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Il sacro dolore dello “Stabat Mater” di Vivaldi con Carlo Vistoli per la Pasqua dell’Orchestra Rai

Una profonda meditazione sul dolore sacro, quello della Vergine davanti alla morte di Gesù, è lo “Stabat Mater” RV 621 di Antonio Vivaldi, nucleo centrale del concerto di Pasqua dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma in serata unica, fuori abbonamento, Venerdì Santo, il 3 aprile, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino. La serata è trasmessa in diretta su Radio 3 e, la mattina di Pasqua, domenica 5 aprile, alle 8, anche in prima TV su Rai 5.

Capolavoro di rara sensibilità, lo “Stabat Mater” fu scritto da Vivaldi nel 1712 per la chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia, ed è il suo più antico lavoro conservato, capace ancora oggi di commuovere per la sua purezza spirituale. A interpretarlo è il controtenore romagnolo Carlo Vistoli, che l’ha recentemente anche inciso. Considerato uno dei controtenori più autorevoli della sua generazione ha costruito una carriera internazionale, folgorante, partendo dal debutto, nel 2012, con “Dido & Aeneas”. La sua ascesa è stata determinata dall’incontro con grandi maestri della musica antica, da William Christie, con “Le Jardin des Voix” nel 2015, a John Eliot Gardner, fino al sodalizio artistico con Cecilia Bartoli. Tra i suoi traguardi principali, il Premio Abbiati nel 2023, come miglior cantante dell’anno, l’Helpmann Award, in Australia, e il premio come Stella Emergente della San Francisco Opera del 2024. Protagonista della lirica come al teatro alla Scala, la Wiener Staatsoper, l’Opera di Roma, il festival di Salisburgo e la Royal Opera House di Londra, Vistoli si distingue per la sensibilità che va dal barocco di Vivaldi e Monteverdi, fino alla musica contemporanea. Lo scorso anno è stato tra i protagonisti della “prima” mondiale de “Il nome della rosa” di Francesco Filidei, alla Scala. Con l’Orchestra Rai è stato protagonista del concerto di Natale 2025, trasmesso su RAI 1 e in eurovisione dalla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi.

Sul podio Giuseppe Mengoli, classe 1993, che ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra nel 2018, debuttando con la Gustav Mahler Jugend Orchester e della Filarmonica Toscanini, oltre che essere violinista, compositore e arrangiatore. In apertura di serata Mengoli propone “Fratres”(Fratelli) di Arvo Pärt, mistico del suono e ricercatore della trascendenza. Pärt è uno dei musicisti più originali a cavallo tra i due secoli. Nato in Estonia nel 1935, ha dato vita a un universo sonoro dove semplicità e purezza si fondono in un’intensità rarissima, capace di parlare direttamente all’anima dell’ascoltatore. La prima esecuzione assoluta di “Fratres” si tenne il 28 ottobre 1977 a Riga, affidata all’ensemble estone di musica antica Hortus Musicus, a cui l’opera è dedicata. Concepito originariamente per un quintetto d’archi e un quintetto di fiati, il brano ha dato vita a numerose rielaborazioni per diverse formazioni strumentali, tutte mantenendo il titolo originale. La prima di queste varianti è stata commissionata dal festival di Salisburgo nel 1980, e consisteva in una serie di variazioni per violino e pianoforte, interpretata dai dedicatari Gidon ed Elena Kremer. Da allora, l’opera è stata trascritta per svariati organici, tra cui archi e percussioni, con o senza solista, ottetto fiati e percussioni, quartetto d’archi e ottetto di violoncelli. Strutturalmente il tema di sei battute viene reiterato con un’enfasi minimalista su rigore ritmico, trasposto su diversi livelli tonali e arricchito da una linea melodica che si espande progressivamente.

Il concerto si chiude con la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92 di Ludwig van Beethoven, che venne definita da Richard Wagner come “l’apoteosi della danza”, ponendo l’accento sulla predominanza dell’elemento ritmico che pervade l’intera partitura.

I biglietti per il concerto di Pasqua fuori abbonamento sono proposti a 10 e 15 euro, e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai, e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Auditorium Rai – piazza Rossaro

Info: 0118104653 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Viaggiare sicuri a Torino, arriva la mobilità notturna a chiamata

 

Torino si conferma capofila nella sperimentazione della mobilità del futuro. Dopo la navetta a guida autonoma, prende il via la sperimentazione di un nuovo modello di mobilità notturna, più flessibile e orientato alla domanda. Con il suo debutto di Star Plus, venerdì 3 aprile, gli strumenti digitali e gli algoritmi entrano a supporto del trasporto pubblico, facendo evolvere il concetto di linea tradizionale in un sistema dinamico e intelligente, capace di adattarsi in tempo reale alle richieste degli utenti.

Muoversi a Torino di notte diventa così più semplice, sicuro e smart.

“Con StarPlus offriamo una risposta concreta ai bisogni di mobilità nelle ore notturne, rendendo Torino più accessibile, sicura e viva. È un servizio che rafforza il trasporto pubblico e sostiene le attività economiche e sociali, contribuendo a ridurre l’uso dell’auto privata – dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo –. Continuiamo così a investire in soluzioni che migliorano la qualità della vita urbana e rendono la città più inclusiva, in tutte le fasce orarie”.

Il  nuovo servizio di ‘mobilità a chiamata’ nasce nell’ambito del progetto Living Lab ToMove, attraverso l’Avviso ToMove4Future dedicato alla sperimentazione di soluzioni innovative per la mobilità urbana. Sviluppato da WeTechnology, la startup torinese che ha creato WETAXI, in collaborazione con GTT e la Città di Torino, il progetto introduce una modalità ‘on-demand’ che integra la prenotazione tramite app con la rete esistente. Un sistema per rendere gli spostamenti notturni più accessibili e sicuri, in particolare per i più giovani e per le persone con mobilità ridotta, integrando e potenziando il trasporto pubblico locale.

L’iniziativa è stata condivisa con le associazioni dei commercianti, proprio perché pensata per supportare la socialità e l’offerta di intrattenimento, garantendo a chi si sposta verso e dai luoghi del divertimento, in particolare i giovani, collegamenti più efficienti. Il progetto si inserisce così in un piano complessivo di potenziamento della rete serale.

Il lancio del servizio rappresenta un tassello importante nella strategia della Città di rafforzare il trasporto pubblico nelle ore serali, offrendo un’alternativa concreta all’auto privata, che oggi copre circa il 73% degli spostamenti notturni, e contribuendo a migliorare la sicurezza stradale.

Star Plus sarà attivo nelle notti di venerdì e sabato, dalle 23 alle 5, in integrazione con la rete Night Buster. Sarà possibile prenotare la navetta esclusivamente tramite l’app WETAXI, organizzando l’intero viaggio in pochi passaggi: dalla scelta della fermata di partenza e di arrivo alla prenotazione, anche in tempo reale, fino al monitoraggio del mezzo e al pagamento digitale.

Pensato per chi si sposta dopo una serata o un evento, il servizio collega le fermate GTT più vicine al punto di partenza e di destinazione secondo un modello condiviso che ottimizza i percorsi in base alle richieste, configurandosi come una soluzione flessibile e sostenibile, e non come un servizio porta a porta.

Il sistema prevede una tariffazione a scalare e conveniente: il costo parte da 5 euro per la corsa singola, con riduzioni per gruppi che incentivano la condivisione del viaggio. Il titolo di viaggio è acquistabile esclusivamente tramite app: non sono validi i normali abbonamenti o biglietti GTT.

Il servizio sarà gestito da GTT e nella fase iniziale saranno disponibili tre navette elettriche da 33 posti che copriranno l’area compresa tra corso Regina Margherita, il fiume Po, corso Dante e corso Rosselli, fino a corso Ferrucci e corso Francia, con percorsi adattivi e possibilità di estensione in base alla domanda.

I nomi delle 3 navette sono Sirio, Vega e Solaris: i nomi di tre stelle proprio in onore alla linea STAR.

La piattaforma tecnologica e l’app sono fornite da WeTechnology. Il servizio sarà attivo anche in occasione di grandi eventi e festività cittadine.

Star Plus si inserisce in un percorso più ampio di innovazione della mobilità urbana torinese, che punta sull’elettrificazione dei mezzi, sull’uso dei dati e sull’integrazione tra diversi servizi, dal trasporto pubblico al taxi fino allo sharing, in un’unica esperienza digitale.

“Star Plus rappresenta un passo importante verso una mobilità sempre più flessibile, accessibile e guidata dai dati. Grazie all’integrazione tra piattaforme digitali e trasporto pubblico possiamo offrire un servizio più efficiente e vicino ai bisogni reali delle persone, sperimentando modelli innovativi destinati a crescere nel tempo”, sottolinea Chiara Foglietta, Assessora alla Mobilità e all’Innovazione della Città di Torino.

“Con StarPlus portiamo nel futuro lo spirito delle storiche linee STAR, trasformando un servizio già apprezzato in una soluzione più flessibile e vicina ai cittadini – dichiara il Presidente di GTT Antonio Fenoglio –. La fase pilota ci consentirà di testare la tecnologia e la domanda reale, costruendo un servizio su misura, senza dimenticare il ruolo centrale delle persone: i nostri autisti sono formati per gestire la piattaforma e accompagnare i passeggeri con attenzione”.

“Siamo fieri di aver sviluppato la tecnologia di Star Plus con GTT e Città di Torino”, dichiara Massimiliano Curto, CEO di WeTechnology. “Con l’app WETAXI e i nostri algoritmi, l’innovazione digitale si mette al servizio del trasporto pubblico della nostra città. Dopo il progetto MaaSToMove, il test con la navetta ‘Automove’, facciamo un altro passo verso una mobilità notturna sicura, flessibile e senza barriere: un’esperienza pensata per tutelare i più giovani e garantire la massima accessibilità ai passeggeri a ridotta mobilità”.

La fase pilota del progetto durerà fino a giugno.

Dal 1° aprile prende inoltre il via un’altra sperimentazione di sei mesi sulle linee STAR 1 e STAR 2 per rafforzare il servizio serale e notturno. La STAR 1, dopo le 20, servirà l’area a nord della Dora, includendo la zona delle Panche, mentre la STAR 2 vedrà un potenziamento del percorso nell’area di San Salvario e l’estensione dell’orario fino alle 23.

TorinoClick

La Regione potenzia le Case rifugio contro la violenza di genere

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Con questo investimento interveniamo per consolidare e ampliare la rete, superando squilibri territoriali ancora presenti. La priorità a Novara e Vercelli nasce proprio da qui: colmare un vuoto e garantire a tutte le donne, in ogni area del Piemonte, lo stesso accesso ai servizi».

La Regione Piemonte rafforza concretamente la rete di protezione per le donne vittime di violenza con l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati alla realizzazione, all’adeguamento e all’acquisto di immobili da adibire a case rifugio. L’importo complessivo stanziato è pari a 1.469.807 euro.

Un elemento qualificante della misura è il criterio preferenziale previsto per le province di Novara e Vercelli, oggi le uniche ancora sprovviste di case rifugio. Una scelta che punta a colmare un divario territoriale e a costruire una rete realmente uniforme, garantendo pari accesso ai servizi su tutto il Piemonte.

Le risorse, saranno assegnate tramite avviso pubblico e consentiranno di aumentare i posti disponibili, migliorare la qualità e l’accessibilità delle strutture – anche per le persone con disabilità – e rafforzare la capacità di risposta del sistema territoriale.

«Migliorare l’accoglienza nelle case rifugio significa dare risposte concrete alle donne che trovano il coraggio di uscire da situazioni di violenza – dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili, Marina Chiarelli –. Si tratta di luoghi di protezione, autonomia e rinascita. Con questo provvedimento investiamo su sicurezza, dignità e futuro, consolidando una rete che deve essere sempre più capillare, accessibile e vicina ai bisogni reali delle donne e dei loro figli. Inoltre, con questo investimento interveniamo per consolidare e ampliare la rete, superando squilibri territoriali ancora presenti. La priorità a Novara e Vercelli nasce proprio da qui: colmare un vuoto e garantire a tutte le donne, in ogni area del Piemonte, lo stesso accesso ai servizi».

I contributi potranno coprire fino all’80% del costo dei progetti, con un tetto massimo di 200 mila euro per intervento e un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti. Potranno partecipare enti locali, associazioni ed enti del Terzo settore, anche in forma associata, con comprovata esperienza nel sostegno alle donne vittime di violenza.

«Investire in queste strutture significa affermare con forza che nessuna donna deve sentirsi sola. La risposta delle istituzioni deve essere concreta, coordinata e all’altezza della sfida» conclude l’assessore Chiarelli.

Piero Chiambretti: “Finché la barca va”

Sarà la sua arguta, dissacrante ironia a risuonare nel “Villaggio Narrante” in “Fontanafredda” della “Fondazione E. di Mirafiore”

Venerdì 10 aprile, ore 19

Aperte le iscrizioni per la “Passeggiata Resistente” nel “Bosco dei Pensieri”

Serralunga d’Alba (Cuneo)

La nazional-popolare Orietta (parlo della Berti) se lo cinguettava – quell’arcinoto motivetto “Finché la barca va” – con dolci e armoniosi gorgheggi. “Pierino La Peste”, invece “sbotterà”, come suo solito, a tutto gas. Parlo, è ovvio, del Piero Chiambretti, del nostro torinesissimo (pur se nato ad Aosta, tralascio l’anno che anche per lui l’età comincia a farsi argomento “delicatino”) e “torinista” d’incrollabile fede granata, con l’anima in sede fissa alla mai tradita “Curva Maratona”. Sarà proprio lui, infatti con l’incontro, a tutto campo, dal titolo “oriettabertiano” di “Finché la barca va” (ma anche titolo di una sua fortunata trasmissione televisiva, 2025, su Rai3), il prossimo ospite del “Laboratorio di Resistenza Permanente” (XVI edizione, nel segno della “#PARTECIPAZIONE”) organizzato dalla Farinettiana “Fondazione E. di Mirafiore” di Serralunga d’Alba (Cuneo). Me lo vedo già. Istrionico, travolgente, imprevedibile e la battuta svicia svicia, generoso elargitore di ricordi, aneddoti e riflessioni che guardano al passato, ma soprattutto al presente e all’ancora lungo (glielo auguriamo tutto) futuro; eccolo muoversi nel “Villaggio Narrante” in Fontanafredda o nel “Bosco dei pensieri”, non, per dirla in lingua subalpina, Coma na barca ‘nt el bòsch (Come una barca nel fitto del bosco), ma Coma na barca ch’a va via dlisà (Come una barca che scivola liscia) fra le lievi onde di un mare pacifico e amico. E allora mettiamoci in barca con lui. Lasciamoci trasportare, lui ovviamente ai remi!

Cosa aspettarci dalla serata chiambrettiana? Autore e conduttore di format Tv “che hanno ridefinito il concetto di intrattenimento televisivo, sull’onda di un’ironia tagliente e visionaria creatrice di una cifra stilistica inconfondibile”, sicuramente Pierino non scenderà dall’alto con quelle grandi “ali d’angelo” che lo portarono nel 1997 sul palco del Festival sanremese (cui partecipò più volte) al fianco di Mike Bongiorno e Valeria Marini – se ben ricordo – ma non mancherà di regalare al pubblico una carrellata di ricordi che porteranno tutti, felicemente, indietro nei tempi, su su fino ai giorni nostri. Dalle prime Tv e radio private torinesi al Cabaret fino al talentuoso e lungo passaggio in Rai (da “Forte Fortissimo” al magico “Divano in piazza” fino a “Cartolina” nelle vesti di un portalettere che arriva perfino a interloquire, faccia tosta!, con Giulio Andreotti) e al passaggio al “Biscione” (con “Striscia la notizia” in coppia con la Hunziker, al “Chiambretti Supermarket” al fianco di Cristiano Malgioglio e a “La Repubblica delle donne”, solo per far menzione di alcuni programmi) per poi tornare in Rai, terzo Canale, e prendere parte alle due edizioni di “Rischiatutto 70” con Carlo Conti, a due edizioni di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” e, per l’appunto, a “Finché la barca va”, programma di interviste ed approfondimenti condotto, nel 2025, navigando niente meno che sul Tevere.

Alla Farinettiana “Fondazione” di Fontanafredda sarà dunque un diluvio di ricordi, ma anche, certamente, di riflessioni sul presente. E di attese sul futuro. Dalla sua, una carriera condotta non solo all’interno del mondo televisivo, ma caratterizzata da tante altre sfaccettature e perfino, lo sappiamo bene, nel campo da anni del mondo imprenditoriale, quello della Ristorazione, attraverso la società “Food &Company”. Al riparo di un largo ombrello a difesa, fra ineludibili alti e bassi, di un meritato successo. Il merito? “A 18 anni – ebbe a rispondere in un’intervista il buon Pierino – ho cominciato a lavorare nel Cabaret e ho capito che la mia statura poteva diventare un punto di forza. Non mi misuro, penso di essere un metro e sessanta e … mai usato scarpe rialzate. Non mi piace imbrogliare. Mi danno l’idea di volere e non potere” . Grande, unico Pierino!

Attenzione!

Dalla “Fondazione E. di Mirafiore” avvertono anche che sabato 25 aprilea partire dalle 10, si svolgerà la consueta “Passeggiata Resistente” nel “Bosco dei Pensieri”L’appuntamento è presso il nuovo “Bar Fontana by Ugo Alciati”, situato sotto i portici della “Bottega del Vino”, da cui partiranno i tre gruppi di lettura con Oscar FarinettiAntonio Armano e Paola Farinetti. Al termine della passeggiata, un momento di raccoglimento per ricordare i partigiani caduti della “XXI^ Brigata Matteotti” e per intonare i canti della Resistenza con Filippo Bessoneex frontman del gruppo “Trelilu” e la fisarmonica del maestro Walter Porro. In caso di maltempo, la passeggiata si svolgerà nelle “Cantine Storiche” di Fontanafredda. La partecipazione è libera, ma è gradita la prenotazione.

“Fondazione E. di Mirafiore”,Villaggio Narrante in Fontanafredda, via Alba 15, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 o 377/0969923 o www.fondazionemirafiore.it

Gianni Milani

Nelle foto: Piero Chiambretti e Oscar Farinetti

Sequestrate slot illegali. Contestati tributi evasi e sanzioni per oltre 6 milioni

 

La Guardia di finanza di Torino, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno eseguito 20 interventi presso esercizi commerciali del capoluogo piemontese. Riscontrate irregolarità nella gestione di apparecchi da intrattenimento.

L’intervento – condotto dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano Torino e da personale della Direzione Territoriale Piemonte e Valle d’Aosta dell’ADM, al termine  delle investigative avviate nei mesi scorsi, ha, in particolare, interessato 3 bar ubicati nel quartiere “Barriera di Milano”, all’interno dei quali sono stati rinvenuti 7 apparecchi da gioco irregolarmente installati in quanto non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  e sprovvisti dei necessari titoli autorizzativi.

È stato accertato come le schede di gioco presenti all’interno dei dispositivi non erano conformi alle specifiche tecniche; alcune delle stesse sono, peraltro, risultate dismesse da società terze, estranee all’attività illecita.

Le apparecchiature, il denaro in esse contenuto – superiore a 3.500 euro – e le schede elettroniche irregolari sono stati, pertanto, sottoposti a sequestro probatorio, già convalidato dall’Autorità giudiziaria.

Il rappresentante legale delle società e un socio della stessa sono stati denunciati a piede libero in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo e in ipotesi d’accusa, di frode informatica ed esercizio di giochi d’azzardo.

Gli approfondimenti svolti hanno anche consentito di appurare che il predetto socio, pur risultando titolare del solo 1% delle quote, dirigeva, di fatto, l’attività dell’impresa mentre il rappresentante legale “ufficiale”, titolare del 99% delle quote, non esercitava alcun potere gestionale.

Sono state contestate sanzioni amministrative che, nel minimo, sono pari a euro 87.000 (se corrisposte entro 60 giorni), nonché constatati tributi evasi e correlate sanzioniper oltre 6 milioni di euro, di cui euro 1.839.600 a titolo di “Prelievo Erariale Unico” (l’imposta applicata sulle somme complessivamente giocate negli apparecchi da intrattenimento), ed euro 4.415.040 per sanzioni e interessi.

I finanzieri hanno, inoltre, riscontrato violazioni alla normativa giuslavoristica, avendo identificato nei predetti locali due dipendenti irregolarmente retribuiti per contanti e un lavoratore completamente “in nero”. Applicate sanzioni amministrative nei confronti del datore di lavoro per 255.000 euro.

Infine, sono state constatate 10 irregolarità relative alla trasmissione e memorizzazione dei corrispettivi telematici e per l’assenza dei controlli periodici sul registratore di cassa.

In Val di Susa, ulteriori 5 interventi presso sale giochi, i finanzieri hanno rilevato, in un caso, la presenza, nel punto raccolta scommesse, di soggetti non in possesso della licenza di polizia, e in 4 casi la violazione delle limitazioni orarie al funzionamento degli apparecchi da gioco prevista, sull’intero territorio piemontese.

Le operazioni confermano l’impegno della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a contrasto del gioco d’azzardo, a tutela degli operatori che rispettano le regole e dei giocatori da proposte di gioco insicure e prive di garanzie, salvaguardando così le fasce sociali più deboli della popolazione.

 

Alle Fonderie Limone di Moncalieri debutta “Vangeli”

Debutta in prima nazionale, alle Fonderie Limone di Moncalieri, mercoledì 8 aprile alle 20.45, “Vangeli”, per la drammaturgia di Gabriele Vacis e della compagnia PoEM, il secondo spettacolo dopo “Antico Testamento”, che compone il progetto pluriennale “La trilogia dei libri”, dedicato ai testi sacri delle religioni monoteiste. Questa nuova produzione del Teatro Stabile di Torino vedrà in scena Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera, diretti da Gabriele Vacis. Lo spettacolo rimarrà in scena per la stagione in abbonamento fino a domenica 19 aprile prossimo.

Dopo “Trilogia della guerra”, intensa indagine sulle radici profonde che hanno plasmato scelte, giudizi, diritti e leggi, e che ancora alimentano i conflitti del nostro tempo, Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM volgono lo sguardo a un altro giacimento di parole vive contenute nei libri sacri. “Vangeli” è il nuovo capitolo di un percorso iniziato con  “Antico testamento”, che si interroga su ciò che le Sacre Scritture possano offrire ancora oggi e come possano ancora risuonare nel cuore dei giovani. L’allestimento teatrale non si limita a raccontare testi millenari, ma esplora le domande e le tensioni che essi generano, mettendo in dialogo parole, emozioni e memoria collettiva. Il progetto si inserisce così in un percorso più ampio, che unisce ricerca storica, riflessione civile e sperimentazione scenica. Il cammino proseguirà il prossimo anno con il Corano, completando questo intenso viaggio attraverso le grandi tradizioni spirituali del mondo.

“Il mondo che abitiamo oggi sembra senza grazia – afferma il regista Gabriele Vacis – la verità è messa al bando, non è una virtù ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Nell’Antico Testamento fu data la legge. Nel Nuovo Testamento furono date la grazia e la verità, in particolare, nel Vangelo di Giovanni, Cristo è grazie e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? ‘Vangeli’ pone queste domande con l’obiettivo d costruire insieme al pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità, un tempo di consapevolezza.
Il primo spettacolo di questo trittico, intitolato ‘Antico Testamento’, prendeva il Pentateuco e altri libri un po’ a pretesto. Ci interessava raccontare storie di oggi sugli antichi racconti biblici. Prendendo in mano i Vangeli, ci siamo subito resi conto che è necessario, di questi tempi,  pronunciare le parole del Nuovo Testamento, in particolare il Vangelo di Giovanni, che comincia cosi: ‘In principio era il logos’. Logos è sempre stato tradotto con ‘parola’, ma oggi si tende a tenere la parola originale dal greco poiché intraducibile. ‘Logos’ è parola incarnata, vuol dire, oltre a parola, discorso, pensiero, legge, fino a soffio. Abbiamo deciso che volevamo provare a fare agire il logos nel corpo dei giovani attori di PoEM. Vorremmo capire cosa significhino, in questi tempi travagliati, parole come verità e grazia.
Nel mio lavoro, la narrazione è sempre stata una delle tre componenti del teatro: rito, gioco e narrazione. Queste tre componenti, quando hanno pari dignità, ci permettono di indagare su aspetti fondamentali della nostra vita, oltre a sciocchezze come la post-verità o la malagrazia di poteri che reprimono ogni spazio vitale. Abbiamo costruito questo spettacolo provando a dare corpo alle parole, a generare azioni e immagini dai testi, dal discorso della montagna o dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, fino alla struttura spirituale del Vangelo di Giovanni, che Enzo Bianchi raccomanda di chiamare ‘il quarto Vangelo’ o ‘l’altro Vangelo’”.

Fonderie Limone Moncalieri – 8-19 aprile 2026 – via Pastrengo 88, angolo via Eduardo De Filippo. Orari spettacoli: da martedì a venerdì ore 20.45 – sabato ore 19.30 – domenica ore 16 – lunedì riposo. Prezzo dei biglietti: da 12 euro (ridotto under 18) a 28 euro (intero). L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di 1 euro a biglietto.

Biglietteria teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  – da martedì a sabato dalle 13 alle 19 – domenica dalle 14 alle 19.

Mara Martellotta

Grounding: radicati e connessi con la terra

Percepire proprio corpo attraverso il radicamento, immersi nella natura e consapevoli nel presente.

Fu Alexander Lowen, psichiatra, psicoterapeuta e padre della terapia bioenergetica ad inserire nelle sue terapie il grounding (dal termine inglese “ground” ovvero “terra”), ad utilizzare la pratica del radicamento intuendo l’esistenza di un legame tra il benessere interiore con ciò che ci sostiene e su cui appoggiamo il nostro corpo.

Lowen, attraverso l’analisi della postura dei suoi pazienti, mise in relazione il senso di insicurezza, di sfiducia e la scarsa capacità di sentire le proprie emozioni con una percezione di mancato o scarso appoggio fisico.

Questa tecnica radicante lega corpo e mente e permette di recuperare energie e risorse sfruttando la relazione tra respirazione e immaginazione, posizionandosi nel “qui e ora”. Dunque ogni volta che si sente la necessità di sicurezza e stabilità si può ricorrere al grounding facendo diversi esercizi che favoriscono l’ aumento della centratura corporea e permettono di canalizzare lo stress  allentando le tensioni.

Come si pratica il grounding?

A contatto diretto con il suolo che ci sostiene, senza scarpe. Una messa a terra” fisica per connettersi con l’ambiente  entrando in contatto con un io più istintivo e primordiale privo di sovrastrutture. I nostri piedi attraverso la loro capacità riflessive permettono di interagire con l’ambiente circostante ed in particolare sottostante, i nervi che li rivestono, infatti, attivano un collegamento con molti organi interni e le strutture più importanti del nostro corpo.

Quali sono gli esercizi base?

Camminare a piedi nudi cercando di sentire la terra con tutte le parti del piede e praticando un vero e proprio sprofondamento in essa. Inoltre è importante che ci sia la massima attenzione su quello che si sta facendo, evitando di distrarsi con altri pensieri.

Unire alla camminata esercizi di pilates e yoga che prevedono il contatto dei piedi con il terreno o altre pratiche di movimento come la danza, considerata una vera forma di meditazione.

E’ fondamentale respirare consapevolmente e percepire il corpo anche attraverso il tatto, per esempio, stringendo o pizzicando le gambe o le caviglie, ma anche toccando oggetti a noi vicini  o abbracciando una persona che ci trasmette vibrazioni positive. Il connettersi con la terra che ci sostiene, il radicamento, il contatto con il nostro corpo, il vivere il  momento presente permette il rilascio delle tensioni e l’allentamento dello stress, dona benefici davvero inaspettati.

Dove può essere praticato il grounding?

L’ideale sarebbe sulla terra o sulla sabbia, ma va bene anche il pavimento di casa.

E’ necessario trovare un posto dove ci sentiamo al sicuro e dove nessuno ci può disturbare, chiudere gli occhi, respirare profondamente e affondare i piedi, amalgamarsi con la superficie come se avessimo delle radici che fuoriuscendo dalle nostre basi inferiori ci ancorano al terreno.

Con il grounding è possibile ritrovare l’energia, la stabilità e il senso di sicurezza, ma anche recuperare il contatto con la terra e rinforzare la postura.

MARIA LA BARBERA

Futuro Nazionale: “la confluenza di Indipendenza consolida il progetto”

 

Il Piemonte protagonista con Pozzolo e Lauria

Cuneo, 1 aprile 2026

La conferenza stampa tenutasi ieri a Roma segna un passaggio significativo nella costruzione di

Futuro Nazionale: il movimento Indipendenza, guidato da Gianni Alemanno, confluisce

formalmente nel partito fondato dall’europarlamentare Roberto Vannacci, ampliando la base

organizzativa e il radicamento territoriale di un soggetto politico che in meno di due mesi ha già

superato i 12.000 iscritti e costituito oltre 200 comitati in tutta Italia.

L’operazione si inserisce in un percorso di consolidamento rapido: nato ufficialmente il 3 febbraio

2026, Futuro Nazionale conta già quattro deputati alla Camera — Emanuele Pozzolo, Edoardo

Ziello, Rossano Sasso e lo stesso Vannacci — e oggi si rafforza ulteriormente con l’apporto di

strutture, militanti e quadri dirigenti provenienti da Indipendenza.

Emanuele Pozzolo, ex membro di Fratelli d’Italia, è stato il primo deputato ad aderire a Futuro

Nazionale. Deputato piemontese con un profilo identitario ben definito, Pozzolo rappresenta il

collegamento diretto tra il territorio del Nord-Ovest e la leadership nazionale del partito.

Nel commentare la confluenza odierna, Pozzolo ha ribadito la visione che lo ha portato a scegliere

Futuro Nazionale: «Non è il tempo per una destra omeopatica, che deve sempre chiedere scusa e

cercare la legittimazione negli altri. Futuro Nazionale intercetta un ampio spazio politico e sociale

scoperto».

Sul significato dell’allargamento del progetto, il deputato piemontese sottolinea:

«La confluenza di Indipendenza rafforza ciò che stiamo costruendo: un movimento che mette gli

italiani al primo posto, con una struttura sempre più radicata sul territorio. Il Piemonte è pronto a

fare la sua parte in questa fase costituente.»

Il ruolo di Giuseppe Lauria: enti locali e relazioni internazionali

Giuseppe Lauria, Responsabile nazionale degli Enti Locali e delle Relazioni Internazionali del

Movimento Indipendenza, porta in Futuro Nazionale una doppia competenza strategica: la gestione

delle reti amministrative locali e la proiezione verso interlocutori internazionali in linea con la

visione sovranista del partito.

Il suo ruolo nella confluenza è particolarmente rilevante sul piano piemontese, dove la rete di

amministratori locali e militanti rappresenta una risorsa organizzativa concreta per il radicamento

del nuovo soggetto.Lauria dichiara:

«Entrare in Futuro Nazionale significa portare dentro un patrimonio fatto di relazioni, esperienze

amministrative e una rete internazionale costruita in anni di lavoro. La dimensione locale non è un

dettaglio: è il fondamento su cui si costruisce qualsiasi progetto politico serio. In Piemonte abbiamo

le persone, le competenze e l’entusiasmo per diventare uno dei motori di questa fase.»

Il Piemonte come laboratorio politico

La presenza coordinata di Pozzolo — voce parlamentare — e Lauria — struttura organizzativa e

relazioni istituzionali — configura il Piemonte come uno dei territori più strutturati del nuovo

partito nel Nord-Ovest. La convergenza tra le due figure produce un presidio multilivello:

rappresentanza nazionale, radicamento locale, proiezione internazionale.

Vannacci ha dettato le linee del partito davanti ai microfoni, ribadendo che Futuro Nazionale

intende porsi come alternativa credibile e strutturata, capace di intercettare quell’elettorato che

non si sente più rappresentato dalle forze attualmente al governo.

In Piemonte, sulla base delle dinamiche organizzative in corso e del potenziale bacino elettorale

dell’area identitaria e sovranista, le proiezioni interne stimano per il medio periodo una forbice

orientativa compresa tra il 3% e il 6% del consenso regionale, con margini di crescita nelle aree

metropolitane e nelle province del Nord-Ovest.

Prossimi passi

Il congresso fondativo di Futuro Nazionale è atteso per il mese di giugno 2026, momento in cui

verranno definiti struttura, cariche e piattaforma programmatica del partito. Le strutture territoriali

di Indipendenza — inclusi i circoli già attivi in Piemonte, Liguria e nelle altre regioni — si

trasformeranno progressivamente in circoli di Futuro Nazionale, ampliando una rete già oggi presente in tutta Italia.

INDIPENDENZA – FUTURO NAZIONALE