ilTorinese

Emozione pura: i Mondiali entrano nel vivo con gli ottavi di finale!

 

I Mondiali di calcio 2026 entrano nella fase degli ottavi di finale, dove ogni partita vale una stagione. Da oggi non sono più ammessi errori: chi vince continua a sognare, chi perde torna a casa.
Tra le grandi protagoniste spiccano Francia, Brasile, Argentina, Spagna, Portogallo e Inghilterra, considerate tra le nazionali più accreditate per la conquista del titolo. Restano però in corsa anche squadre capaci di sorprendere, come Belgio, Marocco, Svizzera, Messico e Paraguay, pronte a sfidare i pronostici.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: ogni gol, ogni parata e ogni dettaglio possono fare la differenza in un Mondiale che promette ancora spettacolo, emozioni e colpi di scena fino alla finale.

Enzo Grassano

Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

Motociclista trovato morto all’alba

Ha perso il controllo del mezzo il motociclista di 51 anni che  è stato trovato morto a Mottalciata nel Biellese. L’allarme è scattato poco prima delle 6 di ieri mattina e a scoprire il corpo è stato un passante. La vittima stava percorrendo la provinciale 232 e probabilmente ha avuto un incidente autonomo, perdendo il controllo della moto e schiantandosi a bordo strada.

Torino riscopre il valore del verde: i parchi sempre più protagonisti della vita cittadina

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SCOPRI -TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

 

Torino è una città che sa sorprendere. Chi la visita per la prima volta rimane colpito dalle piazze eleganti, dai portici e dai palazzi storici, ma basta fermarsi qualche giorno in più per accorgersi che uno dei suoi punti di forza è un altro: il verde. Non è un caso che, appena arriva la bella stagione, i parchi si riempiano di persone che leggono un libro, fanno sport, passeggiano con il cane o semplicemente cercano un po’ di tranquillità dopo una giornata di lavoro.

Negli ultimi anni questi spazi sono diventati ancora più importanti. Sempre più torinesi scelgono di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, riscoprendo il piacere di vivere la città con ritmi diversi. Non servono grandi programmi: a volte basta una passeggiata lungo il Po o qualche ora all’ombra degli alberi per staccare davvero dalla routine.

Dal Valentino alla Pellerina, ogni parco ha la sua identità

Tra i luoghi più amati c’è senza dubbio il Parco del Valentino. Affacciato sul Po e a pochi passi dal centro, è uno di quei posti che riescono a mettere d’accordo tutti. C’è chi lo attraversa ogni mattina per andare al lavoro, chi lo sceglie per correre e chi, invece, si concede una pausa sedendosi su una panchina a osservare il fiume. Il Borgo Medievale e i lunghi viali alberati contribuiscono a creare un’atmosfera particolare, capace di far dimenticare per qualche ora il traffico cittadino.

Non meno frequentato è il Parco della Pellerina, il più grande della città. Qui gli spazi sono così ampi da dare quasi l’impressione di essere fuori Torino. Famiglie, gruppi di amici e sportivi condividono gli stessi prati senza che il parco perda mai la sua dimensione rilassata. È uno di quei luoghi che cambiano volto durante la giornata: silenzioso al mattino, vivace nel pomeriggio e più tranquillo nelle ore serali.

Anche il Parco Ruffini continua a essere un punto di riferimento, soprattutto per chi pratica attività fisica. Campi sportivi, percorsi pedonali e aree verdi convivono in uno spazio che ogni giorno viene vissuto da migliaia di persone.

Anche fuori città il verde continua a conquistare

Basta allontanarsi di pochi chilometri dal centro per trovare altri luoghi che meritano una visita. La collina di Superga offre sentieri immersi nel verde e panorami che permettono di osservare Torino da una prospettiva completamente diversa. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alle montagne, regalando uno scenario che continua a stupire anche chi vive qui da sempre.

Poco distante si trova anche il Parco La Mandria, una delle aree protette più estese d’Italia. Camminando tra boschi, prati e antiche cascine si ha quasi la sensazione di essere molto lontani dalla città, quando in realtà il centro è raggiungibile in pochi minuti. È una meta scelta durante tutto l’anno da chi ama passeggiare, andare in bicicletta o semplicemente trascorrere qualche ora immerso nella natura.

Il verde, oggi, non rappresenta soltanto un elemento decorativo. È diventato una parte fondamentale della qualità della vita, un luogo dove rallentare e ritrovare un equilibrio che spesso la frenesia quotidiana fa perdere. Torino, da questo punto di vista, può contare su un patrimonio prezioso che continua a essere apprezzato sia dai residenti sia dai turisti.

Forse è anche questo uno dei motivi per cui il capoluogo piemontese riesce a lasciare un ricordo particolare a chi lo visita. Accanto ai monumenti, ai musei e ai caffè storici esiste infatti una città più silenziosa, fatta di alberi, sentieri e spazi aperti. Una Torino che non cerca di stupire con effetti speciali, ma che conquista poco alla volta, passeggiata dopo passeggiata.

NOEMI GARIANO

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera

Il piano regionale per la sicurezza del territorio: “Investire sulla prevenzione”

DISSESTO IDROGEOLOGICO

 

La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.

Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.

Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:

– Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
– Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
– Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
– Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
– Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
– Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
– Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
– Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
– Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
– Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
– Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
– Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
– Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.

Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.

«Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici».

Secondo l’assessore Gabusi, «accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche».
Gabusi ha concluso sostenendo che «attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori».

Testimoni di Geova, 36mila presenze al congresso

Riceviamo e pubblichiamo

“Al  congresso “Felici per sempre” tenutosi a Torino, all’Arena Inalpi (Palaolimpico), uomini e donne di diverse età hanno abbracciato la fede tramite il battesimo”.

All’Arena Inalpi di Torino si è svolto, da venerdì 26 a domenica 28 giugno, il congresso dei Testimoni di Geova, intitolato Felici per sempre. All’evento hanno partecipato  un totale di 36mila persone, tra fedeli e simpatizzanti provenienti dalla regione Piemonte.

Sabato mattina c’è stato  uno dei momenti più attesi, il battesimo dei nuovi 40 fedeli per immersione totale in acqua, seguendo il modello descritto nei Vangeli del battesimo di Gesù, che fu immerso nel fiume Giordano. Lo scorso anno tra i Testimoni di Geova i nuovi battezzati in Italia sono stati più di 3.800 e nel mondo oltre 304.000.

Antonio Donnarummo, portavoce dei Testimoni di Geova per il Piemonte spiega: Il battesimo è una scelta personale. A battezzarsi non sono i bambini ma uomini e donne, giovani e anziani. Prima di prendere questa decisione, che comporta mettere in pratica i valori cristiani nella propria vita, hanno studiato la Bibbia per molti mesi, spesso per anni .

 

A proposito della sua decisione di battezzarsi, Matteo di Asti ha detto: “Inizialmente abbracciare lo stile di vita cristiano mi sembrava un’enorme montagna da scalare; ma più conoscevo Dio e le sue qualità descritte nella Bibbia, più trovavo risposte. Queste risposte mi hanno portato a fare importanti cambiamenti perché desideravo migliorare la mia vita in tutto e per tutto”. Sua moglie Alexa di 32 anni aggiunge: ” Sono cresciuta come Testimone di Geova, con il tempo ho deciso di cambiare strada e fare altre esperienze di vita. Ma con grande gioia, in questo 2026 ho deciso di battezzarmi perché a distanza di anni ho riscoperto e capito che la Bibbia è veramente la migliore guida che possiamo avere per una vita felice”.

“Avvicinarsi alla fede oggi è una scelta controcorrente, spesso coraggiosa, e la gioia dei nuovi fedeli che si sono battezzati ha avuto un notevole effetto sui presenti” conclude Antonio Donnarummo.

I testimoni di Geova, sono tra le realtà non profit più grandi al mondo nell’organizzazione di congressi, danno vita ogni anno a eventi gratuiti della durata di tre giorni.

L’anno scorso i Testimoni di Geova hanno tenuto oltre 6000 congressi in quasi 500 lingue, tra cui 19 congressi internazionali in 13 paesi. Il numero dei presenti ha superato i 12 milioni.

Solo in Italia, quest’anno i Testimoni di Geova terranno 67 di questi congressi in 18 città.

 

Schiavi senza catene / 3

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SOCIOGRAFIA LETTERE DAL PRESENTE

Proseguiamo nella nostra analisi delle moderne schiavitù, dalle quali quasi nessun settore è escluso, spesso semplicemente per un condizionamento mentale che non vuole farci sentire inferiori a chi ci vive o lavora accanto.

Prendiamo i brand del lusso: non discuto il rapporto costo/qualità che mi è stato spiegato da chi in Paesi esteri quei prodotti produce, ma il fatto che chi non può permettersi determinate borse, capi d’abbigliamento o scarpe griffati li compri contraffatti; può darsi che la qualità non sia così inferiore quanto lo sia il prezzo, ma va ricordato che chi acquista per uso personale merce contraffatta è soggetto ad una sanzione amministrativa da 100 a 7000 euro. Se, però, chi acquista lo fa per regalarlo ad altri, si configura il reato di ricettazione (art. 648 c.p.) punibile, considerata la tenuità, con la reclusione sino a 6 anni ed una multa fino a 1032 Euro. Sicuri che il gioco valga la candela? Perché appiattirci, imitando gli altri, anziché emergere con accessori o abiti unici, artigianali, personalizzati?

Ed eccoci ai social: se non compari in almeno due social non sei nessuno. Si assiste così al fenomeno di chi è iscritto ma apre il profilo ogni mese-mese e mezzo (scelta legittima ma viene meno la funzione social) o, peggio, di chi segue la maggioranza dei commenti senza neppure comprenderne il senso, postando a sua volta commenti che non c’entrano nulla col post originale.

Non dimentichiamo che una grossa fetta della nostra popolazione adulta è analfabeta funzionale: cosa significa? Conosce le lettere, sa leggere parole e frasi brevi, ma non riesce a comprendere il senso di un frase lunga, di un paragrafo. Non legge libri, non sa documentarsi; non comprende il senso di ciò che firma perché, pur leggendolo, non ne intende il significato. Quando a scuola il maestro leggeva un brano e poi ci faceva fare il riassunto, imparavamo proprio questo; ora che il riassunto non si fa più, si vedono i risultati.

Sulla salute poi, ci sarebbe da divertirsi se la situazione non fosse tragica. Avete idea di quanto spendano gli italiani annualmente in integratori alimentari? 5 miliardi di euro, pari a 41 euro circa pro capite, compresi infanti e centenari, collocandoci al primo posto in Europa con una quota di mercato del 26% (considerando che in Europa gli stati sono 44, siamo messi molto male). Ma la cosa sconvolgente è che, esclusa una percentuale pur alta di integratori prescritti dal medico di base o da oculisti, endocrinologi e altri, la quasi totalità se li auto prescrive per correggere parametri ematochimici che magari non controlla da anni. Perché l’amica lo prende e sta meglio, il collega ha trovato giovamento, il cognato del fabbro della suocera gliel’ha caldamente consigliato, ecc.

Tutti sappiamo che nessuno legge i bugiardini, il foglietto che si trova nelle confezione di medicinali, né tantomeno la scritta sulla confezione. Vi è comunque scritto che l’integratore non sostituisce una dieta equilibrata ed una vita sana. Scommettiamo che se conduceste una vita sana, con un’alimentazione corretta effettuando, a seconda dell’età, esami del sangue e delle urine periodicamente non avreste bisogno di integratori o, più probabile, che siano proprio gli integratori a creare problemi? Vale la pena citare che la curcuma, ormai considerata la panacea per ogni male (ci manca solo la aggiungano al disincrostante per wc), in dosi eccessive può provocare un’epatite; nei casi più lievi solo nausea, diarrea e reflusso. Se proprio andate dal medico per segnalare questi sintomi, abbiate almeno la correttezza di citare tutto ciò che assumete, altrimenti cosa siete andati a fare?

Ancora questa e poi non vi torturo più: quanti hanno notato che, in TV, all’ora di cena passano le pubblicità meno adatte nel momento in cui si è intenti a mangiare? Pannolini per incontinenti, prodotti emollienti per le feci, assorbenti con descrizione video di come funziona il flusso mestruale, pomate antiemorroidarie, ecc.

Moltissimi si sono lamentati dell’inopportunità di coniugare quell’orario con quella tipologia di prodotti: ricordiamoci che l’imperatore Vespasiano (a proposito) disse “pecunia non olet” cioè il denaro non puzza. Un’analisi dell’audience ha calcolato che in quel momento stanno davanti alla TV molte più persone che in altri orari e, soprattutto, un po’ tutte le persone interessate ad almeno uno di quegli spot (anziani incontinenti, donne in età fertile) e che, dunque, è quello il momento migliore per mandare in onda quegli spot.

Anche qui avete una soluzione alternativa: spegnere la TV (tanto i programmi iniziano sempre più tardi) e dedicarvi alla famiglia parlando, come forse non fate spesso.

Sergio Motta

Agripiemonteform: Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana 

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La formazione sempre più strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole

 

Nei giorni scorsi Agripiemonteform, l’Ente di formazione costituito nel 1994 per iniziativa di Confagricoltura Piemonte e delle Unioni Agricoltori, ha rinnovato i suoi organi direttivi. Alla presidenza è stata eletta Cristina Donalisio, attuale vicepresidente vicario di Confagricoltura Torino e vicepresidente della sezione Allevatori da Latte. Laureata in Veterinaria, Donalisio gestisce insieme al fratello Cesare l’azienda di famiglia a Volvera sorta nel1908 a Orbassano. Un allevamento di 350 capi di cui 150 vacche in lattazione, impostato con rigore tecnico e scientifico sin dall’aspetto gestionale con grande attenzione alla sicurezza, all’alimentazione fino alla sostenibilità e al benessere animale.

 

Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana, figura molto nota non solo nell’ambito sindacale di Confagricoltura, ma anche in quello della formazione e delle pari opportunità, dove ricopre numerosi incarichi pubblici. “Si tratta di un’eredità impegnativa – afferma Donalisio – Lella è stata infatti alla guida dell’ente per quasi 25 anni e ha saputo guidarlo con successo e farlo crescere attraverso tutte le numerose evoluzioni del sistema della formazione, che hanno richiesto alle agenzie formative professionalità e competenze sempre maggiori. Grazie anche al suo impegno, oggi Agripiemonteform è certificato ISO 9001 e accreditato presso la Regione Piemonte come fornitore di servizi formativi. L’Ente è in grado di gestire progetti finanziati dai fondi europei per lo sviluppo rurale e da quelli interprofessionali, erogare formazione in ambito di sicurezza sui luoghi di lavoro ed effettuare studi e ricerche in campo agricolo per il sistema Confagricoltura. In un contesto agricolo come quello attuale, caratterizzato da rapide evoluzioni tecniche, produttive e politiche, il mio impegno sarà quello di puntare a una formazione sempre più snella e tagliata sulle esigenze specifiche delle singole aziende”.

Il consiglio direttivo di Agripiemonteform ha inoltre eletto come vicepresidente Alessandro Sconfienza, presidente di Anga Piemonte, l’associazione giovanile di Confagricoltura, mentre l’incarico di direttore è stato affidato a Marco Boggetti, funzionario responsabile dell’attività formativa e dell’accreditamento dell’Ente.

 

La formazione rappresenta uno strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole – commenta Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte – e le sfide che attendono il settore, dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, dall’accesso al credito alla gestione del rischio climatico, richiedono imprenditori sempre più preparati e organizzazioni capaci di offrire competenze, servizi e rappresentanza. In questa direzione intendiamo muoverci, sapendo di poter contare sulla struttura solida e collaudata che ci lascia Lella Bassignana”.