“Sostengo le richieste del Comitato di Redazione: l’emergenza da Covid-19 non diventi pretesto per un ridimensionamento che sarebbe deleterio da tutti i punti di vista. Solidarietà ai giornalisti e alle loro famiglie”
Mi oppongo a qualsiasi strumentalizzazione della crisi in corso, che non può e non deve diventare occasione per operare strategie di ridimensionamento aziendale a qualsiasi livello.
“Tuttosport” non è solo un prodotto editoriale, ma un patrimonio del nostro territorio e la fonte di reddito di tante famiglie. Un patrimonio da valorizzare con strategia e investimenti. L’editore ritiene che l’ulteriore riduzione dell’organico redazionale (già sostanzialmente dimezzato in meno di quindici anni) che il ricorso alla Cassa Integrazione in Deroga comporta sia compatibile non dico con lo sviluppo e la progettualità, ma con la realizzazione di un prodotto editoriale di qualità e capace di stare sul mercato?
La situazione è preoccupante. Non possiamo permetterci l’ulteriore ridimensionamento di questa testata. La mia vicinanza ai membri della redazione e alle loro famiglie è assoluta. La politica si faccia sentire. L’emergenza coronavirus non diventi un pretesto per smantellare.
Per lei l’alternativa del 22 giugno, quando scadono i tempi per la carcerazione preventiva. Una lettera sicuramente dai toni duri che, mi sembra, stia nei limiti del civismo di una protesta comunque contenuta. Eppure la loro situazione appare preoccupante. Una delle firmatarie ha la febbre, è preoccupatissima e ha chiamato la guardia medica. Notizia preoccupante come lo è, ancora la lentezza nella nostra Regione nel fare i tamponi. Il Garante dei diritti dei detenuti del Piemonte ammonisce. Stanno aumentando i contagi in tutte le carceri piemontesi. Fuori controllo Alessandria, Saluzzo e soprattutto Torino. Concretamente: o intervenite subito, cioè oggi, o sarà troppo tardi domani. E francamente non si capisce perchè la macchina della giustizia perché non intervenga .Sempre Enza Colavito cerca di trasformare la sua disperazione in speranza appellandosi alla Costituzione: la presunzione d’ innocenza è, per l’appunto un diritto fondamentale. Essere arrestati perché si è indagati non è indice di colpevolezza. Purtroppo siamo un paese di forcaioli che vedono, anzi il più delle volte vogliono vedere la colpevolezza nell’arresto. Va bene tutto fin tanto che non ci riguarda da vicino. Se riguarda gli altri peggio per loro. Ma i diritti sono di tutti e per tutti. La Colavito – incarcerata per le presunte connivenze con la criminalità organizzata che hanno portato alle Vallette anche l’ex assessore regionale Rosso – potrebbe inquinare le prove o fuggire? La vedo dura, viste le condizioni generali e la meticolosità delle indagini. Poi l’ ultima richiesta (respinta) degli arresti domiciliari era esclusivamente motivata per problemi di salute aggravati dal pericolo del coronavirus. Un atto umanitario che nulla ha che vedere con la colpevolezza. Verissimo che i reati contestati sono gravissimi. Ma è altrettanto vero che i diritti si applicano a chiunque. L’ umanità fa (o dovrebbe fare) parte della giustizia. Altra cosa è la cosiddetta clemenza della corte. Battuta sentita in più film degli anni cinquanta, fatta da difensori d’ufficio svogliati e distratti. Altra cosa è il diritto alla difesa. Ho avuto modo di sentire il Presidente dell’ Ordine degli avvocati quando mia figlia è diventata avvocato. Significando questo diritto ha raccontato un fatto storico a me totalmente sconosciuto. Un importante e famoso avvocato francese ha accettato la difesa di Luigi XVI nel processo che lo condannava alla ghigliottina. Ha accettato pur sapendo che sarebbe stato a sua volta ghigliottinato. Paradossi? Forse, probabile, ma serve a spiegare che nessuno, appunto, deve soprassedere ai fondamentali diritti degli individui.
Durante le elezioni politiche del 1968 non venne discusso abbastanza il progetto di istituire le Regioni a Statuto ordinario, che vennero varate nel 1970 con le prime elezioni regionali abbinate a quelle amministrative. Le Regioni erano un dettato costituzionale da rendere operativo e come tali erano considerate dai partiti di centro-sinistra. La loro realizzazione fu uno dei momenti qualificanti dell’incontro tra democristiani e socialisti.