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Giornata Mondiale della Biodiversità, la natura è entrata nelle RSA

In vista del 22 maggio, Giornata Mondiale della Biodiversità, la natura è entrata nelle RSA e nelle cliniche di riabilitazione psichiatriche del gruppo Emeis Italia e nel Torinese, come tema da celebrare e esperienza da vivere. Ospiti e pazienti stanno allevando bruchi che diventeranno farfalle, seguendone ogni fase della trasformazione,  fino alla liberazione nei giardini delle strutture.

Il progetto si chiama “Metamorfosi” e nasce da un’idea tanto semplice quanto sorprendente, allevare farfalle per ripensare il mondo in cui si parla di cura. Non si tratta di un’attività nel senso tradizionale del termine. Si tratta di un piccolo ribaltamento di prospettiva .

Grazie a Smart Bugs, ospiti delle RSA e pazienti delle cliniche psichiatriche, diventano custodi di qualcosa che normalmente si guarda solo da lontano; ricevono kit educativi, si prendono cura dei bruchi, né seguono la crescita giorno dopo giorno, imparano a riconoscere la sospensione della crisalide, quel momento in cui sembra che non accada nulla, e invece tutto sta già cambiando, fino ad arrivare alla nascita della farfalla. Poi il gesto più potente: la liberazione dalle strutture. EMEIS Italia, parte di un gruppo internazionale dedicato alla cura delle persone fragili, inserisce il progetto “Metamorfosi” dentro una visione precisa, rendere le strutture assistenziali in luoghi aperti e di vita, dove la cura non è separazione ma connessione. Così la attraverso diventa una forma di terapia non farmacologica che lavora in silenzio su memoria, emozione e attenzione.

“Vogliamo scardinare l’idea che RSA e cliniche psichiatriche siano luoghi definiti solo dalla sofferenza – racconta Alessandra Taveri, CEO di EMEIS Italia – quando una persona si prende cura di un bruco sta attraversando un processo che richiede attenzione, attesa e responsabilità, e da qui la rinascita: la farfalla che vola via rappresenta una lezio e silenziosa e potentissima sulla trasformazione possibile anche quando tutto sembra immobile”.

Le farfalle liberate appartengono a specie autoctone e contribuiscono al ripopolamento degli impollinatori, sempre più minacciati dall’urbanizzazione e dall’uso di pesticidi. Si tratta di un impatto ecologico concreto che si armonizza con quello umano. Prendersi cura di un essere vivente piccolo, fragile, apparentemente secondario cambia il modo in cui si guarda tutto il resto, e la scala dei valori. “Metamorfosi” non cerca di spiegare, ma di mettere in atto la cura.

Mara Martellotta

Gli spazi della memoria, Cimitero Monumentale: ripristino delle arcate e ampliamento del roseto

Un investimento complessivo di oltre 850 mila euro per interventi di conservazione, manutenzione e ampliamento degli spazi dedicati alla memoria. È quanto previsto dalle quattro delibere approvate oggi dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessora Chiara Foglietta, per il Cimitero Monumentale di Torino.

L’intervento più rilevante, per un valore di 650 mila euro, riguarda la messa in sicurezza e il restauro delle “arcate” del Monumentale, che saranno oggetto di un profondo intervento di recupero. I lavori, finanziati da AFC Torino S.p.A., consentiranno di rimediare ai gravi danni causati da una serie di furti di rame che avevano compromesso il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il progetto, che ha già ricevuto il via libera della Soprintendenza, prevede la sostituzione degli elementi trafugati con nuove coperture in piombo e il contestuale risanamento delle murature ammalorate dalle infiltrazioni, garantendo così la conservazione di uno degli spazi monumentali più preziosi della città.

Sempre al Monumentale, un secondo investimento di 208 mila euro permetterà di ampliare il Roseto di corso Novara, il luogo dedicato alla dispersione delle ceneri. La scelta risponde a un cambiamento culturale ormai consolidato tra i torinesi, che dal 2008 richiedono questa pratica con frequenza sempre maggiore. L’intervento prevede la realizzazione di 13 nuove aree, progettate per garantire la continuità estetica e il carattere raccolto del giardino esistente. Grazie a questo ammodernamento, che include anche l’aggiornamento dei sistemi video per la proiezione dei nomi, il Roseto potrà accogliere le richieste dei cittadini per i prossimi vent’anni. Tutti gli interventi saranno finanziati con fondi propri di AFC Torino S.p.A.

“Con questi interventi prosegue il lavoro di cura e valorizzazione del Cimitero Monumentale, un luogo che rappresenta insieme memoria collettiva, patrimonio storico e servizio pubblico per la città – commenta l’assessora Foglietta-.  Da un lato interveniamo per recuperare e mettere in sicurezza spazi di grande valore artistico e architettonico come le arcate, gravemente danneggiate dai furti degli ultimi anni; dall’altro investiamo per adeguare i servizi cimiteriali ai cambiamenti nelle esigenze e nelle scelte delle cittadine e dei cittadini, come dimostra l’ampliamento del Roseto dedicato alla dispersione delle ceneri”.

Le altre due delibere riguardano invece l’assegnazione gratuita di aree del Cimitero Monumentale a congregazioni religiose, secondo una prassi avviata dalla Città negli anni Cinquanta. In particolare, vengono individuati nuovi spazi per l’inumazione delle appartenenti all’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata per le Missioni Estere e all’Istituto delle Suore di Carità di Santa Maria dette del “Buon Consiglio”.

Le aree, rispettivamente da 170 e 74 metri quadrati, saranno destinate a sepolture comuni riservate alle religiose delle congregazioni, con manutenzione e sistemazione a carico degli enti assegnatari. Le assegnazioni avranno durata di quindici anni e si inseriscono nella continuità di una tradizione cittadina che riconosce la specificità delle comunità religiose presenti sul territorio.

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Magliano (Lista Cirio): «Le eccellenze dell’imprenditoria piemontese risorsa per tutto il Paese»

La Sigit acquisisce la storica azienda veneziana Speedline

«L’aggiudicazione da parte della Sigit di Chivasso dello storico produttore veneto di cerchioni per automotive Speedline nell’ambito di una gara internazionale rappresenta una testimonianza del valore del tessuto imprenditoriale piemontese: nella nostra regione ci sono casi di imprenditori di successo che lavorano per costruire aziende competitive a livello internazionale, salvaguardando posti di lavoro e generando sviluppo. L’aggiudicazione di Speedline da parte di Sigit permette a un marchio storico di rimanere di proprietà italiana e pone fine a un lungo periodo di incertezza, offrendo garanzie di continuità e salvaguardia occupazionale. E’ giusto riconoscere ai nostri imprenditori capacità, visione e impegno, perché il panorama industriale piemontese è soprattutto questo, non solo di crisi e difficoltà ed è importante che mostriamo apprezzamento per i risultati così come esprimiamo timori e preoccupazioni per le situazioni difficili», così in una nota Silvio Magliano, Capogruppo in Consiglio regionale della Lista Civica Cirio Presidente PML.

Interplay, 26esima edizione del festival di danza contemporanea

Dal 26 maggio a Torino  diretto da Natalia Casorati

Il festival Interplay è giunto alla sua 26esima edizione e torna a Torino come uno degli osservatori più lucidi sulla danza contemporanea in Italia. Sotto la direzione artistica di Natalia Casorati e curata dall’associazione culturale Mosaico Danza, la rassegna vedrà protagonisti dal 26 maggio al 27 giugno 2026, con due appuntamenti speciali il 3 luglio e il 16 settembre, tre teatri, cinque spazi multidisciplinari e numerosi contesti outdoor, dai quartieri centrali alle periferie, in un dialogo costante tra arte e città.

Il cartellone conta 28 spettacoli e 9 prime nazionali: 14 creazioni italiane, 12 proposte internazionali da 7 Paesi europei e 3 extraeuropei, per un confronto dinamico che intreccia visioni poetiche, astratte, coreografiche e eterogenee. Tra le voci internazionali figura la compagnia belga WOOSHING MACHINE, che apre il festival con “Ma l’amor mio non muore/Epilogue”: Carlotta Sagna, Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella pongono con graffiante autoironia una domanda bruciante sul destino dei nostri corpi. Lëila KA presenta “Maldonne”, creazione corale per cinque danzatrici, nominata per l’International Dance Prize 2025 al Sadler’s Wells di Londra: fragilità, ribellione e identità plurali del femminile in una partitura che va da Shostakovich a Lara Fabian.

Il collettivo (LA)HORDE, direttori del Balletto Nazionale di Marsiglia, coreografi del Celebration Tour di Madonna, propone “People Used to Die” per i 15 danzatori di Equilibrio Dinamico, trasformando i codici del club underground in una riflessione potente su massa e memoria del corpo. Completano il panorama GN/NC, Gui Nader e Maria Campos, con “Natural order of things”, la compagnia spagnola ERTZA con il duo mozambicano UN’WE, sulle diseguaglianze del mondo globalizzato, e il coreografo libanese Bassam Abou Diab, con una creazione partecipativa nata in residenza al Living Lab di Mosaico Danza.

Il programma nazionale restituisce con forza la vitalità della danza contemporanea italiana: la compagnia Zebra, di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, propone “Pas de cheval”, ironico duetto di Andrea Costanzo Martini e Francesca Foscarini, che smonta con ironia le dinamiche di potere nello spettacolo dal vivo. La pluripremiata Lost Movement  porta nel quartiere di Barriera di Milano “dancehALL”, creazione techno-urban in cui quattro stili di ballo diventano un rito collettivo pulsante. Il focus nazionale si infittisce con la prima nazionale di “Studi per M.” di Stefania Tansini, Premio UBU 2022, ispirata a Marcel Proust e alla memoria sensoriale del corpo, e con il ritorno di Daniele Ninarello, che trasforma la trasmissione del movimento in gesto politico e poetico. A chiudere la sezione Francesco Marilungo, Premio UBU 2024 come miglior spettacolo di danza, con “Cani lunari”: ritualità, trance e immaginari del femminile arcaico sono sospesi tra terrestre e divino con il paesaggio sonoro di Vera di Lecce, tra elettronica ibrida e tradizione salentina. Il focus nazionale si concluderà il 3 luglio con Claudio Massari, che proporrà “STRANO”, un universo interiore caotico e poetico, dove il corpo diventa campo di tensione tra desiderio, costrizione e immaginazione.

Interplay è da sempre un festival che intercetta il talento nascente: Adriano Bolognino, reduce dall’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, propone un duetto sulla fragilità dei legami umani; Francesca Santamaria, selezionata da Aerowaves, propone la sua satira sulla performatività digitale; Parini Secondo, con il musicista Bienoise, trasforma il salto della corda in partitura sonora. Vittorio Pagani indaga i meccanismi di produzione della danza; Pablo Ezequiel Rizzo mette in dialogo iconografie antiche e contemporanee con il premiato “Sex.exe”; a chiudere sarà il collettivo Lattea con “Moraine Capitolo I”, anteprima attenta alla sostenibilità con costumi della Fondazione Pistoletto, perché anche il modo in cui si crea la danza è già un atto politico e poetico.

Interplay non è soltanto un festival che vuole mostrare, ma anche pensare: il 26 maggio il talk “Le forme della danza” apre una riflessione sull’eredità artistica di Anna Sagna, pioniera torinese della danza moderna, con il professor Alessandro Pontremoli dell’ateneo torinese e il collettivo Vie. Il 4 giugno “PANIC ROOM. Giovani corpi, urgenze del presente” trasforma il palco in laboratorio: artisti come Bolognino, Porcelli e (LA)HORDE dialogheranno con il direttore della Fondazione TRG Emiliano Bronzino e l’associazione Tiarè su identità, immaginazione e costruzione di sé nelle nuove generazioni.

Info: per il programma completo e le modalità d’accesso agli spettacoli visitare il sito www.mosaicodanza.it

Mara Martellotta

In scena al teatro Carignano “Prima del temporale”, di Umberto Orsini e Massimo Popolizio

Martedì 26 maggio prossimo, alle 19.30, debutterà al teatro Carignano “Prima del temporale”, pièce teatrale nata da un’idea di Massimo Popolizio, che ne è anche il regista, e di Umberto Orsini, che sarà in scena insieme a Flavio Francucci e Diamara Ferrero. Le scene sono di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, i costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Carlo Pediani, il suono di Alessandro Saviozzi. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Umberto Orsini e resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino al 31 maggio.

Protagonista dello spettacolo un vecchio attore che, nella mezz’ora che lo separa dall’ingresso in scena come protagonista del “Temporale” di Strindberg, si ritrova a rivivere alcuni momenti della propria vita, con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni. La colonna sonora del teatro che si anima al di fuori del suo camerino diventa il pretesto, a tratti commosso p spensierato, per ricordare e dialogare con i fantasmi del passato. Popolizio utilizza una scenografia di forte impatto evocativo e si sofferma sulla figura dell’attore con la delicatezza di chi tenta di svelare segreti destinati a rimanere misteriosi. Umberto Orsini si affida alla sua regia per intrecciare frammenti della propria vita con la storia del nostro Paese dal Dopoguerra in avanti.

“L’idea – afferma Massimo Popolizio – nasce dal libro autobiografico di Umberto Orsini ‘Sold out’ di Editori Laterza 2019, ambientato in una città qualunque prima dell’ultima replica del testo di Strindberg, in una situazione bernardiana. Si tratta della storia di un ragazzo italiano che, negli anni Cinquanta, parte dalla provincia con pochi soldi e approda nella grande città di Roma con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e, nonostante l’accento novarese, viene accettato”.

“Il titolo ‘Prima del temporale’ – dichiara Umberto Orsini – testimonia un progetto che da tempo avevo in mente, quello di allestire ‘Il temporale’ di Strindberg con la regia di Massimo Popolizio e nuovi interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo mi ha spinto a raccontare la mia vita dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale: la sarta di compagnia e un addetto del teatro.

Biglietteria: Teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19 – lunedi riposo

Info: biglietteria@teatrostabiletorino.it – www.teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Carenze igienico‑sanitarie, un arresto e oltre 16mila euro di sanzioni

Blitz della polizia tra San Salvario, Porta Nuova e Millefonti: l’operazione, coordinata dal Commissariato “Barriera Nizza” con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, la Polfer di Porta Nuova, Carabinieri, Guardia di Finanza, ASL‑SIAN, Polizia Municipale della Circoscrizione 8 e i Vigili del Fuoco, ha portato al controllo di 92 persone, con un arresto, tre denunce, 5 esercizi commerciali ispezionati e 13 veicoli verificati. Le sanzioni amministrative superano i 16.600 euro.

Le verifiche nei locali hanno dato esiti concreti. In via Nizza il titolare di un ristorante è stato multato per oltre 7.000 euro perché aveva avviato l’attività senza le previste comunicazioni amministrative e sanitarie. In via Saluzzo gli operatori hanno contestato la mancata esposizione dei prezzi (sanzioni per oltre 900 euro). L’ASL, riscontrando gravi carenze igienico‑sanitarie, ha disposto il sequestro e la distruzione di circa 50 kg di alimenti e la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni previste. Nel locale gli agenti hanno poi identificato un lavoratore privo di permesso di soggiorno. Il titolare è stato denunciato per impiego di manodopera irregolare.

Una sala cinematografica in via Principe Tommaso non disponeva delle autorizzazioni necessarie: i vigili del fuoco hanno sospeso l’attività per problemi di sicurezza e la struttura ha ricevuto una multa di oltre 1.500 euro. In via Madama Cristina gli ispettori hanno segnalato violazioni amministrative, carenze igieniche e occupazione abusiva di suolo pubblico, con sanzioni per oltre 2.000 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha scoperto una lavoratrice “in nero”, ha comminato multe per più di 4.400 euro e ha disposto la sospensione dell’attività.

Infine, nell’area della stazione Porta Nuova gli agenti hanno denunciato e sanzionato due persone per inottemperanza all’ordine del Questore. Uno dei due è stato anche segnalato per porto ingiustificato di un coltello, sequestrato. Nel medesimo intervento hanno poi arrestato un 27enne senegalese trovato con 31 dosi di crack (circa 25 grammi) e 125 euro in contanti.

Il procedimento penale è nelle fasi iniziali delle indagini; l’indagato mantiene la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Torinesi e Vip: quando è il volto ad influenzare gli acquisti

Informazione promozionale

Dall’occhialeria alla ristorazione, dall’estetica ai viaggi: il potere dei volti noti riscrive le regole del consumo

Basta scorrere il feed di Instagram per capire come funziona il mercato oggi.

 

Un paio di occhiali David Beckham indossati dall’ex calciatore in uno scatto rubato a Milano, e nel giro di poche ore le ricerche online schizzano alle stelle: ottici, e-commerce, rivenditori autorizzati.

 

Non è magia, è la nuova economia dell’influenza, un sistema in cui il volto — famoso o semplicemente autentico — è diventato il motore più potente delle decisioni d’acquisto.

Torino non fa eccezione a questa tendenza globale, anzi la vive con una particolarità tutta sua. La città della Mole ha sempre avuto un rapporto speciale con l’eleganza discreta, con il lusso non ostentato. Eppure anche qui i torinesi guardano ai volti celebri per orientarsi negli acquisti quotidiani e non. Quando un’attrice o uno sportivo noto viene fotografato in un ristorante del centro, le prenotazioni raddoppiano nel giro di pochi giorni.

Quando un influencer locale racconta la sua esperienza in un locale del Quadrilatero Romano, le sue prenotazioni vanno sold out per diverse settimane.

Non solo moda: l’influenza è ovunque

Sarebbe riduttivo pensare che questo meccanismo riguardi soltanto la moda.

Certo, gli occhiali da sole e da vista, le borse, i capi d’abbigliamento restano tra le categorie più sensibili al fenomeno: un brand di eyewear associato al volto giusto può vedere le vendite crescere del 30-40% in pochi mesi. Ma il raggio d’azione si è allargato enormemente.

Si compra dove mangia la persona famosa, si prenota l’esperienza consigliata dall’influencer, si sceglie il parrucchiere frequentato dalla tiktoker preferita del momento.

A Torino lo si vede concretamente: alcuni locali del centro o di San Salvario hanno costruito la propria reputazione anche grazie a serate frequentate da volti noti del calcio, della televisione o della scena musicale. Gli eventi esclusivi — inaugurazioni, degustazioni private, serate a numero chiuso — diventano appetibili proprio perché associati a determinate presenze.

Dai VIP ai micro-influencer: la piramide dell’influenza

Il sistema funziona su più livelli. In cima ci sono i grandi nomi internazionali: campioni dello sport, attori, musicisti con milioni di follower. Il loro endorsement — anche involontario, anche solo una foto — vale milioni. Sotto di loro, però, si muove un ecosistema altrettanto potente e spesso più efficace: gli influencer medi (tra i 100.000 e il milione di follower) e i micro-influencer, che si fermano sotto le 50.000 persone ma vantano community incredibilmente fedeli e coinvolte.

È proprio questa seconda categoria che sta rivoluzionando il mercato locale.

A Torino ci sono creator che parlano di beauty, cucina, viaggi o benessere a platee di 10.000-30.000 persone, tutte iperlocali, tutte in ascolto attivo.

Un loro post su un centro estetico di Crocetta o su un hotel boutique delle Langhe ha un tasso di conversione che molte campagne pubblicitarie tradizionali si sognano. La fiducia, in questo contesto, vale più della portata.

Il viaggio, l’esperienza, il benessere

Tra i settori più trasformati da questa dinamica ci sono i viaggi e il benessere.

Una destinazione consigliata da un travel creator torinese può diventare meta ambita in poche settimane. Un centro per i capelli che ottiene la visibilità giusta sui social — magari grazie alla testimonianza di qualcuno che i follower conoscono e seguono da anni — si ritrova con l’agenda piena per mesi.

I trattamenti estetici, i percorsi benessere, i retreat di yoga: tutto passa attraverso il filtro della voce umana e del volto che ci mette la faccia.

L’economia dell’influenza non è una moda passeggera

I dati parlano chiaro: secondo le stime più recenti del settore, il mercato globale dell’influencer marketing supera ormai i 20 miliardi di dollari l’anno, con una crescita costante anche nei mercati locali e di prossimità. Le aziende torinesi — piccole boutique, ristoranti, centri benessere, ottici, hotel — lo hanno capito e stanno investendo sempre di più in partnership con creator del territorio.

Non si tratta di comprare visibilità, ma di costruire fiducia attraverso volti in cui la gente si riconosce. Perché alla fine, che si tratti di un paio di occhiali o di una cena davvero da ricordare, la domanda che guida ogni scelta è sempre la stessa: chi me lo ha detto? E quanto mi fido davvero di lui?

Fondazione Pietà dei Turchini, “Giulia Principessa di Napoli”

L’Accademia del Ricercare conferma la sua solida sinergia con Casalborgone, in provincia di Torino, in cui a fine luglio avrà luogo il corso internazionale di musica antica. Il 21 maggio, alle 21.15, per Antiqua 2026, proporrà presso la chiesa di Maria Maddalena, in piazza Statuto, il concerto della Fondazione Pietà dei Turchini, con “Giulia Principessa di Napoli” in prima rappresentazione assoluta.

Paolo Giovanni Maione, che ha dato una consulenza musicologica al concerto, ha ricostruito un itinerario storico e musicale intorno alla figura di Ciulla della Pignasecca, ovvero Giulia De Caro, che verso la metà del Seicento fu celebre cantante, impresario d’opera e anche prostitute d’alto bordo, capace di conquistare Viceré e trasformarsi nella vera principessa di Napoli. Questa attività multiforme non durò più di 7 anni. Dal 1669 al 1676, quando cantò la sua ultima opera, il “Giulio Cesare di Boretti” su libretto di Aureli. Furono capolavori teatrali del maestro di quel secolo, Francesco Provenzale, come “Lo schiavo di sua moglie”, a determinare il successo di Giulia De Caro e il teatro di San Bartolomeo. Oltre alle opere, alla bella Giulia furono dedicate numerose cantate, come quelle composte dal Principe di Cursi, Giovanni Cicinelli, un altro dei suoi amanti illustri, rimaste manoscritte nella biblioteca del Conservatorio di Napoli e qui presentate per soprano e basso continuo.

Ingresso gratuito – info e prenotazioni scrivendo a segreteria@accademiadelricercare.com

I concerti di Antiqua 2026 sono accompagnati da un piccolo allestimento d’arte realizzato dall’Associazione La Voce dei Venti.

Mara Martellotta

Il riservato Simioli e la storia della vigilanza del Pci a Torino

Si intitola Riservato e narra una storia molto particolare, quella della vigilanza del Pci torinese. Il libro, edito da Impremix, l’ha scritto Diego Simioli, classe 1955, formatosi politicamente frequentando la 16ª sezione comunista di Torino in corso Giambone, intitolata a Giuseppe Bravin, un giovane partigiano gappista e medaglia d’argento al valor militare. E’ un racconto in gran parte autobiografico perché Simioli è stato per decenni uno degli uomini più autorevoli e rispettati del “mitico” servizio d’ordine del Pci. Nel libro, che raccoglie anche le testimonianze di Luciano Violante, Rocco Larizza, Pietro Marcenaro e Walter Veltroni, Simioli affronta senza reticenze e con coraggio la ricostruzione “dall’interno” di un’esperienza del tutto particolare e importante nella storia politica del più grande partito della sinistra, rendendo comprensibile il senso di una militanza talmente totalizzante da mettere in secondo piano tutto il resto, compresa la vita familiare. Lo fa con passione senza venir meno al proverbiale riserbo ed equilibrio, doti fondamentali e imprescindibili per chi fece parte di un organismo del tutto particolare e senz’altro importante, molto più importante di quanto non sia mai stato riconosciuto anche da molti uomini e donne della sinistra. Una esperienza di vita e di militanza che è anche la storia di una grande comunità, quella dei comunisti italiani prima e poi dei partiti che da quell’esperienza hanno preso vita. Le memorie di Diego si snodano lungo l’arco di decenni vissuti in quella comunità dove si è formato come persona, incontrando persone e vivendo situazioni ed episodi importanti.  Diego Simioli e i suoi compagni li si incontrava alle manifestazioni o alle varie iniziative politiche, guidavano e salivano sulle macchine dei dirigenti con compiti di scorta in anni complicati, quando il terrorismo e l’eversione colpivano senza pietà come ricorda Luciano Violante nella sua introduzione. Uomini, compagni generosi che hanno dedicato gratuitamente tantissimo tempo sottratto ai loro affetti, a mogli e figli, alla loro vita di tutti i giorni, spesso pagandone le conseguenze nella loro sfera di vita privata. Compagni che per tanti come me sono diventati nel tempo un riferimento prezioso.

Per chi non li ha conosciuti immagino sia difficile capire fino in fondo il senso del loro impegno. Viaggiavano dentro quelle auto con i dirigenti di quel partito dei quali avevano ascoltato dialoghi, telefonate, conoscevano fatti, persone, episodi e aneddoti che avrebbero potuto riempire volumi di memorie e retroscena. Ma erano discreti, affidabili, riservati. E non era cosa da poco. Ho conosciuto Diego e suo fratello Rodolfo, Beppe Scattolin e tanti altri. Persone concrete, disponibili, appassionate e intelligenti. Quella loro riservatezza non era solo frutto di una professionalità maturata nel tempo ma il risultato di una profonda coscienza politica, di un senso della militanza e dell’appartenenza che restituiva intatta l’umanità e la passione che si portavano dentro. I loro (e non solo loro) “maestri”, Palmiro Gonzato e Pietro Cordone, sono state figure importantissime, quasi mitiche nel Partito comunista torinese del dopoguerra. Uomini tutti d’un pezzo che hanno praticato e insegnato la disciplina e il senso di appartenenza a quella comunità di donne e uomini che desiderava cambiare in meglio la società. Dai tanti aneddoti che Diego Simioli racconta, pur con la necessaria e imprescindibile riservatezza, dagli incontri con dirigenti come Giancarlo Pajetta e tanti altri, si intuisce nettamente la sostanza di quella miscela unica di passione e sentimenti che li spingeva a sacrificare tante cose, serate, notti, ferie, famiglie, per quella che ritenevano la loro missione dentro una grande storia comune. “ I compagni della vigilanza mi hanno silenziosamente insegnato il primato del partito – scrive Violante – perché il partito siamo tutti noi, la generosità, la fratellanza, il significato dell’appartenenza a una comunità che aveva regole e gerarchie, ma che aveva soprattutto rispetto reciproco e fiducia”. Quel servizio d’ordine, composto da militanti responsabili e preferibilmente robusti, era principalmente destinato a prevenire, ad evitare le provocazioni e le possibili degenerazioni delle manifestazioni, innescate per lo più da provocazioni dei gruppi più estremisti, di frange di manifestanti, dei fascisti e talvolta anche da parte di chi avrebbe dovuto garantire l’ordine pubblico. A volte incompresi nel loro stesso partito, mai abbastanza valorizzati e ringraziati per quel prezioso e oscuro lavoro, Diego Simioli e gli altri della vigilanza sono restati molto legati tra loro e con questo libro, raccontandone almeno in parte la vicenda, è augurabile che possano venire risarciti almeno sotto il profilo della memoria per l’affidabilità, la disponibilità individuale e collettiva, la capacità organizzativa e la passione di un gruppo di militanti che ha sempre lavorato per la sicurezza e la tranquillità di tutti, spesso anche di chi non ne condivideva le idee politiche ma si riteneva un democratico.

Marco Travaglini

 

ValSangone Bike Adventure. Missione Compiuta

La Val Sangone si conferma meta outdoor

GIAVENO (TO), 20 maggio 2026 – Si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo la seconda edizione del ValSangone BIKE ADVENTURE, andata in scena il 16 e 17 maggio 2026 a Giaveno. Numeri, qualità delle collaborazioni e varietà del programma confermano che questa manifestazione sta diventando un punto di riferimento per il cicloturismo e il turismo outdoor lento nella provincia di Torino.

Una Comunità in Movimento: i Numeri dell’Edizione 2026. Quasi 200 partecipanti iscritti hanno animato i due giorni di evento, a cui si aggiungono 16 tra guide ed accompagnatori impegnati lungo i percorsi. Un dato che racconta non solo l’attrattività dei tour offerti, ma il lavoro di costruzione di una rete professionale e territoriale sempre più strutturata. Tra le novità più apprezzate di questa edizione, la piena integrazione della componente escursionistica: il Sentiero dei Semplici e l’Itinerario alla Casa Verde hanno affiancato i tour in bici, accompagnando i camminatori alla scoperta di angoli meno conosciuti della valle, confermando che il pubblico del turismo outdoor si muove volentieri su due gambe oltre che su due ruote.

I Tour in Bici: Quattro Esperienze per Tutti i Livelli. Il cuore ciclistico della manifestazione si è dispiegato lungo due giornate e quattro percorsi, ciascuno con una personalità propria — a partire dal nome, in dialetto piemontese, che già racconta il carattere dell’esperienza. Il sabato 16 maggio “Sensa fià”, tour serale da 36 km con 890 metri di dislivello e quota massima a 810 m s.l.m. La domenica 17 maggio ha offerto tre Tour guidati: Tour Hard “Daje Mac” — 31 km e 1.170 m di dislivello, per chi non ha paura delle salite e vuole misurare la propria preparazione con il terreno più impegnativo della Val Sangone. Tour Intermedio “I Sentè Stermà” — 25 km e 510 m di dislivello, il percorso più apprezzato da chi cerca equilibrio tra fatica e paesaggio, alternando sterrato e panorami aperti. Tour Famiglie “Sensa Pressa” — 13-14 km con dislivello minimo e ingresso gratuito per i bambini. Il tour ha portato i partecipanti a scoprire le eccellenze del territorio: dalla Cantina Venturino di Ezio Canale al Mulino du Detu, due luoghi che raccontano l’identità autentica della Val Sangone. Tutti i percorsi erano accompagnati da guide cicloturistiche e ambientali regionali certificate, professionisti del territorio che hanno saputo trasformare ogni km in un racconto.

Il Territorio al Centro: una Comunità che Accoglie. Il pranzo domenicale curato dagli Alpini di Giaveno-Valgioie ha rappresentato il cuore dell’accoglienza: prodotti locali e quella capacità di fare comunità che distingue questo festival da qualsiasi manifestazione sportiva generica. I biscotti per i punti ristoro lungo i tour sono stati preparati dal Panificio Calcagno, in rappresentanza dell’Associazione dei Panificatori: un gesto concreto che parla il linguaggio del territorio. Ha pedalato e camminato fianco a fianco ai partecipanti anche il Circolo Fotografico “Il Mascherone” di Giaveno, documentando le due giornate e restituendo immagini preziose per la memoria collettiva dell’evento.

Una Rete di Soggetti: Associazioni, Formazione e Istituzioni.Il ValSangone BIKE ADVENTURE è prima di tutto un progetto di comunità. La collaborazione con le associazioni del territorio ha costituito la spina dorsale dell’iniziativa, dimostrando come un evento ben radicato sappia attivare energie che vanno ben oltre la logistica. Tra i soggetti che hanno contribuito in modo significativo figurano la Fondazione Pacchiotti e l’ente formativo Casa di Carità, sede di Giaveno: due realtà che operano quotidianamente sul territorio presentando i nuovi corsi formativi dedicati alle professionalità del turismo outdoor e cicloturistico, aumentando le competenze e delle opportunità lavorative legate allo sviluppo dell’outdoor nella valle.

Spettacolo in Piazza, Arte nei Vicoli e Cultura della Bici. In piazza Molines ha tenuto banco lo spettacolo “Gravity & Style: Bike Trial e BMX in Piazza” con Oliver Rege e Luca Gioiello: acrobazie, equilibrio e tecnica hanno trasformato la piazza in un palcoscenico a cielo aperto, strappando applausi a grandi e bambini. Nel vicolo d’artista, le bici d’epoca e i quadri sul ciclismo storico di Luciano Rizzo hanno creato un percorso narrativo tra le architetture del centro storico di Giaveno.

Area Junior: il Trail per i più Piccoli. Tra le aree più apprezzate dell’edizione 2026, l’Area Junior in Piazza Molines si è confermata uno spazio irrinunciabile per le famiglie. Quest’anno il programma è stato arricchito di nuove attività: un campo attrezzato con ostacoli tipici dei percorsi MTB con il supporto dei tecnici e il team di Cicli GIAI presenti per tutta la durata dell’evento. Grande novità di questa edizione, l’arrivo dei Triker: a tre ruote che hanno portato un’iniezione di energia e divertimento puro grazie alla collaborazione di FIAB BikeTrack ValSusa.

L’Area Expo e i Momenti Tecnici. L’Area Expo in Piazza Molines ha ospitato un numero soddisfacente di stand, calibrati su un target preciso: appassionati di cicloturismo, trekking e outdoor. I workshop di ciclofficina di Cicli GIAI di Giaveno hanno riscosso un apprezzamento netto, così come i racconti dei cicloviaggiatori ospiti, Leo di Life in Travel, Francesco Gozzolino di Cyclo Ergo e la testimonianza di Fabio Wolf,  fondatore dell’Associazione 160cm, che ha percorso oltre 67.000 km in bicicletta trasformando la diagnosi di sclerosi multipla in un progetto di vita straordinario. Momenti che hanno trasformato l’Expo in uno spazio vivo di esperienza condivisa.

Stefano Olocco, Sindaco di Giaveno:”Che bello vedere piazza Molines e piazza Mautino stracolme di biciclette e di appassionati! Complimenti a Nuovi Turismi di Silvia Badriotto per l’organizzazione di questa seconda edizione, che ha superato le aspettative con un ricchissimo programma adatto a tutte le età e a tutti i livelli di ciclismo. Il programma di quest’anno si è ampliato, andando a coinvolgere anche i camminatori; stiamo lavorando moltissimo sull’identità di una valle pronta al turismo lento e sostenibile, con la creazione anche di percorsi ad hoc per le persone con disabilità. La sinergia che si è creata tra diversi operatori e realtà di Giaveno e della Val Sangone mi rende orgoglioso, perché soltanto un territorio in cui le persone lavorano insieme nella stessa direzione può crescere.”

Carlo Giacone, Vicesindaco e Assessore al Turismo di Giaveno: “ValSangone BIKE ADVENTURE si conferma un appuntamento fondamentale per la promozione del nostro territorio. Due giorni intensi pensati per diversi livelli di difficoltà, in modo da coinvolgere tutti, appassionati esperti e neofiti, con un programma che permette di avvicinarsi al mondo delle bici anche a chi non pratica. Una manifestazione che coinvolge le guide cicloturistiche formate nei corsi dell’Istituto Pacchiotti, creando preziose sinergie tra formazione e opportunità lavorative. Credo molto in questa forma di turismo lento e sostenibile, perché permette di ammirare i paesaggi alla giusta velocità, soffermandosi sulla conoscenza delle peculiarità dei luoghi. Un plauso a tutti coloro che organizzano l’evento, portando a Giaveno un pubblico di appassionati e curiosi.”

Silvia Badriotto – Nuovi Turismi, esperta di marketing territoriale e organizzatrice“Chiudiamo questa edizione con la consapevolezza di aver fatto un passo avanti importante, non solo sul piano organizzativo ma sull’identità dell’evento. I quattro tour in bici, ognuno con il suo carattere e il suo nome in dialetto, i percorsi a piedi, lo spettacolo in piazza, l’arte nei vicoli, la formazione, i cicloviaggiatori: non sono pezzi separati, sono un unico racconto del territorio. Le collaborazioni attivate, dagli Alpini al Circolo Fotografico, dalle associazioni locali alla Fondazione Pacchiotti e a Casa di Carità, dai produttori alle guide certificate, sono la sostanza stessa di questo progetto. È ancora presto per annunciare una terza edizione, ma le premesse ci sono tutte.”