ilTorinese

Schianto frontale tra auto e moto: morto ragazzo di 16anni

Ieri in un incidente stradale nei pressi di Asti, sulla strada tra  le frazioni di Valgera e Valmaggiore una Citroen e una moto Ktm 125 che viaggiavano in opposti sensi di marcia si sono scontrate frontalmente per cause da accertare. La vettura si è incendiata e la moto è stata sbalzata. E’ parso subito grave il sedicenne che guidava la moto. Ricoverato all’ospedale di Alessandria è deceduto oggi.

“1898. Una spy story nel Piemonte di fine Ottocento”, tra intrighi, anarchici e verità scomode

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TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono romanzi storici che si limitano a raccontare il passato e altri che riescono a farlo rivivere. 1898.Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento di Nanni Cristino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ambientato nella Chieri di fine Ottocento, il romanzo trasporta il lettore in un’epoca attraversata da tensioni sociali, fermenti politici e profonde trasformazioni, restituendo con grande efficacia l’atmosfera di una città che, all’epoca, rappresentava uno dei più importanti centri tessili italiani.
La vicenda prende avvio nell’ottobre del 1898, durante il governo di Luigi Pelloux, in un momento particolarmente delicato della storia italiana. L’imminente visita del viceministro liberale Guido Meyer fa temere un attentato da parte di gruppi anarchici locali. Per questo motivo i servizi segreti del Regio Esercito inviano a Chieri il tenente Orso Falconeri, incaricato di infiltrarsi tra i sovversivi per scoprire la verità e sventare un possibile complotto.
Da questo spunto prende forma una narrazione che intreccia indagine, mistero e ricostruzione storica. Omicidi, evasioni, intrighi politici e incontri inattesi accompagnano il protagonista in un percorso che si sviluppa tra vicoli, osterie e piazze cittadine, fino a coinvolgere questioni che potrebbero cambiare il destino dell’intera nazione.
Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio il legame con il territorio. Cristino riporta in vita una Chieri scomparsa ma ancora riconoscibile nelle sue radici: le antiche carceri di Palazzo Opesso, l’albergo del Cavallo Bianco in piazza delle Erbe, l’Osteria Aiassa e numerosi altri luoghi realmente esistiti diventano scenari vivi e pulsanti. Grazie a un accurato lavoro di ricerca condotto attraverso documenti d’archivio, vecchi giornali, riviste dell’epoca e cartoline storiche, l’autore ricostruisce con precisione una città attraversata dalle contraddizioni della fine del secolo.
Ma 1898. Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento non è soltanto un romanzo storico. È anche una riflessione sul rapporto tra potere, informazione e verità. Sullo sfondo delle proteste popolari e delle tensioni che caratterizzarono gli anni successivi ai moti repressi dal generale Bava Beccaris, emerge un interrogativo sorprendentemente attuale: chi decide quali siano i colpevoli? E quanto può essere manipolata la percezione della realtà quando entrano in gioco interessi politici e strategie di potere?
Al centro della storia troviamo Orso Falconeri, protagonista lontano dagli stereotipi dell’eroe impeccabile. Ruvido, disilluso, spesso in bilico tra dovere e coscienza, Falconeri si muove in una zona grigia dove nulla è davvero come appare. È un personaggio che conquista pagina dopo pagina grazie alla sua umanità e alla capacità di osservare criticamente il mondo che lo circonda.
Ad arricchire ulteriormente la narrazione c’è una figura femminile affascinante e sfuggente, capace di lasciare il segno senza mai rivelarsi completamente. Una presenza che contribuisce a rendere il romanzo non soltanto un’indagine politica, ma anche una storia di passioni, ambiguità e scelte difficili.
Nanni Cristino, nato e residente a Chieri, è laureato in Storia del Risorgimento ed è autore di numerosi testi scolastici per i licei pubblicati da De Agostini. Già apprezzato autore di thriller e romanzi noir, con 1898.Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento. affronta per la prima volta il romanzo storico, mettendo a frutto la propria conoscenza del territorio e delle vicende dell’Italia post-unitaria. Il risultato è un’opera che unisce il ritmo del thriller alla solidità della ricostruzione storica.
Per chi ama le storie che sanno intrattenere e allo stesso tempo far riflettere, 1898 Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento rappresenta una lettura coinvolgente. Un viaggio nella Chieri di oltre un secolo fa che, tra complotti, segreti e tensioni sociali, finisce per parlare anche del nostro presente. Perché la storia cambia protagonisti e scenari, ma alcune domande continuano a tornare, ostinate, attraverso il tempo.
MARZIA ESTINI

Che fine fanno i ghiacciai, docufilm al Forte di Bard

In un’estate in cui l’impatto del surriscaldamento globale è sempre più evidente, il Forte di Bard rinnova il proprio impegno sulle tematiche ambientali. Martedì 25 agosto 2026, alle ore 20.30, nella sala Archi Candidi, è in programma una serata di divulgazione e approfondimento promossa in collaborazione con Fondazione Montagna sicura e Arpa Valle d’Aosta che si aprirà con la proiezione del film documentario francese Glaciers, enquête sur une disparition (90 minuti, 2025), diretto da Pierre-Olivier François e Judith Rueff e prodotto da Gedeon Programmes con ARTE France.

Il titolo è emblematico di quanto sta avvenendo: in tutto il pianeta i ghiacciai si stanno fondendo a un ritmo allarmante, sconvolgendo gli equilibri naturali e umani. Attraverso un’inchiesta scientifica e umana condotta al fianco di ricercatori, decisori politici e cittadini impegnati, il film esplora le principali conseguenze di questa scomparsa annunciata. Un film forte e necessario, che lancia un allarme sull’urgenza di agire per preservare questi giganti di ghiaccio e, attraverso di essi, il nostro futuro.

Il film verrà proiettato in lingua francese.

COME PARTECIPARE
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria:
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foto. © GEDEON Programmes. Il glaciologo Matthias Huss ispeziona una cavità scavata dall’acqua di fusione nel ghiacciaio del Rodano, in Svizzera.

Via Roma, tenta la fuga dopo i furti nei negozi: arrestato da agenti fuori servizio

Ha lasciato un negozio facendo scattare le barriere antitaccheggio e ha tentato di allontanarsi con una borsa piena di capi e altri articoli rubati: arrestato. È successo in pieno centro, in via Roma, nelle settimane scorse, alla presenza di due agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’UPGSP, una carabiniera della Stazione di Santena e un operatore della Sottosezione Polizia Stradale di Bra.
I quattro, liberi dal servizio e sul posto, hanno assistito alla scena e sono intervenuti subito per aiutare il personale del negozio a fermarlo. Intercettato pochi passi dopo l’uscita, l’uomo, 49enne di origine senegalese, ha cercato più volte di fuggire opponendo resistenza agli agenti, ma è stato bloccato. Nella borsa sono stati trovati due paia di scarpe, un tagliacapelli e un completo d’abbigliamento, refurtiva per alcune centinaia di euro, restituita immediatamente agli esercenti. L’intervento si è chiuso con l’arrivo di una pattuglia delle volanti dell’UPGSP.

Dalle verifiche è emerso che l’uomo risultava già destinatario di un divieto di ritorno nel Comune di Torino e per questo è stato segnalato per inottemperanza. Al termine degli accertamenti è stato accompagnato alle camere di sicurezza e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Torino; il procedimento è nelle fasi iniziali.

VI.G

Regina Elena Odv: a Valdieri la 37esima Festa di Sant’Elena

Domenica 23 agosto si terrà la XXXVII Festa di Sant’Elena a Sant’Anna di Valdieri, da sempre promossa e organizzata dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

L’oratore sarà il Dr Alberto Casirati, Vice Presidente Vicario del Sodalizio apolitico e apartitico creato nel 1985 e che fa parte della Protezione Civile.

L’evento, che per consuetudine si svolge la prima domenica dopo la festa liturgica di Sant’Elena (18 agosto), è organizzato in collaborazione con la Parrocchia e con la Pro Loco di Sant’Anna di Valdieri, e beneficia dei patrocini del Comune di Valdieri, dell’Ente di Gestione Aree Protette Alpi Marittime, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Provincia di Cuneo.

La località della Valle Gesso era il luogo dove la Regina ogni anno amava celebrare il suo onomastico e l’anniversario del fidanzamento, che ebbe luogo il 18 agosto 1896 a Cettigne. 

La biografia di Elena Petrovic Njegos del Montenegro è ricca di episodi che hanno come scenario la frazione e ne confermano l’affetto per la comunità locale. Una copertina della Domenica del Corriere, nel 1907, la ritrae nell’atto di donare giocattoli ai bimbi del posto, perché voleva che il suo onomastico fosse la festa di tutti.

In ragione di questo legame, l’Associazione che ne coltiva la memoria e ne prosegue l’impegno umanitario nel mondo, 30 anni fa, il 24 agosto 1996, inaugurò nella “pineta”, fiancheggiata dalla Provinciale per le Terme, il monumento in onore della seconda Regina d’Italia, promosso e finanziato dal sodalizio fondato 41 anni fa a Montpellier (Francia).

La festa inizierà in Piazzale Regina Elena, di fronte alla chiesa parrocchiale, alle ore 11, con la celebrazione della Santa Messa da parte di S.E.R. Mons. Piero Delbosco, Vescovo di Cuneo-Fossano, e proseguirà con degli attestati di gratitudine e il conferimento del Premio “Valdieri 2026”.

La mostra annuale, allestita nella Sala consiliare del Municipio a Valdieri permetterà al pubblico di ammirare documenti relativi alla suocera di Elena del Montenegro, Margherita di Savoia-Genova, deceduta un secolo fa, ed a sua nuora, Maria Josè di Sassonia Coburgo Gotha, Principessa del Belgio, deceduta 25 anni fa. 

In apertura dell’inaugurazione, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv consegnerà un attestato al Sindaco e al Presidente dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, per l’attività svolta per 37 anni con le istituzioni.

L’anno 2026 si è aperto, il 4 gennaio, con le celebrazioni per il centenario della morte di Margherita di Savoia-Genova, che si spense settantaquattrenne a Bordighera (IM), quando da più di 25 anni regnavano il figlio, Vittorio Emanuele III, e la nuora Elena, dopo il regicidio del padre Umberto I a Monza del 29 luglio 1900. 

Il 31 gennaio si sono commemorati i 190 anni dalla salita al Cielo della ventitreenne Maria Cristina di Savoia: ultimogenita di Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna, e moglie di Ferdinando II Re delle Due Sicilie, beatificata il 25 gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dov’è sepolta.

Il 4 agosto sono ricorsi i 120 anni dalla nascita di Maria José del Belgio (1906-2001), nata Principessa del Belgio, Principessa di Piemonte dall’8 gennaio 1930 e poi terza Regina d’Italia, consorte di Re Umberto II. Salirono al trono 80 anni fa, il 9 maggio, ma lasciarono l’Italia circa un mese dopo dopo il referendum istituzionale.

Infine, il 24 ottobre ricorreranno i 130 anni dalla conversione alla fede cattolica di Elena del Montenegro (1873-1952), e dalle nozze il 24 ottobre 1896 a Roma con l’allora Principe Ereditario.

Elena fu la prima Principessa di Napoli e la seconda Regina d’Italia, per mezzo secolo. Per una vita dedita al popolo e per il sostegno alla ricerca medica, Elena ricevette la laurea honoris causa in medicina dall’Università “La Sapienza” e la Rosa d’Oro della Cristianità, il 5 aprile 1937, anniversario che quest’anno corrisponde alla Pasqua di Risurrezione. Fu l’ultima Rosa d’Oro concessa ad una Regina, da Papa Pio XI, il 7 marzo 1937.

In Municipio si terranno gli interventi delle autorità e la presentazione dell’esposizione da parte del curatore, il Vice Presidente nazionale e Delegato per il Piemonte Pierangelo Calvo. L’esposizione è stata allestita da Milo Ferrua, Vice Presidente nazionale e Presidente del Coordinamento Sabaudo.

La festa di Sant’Elena è sempre sobria ed accogliente, senza l’esibizione d’alcun simbolo, affinché tutti i partecipanti si trovino in posizione paritetica: abitanti e turisti, soci e non. Le uniche bandiere ammesse sono quelle attuali dell’Italia, dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, con il Gonfalone dei Comuni, il Labaro nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ed i gagliardetti degli Alpini.

Alle ore 15 si terrà a Boves, presso la Sala consiliare, la 446^ Giornata Azzurra dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, organizzata con la Città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Carcere Torino, Blengino (Radicali):“Più che un carcere è un ospedale. Sistema da lager”

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“Visitando oggi il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, persone con gravi disabilità, un uomo senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento. Ma la destra preferisce il populismo penale e, intasando le carceri, alimenta fabbriche di recidiva. A Torino sono oltre 1.550 i detenuti, che vivono in celle disumane. Drammatica è anche la carenza di personale. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo sistema carcerario è da lager. La politica faccia tornare in vigore la Costituzione anche dietro le sbarre, dove da tempo è sospesa” – lo afferma Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

Giovanni Damilano, 100 anni di vita esemplare

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

La Regione Piemonte ha conferito un diploma di Benemerenza all’architetto Giovanni Damilano, grande imprenditore nel campo dei vini langaroli – Barolo e Barbaresco  – e delle acque minerali . Poco tempo fa Damilano ha compiuto un agognato traguardo : cent’anni di vita in salute e in piena lucidità. Ho conosciuto bene Damilano come socio del Centro  Pannunzio e sono stato con lui in tanti viaggi in Italia e all’estero. Non ha mai voluto esibire la  sua figura di grande imprenditore: sempre riservato e  nel contempo gran signore.

Un  vero signore piemontese di quelli cantati da Nino Costa . Damilano fece anche il  partigiano , ma in tanti anni di frequentazione, non mi ha mai detto di averlo fatto.  Anche qui dimostrando di non essere a caccia benemerenze. E’ un langarolo esattamente opposto a Farinetti e anche al celebratissimo Petrini. Mai una parola fuori posto, sempre e solo concentrato nel lavoro. Ha una grande passione per l’arte e la laurea in architettura dimostra questa passione. Lo ricordo in un viaggio a Vienna, appassionatissimo della Secessione. Con la moglie anche lei  arzilla vegliarda, andammo insieme ad Altacomba a rendere omaggio al re Umberto II morto in esilio da un anno. E’ un uomo sempre misurato, dedito al lavoro e alla famiglia. Non volle mai impegnarsi in politica o intrattenere rapporti con politici e giornalisti. E’ davvero un piemontese che onora il Piemonte e con la sua vita rappresenta un grande esempio di sobrietà, eleganza, serietà e moralità. Il Presidente della Repubblica dovrebbe conferirgli un’alta onorificenza. Il cavalierato del Lavoro gli spetterebbe di diritto.