ilTorinese

JAB, a Torino l’arte sale sul ring per raccontare identità e inclusione

Questa sera la prima presentazione pubblica del progetto che unisce teatro, pugilato, rap e audiovisivo ispirandosi alla storia del campione italo-congolese Leone Jacovacci. Va in scena questa sera, giovedì 9 luglio, ai giardini della Biblioteca Civica Cascina Marchesa di Torino, la prima presentazione pubblica di JAB – L’Arte è un pugno, progetto ideato da Cubo Teatro insieme a Generativa! APS, Associazione Nessuno APS e Off Topic, nell’ambito di “Bella Storia”, il programma della Città di Torino dedicato alla rigenerazione urbana dei quartieri Aurora e Barriera di Milano.

JAB intreccia teatro, pugilato, musica rap e narrazione audiovisiva per coinvolgere i giovani in un percorso artistico e sociale ispirato alla figura di Leone Jacovacci, primo campione europeo afrodiscendente di pugilato, simbolo di riscatto, identità plurale e lotta contro ogni forma di discriminazione.

L’appuntamento vedrà la partecipazione dell’assessora Carlotta Salerno e offrirà una restituzione dei laboratori già avviati. In programma anche la lettura di alcuni brani dello spettacolo “LEO – L’unica arte è un pugno”, interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, oltre alle esibizioni dei partecipanti al laboratorio di rap e a una dimostrazione di allenamento con i ragazzi delle palestre Neruda Boxe e Star Kombat.

Un progetto che trasforma lo sport e l’arte in strumenti di inclusione, memoria e partecipazione, facendo delle periferie torinesi uno spazio di incontro e di nuove narrazioni.

Rifugi climatici: Fondazione Torino Musei al servizio dei cittadini

Come già lo scorso anno, in considerazione del protrarsi dell’ondata di calore che sta interessando Torino e della necessità di mettere a disposizione della cittadinanza – in particolare delle persone più fragili – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti, Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato per tutto il mese di luglio una promozione speciale alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama:

  • Over 65: ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee;
  • Bambini fino a 12 anni: ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee.

Con questa iniziativa Fondazione Torino Musei ribadisce il valore sociale dei musei, luoghi aperti e accessibili che, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, possono rappresentare uno spazio di accoglienza, cura e condivisione per tutta la comunità.

 Il MAO è chiuso per il disallestimento della mostra Chiharu Shiota e riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.

Ruzzola: «Più defibrillatori in montagna, investire nella prevenzione significa salvare vite umane»

 

TORINO – «La prevenzione è il primo presidio di salute e in montagna può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo accogliamo con grande soddisfazione l’estensione della rete dei defibrillatori automatici esterni (DAE) alle sedi dei Comuni, delle Unioni montane, dei parchi naturali e agli edifici pubblici maggiormente frequentati. È un investimento concreto che rende il Piemonte ancora più sicuro e cardioprotetto».

Lo dichiara Paolo Ruzzola, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale del Piemonte, commentando il nuovo provvedimento della Regione che amplia la copertura dei DAE nelle aree montane.

«Nelle zone di montagna – prosegue Ruzzola – i tempi di intervento dei mezzi di soccorso possono inevitabilmente allungarsi a causa delle distanze e della conformazione del territorio. In questi casi ogni minuto è decisivo: intervenire tempestivamente con un defibrillatore può aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco. Per questo portare i DAE sempre più vicino ai cittadini rappresenta una scelta di grande responsabilità».

Ogni anno in Italia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri. La sopravvivenza media è ancora limitata, attestandosi intorno al 7,5%, ma può aumentare sensibilmente quando la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione vengono effettuate nei primi minuti dall’evento. Gli studi scientifici confermano infatti che ogni minuto di ritardo nella defibrillazione riduce sensibilmente le probabilità di sopravvivenza.

«Per questo – sottolinea il capogruppo di Forza Italia – la prevenzione non può fermarsi ai grandi centri urbani. Anche le comunità montane devono poter contare su una rete capillare di strumenti salvavita e su personale formato al loro utilizzo. La scelta della Regione va esattamente in questa direzione: garantire pari diritti alla salute anche nei territori più periferici e difficilmente raggiungibili».

Il nuovo intervento rappresenta l’evoluzione del progetto già avviato dalla Regione Piemonte, che nel 2025 ha finanziato 72 defibrillatori destinati ai rifugi alpini ed escursionistici, accompagnati dalla formazione dei gestori delle strutture. Con la nuova manifestazione di interesse la rete verrà ulteriormente ampliata coinvolgendo Comuni, Unioni montane, parchi naturali ed edifici pubblici ad alta frequentazione.

«La sicurezza non si misura soltanto con le infrastrutture o i servizi – conclude Ruzzola – ma anche con la capacità delle istituzioni di prevenire le emergenze e mettere i cittadini nelle condizioni di affrontarle. Ogni nuovo defibrillatore installato rappresenta una possibilità in più di salvare una vita. È questa la migliore politica sanitaria che una Regione possa mettere in campo».

CUS Torino e Mezzaluna: fine gestione degli impianti sportivi di Villanova

Con la data del 30 giugno 2026, il CUS Torino e la Polisportiva Mezzaluna concludono ufficialmente la gestione degli impianti sportivi comunali di Villanova d’Asti, siti in Strada Mezzaluna 13. Si chiude così un capitolo straordinario durato ben 22 anni, iniziato nel 2004.

 

Chi ha visto nascere e crescere l’attività ricorda perfettamente cosa fosse quell’area all’inizio del millennio e riconosce ciò che è diventata oggi. In questi due decenni l’impianto è stato trasformato in un’eccellenza del territorio rendendo il polo di Villanova punto di riferimento e modello per i comuni del “piano alto” e per tutta la provincia. Un’eredità strutturale all’avanguardia.

 

Oggi la nostra gestione consegna alla comunità e alla futura amministrazione una cittadella dello sport che si estende su un’area di diversi ettari, invidiata in tutta la regione, che ha ampliato l’offerta e oggi dispone di:

*  Tennis: due campi in terra rossa dotati di copertura pressostatica invernale

*  Calcio: due campi da calcio a 11 in erba naturale e un campo da calcio a 5 in erba sintetica coperto

*              Sabbia e polivalenza: un campo da beach volley – beach soccer, una struttura polivalente per le attività invernali e una piastra polivalente all’aperto

*              Socialità: un bar-ristorante completamente avviato e funzionante, da sempre punto di riferimento e aggregazione per atleti e famiglie

*              Pedana in tartan per il salto in lungo e triplo

 

Il vero patrimonio: la nostra comunità. Accanto alle strutture in terra e cemento, c’è però qualcosa di intangibile e vivo che rappresenta il nostro orgoglio più grande: la comunità che si è creata attorno a questo progetto.

 

Villanova d’Asti è diventata, a tutti gli effetti, una piccola ma vibrante cittadina dello sport. Negli anni abbiamo promosso con forza l’inserimento di personale giovane, offrendo un terreno fertile a tanti atleti, uomini e donne che oggi si affermano nel panorama sportivo regionale anche come professionisti.

Un ruolo fondamentale è stato giocato dalle sinergie con le Facoltà di Scienze Motorie: grazie a queste convenzioni, tantissimi giovani laureandi hanno potuto muovere i primi passi nel nostro staff, toccando con mano come lo sport potesse trasformarsi non solo nel loro futuro lavorativo, ma in una vera e propria casa. Praticamente ogni ragazzo e adulto del territorio, dai 15 ai 45 anni, custodisce oggi un ricordo, un’emozione o un traguardo legato alla nostra realtà.

 

I ringraziamenti

In questo percorso lungo ventidue anni abbiamo vissuto momenti di gioia immensa e affrontato sfide complesse, superate sempre grazie allo spirito di squadra.

Oggi il ringraziamento più profondo va a chi ha creduto in questo sogno fin dal primo giorno e ha contribuito a fondare questa magnifica realtà: Davide Montanarelli storico Presidente e Silvia Lovera fondatrice dell’associazione insieme al Presidente del CUS Torino Riccardo D’Elicio. Accanto a loro, un grazie immenso va all’esercito silenzioso di volontari che, anno dopo anno, hanno donato il proprio tempo e la propria energia per organizzare eventi sportivi di rilevanza regionale e nazionale. Infine i ringraziamenti sono rivolti anche ai tecnici, ai dirigenti e ai collaboratori della struttura.

 

Il testimone per il futuro

Tra questi campi non sono nati solo campioni, ma sono nate amicizie fraterne, passioni durature e nuove famiglie. Questo tessuto umano, questo legame indissolubile con il territorio, è il “tesoro” più prezioso costruito in questi anni. A chi prenderà il nostro testimone auguriamo di custodire queste mura e questi campi con lo stesso amore, lo stesso rispetto e la stessa dedizione che ci hanno guidato in questo splendido viaggio lungo 22 anni.

 

Queste le parole del Presidente Davide Montanarelli: “quando finisce un amore così grande il dopo lascia sempre qualche strascico doloroso. Quando siamo arrivati c’era da costruire una comunità sportiva, una cultura del benessere e formare un territorio. Creare fondamenta solide per un soggetto educativo che potesse fornire servizi fondamentali alle famiglie. Questo è sempre stato l’obiettivo, dichiarato nel progetto. Questa è sempre stata la nostra identità e non l’abbiamo mai sfiduciata e per questo non ho rimpianti. Ringrazio le amministrazioni, i collaboratori e soprattutto le famiglie con i ragazzi che hanno condiviso momenti felici e vissuto probabilmente all’interno dei nostri impianti anni indimenticabili di convivenza spensierata. La Mezzaluna non gestirà l’impianto ma continuerà la sua storia, probabilmente diversamente ma con gli stessi valori riconoscibili da tutti! Un grazie speciale ed un ricordo ad una persona che non c’è più e che porterò per sempre con me Cristopher, il cui ricordo sarà per sempre legato al nostro centro Mezzaluna”.

 

Le parole del Presidente del CUS Torino Riccardo D’Elicio: “la mia esperienza come dirigente sportivo mi aveva portato a credere con convinzione in un progetto importante per Villanova d’Asti. Quando abbiamo assunto la gestione dell’impianto, ci siamo trovati di fronte a una struttura quasi abbandonata. Grazie all’impegno del CUS Torino, l’abbiamo trasformata in un punto di riferimento per lo sport, la formazione e l’aggregazione di giovani e famiglie dell’intero territorio. Oggi siamo costretti a concludere questa esperienza, nonostante i numerosi progetti avviati. Lo facciamo con l’auspicio che gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale, a partire dalla realizzazione del nuovo impianto natatorio, vengano concretamente mantenuti, nell’interesse della comunità. Crediamo che lo sport rappresenti uno strumento fondamentale di crescita, educazione, inclusione e prevenzione. Per questo il CUS Torino resta disponibile, qualora in futuro si creassero le condizioni, a riprendere un percorso condiviso al servizio dei cittadini e del territorio. Ci auguriamo che anche Villanova d’Asti possa un giorno ospitare iniziative come Just The Woman I Am, manifestazione che unisce sport, salute, ricerca e solidarietà e che rappresenta lo spirito con cui il CUS Torino opera da sempre, costruendo relazioni tra Torino, Asti e Villanova. Rivolgo infine un sincero augurio ai nuovi gestori, affinché sappiano garantire continuità alle attività dell’impianto, facendo dello sport un’occasione di crescita, formazione e benessere per le nuove generazioni e per tutta la comunità“.

San Salvario resta casa: il congedo (a metà) del luogotenente dei Carabinieri Massimiliano Usai

 

C’è un modo di comandare un territorio che non si misura in ordinanze, fermi, arresti, ma in un consenso costruito giorno dopo giorno, con la paziente tessitura di un modello condiviso di convivenza.
È questo il lascito che il luogotenente Massimiliano Usai, per quasi dieci anni alla guida della Stazione Carabinieri di Torino San Salvario, consegna al quartiere nel momento del suo trasferimento alla Sezione Operativa della Compagnia di Venaria Reale.
San Salvario non è un quartiere qualunque. È uno dei punti di Torino dove la convivenza tra comunità diverse si gioca ogni giorno sul terreno concreto delle relazioni: la presenza storica della Sinagoga e della comunità ebraica torinese, il radicamento della comunità islamica, la tradizione cristiana, e attorno a tutto questo, un tessuto di corpi intermedi, associazioni, presidi sociali che a San Salvario hanno una densità particolare.
Governare la sicurezza di un simile quartiere significa, prima ancora che reprimere, saper ascoltare e mettere in relazione.


È in questo senso che negli anni Usai è stato indicato, da più voci, come una delle eccellenze dell’Arma in Italia: non per gesti eclatanti, ma per aver costruito, con pazienza artigiana, un modello di prossimità che ha trasformato la Stazione da presidio di controllo a punto di riferimento condiviso da tutte le rappresentanze del quartiere.
Il commiato di mercoledì 8 luglio, alla presenza di istituzioni, rappresentanti delle confessioni religiose, associazioni e colleghi, ne è stata la fotografia più chiara: non un rito formale, ma il riconoscimento collettivo di un lavoro che ha attraversato le appartenenze.
«I risultati raggiunti sono il frutto di una proficua collaborazione costruita sul dialogo, sulla vicinanza ai cittadini e sulla particolare attenzione rivolta alle persone più fragili», ha detto Usai stesso, restituendo in una frase la grammatica del suo metodo: dialogo come strumento, prossimità come pratica quotidiana, fragilità come priorità e non come eccezione.
Un legame, quello con il territorio, che per Usai non è nuovo: già alla guida della Stazione di Cuorgnè, nel Canavese, aveva lasciato un segno tale da portare l’ex sindaco Beppe Pezzetto a presenziare al saluto istituzionale, a distanza di anni.

Ora la sfida cambia scala, con il prestigioso incarico operativo a Venaria Reale.
Ma il modello costruito a San Salvario, quello di una sicurezza che si fa mediazione tra mondi, resta un metodo replicabile, prima ancora che un ricordo.
E c’è un dettaglio che dice forse più di ogni bilancio operativo: il comando cambia, ma San Salvario resta casa. Usai continuerà ad abitare nel quartiere insieme alla sua famiglia. Non un commiato, dunque, ma la naturale prosecuzione di un legame che la divisa aveva reso pubblico e che la vita quotidiana continuerà a custodire.

Irma Ciaramella

Case rifugio contro la violenza, prorogato il bando

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Più tempo per presentare progetti di qualità. Continuiamo a investire per una rete sempre più forte, accessibile e vicina ai territori”.

La Regione Piemonte ha prorogato al 10 settembre 2026, alle ore 12, il termine per la presentazione delle domande relative al bando destinato alla realizzazione e all’acquisto di immobili da adibire a case rifugio, al potenziamento dei posti disponibili nelle strutture già esistenti e agli interventi per migliorarne l’accessibilità. La proroga è stata disposta per consentire il regolare svolgimento della procedura durante la fase di riorganizzazione della Direzione Welfare e garantire a tutti i soggetti interessati le migliori condizioni per partecipare all’avviso pubblico.

«La violenza contro le donne si combatte anche rafforzando i luoghi della protezione e dell’accoglienza – dichiara l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli –. Le case rifugio rappresentano un presidio fondamentale di sicurezza, autonomia e rinascita per le donne e per i loro figli. Con questa proroga vogliamo offrire agli enti il tempo necessario per presentare progetti solidi e di qualità, perché il nostro obiettivo è utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile e trasformarla in opportunità concrete per il territorio».

«Abbiamo inoltre previsto un criterio di priorità per le province di Novara e Vercelli, dove è emersa l’esigenza di rafforzare ulteriormente la rete di accoglienza. È una scelta che testimonia la volontà della Regione di garantire un sistema sempre più capillare ed equilibrato, capace di rispondere ai bisogni di tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Nessuna deve sentirsi sola o costretta ad allontanarsi dal proprio territorio per trovare protezione».

«Negli ultimi anni – conclude Chiarelli – abbiamo investito con determinazione nel rafforzamento della rete antiviolenza, sostenendo i Centri Antiviolenza, gli sportelli e le case rifugio. Continueremo a farlo perché contrastare la violenza di genere significa costruire percorsi di libertà, autonomia e dignità, attraverso una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, enti del Terzo settore e comunità locali».

L’avviso pubblico, finanziato nell’ambito delle risorse previste dal DPCM 28 novembre 2024, sostiene la realizzazione di nuove case rifugio, l’acquisto di immobili da destinare all’accoglienza delle donne vittime di violenza e dei loro figli, il potenziamento delle strutture già operative e gli interventi per migliorarne l’accessibilità alle persone con disabilità. Restano invariate tutte le modalità di partecipazione previste dal bando; cambia esclusivamente il termine ultimo per la presentazione delle domande, fissato alle ore 12 del 10 settembre 2026.

L’avviso è disponibile su  https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/realizzazione-case-rifugio

Al Parco Di Vittorio al via la campagna itinerante su come affrontare le ondate di calore

/

 

Ha preso il via dal giardino Di Vittorio nel quartiere Lingotto la campagna di sensibilizzazione itinerante dedicata alla prevenzione dei rischi sanitari legati alle ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e persistenti durante il periodo estivo e particolarmente pericolosi per le persone più vulnerabili.

L’iniziativa, riproposta dopo la positiva esperienza dello scorso anno, è curata dalla Protezione Civile comunale e dai Servizi Sociali della Città di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino e con le otto Circoscrizioni.

L’obiettivo è informare i cittadini sui comportamenti corretti da adottare durante i periodi di caldo intenso e favorire la prevenzione attraverso un presidio itinerante che farà tappa in alcune delle aree verdi più frequentate della città, raggiungendo tutte le Circoscrizioni.

Nel gazebo allestito dalla Protezione Civile sarà possibile consultare i materiali informativi e indicazioni sul Piano Estate predisposto dalla Città, con tutti i consigli utili per affrontare al meglio le alte temperature, per conoscere i servizi disponibili, i numeri da contattare in caso di necessità e i centri di incontro climatizzati presenti sul territorio.

Grazie al supporto degli studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università, i cittadini potranno inoltre effettuare gratuitamente la misurazione della pressione arteriosa.

Dopo il primo appuntamento, il calendario proseguirà – sempre dalle 17.30 alle 20 – il 10 luglio in corso Belgio angolo corso Brianza (nei pressi del civico 101), il 13 luglio nel Giardino Maria Vanoli (via Berrino angolo strada Lanzo), il 14 luglio al Parco della Tesoriera (corso Francia 192), il 17 luglio nei giardini Sambuy, il 21 luglio nel piazzale Grande Torino e il 28 luglio ai Giardini Peppino Impastato di largo Sempione.

TorinoClick

La terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes

/

Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, ospiterà la terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes.

Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.

Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.

Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.

L’iniziativa di Pontechianale offre dunque l’opportunità di analizzare i risultati raggiunti e, soprattutto, di tracciare le linee guida della nuova programmazione europea 2028-2034.

Dichiara l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna di Regione Piemonte Marco Gallo: «Con la Festa delle Alpi il Piemonte raccoglie con orgoglio il testimone dalla Savoia, proseguendo un percorso che, dopo le due edizioni del Piccolo San Bernardo e del Moncenisio, continua a rafforzare il dialogo tra i territori dell’arco alpino. La scelta di Pontechianale è profondamente simbolica: una porta naturale tra Italia e Francia, un luogo che da sempre unisce comunità, culture e relazioni e che rappresenta al meglio lo spirito di questa manifestazione.

Per la Regione Piemonte la montagna è una priorità strategica quale spazio di opportunità, innovazione e sviluppo, e dove investire significa rafforzare la qualità della vita delle comunità, sostenere le imprese, valorizzare il patrimonio naturale e creare nuove prospettive per le giovani generazioni. La Festa delle Alpi interpreta pienamente questa visione: è il luogo in cui istituzioni, amministratori, cittadini e territori si incontrano per condividere idee, esperienze e progetti, nella convinzione che le sfide della montagna si affrontino insieme. Un valore che ritroviamo anche nella collaborazione con gli amici francesi, partner fondamentali di un percorso che dimostra come la cooperazione sia uno strumento concreto di crescita per tutti i territori. Con questo spirito vogliamo continuare a rafforzare il ruolo delle Alpi come spazio europeo di dialogo, collaborazione e sviluppo, guardando con fiducia alle opportunità offerte dalla prossima programmazione europea. Perché il futuro delle nostre montagne si costruisce insieme, mettendo al centro le comunità, i territori e una visione condivisa capace di generare valore per il Piemonte, per la Francia e per l’Europa».

«La Festa delle Alpi rappresenta un momento di straordinario valore simbolico e concreto per i territori alpini – sottolinea Leonardo Lottoassessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili della Regione Autonoma Valle d’Aosta – È l’occasione per riaffermare con forza l’identità comune delle nostre comunità di montagna, che da secoli condividono tradizioni, lingue, economie e relazioni transfrontaliere. Festeggiare le Alpi in un colle, esprime con grande forza l’idea che le montagne non dividono ma uniscono e creano legami forti che ci permettono di guardare con fiducia ai rapporti di cooperazione tra questi territori. L’edizione 2026, ospitata al Colle dell’Agnello, conferma infatti il rafforzamento delle relazioni con la Regione Piemonte e il Dipartimento francese della Savoia confinanti tra loro nonché la vitalità di un progetto, nato nel 2024 con la prima edizione che si è svolta al Colle del Piccolo San Bernardo. In un contesto segnato da sfide importanti, dal cambiamento climatico allo spopolamento delle aree montane, eventi come questi dimostrano quanto sia fondamentale lavorare insieme, superando i confini amministrativi per valorizzare le risorse, il patrimonio culturale e le opportunità di sviluppo sostenibile. La montagna non è solo un territorio da tutelare, ma uno spazio vivo, dinamico, europeo, capace di innovazione e di dialogo. La Festa delle Alpi è il simbolo di questa visione e un’opportunità concreta per rafforzare le sinergie tra le nostre Regioni e i territori confinanti, nel segno della cooperazione alpina e di una visione condivisa del futuro delle Alpi».

«È una gioia e un orgoglio vedere il concept della Festa delle Alpi franco-italiana declinato quest’anno dalla Regione Piemonte – afferma Hervé Gaymard, presidente del Consiglio dipartimentale della Savoia – Le prime due edizioni, che abbiamo organizzato nel 2024 al colle del Piccolo San Bernardo e poi nel 2025 al colle del Moncenisio, hanno dimostrato che questa Festa ha pienamente diritto di cittadinanza tra i grandi appuntamenti estivi dei nostri territori. Hanno soprattutto dimostrato la loro capacità di unire gli abitanti e gli attori socio-economici da una parte e dall’altra del confine. Attorno ai valori che ci uniscono, la Festa delle Alpi è un momento privilegiato per ritrovarsi, dialogare, riflettere insieme, condividere visioni comuni e rafforzare le nostre cooperazioni attraverso nuovi progetti e accordi. Essa si iscrive appieno nello spirito del Trattato del Quirinale e trova naturalmente il suo radicamento nel territorio di cooperazione del programma europeo ALCOTRA. La sua vocazione sarà quindi quella di vivere e crescere lungo il confine alpino franco-italiano, sostenuta dalla forza della nostra storia comune, dai numerosi progetti immaginati insieme e dal vento di amicizia che unisce i nostri due popoli. Esprimo i miei migliori auguri di successo per questa edizione 2026, organizzata al colle dell’Agnello e nel magnifico borgo di Pontechianale. Sarà per me un grande piacere portare in questa occasione la voce del Dipartimento della Savoia e riaffermare il nostro impegno a favore di una cooperazione alpina sempre più ambiziosa».

Per Silvano Dovetta, presidente dell’Unione Montana Valle Varaita e consigliere delegato della Provincia di Cuneo «La Festa delle Alpi è un momento importante per la nostra valle e per tutte le comunità di questa porzione di arco alpino. È un’occasione di incontro che sono lieto che la Regione Piemonte abbia deciso di organizzare in provincia di Cuneo e in Valle Varaita. Mi auguro che chi verrà a Pontechianale a prendere parte ai tanti eventi in programma possa approfittare anche per fare una riflessione sul valore delle nostre terre alte. La montagna non deve essere percepita, infatti, solo come un luogo da frequentare durante il tempo libero: è un territorio vivo, con persone che lavorano, tengono aperti servizi, custodiscono il paesaggio e mantengono tradizioni e comunità. Ha un ruolo fondamentale per l’economia, per l’ambiente e per il tessuto sociale del nostro Paese. Le montagne, inoltre, sono sempre state una cerniera tra popoli e culture, un luogo di incontro e di scambio, non di divisione. È questo spirito che la Festa delle Alpi vuole trasmettere. L’invito è quindi a vivere queste giornate con gioia e orgoglio, ma anche a ricordarsi della montagna durante tutto l’anno. Perché la montagna è una risorsa preziosa, da conoscere, rispettare e sostenere ogni giorno, non soltanto nelle occasioni di festa».