ilTorinese

Sforbiciata alle leggi inutili: meno burocrazia, il Piemonte punta su regole più semplici

“Semplifica Piemonte”: al via la riforma 

Meno norme superate, meno sovrapposizioni e un impianto normativo più lineare: è questa la direzione della riforma della burocrazia regionale avviata in Piemonte.

Il Consiglio regionale ha approvato una legge di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico che prevede l’abrogazione di 42 leggi ormai non più attuali e l’eliminazione di 30 tra articoli e commi che nel tempo avevano generato duplicazioni e difficoltà applicative. “Non si tratta di un’operazione formale – evidenzia l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – ma di un intervento che incide sulla qualità delle regole. Un ordinamento più chiaro significa meno incertezza per cittadini, enti locali e imprese e un’amministrazione più efficace”.

L’intervento si inserisce in un contesto in cui cittadini e imprese segnalano da tempo criticità legate alla complessità burocratica. Ridurre passaggi e tempi amministrativi può incidere sull’efficienza dei procedimenti, con possibili effetti anche sulla percezione del rapporto con la pubblica amministrazione.

Dal punto di vista economico, una struttura normativa complessa può tradursi in costi aggiuntivi e rallentamenti nei processi decisionali e negli investimenti. L’obiettivo dichiarato è quindi anche quello di contenere questi effetti e rendere più fluido il contesto operativo.

Con questa prima misura, la Regione Piemonte apre una seconda fase del percorso, che punta non solo sulle norme ma anche sul funzionamento concreto dell’amministrazione.

In questa direzione si inserisce il disegno di legge “Semplifica Piemonte”, presentato dall’assessore Vignale alla Prima Commissione del Consiglio regionale. Il provvedimento definisce una cornice generale per le politiche di semplificazione, senza intervenire direttamente sui singoli procedimenti, ma stabilendo principi e indirizzi per la loro revisione.

L’attenzione si concentra sui processi amministrativi, dove spesso si registrano rallentamenti e duplicazioni legati non tanto alle norme, quanto alle modalità con cui vengono applicate.

Tra i punti previsti:

  • l’unicità della presentazione dei dati, per evitare richieste ripetute di documentazione;
  • il divieto di aggravamento procedimentale;
  • il ricorso al soccorso istruttorio;
  • la riduzione dei tempi e la semplificazione delle procedure.

“Non introduciamo nuovi principi – sottolinea Vignale – ma li rendiamo finalmente esigibili. Sono regole già esistenti che devono diventare standard operativi. La semplificazione diventa un impegno concreto e misurabile dell’amministrazione verso cittadini, imprese ed enti locali”.

Il disegno di legge prevede inoltre l’istituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, pensato come sede di confronto con cittadini, imprese ed enti locali, e la creazione di un team regionale di supporto per accompagnare le amministrazioni nell’attuazione delle misure.

L’obiettivo è costruire un sistema in cui la Regione affianchi gli enti locali nell’applicazione delle regole, con l’intento di ridurre in modo concreto gli oneri burocratici.

Entrambi i provvedimenti erano stati approvati dalla Giunta regionale il 16 marzo scorso e presentati dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore Vignale alla presenza dei ministri alla Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

“Sunny side up” di Gianluca Capozzi

Nuova personale, “bella” e piacevolmente “rompicapo”,  alla torinese “Galleria metroquadro”

Fino al 23 maggio

Ormai ci siamo abituati. E ogni volta ne usciamo stregati e un po’ malconci, fra l’intontito e l’incognita di un piacere che ti segue e non ti molla per ore. Fra interrogativi, dubbi, certezze e ripensamenti, meraviglie che ti traballano negli occhi e bizzarrie figurali che un po’ ti fanno anche inc …… (pardon!) incavolare per la difficoltà del loro aprirsi a più semplici soluzioni.  Eccolo, di nuovo, in bella mostra, fino a sabato 23 maggio prossimo, alla “metroquadro” di corso San Maurizio, a Torino, l’avellinese (studi all’“Accademia di Belle Arti” di Firenze e di “Granada” in Spagna) Gianluca Capozzi, che alla “Galleria” di Marco Sassone può dirsi ormai di casa, con quelle sue inconfondibili pagine pittoriche che ti “assalgono” come fossero un travolgente fiume in piena. Attenzione! Una selezione di opere dell’artista sono anche visibili presso “Ocularium” (via Mazzini 52, a Torino; lun. 15,30/19,30 e da mart. a sab. 10/19,30) e, fino a venerdì 22 maggio, presso la “Galleria CCAAndraxt” di Maiorca, in Spagna, all’interno del Progetto “TAG – Torino Art Galleries meets ART PALMA CONTEMPORANI”.

Artista di grande mestiere, iper-iper-realista alle origini, autentico genio nel gioco di segni, luce e colori (“anima dell’arte e della vita”), Capozzi è oggi artista di singolarissima definizione estetica, in quel suo solitario rincorrere esaltanti voci di puro espressionismo cromatico, intrecciato a meccanismi mentali che ne fanno un magico affabulatore dai ritmi a tratti informali, pur se mai del tutto avulsi da figurazioni di “spaesante surrealismo” ed “onirica visionarietà”. Dice lo stesso Capozzi: “Compito dell’arte è rendere visibile agli occhi tutto quello che non è visibile”. E ancora: “La mia è una pittura non di rappresentazione, ma parte della realtà”. E su ciò, siamo perfettamente d’accordo. Anche perché il Capozzi mantiene pienamente fede, sempre, ai suoi suddetti principi. E lo fa davvero alla grande.

Però che “botta”, ragazzi!, metter piede in quei suoi “interni”, in quelle sue “stanze” – quasi tutte “Untitled”, acrilici su lino o tela – appena attraversate (così pare!) dalla violenza di inauditi uragani di cui restano, segni palesi, le scomposte allocazioni fuori sede di quadri, libri, divani acchiappa tutto, cuscini, vasi, fiori, lampade e appese al soffitto o ad immaginari lampadari , a testa in giù e gambe in alto curiose e ginniche sagome figurali (prevalentemente femminili) affiancate a volte da personaggi dei fumetti – da “Alice nel paese delle meraviglie” a “Topolino” o a “Biancaneve”, nota ironica che spezza l’immagine principale – per nulla inquietate da vere e proprie tempeste di girandole cromatiche (gialli, verdi, bianchi o turchesi o grigi) simili ad inarrestabili frammenti meteoritici colti a pennellate di supersonica velocità nel loro confuso orbitare. Paranoie, inquietanti allucinazioni, grovigli di incubi notturni (e diurni!), su cui lavorare, da parte di Capozzi (e anche da parte nostra) per provare a ricomporre puzzle di una quotidianità sfuggita di mano? Forse sì. Difficile darne una risposta certa. Vero è che il tutto non disturba, anzi ringalluzzisce il “gioco” pittorico dell’artista. Questi “strani” mondi girati al contrario e stravolti da tremende bufere, crediamo diano infatti profonda “gioia” e tanto “divertissement” a Capozzi, a giudicare almeno dal titolo che in inglese (sempre con ‘sti titoli in inglese!) suona “Sunny side up” come dire alla lettera “uova fritte all’occhio di bue” (con il tuorlo intero e giallo  rivolto in alto) e metaforicamente descrizione di un “atteggiamento estremamente positivo, solare ed ottimista”. Che ne dice, Capozzi? Io personalmente penso d’averci azzeccato! Lui si diverte. Anche se resta comunque la difficoltà di ricomporre quel puzzle, di cui sopra, che se a noi mette ansia, a Capozzi dà spazio e materia (fin troppa!) per intavolare e metterci a totale disposizione “pagine-gioco” aperte alla più totale libertà nell’interpretazione di una realtà spesso sconnessa e deturpata, ma fortemente gradevole nell’atto della sua ricomposizione. Se mai riesce!

Scrive Sabino Maria Frassà, curatore della mostra: “La ‘stanza rossa’ è un campo di battaglia: Capozzi non ‘ricorda’ Matisse, lo assume e lo interiorizza, finché il colore smette di decorare e comincia a produrre realtà. L’interno ritorna come matrice — non come serie — ma come campo di prova: una costellazione di variazioni incise da scarti, dissonanze e decisioni del fare pittura. Qui il segno, ormai ‘scrittura-luce’, non accende la scena: ne cambia lo statuto e trasforma l’immagine in soglia. È in questo attrito che la visione collassa: dalla finestra al campo, dal vedere al ‘vedersi vedere’”. Poiché, continua: “Non siamo di fronte a una pittura che si limita a rappresentare; piuttosto, a un dispositivo che mette in tensione la rappresentazione, la attraversa, la sospende”. E dà artistica vitalità al lavoro di un pittore “unico”, nella gioiosa fanciullesca genialità di fantastici, aggrovigliati “teatrini”. Piacevoli e attrattivi “rompicapo”.

Gianni Milani

“Sunny side up” – Galleria “metroquadro”, corso San Maurizio 73/F, Torino; tel. 328/4820897 o www.metroquadroarte.com

Fino al 23 maggio – Orari: giov. ven. sab. 16/19

 

Nelle foto: Gianluigi Capozzi: “Untitled”, acrilici su lino o tela (2021 – 2025) e “Red Interior”, acrilico su lino, 2024

Nursing Up: “il diritto alla salute è privilegio per pochi?”

37 miliardi di tagli alla Sanità Pubblica e milioni di italiani senza cure

Tagli alla Sanità, blocco del PIL e mancanza di personale sanitario, sono questi i temi al centro dell’assemblea pubblica che si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 23 aprile presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti. Un momento di confronto aperto tra cittadini e operatori sanitari sullo stato della Sanità Pubblica. Secondo le stime di referenti sindacali, vi sarebbero stati oltre 37 miliardi di euro di tagli alla Sanità Pubblica negli ultimi 15 anni, con una spesa ferma al 6,2% del PIL, sotto la media europea. Più di 30 mila medici e 60 mila infermieri risulterebbero mancanti. Oltre 4 milioni di italiani avrebbero rinunciato a curarsi per costi o tempi d’attesa insostenibili. Il Servizio Sanitario Nazionale è in una crisi strutturale profonda. Nursing Up segnala con forza un progressivo indebolimento della Sanità Pubblica che riguarda l’intero Paese, frutto di sottofinanziamento e scelte politiche che hanno progressivamente eroso un sistema un tempo considerato tra i più avanzati al mondo.

“La verità – dichiara Enrico Mirisola, segretario aziendale Nursing Up dell’ASL AT – è che non siamo più di fronte a una contrapposizione tra destra e sinistra, la vera linea di frattura, oggi, è tra chi crede nella Sanità Pubblica come diritto universale e chi la considera un costo da comprimere. È uno scontro tra il basso, fatto da operatori sanitari, cittadini, e un alto che sembra sempre più distante dalla realtà quotidiana degli ospedali”.

Personaggi in gioco al Castello di Miradolo

 

Domenica 26 aprile, ore 10.30

 

 

Laboratorio didattico per famiglie nella mostra “C’è oggi una fiaba”

 

 

Le figure prendono forma, cambiano ruolo, si mettono in gioco. “Personaggi in gioco” è un laboratorio didattico per famiglie, indicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, all’interno del percorso espositivo della mostra C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana, in programma fino al 21 giugno.

Carte, ritagli e materiali diversi diventano strumenti per costruire figure ibride, inattese, capaci di generare storie. Attraverso pittura, collage e composizione, ogni partecipante è invitato a sperimentare liberamente, combinando elementi e immaginari. Le sagome si trasformano: ciò che nasce come dettaglio può diventare protagonista, eroe o antagonista, in una narrazione che si costruisce per accostamenti e intuizioni. Il laboratorio lavora sulla possibilità di uscire dagli schemi, lasciando spazio a una dimensione creativa aperta, in cui ogni personaggio trova una propria identità e ogni elaborato restituisce una fiaba diversa, personale.

Il laboratorio è a cura di Elena Tortia e Greta Zamboni, operatrici museali.

INFO

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Domenica 26 aprile 2026, ore 10.30

Personaggi in gioco

Laboratorio didattico in mostra per famiglie

Età: 6-10 anni

FamilyLab: 5 euro bambini (comprensivo di ingresso e attività didattica), adulto accompagnatore compreso nel biglietto di ingresso

Biglietti: 15 euro intero, 12 euro ridotto (gruppi, over 65, convenzioni), 10 euro ridotto 12-26 anni e universitari, gratuito (0-11 anni, Abbonati Musei e Torino+Piemonte Card, Passaporto culturale, disabilità e accompagnatori), 5 euro ridotto scuole secondarie di II grado di Pinerolo e Tessera PineCult

Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com

 

Natura e biodiversità, esperienze regali

Dal 25 aprile al 1° maggio la Reggia di Venaria propone numerose attività ed esperienze legate alla natura, nel contesto delle splendide fioriture che si susseguono all’interno dei Giardini.

Il 25 aprile, in occasione delle Festa della Liberazione, la Reggia apre in anticipo i suoi Giardini alle ore 6.00 del mattino per offrire un’esperienza inedita alla luce dell’alba con l’evento Libera la Natura, che propone un ricco programma con visite speciali e incontri per “liberare lo spirito nella natura”. Alle prime luci del giorno esperti, giardinieri e naturalisti guideranno i visitatori nei Giardini per assistere alla natura che si risveglia, assumendo colori con tonalità mozzafiato, vivendo scenari emozionanti con qualche animale che ancora si aggira libero ed echeggiano suoni che sembrano ovattati. Si sussegue poi un fitto programma che prevede una visita guidata specialistica, un laboratorio di fotografia naturalistica con SKUA Nature, passeggiate guidate fino al Castello della Mandria, laboratori di pittura en plein air e una visita sensoriale per famiglie.

L’evento Libera la Natura dà il via al più vasto programma della Settimana della Biodiversità, che propone attività dedicate ai temi della biodiversità e della sostenibilità, con approfondimenti, incontri, visite tematiche e laboratori che si terranno

DAL 25 APRILE AL 1° MAGGIO LIBERA LA NATURA E SETTIMANA DELLA BIODIVERSITÀ

Festività primaverili alla Reggia con attività dedicate alla natura, alla biodiversità e alla sostenibilità. domenica 26 aprile e venerdì 1° maggio e sono rivolti a tutti: dai più piccoli, ai ragazzi delle
scuole, agli adulti e le famiglie. Sono in programma visite per famiglie come Segui il ronzio e attività per tutti come Dipingere la Natura en plein air, oltre a Piccoli Mondi in Giardino, il laboratorio di fotografia naturalistica in collaborazione con SKUA Nature, e Ambienti a confronto. Passeggiata dai Giardini al Castello della Mandria per riflettere sull’importanza delle aree protette e dei corridoi ecologici per la tutela della biodiversità.

Venerdì 1° maggio inoltre si propone una passeggiata di esplorazione del Parco della Mandria per scoprire micro-ecosistemi naturali che caratterizzano l’area. Nelle giornate del 27, 28, 29 e 30 aprile la Reggia propone attività dedicate alle scuole di ogni ordine e grado con visite e incontri gratuiti sul tema della biodiversità e della tutela degli insetti impollinatori.

In collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.
Le attività sono comprese in tutte le tipologie di biglietto, dove non indicato altrimenti.
Per alcune attività è necessaria la prenotazione.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni: lavenaria.it

Ritorna BTT Moves, danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino

Ritorna la stagione di danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino  BTT Moves. Dal 7 maggio al 22 dicembre prossimo un programma diffuso attraverserà teatri, spazi di creazione e luoghi della cultura della Città  Metropolitana di Torino, trasformandoli in un ecosistema vivo di pratiche, visioni e incontri. Si tratta di un itinerario tra corpi e luoghi dove la danza attiva relazioni, genera prossimità e costruisce senso.
L’edizione 2026 pone in dialogo figure affermate della scena nazionale e internazionale  con le produzioni del BTT. Sei gli appuntamenti, undici i titoli di cui sei firmati da artisti e compagnie ospiti.
Le compagnie presenti sono Alessandro Sciarroni, Corpo Celeste, Compagnia Zappalà danza, TIR Danza , MP Ideograms, Balletto teatro di Torino, Compagnia Arearea, Rebecca Moriondo. Si tratta di un programma che restituisce una visione plurale della scena contemporanea, un disegno curatoriale che accosta poetiche, linguaggi e formati  eterogenei, attivando cortocircuiti sensibili tra estetiche e generazioni.
A inaugurare la stagione il 7 maggio prossimo, negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo- Museo di Arte Contemporanea,  alle 19 e alle 21, sarà  Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Carriera per la Danza, con due repliche Op. 22 n. 2 assolo creato per e con Marta Ciappina, Premio Danza & Danza 2022 e Premio Ubu 2023 come miglior Performer.
Un appuntamento che intreccia Danza e arti visive, mettendo in dialogo il gesto performativo con un contesto museale, dove la prossimità con lo spettatore amplifica la dimensione percettiva. Le due repliche previste si svolgono all’interno della mostra dal titolo “Theatre of the mind” di Lenz Geerk, allestita in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e aderiscono al programma diffuso del Festival Prima Persona Plurale 2026, primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente per persone con disabilità,  promosso dalla Fondazione Time 2.
Si inserisce e completa questa prima parte della stagione l’appuntamento con il N.O.I, un progetto di ricerca e incontro aperto alla comunità Danzante.
Il BTT invita interpreti, autori e autrici con pratiche e sguardi differenti, creando una spazio di confronto tra visioni anche distanti tra loro.  Al centro rimane il processo creativo, si esplora, si sperimenta, si rischia, in un campo di possibilità in cui la ricerca prende forma nella relazione, in un contesto volutamente svincolato da traguardi produttivi e esiti performativi.
Quello dell’11 e 12 maggio con Marta Ciappina inaugura un percorso che proseguirà a novembre e dicembre con due altri appuntamenti, con Francesca Pennini e il CollettivO CineticO il 21 e 22 novembre e Daniele Ninariello / Codeduomo il 12 e 13 dicembre prossimi.

Mara Martellotta

Giachino: “Metro 2 nel 2033 (se va bene) e costerà di più”

Le colpe della sinistra

Caro Direttore,
Perché è stata inventata La Metropolitana ? .Per togliere traffico dalla strada, renderlo più veloce, diminuire inquinamento e incidenti stradali. Le grandi Città più evolute hanno iniziato a costruirle nel 1800 così come il Regno di Sardegna nel 1857prima di tutti gli altri Stati alpini approvò il progetto dell’opera del secolo, il traforo del Frejus. Oggi la Professoressa Fagioli spiega i danni sui bambini dell’inquinamento e parla dell’aumento degli asmatici. MIlano ha 5 linee di Metro. Madrid da sola ha più km di metro di tutte le Città italiane messe insieme. Torino e’ la Città più sfigata di tutte perche’ qui hanno abitato i due leader del PCI Togliatti e Gramsci e hanno creato un forte consenso a sinistra. Negli anni 50 quando il Sindaco Peyron propose di partire con la Metro, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose che gli operai preferivano andare in auto. Nel 1975 il PCI vinse le elezioni comunali con lo slogan NO ALLE GRANDI OPERE, tra cui la Metropolitana e la autostrada per il Frejus. Sempre nel 1975 ,durante la discussione della legge Bucalossi , il PCI fece approvare un emendamento col quale si bloccava per legge la costruzione delle autostrade. Ecco i genitori dei No TAV..Nel 76 , Sindaco Novelli, il Consiglio Comunale di Torino  rinunciò ai soldi del Governo per costruire la Linea 1.
La linea 1 attuale è stata costruita solo perché la impose il Comitato olimpico internazionale quando ci assegnò’ le Olimpiadi invernali. Ovviamente si parti dalla zona più rossa del torinese, Collegno, Grugliasco… siccome la cultura di trasporti a sinistra è scarsa non capirono che inaugurata la Line 1 occorreva subito partire con il progetto della 2 perché la rete , come insegnano i docenti di trasporti bravi, aumenta di molto la capacità di traffico . Invece il progetto della Linea 2 arriva solo oggi, vent’anni dopo la inaugurazione del primo tratto della Metro. Siccome la sfiga ci vede bene,  i ritardi clamorosi nella progettazione ci hanno portato in un ciclo economico che ha generato inflazione e aumento dei costi così i soldi , tutti del Governo, per costruire il primo tronco della 2 non bastano . . Siccome  la incompetenza genera effetti negativi lunghi e le bugie hanno le gambe corte mentre in Consiglio comunale lunedì scorso la Giunta comunale parlava ancora del 2032 , ieri l’onesto e competente Commissario Ing. CHiaia ha detto che il primo tratto della Linea 2 funzionerà solo  nel 2033. Ora mi auguro che i Cittadini di Barriera e Aurora finalmente capiscano che sono considerati dalla sinistra cittadini di serie B , se va tutto bene, e avranno un pezzo di Metropolitana nel 2033 quai trent’anni dopo i cittadini di corso Francia, Collegno e Grugliasco. Nel frattempo migliaia di torinesi hanno respirato un’aria inquinata e qualcuno è volato in Cielo in anticipo. Forse è meglio votare i competenti e i Si alla Metro e i SITAV.
Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Transizione ecologica, dalla Regione Piemonte fondi ai Comuni per riciclare i rifiuti

/

La Giunta della Regione Piemonte ha approvato due misure nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027 (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), con una dotazione complessiva di 14,15 milioni di euro destinati a soggetti pubblici. Gli interventi rientrano nella Priorità II dedicata alla transizione ecologica e puntano alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento dei sistemi di riciclo.

«Con l’approvazione di queste schede tecniche – dichiara l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – il Piemonte conferma il proprio impegno concreto verso la transizione ecologica. Queste risorse sono fondamentali per dotare la pubblica amministrazione e gli enti gestori di strumenti innovativi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo. Investire sull’economia circolare significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel territorio, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030».

Una prima misura, da 6,15 milioni di euro, riguarda la prevenzione della produzione dei rifiuti e la promozione della cosiddetta simbiosi industriale. Gli interventi previsti includono lo sviluppo di reti per il riutilizzo, la realizzazione o l’ampliamento di centri del riuso e iniziative per ridurre lo spreco alimentare lungo la filiera. Sono previste anche azioni per limitare l’uso di plastica monouso, ridurre i rifiuti di imballaggio e quelli non riciclabili, oltre agli scarti nei processi produttivi.

Tra le attività finanziabili rientrano anche progetti legati al recupero delle eccedenze alimentari da attività commerciali e ristorazione collettiva, con finalità sociali, e interventi per ridurre i rifiuti in eventi pubblici, strutture sanitarie e contesti organizzati. Possono accedere ai contributi enti locali, consorzi, aziende sanitarie e università pubbliche. Il finanziamento copre fino all’80% dei costi, con un tetto massimo di 1 milione di euro per progetto.

La seconda misura, con una dotazione di 8 milioni di euro, è invece orientata all’introduzione e diffusione di tecnologie per il riciclo. L’obiettivo è migliorare l’efficienza degli impianti e incrementare il recupero di materiali, in particolare per le frazioni più complesse o contenenti materie prime critiche.

Sono ammissibili interventi su impianti per il trattamento della frazione organica (come digestori anaerobici e impianti di compostaggio), sul riciclo dei RAEE — inclusi pannelli fotovoltaici e batterie — e sul trattamento di rifiuti ingombranti, tessili e plastici. In questo caso i beneficiari sono i Consorzi di Area Vasta, con contributi fino all’80% e un massimo di 2 milioni di euro per intervento.

Le due misure saranno attuate tramite bandi a sportello e finanziate con contributi a fondo perduto. La selezione dei progetti seguirà i criteri definiti dal Comitato di sorveglianza del programma Fesr.

Le risorse saranno distribuite nel triennio 2026-2028: il 40% proviene da fondi europei Fesr, il 42% dallo Stato e il restante 18% dal bilancio regionale.