più che proprio in questa sede il grande scultore simbolista Leonardo Bistolfi era stato presidente onorario e nei giardini antistanti si può ammirare il suo splendido monumento ai caduti del 1928, importante esempio di unione di Liberty e Simbolismo. Ancora attuale, a distanza dalla pubblicazione nel 1983, la sua guida turistica di Casale scritta e illustrata, prezioso scrigno di dati storici e artistici, aneddoti e curiosità nell’informare, appassionare e incentivare il turismo in Monferrato.
Giuliana Romano Bussola
Armano Luigi Gozzano

Polizia predittiva, la complessità della gestione penitenziaria

Paola Butera è Vice Comandante presso l’istituto penitenziario  di Torino e ha recentemente pubblicato tramite Amazon KDP un libro dedicato al tema della polizia predittiva applicata al contesto penitenziario.

“Si tratta di un lavoro pubblicato in forma indipendente, senza alcun coinvolgimento dell’Amministrazione di appartenenza e senza la pretesa di rappresentare posizioni o orientamenti. Il libro nasce piuttosto dall’interesse professionale per l’evoluzione degli strumenti di analisi e prevenzione e, più in generale, dalle numerose complessità che caratterizzano quotidianamente il sistema penitenziario”, commenta l’autrice.

In questo contesto, assumono particolare rilievo gli eventi critici che interessano quotidianamente gli istituti penitenziari e che trovano sempre più spazio nelle cronache giornalistiche. Si tratta di episodi che, al di là della loro singola rilevanza, contribuiscono a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la complessità della gestione penitenziaria e le difficoltà con cui quotidianamente si confrontano gli operatori.

È proprio a partire da questa realtà che il libro propone una riflessione sul possibile impiego di strumenti di analisi predittiva e di nuove tecnologie a supporto della prevenzione e della gestione del rischio. Il tema coinvolge questioni quali la prevenzione, l’analisi dei fenomeni, la sicurezza, la gestione del rischio, l’utilizzo dei dati e il rapporto tra tecnologia e decisione umana, ponendo interrogativi che ritengo possano interessare non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche l’opinione pubblica.

 

Giovanni, giovane volpianese a San Francisco

Il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena al giovane volpianese che ha rappresentato l’Italia a San Francisco. Al suo fianco la famiglia che lo accompagna e lo sostiene in un’avventura fatta di passione, strategia e competizioni internazionali.

Un riconoscimento della comunità a un giovanissimo concittadino capace, a soli 11 anni, di portare il nome di Volpiano fino agli Stati Uniti. Nella serata di lunedì 13 settembre, nella Sala del Sindaco del Municipio di Volpiano, il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena ad Alessandro Filippone, che ha rappresentato l’Italia a San Francisco, in California, al Campionato Mondiale Pokémon.

Ad accompagnare Alessandro in Municipio c’era anche quella famiglia che, fin dall’inizio, lo segue e lo sostiene in questa particolare avventura: la mamma Valeria, il papà Marco, la sorellina Laura, insieme ai nonni, agli zii e ai cugini. Una presenza numerosa e affettuosa che ha reso ancora più significativo il momento della consegna della pergamena e che racconta quanto il percorso del giovane giocatore sia diventato un’esperienza condivisa da tutta la famiglia.

Un momento semplice ma significativo, voluto dall’Amministrazione comunale per riconoscere il percorso compiuto da Alessandro, che attraverso il gioco di carte collezionabili Pokémon ha raggiunto una competizione di livello mondiale, confrontandosi con giovani giocatori provenienti da numerosi Paesi.

La passione di Alessandro è nata quasi per caso. Dopo aver visto alcuni mazzi Pokémon, ha iniziato a giocare con i genitori. Successivamente l’incontro con il mondo competitivo, grazie anche alla presenza di un maestro nella fumetteria del territorio e alla scoperta della Lega dedicata al gioco, ha trasformato una curiosità in un impegno sempre più serio.

Da allora sono arrivati allenamenti, tornei e trasferte. Alessandro frequenta e si allena alla Lega a Grugliasco, dove può confrontarsi con altri appassionati e affinare le proprie strategie. Il percorso agonistico lo ha portato a partecipare a competizioni regionali e internazionali, fino alla qualificazione per il prestigioso appuntamento mondiale negli Stati Uniti.

Dietro le carte colorate c’è infatti molto più di quanto possa apparire. Il gioco competitivo richiede logica, memoria, capacità di calcolo, strategia, pazienza e una forte concentrazione. Durante le competizioni internazionali le giornate possono arrivare a diverse ore di gioco e ogni sfida impone di conoscere non soltanto il proprio mazzo, ma anche di interpretare le mosse dell’avversario e adattare rapidamente la strategia.

Una disciplina che, per alcuni aspetti, può essere accostata agli scacchi proprio per il peso della componente strategica e per la capacità di prevedere le mosse dell’avversario.

L’esperienza di San Francisco ha rappresentato per Alessandro anche un’importante prova personale. L’emozione di trovarsi per la prima volta a un Campionato Mondiale si è fatta sentire, come lui stesso ha raccontato ricordando l’atmosfera, l’allestimento della manifestazione e l’impatto con una competizione di quelle dimensioni.

Fondamentale in tutto questo percorso è il sostegno della famiglia. Mamma Valeria e papà Marco lo accompagnano nelle trasferte, mentre attorno ad Alessandro si è creata una vera squadra familiare, con la sorellina Laura, i nonni, gli zii e i cugini pronti a fare il tifo per lui. Un’avventura che ha permesso alla famiglia anche di viaggiare, conoscere nuove città e vivere insieme esperienze che vanno ben oltre il risultato di una partita.

Il viaggio negli Stati Uniti, infatti, non rappresenta un punto di arrivo. Il calendario di Alessandro guarda già alle prossime competizioni europee, con nuovi appuntamenti internazionali, a partire da Francoforte, e con altre possibili trasferte a Nizza, Stoccarda e Londra.

Il gioco sta diventando così anche una particolare scuola di vita: insegna a gestire vittorie e sconfitte, mantenere la concentrazione per molte ore, confrontarsi con persone provenienti da altri Paesi e utilizzare l’inglese in un contesto internazionale.

Alessandro, intanto, ha appena iniziato la scuola media e continua a coltivare contemporaneamente studio e passione. E quando gli viene chiesto cosa vorrebbe fare da grande, la risposta guarda in una direzione diversa dal mondo delle carte: vorrebbe diventare professore.

La pergamena consegnata dal sindaco Giovanni Panichelli vuole quindi essere non soltanto un riconoscimento per il risultato ottenuto, ma anche un incoraggiamento a continuare un percorso fatto di impegno, curiosità, capacità di mettersi alla prova e confronto con gli altri.

Per Volpiano, la partecipazione di un ragazzo di appena 11 anni a una competizione mondiale rappresenta orgoglio per Volpiano e soprattutto una bella storia della comunità: quella di una passione nata sul territorio, cresciuta grazie all’impegno di Alessandro e sostenuta da una famiglia che ha scelto di accompagnarlo, tutti insieme, in un’avventura arrivata, carta dopo carta, fino dall’altra parte dell’Oceano.