ilTorinese

Caldo estremo, ordinanza per i lavoratori esposti alle alte temperature

SICUREZZA SUL LAVORO 

Il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Riboldi: «Proteggere la salute di chi lavora all’aperto significa prevenire rischi concreti e promuovere una cultura della sicurezza»

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno firmato l’ordinanza che introduce le misure straordinarie, in linea con quelle già adottate nel 2024 e nel 2025, a tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio derivante dalle alte temperature.

Il provvedimento riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.

«A fronte delle temperature straordinarie di questi giorni, e grazie al lavoro che gli uffici regionali stavano già portando avanti in vista della stagione estiva, la Regione Piemonte anticipa di un mese l’entrata in vigore dell’ordinanza che da due anni scatta in estate per proteggere i lavoratori più esposti dalle ondate di calore – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi, ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive».

«La prevenzione resta l’arma più efficace – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone – L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi».

L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede dal 30 maggio al 31 agosto l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.

La limitazione si applica esclusivamente nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature. L’ordinanza non si applica se sono garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…). Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione chiede ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche. La limitazione è applicabile nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul portale Worklimate, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnala alle ore 12 un livello di rischio alto.

Al fine di fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sull’esperienza degli anni scorsi, la prossima settimana sarà convocato il tavolo sull’emergenza caldo, con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti anche in vista della stagione estiva.

Il testo completo dell’ordinanza e le faq sono disponibili sul sito della Regione Piemonte alla pagina: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/sicurezza-sul-lavoro-caldo-estremo-lordinanza-regionale-per-tutela-dei-lavoratori-esposti-alle-alte 

Come i colori influenzano Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Passeggiare per Torino significa attraversare una città che comunica continuamente con il cervello, anche quando non ce ne accorgiamo. I colori degli alberi lungo i viali, il blu del Po, le luci rosse dei locali serali, il bianco degli ambienti moderni: ogni tonalità modifica emozioni, battito cardiaco, concentrazione e perfino il modo in cui viviamo gli spazi.

Le neuroscienze spiegano da anni che il cervello umano reagisce ai colori in maniera molto più profonda di quanto si pensi. Torino, forse senza volerlo, è una città che mette continuamente in contatto le persone con stimoli visivi capaci di influenzare umore e comportamento.

Il verde che aiuta la mente

Torino viene spesso associata ai suoi grandi parchi e ai viali alberati. Dal Valentino alla Pellerina, passando per le zone lungo il Po, il verde è una presenza costante nella quotidianità dei torinesi. E proprio il verde rappresenta uno dei colori più legati alla concentrazione e al benessere mentale.

Secondo numerosi studi psicologici, osservare alberi e natura riduce il livello di stress e permette al cervello di mantenere più facilmente il focus. Per questo motivo molte persone lavorano meglio vicino a una finestra da cui si vede l’esterno. Anche una semplice pausa in cui lo sguardo si sposta sugli alberi può aiutare la mente a recuperare attenzione.

Il motivo affonda nelle origini dell’essere umano. Il cervello nasce nella natura e continua a percepirla come un ambiente sicuro. La presenza di piante e colori naturali stimola la produzione di serotonina e contribuisce a creare una sensazione di equilibrio e stabilità emotiva. Anche chi pensa di non amare particolarmente la natura mantiene una risposta inconscia positiva verso tutto ciò che richiama il verde.

Per questa ragione il verde viene spesso consigliato anche negli ambienti interni. Pareti, dettagli d’arredo o spazi con molte piante trasmettono calma mentale e favoriscono la concentrazione, soprattutto negli studi e negli uffici.

Il rosso accelera il cuore

Se il verde rilassa, il rosso produce l’effetto opposto. È il colore che più facilmente aumenta il battito cardiaco e crea una sensazione di attivazione immediata. Torino lo mostra soprattutto nelle insegne luminose dei locali, nelle zone della movida e negli ambienti progettati per trasmettere energia.

Dal punto di vista neurologico, il rosso richiama attenzione e intensità. Il cervello interpreta l’aumento del battito come uno stato di eccitazione o di allerta. Per questo motivo anche i vestiti rossi influenzano le interazioni sociali. Una persona vestita di rosso appare più intensa, più presente, più difficile da ignorare.

Lo stesso meccanismo si riflette negli ambienti domestici. Una stanza da letto con pareti rosse, tende rosse o elementi molto accesi rende più difficile il rilassamento. Il cervello rimane attivo più a lungo e il corpo fatica a rallentare.

Molti locali scelgono il rosso proprio per creare movimento e stimolare energia sociale. È un colore che funziona bene nei luoghi dinamici, nei cocktail bar e negli spazi dedicati alla vita notturna.

Il blu del Po e il bisogno di calma

Tra i colori più presenti a Torino c’è anche il blu. Basta osservare il Po nelle giornate limpide o i riflessi dell’acqua lungo i Murazzi per capire quanto questo colore contribuisca all’atmosfera della città.

A livello psicologico il blu rallenta il battito cardiaco e trasmette un senso di calma e affidabilità. È il colore più utilizzato negli ambienti professionali perché comunica credibilità, sicurezza e leadership. Non a caso molte persone scelgono tonalità blu per colloqui di lavoro, incontri importanti o contesti in cui vogliono apparire autorevoli.

Anche alcuni ristoranti torinesi specializzati in pesce utilizzano arredamenti azzurri e blu per richiamare il mare e creare un’atmosfera rilassata. Eppure proprio l’azzurro ha un effetto curioso sul cervello: tende a diminuire l’appetito. Succede perché in natura il blu compare raramente negli alimenti e il cervello associa questo colore più alla calma che al desiderio di mangiare.

Il bianco e il nero raccontano invece due forme diverse di distanza. Il bianco trasmette pulizia, ordine e precisione. Per questo viene scelto spesso negli ambienti moderni, nelle gallerie e negli spazi minimalisti della città. Il nero comunica eleganza, raffinatezza e una certa freddezza emotiva. È il colore che crea più distacco, ma anche quello che viene associato più facilmente al concetto di stile.

Camminando per Torino si scopre quindi una città che parla continuamente attraverso i colori. Ogni strada, parco, locale o palazzo produce reazioni nel cervello e modifica il modo in cui le persone si sentono. A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che una città non viene vissuta soltanto con gli occhi, ma anche con le emozioni che riesce a generare.

NOEMI GARIANO

Urla nella notte e distrugge le auto parcheggiate: arrestato

Vetri rotti e urla in strada di notte mentre danneggiava le macchine parcheggiate: arrestato. È accaduto nei giorni scorsi quando alcuni residenti della zona tra Piazza Bengasi e Via Corrado Corradino si sono svegliati con il rumore di vetri infranti e le urla di un uomo che stava rovinando le vetture in sosta: questo ha portato all’arresto, da parte della polizia, di un ragazzo di 26 anni di origini nigeriane per danneggiamento aggravato di diverse auto; è stato denunciato anche per possesso senza motivo di oggetti usati per offendere.

Durante i servizi di controllo del territorio, una volante dell’UPGSP ha raccolto le segnalazioni e intercettato il giovane, in evidente stato di alterazione psicofisica, mentre si dirigeva verso i Giardini Battistini con delle bottiglie di vetro in mano. Sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di un taglierino con lama da 15 cm, un cacciavite e una lametta. Il controllo successivo ha accertato il danneggiamento di 8 auto: cristalli in frantumi e vetri rotti all’interno degli abitacoli e parabrezza distrutti. I danni sono stati causati dal lancio ripetuto di bottiglie recuperate dai cestini della zona.

L’uomo è stato arrestato per danneggiamento aggravato e denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari: come previsto dalla legge, l’indagato è considerato innocente fino alla sentenza definitiva.

VI.G

Sabato 30 maggio il concerto Kiss Kiss Way. Le modifiche viabili 

 

Sabato 30 maggio piazza Castello ospiterà lo spettacolo musicale organizzato da Radio Kiss Kiss nell’ambito del tour nazionale “Kiss Kiss Way”.

L’apertura degli accessi è prevista dalle 18.30 e l’ingresso per i titolari di biglietto è consentito fino alle 19.30.

Per la giornata si prevedono modifiche viabili, divieti di transito e deviazioni dei mezzi pubblici nell’area interessata dall’evento.

Verranno istituite un’area rossa e un’area gialla per la gestione dell’ordine pubblico ed è stata prevista un’ordinanza riguardante alcol e cibi o bevande in contenitori di vetro e/o metallo potenzialmente pericolosi.

Nell’area rossa, che resterà chiusa alla circolazione veicolare e pedonale, potranno circolare a piedi esclusivamente i residenti, gli spettatori ed autorizzati.

Nell’area gialla sarà possibile transitare a piedi, mentre il passaggio di veicoli sarà consentito solo ai residenti, muniti di documento, diretti o provenienti dall’abitazione.

AREA ROSSA

L’area di piazza Castello interessata dall’evento sarà prevalentemente la zona pedonale compresa tra Palazzo Madama e il Palazzo della Corte dei Conti, dove verrà installato il palco, nella medesima posizione dello spettacolo di Capodanno, mentre in piazzetta Reale verrà collocato il Villaggio Kiss Kiss, aperto venerdì con orario 9 – 21 e sabato 9 – 13.30.

L’area rossa sarà compresa nel seguente perimetro (comprensivo dei portici di confine):

  • piazzetta Reale, tutta, dal perimetro esterno della Chiesa di San Lorenzo all’Armeria Reale;
  • piazza Castello, dall’Armeria Reale ai fornici della Prefettura;
  • viale Primo Maggio, lato ovest, dai fornici della Prefettura al ponte dei Giardini reali superiori;
  • viale Primo Maggio, lato est, dal ponte Giardini reali superiori a piazza Castello;
  • piazza Castello lato est, da fornici prefettura, piazzetta Mollino e via Po;
  • via Po, lato nord, da piazza Castello a via Carlo Alberto;
  • via Carlo Alberto lato ovest da via Po a via Battisti;
  • via Battisti, lato nord, da via Carlo Alberto a via Roma, con esclusione della Galleria subalpina che sarò chiusa su Piazza Castello;
  • via Monte di Pietà, lato nord, da via Roma a via XX Settembre;
  •  via XX Settembre, lato est, da via Monte di Pietà a via Palazzo di Città;
  • via Palazzo di Città, lato nord, da via XX Settembre alla chiesa di San Lorenzo.

Varchi di accesso all’area per lo spettacolo:

I varchi di accesso saranno presidiati da steward e apriranno agli spettatori (muniti di prenotazione) alle ore 18.30.

Gli spettatori potranno accedere da 4 varchi:

  • piazza San Giovanni (riservato alle persone con disabilità – che potranno comunque utilizzare tutti i varchi e cui sarà riservata un’area di sosta in Piazza San Giovanni 5; varco rivolto anche agli accreditati e agli ospiti delle strutture ricettive);
  • via Micca / piazza Castello (dalle 18.30, per prenotati);
  • via Po / via Carlo Alberto (dalle 18.30, per prenotati)
  • via Garibaldi / via XX Settembre (accesso attivo solo dalle ore 19.30 allo scadere delle prenotazioni);

Le vie intorno a Piazza Castello serviranno come varchi di deflusso e via di fuga.

La Galleria Subalpina sarà chiusa sul perimetro della zona rossa.

Area rossa, divieti di sosta e di transito, anche pedonale

Per tutta l’area rossa vengono istituiti dalle 9 alle 24 del 30 maggio e comunque sino a cessate esigenze, il divieto di sosta con rimozione forzata, compresi gli stalli per i veicoli al servizio delle persone disabili, generici e ad personam (ricollocati). Disposto il divieto di transito per i pedoni dalle 13.30 alle 24 e comunque sino a cessate esigenze – esclusi residenti, spettatori muniti di prenotazione ed autorizzati. Divieto di transito nello stesso orario anche per tutte le categorie di veicoli (compresi monopattini e biciclette).

AREA GIALLA

All’interno dell’area gialla, dalle 13.30 alle 24 del 30 maggio e comunque sino a cessate esigenze, potranno circolare solo i veicoli dei residenti, muniti di documento, esclusivamente per uscire o raggiungere l’abitazione o i posti auto. L’accesso libero sarà consentito solo a piedi.

In area gialla sarà previsto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi mezzi di mobilità sostenibile e trasporto pubblico, dalle 13.30 alle 24 e comunque sino a cessate esigenze.

Il perimetro dell’area gialla è compreso tra corso Regina Margherita, lato sud, da via XX Settembre a Rondò Rivella; Rondò Rivella perimetrale sud; corso San Maurizio, lato sud; viale Partigiani, lato est; viale Primo Maggio, lato est; viale Luzio, lato sud; Cavallerizza Reale; via Verdi, lato nord, da Cavallerizza Reale a Accademia Militare; via Virginio, lato ovest, da Accademia Militare a via Po; via Bogino, lato ovest, da via Po a via Principe Amedeo; via Principe Amedeo, lato nord, da via Bogino a via Roma; via Bertola, lato nord, da via Roma a via XX Settembre; via XX Settembre, lato ovest tratto Bertola-Monte di Pietà; via Monte di Pietà, lato nord tratto via XX Settembre – via Micca lato nord;  via San Tommaso, lato ovest; via Porta Palatina, lato ovest, tratto via Garibaldi-IV Marzo; via IV Marzo, lato sud, da via Porta Palatina a piazza San Giovanni; piazza San Giovanni, lato ovest, da IV Marzo a via della Basilica; via della Basilica, lato nord; piazza San Giovanni, lato nord; via XX Settembre, lato ovest sino a corso Regina Margherita

Divieto di sosta nell’area gialla

Nell’area gialla è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, compresi monopattini e biciclette, dalle 9 alla mezzanotte del 30 maggio (o cessate esigenze) nelle seguenti vie:

  • via XX Settembre ambo i lati, tratto via Bertola – piazza San Giovanni;
  • via Po, ambo i lati, tratto piazza Castello – via Bogino;
  • via Viotti, ambo i lati, tratto via Bertola – via Monte di Pietà;
  • via Micca, ambo i lati, tratto via XX Settembre – via San Tommaso;
  • via Garibaldi ambo i lati, tratto via XX Settembre – via San Tommaso;
  • via Battisti ambo i lati, tratto via Bogino – via Carlo Alberto
  • via Carlo Alberto ambo i lati, tratto via Battisti – via Po.

PROVVEDIMENTI COLLEGATI

Area di sosta veicoli a servizio di persone disabili

Dalle 14 del 30 maggio sino a cessate esigenze, in piazza San Giovanni 5 sarà istituita un’area di sosta per i veicoli a servizio di persone disabili muniti di contrassegno, i cui titolari siano accreditati ad assistere al concerto (che potranno accedere all’area spettacolo dal varco sito in piazza San Giovanni). I veicoli dovranno giungere all’area di sosta da via IV Marzo angolo via Porta Palatina.

Parcheggi Taxi e Tour City-Sightseeing

I parcheggi taxi in area rossa e gialla verranno sospese dalle 13 alle 24.

La zona di carico dei turisti che utilizzano il servizio Tour City-Sightseeing verrà spostata da piazza Castello a Piazza Carlo Emanuele II.

Parcheggio sotterraneo Castello/Roma

Il parcheggio sotterraneo di piazza Castello/via Roma sarà chiuso nel tratto sottostante la zona rossa. L’entrata veicolare di piazza Castello sarà chiusa dalle 8 del mattino mentre l’uscita di via Viotti verrà chiusa dalle 13.30.

Divieto di vendita e detenzione vetro e alcol

All’interno di tutto il perimetro dell’area rossa (dalle 14) e dell’area gialla (dalle 16) sarà in vigore il divieto di vendita per asporto, consumo e detenzione in luogo pubblico di alimenti e bevande, in contenitori di vetro e/o metallo idonei all’offesa, e il divieto di vendita e somministrazione di bevande con gradazione alcolica superiore ai 21 gradi.

All’interno dell’area rossa sarà anche in vigore il divieto di introduzione di bevande alcoliche.

Trasporto pubblico

Per i percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico sono previste deviazioni nell’area interessata dalla manifestazione. Informazioni sul sito di GTT https://gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12694-kiss-kiss-way-tour-2026-variazioni-linee-sabato-30-maggio

Teatro Regio

Gli spettatori dello spettacolo in programma alle ore 16 muniti di biglietto potranno accedere all’area dai varchi, presidiati dalle 15 ma non ancora attivi per il concerto, e defluire al termine dello spettacolo teatrale dai varchi in piazzetta Mollino e piazzetta Accademia Militare.

Chiesa di San Lorenzo

I fedeli potranno accedere alla funzione religiosa nella chiesa di San Lorenzo esclusivamente dal varco di via Palazzo di Città – XX Settembre.

Musei Reali e Palazzo Madama In concomitanza con la chiusura di piazza Castello, Palazzo Madama e la Biblioteca Reale chiuderanno al pubblico. I Musei Reali fino alle 19 utilizzeranno l’accesso e l’uscita dei Musei Reali da Piazza San Giovanni 4, attraverso l’androne adiacente al campanile del Duomo.

TorinoClick

Circo Contemporaneo, il Festival a Grugliasco

Dal 13 giugno al 5 luglio prossimo il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco si trasformerà nuovamente in una cittadella del circo contemporaneo  con la ventiquattresima edizione di “Sul filo del Circo”, il festival più longevo del settore in Italia, curato e organizzato dal Centro nazionale di produzione  blucinQue Nice , per la direzione artistica di Paolo Stratta, in collaborazione con la Fondazione Cirko Vertigo e Fondazione Piemonte dal Vivo.

Tra Cirque Lili e Chapiteau Vertigo, due spazi simbolo della vocazione circense della città, il festival accompagnerà compagnie, maestri, giovani artisti e artiste provenienti da numerosi Paesi, confermandosi come la kermesse più rappresentativa e tra le più longeve del panorama nazionale dedicato al circo contemporaneo.
L’edizione 2026 porterà a Grugliasco più di cinquanta artisti nazionali e internazionali, provenienti da Italia, Francia, Austria, Guatemala, Spagna, Cile, Uruguay, Portogallo, Brasile, Costa Rica e Argentina, con una programmazione che attraversa il circo contemporaneo, la clownerie, la nouvelle magie, il teatro fisico, la giocolieria, la danza acrobatica, quella aerea e creazioni site specific.
Grazie alla collaborazione con FEDEC, la principale rete internazionale dedicata alla formazione professionale nelle arti circensi, il festival ospiterà giovani talenti provenienti da oltre venti scuole di circo contemporaneo internazionali, selezionati attraverso una call pubblica.
Si tratta di un progetto che rafforza ulteriormente la vocazione europea e internazionale di Grugliasco come luogo di formazione, ricerca e creazione artistica contemporanea.

Il 13 e 14 giugno ad aprire il festival  saranno le repliche di “ Tutti in valigia” di Luigi Ciotta, spettacolo di teatro fisico, clownerie e manipolazione di oggetti, ambientato in un immaginario albergo degli anni Trenta. Seguiranno il 20 giugno la presentazione del progetto Greenkedin Miraggio del Duo Sisu e, in serata, “Batman non vola” di Andrea Loreni, conferenza-spettacolo che intreccia funambulismo, filosofia e riflessione esistenziale.
Il 21 giugno sarà, invece, protagonista  Manoviva di Girovago e Rondella- Teatri Mobili, microcosmo poetico di teatro di figura ospitato all’interno di uno speciale camion teatro.
Il festival entrerà nel vivo a partire dal 26 giugno, con una intensa programmazione internazionale che vedrà alternarsi produzioni artistiche, creazioni emergenti e appuntamenti di networking professionale.
Andrà in scena venerdì 26 giugno alle ore 21 allo Chapiteau Vertigo “Quello che rimane nell’aria”, creazione dell’Accademia Cirko Vertigo, cui seguirà sabato 27 giugno alle ore 19 “L’eco del gesto”, secondo appuntamento dedicato ai giovani artisti dell’Accademia.
Le due serate restituiscono il lavoro di una nuova generazione di interpreti che, attraverso varie discipline, come il palo cinese, il cerchio aereo, i tessuti, la corda molle, la giocoleria, il verticalismo, la danza e roue Cyr, portano in scena un racconto plurale sul corpo, l’identità, la fragilità,  la trasformazione.
Un nucleo centrale dell’edizione 2026  sarà  il progetto Cabaret FEDEC, nato dalla collaborazione tra Accademia Cirko Vertigo e FEDEC. Il 27 e 28 giugno e il 4 e 5 luglio verranno presentati giovani artisti e artiste selezionati da settanta candidature provenienti dalle più importanti accademie internazionali.
Accanto alle nuove generazioni, il programma ospita figure e compagnie di rilievo della scena contemporanea, come il 28 e 29 giugno lo spettacolo “Cose a caso, far caso alle cose” di Andrea Speranza, uno spettacolo immersivo che intreccia illusionismo, luce e manipolazione poetica dei materiali.
Il 30 giugno sarà  la volta dello spettacolo “Magari ci fosse il sole”, creazione dell’Accademia Cirko Vertigo per la regia di Jérôme Thomas, figura centrale del Nouveau cirque europeo e nuovo direttore artistico  del corso di laurea triennale per Artista di circo contemporaneo.
Il 1⁰ e 2 luglio andrà  in scena 3Clowns, omaggio alla grande tradizione clownistica europea, con la Compagnia francese Les Bleus de travail.
La chiusura del festival avverrà il 4 e 5 luglio con Pasto dell’ Instituto Nacional de Artes do Circo del Portogallo, uno spettacolo poetico che intreccia acrobatica, paesaggio e memoria rurale.

“Sul filo del Circo rappresenta molto di più di un festival, è uno spazio di incontro reale tra culture, generazioni e visioni artistiche provenienti da tutto il mondo” – ha dichiarato Paolo Stratta, direttore artistico del Festival – Abbiamo scelto di rafforzare ulteriormente la dimensione internazionale del progetto, ponendo al centro il dialogo tra grandi maestri del circo contemporaneo, compagnie affermate e giovani artisti in formazione, per molti dei quali Grugliasco rappresenta il primo vero contatto con programmatori, direttori artistici e reti internazionali di produzione, un’occasione concreta di crescita e di avvio di una carriera professionale a livello internazionale.
Crediamo che il futuro del circo contemporaneo nasca proprio da questo scambio continuo tra esperienze e nuove energie creative.  Vedere giovani artisti confrontarsi ogni giorno con figure che hanno segnato la storia del nouveau cirque contemporaneo  significa costruire non solo spettacoli, ma anche percorsi di trasmissione delle competenze , apertura culturale e innovazione artistica “.

MM

Lorenzo Amoruso: “Giusto confermare Spalletti”

“Europa League torneo da ‘bicchiere mezzo pieno’ per la Juve”

La stagione disputata dalla Juventus è uno dei temi trattati da Lorenzo Amoruso in un’intervista rilasciata in esclusiva alla testata sportiva News.Superscommesse.it. Nel seguente estratto, l’ex calciatore ha condiviso la sua personale opinione in merito al rendimento e ai risultati della squadra bianconera, esclusa dalla partecipazione alla prossima Champions League, e al lavoro di Luciano Spalletti. Ecco le sue parole.

La Fiorentina, sua grande ex, ha inciso profondamente sulla mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League. Come si è comportato Luciano Spalletti?
“La sconfitta interna contro la Fiorentina è stata alquanto inaspettata, in tutta franchezza, anche se il risultato è sempre figlio della prestazione; si è vista una squadra spenta, alquanto svogliata, ed è giusto che le responsabilità vengano condivise sia dall’allenatore che dai calciatori in campo. Sarebbe riduttivo limitarsi a vedere i problemi della Juventus soltanto in questa partita, perché ritengo che la campagna acquisti della scorsa estate non abbia funzionato granché; tra tutti i nuovi arrivi, nessuno o quasi ha portato un vero contributo ed è facile pensare che la società si comporterà di conseguenza.
Spalletti è arrivato a Torino a stagione abbondantemente iniziata, ritrovandosi una rosa non da lui allestita; ha dovuto cambiare preparazione in corso, pensare a un sistema di gioco più incline ai giocatori a sua disposizione e rivisto tanti altri particolari; dalla sua, non ha avuto il tempo necessario come per un allenatore che prepara la squadra dal precampionato. Ritengo sia giusto che la Juventus gli abbia dato fiducia con la firma anticipata del contratto.
Nonostante la cocente delusione per l’esito di questo campionato, credo che l’Europa League vada considerata come una competizione da “bicchiere mezzo pieno“, perché si tratta pur sempre di un trofeo continentale che può contribuire in maniera importante a ottenere introiti, oltre a garantire un accesso diretto alla Champions League. Credo che la Juventus avrà desiderio di provare a portare questo trofeo nella sua bacheca, oltre ad avere l’obiettivo del campionato, naturalmente”.

Scusi, posso sedermi?

Non mi riferisco alla cessione di un posto a sedere sui mezzi pubblici, ma a quell’abitudine anglosassone di condividere il posto a tavola nei pub e nei bar.

Come ho scritto in un altro mio articolo un paio di mesi fa, ricordo quando, negli anni ’80, vennero di moda i pub a Torino e fra questi il più gettonato, alla Crocetta, osservava le regole dei pub inglesi: tra queste, non ti servivano al tavolo (ottimo per il contenimento della spesa) e potevi sederti ovunque ci fosse un posto, anche ad un tavolo già parzialmente occupato.

Regola non scritta, era però osservata da tutti con piacere, permetteva non soltanto di trascorrere una serata in modo imprevisto, vario, ma anche e soprattutto di conoscere nuova gente e sviluppare nuove amicizie.

Si può dire che, per il nostro stile di vita questo modo di vivere fosse troppo aperto, abituati come siamo alla nostra privacy, a non far sentire i nostri discorsi a sconosciuti.

In realtà col passare degli anni le cose sono peggiorate, tragicamente, ma non in una direzione sola.

Ora si è molto più soli, sia per scelta che per una serie di concomitanze (orari di lavoro che non coincidono con quelli degli amici o maggior distanza tra casa e lavoro, ad esempio) con il risultato che la condivisione di un tavolo sarebbe scartata a priori.

Nello stesso tempo, però, se ascoltiamo un messaggio giuntoci sullo smartphone lo ascoltiamo col vivavoce così anche a distanza di tre tavoli possono fornirci il loro parere.

Due comportamenti apparentemente antitetici indice entrambi di un sintomo comune: il disagio; quel disagio che viene dimostrato quotidianamente attraverso violenza, litigiosità giudiziale, uso di sostanze stupefacenti in aumento, hikikomori e altro.

Pensate a vent’anni fa e confrontate con i giorni nostri: qualcosa è cambiato in meglio? La relazione che avevate con gli amici, il numero di uscite settimanali che facevate confrontato con quelle attuali regge il confronto? Vi sentivate più circondati da amici allora o adesso? E non mi riferisco agli “amici” dei social, temine improprio per definire persone che ci fanno sapere solo ciò che vogliono e che, di colpo, possono sparire o farci sparire con un click.

Costo della vita aumentato, potere d’acquisto inferiore, lavori saltuari, domeniche diventate lavorative per molte categorie sono sicuramente fonte di disagio.

Lo stesso disagio che porta giovani e meno giovani a chiudersi in casa, rifiutando qualsiasi contatto col mondo esterno o che spinge amici a uscire, trovarsi al parco e sedersi sulla stessa panchina, ognuno col proprio cellulare in mano, come se gli altri non esistessero. Per essere separati a distanza da casa, non era meglio restarsene a casa così si risparmiavano tempo e fatica?

Possibile che i giovani, di entrambi i sessi, non sentano l’esigenza (anche fisica) di incontrare un partner, parlare, camminare mano nella mano, prendere un gelato, vedere un film e, se tutto ok, tentare un approccio?

È palese che la nostra società sia malata, speriamo non irrimediabilmente, ma quale sia la cura nessuno l’ha ancora scoperto o, forse, nessuno ha interessa a scoprirla davvero.

Una popolazione priva di stimoli, di interessi e di reazioni è una popolazione facilmente manovrabile, anche attraverso messaggi subliminali che, sebbene proibiti per legge, sono inseriti all’interno di molti video, molti spot e consentono di tenere le persone sotto controllo, indirettamente, non fosse altro per evitare che reagiscano e si ribellino.

Pensateci. Oppure proponete una ragione diversa, se non addirittura una soluzione.

Sergio Motta

Ma l’antimelonismo violento è un progetto politico?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

È una costante che si ripete da ormai molti anni. Almeno dal giorno dopo la fine della prima repubblica. Perchè per lunghi 50 anni nella cittadella politica italiana c’erano due visioni culturali e due progetti politici non solo diversi e distanti ma addirittura alternativi. L’uno rappresentato dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati e l’altro, opposto, dal Pci e dall’universo della sinistra italiana. Dopodichè, e archiviata la prima repubblica, la cosiddetta seconda repubblica ha trovato la sua legittimazione non tanto nella costruzione di progetti politici e di governo alternativi l’uno rispetto all’altro ma, semmai, nella sola individuazione del nemico da distruggere o da annientare. Prima moralmente e poi politicamente. Certo, è una tesi che affonda le sue radici non in tutte le culture politiche. È sufficientemente noto che tutti coloro che si riconoscono nelle culture politiche di matrice centrista e riformista non applicano quelle categorie che, invece, sono di quasi esclusiva competenza e pertinenza di chi pratica altre prassi e adotta altri comportamenti politici: derive che vanno dal populismo al massimalismo, dal radicalismo all’estremismo. Prassi e culture che, quasi statutariamente, individuano nel nemico da abbattere la ragione prioritaria se non addirittura esclusiva della propria presenza politica e forse anche etica. Ora, e per tornare all’oggi, è abbastanza evidente che il cosiddetto campo largo – lo chiamo ancora campo largo perchè, purtroppo, non si può ancora definire centro sinistra essendo ancora assente una visibile e significativa componente centrista, riformista e moderata – si caratterizza come alternativa alla coalizione di centro destra per l’odio incallito e radicato contro l’attuale Premier, più che non contro la coalizione che la sostiene in Parlamento. Un odio che quotidianamente viene distillato e declinato con insistenza, determinazione e senza esclusione di colpi. Ma, al di là di questi concreti, e peraltro legittimi, atteggiamenti che vengono ormai platealmente e pubblicamente rilevati ed evidenziati dagli stessi sostenitori della sinistra radicale o populista o estremista, c’è un dato politico di fondo che non si può più aggirare o, peggio ancora, fingere che non esista. E cioè, può una coalizione democratica e che aspira ad essere di governo limitare la sua attività alla sistematica demolizione dell’odiato e vituperato nemico senza porsi il problema, ogni giorno, di creare una vera, solida, credibile e visibile alternativa politica e soprattutto programmatica? Può, cioè, una alleanza potenziale di centro sinistra – e sempre in attesa che la componente di centro assuma una vera e propria consistenza politica e culturale – abbandonarsi ogni giorno ad attacchi smisurati e a volte anche sopra le righe quasi come fosse una sorta, seppur aggiornata e rivista, di Democrazia Proletaria di ieri o di Potere al popolo di oggi? È su questo versante, almeno credo, che si misura la vera capacità per la futura e potenziale alleanza di centro sinistra di fare un vero salto di qualità sul terreno politico e progettuale. Gli anatemi, le invettive e gli insulti non sono più sufficienti, se mai lo sono stati. Serve un “di più”, per dirla con il linguaggio iperbolico ma sempre profetico di Mino Martinazzoli. E il “di più” consiste nella capacità e nel coraggio, come faceva del resto il vecchio, antico e tradizionale centro sinistra, di sapere elaborare un progetto politico e di governo che non si limiti, appunto, alla sola demonizzazione dell’odiato nemico politico.

Torino ricorda la tragedia dell’Heysel con una commemorazione e un monumento dedicato alle vittime

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Sono passati 41 anni dalla drammatica finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra Juventus e Liverpool quando, poco prima del fischio di inizio, 39 tifosi persero la vita sugli spalti dello stadio Heysel di Bruxelles. Quella che avrebbe dovuto essere una festa sportiva si trasformò in uno degli eventi più tragici della storia del calcio italiano ed europeo.

Torino ha reso omaggio alle vittime con una serie di iniziative. In mattinata si è tenuta la cerimonia della Juventus FC nel memoriale “Altrove” in strada della Continassa, inaugurato nel 2025 per il quarantennale della tragedia. Per la Città era presente l’assessore allo Sport Domenico Caretta.

Alle 18 si è tenuta la commemorazione pubblica seguita dallo scoprimento del nuovo monumento dedicato alla tragedia, posizionato nella piazzetta intitolata proprio alle “Vittime dello stadio Heysel”, tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino.

La cerimonia si è aperta con il toccante momento della lettura dei nomi delle 39 vittime, 32 delle quali italiane. Sono intervenuti il presidente della Circoscrizione Sette Luca Deri, il presidente della Juventus FC Gianluca Ferrero, i rappresentanti delle associazioni “Quelli di…Via Filadelfia” e “Familiari Vittime dell’Heysel” – ai quali si deve la proposta congiunta per la realizzazione del monumento -, l’assessore allo Sport della Città di Torino Domenico Carretta, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e il sindaco Stefano Lo Russo cui è stato affidato l’intervento di chiusura. “Proprio in questi giorni – ha ricordato il Sindaco – la data del 29 maggio è diventata ufficialmente Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Heysel e noi siamo qui oggi per ricordare le vittime innocenti di quella che doveva essere una serata di calcio e di festa e che, invece, si è trasformata in una tragedia che ha segnato per sempre il mondo dello sport. Questo sarà un luogo permanente in cui custodire il loro ricordo, stimolando, soprattutto tra le nuove generazioni, una riflessione sui valori più autentici dello sport”.

È seguito quindi lo scoprimento dell’installazione, realizzata dalla Città di Torino grazie a un contributo di 100mila euro della Regione Piemonte. La scultura, alta cinque metri e realizzata in acciaio CorTen, raffigura un grande cuore con la scritta “Heysel, +39, per non dimenticare”. Alla base è presente un piedistallo a forma di “Z”, un simbolico richiamo al settore dello stadio in cui persero la vita i tifosi juventini.

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