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Verso nuovi orizzonti: Torino e l’élite urbana del Duecento

Breve storia di Torino


1 Le origini di Torino: prima e dopo Augusta Taurinorum
2 Torino tra i barbari
3 Verso nuovi orizzonti: Torino postcarolingia
4 Verso nuovi orizzonti: Torino e l’élite urbana del Duecento
5 Breve storia dei Savoia, signori torinesi
6 Torino Capitale
7 La Torino di Napoleone
8 Torino al tempo del Risorgimento
9 Le guerre, il Fascismo, la crisi di una ex capitale
10 Torino oggi? Riflessioni su una capitale industriale tra successo e crisi

 

4 Verso nuovi orizzonti: Torino e l’élite urbana del Duecento

 

Si è parlato finora dei Taurini, dei Romani, di Carlo Magno e dei Barbari, e ancora si sono citati Arduino e la contessa Adelaide, oggi invece ci occupiamo della Torino del Duecento, a cavallo delle lotte tra Imperatore, Papato e comuni e limminente arrivo dei Savoia, famiglia a cui lurbe si lega indissolubilmente.
I fatti risultano nuovamente intricati, sullo sfondo nuovi assetti scombussolano il territorio europeo e la nostra bella città si trova a galleggiare tra guerre e poteri che la vedono comunque coinvolta, anche se non proprio in prima linea.
È il 1155, Federico I di Hohenstaufen, meglio noto con lappellativo Barbarossa, viene eletto imperatore. Egli è convinto di poter risollevare le sorti del potere imperiale del Regno Italico, così nel 1158 indice unassemblea durante la quale presenta il suo puntiglioso programma, sostenendo di voler governare direttamente i territori italiani, di voler nominare personalmente i funzionari amministrativi, e infine di essere deciso a ripristinare limposizione fiscale.
Il piano tuttavia è tuttaltro che apprezzato, soprattutto dal papa e da molte città del nord, in primis Milano.
Tale malcontento porterà poi alla costituzione della Lega Lombarda (1167), voluta dal papa Alessandro III e dalla maggior parte dei comuni nordici, ormai abituati ad una indipendenza de facto.
Allinizio la Fortuna appoggia Barbarossa, tant’è che egli, dopo aver clamorosamente messo a ferro e fuoco Milano, entra trionfale a Torino il giorno di Ferragosto, insieme alla moglie, e qui, proprio nella cattedrale piemontese, viene incoronato.
Ma la Dea è cieca e volubile, e finisce per voltare le spalle allImperatore, che nel 1168 è costretto alla fuga attraverso Susa.

Negli anni seguenti accadono altri scontri tra il Barbarossa, che tenta una riconquista dei territori, e la Lega lombarda: le vicende non sostengono lImperatore, che, infine, nel 1183, dopo la sconfitta di Legnano (1174), sigla un trattato di pace con cui riconosce lautonomia alla città del nord Italia.
È bene ricordare tuttavia che Torino rimane sempre fedele allImperatore, non aderisce alla Lega e si ritrova ad essere nelle mani dei vescovi di turno o degli effimeri alleati del Barbarossa: dapprima infatti è il vescovo Carlo ad essere figura di riferimento per la cittadinanza, in seguito tale incarico è affidato a Milone e poi a Umberto III di Savoia. Federico I resta interessato a governare su Torino, a causa della strategica posizione geografica: a testimonianza  di ciò si sa che egli aveva una residenza, allinterno delle mura cittadine, in un vero e proprio palazzo imperiale. Nel tentativo di controllare lurbe e non solo- il Barbarossa istituisce dei nuovi funzionari: i podestà. Si tratta di amministratori e giudici che dovevano mantenere la pace e riscuotere pedaggi e tasse per conto dellImpero; queste figure rendono il sistema governativo più efficace e sottile, inoltre vantano una formazione legale nonché una schiera di collaboratori personali e possiedono una scorta armata. I podestàesercitano un incarico itinerante, dopo circa sei mesi essi devono spostarsi altrove, aspetto che li rende più imparziali nel giudizio, a confronto dei pubblici ufficiali o dei consoli locali.
Alla fine del XII secolo il comune di Torino si presenta tutto sommato tranquillo ed ordinato: consoli e podestà si susseguono ordinatamente, lassemblea cittadina si riunisce periodicamente e le decisioni che vengono prese durante tali incontri sono trascritte in un corpus che si affianca alle indicazioni designate affinchè si attui un buon governo.

 

Tuttavia la Storia ci insegna che gli eventi sono in continuo mutamento, è infatti proprio durante questo tempo tranquillo che alcune famiglie particolarmente agiate si apprestano ad assumere il controllo della città. Spiccano tra l’élite urbana alcuni protagonisti, tra cui Pietro Porcello, i cui interessi si espandono dalla città al contado. Egli è funzionario amministrativo e vassallo del vescovo, per conto del quale gestisce addirittura un castello, inoltre è menzionato come console assai conosciuto e membro di alto rango nell’élite cittadina.
I cittadini più abbienti erano soliti autodefinirsi nobiles e facevano riferimento alle proprie famiglie come dinastie patrilineari, copiando le abitudini della nobiltà fondiaria.
Alla fine del XII secolo tali gruppi sono quasi una quindicina, tra questi è bene annoverare i Della Rovere, i Borgesio, i Calcagno, i Beccuti e gli Zucca, questi ultimi particolarmente legati alla realtàtorinese.
I nobiles fanno ovviamente coalizione compatta tra loro, grazie a legami matrimoniali intenti a mantenere questo status privilegiato. È possibile avere unidea di come tali famiglie vivessero e accumulassero terre e averi grazie ad uno specifico documento, il testamento di Enrico Maltraverso, redatto intorno al 1214.
Egli dispone che, dopo la sua dipartita, la ricchezza posseduta venga suddivisa tra le quattro figlie e alcune istituzioni ecclesiastiche; la fortuna della famiglia deriva dai possedimenti fondiari, costituiti da molti territori circoscritti a Torino e dintorni: ville, giardini, una macelleria, un vigneto e diversi appezzamenti di terreni agricoli. Tale Maltraverso, come altri elitari, possiede inoltre diversi beni sparsi tra città e campagna e ha il diritto di riscossione dei pedaggi a Rivoli.
Altri dettagli che si possono leggere nel testamento sono prima di tutto che una cospicua parte delleredità spetta alla figlia badessa del convento di San Pietro, ma poi che la parte più ingente di tutto il lascito è devoluta al monastero di San Solutore, dove lo stesso Maltraverso fa edificare una cappella in suo onore. Non è difficile comprendere il motivo di tale attenzione nei confronti della Santissima Chiesa: il pio Enrico tenta di placare linevitabile castigo divino che lo attende per aver praticato lusura durante buona parte della sua vita; il tentativo fa sorridere, ancora di più perché nemmeno dopo la morte Maltraverso mostra carità nei confronti dei creditori, al punto che incarica il collega usuraio Giovanni Cane di riscuotere i crediti precedenti.
Abbiamo alcune informazioni anche su questultimo losco figuro, il Signor Cane diventa presto uno degli uomini più facoltosi della città, ma anchegli pare avesse la coda di paglia: nel suo testamento, redatto nel 1244,  si legge di ingenti donazioni rivolte alla chiesa di San Francesco, con specifiche di ammenda per i propri peccati legati alla vita terrena.
Attraverso tali personaggi si evince che le ricchezze di certa élite torinese è spesso derivata da denaro ottenuto per mezzo di scambi, pagamenti di pedaggi o prestiti e non da attività commerciali o di qualsivoglia produzione. È poi chiaro il legame tra questi nobilesusurai e la Chiesa, che non disdegna di ricevere donazioni per finanziare enti ecclesiastici, ospedali o altre istituzioni religiose; nésono da dimenticare i rapporti più interpersonali tra le due categorie, come dimostrano i canonicati delle cattedrali o le posizioni allinterno dei monasteri più prestigiosi, affidate proprio a figli o figlie di questi ricchi nobiluomini, in modo da assicurare alle varie famiglie un avanzamento sociale e una stabile rete di appoggio costituita da politici e finanziatori: favori che garantiscono a questa esecrabile élite dominante una salda posizione di rilievo allinterno della gerarchia amministrativa comunale o ecclesiastica. É per via di questi spregiudicati che pian piano la figura del vescovo viene surclassata, fino al definitivo colpo di grazia dovuto allinsorgere delle insidie dei signori vicino a Torino, altri aspiranti al potere che si fanno forti della situazione problematica causata dalla contesa tra i comuni della Lega, lImperatore e il Papa.
Il vento sta cambiando ancora, questa volta sussurra il nome dei Savoia.

ALESSIA CAGNOTTO

Millennials e casa a Torino: cosa vogliono (o hanno già) nella loro abitazione ideale

Informazione promozionale

Casa piccola ma funzionale, tecnologia integrata e bollette sotto controllo: sono questi i tre pilastri attorno a cui ruota il rapporto tra i millennials e la propria abitazione.

 A Torino, città universitaria e tecnologica per eccellenza, questa generazione sta ridisegnando i criteri con cui si sceglie, si arreda e si vive una casa.

Tra le priorità più ricorrenti c’è la ricerca di autonomia energetica: sempre più giovani torinesi si informano su come installare il fotovoltaico a Torino per tagliare i costi in bolletta e rendere la propria abitazione più sostenibile, un tema che negli ultimi anni è passato da nicchia per pochi appassionati a criterio di scelta quasi imprescindibile.

Piccola, pratica e senza sprechi: la casa che i millennials cercano a Torino

Il primo dato che emerge dalle analisi di settore riguarda le dimensioni.

Secondo un’indagine del Centro Studi di Casa.it, quando si tratta di affitto i millennials che cercano casa a Milano, Torino, Bologna e Roma si orientano prevalentemente sui bilocali, indipendentemente dall’età anagrafica.

A Torino in particolare, quattro giovani su dieci puntano su tagli piccoli come i bilocali, un segnale chiaro di un approccio pratico ed essenziale che privilegia spazi progettati sulle reali necessità di chi li abita, piuttosto che sui metri quadrati.

Il responsabile del Centro Studi di Casa.it, Alessandro Ghisolfi, sottolinea come dalle ricerche stiano progressivamente sparendo elementi considerati un tempo imprescindibili come solai, cantine e garage: soprattutto nelle grandi città, i più giovani si spostano in bicicletta, con i mezzi pubblici o il car sharing, rendendo superflui gli spazi dedicati all’automobile.

Quando si passa dall’affitto all’acquisto, le esigenze cambiano leggermente in base all’età: chi ha tra i 18 e i 24 anni, spesso con il supporto economico della famiglia, continua a orientarsi sui bilocali, mentre la fascia 25-34 anni tende a cercare trilocali, con una stanza in più da destinare a studio in attesa di eventuali cambiamenti familiari.

Il costo della casa pesa (davvero) sulle scelte dei giovani

Dietro la ricerca di soluzioni pratiche e di piccole dimensioni si nasconde spesso un tema economico ben preciso. Secondo un’indagine Deloitte del 2026 condotta a livello globale su oltre 22mila giovani in 44 Paesi, per la generazione Z e i millennial italiani il costo della vita resta la prima fonte di preoccupazione, indicata dal 40% degli intervistati di entrambe le generazioni. La pressione economica si traduce in scelte concrete: il 56% dei gen Z e il 51% dei millennial italiani dichiara di aver dovuto rimandare decisioni importanti proprio per ragioni finanziarie legate anche al costo dell’abitazione.

Non stupisce quindi che, in un contesto di canoni di locazione in crescita – a Torino gli affitti sono aumentati dell’8,5% secondo il report immobiliare.it 2026, tra i rincari più marcati in Italia – i millennials cerchino ogni possibile leva per ridurre le spese fisse legate alla casa, a partire dai consumi energetici.

Fotovoltaico ed efficienza energetica: la vera priorità nella casa del futuro

Se un tempo il fotovoltaico era percepito come un investimento riservato a pochi, oggi rappresenta uno degli elementi più richiesti nella casa ideale degli italiani, millennials torinesi compresi.

Secondo il Pulsee Luce e Gas Index, osservatorio sviluppato in collaborazione con NielsenIQ, il fotovoltaico è considerato ormai imprescindibile dal 62% degli intervistati, seguito dagli elettrodomestici ad alta efficienza (59%) e dalle pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento (48%).

Il dato più interessante riguarda però il divario tra desiderio e azione concreta: oltre la metà degli italiani (56%) ha già cercato informazioni su come funziona un impianto fotovoltaico, ma solo il 28% si sente adeguatamente informato e in grado di affrontare l’investimento in modo consapevole.

Questo disallineamento si traduce in una richiesta implicita di maggiore supporto da parte degli operatori del settore: il 47% degli italiani dichiara di preferire un’offerta integrata, in cui l’operatore energetico sia anche un partner tecnologico e consulenziale in grado di accompagnare l’intero percorso, dalla valutazione iniziale all’installazione.

Per chi invece ha già fatto il grande passo, la soddisfazione è alta: circa il 20% del campione analizzato dichiara di possedere già un impianto fotovoltaico in casa.

Un altro studio, il RE/MAX European Housing Trend Report, conferma questa tendenza su scala più ampia: il 58% degli italiani considera la sostenibilità economica dell’abitazione più importante di qualsiasi altro aspetto nella scelta di una casa, mentre il 44% ritiene essenziale l’adozione di sistemi per il risparmio energetico come il fotovoltaico, il riscaldamento a basso consumo e gli infissi di nuova generazione.

Anche sul fronte delle ristrutturazioni il trend è netto: secondo l’osservatorio sulla ristrutturazione casa di ProntoPro, negli ultimi dodici mesi la stragrande maggioranza delle richieste di installazione nel settore solare, pari al 95,4%, ha riguardato proprio la generazione di energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici, lasciando solo una quota marginale ad altre tecnologie come il solare termico.

Smart home e domotica: la tecnologia come standard, non come lusso

Oltre all’efficienza energetica, la seconda grande priorità dei millennials riguarda l’integrazione tecnologica.

Secondo l’analisi di Savills Italia sulla casa ideale di questa generazione, i millennials sono cresciuti con la tecnologia e si aspettano che questa sia parte integrante della propria abitazione: ambienti smart dotati di sistemi di automazione per illuminazione, sicurezza e risparmio energetico risultano molto richiesti, così come la possibilità di controllare temperatura e luci direttamente dallo smartphone.

I numeri confermano questa tendenza anche a livello di mercato: secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato della domotica in Italia ha superato i 900 milioni di euro nel 2023, con una crescita costante negli anni successivi.

Una ricerca più recente evidenzia inoltre come il 64% degli italiani tra i 25 e i 55 anni possieda già in casa almeno un dispositivo intelligente, con un terzo degli acquirenti che dichiara di aver scelto un prodotto smart proprio per rendere la propria abitazione più sostenibile.

Secondo Savills, oltre alla tecnologia i millennials cercano versatilità: spazi aperti e multifunzionali, dove la zona living può trasformarsi da ufficio diurno ad area relax serale, insieme a un design essenziale fatto di linee pulite, ambienti luminosi e arredo minimalista. Anche gli spazi esterni, come piccole terrazze o balconi, sono molto apprezzati per ritagliarsi momenti all’aperto senza dover uscire di casa.

Torino, città a misura di millennial

Non è un caso che Torino compaia costantemente tra le città più cercate da questa generazione insieme a Milano, Bologna e Roma.

Il capoluogo piemontese è sede di grandi poli universitari come il Politecnico e l’Università degli Studi, ospita centri di ricerca, startup tech e multinazionali dell’automotive, offrendo un mix di formazione e opportunità lavorative che la rende particolarmente attrattiva per studenti e giovani professionisti.

Sul fronte dei quartieri, secondo le analisi immobiliari più recenti, zone come Regio Parco a Torino riscuotono un interesse crescente proprio tra i millennials, complice il buon equilibrio tra collegamenti, prezzi ancora accessibili rispetto al centro storico e prospettive di rivalutazione.

La casa dei millennials: tra desiderio e realtà

Mettendo insieme tutti questi elementi, emerge un identikit piuttosto chiaro della casa che i millennials torinesi desiderano o che già possiedono: un appartamento di dimensioni contenute ma funzionale, dotato di dispositivi smart per gestire in autonomia sicurezza, illuminazione e climatizzazione, e sempre più spesso equipaggiato con un impianto fotovoltaico capace di ridurre l’impatto delle bollette e aumentare l’indipendenza energetica del nucleo familiare.

Resta però un gap significativo tra ciò che questa generazione vorrebbe e ciò che ha effettivamente realizzato, complice il costo della vita crescente e la difficoltà nel reperire informazioni chiare e affidabili sugli investimenti energetici.

Colmare questo divario, affidandosi a professionisti del settore in grado di guidare l’intero percorso di valutazione e installazione, è probabilmente la prossima sfida per chi vuole trasformare la casa ideale in una casa reale.

Modifiche circolazione treni della linea SFM 4 (Ciriè-Alba)

 Modifiche alla circolazione dei treni della linea SFM 4 (Ciriè-Alba), tra le stazioni di Bra e Carmagnolainterventi programmati di manutenzione straordinaria nei fine settimana dell’1 e 2 agosto e successivamente del 29 e 30 agosto.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con servizio bus tra Alba e Carmagnola.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.

La alette di pollo piccanti, un peccato di gola!

Concediamoci un peccato di gola! Le alette di pollo fritte sono sfiziose, croccanti, saporite e molto economiche, ideali per una serata davanti alla TV.

Ingredienti

10 Ali di pollo
2 uova intere
Farina bianca
2 cucchiaini di paprika
2 cucchiaini di prezzemolo tritato
Sale, pepe, olio per frittura q.b.

Sciacquare le alette di pollo e asciugare bene. In una terrina mescolare la farina con il sale, il pepe, il trito di prezzemolo e la paprika. Sbattere le uova. Passare le alette di pollo nella farina, poi nell’uovo e infine nuovamente nella farina. Friggere in olio caldo per circa 10 minuti o fino a quando saranno belle dorate, scolare su carta assorbente e servire subito.
Davvero irresistibili !

Paperita Patty

Ad alta quota salvati escursionisti con il loro cane

Il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese la notte scorsa ha soccorso due escursionisti con il loro cane sul sentiero tra il Pian della Mussa e il rifugio Gastaldi, nel territorio di Balme, nel Torinese. Erano a quota 2.100 metri, e alle 22 ha chiesto aiuto perché il cane, di grossa taglia, era troppo stanco per proseguire la discesa. E’ così giunta una squadra composta da otto tecnici della stazione locale del Soccorso Alpino, tra i quali un veterinario che ha sedato l’animale, del peso di 50 chilogrammi, che non era più in grado di camminare. Lo hanno caricato su una barella per riportarli a valle.

L’Imperatore e la contessina astigiana

Favola, leggenda, storia romanzata?

Nulla di tutto ciò, la storia è vera ma poco conosciuta. Il celebre Federico II, imperatore, re di Sicilia e amante dell’Italia, si innamorò perdutamente di una giovane nobildonna astigiana che si chiamava Bianca Lancia o Bianca d’Agliano. Un amore a prima vista che scoppiò ad Agliano Terme, appena i due si videro davanti al castello della famiglia Lancia. Non si poterono sposare perché lei apparteneva solo alla piccola borghesia ma il loro fu comunque un grande amore semi-segreto. O forse è stata l’ultima moglie dell’imperatore che egli sposò in punto di morte. Fra le tante donne di Federico, tra mogli e amanti, lo svevo-jesino scelse Bianca. Oggi Agliano d’Asti, piccolo paese di 1500 abitanti, è più noto per le terme e il suo barbera che per il passaggio dell’imperatore svevo. L’antico castello non c’è più, distrutto nel Seicento durante le guerre tra i Savoia e gli spagnoli, ma la torre è sopravvissuta, c’è ancora, è lì a ricordare l’incontro storico tra Federico e Bianca intorno al 1225. Fu un colpo di fulmine per entrambi. Ma cosa ci faceva il grande Federico II in un piccolo borgo a 20 chilometri da Asti? I Lancia erano conti piemontesi e hanno sempre avuto stretti legami con il casato svevo degli Hohenstaufen. Il capostipite della famiglia Lancia, il nobile Manfredi, aveva ottimi rapporti con il Barbarossa, nonno di Federico II. Sia i Lancia sia gli Agliano erano aristocratiche famiglie ghibelline del Piemonte, tra loro imparentati, e proprietari di castelli, palazzi, tenute e interi paesi del Monferrato. Un tal giorno Bonifacio di Agliano, cognato di Manfredi Lancia e vassallo dell’imperatore, ricevette un giovane Federico II che, in visita in Piemonte, tornava da una battuta di caccia e gli presentò la sua famiglia. Tra Bianca, appena sedicenne, e il trentenne Federico, fu subito grande amore. La castellana, secondo le fonti storiche, era molto bella, snella, bionda, elegante, una bellezza mozzafiato che fulminò Federico. Se ne innamorò alla follia e, nonostante fosse già sposato, la portò con sé nei suoi tanti castelli che ancora oggi si possono ammirare in Italia e da lei ebbe tre figli, Costanza, Manfredi, re di Sicilia, e Violante. Fu tuttavia una relazione semi-clandestina e secondo una leggenda, durante la gravidanza di uno dei figli, Federico, forse per gelosia, tenne chiusa l’amante in una torre del castello di Gioia del Colle nel quale erano soliti trascorrere lunghi periodi. Fu molto generoso con Bianca e le assegnò terre e proprietà. E bravo il nostro Federico, nostro perché in fondo è più italiano che straniero: nato a Jesi, morto in Puglia, sepolto a Palermo. Ma il racconto non finisce qui anche perché la storia di Bianca Lancia è circondata dal mistero. I due personaggi forse si sposarono nell’ultimo istante della loro vita. Federico fu costretto, per esigenze reali, a sposarsi per la terza volta e di conseguenza la bella amante fu allontanata. Ma non sparì mai dalla sua vita e si sostiene che il matrimonio fu fatto in punto di morte al capezzale di Federico nel 1250 o a quello di Bianca ma fu in qualche modo celebrato. Bianca fu l’unica donna che conquistò davvero il cuore di Federico II di Svevia. Né con le mogli legittime né con le amanti Federico ebbe mai una relazione così intensa e lunga. Pensando a Oria (Brindisi) dove ogni anno, pandemia permettendo, si rievocano con un corteo storico i fasti del matrimonio tra Federico II e Jolanda di Brienne, la seconda moglie, chissà se un giorno anche ad Agliano d’Asti sarà possibile organizzare qualcosa di simile, come si vede nel dipinto, per ricordare il grande amore tra Federico e Bianca?
                                                             Filippo Re

A 13 anni dall’omicidio due arresti per la morte del tabaccaio di Pinerolo

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Svolta, a quattordici anni dall’omicidio di Giovanni Bruno, il titolare del bar tabacchi di Pinerolo ucciso durante una rapina il 4 giugno 2013. I carabinieri hanno arrestato i due presunti responsabili ancora in vita del delitto, mentre un terzo componente del commando è morto circa otto anni fa.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quel giorno tre banditi fecero irruzione nel locale. Durante la rapina, uno di loro esplose diversi colpi di pistola contro Bruno, uccidendolo.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, è stata riaperta grazie a un lungo e meticoloso lavoro investigativo che ha consentito ai carabinieri di ricostruire il caso e attribuire precise responsabilità ai tre uomini coinvolti. Sulla base degli elementi raccolti, la magistratura ha disposto misure cautelari nei confronti dei due indagati sopravvissuti.

Il primo a finire in manette è stato un 79enne di origine sarda, rintracciato lunedì a Torino e trasferito nel carcere del capoluogo piemontese. Il secondo arresto è scattato ieri nei confronti di un 53enne torinese, ritenuto suo complice. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere.

La squadra AIB e di Protezione Civile di Villar Pellice festeggia i 50 anni

Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto la squadra AIB e di Protezione Civile di Villar Pellice festeggia i 50 anni dalla fondazione del gruppo, con una serie di eventi e iniziative patrocinati dalla Città metropolitana di Torino. Come migliaia di altre persone che in tutto il territorio regionale dedicano buona parte del loro tempo libero al volontariato per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi, gli aderenti al gruppo di Villar Pellice fanno capo al Corpo AIB del Piemonte, che opera sotto l’egida e con il sostegno della Regione. La loro azione è importante anche e soprattutto per la sorveglianza del territorio e la manutenzione della viabilità forestale, dei sentieri e dei punti di prelievo dell’acqua, per la diffusione tra i cittadini della cultura della sicurezza e della prevenzione. Nella loro costante attività di addestramento e nelle esercitazioni i volontari AIB della Protezione Civile simulano eventi anche di grande entità in termini di estensione e di danni arrecati, per essere pronti ad ogni evenienza, sia nel loro territorio che in quelli vicini e persino all’estero, com’è avvenuto recentemente durante l’emergenza incendi nella Francia del Sud.

Venerdì 31 luglio gli eventi per il cinquantennale degli AIB villaresi iniziano alle 18,30 con l’evento “Lo Yoga della sera” e proseguono alle 19,30 con la serata gastronomica dedicata agli antipasti con gnocco fritto. A seguire ilgruppo i2e20 propone una serata di ballo con musica caraibica. Sabato 1° agosto a partire dalle 15 per i bambini è possibile partecipare al battesimo della sella con i pony, mentre alle 16 è in programma una dimostrazione di tiro con l’arco a cura degli Arcieri di Villar. Alle 17 parte una passeggiata escursionistica nei boschi della Val Pellice con una guida naturalistica, mentre all’ora di cena la pizza cotta nel forno a legna e, dalle 22, la disco night con Giulia Frencia completano il programma della serata. Domenica 2 agosto alle 8,30 è invece possibile scoprire i percorsi Upslowtour nel corso dell’escursione in mountain bike o e-bikes sull’anello 6 della Comba della Lioussa. Alle 11,30 si presenta il progetto “Valle Protetta- DAE e formazione alle manovre salvavita: un territorio più sicuro per tutti” a cura del Comitato di Torre Pellice della Croce Rossa Italiana. La grande grigliata è alle 13, mentre alle 16 si esibisce il gruppo Radiorebelde Val Pellice.

Per informazioni e prenotazioni dei momenti enogastronomici si possono chiamare i numeri telefonici 346-5788863, 349-4682132 o 339-5487048

Non tornava a casa: uomo trovato morto in un canale

Il corpo senza vita di un pensionato di 81 anni di cui si erano perse le tracce lunedì 27 luglio a Caluso è stato individuato ieri nei pressi di un canale. L’uomo non era rientrato a casa e i familiari avevano dato l’allarme.

Oltre 30mila visitatori per la primavera-estate di Villa della Regina

Da marzo a luglio arte contemporanea, musica, letteratura e performance hanno animato la residenza sabauda con un ricco programma realizzato con i principali partner culturali del territorio.

In autunno torna QU.EEN con una nuova edizione dedicata al tema della metamorfosi nelle opere di Fabio Viale e Frédérique Nalbandian       Oltre 30.500 visitatori in poco meno di quattro mesi raccontano una stagione che ha visto Villa della Regina (TO) confermare il proprio ruolo di luogo della cultura aperto al dialogo tra linguaggi artistici, istituzioni e pubblici diversi. Dal 25 marzo al 14 luglio il complesso museale ha accolto 30.534 visitatori, accompagnando il pubblico attraverso un programma che ha intrecciato arte contemporanea, performance, musica, poesia, letteratura e attività partecipative grazie alla collaborazione con alcune delle principali realtà culturali del territorio. Ad aprire la stagione è stata QU.EEN – Narrazioni d’arte e natura, la rassegna che tra il 25 marzo e il 24 maggio ha registrato 20.029 visitatori. Le mostre di Ezio Gribaudo e Yiannis Melanitis, oltre ad incontri, visite, laboratori e iniziative dedicate al dialogo tra patrimonio storico, arte contemporanea e paesaggio, hanno coinvolto un pubblico eterogeneo, che ha apprezzato il tema e il dialogo tra le opere e gli ambienti della residenza sabauda, confermando la capacità della Villa di proporsi come luogo di sperimentazione culturale. La rassegna ha inoltre esteso il proprio raggio d’azione oltre Villa della Regina, con appuntamenti ospitati alla Villa medicea della Petraia di Firenze, alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, all’Archivio Gribaudo e all’Accademia Albertina. Un percorso che conferma la crescita di QU.EEN e la sua capacità di svilupparsi in dialogo con istituzioni culturali del territorio e con sedi di rilievo nazionale. La programmazione è proseguita con ARWE – Art Residencies World Exchange, progetto internazionale promosso e coordinato dall’Accademia Albertina, che ha coinvolto numerose realtà internazionali. Nell’ambito del programma, dal 26 maggio al 7 giugno, Villa della Regina ha ospitato, in continuità con il percorso avviato da QU.EEN, il dialogo tra artisti italiano e greci attraverso installazioni, mostre e performance realizzate da artisti e studenti delle Accademie coinvolte. L’iniziativa, che ha registrato 4.213 ingressi, ha trasformato gli spazi della Villa in un luogo di confronto tra ricerca contemporanea, pratiche performative e formazione artistica, rafforzando la vocazione internazionale del complesso museale. Il 14 giugno Villa della Regina ha ospitato anche Metronimie, il festival diffuso dedicato alla poesia performativa e alla spoken word. Laboratori rivolti a bambini, famiglie, giovani e adulti, percorsi dedicati alla poesia in LIS, pratiche partecipative e la finale regionale piemontese della Lega Italiana Poetry Slam Under 20 hanno animato per un’intera giornata gli spazi della Villa, confermandone la capacità di accogliere linguaggi contemporanei e pubblici differenti. Tra il 28 giugno e il 5 luglio è tornato Musica Regina in Villa – International Music Festival, diretto dal pianista Francesco Mazzonetto, che ha accolto 1.301 spettatori. La quinta edizione, dedicata al tema Visioni, ha proposto un percorso musicale che ha spaziato dal repertorio barocco al pianoforte contemporaneo, fino al concerto conclusivo con la Filarmonica Teatro Regio Torino diretta da Cinzia Pennesi. Un appuntamento che ha segnato anche un momento storico per Villa della Regina, con la prima esibizione di un’orchestra filarmonica all’interno del complesso museale. La stagione ha visto inoltre consolidarsi la collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori, protagonista di un articolato programma che ha compreso il Book Party e i quattro appuntamenti del ciclo I Duellanti (due quarti di finale, semifinale e finale). Il Book Party ha trasformato il 30 maggio Villa della Regina in uno spazio dedicato alla lettura condivisa, mentre il ciclo de I Duellanti ha riportato il dibattito letterario tra i giardini e gli ambienti della Villa, coinvolgendo lettori e appassionati in una sfida dedicata ai grandi classici della letteratura. Nella finale del 14 luglio si è imposta Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, sostenuto da Natalia Ceravolo, che ha prevalso su Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas, difeso da Manuela Iannetti. Gli incontri del ciclo hanno registrato complessivamente 234 partecipanti. L’attività di Villa della Regina proseguirà dopo l’estate con una nuova edizione di QU.EEN – Narrazioni d’arte e natura, in programma dal 22 settembre al 22 novembre 2026. Il tema della metamorfosi guiderà il nuovo percorso espositivo attraverso le opere di Fabio Viale e Frédérique Nalbandian, che dialogheranno con gli spazi della Villa e con i suoi giardini storici, riflettendo sui processi di trasformazione della materia, della natura e dei luoghi. Come nelle precedenti edizioni, alle mostre si affiancherà un ricco calendario di appuntamenti realizzati insieme ai partner culturali del territorio, confermando Villa della Regina come luogo di incontro tra patrimonio storico, arte contemporanea e partecipazione. Tra le novità dell’edizione autunnale debutta anche LINGOS – Dialoghi acustici in Villa, nuova  rassegna musicale diretta da Simone Garino: quattro concerti in forma acustica animeranno il Salone della Villa, proponendo un percorso tra jazz, art-folk e pop sperimentale in dialogo con l’acustica naturale degli spazi storici.

Villa della Regina, Strada Comunale Santa Margherita 79, Torino Per informazioni: drm-pie.villadellaregina@cultura.gov.it; 011 8195035.