ilTorinese

Sauze d’Oulx Bike Park: apertura degli impianti e della seggiovia 

 

SAUZE D’OULX – L’estate entra nel vivo e Sauze d’Oulx conferma la propria vocazione di capitale dell’outdoor alpino con l’apertura quotidiana del Sauze d’Oulx Bike Park e della seggiovia quadriposto Prariond-Sportinia, in funzione tutti i giorni fino al 30 agosto, con orario continuato dalle 9.30 alle 17.00.

Dal 1° al 23 agosto sarà inoltre aperta quotidianamente anche la seggiovia Rocce Nere, ampliando ulteriormente le possibilità di esplorazione per biker ed escursionisti.

Il Bike Park di Sauze d’Oulx rappresenta una delle destinazioni più apprezzate delle Alpi occidentali dagli amanti della mountain bike gravity e del downhill. Oltre 1.000 metri di dislivello si sviluppano tra spettacolari prati d’alta quota e suggestivi boschi di larici, con percorsi progettati dai migliori trail builder internazionali, pensati per garantire fluidità, divertimento e sicurezza a rider di ogni livello.

I trail, che prendono il via dai 2.137 metri di Sportinia, alternano sezioni naturali a strutture artificiali in legno, wall ride, drop, table e step up, offrendo un’esperienza completa sia agli appassionati più esperti sia a chi desidera avvicinarsi al mondo della mountain bike.
Sauze d’Oulx Bike Park: apertura quotidiana degli impianti e della seggiovia Sportinia

SAUZE D’OULX – L’estate entra nel vivo e Sauze d’Oulx conferma la propria vocazione di capitale dell’outdoor alpino con l’apertura quotidiana del Sauze d’Oulx Bike Park e della seggiovia quadriposto Prariond-Sportinia, in funzione tutti i giorni fino al 30 agosto, con orario continuato dalle 9.30 alle 17.00.

Dal 1° al 23 agosto sarà inoltre aperta quotidianamente anche la seggiovia Rocce Nere, ampliando ulteriormente le possibilità di esplorazione per biker ed escursionisti.

Il Bike Park di Sauze d’Oulx rappresenta una delle destinazioni più apprezzate delle Alpi occidentali dagli amanti della mountain bike gravity e del downhill. Oltre 1.000 metri di dislivello si sviluppano tra spettacolari prati d’alta quota e suggestivi boschi di larici, con percorsi progettati dai migliori trail builder internazionali, pensati per garantire fluidità, divertimento e sicurezza a rider di ogni livello.

I trail, che prendono il via dai 2.137 metri di Sportinia, alternano sezioni naturali a strutture artificiali in legno, wall ride, drop, table e step up, offrendo un’esperienza completa sia agli appassionati più esperti sia a chi desidera avvicinarsi al mondo della mountain bike.

L’offerta estiva Vialattea propone diverse tipologie di biglietti per soddisfare ogni esigenza: dalla corsa singola ai pass giornalieri e plurigiornalieri, fino al Vialattea // Bardo Summer Pass, valido per tutta la stagione estiva sugli impianti di Vialattea e Bardonecchia. È inoltre previsto uno sconto del 50% sul Summer Pass per i possessori dello skipass stagionale Vialattea Internazionale e Vialattea|Bardo 2025/2026.

L’apertura quotidiana degli impianti rappresenta un’importante opportunità anche per escursionisti e famiglie che desiderano raggiungere facilmente i panorami di Sportinia e vivere una giornata immersi nella natura, tra sentieri, rifugi e viste mozzafiato sulle montagne dell’Alta Valle di Susa.

L’Assessore al Turismo del Comune di Sauze d’Oulx, Davide Allemand, sottolinea l’importanza dell’offerta estiva: “Sauze d’Oulx continua a investire con convinzione nel turismo outdoor, proponendo un’offerta capace di attrarre sportivi, famiglie e appassionati della montagna durante tutta la stagione estiva. Il nostro Bike Park è oggi uno dei punti di riferimento delle Alpi per qualità dei percorsi e servizi, contribuendo a destagionalizzare il turismo e a valorizzare il territorio. L’apertura quotidiana degli impianti consente di vivere la montagna in piena libertà, promuovendo uno stile di vita attivo e sostenibile in un contesto naturale di straordinaria bellezza”.

L’offerta estiva Vialattea propone diverse tipologie di biglietti per soddisfare ogni esigenza: dalla corsa singola ai pass giornalieri e plurigiornalieri, fino al Vialattea // Bardo Summer Pass, valido per tutta la stagione estiva sugli impianti di Vialattea e Bardonecchia. È inoltre previsto uno sconto del 50% sul Summer Pass per i possessori dello skipass stagionale Vialattea Internazionale e Vialattea|Bardo 2025/2026.

L’apertura quotidiana degli impianti rappresenta un’importante opportunità anche per escursionisti e famiglie che desiderano raggiungere facilmente i panorami di Sportinia e vivere una giornata immersi nella natura, tra sentieri, rifugi e viste mozzafiato sulle montagne dell’Alta Valle di Susa.

L’Assessore al Turismo del Comune di Sauze d’Oulx, Davide Allemand, sottolinea l’importanza dell’offerta estiva: “Sauze d’Oulx continua a investire con convinzione nel turismo outdoor, proponendo un’offerta capace di attrarre sportivi, famiglie e appassionati della montagna durante tutta la stagione estiva. Il nostro Bike Park è oggi uno dei punti di riferimento delle Alpi per qualità dei percorsi e servizi, contribuendo a destagionalizzare il turismo e a valorizzare il territorio. L’apertura quotidiana degli impianti consente di vivere la montagna in piena libertà, promuovendo uno stile di vita attivo e sostenibile in un contesto naturale di straordinaria bellezza”.

GIARDINI. L’arte di vivere la natura nel Settecento

Dal 15 luglio 2026 al 6 gennaio 2027

A cura di Clelia Arnaldi di Balme

Guardaroba e Piccolo Gabinetto Cinese

Piazza Castello, Torino

Apre al pubblico mercoledì 15 luglio l’esposizione Giardini. L’arte di vivere la natura nel Settecento, a cura di Clelia Arnaldi di Balme.

Antico o moderno, all’italiana o all’inglese: con i suoi colori, i suoi rumori e i suoi profumi, il giardino accompagna la vita dell’uomo e consente un rapporto quotidiano con la natura. Attraverso una selezione di disegni, tavole botaniche e incisioni, la mostra conduce il visitatore in una passeggiata ideale tra i giardini del Settecento, alla scoperta della loro storia e delle abitudini di chi li viveva giorno per giorno, per svago o per mestiere.

Il percorso si apre con una sezione dedicata al giardino “all’italiana”, nato nell’Italia centrale del Rinascimento e caratterizzato da aiuole disegnate con rigore geometrico, terrazzamenti, fontane e sculture. Il giardino di Boboli a Firenze viene declinato come modello in tutta l’Europa e gode di particolare fortuna come immagine del potere. Le incisioni di Antonio de Pienne per il volume delle Regie villae poetice descripte, stampato a Torino nel 1771, illustrano i parterre de broderie delle residenze reali sabaude, dove le siepi piantate a disegni geometrici creano veri e propri ricami vegetali, fissando i principi di grandiosità, rigore simmetrico e artificialità delle forme, che distinguono il giardino barocco.

L’esposizione prosegue con il giardino nel teatro del Settecento: qui lo spazio verde incarna l’artificio umano che si impone sulla natura, ed è sede ideale di intrattenimenti sociali non ufficiali, mentre la selva è luogo misterioso che produce smarrimento e il boschetto è luogo solitario adatto a confidenze. I disegni scenografici di Filippo Juvarra (Messina 1678 – Madrid 1736) e dei fratelli Bernardino e Fabrizio Galliari (Andorno 1707 – 1794 e 1709 – 1790) per i teatri di corte di Torino ci accompagnano alla scoperta delle valenze simboliche e letterarie dei giardini settecenteschi.

Anche il progetto di Filippo Juvarra per il giardino della villa di Luigi Mansi a Segromigno, nella Lucchesia, abbozzato dall’architetto messinese nel 1706 e completato più tardi, nel 1725, descrive parterre à broderie e fontane alla francese. Il risultato del lavoro di Juvarra si può ammirare anche nella veduta prospettica incisa nel 1790 su disegno dell’abate e geografo lucchese Giovanni Francesco Giusti.

Nel progettare il giardino, l’architetto deve considerare molteplici aspetti, dai livellamenti del pendio alle opere di ingegneria idraulica per il corretto funzionamento delle fontane. Juvarra concepisce tre giardini in uno: due zone con giochi d’acqua e aiuole geometriche, tra le quali si inserisce il prato con viale che conduce al loggiato di ingresso della villa. Dietro al palazzo un fondale scenografico a esedra, composto di edicole e tempietti, gruppi di sculture e piccole fontane.

Infine, le incisioni di Ignazio Sclopis (Torino 1727 – 1793), tra cui la veduta del parco di Stupinigi con i suoi viali a raggiera, approfondiscono le attività ricreative che si svolgono in giardino, dalle passeggiate all’ascolto della musica nei padiglioni dedicati ai concerti, dalle regate ai giochi di palla.

Il percorso si chiude con i giardini “all’inglese” e “all’orientale”, frutto di diverse visioni della natura, che figurano nei progetti di Francesco Bettini (Maderno 1737 – 1816), architetto e studioso di botanica, rientrato a Roma dopo aver vissuto lunghi periodi a Parigi e a Londra. Il giardino all’inglese nasce sulla base di suggestioni letterarie intorno al tema del sublime e del bello, elaborate in Inghilterra dalla metà del Settecento. Il sentimento scavalca ogni razionalità e aiuta a cogliere la dimensione infinita del paesaggio, l’immenso e la forza della natura. Il giardino non è più geometrico, si apre alla libertà della natura, con un aspetto più romantico.

Negli stessi anni, la letteratura di viaggio e le relazioni dei missionari fanno conoscere i giardini cinesi, che fino all’inizio del secolo erano noti solo attraverso le decorazioni di porcellane, tessuti e lacche. I giardini costruiti dagli imperatori della dinastia Quing (1644 – 1911) nelle residenze di Pechino e delle regioni settentrionali della Cina plasmano l’andamento del terreno e ricreano gli elementi naturali in modo artificiale. Nei giardini d’Europa, come in Cina, compaiono rocce, acqua, alberi e arbusti, pagode e piccoli edifici all’orientale disposti con apparente casualità su colline realizzate dall’uomo.

Un’ultima vetrina è infine dedicata ai due volumi di acquerelli botanici opera del conte Lorenzo Freylino (1754 – 1820), dal titolo “Francisci Laurentii Freylini … Hortus herbarii repertorium botanicae figuris ab eodem collectis delineatisque, excerptum, ac demonstratum”. Freylino allestisce un giardino botanico con piante rare e esotiche presso il suo palazzo a Buttigliera d’Asti e approfondisce i suoi interessi scientifici scambiando piante e semi con gli scienziati botanici italiani e stranieri più autorevoli del tempo. I due volumi raccolgono 123 tavole datate tra il 1773 e il 1813.
Il progetto grafico è a cura di Simona Alborno con la collaborazione di Giuseppe Salerno.
Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.

In occasione dell’apertura della mostra verrà riallestita anche la Sala Tessuti. Qui sarà riproposta l’esposizione Bianco al femminile, a cura di Paola Ruffino, che illustra la stretta connessione, materiale e simbolica, che lega il bianco, il colore naturale della seta e del lino, alla donna.
Cinquanta manufatti tessili custoditi dalle collezioni di Palazzo Madama: dal ricamo in lino medievale, ai merletti ad ago o a fuselli, al ricamo in bianco su bianco fino agli abiti da sposa: una storia secolare – tutta declinata al femminile – intrecciata nelle mussole di cotone, nelle garze di seta, nei rasi leggeri.

Il nuovo allestimento sarà visibile dal 15 luglio con il biglietto delle collezioni permanenti.

INFO UTILI

 

ORARI: lunedì e da mercoledì a domenica: 10 – 18. Martedì chiuso.

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

INFORMAZIONI

palazzomadama@fondazionetorinomusei.it  – t. 011 4433501 https://www.palazzomadamatorino.it/it/

Rivoli, dichiarazione di antifascismo: parla il coordinatore di FdI

Intervista a Nicola Carlone

“Dal 2017-2018 chi richiede alcuni servizi di pubblica utilità, come una concessione di suolo pubblico, deve sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo”

 

Come nasce questa vicenda che oggi è arrivata fino ai media nazionali?

Nasce da una particolarità tutta rivolese.

Dal 2017-2018 chi richiede alcuni servizi di pubblica utilità, come una concessione di suolo pubblico, deve sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo. Per anni questa disposizione è rimasta quasi sconosciuta, se non agli addetti ai lavori. Oggi, con il recente dibattito nazionale sul cosiddetto “patentino antifascista”, è inevitabilmente tornata d’attualità. È proprio questo ad aver suscitato l’interesse dei media: a Rivoli esiste da anni una disposizione che oggi viene letta con occhi diversi.

Qual è la vostra posizione? Chiedete di abolire quella dichiarazione?

La nostra posizione è molto semplice.

La soluzione migliore sarebbe eliminarla, perché riteniamo che la Costituzione italiana sia già il riferimento più alto a tutela della democrazia e dell’ordinamento repubblicano.

Le istituzioni devono chiedere il rispetto delle leggi, non ulteriori dichiarazioni che sembrano voler rafforzare principi già pienamente sanciti. La Costituzione non ha bisogno di rafforzativi.

Se però l’Amministrazione ritiene che una dichiarazione di principio possa avere una sua utilità in alcune circostanze, allora chiediamo almeno che sia formulata in maniera universale, facendo riferimento al rifiuto di ogni forma di autoritarismo e totalitarismo, senza limitarla a una sola esperienza storica. E magari evitando di richiederla anche per semplici domande di occupazione del suolo pubblico, come nel caso di un trasloco.

Molti cittadini però osservano: “Se siete contro il fascismo, cosa vi costa firmare?”

Capisco l’obiezione, ma il punto non è firmare, anche perché lo facciamo costantemente quando richiediamo il suolo pubblico per i gazebo.

Il punto è stabilire se un Comune debba chiedere una simile dichiarazione per concedere un servizio pubblico.

Noi crediamo che il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione debba fondarsi sul rispetto della legge e della Costituzione, non su attestazioni di adesione ideologica.

Un’altra critica che viene mossa è questa: “In Italia il problema storico è stato il fascismo. Perché volete inserire anche il comunismo?”

La storia italiana è fondamentale e nessuno intende metterla in discussione. Ma il Novecento non può essere letto in modo parziale o per convenienza. È stato il secolo delle due guerre mondiali, dell’apertura dei mercati su scala globale e di grandi trasformazioni politiche e sociali. Il contesto, quindi, è inevitabilmente europeo e internazionale.

Se allarghiamo lo sguardo, ci accorgiamo che non è esistito un solo totalitarismo. Diversi regimi hanno negato le libertà fondamentali, perseguitato gli oppositori e provocato milioni di vittime.

Per questo riteniamo che una democrazia matura debba avere il coraggio di condannare ogni forma di autoritarismo e totalitarismo, senza gerarchie e senza distinzioni. Una condanna universale ci sembra la scelta più razionale e coerente.

Il sindaco sostiene che, in alcuni casi, quella dichiarazione possa essere utile. Aggiunge però che quando il centrodestra amministrava Rivoli non è mai stata abolita. Non rischia di sembrare una polemica nata solo perché oggi il tema fa discutere?

Sono due questioni diverse.

Sulla prima ho già detto che comprendiamo l’intenzione di affermare valori condivisi. Proprio per questo, se una dichiarazione deve esistere, dovrebbe riguardare ogni forma di autoritarismo e totalitarismo, non una sola.

Sulla seconda, ammetto che il sindaco ha ragione, ma non mi interessa fare processi al passato.

Sono coordinatore del Circolo Fratelli d’Italia Rivoli dal 2025 e rispondo del lavoro che stiamo facendo oggi.

Quando riteniamo che una scelta amministrativa possa essere migliorata, il nostro dovere è proporne la modifica, indipendentemente da chi abbia governato prima.

Le idee non hanno una data di scadenza.

In questi giorni, però, anche all’interno del centrodestra si è assistito a una corsa a rivendicare questa battaglia. Come la vive?

Le idee non hanno una data di scadenza. Mi fa piacere che oggi sempre più persone condividano questa riflessione.

Mi rammarica soltanto che questa sensibilità non si sia manifestata con la stessa forza quando qualcuno aveva responsabilità di governo o comunque la possibilità concreta di intervenire. Da quanto apprendo, richieste e sollecitazioni non sono mancate.

È lecito attendersi che una forza di governo lasci un’impronta nell’azione amministrativa di un ente, traducendo i propri valori anche nelle scelte concrete. In alcuni casi, nella precedente legislatura, questo sembra non essere avvenuto.

Ma non è il momento di guardare nello specchietto retrovisore: è il momento di fare ciò che allora non è stato fatto.

Quindi qual è il messaggio finale che volete lanciare?

Che la Costituzione non ha bisogno di rafforzativi, perché respinge già nella forma e nella sostanza ogni forma di totalitarismo. È stata scritta proprio alla luce delle tragedie del Novecento per impedire il ritorno di qualsiasi governo autoritario.

La domanda è semplice: crediamo oppure no nella Costituzione? Noi ci crediamo e riteniamo che non serva aggiungere altro.

Se qualcuno ritiene necessario ribadire determinati principi, lo faccia pure, ma almeno ne rispetti il carattere universale, evitando di trasformare quel messaggio in un’affermazione apertamente ideologica.

Enzo Grassano

Senso unico alternato sul ponte di Sciolze

Al km 0+800 della Sp 98 di Marentino

Si protrarrà fino a venerdì 24 luglio il senso unico alternato regolato h 24 da impianto semaforico sulla strada Provinciale 98 di Marentino, nel tratto compreso tra il km 0+750 e il km 0+900, nel territorio del Comune di Sciolze. Il senso unico alternato è accompagnato dal limite di velocità a 30 km/h e dal divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli. Il provvedimento è stato assunto dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana di Torino per consentire la sostituzione dei giunti tampone del nuovo ponte al km 0+800 della Sp 98, che si sono deformati in modo anomalo e che possono creare situazioni di pericolo al transito di veicoli, velocipedi e motocicli. Proprio per garantire la sicurezza della circolazione stradale, in attesa dell’intervento risolutivo della ditta appaltatrice, i tecnici della Città metropolitana hanno fatto posare quattro piastre di acciaio, aventi 3 metri di larghezza e 1,5 metri di altezza, al di sopra dei giunti difettosi.

Il porto dei pirati

Da sabato 18 luglio a domenica 9 agosto

AREA12 Shopping Center – Torino

Il centro commerciale si prepara ad ospitare un’ambientazione a tema pirata che diventerà set di gioco per i bambini per tutti i giorni della settimana.

Nella piazzetta centrale interna, con il fresco dell’aria condizionata, saranno allestite quattro aree guidate da animatori professionisti dove si metteranno alla prova i piccoli visitatori del centro: il mare, l’isola del tesoro, l’assalto al vascello ed il gioco dei pirati.

Il fascino dei pirati non ha tempo né età: il mare, un tesoro da scoprire e l’isola che non c’è. Questo lo scenario che attende i più piccoli per l’estate ad Area 12 Shopping Center, da sabato 18 luglio fino a domenica 9 agosto. Il centro commerciale si prepara ad ospitare un’ambientazione a tema pirata che diventerà set di gioco per i bambini per tutti i giorni della settimana:

dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19; sabato e domenica dalle ore 10 alle 14 e dalle 15 alle 19.

Nella piazzetta centrale interna, con il fresco dell’aria condizionata, saranno allestite quattro aree guidate da animatori professionisti dove si metteranno alla prova i piccoli visitatori del centro: il mare, l’isola del tesoro, l’assalto al vascello ed il gioco dei pirati. Nel mare, allestito con tante palline blu in cui tuffarsi, i bambini pescheranno con dei retini gli oggetti preziosi dispersi nelle onde durante la tempesta, arricchendo il tesoro dei pirati. Per poi scavare nelle vasche di sabbia dell’isola e trovare, grazie a piccoli strumenti di setaccio, monete e gemme da riporre sempre nel baule del tesoro. Nell’assalto al vascello si lanceranno in allegria palline di gommapiuma verso la nave nemica per vincere la battaglia e aggiudicarsi il premio di marinaio con la mira migliore. Infine nel gioco dei pirati si affronteranno le sfide per raggiungere il forziere e vincere il tesoro.

Il percorso, in cu si procede lanciando un dado speciale, è composto da tante caselle su cui saltare come su delle zattere nel mare. E ogni casella nasconde una sfida, un gioco o un indizio verso l’obiettivo: ricevere il certificato di vero pirata. La partecipazione all’attività, totalmente gratuita, consentirà un momento di relax per tutta la famiglia: mentre i bambini saranno impegnati a giocare, genitori o parenti potranno dedicarsi alle proprie spese nel centro. Gaetano Maugeri, Direttore di Area12 Shopping Center, racconta: “In questa caldissima estate abbiamo voluto offrire alle famiglie un momento di ristoro all’interno del centro. Per consentire ai bimbi di potersi divertire

 

Area12 Shopping Center
Strada Altessano 141 – Torino

Motociclista 24enne morta contro lo spartitraffico

In un incidente stradale avvenuto questa mattina  alle 5,30 a Venaria Reale è morta una giovane di 24 anni  che viaggiava a bordo di una moto. I soccorritori del 118 hanno effettuato le manovre rianimatorie   fino al trasporto in ospedale a Torino, ma qui la ragazza è morta.  I carabinieri hanno riscontrato che la ragazza avrebbe perso il controllo della  moto finendo contro lo spartitraffico.

Beinasco, nasce il gruppo consiliare di Azione. Bartoli: «Segnale di crescita nell’area metropolitana»

Ieri sera, nel corso del Consiglio comunale di Beinasco, è stata ufficialmente costituita la rappresentanza consiliare di Azione con l’adesione dei consiglieri comunali Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca.

Dichiarazione di Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Coordinatore comunale provvisorio di Azione Torino.

«La nascita del gruppo consiliare di Azione a Beinasco rappresenta un risultato importante che conferma il percorso di crescita del partito nell’area metropolitana torinese. Si tratta di un percorso fortemente voluto e seguito dall’On. Daniela Ruffino, Segretaria regionale di Azione Piemonte, che con determinazione ha lavorato per rafforzare la presenza del partito sul territorio e creare le condizioni affinché sempre più amministratori locali scegliessero di aderire al progetto di Azione. Ho avuto il piacere di collaborare con lei in questo lavoro di radicamento, che trova ispirazione nella visione politica di Carlo Calenda, fondata su competenza, pragmatismo e buon governo.

L’adesione di Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca dimostra che Azione è sempre più un punto di riferimento per chi vuole fare politica con serietà, responsabilità e concretezza, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e non gli interessi di parte. È un segnale importante che rafforza ulteriormente la presenza del nostro partito sul territorio metropolitano.

Il Coordinamento comunale di Torino sta lavorando per costruire un partito sempre più radicato sul territorio, capace di coinvolgere amministratori, iscritti e realtà civiche che si riconoscono nei valori liberaldemocratici e riformisti di Azione. La crescita nei Comuni dell’area metropolitana conferma che il progetto promosso da Carlo Calenda continua ad attrarre persone competenti che vogliono mettersi al servizio delle proprie comunità.

Rivolgo a Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca i miei migliori auguri di buon lavoro. Sono certo che sapranno rappresentare con impegno e competenza i valori di Azione, contribuendo con spirito costruttivo all’attività amministrativa e operando sempre nell’interesse dei cittadini.

Continueremo a lavorare con determinazione affinché Azione sia sempre più presente a Torino e nella sua area metropolitana, costruendo una classe dirigente preparata, credibile e vicina ai territori. È questa la visione che Carlo Calenda ha indicato fin dalla nascita del partito: una politica fatta di merito, competenza e soluzioni concrete.»

Piano Regionale di Qualità dell’Aria: Torino Respira presenta le osservazioni

Riceviamo e pubblichiamo

“Un piano irrazionale, senza basi scientifiche e con costi enormi per cittadini e cittadine”

“Abrogato il blocco degli Euro 5 (costo pubblico quasi zero, 1.318 t/anno di NOx in meno) e sostituito da un pacchetto da circa 200 milioni di euro in cinque anni con efficacia non dimostrata. La perdita netta di valore sociale è stimabile in circa 500 milioni di euro in dieci anni”

 

Torino, 15 luglio 2026. Il Comitato Torino Respira ha depositato le proprie osservazioni alla proposta di modifica del Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA) approvata dalla Giunta regionale con la DGR 19-2742/2026/XII del 26 giugno 2026. Un documento tecnico di oltre 30 pagine che smonta, dati alla mano, l’impianto del nuovo Piano e ne denuncia l’irrazionalità economica, l’assenza di basi scientifiche e il costo sproporzionato a carico della collettività.

Cinque anni per cancellare l’unica misura efficace

La vicenda è emblematica. Nel 2021, dopo le condanne della Corte di Giustizia UE per il sistematico superamento dei limiti di PM10 e NO₂ (cause C-644/18 e C-573/19), la Regione aveva adottato con DGR 9-2916 il blocco dei Diesel Euro 5 nei comuni sopra i 30.000 abitanti, con effetto dal 15 settembre 2023. Una misura a costo pubblico prossimo a zero, capace di ridurre 1.318 t/anno di NOx, 253,8 t/anno di PM10, 101,5 t/anno di PM2,5 e 1.882,7 t/anno di COV, che caricava l’onere sui proprietari dei veicoli inquinanti in piena coerenza con il principio europeo “chi inquina paga”. In cinque anni la misura è stata prima rinviata, poi ulteriormente rinviata, e ora la Regione ne propone la definitiva abrogazione, sostituendola con un pacchetto di “misure compensative” tecnicamente ed economicamente insostenibili.

Un confronto tra scenari viziato alla radice

Il PRQA sostiene che le nuove misure compenserebbero l’abrogazione del blocco Euro 5. Ma il confronto tra i due scenari usa basi tendenziali diverse: lo Scenario A (con Euro 5) si appoggia al modello GAINS aggiornato al 2015, lo Scenario B (con compensazioni) al modello aggiornato al 2025, che incorpora già tutti i benefici del PNIEC 2024 e del PNCIA 2021. In altre parole, la Regione attribuisce alle proprie misure regionali effetti che derivano in realtà dalle politiche nazionali. Un artificio contabile che, ammesso implicitamente dagli stessi estensori, impedisce di dimostrare che le compensazioni siano “idonee” come richiesto dal DL 73/2025. La stessa analisi statistica condotta dagli estensori del Piano conferma che per PM10 e PM2,5 le differenze tra i due scenari non sono statisticamente significative in nessuna area della Regione, e per l’NO₂ non lo sono proprio nell’area metropolitana di Torino – dove il blocco Euro 5 avrebbe avuto i maggiori benefici.

Misure senza basi scientifiche

Il Piano introduce tra le misure “compensative” tre tecnologie prive di validazione scientifica per uso urbano:

  • Nebulizzazione d’acqua: uno studio condotto nel 2021 documenta che questi sistemi rischiano addirittura di aumentare le concentrazioni di PM di un fattore 8, perché l’acqua evapora lasciando residui salini respirabili.

  • Torri di filtrazione dell’aria: la sperimentazione di questi sistemi a Stoccarda durata sette anni e conclusa nel 2025 con lo smantellamento delle 23 colonne, ha prodotto riduzioni marginali (10% PM10, 9% NO₂) solo sul marciapiede adiacente; il ministro dei Trasporti del Baden-Württemberg ha dichiarato che “l’aria filtrata all’aperto deve rimanere un’eccezione storica”. Analoga sorte a Delhi, dove le torri sono state disattivate. Un’analisi dell’IIT Delhi dimostra che per ripulire una città servirebbero circa un milione di torri.

  • Vernici fotocatalitiche al TiO₂: la stima del PRQA (10.000 m² per tonnellata di NOx) presuppone concentrazioni di 500 ppbv (parts per billion by volume, parti per miliardo in volume), cioè 25-50 volte quelle reali torinesi. In condizioni realistiche servirebbero circa 137 ettari (190 campi da calcio) di superficie trattata per rimuovere una sola tonnellata di NOx all’anno, con efficacia ulteriormente compromessa in inverno da bassa radiazione UV, umidità elevata e temperature basse.

L’incentivo HVO: un cortocircuito irrazionale

La principale misura compensativa – 12 milioni di euro l’anno per incentivare l’uso dell’HVO (olio vegetale idrotrattato) sui diesel privati Euro 5 ed Euro 6 – non compare in nessuno degli elenchi di misure internazionali utilizzate dalle autorità preposte a livello europeo e statunitense per definire le proprie strategie di riduzione dell’inquinamento. L’HVO è una risorsa scarsa, prioritariamente destinata ai settori dove non esistono alternative (aviazione, traffico marittimo, veicoli pesanti); usarlo per auto private significa sottrarlo dove è indispensabile. I sistemi di trasformazione per Euro 5 richiesti dal DM MIT 2 ottobre 2025 non sono ancora omologati sul mercato italiano. L’incentivo di 5-20 cent/litro copre solo l’8-33% del differenziale di prezzo con il gasolio. E il segnale politico è schizofrenico: si sostiene la transizione ecologica prolungando la vita utile dei diesel obsoleti.

Costi 4-100 volte superiori ai benchmark europei

Il confronto economico è impietoso. Il blocco Euro 5 abrogato costava alla finanza pubblica 750-1.500 €/tonnellata di NOx evitata. Le misure compensative arrivano fino a 70.600 €/t per l’HVO, 386.400 €/t per le misure “innovative” e 700.000 €/t per gli interventi sulle biomasse, ovvero fino a 120 volte di più del costo dello stop agli euro 5.

Il costo medio ponderato del pacchetto compensativo è di circa 115.000 €/t di NOx, contro i 6.000-17.500 €/t indicati come efficaci dai riferimenti europei (IIASA/GAINS, BAAQMD, OTC-RACT). Applicando i metodi dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, alcune misure – HVO privati e tecnologie innovative – hanno un costo pubblico superiore al danno sanitario evitato, quindi distruggono valore sociale invece di crearlo.

Circa 100 milioni all’anno di valore sociale bruciato

Il conto complessivo è pesante. Nel primo quinquennio la Regione impegnerà circa 200 milioni di euro di fondi pubblici (FESR, FEASR, MASE, Bilancio dello Stato) per ottenere, nella migliore delle ipotesi, il 26% della riduzione emissiva che il blocco Euro 5 avrebbe garantito gratuitamente. La perdita netta di beneficio sociale, calcolata con i Marginal Damage Costs EEA, è dell’ordine di 100 milioni di euro all’anno – circa mezzo miliardo in cinque anni, un miliardo in dieci anni. A questi vanno aggiunti i rischi finanziari da nuove procedure di infrazione UE per il mancato rispetto della Direttiva 2024/2881, che dal 2030 dimezza i limiti di PM10, PM2,5 e NO₂: sanzioni potenzialmente ribaltabili sulla Regione ai sensi della legge 234/2012.

Il principio “chi inquina paga” ribaltato

“La sostanza politica di questa scelta è chiara – dichiara Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira –: si toglie l’onere ai proprietari dei veicoli più inquinanti e lo si scarica sulla collettività, comprese le fasce meno abbienti che usano il trasporto pubblico e non possiedono automobili. È una violazione strutturale dell’articolo 191 del Trattato UE, un uso distorto di fondi europei destinati alla sostenibilità ambientale, e una scelta che qualsiasi controllo di gestione boccerebbe. Chiediamo alla Regione di ritirare la modifica, mantenere il blocco degli Euro 5 e destinare le risorse a misure realmente efficaci: elettrificazione, trasporto pubblico, ciclabilità, riqualificazione energetica degli edifici, riduzione delle emissioni di ammoniaca in agricoltura.”

Le osservazioni integrali sono disponibili a questo link

Comitato Torino Respira

Piano per l’economia sociale, confronto con le Zone omogenee

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La Città metropolitana di Torino porta il Piano metropolitano per l’economia sociale 2030 nella sua fase operativa e chiama i territori a diventarne protagonisti. Dopo aver avviato il coordinamento interno all’Ente, il percorso prosegue con il primo incontro dedicato alle Zone omogenee, chiamate a contribuire alla realizzazione delle strategie e a costruire una rete stabile di collaborazione.
L’iniziativa, in programma giovedì 16 luglio, si propone di condividere le attività già avviate dalla Città metropolitana di Torino e da Torino Social Impact, raccogliere contributi dai diversi ambiti territoriali e definire modalità di lavoro comuni per valorizzare le esperienze già presenti e svilupparne di nuove.
Il Piano è nato dalla collaborazione tra la Città metropolitana di Torino e la Camera di commercio di Torino, avviata nel luglio 2024 nell’ambito di Torino Social Impact, la piattaforma che riunisce oltre 400 soggetti tra istituzioni, imprese e Terzo settore impegnati nella promozione dell’economia sociale, per individuare una strategia condivisa tesa a coniugare competitività economica, innovazione e coesione sociale.
Il Piano è costruito attorno a sei ambiti di intervento – governance e partnership, social procurement, finanza a impatto sociale, formazione e sviluppo delle competenze, innovazione e connessioni fisiche e digitali, inclusione sociale e lavorativa – articolati in 16 obiettivi, 36 strategie e 112 azioni, con particolare attenzione alle persone e ai territori marginalizzati.
Ad aprire i lavori saranno Sonia Cambursano, consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico, attività produttive e pianificazione strategica della Città metropolitana di Torino, e Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino. Seguiranno gli interventi di Tommaso Tropeano di Torino Social Impact sui principi dell’economia sociale, di Nicolò Bozzo dedicato alla situazione del territorio metropolitano, di Chiara Sarri sulle iniziative che la Città metropolitana sta sviluppando e di Irene Maddio sulle attività di Torino Social Impact. L’ultima parte dell’incontro sarà riservata al confronto con i portavoce e i rappresentanti delle Zone omogenee, coordinato da Massimo Vettoretti, per definire il contributo che ciascun territorio potrà offrire allo sviluppo delle politiche previste dal documento.
«La sfida che abbiamo davanti è trasformare un documento strategico in un metodo di lavoro condiviso» sottolinea la consigliera metropolitana delegata Sonia Cambursano. «Sul nostro territorio esistono già molte esperienze che interpretano i principi dell’economia sociale. Ora vogliamo metterle in relazione, creare nuove sinergie e fare delle Zone omogenee il luogo in cui queste opportunità possano crescere e tradursi in progetti concreti a beneficio delle comunità locali.»
L’incontro si svolgerà giovedì 16 luglio dalle 14.30 alle 15.30 in modalità online sulla piattaforma Webex della Città metropolitana di Torino.
La partecipazione è libera collegandosi all’indirizzo https://cittametropolitanatorino.webex.com/meet/statistica.
La durata prevista è di un’ora.